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Crisi Greca ed effetto sull’euro

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Come anticipato nel recente articolo postato sul Blog : Guadagnareinbrasile ” Come salvare i propri risparmi in euro e guadagnare ” la crisi Greca non è affatto finita .

Non credete a facili soluzioni del problema . Gli speculatori , grossi e piccoli , non si sono affatto fermati e l’instabilità sui mercati continuerà .
L’effetto complessivo sarà un indebolimento dell’euro gia arrivato in queste ore a 2.28 con il real brasiliano . Le motivazioni sono tante e soprattutto di natura politica . Tutto è iniziato , come pensano in molti , per la necessità degli Stati Uniti gravati da un enorme debito pubblico di avere sottoscrittori per i suoi bond . Pertanto gli USA avrebbero iniziato una politica sotterranea tesa a screditare l’euro a favore del dollaro . L’potesi in realtà sta in piedi e come . Naturalmente l’appetito vien mangiando e gli speculatori non hanno tardato a capire che avrebbero potuto lucrare sulla debolezza dell’euro .
Grazie alle alchimie di Goldman Sach , una banca americana appunto , il debito tossico della Grecia è stato nascosto ai partner europei e la terra di Ulisse è stata ammessa al banchetto dei grandi . Al momento opportuno però , questo momento appunto , la polpetta avvelenata ha prodotto i suoi effetto letali . La rigidità dei tedeschi ha alimenta l’effetto contagio ed il gioco è fatto . La Grecia sull’orlo della bancarotta e l’euro che scricchiola .
Ma il boccone è troppo appetitoso per lasciarlo andare così presto . Inoltre i problemi irrisolti sono ancora molti e l’instabilità la farà da padrone per le prossime settimane o mesi . Pericolosissimo entrare in Borsa in questo momento . Le discese degli indici , spesso sono ottime occasioni di acquisto , ma in momenti come questo la parola d’ordine è prudenza . L ‘ indice BOVESPA oggi è caduto del 3,35% sotto i 65 000 punti , il livello più basso da Febbraio scorso .

5 Commenti

  1. Crisi mercato immobiliare: quando finirà?
    Pubblicato da Filadelfo in Acquisto Casa, Acquisto Immobili, In Evidenza.
    Venerdì, 7 Maggio 2010.

    mercato immobiliare crisiBorse in avaria, euro a picco, disoccupazione record e grandi sospetti, dopo il crac della Grecia, sui conti pubblici “reali” di tutti i Paesi dell’Eurozona. Su queste basi si fonda in questo momento la speculazione sui mercati non solo azionari, ma anche valutari ed obbligazionari. Di questo passo, in assenza di una fine rapida delle turbolenze finanziarie, a farne le spese potrebbe essere il mercato immobiliare per effetto di una nuova massiccia “distruzione” di ricchezza. La tempesta è arrivata tra l’altro proprio quando in Europa e negli Stati Uniti il mercato stava iniziando ad inviare, seppur in maniera selettiva, degli incoraggianti segnali di vivacità.E allora, quando finirà la crisi del mercato immobiliare? Ebbene, secondo Jorg Christian Manetti, noto trader e consulente in ambito finanziario, la crisi potrebbe durare su scala globale ancora per parecchi anni, addirittura fino al 2025 sia per effetto dell’andamento demografico della popolazione, sia a causa dell’andamento dei prezzi e degli stipendi che c’è stato in questi ultimi anni.

    Jorg Christian Manetti, di conseguenza, ritiene che la correzione sui prezzi degli immobili potrebbe non essere finita visto che ci sono aree del mondo dove il mercato immobiliare si può riattivare solo se i prezzi scenderanno ancora di un altro 60% rispetto ai valori attuali. Come per dire che al peggio non c’è mai fine!

