venerdì 12 settembre 2014

Plano de saúde é condannato ad indennizzare i consumatori di protesi cardiache acquistate a loro spese

A Quarta Turma do Superior Tribunal de Justiça (STJ) manteve decisão que obrigou o Plano de Assistência Complementar de Saúde da Santa Casa de Misericórdia de Juiz de Fora (MG) a indenizar consumidores que tiveram de pagar por próteses indispensáveis à realização de cirurgia de angioplastia.

O Ministério Público de Minas Gerais considerou abusiva a cláusula contratual que excluía da cobertura o implante das próteses cardíacas, que à época custavam em torno de R$ 2.500 cada.
Na ação civil pública, o Ministério Público pediu que a seguradora fosse condenada a ressarcir os consumidores lesados, a reformar a cláusula excludente e, ainda, a pagar indenização no valor de R$ 100 mil para o Fundo Municipal de Direitos do Consumidor em razão de dano moral coletivo.

O juízo de primeiro grau reconheceu a nulidade da cláusula excludente, mas julgou improcedentes os pedidos indenizatórios. O Tribunal de Justiça de Minas Gerais (TJMG) reformou parte da sentença apenas para atender ao pedido de indenização pelos danos individuais, mas negou a indenização que seria revertida ao fundo municipal.

Relação comum
O acórdão considerou que a ação civil coletiva manejada pelo Ministério Público, prevista no artigo 81 do Código de Defesa do Consumidor (CDC), oferece uma proteção específica de direitos individuais homogêneos. Daí a negativa ao pagamento de danos morais coletivos.

No recurso especial para o STJ, o Ministério Público insistiu na tese de que também caberia reparação pelos danos morais coletivos.

Com base em precedentes do STJ, o ministro Luis Felipe Salomão, relator, afirmou que o CDC e a Lei 7.347/85, que disciplina a ação civil pública, “aplicam-se reciprocamente naquilo que lhes é compatível, para as ações que digam respeito à violação de interesses individuais homogêneos, coletivos ou difusos, sempre que a situação subjacente disser respeito a direitos do consumidor”.

Ele analisou as diferenças entre essas categorias de direitos e concluiu que a legislação prevê consequências bem distintas a cada espécie de interesses levados a juízo.

Em relação ao caso analisado, Salomão defendeu que, “embora a eventual negativa indevida do plano de saúde possa gerar danos individuais, antecede a essa recusa uma relação jurídica comum a todos os contratantes, que podem ou não vir a sofrer danos pela prática abusiva identificada na ação”.

Prejuízos individuais

Diferentemente do que entendeu o acórdão do TJMG, Salomão considerou que um direito coletivo também foi violado, e não exclusivamente um direito individual homogêneo. Essa violação justifica a condenação imposta à seguradora de ajustar a cláusula ilegal nos contratos para atingir o grupo de segurados de forma idêntica e indivisível e até mesmo os consumidores futuros do plano de saúde.

Contudo, Salomão enfatizou que essa cláusula ilegal não teve outras consequências lesivas além daquelas experimentadas por quem, concretamente, teve o tratamento embaraçado ou precisou desembolsar os valores ilicitamente sonegados pelo plano. Esses prejuízos, explicou, dizem respeito a direitos individuais homogêneos.

O ministro considerou que não houve dano indenizável de ordem coletiva – cujas vítimas seriam todos os atuais contratantes do plano – nem de ordem difusa – em relação aos indetermináveis futuros contratantes do plano de saúde.

A Turma manteve o acórdão do TJMG, mas com base em fundamentação diversa. Os ministros afastaram o entendimento de que, por se tratar de ação direcionada à tutela de direitos individuais homogêneos, jamais caberia a condenação por danos morais coletivos.

giovedì 11 settembre 2014

Il consolato italiano "onorario" di Salvador de Bahia

Il minimo che posso fare è pubblicare questo commento sconvolgente , prego coloro che si servono del consolato onorario di Salvador di commentare ed eventualmente contestare quanto detto perchè alcune affermazioni mi sembrano veramente incredibili . Ma è vero che a Salvador non hanno la macchinetta per prendere le impronte digitali e bisogna andare a Recife ? Ma lo sanno al consolato quanto costa un volo Salvador - Recife , taxi e pernottamento ? Ed io che  credevo che solo al Consolato " onorario " di Natal succedessero queste cose . Non lo sapevate ? Anche noi dobbiamo andare a Recife , solo che da Natal ci possiamo andare anche in autobus ! 


