martedì 30 marzo 2010

Il Banco do Brasil è il più redditizio d'America


Questa notizia capita come il cacio sui maccheroni con riferimento al post precedente . Il Banco do Brasil è il più redditizio tra le Banche degli Stati Uniti e di tutta l'America Latina .

La media di redditività è quasi del 35% sul patrimonio e scusate se è poco in questi tempi in cui le Banche sia Americane che Europa sono state sull'orlo del fallimento ( Moltissime sono addirittura fallite ).

Dopo la lettura dell'articolo precedente penso che nessuno si sorprenda della notizia . Naturalmente in seconda e terza posizione ci sono altre due Banche Brasiliane : Itaù-Unibanco e Bradesco .

I Banchieri brasiliani stappano champagne francese !


Fonte :Redazione Terra

sabato 27 marzo 2010

Brasile : perchè pagare in contanti

Usura, arrestata insospettabile nonnina , prestava a strozzo alle anziane del quartiere .Le donne chiedevano soldi per le spese quotidiane o per giocare al Bingo e alle macchinette.

T.D.M la 68enne romana, residente in zona Prenestina-Villa Gordiani, è stata bloccata con 40mila euro sotto la maglia e i "pizzini" in cui annotava i conti delle sue vittime.

Le vittime, infatti, circa una ventina, celavano il debito ai propri familiari. L'usuraia si faceva pagare settimanalmente per venti settimane, anche in questo caso piccole cifre, 50-60 euro, con un tasso d'interesse calcolato annualmente del 60%. Incessanti e pressanti le richieste di pagamento qualora le anziane, tra i 60 ed i 70 anni, non saldavano il debito. T.D.M agiva da sola anche se il marito, un autista in pensione, la accompagnava nei suoi vari "giri".

"L'usura - afferma il capo della squadra mobile, Vittorio Rizzi - è un fenomeno insidioso che non coinvolge solo gli imprenditori ma anche, come in questo caso, persone anziane". Al momento dell'arresto T.D.M, dopo esser scappata per le varie stanze della sua abitazione e minacciato di chiudersi in bagno, è stata bloccata dagli agenti con 40mila euro nascosti sotto la maglia assieme ad una serie di "pizzini" in cui annotava i conti delle sue vittime.


Ora vi chiederete : cosa c'entra questa notizia con Vivere in Brasile ? La risposta è semplice e sorprendente . Sapete quanto è l'interesse annuale che la mia Banca Brasiliana ( Banco Real del Gruppo Santander ) applica sullo scoperto di conto corrente ( Real master ) ? Il 135.75% ! E se chiedo un prestito veloce ? In questo caso la cose peggiorano e si arriva al 150.42 % all'anno !

Altro che nonnina usuraia , altro che 40 mila euro . Siamo alle solite vediamo il moscerino e non la trave .

Adesso riflettete un poco . Santander è un gruppo spagnolo che se li sogna in Europa questi tassi da usurai. Immaginate il grasso che cola dai bilanci di queste Banche e come si fregano le mani i Banchieri brasiliani a fine anno quando arrivano i bonus !

Io penso che a questi tassi Lula abbia ben poco da commemorare parlando di aumento dei consumi . I consumi sono infatti alimentati dal credito che ai livelli di interesse attuali è peggio di una forca . Spesso penso che chi costruisce automobili , elettrodomestici o appartamenti fornisce solo un pretesto alle Banche per guadagnare sugli interessi assurdi dei prestiti .

La dimostrazione di ciò che dico sta nel fatto , realmente anomalo , che molte catene di distribuzione di prodotti di consumo vendono i propri prodotti solo a rate ! Mi spiego meglio : potete scegliere tra pagare in contanti o pagare a rate fino a 12 mesi senza interesse . Questo significa che l'interesse è già incorporato nel prezzo e non c'è modo di tirarlo via nemmeno pagando in contanti !

In realtà , mascherato da prodotto , state acquistando un prestito da una c...o di Banca usuraia .

Stimolato dalla pubblicità che mostra uno stile di vita basato sulla necessità di possedere dei prodotti spesso non necessari , il popolo brasiliano si sta indebitando sempre di più e ciò che è grave a livelli di interesse impagabili .

E se acquistate un BOT Brasiliano sapete quanto pagano ? Meno del 10% annuo ! Una forbice vergognosa che si riassume in un consiglio : non acquistate mai niente a rate e soprattutto , visto che il denaro contante quasi non esiste più , negoziate al massimo se acquistate con questa forma di pagamento .

Ritirarsi in Brasile a 40 anni ! ( Seconda ed ultima parte )


Siamo arrivati alla seconda ed ultima parte del post in cui dovrei spiegare come , una volta ridotte le proprie esigenze e messo da parte un piccolo capitale , come spiegato nel libro
Ritirarsi a 40 anni ! possiamo realizzare una attività economica in Brasile per integrare le entrate della nostra rendita da capitale .

