domenica 3 maggio 2009

La comunità italiana in Brasile

Quella brasiliana la quinta comunità di italiani residenti all’estero, preceduta da Germania, Argentina, Francia e Svizzera. La comunità italiana in Brasile è composta da 292.519 italiani iscritti alle Anagrafi consolari nel 2004 e quasi centomila in meno iscritti all’AIRE (189.340), ma si stima che i cittadini brasiliani di origine italiana siano circa otto milioni. I settori più coperti dalle PMI “italiane” sono: “abbigliamento” (751 imprese), “mobilio e legno” (682 imprese), “prodotti alimentari” (517 imprese), “metallurgia” (404 imprese). “edilizia” (333 imprese), “macchine non elettriche” (323 imprese). In questo contesto le prospettive di una cooperazione con l’Italia sono reali. 84 progetti finanziati dai Ministeri degli esteri e del lavoro Sono 84 i progetti a favore degli italiani residenti in Brasile finanziati tra il 1998 e il 2002 dal Ministero del Lavoro e dal Ministero degli Affari Esteri. La maggior parte di essi ha riguardato i settori del Turismo, Impresa e Commercio. Le circoscrizioni consolari più coinvolte sono state San Paolo (26 progetti), Rio de Janeiro (18), Curitiba (9) e Belo Horizonte (5). Ad esempio «Il Gruppo Fiat è arrivato in Brasile 50 anni fa con una piccola azienda d'importazione di macchine agricole. Oggi, le 23 imprese del gruppo costituiscono uno dei più grandi conglomerati industriali del Paese. È il primo mercato per la Fiat dopo l'ltalia e la principale destinazione degli investimenti del gruppo fuori dall'Europa. Questo é l’identikit delle imprese che investono in Brasile. Per questi c’é l’aiuto del Governo italiano, dell’Ambasciata, dei Consolati e dei politici. L’elezione ad esempio del Senatore Edoardo Pollastri e avvenuta grazie a questa comunitá industriale e agli italiani nati in Brasile. Ben differente é invece la situazione dei piccoli imprenditori che stanchi dello stress e del tran tran quotidiano hanno deciso di cambiar vita e sono venuti in Brasile alla ricerca di pace e tranquillitá, investendo i loro risparmi o magari vendendo la casa che gli hanno lasciato i nonni in ereditá. Questi sono sparpagliati sulla costa, da Rio de Janeiro a Sao Luis, con maggiori concentrazioni nell’area di Salvador di Bahia, Natal e Fortaleza. La maggioranza di questi “nuovi ëmigranti” hanno investito in piccoli immobili, turismo e ristorazione. Sono proprietari di bar, agenzie di turismo, piccoli hotel, ristoranti, appartamenti per affitto turistico, internet caffé, ecc. Loro sono completamente abbandonati dalle autoritá italiane. I consolati li evitano e non li assistono e quando diventano vittime di taglieggi o fatti di cronaca. In questi casi i nostri rappresentanti si limitano a dire: “si rivolga ad un avvocato” e al massimo forniscono il numero dell’avvocato di fiducia che in genere é un parente di qualcuno che lavora nel Consolato. Ancora peggio quando i consoli onorari quasi non parlano l’italiano. Molti espatriati sono vittime della burocrazia, di professionisti senza scrupolo, di estorsioni (ma non della malavita per intenderci) e di un’economia che spesso é difficile da comprendere. Ma chi sono e quanti sono questi ragazzi che cercano una nuova vita all’estero? E sono poi tutti “ragazzi”? L’ identikit é: tra i 20 ed i 45 anni; con patrimonio tra i 50 e i 200 mila euro; l’88% di sesso maschile; il 66% sono laureati; il 27% sono figli di industriali o commercianti. Solo il 4% é sposato con figl”. La maggior parte di loro cercano un’attività davanti o sulla spiaggia, dove far soldi ed eliminare lo stress. In fondo, desiderano piú fare una scelta di vita, piuttosto che dare una svolta economica alla vita. Bisogna peró tener conto che questo tipo di attività sono stagionali e non sempre danno il ritorno desiderato. Una piccola attività spesso produce entrate appena sufficienti a sopravvivere. In molti casi é meglio un business non stagionale che lasci il tempo necessario per andare al mare a rilassarsi quando se ne sente il bisogno. A livello europeo le statistiche segnalano peró l’amore, non il lavoro, in testa ai motivi d’ espatrio. Secondo un recente studio ci si sposterebbe dal proprio paese d’ origine per stabilirsi all’ estero, in primo luogo, per raggiungere l’anima gemella. Le opportunità professionali sono menzionate solo dal 25% del campione, mentre le decisioni legate a storie d’amore primeggiano con un 30%, secondo quanto hanno dichiarato gli emigranti intervistati.

Fonte : Intervista con Giovanni Caporaso del 20 Gennaio 2008

4 commenti:

  1. voglio trasferirmi con la mia famiglia in brasile

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  2. io anche ...
    senza!

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  3. http://www.amazon.com/sempre-tanto-Italian-Edition-ebook/dp/B00DZPYZY4

    per respirare l'aria di una Roma meravigliosa e divertirsi un po'...

    :)

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    Un romanzo ricco di atmosfere italiane e brasiliane. Ebook.

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