"Se il consolato è lo specchio del paese che rappresenta e dei propri cittadini, quello "onorario" di Salvador è praticamente l'immagine del 4° mondo.

Non una parola sugli uffici, vecchi, sporchi, ed un ambiente da bar dello Sport con una specie di mensa pubblica in basso, odore nauseabondo di cibo che invade tutto il locale, pare di essere alla fiera di sao joaquim, fogli ingialliti in bacheca che nessuno aggiorna o toglie e ambiente fatiscente. Quello che è vergognoso è la totale inefficienza e menefreghismo degli impiegati che ci lavorano.

Una certa Fernanda è così indolente che non alza nemmeno i piedi quando cammina, .....li trascina, e si sposta inutilmente da una scrivania all'altra con occhio perso nel vuoto, una pigrizia da far invidia ad un Bradipo ed una faccia disgustata per essere stata condannata a vita a lavorare lì. (LICENZIATELA O MANDATELA A RACCOGLIERE BANANE AL POLO SUD).

Sull'efficienza invece siamo a livelli preistorici. Non rispondono alle email, (troppa fatica) non rispondono al telefono, puoi stare settimane intere a provare sia durante l'orario che fuori orario. Se per puro caso ti risponde qualcuno, non sa niente e l'unica cosa che ti dice di ...andare sul sito... (un modo gentile per mandarti a fare in culo).
Sei così costretto a recarti personalmente semplicemente per chiedere un modulo o una semplice informazione banale che in 3 secondi avresti ricevuto per email o telefono. Devi perdere giornate intere, affrontare viaggi di ore se non abiti a Salvador devi prenotare un albergo per una settimana perchè puoi stare tranquillo che NIENTE SI RISOLVERA' IN GIORNATA. Scoprirai che manca sempre qualcosa o non ti avevano detto che i documenti dovevano essere in duplice copia o mille altre banalità che avrebbero potuto dirti per email o telefono evitandoti continui viaggi. Puoi stare tranquillo che dovrai ritornarci almeno 3 o 4 volte prima di sbrigare qualsiasi semplice pratica.

UN CONSOLATO CHE DI "ONORARIO" HA SOLO IL COSTO CHE DEVI AFFRONTARE per un diritto sacrosanto che potrebbe essere facilmente soddisfatto con una email o telefonata e un minimo di interesse per la professione che svolgono gli impiegati. UNA VERGOGNA ASSOLUTA.

L'ultima perla è che per rinnovare il passaporto non hanno la macchinetta per prendere le impronte digitali e così devi prendere un volo ed andare a Recife. Ma quanto cazzo costa questa macchinetta ? vi facciamo noi Italiani residenti qui a bahia una donazione. Ci sono 7.000 italiani a bahia, con 1 R$ a testa ve la compriamo noi cristo e ci evitiamo migliai di R$ spesi tra viaggi aerei, hotel, ristoranti, tempo e tutto il resto per essere costretti ad anadre a RECIFE. UNA VERGOGNA DA 4° MONDO"