Questo tema però , assieme a tanti altri di investimento , ho deciso di trattarlo in un Blog apposito che si chiama appunto Guadagnare in Brasile .L'argomento è infatti molto vasto ed è stato suddiviso in tre parti di cui la prima già pubblicata si chiama : Guadagnare on line in Brasile .




martedì 23 marzo 2010

Quanto costa vivere in Brasile ( terza ed ultima parte )

E siamo arrivati alla terza ed ultima parte del post : Quanto costa vivere in Brasile . Nella prima parte abbiamo analizzato i costi relativi ad educazione e sanità mentre nella seconda quelli relativi alla casa ed a tutto ciò che le ruota intorno .

Restano da analizzare in questa terza parte i costi di trasporto e di alimentazione . Ricordo che nelle prime due parti ho sempre cercato di dimostrare che nonostante i costi appaiano qualche volta elevati essi sono sempre ampiamente bilanciati dai risparmi che si ottengono in altre aree .

Collegato a questi post ne ho pubblicato uno dal titolo opposto : Quanto si guadagna a vivere in Brasile sull'altro mio sito : Guadagnare in Brasile .In questo post sono riassunti tutti i risparmi che si ottengono scegliendo di vivere qui nel Nordest del Brasile .

Ma torniamo ai costi e partiamo appunto da quelli di trasporto urbano . Premetto che in tutte le città che ho visitato il servizio pubblico di autobus è molto capillare ed il costo del biglietto è intorno ad un euro . Tuttavia non dappertutto esiste il biglietto unico valido per una ora e pertanto si rischia di pagare un euro anche solo per una fermata .
L'utilizzo dell'autobus è pertanto consigliabile solo per spostamenti lunghi anche se , a causa delle condizioni delle strade nel nordest e non solo sobbalzi e frenate brusche sono all'ordine del giorno . La parola d'ordine è mantenersi bene ai corrimani .
Esistono abbonamenti per studenti e sconti speciali . Per la terza età ( Superiore ai 60 anni ) il trasporto urbano è generalmente gratis .

Per quanto riguarda l'acquisto di un'automobile la scelta è molto ampia : oramai la maggior parte dei costruttori sono presenti con le loro fabbriche in Brasile anche se i modelli di gamma alta sono disponibili solo di importazione . Fiat , GM , Volkswagen , Ford , Toyota , Honda , Citroen , Renault , Nissan , Mitsubishi sono tutti presenti . Le auto più diffuse sono quelle 1000 di cilindrata : Palio , Uno , Fox, Chevrolet Selta ma recentemente si sono diffuse le 1400 e le 1600 tutte con motori rigorosamente FLEX ( Alcool e Benzina ) .

La crescita del mercato automobilistico in Brasile negli ultimi anni è stata prodigiosa anche grazie agli incentivi statali ( IPI reducida ). In Brasile sono state vendute nel 2009 ben 750 000 automobili di marca FIAT contro le 722 000 immatricolate in Italia , è stato il cosiddetto anno del sorpasso anche a causa della crisi economica che ha colpito l'Europa ma ha appena sfiorato il Brasile . Questo sorpasso non è stato dovuto certamente ai prezzi in quanto a parità di accessori un'auto in Brasile è decisamente più cara .

Basta dare una occhiata al sito di Quatrorodas per averne conferma . Una FIAT UNO FIRE 4P con motore FLEX costa circa 10 000 euro senza alcun optional . Ovvero senza aria condizionata , chiusura elettrica , vetri elettrici , dispositivi di sicurezza ( airbag , abs , ecc . ), radio , CD player , ecc . Inoltre il prezzo dell'usato è sostenuto , per cui dopo la iniziale svalutazione , il valore dell'usato , soprattutto per i modelli popolari , si mantiene elevato .

Automobili diesel praticamente non esistono .La benzina attualmente costa circa un 1,1 euro al litro e l’alcool 0,83 euro ma bisogna tener conto che l’alcool rende il 70% della benzina e pertanto è come se costasse 1,2 euro al litro . Il problema è che le autovetture in Brasile non fanno in media più di 10 - 12 Km con un litro !

La mia Volkswagen Crossfox 1.6 fa 8 Km con un litro ! Una utilitaria difficilmente raggiunge i 14 Km a litro : sono lontani i 20 Km a litro pubblicizzati per le vetture europee . In compenso non ci sono autostrade da pagare… perchè non ci sono le autostrade !

La tassa di circolazione o IPVA , è pari al 2,5% del valore aggiornato dell’automobile e si paga ogni anno assieme alla assicurazione obbligatoria DPVAT . In questo senso è più giusta della nostra tassa di possesso in quanto la IPVA si riduce via via che il bene si invecchia e perde valore mentre da noi la tassa si mantiene costante arrivando all'assurdo di pagare per una vecchia auto come per una nuova e costringendo il proprietario alla rottamazione.

L'assicurazione non è obbligatoria ad eccezione del DPVAT che copre i danni a terzi ma in misura molto ridotta . Una assicurazione decente completa ( BRADESCO SEGURO ) costa circa 1300 R$ all'anno e dipende ovviamente dal valore dell'automobile come calcolato dal FIPE . Il valore di 1300 R$ è per una autovettura del valore di circa 35 000 R$ .

E veniamo infine ai costi della alimentazione . Mi limiterò ai prodotti che si acquistano normalmente al supermercato mentre escluderò volutamente i ristoranti italiani in quanto mi sono convinto che il miglior ristorante italiano è a casa mia : almeno qui nel Nordest .

