martedì 23 agosto 2016

Leroy -Merlin apre a Natal ed assume 220 impiegati

Buone notizie per il mercato del lavoro qui a Natal soprattutto per il livello  della impresa che sta assumendo . Un ottimo pacchetto di benefici ha richiamato ben 45 000 candidati per i 220 posti in concorso . Le selezioni non si sono ancora concluse .


L' apertura è prevista per il 30 Settembre . Sicuramente sarà un duro colpo per il frammentato mercato delle loje di materiale di costruzione : AGAE , Vale do Parà , Armazen Parà , Comjol , ecc . Speriamo che almeno sia una buona notizia per i consumatori . Adesso aspettiamo solo IKEA per toglierci definitivamente dalle palle imprese  dai prezzi assurdi come ETNA .



sabato 13 agosto 2016

Prima di acquistare un elettrodomestico leggete questo post .


Finalmente è  arrivato il  temuto giorno . In verità ero già un poco  preoccupato per il ritardo , ma  alla fine l'Electrolux ce l'ha fatta . Anche questo  nuovo elettrodomestico , un freezer gigante  acquistato per R$ 2500 nel Gennaio 2014 DUE  anni e 7 mesi  fa , è defunto . Preceduto da alcuni sinistri ticchettii generati dal relè termico che tentava di proteggere il compressore che , alimentato ,non partiva  , la scorsa notte è venuto meno .

Avevo aquistato il giorno prima pesci , gamberi ed aragoste con cui già pregustavo una settimana da Dio . In una sola notte tutto è andato praticamente perduto  assieme a decine di altri prodotti freschi .... il frigo come ho precisato era di quelli giganti .

Quattro mesi  fa era deceduta un'altra creatura della Electrolux la mia lavatrice da 15 Kg acquistata ad Ottobre del 2013 per R$ 1500 , ha vissuto  DUE anni  e 10  mesi .

In pratica nessun elettrodomestico Electrolux è arrivato al terzo anno di vita . Si tratta veramente di sfiga o esiste qualcosa d'altro ? Ho effettuato una ricerca su YouTube ed ho trovato innumerevoli video di brasiliani incazzatissimi per aver acquistato Elecrolux . Addirittura uno di loro avrebbe filmato in diretta la distruzione credo a martellate del suo defunto  freezer , tra l'altro molto simile al mio , nel mezzo della strada .

Io ho cercato di affrontare il problema razionalmente così come fatto con la lavatrice . All'epoca della dipartita della lavatrice contattai un riparatore che affermò categoricamente che si trattava della placca elettronica che io avrei dovuto acquistare  a mie spese e che lui avrebbe sostituito .Poichè  la placca nuova sfiorava i 200 reais gli chiesi conferma della diagnosi e lui candidamente affermò che , se dopo la sostituzione la lavatrice continuava a NON funzionare allora il difetto era ANCHE da qualche altra parte ma la placca avrei dovuta pagarla egualmente .


Dopo averlo gentilmente mandato a fare in culo mi sono rivolto direttamente alla Agenzia autorizzata che si assumeva si la responsabilità del risultato ma ad un prezzo pari ad un terzo del valore di acquisto della lavatrice .

Dopo aver gentilmente mandato a fare in culo anche l'Agenzia autorizzata con la sua aria di barone universitario mi sono proposto di risolvere  definitivamente il problema  buttando  via il " cervello " bacato della mia lavatrice e sostituirlo con un piccolo microcontrollore acquistato in Cina per 5 euro . Alla fine di euro ne ho speso 20 ma da allora la mia lavatrice funziona e sono tranquillo che il giorno che si guasterà nuovamente saprò come ripararla .


Trovandomi a modificare tutto ho anche eliminato tutti gli assurdi pulsanti e selettori che fanno di una lavatrice moderna una sede distaccata della NASA .La mia lavatrice è la prima ed unica al mondo che si comanda con un controllo remoto di quelli che si usano per il TV . Il controllo l'ho pagato 40 cent di euro !