Fonte : commento pubblicato di un lettore del Blog con nome e cognome 

Il Brasile alle urne : sfide ed incertezze alla vigilia del voto

Un interessante articolo di Giorgia Sanchini sulle elezioni politiche in Brasile 

Tempo di bilanci, per il Brasile, e di nuove prospettive. A un mese dall'inizio della competizione elettorale - che avrà luogo il 5 ottobre con il primo turno - lo scenario politico appare quanto mai fluido. La scomparsa del leader del Partito Socialista (PSB) Eduardo Campos, avvenuta in un incidente aereo a Santos il 13 agosto scorso, ha letteralmente scompaginato quelle che sembravano proiezioni di voto relativamente stabili, e che attribuivano all'attuale Presidente Dilma Rousseff una vittoria molto probabile al secondo turno.
In particolare, le più recenti indagini sulle intenzioni di voto evidenziano l'emergere di un "terzo polo" in costante ascesa e sempre più in grado di insidiare il vantaggio della Rousseff sugli altri candidati alla presidenza. Effetto combinato dell'improvviso cambio di leadership nel PSB, affidata all'ambientalista Marina Silva (candidata alla vicepresidenza in ticket con Campos), oltre che alla disaffezione di una parte dell'opinione pubblica nei confronti di alcune politiche del Partido dos Trabalhadores (PT).
Una delle idee chiave della campagna elettorale di Eduardo Campos, per cui era molto apprezzato dagli investitori internazionali, dalla World Bank e dell'opinione pubblica contraria a un eccessivo interventismo statalista, era quella di legare a doppio filo politica e management tecnocratico, interpretando l'uno come strumento di efficace realizzazione dell'altra.
La ricetta politica di Campos, già Ministro di Scienza e Tecnologia nel primo governo a guida PT, potrebbe definirsi come un mix tra istanze tipiche di un certo conservatorismo socialista, e di valori progressisti più spiccatamente di sinistra. Ciò - richiedendo un supporto trasversale e non ideologico - gli avrebbe garantito voti di opinione più che di appartenenza, requisito fondamentale per innalzare la qualità di una democrazia.
Come il Partido Social-Democratico Brasiliano (PSDB) guidato da Aécio Neves, il PSB di Campos era fortemente critico nei confronti delle politiche macroeconomiche del Governo Rousseff, in particolare per il fallimento nel contenimento dell'inflazione entro il target del 4.5% (le ultime stime indicano un'inflazione al 7-7.5% per i beni i cui prezzi non siano artificialmente calmierati), e per le distorsioni causate dal credito "sussidiato" erogato da banche poste sotto il controllo pubblico.
Contestualmente, PSB e PSDB evidenziano la necessità di semplificare i bizantinismi del sistema fiscale brasiliano - uno dei principali fattori della pessima performance del paese in termini di "Ease of doing business" secondo il ranking 2014 della World Bank, che lo classifica 116esimo su scala mondiale - e incentivare gli investimenti privati nelle infrastrutture, vera e propria sfida per lo sviluppo.
Il tentativo di Campos di combinare questo approccio ai temi economici con alcuni valori più tradizionalmente socialisti sembrava aver trovato la quadra nell'inaspettata alleanza con Marina Silva, ex Ministro dell'Ambiente per Lula e forte di 20 milioni di voti ottenuti nella competizione elettorale del 2010, quando - sfidando Dilma - aveva ottenuto un terzo posto con il 19% delle preferenze. L'idea alla base della "strana alleanza" era quella di appaiare in un insolito dream team due anime politiche diverse, potenzialmente complementari ed ugualmente figlie del PT, presentando il duo Campos-Silva come il prodotto meglio riuscito dell'eredità politica di Lula, nonostante l'aperto sostegno di quest'ultimo alla "sua" candidata Rousseff.
Nonostante l'immensa popolarità di Marina in Brasile, l'operazione non sembrava però produrre i risultati sperati, considerato che, nel mese di luglio, il PSB poteva contare su non più dell'8% delle intenzioni di voto.
Alleata di Campos più per caso che intenzionalmente (aveva accettato di correre come vice a seguito dell'esclusione - ad opera del tribunale elettorale - del proprio partito Rete Sostenibilità), la Silva si è ritrovata catapultata alla guida di quello che fino a qualche settimana fa era considerato il terzo partito brasiliano.
Già, perché le più recenti proiezioni di voto lasciano intravedere lo spazio per uno stravolgimento senza precedenti del panorama politico e partitico del gigante sudamericano.
A fronte di un 8% di consensi per il duo Campos-Silva rilevato da Datafolha nell'ultimo sondaggio prima dell'incidente aereo - un risultato piuttosto modesto di fronte al 36% di preferenze per Dilma Rousseff e al 20% per Aécio Neves - le ultime rilevazioni con Marina Silva candidata alla presidenza (18 agosto) attribuiscono il 21% al PSB, il 36% al PT e ancora il 20% al PSDB di Neves.