In effetti ho mangiato anche in rinomati ristoranti italiani di Sao Paulo di cui non farò il nome , ma ho sempre trovato la comida eccessivamente brasilizzata . Condimenti eccessivi ed improbabili misture di sapori . La pizza di solito è ricoperta da uno stato di " muzzarella " che niente ha a che vedere con la mozzarella di bufala nostrana . Su questo strato , che appena raffreddato si trasforma in una ottima suola di gomma per scarpe da tennis , si trova di tutto . Più cose ci sono più la pizza è ritenuta buona , e quindi il prezzo sale .

Alcune catene di pizzerie come " Lo cheiro de pizza " ( Profumo di pizza ) propongono un improbabile cornicione ( il bordo della pizza ) ripieno con formaggio molle ( Il catupirì ) che da il colpo di grazia alla mitica margherita ed allo stomaco del cliente !

Per quanto riguarda la comida brasiliana ho trovato quella bahiana realmente gustosa probabilmente a causa della influenza della cucina africana . Il segreto sta tutto nel "tempero " sapiente mistura di spezie vendute nei vari mercatini o fiere popolari .

La classica " comida a kilo" o a peso ha un prezzo variabile dai 15 ai 25 R$ al chilo , pertanto assumendo una porzione di 600 g ed una bibita siamo a circa 15 - 18 $ . Si trovano anche locali dove si mangia per 5$ ( Riso , fagioli e carne ) ma non li consiglio se non per soddisfare una legittima curiosità : sarà che sopravviverò o mi beccherò solo una diarrea fulminante !

Tornando ai prezzi dei prodotti alimentari c'è da dire che questi presentano fluttuazioni abbastanza ampie a parità di prodotto e per le cause più disparate . Ad esempio i pomodori sono passati da 0.98 R$ a 4 R$ al Kg in pochi mesi a causa della pioggia ,ma altri prodotti come il latte e l'olio extra vergine di oliva sono diminuiti di prezzo .

In generale i prodotti di importazione sono carissimi . Pasta , olio e pelati in scatola italiani hanno prezzi di almeno il doppio , più spesso il triplo , di quelli che si trovano sugli scaffali dei nostri supermercati .Pertanto per non sbaglire conviene riferirsi ad un paniere di prodotti fisso ed utilizzare questi come riferimento . E' quello che viene fatto per il calcolo della inflazione . Naturalmente ognuno ha un suo paniere di prodotti alimentari preferiti . Il mio , ad esempio , costa circa 800 R$ al mese per quattro persone .

La scelta di prodotti alimentari più " brasiliani " come carne , pesce azzurro , fagioli , riso , farina di mandioca , concentrato di pomodoro , uova , papaya , mango , pasta brasiliana , ecc. abbassa notevolmente il costo .

Il pane è caro . Il classico panino ad olio costa circa 5 R$ al chilo ed è quello più consumato dalle famiglie brasiliane . Altrettanto cari e di bassa qualità sono i formaggi : dai 30 R$ in su al chilo , tranne i freschi . Il pesce e la carne sono invece a buon mercato . I prezzi per il pesce fresco vanno dai 4-5 ai 15 R$ al chilo mentre ottimi tagli di carne si trovano nella fascia dei 20 - 30 R$ .



lunedì 22 marzo 2010

Ritirarsi in Brasile a 40 anni ! (Prima parte )

Uno dei problemi maggiori con cui si scontra chi pianifica di trasferirsi in Brasile è quello del lavoro . Ricevo quasi quotidianamente delle richieste di amici che chiedono se la loro esperienza di lavoro in Italia può servire qui in Brasile .

Premesso che il Brasile è un "continente " con notevoli differenze economiche tra il sud ed il nord , e che la maggioranza degli italiani vuole trasferirsi nel Nordest del Brasile , da Bahia in su per intenderci , ecco che il problema lavoro diventa un vero ... problema .

A differenza che in Italia infatti il Nord è la parte meno sviluppata industrialmente ed economicamente e si regge prevalentemente sulla sussistenza del governo federale , l'agricoltura , l'allevamento del bestiame ed il turismo .

Pertanto , a meno che non abbiate esperienza in queste aree , risulta molto difficile trovare una occupazione . Di fatti la maggioranza degli italiani che conosco lavorano nel settore turistico ( Hotel , pousade , ristoranti , bar , affitto auto , produzione o importazione di prodotti alimentari tipici , affitto , vendita e costruzione di immobili a prevalente destinazione turistica , ecc ) .

Esiste tuttavia una via del tutto nuova per risolvere il problema del lavoro . Questa , a differenza delle altre non richiede grossi investimenti in attrezzature ma un modesto investimento in know how e , come in tutte le attività tanta determinazione , soprattutto nella fase iniziale .

Ma andiamo con ordine . Innanzitutto non ci si sveglia una mattina e si decide di mandare tutto a quel paese e trasferirsi al caldo magari in riva al mare sorseggiando un cocco verde ben gelato .
Il processo è generalmente lungo ed è importante dominarlo per non prendere decisioni affrettate .