Mia moglie , dopo le prime perplessità , oggi utilizza il controllo remoto con disinvoltura .

Il lavoro di " trapianto " mi ha comunque impegnato per quasi un mese perchè ho dovuto ricavare lo schema elettrico della lavatrice , ovviamente introvabile .Durante questo periodo ci siamo arrangiati . 

Purtroppo la stessa cosa non è possibile con il freezer . Infatti mentre , per un breve periodo ,si può vivere senza lavatrice lo stesso non è possibile fare con il frigo . Soprattutto in un paese tropicale come il Brasile . Per questo motivo , ma soprattutto perchè tra due giorni festeggiamo il secondo compleanno del mio bambino e non possiamo fare a meno del frigo , ho deciso , per evitare stress, di acquistare un nuovo freezer , rigorosamente NON Electrolux e molto meno costoso . 

Stamattina alle 9 il nuovo frigo ci è stato recapitato .Per il momento ho collocato l'ingombrante salma nell'area di servizio in attesa di farmi quattro risate con la Agenzia autorizzata di turno . Continua . 

venerdì 12 agosto 2016

3,2,1 ... manca poco che il Brasile decolli !


Lo afferma la nota rivista economica brasiliana ISTO E' ... DINHEIRO .Vari segnali di ottimismo tra imprenditori e investitori indicano che la ripresa della crescita sarà più forte e più rapida del previsto. Dietro agli aumenti consecutivi della borsa, della caduta del dollaro, dell'annuncio di nuovi investimenti e dell'elevazione dell'indice di fiducia nell'economia, c'è un'aspettativa di espansione  del PIL del 2%nel 2017 e del 4% nel  2018.

A me  personalmente questi decolli a razzo alla Flash Gordon mi sembrano anacronistici e preoccupanti . Anche il razzo celeste del dott.Zarro decolla tra il rombo e le fiamme dei motori per poi schiantarsi dul pianeta Mongo . Ecco non vorrei che ci schiantassimo anche noi su Mongo !

In questo momento quello che vedo decollare è il prezzo dei generi alimentari :provate ad acquistare del falso parmigiano o del falso gorgonzola e vedrete i salti che farete .

Se ci fossero dei  collezionisti tra i lettori faccio presente di possedere il primo numero di Flash Gordon riportato nel post ... ed anche i seguenti .
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O empresário Ricardo Roldão é sócio e CEO de uma rede atacadista que deve faturar R$ 3 bilhões neste ano. No dia 15 de março, em um evento na capital paulista, Roldão estava inconformado com os rumos da política e não via outra saída senão o fim do governo Dilma Rousseff. Naquela data, Dilma havia anunciado a nomeação do ex-presidente Lula como ministro-chefe da Casa Civil, cargo que não chegaria a assumir. Dois meses depois, a DINHEIRO teve outro contato com o empresário em um almoço organizado pelo Grupo de Líderes Empresariais (Lide), também em São Paulo. Naquele momento, o presidente Michel Temer estava no cargo havia dez dias e já tinha anunciado a sua equipe econômica. A disposição de Roldão era bem diferente. Animado, ele traçava planos para o momento da virada econômica. Na quarta-feira 20, o dono do Atacadista Roldão foi além e anunciou a abertura de mais cinco unidades – a primeira será em agosto, na cidade de Santos –, totalizando 32.

“Quem demorar muito esperando a crise passar vai perder boas oportunidades”, diz ele . É esse tipo de otimismo o principal ingrediente que possibilitará um crescimento agregado de 6% do PIB em 2017 e 2018, segundo as mais recentes previsões de economistas e instituições ouvidos pela DINHEIRO.

