venerdì 31 dicembre 2010

Nasce il Registro de Identidade Civil (RIC )

Sostituirà gradualmente il classico RG o Carta di Identità . Incorporerà all'interno di un Chip 17 dati individuali tra i quali il CPF ( Codice Fiscale ) , Carta elettorale , numero di PIS ( Programma di Integrazione Sociale ) . La sostituzione avverrà gradualmente nell'arco di 10 anno ed avra inizio con alcune gradi città Brasilia , Rio de Janeiro e Salvador .
Per il momento non sembra ci saranno effetti sull'RNE ma è probabile che in futuro anche questo documento cambierà .


Brasília (AE) - Num dos seus últimos atos no governo, o presidente Luiz Inácio Lula da Silva lançou ontem, no Ministério da Justiça, o Registro de Identidade Civil (Ric), a nova carteira de identidade dos brasileiros. Com 17 itens de segurança, o novo documento foi concebido para impedir fraudes e facilitar a vida dos cidadãos nas suas relações com o Estado, como obtenção de benefícios sociais e também nos contratos privados, como abertura de contas e operações bancárias, reduzindo a possibilidade de erros e prejuízos.

fábio rodrigues pozzebom / abrNovo RIC, lançado por Lula, reúne vários documentos, como CPF, Identidade, Título de Eleitor e PISNovo RIC, lançado por Lula, reúne vários documentos, como CPF, Identidade, Título de Eleitor e PIS
A novidade é que cada cidadão passa a ter um registro único em nível nacional, baseado em suas impressões digitais inseridas num chip dentro do cartão. O Ric Reúne vários documentos, como CPF, Identidade, Título de Eleitor e o PIS, num só. “É um documento que resgata a cidadania, traz praticidade e segurança ao cidadão no dia a dia”, afirmou o ministro da Justiça, Luiz Paulo Barreto. Esteve presente ao lançamento também o presidente do Tribunal Superior Eleitoral (TSE), Ricardo Lewandowski, que ajudou a União a desenvolver o modelo.

A nova identidade será introduzida gradativamente no País ao longo dos próximos dez anos, começando por três capitais - Brasília (DF), Rio de Janeiro (RJ) e Salvador (BA) e quatro pequenas cidades - Hidrolândia (GO), Ilha de Itamaracá (PE), Nísia Floresta (RN) e Rio Sono (TO). Só ao final desse prazo as atuais carteiras de identidade (RGs) devem perder a validade e ser totalmente substituídas pelo novo documento.

O Ric já virá com certificação digital, o que representa mais segurança nas redes de comunicação, além de redução de fraudes e crimes na Internet. Permitirá ainda a comparação imediata de indivíduos, evitando que a mesma pessoa tire várias identidades em estados diferentes, ou que um terceiro use seu nome para obter o documento fraudulentamente. Acaba também com as frequentes prisões de pessoas por engano, como no caso de homônimos.

giovedì 30 dicembre 2010

I miei auguri per il 2011


Mi anticipo di un giorno per gli auguri di fine anno . Molti saranno occupati l'ultimo giorno e potrebbero non avere il tempo di dare una sbirciatina al Blog .

Innanzitutto un saluto speciale a tutti coloro che mi seguono assiduamente e che arricchiscono i contenuti con i loro interventi .

Questo è stato un anno di grandi risultati per Vivere in Brasile in termini di visite , pagine lette , commenti e soprattutto e-mail , tante .
Alcuni dati : nel Dicembre 2009 avevamo poco meno di 1000 visite al mese , questo mese ne abbiamo avuto 9000 , con una punta di quasi 10 000 il mese di Novembre mentre in termini di pagine viste siamo passati da 1300 del Dicembre 2009 alle circa 20 000 di questo mese , un incremento di quasi il 1500 % ! I primi tre paesi che ci hanno seguito sono stati nell'ordine Italia ( 79.5% ), Brasile ( 12% ) e Stati Uniti (4.5%) .

Delle e-mail ricevute , che sono veramente tante , cercherò di fare un post separato con un titolo tipo : le vostre domande più frequenti .

Quest'anno è stato anche marcato dallo scambio di link con due importanti siti : il primo è www.italiansinfuga .com dal nome auto esplicativo , il sito fornisce utili informazioni per coloro che intendono espatriare .

Il secondo è Mercato Libero di Paolo Barrai , un interessante sito di investimenti che condivide con noi la passione per il Brasile , artefice di un progetto di investimento a Porto Seguro (BA ) . Speriamo di vedere a breve una replica di questo progetto anche qui nel Rio Grande do Norte .

Per finire auguro a tutti gli amici un 2011 ricco di S . visto che sembra che tutte le cose buone iniziano con la lettera S : salute , soldi , serenità ,...


mercoledì 29 dicembre 2010

Battisti e la scelta " umanitaria " di Lula


Il governo Berlusconi ha avuto due anni di tempo per convincere quello brasiliano che "il perseguitato politico" cui aveva concesso asilo il 13 gennaio del 2009 era solo un assassino. Non ci è riuscito e in realtà non ci ha nemmeno provato troppo.

Dall'incredibile annuncio dell'allora ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, che scambiò l'ex "malavitosetto di Latina" per uno scrittore di successo inseguito da una "giustizia vendicativa" (la nostra) e che meritava tutti i privilegi dell'asilo politico, Roma ha fatto pochissimo per chiarire la situazione.

E mentre gli ex An, il ministro La Russa e il senatore Gasparri, favoleggiavano di ritorsioni diplomatiche Berlusconi firmava maxi accordi economici con Brasilia lasciando intendere - con il suo silenzio - che qualsiasi decisione su Battisti non avrebbe complicato le relazioni tra i due paesi. Così il governo italiano si è accontentato della vittoria di Pirro davanti al Tribunale Supremo - che il 18 novembre dell'anno scorso ha emesso una sentenza favorevole all'estradizione - evitando di incidere più a fondo nelle convinzioni tutte sbagliate dei brasiliani.

