Home Vivere in Brasile Battisti e la scelta ” umanitaria ” di Lula

Battisti e la scelta ” umanitaria ” di Lula

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Il governo Berlusconi ha avuto due anni di tempo per convincere quello brasiliano che “il perseguitato politico” cui aveva concesso asilo il 13 gennaio del 2009 era solo un assassino. Non ci è riuscito e in realtà non ci ha nemmeno provato troppo.

Dall’incredibile annuncio dell’allora ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, che scambiò l’ex “malavitosetto di Latina” per uno scrittore di successo inseguito da una “giustizia vendicativa” (la nostra) e che meritava tutti i privilegi dell’asilo politico, Roma ha fatto pochissimo per chiarire la situazione.

E mentre gli ex An, il ministro La Russa e il senatore Gasparri, favoleggiavano di ritorsioni diplomatiche Berlusconi firmava maxi accordi economici con Brasilia lasciando intendere – con il suo silenzio – che qualsiasi decisione su Battisti non avrebbe complicato le relazioni tra i due paesi. Così il governo italiano si è accontentato della vittoria di Pirro davanti al Tribunale Supremo – che il 18 novembre dell’anno scorso ha emesso una sentenza favorevole all’estradizione – evitando di incidere più a fondo nelle convinzioni tutte sbagliate dei brasiliani.

Non sono ancora chiare le motivazioni della decisione del presidente brasiliano che dovrebbe annunciare il rifiuto dell’estradizione tra oggi e domani (Lula si trova nel nord-est del Brasile, dove ieri ha inaugurato, a Recife, con l’ad Fiat Sergio Marchionne una nuova fabbrica) ma è probabile che facciano riferimento alla storica neutralità e accoglienza del Brasile, paese che nel tempo ha dato asilo, in modo del tutto bipartisan, all’ex dittatore fascista del Paraguay, Stroessner, come all’ex militante di Potere Operaio Achille Lollo, condannato e ricercato per la strage di Primavalle (Roma 1973), come a Ronnie Biggs, uno dei famosi rapinatori del treno Glasgow-Londra. Una decisione non politica ma “umanitaria” insomma.

Che questa, nonostante la sentenza del Tribunale Supremo Federale, fosse l’intenzione di Lula (cui lo stesso Tribunale aveva lasciato l’ultima parola) si sapeva e, nelle ultime settimane, l’avvocato dello Stato, Luiz Inacio Lucena, è stato coinvolto per trovare una giustificazione che non fosse – come fu quella adottata dal ministro Genro – troppo offensiva per l’Italia e per il presidente Napolitano che due anni fa scrisse al suo omologo di Brasilia per difendere le vittime di Battisti.

Secondo i giornali brasiliani la motivazione farebbe riferimento alla necessità di “proteggere l’incolumità fisica” dell’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo. Se tra oggi e domani il direttore del carcere di Papuda alla periferia di Brasilia riceverà l’ordine di rilasciare Battisti è probabile che l’Italia ricorrerà di nuovo presso il Tribunale Supremo sulla base del Trattato di estradizione vigente tra i due paesi. Ma non è detto che riuscirà a fermarne la liberazione e dopo quasi quattro anni Battisti – fuggiasco dalla Francia nel 2004, venne rintracciato a Copacabana, Rio de Janeiro, il 18 marzo del 2007 – potrebbe uscire dal carcere in attesa dell’esito dei nuovi ricorsi. Magari per fuggire anche da lì verso altri paesi latino americani più affidabili visto che il nuovo presidente che s’insedia alla fine della settimana, Dilma Rousseff, non condivide la scelta di non estradarlo. Oggi o domani conosceremo l’ultima parola di Lula ma è difficile che sarà davvero l’ultima parola su una latitanza iniziata il 4 ottobre del 1981 con la fuga dal carcere di Frosinone.

Fonte La Repubblica

3 Commenti

  1. Dopo il tergiversare di un anno lula concede la liberta' a battisti (volutamente in minuscolo), un vero pusillanime a farlo l' ultimo giorno del prioprio mandato per non doverne rispondere ufficialmente

  2. Lula ha rispedito i pugili cubani, che avevano richiesto asili politico, a Cuba, dicendo che la giustizia e il governo cubani non sono un argomento di pertinenza del Brasile. Con Battisti Lula, vigliacco, non s'è comportato alla stessa maniera, anzi, non ha assolutamente rispettato l'accordo di estradizione vigente tra l'Italia e il Brasile.

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