A mudança no humor em relação ao Brasil pode ser constatada em diversos levantamentos. O BTG Pactual e a KPMG estimam que US$ 50 bilhões entrarão no País por meio de fundos dispostos a investir em projetos de longo prazo e em fusões e aquisições, assim que o impeachment for aprovado. A gestora canadense Brookfield, que tem US$ 225 bilhões em ativos, está de olho na infraestrutura e no mercado imobiliário brasileiros. A confiança também está em alta entre os players locais. Embora abaixo da marca dos 100 pontos (patamar otimista), o Índice de Confiança da Indústria (ICI) da Fundação Getulio Vargas (FGV) cresceu 11,6% nos últimos cinco meses, passando de 74,7 pontos para 83,4 pontos, o maior nível desde fevereiro de 2015. Os índices do comércio, dos serviços e dos consumidores seguem a tendência e, em todos os casos, a expectativa futura é muito maior do que a satisfação presente. Ou seja: ainda está difícil, mas vai melhorar.

Acompanhar com lupa os indicadores de confiança é uma rotina para o economista sênior do Banco Pine, Marco Caruso. Embora utilize modelos econométricos para fazer suas previsões, Caruso percebeu que é possível antecipar a tendência do PIB calculado pelo IBGE por dois trimestres ao compará-lo com o índice de confiança da FGV, cuja mediana desde 2001 é de 101 pontos (atualmente o ICI está em 83,4 pontos, conforme descrito no parágrafo anterior). Se a confiança voltar ao patamar histórico já no ano que vem, o PIB poderá crescer, no limite, 3%. Se o patamar de 101 pontos for alcançado apenas em 2018, o crescimento econômico será menor, de 1%. “O meu cenário mais provável ainda é de 1% para o PIB, mas o recado é que o PIB de 2017 está em aberto e depende da retomada da confiança”, diz Caruso.
A projeção do economista está em linha com a mediana do mercado. O Boletim Focus do Banco Central, que compila semanalmente as previsões de cerca de 100 instituições, mostra que os analistas projetam um crescimento de 1,1% do PIB em 2017. Há no mercado consultorias com projeções mais animadoras, como a MB Associados, que prevê uma alta de 2%. “É uma previsão realista, e não otimista, que se dá em cima de uma queda de 8% em dois anos”, afirma Sérgio Vale, economista-chefe da MB Associados. Para que a decolagem da economia seja bem sucedida, há premissas que precisam se concretizar.

Algumas etapas já foram superadas, como a saída do deputado Eduardo Cunha (PMDB-RJ) da presidência da Câmara dos Deputados. “Com o deputado Rodrigo Maia (DEM-RJ) na presidência da Casa, a tramitação dos projetos do governo será muito mais veloz”, diz José do Egito Frota Lopes, presidente da Associação Brasileira de Atacadistas e Distribuidores de Produtos Industrializados (Abad), que projeta um crescimento setorial de 3% em 2017, após dois anos ruins. Ainda na esfera política, há a convicção por parte dos empresários de que o processo de impeachment da presidente Dilma será concluído no fim de agosto, após os Jogos Olímpicos.

EUFORIA DO MERCADO 

Os efeitos da tão aguardada retomada econômica já estão sendo antecipados pelo mercado financeiro. Nas últimas semanas, a Bovespa vivenciou um rali de compras de ações. O Ibovespa, termómetro do otimismo, subiu mais de 30% no ano e está prestes a beliscar os 57 mil pontos, o maior patamar em 14 meses. Nas últimas semanas, o dólar recuou a R$ 3,20, cotação 24% inferior à registrada no período de desânimo total com o governo Dilma, quando a moeda americana chegou a valer R$ 4,19. O real valorizado é interpretado como um sinal de confiança do investidor estrangeiro no País da mesma forma que a alta do dólar decorria da crise política e econômica. Porém, o setor empresarial vê com cautela essa valorização, pois teme a concorrência dos importados. “Não adianta nada retomar o PIB em 2017 se os importados invadirem o mercado interno”, diz Heitor Klein, presidente da Associação Brasileira das Indústrias de Calçados. “Precisamos de um dólar em torno de R$ 3,50.” Além de se proteger principalmente dos produtos chineses, o setor calçadista brasileiro quer ampliar as exportações, que hoje representam 15% do faturamento. A meta é chegar a 25%.