Non sono ancora chiare le motivazioni della decisione del presidente brasiliano che dovrebbe annunciare il rifiuto dell'estradizione tra oggi e domani (Lula si trova nel nord-est del Brasile, dove ieri ha inaugurato, a Recife, con l'ad Fiat Sergio Marchionne una nuova fabbrica) ma è probabile che facciano riferimento alla storica neutralità e accoglienza del Brasile, paese che nel tempo ha dato asilo, in modo del tutto bipartisan, all'ex dittatore fascista del Paraguay, Stroessner, come all'ex militante di Potere Operaio Achille Lollo, condannato e ricercato per la strage di Primavalle (Roma 1973), come a Ronnie Biggs, uno dei famosi rapinatori del treno Glasgow-Londra. Una decisione non politica ma "umanitaria" insomma.

Che questa, nonostante la sentenza del Tribunale Supremo Federale, fosse l'intenzione di Lula (cui lo stesso Tribunale aveva lasciato l'ultima parola) si sapeva e, nelle ultime settimane, l'avvocato dello Stato, Luiz Inacio Lucena, è stato coinvolto per trovare una giustificazione che non fosse - come fu quella adottata dal ministro Genro - troppo offensiva per l'Italia e per il presidente Napolitano che due anni fa scrisse al suo omologo di Brasilia per difendere le vittime di Battisti.

Secondo i giornali brasiliani la motivazione farebbe riferimento alla necessità di "proteggere l'incolumità fisica" dell'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo. Se tra oggi e domani il direttore del carcere di Papuda alla periferia di Brasilia riceverà l'ordine di rilasciare Battisti è probabile che l'Italia ricorrerà di nuovo presso il Tribunale Supremo sulla base del Trattato di estradizione vigente tra i due paesi. Ma non è detto che riuscirà a fermarne la liberazione e dopo quasi quattro anni Battisti - fuggiasco dalla Francia nel 2004, venne rintracciato a Copacabana, Rio de Janeiro, il 18 marzo del 2007 - potrebbe uscire dal carcere in attesa dell'esito dei nuovi ricorsi. Magari per fuggire anche da lì verso altri paesi latino americani più affidabili visto che il nuovo presidente che s'insedia alla fine della settimana, Dilma Rousseff, non condivide la scelta di non estradarlo. Oggi o domani conosceremo l'ultima parola di Lula ma è difficile che sarà davvero l'ultima parola su una latitanza iniziata il 4 ottobre del 1981 con la fuga dal carcere di Frosinone.

Fonte La Repubblica

domenica 26 dicembre 2010

Rasa al suolo la foresta amazzonica


A causa delle nuvole che hanno impedito la visuale del satellite non ci si è accorti che l'ultimo pezzo della Foresta Amazzonica era stato raso al suolo .

La distruzione finalmente è totale . L'agricoltura industriale ed il pascolo potranno beneficiarsi alla fine di questo ultimo pezzo di foresta .

Per i nostri figli restano comunque migliaia di ore di filmati in 3D oltre che un campionario completo della biodiversità conservati negli archivi genetici della BRASIGEN .


O Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (Inpe) informou nesta semana que detectou 836,7 km² de desmatamento na Amazônia Legal em setembro e outubro de 2010. A área equivale a cerca de 523 vezes o tamanho do Parque Ibirapuera, em São Paulo, ou a 21 vezes o Parque Nacional da Tijuca, no Rio de Janeiro.

Se comparado ao mesmo período do ano passado, quando o sistema registrou 575,5 km² de devastação, o desmatamento na região aumentou 45,4%. Os novos dados do Inpe apontam, também, que a detectada em setembro e outubro de 2010 é maior do que a registrada em agosto, de 265,1 km².

O instituto, sediado em São José dos Campos (SP), ressalta que em função da cobertura de nuvens variável de um mês para outro e, também, da resolução dos satélites, os dados do Sistema de Detecção de Desmatamento em Tempo Real (Deter) não representam medição exata do desmatamento mensal na região.

Em setembro de 2010, por exemplo, 19% da Amazônia Legal, que engloba os estados do Norte do país, mais o Mato Grosso e parte do Maranhão, esteve coberta por nuvens, impedindo a visualização por satélites. Em outubro, a presença das nuvens impossibilitou a visibilidade em 34% da região.


Attenzione popolo brasiliano , è vero che il Brasile è dei brasiliani come dice il presidente Lula , ma l'Amazzonia sono i polmoni del Mondo non solo del Brasile . La sua fine sarà la fine per tutto il genere umano . Per fortuna la notizia data in apertura del blog è falsa . Quella in portoghese , in corsivo ,sfortunatamente , quella è vera !



venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale con I suoni del Brasile


Questo suggestivo video promozionale è il mio personale augurio di Natale a tutti gli amici del Blog . Che tanti altri possano venire a trovarmi il prossimo anno !

giovedì 23 dicembre 2010

Impressioni di viaggio


Il mese scorso è stato ospite al Varandas de Ponta Negra l'amico Enrico di Padova . Ho conosciuto Enrico attraverso il blog e le sue numerose domande sul Brasile . Si trattava del primo viaggio nel Paese e pertanto mi ha chiesto un serie di consigli , da cosa mettere in valigia ad info sul clima .

Innanzitutto gli ho consigliato di aumentare la sua permanenza da 15 gg ad un mese in quanto due settimane , se non si conoscono già i luoghi e soprattutto la lingua , sono veramente pochi e poi di fare un poco di pratica con la lingua portoghese prima di partire , attraverso il web .

