mercoledì 22 luglio 2015

Ho un immobile in Brasile , posso richiedere il visto da investitore ?

Da alcuni anni il Brasile non è più visto solo una meta turistica ma sempre di più come una nazione dove emigrare in cerca di una opportunità per  migliorare le proprie condizioni di vita .

Il primo problema da risolvere , se si vuole emigrare in Brasile , è quello di ottenere un visto permanente che consenta non solo di risiedere liberamente ma soprattutto di lavorare . In Brasile infatti è severamente proibito agli stranieri lavorare senza il permesso di soggiorno pena l'immediato rimpatrio .


Pertanto , indipendentemente da quale sia il vostro obiettivo : lavoro dipendente o attività in proprio il visto permanente è indispensabile . Comunque , a meno che non si tratti di un professionista con particolari abilità , gli stipendi per un lavoro dipendente sono bassi ed insufficienti ad uno stile di vita europeo . 

E' inutile consultare i siti di ricerca di lavoro brasiliani come Cathonline e simili . Le richieste sono rivolte a brasiliani o a persone dotate di carteira de trabalho ( Libretto di lavoro brasiliano ) , identità , CPF , e titolo di studio valido in Brasile . 

E' inoltre consigliabile , prima di decidere di trasferirsi  in Brasile avere una buona conoscenza del Portoghese ed aver trascorso almeno alcuni mesi come turista . Per quanto riguarda il regime dei visti  potete consultare la seguente guida o consultare il sito del consolato brasiliano di Milano .


Quale è dunque la strada più pratica per restare in Brasile ed iniziare subito a lavorare ? Ebbene la strada è quella che lo stesso Governo brasiliano indica con le sue leggi  : conseguire un visto permanente come investitore .

Per conseguire questo tipo di visto è necessario costituire una Società , versare sul conto della stessa un minimo di  R$ 150 000 e poi richiedere il visto al Ministero allegando tutta la documentazione richiesta dalla legge .

Esiste tuttavia un'altra possibilità di ottenere il visto di investimento ed è quello di utilizzare gli investimenti già realizzati in Brasile per capitalizzare la società ed evitare quindi di versare i  R$ 150 000 . Una grande quantità di italiani infatti possiede un immobile in Brasile che utilizza sporadicamente ma che può diventare la chiave di ingresso nel Paese consentendo loro di aprire un conto corrente , affittare legalmente l'immobile durante il periodo di assenza , lavorare o comunque risiedere per il periodo che si vuole senza incorrere nei limiti del visto turistico .

Una volta concessa l'autorizzazione il visto va ritirato in  Italia presso il  Consolato brasiliano di riferimento ( Roma o Milano ) . Potete seguire via internet l'andamento del vostro processo cliccando qui .Una volta approvato , il visto è pubblicato sul Diario Oficial da Uniao 

Aver ottenuto il visto non vi vincola assolutamente a vivere costantemente in Brasile . Potete tranquillamente continuare a viaggiare , permanere in Italia per lunghi periodi se lo ritenete necessario .Il solo vincolo è quello di non allontanarvi dal Brasile per oltre due anni di seguito 


Una volta in possesso del visto  dovrete rientrare in Brasile entro 90 gg ed  avrete 30gg per recarvi alla PF per completare la procedura e ricevere  il vostro RNE .


Per saperne di più scrivete a : vivereinbrasile.visa@gmail.com  


sabato 11 luglio 2015

Consigli per evitare di essere assaltati ... a Parigi

Giusto per controbilanciare il post precedente che ha generato un certo allarmismo . Naturalmente potrei pubblicare un analogo vademecum per Roma , Londra , ecc 

Parigi è una città generalmente tranquilla, ma la spensieratezza della vacanza non deve farvi dimenticare le norme minime di sicurezza. Attenzione, quindi, a ladri e scippatori pronti a colpire i turisti anche a Parigi come in ogni grande città. Occhio a borse e portafogli nei luoghi affollati. Mettete in una tasca interna soldi, documenti e carte di credito o lasciate tutto nella cassaforte dell'hotel. A proposito non dimenticate di farvi consegnare la ricevuta del deposito.
Non lasciate mai le vostre borse aperte, non portate troppi soldi e mettete i documenti in una tasca interna o in una piccola borsa sotto i vestiti, non mettete il portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni. Meglio ancora, per girare senza pensieri non portate con voi cose di valore, portate solo i contanti necessari per le spese di una giornata.