O setor externo pode fazer toda a diferença no PIB de 2017. Nas contas do economista-chefe do Banco Fibra, Cristiano Oliveira, o PIB crescerá 2,1% no ano que vem, sendo que o tripé consumo-investimento-gasto público será responsável por apenas 0,5 ponto percentual e o setor externo por 1,6 ponto percentual. “Em 2017, teremos até superávit em conta corrente depois de vários anos de déficit”, diz Oliveira. A indústria química também está de olho nesse protagonismo do setor externo, principalmente da balança comercial. Nos últimos 12 meses, o câmbio mais desvalorizado impulsionou as vendas ao exterior em 22% e reduziu a participação dos importados no mercado interno de 35% para 32%. “Precisamos de estabilidade cambial”, diz Fernando Figueiredo, presidente da Associação Brasileira da Indústria Química (Abiquim), que torce pela recuperação dos seus clientes dos segmentos de automóveis, cosméticos e alimentos. “Se o PIB crescer 2% no ano que vem, a expansão do setor poderá ser de 2,5%.”

Na ponta otimista do mercado – ou realista, como os analistas gostam de frisar – também está a equipe econômica do Banco Santander, que projeta uma expansão de 2% do PIB em 2017 e de 2% a 3% em 2018. Além da retomada da confiança, o economista-chefe do banco, Mauricio Molan, destaca a importância da queda dos juros básicos, que resgataria o apetite de empresários e consumidores. Na quarta-feira 20, o Comitê de Política Monetária (Copom) do Banco Central decidiu manter a Selic em 14,25% ao ano, mas é muito provável que um ciclo de afrouxamento monetário seja iniciado até o fim do ano. “O Banco Central tem plena autonomia para definir a taxa de juros”, afirmou Temer, no mesmo dia. A maioria dos analistas se divide entre os que acreditam num corte em outubro e os que apostam em novembro. Para o Santander, os juros deveriam cair em agosto. “A inflação está numa trajetória de queda consolidada e não há uma pressão de demanda”, diz Mauricio Molan, economista-chefe do banco. “A taxa de juros no nível atual está muito acima do equilíbrio.”

A redução dos juros é um ingrediente necessário para a retomada do crédito. Em 2016, a oferta total deverá crescer apenas 1%, segundo o Banco Central. “No ano que vem será possível o crédito crescer perto de 5%”, diz Nicola Tingas, consultor econômico da Associação Nacional das Instituições de Crédito, Financiamento e Investimento (Acrefi). “O crédito é pró-cíclico e a expansão econômica, inevitável.” Tingas prevê uma expansão de 2% do PIB em 2017 e de 3,5% a 4% em 2018. A favor do crescimento também está a ociosidade nas empresas, que poderão rapidamente religar suas máquinas. Para manter o clima positivo, o governo anunciará um pacote para estimular a economia e servir de contraponto ao ajuste fiscal.

Para os setores ligados ao consumo, o item-chave que determinará o clima dos negócios é o desemprego, que continuará subindo até meados do ano que vem, mas num ritmo cada vez mais lento. Por outro lado, o bolso do consumidor ficará aliviado pela queda da inflação. É de olho nesse efeito benéfico que a Associação Paulista de Supermercados (Apas) projeta um crescimento real de, ao menos, 2% nas vendas em 2017. “Qualquer melhora na renda ou no emprego ajuda o setor de bebidas, alimentos, cosméticos e perfumaria”, diz Rodrigo Mariano, gerente de economia e pesquisa da Apas.

Como em qualquer cenário prospectivo, há diversos riscos à sua concretização. Na política, o principal deles é o avanço da Operação Lava Jato e eventuais impactos na cúpula do governo Temer. Além disso, há a possibilidade de o ex-presidente Lula ser candidato em 2018, ressuscitando ideias econômicas rechaçadas pelo mercado. Na área fiscal, o principal obstáculo é convencer os sindicalistas dos problemas que o adiamento da reforma da previdência gerará às futuras gerações. Lá fora, a lista de incertezas é grande, incluindo Donald Trump (leia reportagem na pág. 28).
Apesar dos riscos, é crescente o número de investidores que apostam no Brasil. Na quinta-feira 21, o Tesouro Nacional captou US$ 1,5 bilhão em papéis de 30 anos , aproveitando o apetite global por ativos de risco. O Instituto Internacional de Finanças, formado pelos 500 maiores bancos do mundo, acredita que o País crescerá 1,5% em 2017 e mais de 3% no ano seguinte.