Al suo rientro in Italia Enrico mi ha inviato un commento con le sue note di viaggio . Mi è sembrato opportuno dedicargli lo spazio di un post in quanto non tutti leggono i commenti in arrivo ( Nella foto Enrico , a casa mia , alle prese con la fejioada il tipico piatto brasiliano )



Salve a tutti,

volevo raccontare le impressioni del mio primo viaggio in Brasile, effettuato grazie all'amico Antonio,che mi ha aiutato molto, non solo dal punto di vista logistico, ma anche sotto l'aspetto della comprensione della realtà circostante,e quindi lo ringrazio vivamente di ciò.

Da quel che ho visto, la gente brasiliana dimostra una forte propensione alla socializzazione,penso che questa sia una loro caratteristica intrinseca, e quindi per loro è naturale.

Dal punto di vista economico, mi ha dato l'impressione di un paese dalle grandi potenzialità, ancora inespresse,o espresse in minima parte, forse quello che gli manca è un poco di organizzazione, sempre a mio parere.Da dire anche che essendo la mia prima volta in questo paese, sarebbe indispensabile da parte mia la conoscenza di altri luoghi dello stesso( sono stato a Natal e dintorni ), per poter avere più riferimenti e quindi poter dare opinioni più circostanziate.

Sicuramente ci sono anche delle cose negative, la prima che mi viene in mente è lo stato delle strade o in generale della viabilità( dei vari taxi che ho preso, alcuni mi sembravano proprio degli Schumacher, ossia rispetto codice della strada = 0 ).

Se poi vogliamo valutare l'aspetto naturalistico, qui è difficile trovare qualcosa di negativo,disponendo di moltissimi km di costa, e quindi di spiaggia , di mare, per chi ama il sole, qui troverà sicuramente il suo posto ideale .

Anche qui , secondo me le potenzialità turistiche sono ancora tutte da sfruttare, perché dovendo fare un raffronto con le spiaggie più vicine a dove vivo, qua in Italia, se qui ci fosse una spiaggia come a Ponta Negra, o dintorni, si vedrebbero le persone accavallate una sopra alle altre,mentre là, questo turismo di massa sembra ancora mancare, nonostante la bellezza ambientale che c'è.

Pure il settore immobiliare mi sembra in forte espansione, avendo visto molti cantieri aperti, un po’ ovunque,segno di una notevole richiesta immobiliare.

Queste in sintesi le mie impressioni, poi chiaramente la cosa è soggettiva, perché dipende molto dalle proprie caratteristiche personali,la valutazione di alcuni fattori, ai quali taluno può dare più peso, e qualcun altro può darne meno.

Comunque penso che il Brasile sia un paese che valga la pena di essere conosciuto.



mercoledì 22 dicembre 2010

Um dia em Ponta Negra


Un simpatico cortometraggio che mostra la vita quotidiana dei venditori ambulanti della spiaggia di Ponta Negra

Revisione annuale obbligatoria nel Rio Grande do Norte


Assieme al progresso arrivano anche in Brasile le incombenze tipiche dei paesi europei come quello della revisione dell'automobile . L'ispezione è annuale , è obbligatoria , costa circa 70 R$ ma quello che è peggio è che ci saranno solo due centrali di ispezione a Natal .

Questo significa una ulteriore rottura di palle per le interminabili file che saremo costretti a sorbirci . Un giorno , quando ne avrò voglia , racconterò l'inenarrabile processo di intestazione di un bene immobile . E' una storia degna di Kafka .

Começa em janeiro de 2011 o processo de inspeção veicular em todos os veículos do Rio Grande do Norte. Na vistoria, será verificada a emissão de gases poluentes. A inspeção veicular é obrigatória e necessária para a renovação anual da documentação do veículo. Ela foi estabelecida pela Lei 9.270, aprovada pela Assembleia Legislativa em 2009.

Com a lei em vigor, o estado passa a agir em conformidade com a Resolução 418 do Conselho Nacional do Meio Ambiente (Conama). O objetivo é combater a poluição veicular e, consequentemente, a da atmosfera. Os estados brasileiros têm até junho de 2011 para se adequarem a nova legislação.

O Departamento Estadual de Trânsito (Detran) estará disponibilizando 15 centrais de inspeção nas diversas regiões do estado. Terão centrais os municípios de Natal (02), Mossoró, João Câmara, Pau dos Ferros, Macau, Macaíba, Ceará-Mirim, Assu, Parnamirim, Santa Cruz, Apodi, Currais Novos, Caicó e Goianinha.

O agendamento para a inspeção veicular será feito de acordo com a data de pagamento doIPVA (Imposto sobre a Propriedade de Veículos Automotores). De acordo com o Detran, o proprietário que não fizer a inspeção estará transitando na ilegalidade e poderá ter seu veículo apreendido. O valor cobrado pelo teste da inspeção veicular será de R$ 68,90.

Até agora, a verificação veicular era feita anualmente na frota de ônibus e táxis, e nos veículos movidos a gás. Com a nova medida, o estado passa a ser o primeiro no Nordeste a fazer inspeção em seus 720 mil veículos.

Os testes serão feitos pela empresa Inspar, ganhadora do processo licitatório feito no primeiro semestre deste ano. Através do escapamento do carro, o teste irá detectar o nível de gases poluentes que estão sendo expelidos na atmosfera.

A quantidade máxima permitida de gases poluentes emitidos varia de acordo com o tipo de veículo, ano de fabricação e combustível utilizado. As informaç ões são da Agência RN.