Ebbene c'è qualcuno che ha preso molto sul serio questo " obiettivo" al punto da scrivere un libro intitolato : Ritirarsi a 40 anni . Si tratta di un e-book della Bruno Editore che sarà scaricabile da Internet a partire da fine Marzo e che spiega con impressionante lucidità come raggiungere l'obiettivo in sette tappe fondamentali .

L'autore è Filippo Masi , laureato in Economia e Commercio che dopo aver lavorato per un grande gruppo multinazionale nel campo del Marketing internazionale ed aver fatto vita itinerante per 15 anni , ha scoperto il fenomeno del Downshifting o Ridurre la marcia che è alla base del suo metodo per ritirarsi prima che arrivi la vecchiaia e di conseguenza si ingrani un'altra marcia ... quella funebre !

Nel mio caso io avevo all'incirca 43 anni quando decisi che a 50 anni mi sarei trasferito da qualche parte ai tropici . Probabilmente se avessi letto il libro di Masi avrei anticipato i tempi .

Consiglio tutti coloro che stanno seriamente pensando di trasferirsi in Brasile e non solo di fare questo piccolo investimento .. Capirete come e perchè il Downshifting può aiutarvi a raggiungere prima il vostro obiettivo .

Nella seconda parte incominceremo a parlare dei metodi per guadagnare quel tanto che ci serve grazie al programma di semplificazione dello stile di vita suggerito da Masi .


venerdì 19 marzo 2010

Visto permanente per investitori

Esistono sui siti che parlano del Brasile informazioni superate circa l'ottenimento del visto permanente per investitori .

A tale proposito ricordo che il 13 febbraio del 2009 è stata pubblicata sul Diario Ufficiale ( La nostra Gazetta Ufficiale ) la nuova risoluzione normativa che regola l’ottenimento del visto permanente per investimento in Brasile.
La legge è costituita da 9 articoli dei quali , per brevità riassumo il contenuto , coloro che sono interessati alla versione integrale della legge la trovano qui.
Innanzitutto l’autorizzazione del visto permanente è condizionata all’investimento in valuta straniera di una quantità uguale o superiore a R$ 150 000 ( Al cambio attuale circa 62500 euro ) in una impresa nuova o gia esistente .
In casi di eccezionale interesse sociale l’importo potrà essere inferiore , questo è a discrezione del Consiglio Nazionale di Immigrazione . La richiesta di visto dovrà essere accompagnata dai seguenti documenti :

1) Modello appositamente compilato
2) Procura se l’investitore si fa rappresentare da qualcun’ altro
3) Atto costitutivo della Società beneficiaria dell’investimento
4) Registazione SISBACEN di investimento diretto in Brasile o contratto di cambio emesso dalla Banca che riceve l’investimento redatto secondo i canoni del RMCCI ( Regulamento do Mercato de Cambio e Capitais Internacionais )
5) Ricevuta del pagamento della tassa individuale di immigrazione in nome della impresa richiedente .
6) Ricevuta di consegna della dichiarazione dei redditi dell’ultimo esercizio fiscale dell’impresa richiedente , quando esistente
7) Piano di investimento Il Ministero del Lavoro comunicherà al Ministero degli Esteri l’ autorizza-zione alla concessione del visto.

La prima CIE ( Cédula de Identidade do Estrangeiro ) rilasciata avrà validità di tre anni . Alla sua scadenza la CIE sarà rinnovata nei termini disposti dalla legge nº 8.988, del 24 Febbraio del 1995 , a patto che l’imprenditore continui ad essere investitore in Brasile . A tale scopo dovrà produrre la seguente documentazione :

1) Tassa per la sostituzione della CIE
2) La CIE in suo possesso in originale
3) Copia autenticata del rappresentante legale dell’impresa
4) Copia dell’ ultima dichiarazione dei Redditi della Impresa e relativa ricevuta di consegna .
5) Copia del RAIS (Relação Anual de Informações Sociais) degli ultimi due anni che dimostri la effettiva creazione di posti di lavoro prevista nel piano di investimenti .
6) Copia dell’ultima ricevuta del FGTS (Fundo de Garantia do Tempo de Servico), il nostro TFR.



mercoledì 17 marzo 2010

L'albero di Caju più grande del mondo



Nella cittadina turistica di Pirangi do Norte a 12 km a sud di Natal (Brasile) si trova una meraviglia naturale che è entrata nel Guiness dei primati : l'albero di Caju più grande del mondo .

Il cajueiro si estende su una superficie di circa 8.500 metri, con un perimetro di circa 500 metri e produce circa ottanta mila anacardi ( frutto dell'albero di caju ) all'anno . L'albero è stato piantato nel 1888 da un pescatore di nome Luiz Inacio de Oliveira, il pescatore è morto all'età di 93, sotto l'ombra del gigantesco albero .

La straordinaria crescita si spiega con la combinazione di due anomalie genetiche. In primo luogo, invece di crescere, i rami degli alberi crescono lateralmente, nel corso del tempo, a causa del suo peso, i rami tendono a piegarsi verso il basso per raggiungere il suolo. Si osserva, quindi la seconda anomalia : toccando il suolo, i rami cominciano a creare radici e poi iniziano a crescere di nuovo, come se fossero le radici di un altro albero.