LE ZONE DI PARIGI DA EVITARE E QUELLE DOVE STARE PIÙ ATTENTI

In tutte le grandi città ci sono quartieri, dove bisogna stare più attenti e posti che è meglio non frequentare soprattutto di notte. Qualche piccolo consiglio su come evitare imprevisti vi aiuterà a stare più tranquilli mentre visitate la città.
In generale, i luoghi affollati e le zone di maggiore interesse turistico sono punti strategici per i borseggiatori che possono approfittare della ressa per mettervi le mani in tasca e frugare nelle vostre borse per poi dileguarsi rapidamente nella folla.
Di giorno, quindi, state attenti mentre viaggiate in metropolitana nelle ore di puntaoppure se state passeggiando a Montmartre e nel Quartiere Latino. Attenti a borse e borsette, meglio se usate una tracolla da portare avanti e non lateralmente.
Se di notte le strade meno trafficate e i quartieri isolati vi fanno sentire meno tranquilli, meglio evitare Pigalle, la zona intorno alla Tour Eiffel, Le Halles e il Centre Pompidou. A ora tarda sono da evitare anche stazioni della métro come Gare du Nord, Strasbourg St-Denis, Réaumur Sébastopol, Montparnasse Bienvenüe, Châtelet-Les Halles e Château Rouge a Montmartre.
Per qualsiasi tipo di soccorso, trovate dispositivi di allarme in tutte le fermate e in alcuni corridoi delle stazioni.

COSE DA NON FARE A PARIGI E UN PO' OVUNQUE:

  • Evitate di mostrare tutto il contante che avete e dividetelo in diversi tagli da tenere separati.
  • Quando siete a ristorante o seduti ad un tavolino di un caffè, non appendete la vostra borsa alla sedia; non lasciate incustodita la borsa nei camerini dove provate gli abiti.
  • Non poggiate telefonino e portafogli sui tavolini o sui banconi nei locali pubblici; non metteteli in una tasca esterna della vostra borsa o dei pantaloni.
  • Assicuratevi di aver chiuso bene porte e finestrini della vostra auto, non lasciate in vista telefonino, macchinetta fotografica, portafogli e borse anche se vuoti: qualcuno potrebbe essere tentato di forzare la serratura o rompere un vetro dell'auto.
  • Portate in viaggio con voi una fotocopia del vostro documento d‘identità che lascerete nella vostra residenza temporanea a Parigi. In caso di smarrimento: se l'avete perso contattate il consolato, mentre se vi è stato rubato fate anche la denuncia alla polizia.

BUONO A SAPERSI PER CHIEDERE AIUTO A PARIGI

Se mentre siete in viaggio a Parigi, avrete qualche difficoltà o anche solo bisogno di informazioni trovare tra i poliziotti che pattugliano le strade qualcuno che vi comprenda anche se non parlate in francese, potrete riconoscerli dai colori della bandiera sul loro distintivo. Con il programma SAVE (Système d'Accueil des Victimes Étrangères - Sistema di Accoglienza Vittime straniere), è possibile richiedere l'assistenza di poliziotti bilingue per deporre le denunce nella vostra lingua. La Polizia francese ha 20 commissariati aperti 7 giorni su sette a tutte le ore del giorno e della notte per accogliere denunce di reati e fornire assistenza alle vittime. Trovate indirizzi e numeri di telefono nella pagina emergenze e numeri utili.

CONSOLATO ITALIANO A PARIGI

Per l'assistenza nei casi di emergenza a Parigi potete fare riferimento al Consolato Generale d'Italia che si trova:
5, Boulevard Emile Augier
75116 PARIS
Tel : 01 44 30 47 00
Fax: 01 45 25 87 50
Cellulare di Servizio per emergenze: 06 07 22 72 56
E-mail : informazioni.parigi@esteri.it
Sito web: www.consparigi.esteri.it

IN CASO DI EMERGENZA SANITARIA

Nel caso di piccoli o grandi emergenze sanitarie (incidenti, malori) gli italiani a Parigi hanno diritto all'assistenza sanitaria gratuita. Trovate tutte le informazioni nella nostra pagina Sanità, ospedali e pronto soccorso a Parigi.

sabato 4 luglio 2015

Suggerimenti per ridurre il rischio di essere assaltati

Con l'aumento della criminalità ,sostenuto da un lato dalla droga e dall'altro dalla sensazione di impunità  cresce la necessità di adottare dei criteri basilari di comportamento che tendono ad evitare il rischio di essere assaltati o quanto meno di ridurre il danno .
Di seguito un delegato di polizia fornisce questi suggerimenti suddivisi per situazione : in auto , in omnibus , alla banca , a ristorante/bar ecc . 

A questi suggerimenti aggiungo uno mio personale : munirsi di un bel cornetto portafortuna .




lunedì 22 giugno 2015

Brasile : una delle più prospere cleptocrazie del mondo



Cleptocrazia (dal greco: κλέπτω "kleptō" (rubare) e κράτος "kratos" (governo), ovvero governo del furto) è un termine informale a carattere denigratorio, adottato per indicare una modalità di governo deviata che rappresenta il culmine della corruzione politica e una forma estrema dell'uso del governo per la ricerca della rendita personale di chi occupa posizioni di potere.