La nuova emigrazione italiana : numeri e costi


L'amico Roberto professionista torinese ma amante della città di Natal dove viene non appena libero dai suoi impegni mi ha segnalato questo interessante articolo tratto dal Sole24Ore .

Quanti giovani professionisti italiani emigrano ogni anno? A quanto ammonta il costo di questo esodo per il sistema-Paese, che ha investito nella loro formazione?Una domanda per la quale non esistono purtroppo risposte ufficiali.

“L’Italia è ancora un Paese di emigranti”, come ha messo nero su bianco la Fondazione Migrantes, nel suo ultimo rapporto 2010. Tuttavia, l’emigrazione dei nostri giovani professionisti, più volte stereotipata nel cliché della “fuga dei cervelli”, resta un buco nero, per le statistiche ufficiali.

La trasmissione “Giovani Talenti” di Radio 24 ha provato a fare i conti, nell’ultimo anno, su numeri e costi e costi di questa emigrazione. Arrivando a conclusioni sorprendenti.La prima riguarda proprio i numeri: è abbastanza realistico stimare in circa 60mila i giovani “under 40” che lasciano l’Italia ogni anno. Sulla base di almeno due dati: il primo proviene dall’Anagrafe Italiani Residenti Estero (Aire), secondo cui ben 316.572 giovani non ancora quarantenni hanno lasciato il Paese tra il 2000 e il gennaio del 2010. Il flusso ufficiale è dunque pari a poco più di 30mila l’anno.

Secondo vari sondaggi indipendenti, però, solo un espatriato su due si iscrive normalmente all’Aire (nonostante l’iscrizione sia obbligatoria). Il dato andrebbe dunque moltiplicato per due, per avere stime più ufficiose: in questo modo combacerebbe con la recente ricerca di Confimpreseitalia, che ha stimato proprio in 60mila i giovani emigranti, ogni anno. Quel che è più preoccupante, per Confimprese italia il 70% di loro sono laureati. Si tratta di capitale umano qualificato che lascia il Paese.

Molto interessante si rivela pure il dato dell’Istat sui trasferimenti di residenza nel 2009: ben 80.597 italiani si sono cancellati dall’anagrafe per espatrio, un balzo di quasi 20mila unità in più, rispetto al 2008. Più in generale, si tratta di un forte incremento, dopo anni in cui quella stessa quota galleggiava tra le 50mila e le 60mila unità annue in uscita. I dati Istat si riferiscono a tutti gli emigranti, giovani e non: è però plausibile supporre che l’età di chi emigra oggi sia - nella media - giovane. E che il dato complessivo - che comprende anche chi espatria, ma mantiene comunque la residenza in Italia - sia ovviamente superiore.

Da qui prende le mosse il calcolo sui costi, che si gioca su due livelli: quello minimo e quello massimo. Alla base c’è una stima prudenziale (calcolata su dati Ocse), relativa al costo di formazione totale di ciascun nostro laureato, dalle scuole elementari fino all’università: lo abbiamo indicato in 130mila dollari.Secondo i dati Istat, sull’espatrio dei laureati nel 2008 (6552 unità), il costo per il sistema-Italia in termini di capitale umano trasferito ammonterebbe a 851milioni e 760mila dollari.

Come premesso, i cambi di residenza riflettono solo in parte il totale dei trasferimenti. Basandoci invece sulla ricerca indipendente di Confimpreseitalia, possiamo stimare una quota annua di oltre 45mila laureati che emigrano, con un costo astronomico per l’Italia: quasi sei miliardi di dollari.

Pochi di loro fanno normalmente ritorno, producendo ulteriore ricchezza all’estero.La domanda successiva è: perché espatriano? Qui le motivazioni sono abbastanza ricorrenti, e si concentrano tutte sui vantaggi che molti Paesi europei e gli Usa - in particolare - offrono loro: salari in media più alti, posizioni di responsabilità nonostante la giovane età, selezioni trasparenti e meritocratiche (senza bisogno di “spintarelle”), prospettive di carriera chiare e definite, welfare state più attento ai giovani, soprattutto se disoccupati (grazie al salario minimo). Senza contare la minor presenza di un sistema gerontocratico.

La situazione italiana appare un po’ come uno specchio rovesciato: stupisce, in particolare, come molti di questi giovani espatriati, quando provano a rientrare con un curriculum internazionale di tutto rispetto, trovino le porte sprangate. Per questo il nostro Paese presenta forti flussi in uscita, ma scarsi flussi in entrata, per quanto riguarda giovani talenti di nazionalità italiana o straniera. In sintesi: l’immigrazione verso l’Italia è generalmente poco qualificata, l’emigrazione dall’Italia è invece altamente qualificata.

L’indagine di “Giovani Talenti” ha portato alla luce anche altri numeri: il ricercatore Lorenzo Beltrame, autore di un paper sul “brain drain”, stima in 410mila i laureati italiani all’estero. Per un “cervello” che entra, tre escono. Per il Cnr, ben 25mila professionisti italiani occupano posizioni di alto livello negli Stati Uniti (3500 di loro in ambito accademico). Per la ricercatrice Simona Monteleone, autrice di un altropaper sulla “fuga dei cervelli”, il 70% dei giovani ricercatori da lei intervistati non pensa proprio di rientrare. Percentuale che scende, ma non di molto, se allarghiamo l’intenzione di ritorno alla popolazione complessiva dei laureati: secondo Almalaurea, oltre la metà di quelli espatriati non ci pensa proprio, a un futuro in Italia.

Sergio Nava è il Conduttore di “Giovani Talenti” – Radio 24

lunedì 20 dicembre 2010

Poste Italiane: comunicato sui conti correnti e sul risparmio postale


Ho trovato questo comunicato sul sito Banco Posta . Sostanzialmente lo Stato Italiano mette in guardia i cittadini dal possedere conti correnti su Banche non statali dato l'attuale andamento dei mercati finanziari .

