sabato 30 gennaio 2010

Inaugurato a Ravello l'auditorio progettato da Niemeyer


Un teatro affacciato sul panorama di Ravello. Dalla forma di triangolo allungato, proteso verso il mare. Si inaugura oggi , 29 Gennaio 2110 , l'auditorium di Ravello, miracolo dell'architettura con veduta sulla costiera amalfitana.

Dopo 10 anni di polemiche ambientaliste e ricorsi in tribunale, si conclude il progetto ambizioso di Domenico De Masi, grazie anche all'autorevole nome del suo progettista, Oscar Niemeyer, storico dell'architettura mondiale, che nel 2000, all'età di 92 anni, ha sfidato le critiche e se stesso, accettando di lavorare in uno spazio piccolo, molto diverso dalle grandi distese a cui era abituato.

Al "grande vecchio" di Belo Horizonte, 102 anni vissuti a Rio de Janeiro, si deve la città di Brasilia, la storica sede della Mondadori a Segrate e altre centinaia di edifici passati alla storia. Mai, però, si era trovato a confronto con un ristretto lembo di terreno a strapiombo sul mare. Una piccola superficie di grande fascino. «È stata una sfida per lui - spiega De Masi, presidente della Fondazione Ravello, promotore del progetto, primo a sottoporre l'idea all'architetto brasiliano - ne parlavo proprio ieri con Josè Sussekind, il suo maggiore collaboratore, tra i più grandi strutturisti al mondo, arrivato a Ravello per l'inaugurazione. Niemeyer non viaggia più in aereo, non lo ha visto da vicino ma so cheè molto soddisfatto del suo lavoro».

A tagliare il nastro stamattina alle 11,30, il presidente della Regione Antonio Bassolino. Poi la prova del fuoco, l'accoglienza del pubblico. Due giorni di concerti e incontri con l'esibizione della Banda dell'Arma dei Carabinieri, la mostra "Oscar Niemeyer: architetture italiane"a cura di Luca Biancoviso e il gala di danza della Escola do Teatro Bolshoi del Brasile. Domani, invece, una giornata quasi interamente dedicata all'architetto brasiliano con dibattiti e convegni a cui intervengono, tra gli altri, Massimilano Fuksas, Paolo Portoghesi, Oliviero Toscani, Mimmo Jodice, Lina Wertmuller. Giornata intensa che in serata propone due spettacoli imperdibili. La "Nona" di Beethoven eseguita dall'Orchestra e dal Coro del San Carlo di Napoli diretti da David Afhkam e Lucio Dalla, con un concerto in chiave sinfonico-cameristica dei suoi successi e delle musiche di Vivaldi.

Domenica mattina sarà invece Salvatore Accardo con la musica delle "Quattro stagioni" di Vivaldi con l'Orchestra da camera italiana a salutare il pubblico. Coinvolti anche 22 tra i cuochi più premiati della Campania, chiamati a preparare menù da "stelle Michelin", con in testa don Alfonso Iaccarino.

È solo l'inizio: l'auditorium si prepara a offrire spettacoli per 12 mesi all'anno. «Cominciamo con 5 week-end a partire dal 13 febbraio - spiega De Masi - con l'Orchestra di Roma e le formazioni di altri tre paesi europei, Austria, Germania, Polonia. Ogni volta alla musica sarà accompagnata una novella di Boccaccio letta da attori napoletani noti. Si comincia con Iaia Forte. Abbiamo molte idee per il futuro. L'auditorium è un centro polivalente, non è un teatro lirico, faremo musica per bambini, popolare, classica e danza». Prezzi dai 5 ai 10 euro per il rodaggio, anticipa De Masi, «il costo di un biglietto del cinema, poi quando tra due anni diventerà il più grande auditorium d'Europa, vedremo».

406 posti, sale di registrazione e prove d'orchestra, magazzini, sale macchina, due piani di garage per 110 posti. Un investimento di 18,5 milioni di euro ricevuti dalla Regione e da istituzioni private. L'edificio raccoglie sotto una sola cupola il parterre, il palcoscenico e il foyer. Durante gli intervalli, il pubblico si può spostare in una sala adiacente per contemplare il panorama della costiera amalfitana. «Caso unico al mondo - continua De Masi - la cupola che copre l'auditorium per metà è protesa nel vuoto, l'altra metà copre contemporaneamente il parterre, il palcoscenico e lo spazio del foyer dà su un panorama strepitoso che guarda verso il mare». Un progetto che si augura di assegnare valore aggiunto alla costiera amalfitana. Patrimonio naturale giudicato intoccabile, come hanno dimostrato le polemiche degli ambientalisti che hanno contrastato i lavori in questi anni.

Il 23 settembre del 2000 Niemeyer consegna il plastico a De Masi e Bassolino, 10 disegni e il concept del progetto. Poi sono trascorsi anni, 72 mesi per avviare i lavori e 8 sentenze della magistratura, ricorsi al Tar di Italia Nostra, che ritiene l'opera illegittima per una zona di alto valore paesaggistico. «Sono sicuro che chi vedrà l'Auditorium - conclude De Masi - si accorgerà di quanto sia stato costruito nel rispetto del territorio».

-TIZIANA COZZI

Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate qui un vostro commento