  2. In realtà l'ingresso della Grecia in Europa sta giovando all'Europa stessa.
    Mi spiego meglio:
    Il fallimento della Grecia, se non fosse entrata in Europa sarebbe già avvenuto da molto tempo e avrebbe fatto crollare potenze come la Germania, perchè le banche tedesche avrebbero di colpo visti tramutati in cartastraccia milioni di prestiti. Ergo, tutta l'Europa, Germania in testa, sarebbe crollata.
    Dentro il sistema Europa si è registrato un rallentamento della caduta della Grecia e quindi un rallentamento anche della caduta degli altri Stati Europei. Prima che la Grecia entrasse in Europa i suoi bilanci erano pura fantasia. Il che ci avrebbe sottoposto tutti ad un crollo simile a quello dell'Argentina (di schianto e senza nessun preavviso). L'ingresso in Europa ha fatto emergere i dati truccati ed oggi i conti sono per lo meno più credibili e più sotto controllo.
    L'ingresso nell'area Euro per molti Paesi deboli sta salvando in realtà le banche e il sistema paese di molti Stati forti che hanno elargito prestiti in cambio di soli interessi.
    Il sistema sta crollando perchè questi prestiti non si sono mai tramutati in infrastrutture, crescita e maggior benessere ed ogni Stato forte ne è in parte responsabile: non ha mai controllato come questi soldi venissero reinvestiti ma si è accontentato solo di veder ripagati gli interessi annui.
    In sostanza gli acquisti della Germania (o dell'Italia) di bot Greci dovevano tramutarsi in sviluppo per la Grecia e invece hanno pagato, anno per anno la spesa pubblica corrente, i salari degli statali, infrastrutture obsolete e inefficienti, le inefficienze dei servizi.
    Come si ripara a questa situazione?
    L'unica strada è il taglio alla spesa pubblica e l'incremento del pil. Il primo non vuol dire non investire in nuove infrastrutture ma tagliare le inefficienze, ridurre il pubblico impiego, ridurre i costi della politica, ridurre i costi energetici. Il secondo vuol dire finanziare, agevolare, sgravare le industrie sane, che reinvestono e scommettono su se stesse e tagliare le industrie morte, che campano di sovvenzioni statali al solo scopo di non mettere sulla strada salariati.
    E l'alta spesa del sistema pensionistico?
    E l'alta spesa sanitaria?
    E la spesa per la ricerca e l'istruzione?
    E la disoccupazione dilagante che si creerebbe?
    Questo alla prossima puntata.

  3. Dicevamo:
    E l'alta spesa del sistema pensionistico?
    E l'alta spesa sanitaria?
    E la spesa per la ricerca e l'istruzione?
    E la disoccupazione dilagante che si creerebbe?
    Vediamo di ragionare punto per punto:
    Pensioni: poichè gli anziani non li si può eliminare è giusto che essi possano vivere e dignitosamente (anche perchè hanno versato i loro bei contributi e ne hanno diritto). Quanti vecchetti però sono ancora in grado di lavorare e produrre? Moltissimi. Potrebbero lavorare per servizi sociali, incrementando la loro pensione di 2-300€ al mese, sentirsi utili e migliorare i servizi statali (lavorare al comune, alle poste, negli enti della caritas, aiuto agli anziani stessi messi peggio, etc.). Ciò che non dovrebbero fare è togliere posti di crescita e di comando ai giovani. Quindi più anziani nei posti statali (per le ore che vogliono) e meno giovani va bene.
    Per quanto riguarda la spesa sanitaria bisognerebbe riformare il lavoro del medico e degli infermieri. Più lavoro a casa degli ammalati e meno ospedali accentratori. Ciò vorrebbe dire meno strutture da manutenere.
    Ricerca e istruzione vanno alimentate perchè rappresentano il nostro futuro. I ricercatori vanno attratti, anche da altri paesi. Le università e i centri di ricerca devono produrre, essere collegati all'industria, lavorare per consulenze esterne e dimostrare efficienza.
    Le consulenze non devono trasformarsi in soldi ai professori, ma devono trasformarsi in soldi alle Università. Lo Stato dovrebbe essere in grado di valutare e finanziare progetti in cui crede possa esserci uno sviluppo per il Paese
    In ultimo, cosa succederà di tutti gli statali buttati fuori e della crescita dilagante della disoccupazione? Una parte uscirebbe con i prepensionamenti, ma al resto dovremmo assicurare almeno la metà dello stipendio, la completa detassazione e i contributi fino al loro completo reintegro nel mondo del lavoro. Corsi di formazione, finanziamenti agevolati se ci si mette in proprio, agevolazioni a gruppi e accorpamenti. Vi saranno poi tanti giovani che avranno difficile accesso agli enti statali. Per questi ultimi agevolazioni all'industria sul loro impiego a tempo indeterminato.

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