Un comunicato che quanto meno sa di concorrenza sleale nei confronti degli altri istituti di credito di cui si ipotizza evidentemente una non solvibilità futura .

Ma se le cose stanno così , ed il Governo Italiano sembra crederci , cosa sono tutte quelle affermazioni strombazzate sulla stampa nazionale circa la solidità del nostro sistema bancario ?

Allora ha proprio ragione l'amico Paolo Barrai di Mercato Libero quando suggerisce la delocalizzazione fisica dei risparmi fuori dell'Italia .

Vivereinbrasile offre, a tutti coloro che lo desiderano , la possibilità di approfondire questo discorso seduti sul bordo di una piscina all'ombra di una palma da cocco .



In riferimento all'attuale andamento dei mercati finanziari, Poste Italiane informa i propri clienti che i depositi custoditi sotto forma di Conti Correnti, Libretti di Risparmio e Buoni Postali Fruttiferi non sono esposti a rischi di mancato rimborso.

I depositi su Conto Corrente BancoPosta beneficiano della massima tutela pubblica perché:

- la maggioranza assoluta del capitale sociale di Poste Italiane è in possesso dello Stato (Ministero dell'Economia e Finanze);
- la raccolta derivante dai conti correnti è investita, nel rispetto delle norme di legge, unicamente in titoli governativi.

Per questi motivi, i depositi su Conto Corrente BancoPosta non necessitano dell'assistenza del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, istituito per assistere i risparmiatori in caso di mancato rimborso dei depositi da parte di istituti bancari.

I prodotti di risparmio postale - Libretti di Risparmio e Buoni Fruttiferi Postali - sono sempre garantiti dello Stato indipendentemente dalle condizioni di mercato.

domenica 19 dicembre 2010

Tizio , Caio e Sempronio


Ebbene anche in brasiliano esistono Tizio , Caio e Sempronio ma si chiamano differentemente : Fulan , Beltrano e Sicrano .

Fulan deriva dall'arabo fulan ( " tale ") . Gli spagnoli del secolo XIII usavano fulan come aggettivo : un tale luogo , una tale isola ( fulano lugar , fulana ilha ) passando poi ad avere il significato attuale .
Beltrano deriva invece dal nome Beltrao , in spagnolo Beltràn ,in francese Bertrand , nome estremamente popolare nella Penisola Iberica per il ciclo carolingio delle novelle cavalleresche . La terminazione in -ano deriva quasi certamente da fulano .

Per concludere il nome Sicrano sembra avere origini misteriose a giudicare dai suggerimenti incerti sulla etimologia della parola .

Cresce l'indebitamento delle famiglie italiane


Dal Settembre 2008, ovvero dall'inizio della crisi finanziaria internazionale, al Settembre di quest'anno, l'indebitamento medio nazionale delle famiglie è cresciuto del 28,7% , sfiorando ormai i 20mila euro, per la precisione 19.491 euro, maturato a seguito dell'accensione di mutui per la casa, dai prestiti per l'acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.

Sono i dati più significativi di una indagine condotta dalla CGIA di Mestre, da cui risulta anche che le famiglie più esposte con il credito sono quelle della Provincia di Roma (28.790 euro), seguite dalle famiglie di Milano (28.243 euro), Lodi (27.516 euro). Al quarto posto Prato (26.294 euro), di seguito Como (25.217 euro) e Varese (25.069 euro). In fondo alla classifica, le famiglie meno indebitate si trovano distribuite tra Sardegna e Sicilia. Quart'ultime, quelle del Medio Campidano, con un indebitamento medio pari a 8.845 euro, al terzultimo posto quelle di Enna, con 8.833 euro, al penultimo Carbonia-Iglesias, con 8.687 e, ultime, le famiglie dell'Ogliastra, con 7.035 euro di indebitamento medio.

Il record della crescita del debito nel periodo settembre 2008-settembre 2010 lo fanno registrare le famiglie della provincia di Grosseto: +48,8% in due anni. A seguire Livorno (+47,5%), Asti (+42,3 %), Foggia (+41,7%) e Arezzo (+41%). Tutto concentrato a Sud è il capitolo riguardante la sofferenza nella restituzione del credito ottenuto. Al 30 settembre 2010, la maggiore incidenza percentuale delle sofferenze spetta alla provincia di Crotone, con il 5,9%, ovvero, a fronte di 100 euro erogati alle famiglie crotonesi, quasi 6 euro non sono stati restituiti agli istituti di credito. Al secondo posto Caltanisetta (5,7%), terze Enna e Benevento (entrambe a 5,5%).
Il dato medio nazionale è pari al 3,5%.

Spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre: "Le province più indebitate sono anche quelle che registrano i livelli di reddito più elevati. E' chiaro che tra queste famiglie vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione bancaria di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti in questi ultimi anni nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente".

Per Bortolussi è invece "più allarmante il risultato che emerge dalla lettura dei dati riferiti all'incidenza percentuale delle sofferenze sull'erogato. In questo caso notiamo che nelle prime posizioni troviamo tutte realtà territoriali del Mezzogiorno, a dimostrazione che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie delle aree economicamente più arretrate del Paese".

Fonte : La Repubblica

venerdì 17 dicembre 2010

Fuori dall'euro e rapidamente , parola dell'economista Elena Carletti .


In questo articolo pubblicato su Bloomberg , l'economista Elena Carletti della Università di Firenza spiega i vantaggi di una rapida uscita dall'euro per il recupero della competitività delle nazioni in difficoltà . Carletti sottolinea l'importanza della rapidità per evitare un massiccio deflusso di capitali verso i paesi forti come la Germania .