Nella simulazione di un secondo turno che vedrebbe fronteggiarsi al ballottaggio Silva e Rousseff - ipotesi sempre più accreditata con il passare delle settimane - , le intenzioni di voto per la prima raggiungerebbero il 47%, quelle per il presidente uscente il 43%.
In una rilevazione divulgata il 26 agosto, l'IBOPE attribuisce al PSB a guida Silva addirittura il 29% al primo turno, contro il 34% di Dilma e il 19% di Aécio Neves, praticamente attribuendo all' "effetto-Marina" il potere di raccogliere correndo da sola il triplo dei voti rispetto al duo con Campos.
Con la concreta possibilità che Marina Silva divenga il nuovo Presidente del Brasile, mettendo fine a 12 anni di egemonia del PT, c'è da domandarsi quanto dello spirito del Partito Socialista immaginato da Campos possa essere reintegrato nel programma di governo della nuova candidata, e quanto invece il profilo stesso del partito non rischi di venire snaturato da una virata radicale e da un'impostazione del tutto nuova, che annullerebbe l'intento del PSB di porsi come "terza via" tra il PT e il PSDB.
Nelle elezioni del 2010, Marina Silva conquistò 20 milioni di voti con il Partito Verde proponendosi come outsider, o candidato "di protesta". Nel 2008, infatti, aveva lasciato il suo incarico da Ministro dell'Ambiente in polemica con alcune politiche del Governo Lula da lei considerate in contrasto con la preservazione dell'Amazzonia, come il sostegno da parte del Ministro dell'Agricoltura all'espansione delle piantagioni di canna da zucchero per la produzione di etanolo - un business milionario per il paese - anche in regioni protette.
Oggi esercita un potere magnetico di attrazione dei voti degli indecisi, dei delusi dalla politica, di coloro che non erano intenzionati a votare, il che giustifica l'erosione relativamente modesta di preferenze a discapito degli altri due principali candidati.
La biografia di Marina Silva, figlia di raccoglitori di caucciù amazzonici, analfabeta fino a 16 anni, compagna di lotte di Chico Mendes per la difesa del'Amazzonia, e ritenuta una delle ambientaliste più influenti del mondo, basterebbe già a rendere la sua figura assolutamente carismatica. Se si aggiunge che, ad oggi, è la prima candidata afroamericana alla presidenza della Repubblica, che è una figura disallineata e può vantare un richiamo idealistico agli anni migliori dell'era Lula, è facile immaginare un forte afflusso di consensi in suo favore, composto trasversalmente da giovani progressisti, ambientalisti, abitanti dei grandi centri urbani, devoti della Chiesta pentecostale evangelica di cui anch'essa fa parte (in Brasile - paese a maggioranza cattolica - questa conta il 22% dei fedeli) e delusi del PT "estilo Dilma".
Restano da risolvere contraddizioni cruciali con alcune posizioni del PSB e degli alleati della coalizione, come l'atteggiamento da tenere nei confronti dell'agribusiness, settore con il quale la Silva - a differenza di Campos - ha già sperimentato aperti contrasti.
L'opposizione al diboscamento illegale da parte di latifondisti e imprese agricole e l'impegno per la preservazione della biodiversità amazzonica (7 milioni di km2, con oltre 60.000 specie diverse di piante), occupano in Brasile grande spazio nel dibattito pubblico, e c'è consapevolezza dei rischi corsi dall'ecosistema più grande del mondo.
D'altro canto, l'agribusiness rappresenta attualmente il 22% del PIL brasiliano, ed è responsabile del 40% delle esportazioni (95 miliardi di $ nel 2011). Il settore agricolo richiede decisi investimenti in R&D, introduzione di nuove tecnologie e incremento della produttività, oltre che infrastrutture in grado di accompagnare l'estensione della frontiera agricola. E' già in atto un processo di "globalizzazione" del capitalismo agrario, in grado di organizzarsi per cogliere opportunità associate alle food crisis e di effettuare investimenti finanziari su vasta scala.
Valutazioni lungimiranti e non ideologiche dovranno essere alla base delle future scelte politiche in questo settore, così come andranno trovate soluzioni al palese rallentamento della crescita economica, a una qualità dell'istruzione e dell'assistenza sanitaria non all'altezza di un paese a reddito medio, all'insostenibilità sul lungo periodo di un modello di sviluppo trainato dai consumi piuttosto che dagli investimenti.
Per chiunque sarà chiamato a governare, occorrerà una visione strategica e articolata, accompagnata da un occhio di riguardo per gli investitori internazionali, troppo spesso spaventati da proclami di cambiamento in seno alle economie emergenti, e comunque estremamente sensibili ad ogni scostamento dalla continuità nel solco della stabilità finanziaria e del quadro politico.
Fonte : huffingtonpost.it