La ripetizione di questo processo dà l'impressione che ci siano alberi di caju diversi, ma in realtà si tratta di due cajueri . Il più grande, che soffre di alterazione genetica, copre circa il 95% del parco, c'è anche un altro, piantato pochi anni prima ma con un comportamento normale.

Il tronco principale si divide in cinque rami, quattro di questi hanno subito una mutazione genetica, creando le radici e tronchi che hanno dato luogo al gigantismo della struttura. Solo uno dei rami aveva un comportamento normale, e ha smesso di crescere dopo aver toccato terra. La gente del posto ha soprannominato questo ramo del "salario minimo".

Nel 1955, la storica rivista O Cruzeiro ha battezzato il Caju " Il polpo " e definito il fenomeno come una sinfonia "incompiuta" di "rami lanciati in progressione geometrica". Al momento, l'impianto ha 2 mila m2 di area. Nel 1994, il Cajueiro è entrato nel Guinness Book.

Oggi intorno al Cajueiro è nata una piccola fiera di artigianato locan le sue piscine natule che offre ai visitatori prodotti alimentari ottenuti dal frutto del Caju . Non mancate di assaggiare i liquori a base di Caju venduti nelle caratteristiche bottiglie di coccio fatte a mano .

Proprio di fronte al Cajueiro di estende la spiaggia di Pirangi do Norte con le sue piscine naturali raggiungibili via barca dal Pier di Marina Badauè .





martedì 16 marzo 2010

Bahia : italiano latitante da 18 anni è catturato

Un italiano di 60 anni , latitante in Italia da oltre 18 anni , è stato catturato dalla Polizia Federale a Lauro de Freitas nello Stato di Bahia .L' uomo , ricercato dalla Interpool , è accusato di traffico di droga , omicidio e porto illegale di armi .

L'italiano , che utilizzava una falsa identità , viveva costruendo e vendendo immobili . Il suo riconoscimento è stato possibile grazie al confronto delle impronte digitali .


Um italiano de 60 anos foi preso durante ação da Polícia Federal (PF) na tarde desta quinta-feira ( 12), em Lauro de Freitas, Região Metropolitana de Salvador, Bahia, após ficar 18 anos como foragido. Ele é suspeito de traficar drogas, apontado como responsável por homicídio e porte ilegal de armas. Todos os crimes foram cometidos na Itália.

Os agentes federais baianos investigavam o italiano desde agosto de 2009, quando receberam o comunicado da Policia Internacional (Interpol) sobre a possibilidade de o foragido estar na Bahia.

O italiano vivia como empresário, vendendo e construindo imóveis e utilizava identidade falsa. Ele foi reconhecido com a ajuda de uma nova tecnologia que permite saber a identidade de qualquer estrangeiro através da impressão digital.


Fonte Agenzia Atarde

lunedì 15 marzo 2010

Natal : psicologa analizza profilo delle prostitute di Ponta Negra

Lo studio della psicologa Vanda Regina Fernandes risale al 2007 ma è venuto alla ribalta dopo il recente caso dell' operazione "Ferrari " che vede coinvolti in un traffico di donne dal Brasile per l'Italia un imprenditore modenese ed il suo luogotenente brasiliano .

Lo studio ha preso in esame 15 ragazze , con le quali la psicologa ha convissuto , che esercitavano a Ponta Negra . A molte di queste era stato proposto un lavoro all'estero ed avevano accettato .

La maggior parte era rientrata con un piccolo capitale di circa 20 000 R$ frutto di un duro e stressante lavoro all'estero dove da 2 programmi per notte che erano solite fare in Brasile arrivavano anche a 10 .

Il profilo delle ragazze ha rivelato che sono di classe sociale inferiore con bassa scolarità e che hanno sofferto di abbandono familiare e sociale .

Lo studio sottolinea che a parte lo sfruttamento sessuale queste donne sono sfruttate anche a casa e nelle fabbriche creando così le premesse per ulteriori soprusi .

"O tráfico de mulheres com fins para prostituição pode ser comparado à escravidão que ainda existe no mundo do trabalho, onde o sexo feminino, principalmente nos países subdesenvolvidos, é a principal vítima". A constatação é da socióloga Vanda Regina Fernandes, que estuda, em Natal, entre outras questões, o turismo sexual. A socióloga conviveu e pesquisou, em 2007, 15 garotas de programa que trabalhavam em Ponta Negra. "Muitas delas foram abordadas por aliciadores e viajaram em busca de uma vida melhor e mais lucrativa", conta.

Mas frisa que todas quiseram e conseguiram voltar após o tempo de contrato estipulado pelos cafetões. Questionada sobre as condições às quais as meninas são submetidas em outros países, Vanda explica que falta estrutura e apoio. "Uma coisa é ela aqui, que quando acontece algo, pode recorrer à família ou até mesmo à polícia", diz. "Lá fora, ela não pode chamar os policiais, já que certamente vai estar no país em situação irregular, e não possui vínculos afetivos", completa.