Il riferimento al caso della Grecia è esplicito : l'uscita dall'euro è il solo mezzo razionale per risanare l'economia ellenica e consentirle tra qualche anno di rientrare nel sistema della moneta unica .



Il fatto è che chi può prevedere e soprattutto controllare una situazione del genere senza un Governo Europeo ? Il default di una nazione può scatenare la speculazione e trascinare nel baratro l'intera Europa .


Far from being irrational, markets are quite right this time to be concerned about the current crisis in the euro area.

History threatens to repeat itself. The first recorded sovereign default was in the fourth century B.C. when 10 out of 13 Greek municipalities in the Attic Maritime Association reneged on loans from the Delos Temple. Today, it looks increasingly likely that another sovereign default will occur in Greece in the coming years.

How should the euro area prepare itself for such an event? The answer: quickly.

The recent proposal by France and Germany on sovereign defaults stressed the importance of collective-action clauses in euro-area debt contracts. These clauses, which make debt restructuring faster by forcing minority bondholders to accept the terms agreed to by a majority of creditors, are no doubt important to include, but are a distraction from what is likely to be the main issue, namely financial stability.

Collective-action clauses are designed to resolve holdouts, whereby some bondholders try to obtain a better settlement than is on offer. Such problems became serious for sovereign debt in the 1990s.

Retrospective Laws

Most emerging-market sovereign debt was written under U.K. or New York law. In the euro area, much of it is under domestic statute. In Greece, about 90 percent is subject to local legislation. So national governments can act retrospectively by passing a law that makes agreements binding if some bondholders accept the settlement terms.

It seems unlikely that the issues relating to financial stability can be solved as easily. Most banking regulation treats sovereign debt as being risk-free so that it isn’t necessary to hold capital against it. After the 2007 crisis, regulators encouraged banks to hold more government debt to ensure they have sufficient liquidity and can post it as collateral in refinancing operations. Changes are clearly needed. But it may not be desirable to encourage diversification of sovereign debt within the euro area.

Diversification helps to reduce risk, but it also spreads it more widely. In Greece’s case, where the nominal amount of sovereign debt outstanding is relatively low, diversification is probably safer since a default can be absorbed. But for debt issued by larger and greatly indebted countries, such as Spain, it is more dangerous. There is so much Spanish debt around that, if widely held, a default could bring down the entire euro-area banking system.

Quick Default

Careful design of regulation based on the magnitude of holdings within the financial system is needed. This is only the start of the institutional changes necessary.

A sovereign default would need to be done very quickly, otherwise it would trigger enormous capital flows in the euro area from countries perceived to be weak to those seen as strong, such as Germany. It would be hard to stop this kind of occurrence in anticipation of a default, let alone if the bankruptcy process were to take a minimum of six months, as some legal experts have suggested for Greece. Issues relating to priority of claims, deposit insurance and guarantees for other bank-debt holders would need to be sorted out.

There is an alternative to sovereign default in the euro area: A country could simply leave the currency union, possibly temporarily. This would also need to be done quickly to avoid massive capital outflows. A government would have to redenominate overnight all contracts into a new currency, presumably at a 1-to-1 ratio with the original euro amounts. There would still be a market-determined exchange rate between the new currency and the euro.

Euro Exit

There would certainly be messy details, but the great advantage would be for the defaulting government to regain control of monetary policy and potentially be able to guarantee the banking system. There would be inflation, but this, together with the devaluation of the local currency, would help the country to grow by boosting exports. A few years after a sovereign nation has brought its budget deficit and debt under control, it could reapply to join the euro.

The financial-stability issues that sovereign default raises in modern financial systems should be the focus of official euro-area discussions. It is somewhat surprising that they have -- at least formally -- not been so far. There is no easy way out. It’s time to break such taboos.

(Elena Carletti is a professor of economics at the European University Institute in Florence, Italy. The opinions expressed are her own.)

Cresce la pressione fiscale in Brasile


Il Brasile è cresciuto molto in questi ultimi anni ... nel bene e nel male . Purtroppo infatti è anche salito nella graduatoria dei Paesi con maggiore pressione fiscale raggiungendo nel 2009 il 34,5% del PIL . Un salto dal 18° al 14° posto rispetto al 2008 .

Secondo la vice presidente dell'Istituto Brasiliano di Pianificazione Tributaria ( IBPT ) , Leticia do Amaral sorprende il fatto che il Brasile sia solo indietro a paesi europei estremamente sviluppati che , pur avendo una pressione fiscale superiore , erogano però ai cittadini una grande quantità di servizi in termini di salute , educazione , previdenza , infrastrutture , ecc.

Per inciso i primi tre della lista dei paesi considerati estremamente sviluppati sono nell'ordine Danimarca (48,2% ) , Svezia (46,4% ) ed Italia (43,5% ).


O Brasil subiu quatro posições no ranking dos países com maior carga tributária em 2009 e alcançou o 14º lugar, divulgou nesta sexta-feira (17) o Instituto Brasileiro de Planejamento Tributário (IBPT). A arrecadação de tributos no país correspondeu, no período, a 34,5% do Produto Interno Bruto (PIB) - comparação conhecida como carga tributária.

Para a vice-presidente do instituto, a advogada Letícia do Amaral, surpreende o fato de o Brasil somente ficar atrás de países europeus, altamente desenvolvidos, como é o caso dos países da Escandinávia (Suécia, Noruega, Dinamarca e Finlândia).