domenica 7 settembre 2014

Quando gli Operatoti del Plano di Saude sono costretti a pagare il SUS

Se avete un Plano de Saude ma, per qualsiasi motivo , siete costretti ad utilizzare il SUS,  il vostro Operatore  è obbligato dallo Stato brasiliano a rimborsare al SUS la prestazione erogata . Questo si chiama efficienza ! Peccato che i soldi li becchi lo Stato e non il cittadino che ha pagato il Plano . Mi sembrerebbe più giusto  fare a metà  perchè il cittadino ha comunque avuto un disagio .

O valor arrecadado pelo Ministério da Saúde (MS), por meio da Agência Nacional de Saúde Suplementar (ANS), para o ressarcimento ao Sistema Único de Saúde (SUS) chegou a R$ 184 milhões de janeiro a julho deste ano. Esse valor supera o que foi ressarcido pelas operadoras de planos de saúde ao SUS ao longo do ano inteiro de 2013, quando foram obtidos R$ 183,2 milhões. O balanço foi apresentado pelo ministro da Saúde, Arthur Chioro, e pelo diretor-presidente da ANS, André Longo.

O ressarcimento ocorre quando os consumidores dos planos de saúde são atendidos na rede pública. Os pagamentos efetuados para a agência reguladora são repassados ao Fundo Nacional de Saúde (FNS) e aplicados em ações e programas estratégicos do Ministério da Saúde.

Nos últimos anos, a ANS tem aumentado o volume de recursos reembolsados, intensificando a cobrança desses valores às operadoras de todo o país. O resultado deve-se ao constante aprimoramento dos processos de gestão e à contratação de novos servidores para agilizar o ressarcimento.

Além disso, houve a priorização da inscrição das operadoras inadimplentes em dívida ativa e a determinação para que as operadoras incluam em seus balanços a dívida com o ressarcimento, com garantias e provisões para as dívidas atuais e futuras. São formas de induzir ao pagamento efetivo pelas empresas.

Como funciona

Para o ressarcimento ao SUS, a ANS identifica o paciente atendido pelo sistema público e cruza as informações desse paciente com o banco de dados da agência reguladora, cujo cadastro de usuários é abastecido pelos planos de saúde. A partir da identificação de um usuário com plano de saúde que tenha sido atendido no SUS, a ANS notifica a operadora sobre os recursos que devem ser ressarcidos e cobra a devolução.


Caso as operadoras não paguem, são encaminhadas para inscrição em dívida ativa da ANS e no CADIN, que é o cadastro informativo de créditos não quitados do setor público federal. A inscrição no CADIN impede a contratação com o poder público. Já a inscrição em dívida ativa é uma fase prévia à cobrança judicial. Em função disso, a operadora não consegue obter certidão negativa de débitos perante a ANS e fica desabilitada para o Programa de Conformidade Regulatória.
Este ano, até julho, os valores encaminhados para inscrição na dívida ativa atingiram R$ 104,43 milhões. Desde 2011, já foram encaminhados para inscrição em dívida ativa R$ 425,5 milhões. Até o final do primeiro semestre de 2014, havia 462 operadoras ativas inscritas em dívida ativa da ANS em função do ressarcimento ao SUS. O valor total atualizado em cobrança judicial é R$ 579,24 milhões.

Fonte : Tribuna do Norte

Plano de Saude : dove reclamare in caso di disservizio

A Agência Nacional de Saúde Suplementar (ANS) suspendeu, somente neste mês, a comercialização de 123 planos de saúde de 28 operadoras por desrespeito aos prazos máximos de atendimento e por negativas indevidas de cobertura. 

Esse é o resultado do 10º ciclo do Monitoramento da Garantia de Atendimento, medida existente desde o final de 2011 que visa a solução ágil dos problemas de assistência ao beneficiário de plano de saúde. Há hoje 50,7 milhões de consumidores com planos de assistência médica e 21 milhões com planos exclusivamente odontológicos no país.

Em contrapartida, a ANS autorizou a reativação de 104 planos de 34 operadoras que tinham a comercialização até então suspensa, já que houve comprovada melhoria no atendimento ao cidadão nos últimos três meses. Desde o início do programa, 991 planos de 141 operadoras já tiveram as vendas suspensas.

A medida é aplicada com base nas reclamações recebidas nos canais de relacionamento da agência reguladora (Disque ANS, portal da ANS e 12 núcleos da ANS existentes nas cinco regiões do país).

Neste 10º ciclo, foram recebidas 13.009 reclamações. A todas elas foi aplicada pela ANS a mediação de conflitos entre consumidores e operadoras de planos de saúde. O objetivo é a resolução das reclamações de origem assistencial em até cinco dias úteis pelas operadoras. “Monitoramos de forma permanente as reclamações dos consumidores junto aos canais de relacionamento da ANS. Com a mediação de conflitos, estamos induzindo as operadoras a solucionar os problemas de forma ágil. Portanto, é fundamental que os consumidores relatem à Agência as dificuldades que não tiverem sido solucionadas por suas operadoras”, ressaltou o diretor-presidente da ANS, André Longo.

Detalhamento 

O 10º ciclo de Monitoramento da Garantia de Atendimento reuniu reclamações recebidas na ANS de 19 de março a 18 de junho deste ano. Desde então, ocorre a análise e revisão das soluções aplicadas pelas operadoras e se elas atenderam de forma efetiva a demanda dos consumidores.

Fonte : Tribuna do Norte