A pesquisadora acrescenta que até uma consulta médica é mais difícil para quem é estrangeiro. Durante a pesquisa, Vanda confirmou que "há gente que ganha em cima do trabalho das garotas de programa", mas descobriu que, mesmo assim, a maior parte delas consegue voltar com quantias que chegam a R$ 20 mil. "Cabe ressaltar, entretanto, que elas trabalham bem mais: se aqui podem fazer dois programas por noite, lá chegam a fazer 10", afirma. "E elas vão sabendo que terão que trabalhar mais". Além disso, a socióloga descobriu que muitas enfrentam altos níveis de estresse, que podem chegar à depressão, por saudade de casa, sobretudo dos filhos.

Pobreza

"Se analisarmos o perfil da maioria dessas meninas, observamos que são de baixa renda, baixa escolaridade e sofreram abandono familiar e social", afirma. Ela defende que entidades como a Organização das Nações Unidas (ONU) e órgãos como a Polícia Federal fazem "um grande alarde" para a questão sexual e acabam esquecendo que há cárceres dentro de casa e nas fábricas, onde asmulheres tornam-se vulneráveis à exploração trabalhista e sofrem com o preconceito de gênero. "Muitas vezes, na questão do turismo sexual, nós dos países subdesenvolvidos ainda somos considerados culpados", lamenta a pesquisadora, referindo-se à submissão cultural envolvendo o Terceiro Mundo.

Fonte O Diario de Natal

domenica 14 marzo 2010

Natal : la PF arresta un italiano per sfruttamento della prostituzione

E' stata battezzata Operazione Ferrari perchè a Maranello , casa del noto marchio del cavallino rampante , erano localizzati i tre locali notturni dove oltre 100 brasiliane , secondo la PF , sarebbero state " esportate " per essere avviate , a loro insaputa , al mercato della prostituzione .
Alcune delle ragazze coinvolte però smentiscono categoricamente le accuse fatte .
Il lavoro di intelligence della polizia è durato otto mesi all'indomani di una denuncia fatta al Centro de Referência da Mulher Cidadã, di Natal.

Para o advogado Antônio Carlos Souza de Oliveira não há nenhuma ilegalidade no trabalho realizado pelo natalense Ferdinando Brito Araújo e pelo italiano Mariano Lourette, presos na quinta-feira (4), na capital do Estado, durante a operação Ferrari, da Polícia Federal. Eles são acusados de participação em um esquema de tráfico de mulheres brasileiras para a Itália, onde elas seriam obrigadas a se prostituir para pagar dívidas contraídas com a dupla.

Alex RégisMulheres que viajaram para a Itália depõem na Polícia Federal e defendem o acusado Ferdinando Brito Araújo, preso na quinta-feiraMulheres que viajaram para a Itália depõem na Polícia Federal e defendem o acusado Ferdinando Brito Araújo, preso na quinta-feira
“Nós pretendemos mostrar que não havia tráfico de mulheres. Meu cliente e o italiano afirmaram que realmente trabalhavam levando mulheres para serem contratadas em boates da Itália, mas que nisso não há irregularidade alguma”, afirmou o advogado, que disse ainda que o trabalho feito por eles é considerado legal na Europa, e que as mulheres sabiam que trabalhariam como dançarinas e foram por livre e espontânea vontade. Sobre o fato de algumas terem se prostituído, o advogado afirmou que os dois não poderiam ter controle sobre tudo o que elas faziam na Itália. “Elas eram levadas como dançarinas, agora, o que elas faziam no tempo livre, só diz respeito mesmo a elas”, afirmou Antônio Carlos.

O advogado descartou ainda as possíveis dívidas que as mulheres contraíram com os agenciadores. Era feito um trabalho de treinamento dessas mulheres aqui em Natal, elas viajavam para a Itália de forma legal e, muitas vezes, até perdiam o contato com a dupla. “Algumas ainda ligavam para Ferdinando, mas sem nenhuma relação profissional, apenas pela amizade que tinham construído durante o treinamento, não havia dívidas nem cobranças”, explicou o advogado.

Ferdinando, que também trabalha como dançarino, conheceu Mariano Lourette em uma viagem feita para a Itália, onde pôde ver pessoalmente as boates para quem, mais tarde, teria a missão de selecionar e treinar mulheres brasileiras para transformá-las em dançarinas.

Ferdinando Brito, que no dia 3 deste mês completou 28 anos, trabalhava há cerca de um ano com o italiano, que pagava parte do dinheiro recebido das boates – cerca de R$ 2 mil por mês de serviço, apesar de já estar, quando foi preso, há quatro meses sem trabalhar com isso. Os empresários diziam quantas mulheres queriam contratar, o italiano passava para Ferdinando e ele, aqui em Natal, fazia a seleção das dançarinas. Depois, encaminhava fotos e vídeos das escolhidas para a Itália, onde passariam pelo aval do italiano e também das boates. Se elas fossem aceitas, seriam enviadas para o país europeu às custas das boates.

“Na Itália, é tudo perfeitamente legal. As boates são fiscalizadas todos os dias. Não há consumo de bebida alcoólica, muito menos de drogas. É proibido. Não tenho notícia de ninguém que tenha sido escravizada lá por dívidas ou algo do tipo”, contou o advogado, que encaminhou para a Justiça o endereço de várias dessas mulheres que foram selecionadas pela dupla e que podem ajudar na comprovação da inocência do natalense e do italiano no caso.