Segundo a especialista, ao contrário do Brasil, esses países prestam serviços públicos de qualidade, garantindo à população saúde, segurança, educação, previdência social, boas estradas, reembolso de medicamentos, auxílio moradia e outros.

mercoledì 15 dicembre 2010

Il senato approva aumento salariale ai parlamentari ed al Presidente



I membri del nuovo governo non avranno molte preoccupazioni finanziarie personali . Si sono appena approvati un aumento del 61% dello stipendio da circa 16 000 a circa 26 000 R$ mensili , oltre ovviamente agli innumerevoli benefici legali . Il decreto ha avuto un decorso insolitamente rapido . Poco più di due ore per passare dalla Camera al Senato dove , trattato con urgenza , il decreto è stato approvato a maggioranza . L'aumento andrà in vigore con la prossima legislatura a partire dal 1° Febbraio 2011 .


O plenário do Senado Federal aprovou nesta quarta-feira (15) a elevação para R$ 26,7 mil do salário dos parlamentares, do presidente da República, do vice e dos ministros de estado a partir de 1º de fevereiro de 2011. O valor corresponde à remuneração dos ministros do Supremo Tribunal Federal, teto do funcionalismo público federal.

Por se tratar de decreto legislativo, a proposta não precisa passar pela Presidência da República e entra em vigor assim que for publicada.


A tramitação ocorreu rapidamente. Pela manhã, a Mesa Diretora da Câmara encaminhou a proposta ao plenário sem que o tema fosse tratado em reunião do colegiado.

No plenário da Câmara, a proposta ganhou regime de urgência com 279 votos a favor, 35 contra e 5 abstenções. A aprovação do mérito foi simbólica na Câmara, e o projeto ficou pronto para ir ao Senado.

Cerca de duas horas após a Câmara votar a matéria, o projeto já estava na pauta do Senado. Apenas os senadores Marina Silva (PV-AC), Álvaro Dias (PSDB-PR) e José Nery (PSOL-PA) se manifestaram contra a proposta, que foi aprovada de maneira simbólica.

Com a mudança, os deputados e senadores terão um reajuste de 61,8%, uma vez que recebem atualmente R$ 16,5 mil. No caso do presidente da República e do vice, o reajuste será de 133,9%. Atualmente, o presidente recebe R$ 11,4 mil. O aumento dos ministros será maior ainda - eles ganham atualmente R$ 10,7 mil.


domenica 12 dicembre 2010

Raul Velloso : la bomba nel collo di Dilma


Tratto da una intervista dell'economista Raul Velloso : la bomba nel collo di Dilma racconta le difficoltà economiche con le quali si troverà a combattere la neo eletta presidente brasiliana . In primo luogo il costo della riserva cambiale di 300 miliardi di dollari che da sola consuma risorse per 50 miliardi di R$


Há alguma ‘herança maldita’ à espera da presidente Dilma?

O problema cambial que a Dilma vai receber do Lula é uma bomba de efeito retardado. No começo de tudo, a taxa de juros elevada atraiu uma avalanche de dólares de investidores estrangeiros, para deleite da equipe econômica. Os dólares entraram no Brasil, compraram reais, e esses reais foram aplicados a uma taxa de remuneração espetacular, comparada com seus países de origem. O Banco Central foi comprando esses dólares para guardar sob a forma de reservas (o que foi positivo) e, a despeito disso, provocou uma supervalorização do real. Hoje caminhamos para um volume de reservas no valor de quase US$ 300 bilhões.

Isso tem sido apresentado como demonstração do êxito da política econômica.

Para manter esse nível de reservas custa caro. O país é obrigado a gastar R$ 50 bilhões por ano — próximo do dobro do que o governo investiu no ano passado (R$ 34 bilhões), um pouco mais do que se aplicou na saúde (R$ 42 bilhões) e quase quatro vezes os gastos com o Bolsa Família (R$ 13 bilhões). O financiamento do excedente de dólares é feito por meio de endividamento público.

Então basta conseguir R$ 50 bilhões extras que está tudo resolvido?

Eu falei apenas de um dos problemas financeiros que a presidente Dilma terá daqui a pouco menos de dois meses. Os outros são: pressão para elevar o salário mínimo para R$ 600, corrigir as aposentadorias em 10% e pagar mais um salário para o Bolsa Família, conforme propôs a oposição; aprovação de uma série de projetos que implicam aumento de gastos aguardando na fila do Congresso; pedidos de subsídios por parte de setores da indústria prejudicados pela supervalorização do real e desdobramentos do atraso na solução da crise financeira internacional, como a inundação do mundo com mais US$ 600 bilhões prometidos pelo presidente Barack Obama.

Mas nós não havíamos ultrapassado a crise?

Lembre-se de que estávamos no período eleitoral. Agora chegou a conta. O modelo de “alto consumo a qualquer custo”, graças aos gastos públicos, anestesiou o impacto da crise internacional. A supervalorização do real cai como uma luva, pois com o dólar barato o consumo cresce por meio do estímulo à importação. O real caro derruba as exportações, uma vez que nossos produtores recebem cada vez menos reais por dólar, em troca das mercadorias vendidas lá fora.

Quem paga a conta e quem ganha com essa lógica?


Primeiro, a indústria de transformação, como a de eletroeletrônicos, por exemplo. O fabricante de computador toma prejuízo duas vezes: primeiro quando o consumidor resolve importar porque é mais barato; segundo, quando o preço cai lá fora, como está acontecendo agora, forçando uma redução aqui dentro. Os ganhadores são os consumidores de importados e os produtores do setor de serviços, em que não é possível importar, e, principalmente, os exportadores de commodities minerais e de alimentos, cujos preços estão em alta no mundo e não há qualquer expectativa contrária a essa maré que já dura quase 10 anos.