O Brasil é uma das mais prósperas cleptocracias do mundo (porque governado por ladrões poderosos, que se enriquecem ilicitamente com o exercício do poder). Ao mesmo tempo é uma República, onde a lei, teoricamente, valeria igualmente para todos. Nenhum privilégio é compatível com a ordem republicana. A última rodada da Operação Lava Jato (que prendeu, dentre outros, os donos da Odebrecht e da Andrade Gutierrez, que integram o topo da organização criminosa cartelizada, que faz anualmente a pilhagem de bilhões do erário) foi batizada de “erga omnes” (a lei e a Justiça valem para todos).

Isso é uma realidade ou um desejo? Igualdade pra valer e império da lei haveria se moralmente já tivéssemos alcançado os países escandinavos, por exemplo (Suécia, Noruega, Dinamarca, Finlândia e Islândia). Mas ainda não é o caso. No escândalo da Petrobras as instituições do poder jurídico de controle estão funcionando. Mas há uma nítida divergência entre o “código Moro” e o pensamento do STF.

Para Sérgio Moro não haveria investigação eficaz sem a prisão dos poderosos cleptocratas (ou seja, dos grandes ladrões do país). Para o STF o encarceramento em Curitiba não é necessário (no final de abril liberou 9 executivos, como sabemos). A tendência clara é que todos os novos encarcerados acabem indo para prisões domiciliares, com controle eletrônico e outras medidas cautelares alternativas. Dentre essas deveria figurar em primeira linha a fiança. Até hoje não entendi por que o STF não está fixando fianças de milhões contra esses executivos e donos de empreiteiras. Fere o senso comum a ausência de milionárias fianças nesses casos (para garantir eventual reparação dos danos, em caso de condenação).

Todos sabemos que não será tarefa fácil transformar o Brasil cleptocrata (da roubalheira generalizada promovida pelas bandas podres dos donos do poder econômico, financeiro, político, governamental, administrativo e social) numa verdadeira República (da igualdade perante a lei). O desejo de mudança briga com nossa cruel e extrativista História. É trabalho para muitos anos, mas é preciso começar prontamente. O povo deve ser salvaguardado das bandas podres que exercitam o poder.

Dois obstáculos (dentre tantos outros) devem ser derrubados. São eles: too big to fail (há grupos e empresas que são muito grandes para quebrar, para falir) e too big to jail (não há ninguém numa República que seja tão grande que não possa ir para a cadeia ou para a prisão domiciliar). Os grandes grupos econômicos e financeiros praticam chantagens para não quebrarem.


 Na crise de 2007-2008 vários bancos e grandes empresas estavam na iminência da falência. O governo norte-americano teve que ajudar todos, para o sistema capitalista não desmoronar.

O Brasil de 2015 enfrenta problema semelhante: ajudar ou deixar as grandes empreiteiras quebrarem (ou se empobrecerem fortemente)? Apesar de todas as acusações graves contra elas, sabe-se que o governo está tentando ajudá-las (inclusive estimulando para que participem de novas licitações). É do DNA do Brasil e do brasileiro (em geral) a permissividade frente ao ordenamento legal . O “tudo acaba em pizza” não é, no Brasil, um fenômeno incomum. Resta saber até quando queremos suportar o peso de viver num país jurídica, educacional e socialmente fracassado.

Fonte : Jusbrasil 

mercoledì 17 giugno 2015

La Receita Federal usa Facebook per scoprire gli evasori !

Con l'Agenzia delle entrate brasiliana non si scherza . Da oggi le pagine Facebook dei contribuenti possono diventare una spia del tenore di vita e quindi una base di calcolo per stimare il reddito presunto e confrontarlo con quello dichiarato .

Pertanto da oggi occhio a vantarsi di viaggi , acquisto di auto o oggetti di lusso sulle reti sociali . Il " leone " è in agguato pronto a mordere .

Cada vez mais tecnológica, a Receita Federal está agora de olho nas Redes Sociais.

Desta forma, muitas pessoas que sonegam o Imposto de Renda e compartilham com seus amigos suas viagens, veículos caros, casarões de luxo, roupas de marca, em suma, um padrão de vida elevado e que não condiga com a situação narrada na Declaração de Imposto de Renda, poderão "cair na malha fina".

Esta informação foi dada pelo próprio secretário nacional da Receita, Jorge Rachid, em entrevista no Ministério da Fazenda. “As redes sociais são uma fonte bastante rica para a fiscalização, não só para o Imposto de Renda, mas também para questões de aduana”, afirmou.

Oficialmente, no entanto, o Fisco, não assume que há qualquer orientação neste sentido, contudo, os auditores e fiscais podem consultar os perfis dos contribuintes sempre que julgarem necessário.

Para consultar se caiu na malha fina, o contribuinte deve acessar a página da Receita e obter o extrato do Imposto de Renda, disponível no e-CAC (Centro Virtual de Atendimento). É necessário usar o código de acesso gerado na própria página ou certificado digital emitido por autoridade habilitada.

Após identificar as ditas inconsistências, o contribuinte tem a opção de enviar uma declaração retificadora ao Fisco e assim, sair da malha fina. Resolvida a situação, caso tenha direito à restituição, ela será incluída normalmente nos lotes do IR.

Fonte : Jus Brasil