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I falsi miti del Brasile

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Quali sono i “falsi miti” del Brasile? In Brasile tutto era facile. Oggi tutto é complicato. É lo scotto che si paga quando un paese cerca di eliminare la corruzione senza prima aver deburocratizzato l’apparato statale. Se pensate che qui non si pagano le tasse é un grande errore. Il fisco é ben organizzato anche se non riesce a controllare tutte le attivitá. Ovviamente se devono scegliere di controllare un brasiliano o uno straniero, pensate un po chi controlleranno? Poi ad esempio, se non fate nessuna dichiarazione dei redditi, neanche quella di esente, vi bloccano il CPF (codice fiscale) e fino a quando non lo regolarizzate non potete acquistare o vendere immobili e movimentare conti bancari. La violenza é in aumento ma non é a livelli critici. Ciò che invece non é un mito ultimamente é la caccia alle streghe verso un certo tipo di stranieri che però sta facendo vittime anche tra le persone che vivono e lavorano dignitosamente in Brasile. Sempre di più ci sono persone che finiscono sul giornale come mostri e che probabilmente non lo meritano. Ultimamente anche i giornali italiani hanno fatto eco alle notizie che arrivano dal Brasile e ormai chi viene in questo paese viene tacciato di turista sessuale o pedofilo. Qui però ci sono anche tanti italiani che lavorano, che hanno famiglia e che sanno come stanno le cose veramente. Il Brasile non é solo quello dei bar a luci rosse, che in fondo gli stessi brasiliani ci hanno fatto sognare quando nei cartelloni di propaganda turistica appariva in primo piano il fondo schiena di una brasiliana nella spiaggia di Copacabana. Qual’é il costo della vita locale? É il 45% meno caro che in Italia se si tiene conto un tipo di vita all’europea. Negli ultimi 3 anni i prezzi sono aumentati del 60%, 30% dovuto all’inflazione e 30% alla rivalorizzazione del reale sul dollaro e euro. In fondo non é piú conveniente come prima, ma si riesce ancora a vivere bene con mille euro al mese (tenete presente che lo stipendio minimo é di 120 euro al mese). Quali sono i maggiori ostacoli incontrati dagli italiani che si trasferiscono in Brasile per affari? Per prima cosa la burocrazia, poi la difficoltá a reperire informazioni serie e professionisti e lavoratori qualificati, i costi di avviamento molto cari (certo non comparabili a quelli europei). Poi c’é la parte la parte di visti e residenza che a volte diventa un vero e proprio incubo. Le lungaggini fanno vivere in uno stato di insicurezza nel quale é difficile investire. Ovviamente, a parte la burocrazia che é dilagante, non si puó generalizzare rispetto agli altri inconvenienti. Esistono differenze sostanziali tra le grandi cittá e il sud, e il nord est e l’interno del paese. Purtroppo le aree piú belle del paese e di maggiore interesse per i piccoli investitori sono le piú disagiate, direi disastrate. Peró in fondo non é differente dalla realtá italiana, specie nel passato.
Fonte : Intervista a Giovanni Caporaso del 20 Gennaio 2008


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