Até o Fundo Monetário Internacional mudou de ideia. Na terça-feira 19, o órgão revisou de zero para 0,5% a alta do PIB em 2017. É uma projeção tímida, já defasada, mas que deverá crescer mais rápido e forte do que muitos imaginam. Se tudo ocorrer como o previsto, não será difícil imaginar nos próximos anos uma nova capa da revista The Economist com o Cristo Redentor decolando. Para os brasileiros, cada vez mais confiantes, será notícia velha.

giovedì 11 agosto 2016

Cosa succede se ....

Oggi vorrei analizzare una questione  mi viene spesso posta dai lettori . La maggior parte di coloro che decidono di trascorrere un pò di tempo in Brasile da NON residenti , ha acquistato  in passato un piccolo appartamento per trascorrere le ferie o i  lunghi mesi invernali italiani . Molti sono pensionati che trascorrono alcuni mesi in Brasile senza rinunciare al benefit della assistenza sanitaria italiana  ed al piacere di portare a passeggio i nipotini .








Molti di questi appartamenti sono in realtà degli aparthotel , termine relativa-mente sconosciuto in Italia ma che in pratica significa che l'immobile può essere usato anche come  hotel con la intermediazione di un cosiddetto pool hotelleiro .

Tante parole per significare che la tassa di  condominio , prima o poi schizzerà alle stelle nonostante le piccole dimensioni dell'appartamento . Non è raro pagare 1000 o più reais al mese per un appartamento di 38mq. 

Dietro questo costo elevato ci sono dei presunti servizi a disposizione che spesso però non sono erogati . La assenza prolungata del proprietario contribuisce   al caos generalizzato ed al potere assoluto del sindaco/a del condominio . 

Molti proprietari stranieri decidono allora di vendere l'immobile  anche allo stesso prezzo di acquisto , rinunciando quindi allo scopo di un investimento immobiliare che dovrebbe essere quello di guadagnare almeno il 5% all'anno di valorizzazione immobiliare . Tuttavia l'elevatissimo valore del condominio impedisce anche la vendita . Ci si trova pertanto ostaggi della Amministrazione del Condominio . In pratica , controllando il consenso della Assemblea di condominio attraverso le deleghe ed altri ignobili trucchetti , un piccolo gruppo di proprietari , spesso brasiliani , può di fatto impadronirsi della gestione dell'immobile a proprio favore .

In questo caso estremo alcuni proprietari stranieri , non residenti , decidono  di ricorrere ad un estremo rimedio , ovvero interrompere  il pagamento del condominio . E qui veniamo alla questione .

Conoscendo la legge brasiliana e le sue lungaggini burocratiche cosa rischia un residente all'estero a parte vedersi negativato il CPF ? 


martedì 9 agosto 2016

Ratti , barate , formiche , escrementi nei prodotti processati ? Niente paura , la legge lo consente .