“Além disso, caso não sejam ouvidos no inquérito da Polícia Federal, que ainda está sendo feito, vou pedir para que no julgamento dos dois sejam ouvidos os empresários donos das boates, pois eles podem passar como era a relação de trabalho com a dupla”, afirmou.

Mulheres defendem “Nando”

Na presença do advogado de defesa Antônio Carlos, a TRIBUNA DO NORTE entrevistou três mulheres que viajaram para a Itália após serem treinadas por Ferdinando Brito. Para elas, “Nando”, como é conhecido o acusado brasileiro, foi profissional durante o tempo de curso e, jamais, tentou explorar ou incentivar a prostituição delas na Europa.

“É tudo um absurdo. Não éramos contratadas como prostitutas. Viajamos dentro da legalidade e quando chegávamos lá, tirávamos a permissão para trabalhar na Polícia Federal de lá e viver livremente no país. Tanto é assim que não soube de nenhuma mulher que foi e não quis voltar para lá para continuar os trabalhos”, afirmou Fabiana - os nomes das mulheres nesta matéria são fictícios.

Ao afirmar que viajavam dentro da legalidade, Fabiana, não sabia do diploma forjado que era colocado dentro da documentação das mulheres que iam para a viagem. Isso é uma confissão que o próprio “Nando” já fez na investigação da Polícia Federal. “Realmente, elas não têm conhecimento, mas era anexada à documentação um diploma que as qualificava como profissional. Isso servia, apenas, para dar mais celeridade ao processo de obtenção do visto italiano”, afirmou o advogado Antônio Carlos. A forma como esse diploma era conseguido, por sinal, Ferdinando Brito já revelou em depoimento - e isso pode ajudar a descobrir outras garotas que foram da mesma maneira para a Europa.

Na Itália, as mulheres eram contratadas como dançarinas - não “estripers” - e afirmaram que jamais se prostituíram nem foram vítimas de maus tratos. “A gente tinha total atenção. Iam nos deixar no trabalho, depois levavam a gente para casa. Morávamos em um local conseguido pelo empresário da boate, onde não podíamos receber visitas, justamente como forma de evitar que nos prostituíssemos. Tínhamos direito a duas bebidas por noite, mas isso não dava para nos deixar embriagadas. Não podíamos beber mais do que isso, também”, afirmou Sabrina.

Só a carreira como dançarina na Europa, já justificaria o interesse das três pela viagem. “Aqui, a gente ganhava R$ 50 por evento trabalhando como dançarinas em bandas locais. Na Itália, eram 50 euros por noite de trabalho. Trabalhávamos apenas quatro noites por semana e, em cada uma, apenas quatro horas”, contou Paula, a primeira a ir para a Europa, com apenas 19 anos, em 2007, assim que conheceu “Nando” e Mariano, dupla indicada por uma outra amiga. “Fui, passei quatro meses, fiquei com saudades da minha família e voltei. Fui novamente em 2008 e, desta vez, passei seis meses (o tempo máximo permitido)”, afirmou ela.

Das três, a que ficou na Itália por mais tempo foi Sabrina. Foram quase três anos ininterruptos, vindo ao Brasil apenas no período de férias - quando passava dois meses na Capital do Estado e depois voltava para a Europa. Sabrina, assim como as outras duas, morava na zona Norte de Natal.

Por serem apenas três de um universo de 100 mulheres que supostamente foram aliciadas pela dupla Ferdinando - Mariano que Fabiana, Sabrina e Paula pediram para não terem seus nomes originais divulgados na matéria. “Aqui se julga muito sem conhecer. Foram para a Europa trabalhar como dançarinas, então são prostitutas, o povo pensa. Mas se conhecessem a realidade, saberiam que é bem diferente”, afirmou Paula.

As três ainda aguardam a convocação da PF para prestar depoimento sobre como era a vida delas na Itália. Outras garotas já foram chamadas para depor no inquérito. “Queremos muito que elas participem da investigação ou, pelo menos, estejam no julgamento. Tanto o depoimento delas, quanto o dos empresários donos das boates são importantes para a defesa”, afirmou Antônio Carlos.

Brasileiras escravizadas e prostituídas

A operação da Polícia Federal batizada de “Ferrari”, em alusão à cidade que é a casa da montadora de carros italiana, Maranello, e onde ficam as três boates onde as brasileiras eram mantidas, foi deflagrada na quinta-feira passada, levando à prisão de Ferdinando Brito Araújo e do italiano Mariano Lourette. Segundo a PF, foram mais de 100 brasileiras levadas para a Itália e escravizadas em uma casa de prostituição.

O trabalho da polícia começou há oito meses, depois que uma denúncia foi feita ao Centro de Referência da Mulher Cidadã, em Natal. Segundo investigou a PF, as mulheres eram aliciadas no Rio Grande do Norte, em Pernambuco, Rio de Janeiro e São Paulo. A maior parte sabia que o serviço era de prostituição, outras imaginavam que trabalhariam como dançarinas. O fato é que ao chegarem na Itália, eram avisadas de que estavam devendo uma grande quantia em dinheiro pelas passagens e hospedagem na boate.

“Cada dia de trabalho custava cinco euros ao aliciador potiguar e um montante maior ao empresário italiano”, revelou o delegado Marcelo Mousele, superintendente da PF no Rio Grande do Norte. Após boa parte do trabalho investigativo, a operação Ferrari, foi desencadeada na tarde da última quinta-feira. Existe, por sinal, a suspeita de envolvimento da dupla com a Sacra Corona Unita, uma organização criminosa que age na Itália.

Os dois suspeitos foram presos juntos, na rua Frei Miguelinho, no bairro da Ribeira. Os policiais cumpriram um mandado de busca na casa do natalense, em Cidade Satélite e lá encontraram dezenas de Carteiras de Trabalho. Os documentos serviam para que as mulheres pudessem embarcar para a Itália com profissões forjadas.

sabato 13 marzo 2010

Riprendono il 25 le ricerche della scatola nera del volo AF447


Busca por caixas-pretas de avião de Air France será retomada no dia 25, diz jornal da Reuters, em Paris .

As buscas pelos destroços e as caixas-pretas do avião da Air France que caiu no oceano Atlântico no ano passado durante voo Rio-Paris, matando as 228 pessoas a bordo, serão retomadas no dia 25 de março, de acordo com o jornal francês "Le Figaro".

O voo AF447, operado por um Airbus A330, caiu no mar após decolar do Rio de Janeiro na noite de 31 de maio. Uma busca inicial realizadas pelas Forças Armadas do Brasil e da França encontrou alguns destroços e corpos, mas as caixas-pretas da aeronave, que podem dar pistas importantes do que aconteceu, ainda não foram localizadas.

Segundo o jornal, a agência de investigação de acidentes da França, o BEA, que está a cargo do inquérito, vai anunciar na segunda-feira que as equipes de buscas vão partir do Recife no dia 25 de março, e não no dia 15 de março, como planejado inicialmente.

Uma pessoa que participa das investigações disse que a tripulação de um navio norte-americano teve problemas com vistos, o que atrasou a viagem deles dos EUA para o Brasil, afirmou o "Le Figaro".Quando chegarem à região de buscas, os dois navios responsáveis pela operação terão um mês para localizar os destroços, que provavelmente estão a uma profundidade de 4.000 metros, achar as caixas-pretas, e trazer esses objetivos de volta à superfície, disse o jornal.
Um porta-voz da Air France disse que não tinha qualquer informação sobre a reportagem do "Figaro". O BEA não estava disponível de imediato para comentar.

A seguradora AXA, da Air France, informou na sexta-feira que vai recorrer contra a decisão de um tribunal do Rio que determinou o pagamento de uma indenização de R$ 2,04 milhões à família de uma das vítimas, alegando que essa decisão foi tomada fora de um comitê formado para definir as indenizações.

giovedì 11 marzo 2010

Natal : restano in carcere i 6 italiani condannati nel 2005 per sfruttamento della prostituzione


A Sexta Turma do Superior Tribunal de Justiça (STJ) negou o pedido de liberdade de seis condenados por exploração do tráfico interno e internacional de pessoas para fins de prostituição. Eles foram presos durante a “Operação Corona”, da Polícia Federal, em 2005. A decisão foi unânime.
Os italianos Giuseppe Ammirabile, Salvatore Borrelli, Paolo Quaranta, Vito Francesco Ferrante, Simone de Rossi e Paolo Balzano foram denunciados perante a 2ª Vara Federal da Seção Judiciária do Rio Grande do Norte, por integrarem um grupo especializado no tráfico internacional e interno de mulheres, sendo-lhes atribuída também a prática, dentre outras infrações, de lavagem de dinheiro e manutenção de casas de prostituição em Natal e em Sevilha, na Espanha. A prisão preventiva foi decretada ainda na fase de inquérito, pela garantia da ordem pública e por conveniência da instrução criminal. Sobreveio sentença condenando os denunciados, na respectiva ordem, a 56 anos, nove meses e 21 dias de reclusão; 56 anos, nove meses e 21 dias de reclusão; 22 anos, dois meses e 10 dias de reclusão; 17 anos e quatro meses de reclusão; 12 anos e dois meses de reclusão; e sete anos de reclusão, mantendo-se a prisão para apelar. No habeas-corpus, a defesa pretendia o direito para que todos aguardassem em liberdade o trânsito em julgado da ação penal. Para isso, sustentou que os italianos estão presos sem que haja determinação judicial por parte do Tribunal Regional Federal da 5ª Região, nem expressa, por decisão fundamentada de revalidação do decreto desusado ou sequer por anunciação oral nos debates, durante a sessão. Alegou, ainda, que a decisão do TRF5 reconheceu que os condenados não tinham ligação com a organização criminosa italiana “Sacra Corona Unita”. Os ministros da Turma consideraram que o fato de a decisão do TRF5 haver afastado a notícia de envolvimento dos condenados com a máfia italiana não desnatura a custódia provisória. Isso porque, destacaram os magistrados, conforme observado, a prisão se amparou, e vem se amparando, em lastro concreto de periculosidade social dos agentes e na necessidade de se evitar a reiteração criminosa. * Fonte: STJ.