Recentemente, a Anvisa (Agência Nacional de Vigilância Sanitária) proibiu a venda de cinco marcas de extrato e molho de tomate com pelo de roedor acima da média permitida pelo órgão.
Muitos internautas então perguntaram: "Quer dizer que um pouco de pelo de rato é tolerado?".
A resposta é sim.
A legislação brasileira tolera a presença não só de pelo de ratos, mas também de pedaços de moscas, baratas, aranhas, formigas, areia, pelo humano, teias e até excrementos animais -desde que estejam dentro do limite estabelecido por lei.
Quem determina este limite é o RDC-14, um conjunto de leis criado em 2014 que determina quanta "sujeira" é aceita num alimento sem que isso cause problemas de saúde para o consumidor.
Ali diz quantos fragmentos -ou seja, partes visíveis ou não a olho nu- de matéria estranha (insetos, excrementos, animais e pelos) pode haver no alimento. Antes, não havia regulamentação para os limites de tolerância.
"Os fragmentos podem ser macros ou microscópicos. Ou seja, podemos encontrar um pelo de rato inteiro ou em fragmentos tão pequenos que não seja possível visualizá-los a olho nu".
Para se ter uma ideia, 100 gramas de molho de tomate podem ter até dez fragmentos de insetos (como formigas e moscas) e/ou um fragmento de pelo de roedor.
Pelos de rato também são toleráveis em frutas desidratadas (1 em cada 225 g de uva passa), chás (2 em cada 25 g), especiarias (1 em cada 50 g de pimenta do reino) e achocolatados (1 em cada 100 gramas).
Veja alguns exemplos:
  • Molho e extrato de tomate, catchup e outros derivados: um fragmento de pelo de roedor a cada 100 g, dez fragmentos de insetos (como moscas e aranhas) a cada 100 g
  • Doces em pasta e geleia de frutas: 25 fragmentos de insetos a cada 100 g
  • Farinha de trigo: 75 fragmentos de insetos a cada 50 g
  • Biscoitos, produtos de panificação e confeitaria: 225 fragmentos de insetos a cada 225 g
  • Café torrado e moído: 60 fragmentos de insetos a cada 25 g
  • Chá de menta ou hortelã: 300 fragmentos de insetos em 25 g, cinco insetos inteiros mortos em 25 g, dois fragmentos de pelos de roedor em 25 g
  • Orégano: 20 fragmentos de insetos em 10 g
Mas isso é normal?
Para a especialista em legislação (Ingrid Schmidt-Hebbel, coordenadora do Tecnologia em Gastronomia do Centro Universitário Senac-Santo Amaro), a produção de alimentos industrializados totalmente isenta de fragmentos de insetos e outros animais é inviável:
"Isso se deve ao fato dos insetos e outros animais habitarem as lavouras e serem 'carregados' no momento da colheita".
Além disso, os animais podem entrar em contato com os alimentos no transporte e no armazenamento, antes de sua transformação na indústria. "Esta legislação tolera as matérias estranhas inevitáveis, que ocorrem mesmo com adição de boas práticas e em alguns alimentos especificamente", explica.
Não é só no Brasil que é assim. Nos Estados Unidos, por exemplo, o FDA (Food and Drug Administration), órgão responsável pelo controle dos alimentos no país, aceita fragmentos de animais em alimentos industrializados em níveis bem próximos aos nossos.

E faz mal?

A existência de pelo de rato e outros insetos nos alimentos, desde que dentro dos limites estabelecidos pela Anvisa, não faz mal para a saúde. Segundo Schmidt-Hebbel, saber da existência do pelo de rato no molho de tomate, por exemplo, causa repulsa, mas não dano.
"Os alimentos industrializados são submetidos a processos que elevam sua temperatura, o que ajuda a matar a maioria dos micro-organismos", explica.

O que acontece com as empresas reprovadas?

Quando o lote de um alimento é reprovado pela Vigilância Sanitária, a empresa é notificada e deve, obrigatoriamente, recolher os produtos.
O descumprimento da regra caracteriza infração à legislação sanitária, e a empresa pode ser punida com interdição, cancelamento de autorização e multa de R$ 2 mil a R$ 1,5 milhão.
Já o consumidor que adquiriu um produto reprovado tem direito a fazer a troca ou ter o seu dinheiro de volta. Para isso, é preciso entrar em contato com o serviço de atendimento ao cliente do fabricante e/ou um advogado.
Não existe uma periodicidade padrão para que a fiscalização nos alimentos seja feita. As vigilâncias sanitárias dos Estados e municípios costumam realizar os testes. Quando há irregularidade, a Anvisa é notifica e proíbe o consumo. Fonte: Uol