Dá para viver assim durante um bom tempo, não?


Eu — e muita gente do ramo — não penso assim. Nesse esquema, o peso da indústria no PIB, que era de 27%, algo como um terço, caiu para 15%, o que caracteriza um processo de desindustrialização. Além disso, o superavit comercial, de US$ 22,4 bilhões em setembro de 2005, tornou-se um deficit de US$ 25,8 bilhões nos primeiros nove meses deste ano (uma mudança para pior de quase US$ 50 bilhões). Nessa marcha, sem alteração de rumo a curto prazo, retornaremos ao cenário externo imediatamente posterior ao real, quando se dizia que a virtude estava no deficit em conta-corrente (resultado de todas as transações comerciais e financeiras com o exterior), pois essa era a fórmula para atrair capitais para o crescimento econômico. As consequências são conhecidas.

O que fazer?


Sem poupança não há crescimento. E a poupança é resultado de menores gastos públicos, um assunto que não combinava com o calendário eleitoral até o último dia 31. Aliás, a explicação para a vitória da presidente Dilma, segundo os cientistas políticos, é a promessa de continuidade do consumo. Isso deve mesmo render votos, mas crescimento sustentado só se faz com contas realistas. O modelo atual, de gastos públicos descontrolados, resulta num alto custo fiscal. Por exemplo: o Brasil gasta mais com salário de pessoal do que países com perfil equivalente, denunciando um empreguismo crônico.


Creata in Brasile tecnologia per diagnostica sul feto

La nuova tecnologia , nata dalla combinazione delle conoscenze di medicina fetale con la diagnostica per immagini ha consentito, per la prima volta , la visualizzazione degli organi interni di un feto e la diagnostica di malattie prima ancora della nascita . Nell'esempio riportato nel video un feto con un tumore al collo .




sabato 11 dicembre 2010

Settembre 2011 , ritorna : Rock in Rio



Ritorna a Rio de Janeiro il maggior festival di musica ed intrattenimento del mondo : Rock in Rio . La decima edizione dell'evento si terrà infatti a Rio de Janeiro dal 23 Settembre al 2 Ottobre del 2011 .

Nato nel 1985 proprio a Rio da una idea dell'impresario brasiliano Roberto Medina per celebrare la transizione dalla dittatura alla democrazia , l'evento ha avuto diverse edizioni in Portogallo e Spagna . Il ritorno alla città di origine avverrà con un dispiegamento di risorse senza precedenti .

La città di Rio vuole stravincere e vuole confermarsi ancora una volta come la capitale mondiale dei mega eventi . I numeri le stanno dando ragione : in prevendita ed in soli 20gg sono stati venduti i primi 100 000 biglietti per lo spettacolo ... e mancano ancora 10 mesi !

Quella che i carioca stanno costruendo a Barra da Tijuca è una vera e propria città del rock . Il festival occuperà un'area di 150 ooo mq ed includerà innumerevoli attrazioni oltre ad una laguna naturale . Consiglio
il tour virtuale della città disponibile sul sito dell'evento .

O Rock in Rio é o maior festival de música e entretenimento do mundo. A ideia vem do empresário brasileiro Roberto Medina, que realizou no mês de janeiro de 1985 sua primeira edição, em plena transição da ditadura para a democracia: o Rock in Rio convidou o Brasil a comemorar a liberdade.

Em suas nove edições, sendo três no Brasil (1985, 1991 e 2001), quatro em Portugal (2004, 2006, 2008 e 2010) e duas na Espanha (2008 e 2010), o Rock in Rio reuniu mais de 5 milhões de pessoas, que aplaudiram ao vivo 656 bandas. Foram mais de 780 horas de música com transmissão para mais de 1 bilhão de telespectadores em 80 países.


O festival ocupará uma área de 150 mil m2, na Barra da Tijuca, com uma lagoa natural na paisagem e inúmeras atrações. Dentro da nova Cidade do Rock, uma infraestrutura completa vai oferecer conforto, segurança e muita diversão.

mercoledì 8 dicembre 2010

Taxa di juro inalterata nell'ultima riunione del COPOM


L'ultima riunione del Comitato di Politica Monetaria del Banco Centrale , tenutasi oggi 8 Dicembre , ha confermato le previsioni di mantenimento del Tasso di interesse al 10.75 % .

Resta in piedi ancora l'ipotesi di aumento nel corso del 2011 al 12,25% con una riduzione solo a partire dal 2012 .


Con il Tasso di interesse mantenuto a questi livelli non potrà arrestarsi il flusso di dollari dall'estero e pertanto questo fatto farà ulteriormente crollare il cambio $/R$ .


O Copom (Comitê de Política Monetária do Banco Central) decidiu, por unanimidade, manter novamente a taxa básica de juros em 10,75% ao ano. Essa foi a última reunião do Copom no governo Lula e sob o comando de Henrique Meirelles, que deixa a presidência do BC no fim do mês.

A maioria dos economistas já esperava a manutenção dos juros. A aposta do mercado financeiro é que a taxa básica voltará a subir na próxima reunião do Copom, no dia 19 de janeiro. Os economistas esperam ainda mais dois aumentos, em março e abril, elevando a taxa para 12,25%. Os juros só voltariam a cair em 2012.

O BC já sinalizou que, como a crise do PanAmericano foi resolvida sem causar impacto no mercado de crédito, haveria espaço para voltar a subir os juros.

Além disso, novos números divulgados sobre a inflação mostraram que o índice oficial de preços (IPCA) está cada vez mais distante do centro da meta de 4,5%.

A manutenção dos juros deixa o Brasil no topo do ranking das maiores taxas do mundo. Isso contribui para atrair mais dólares para o país e derrubar a cotação da moeda

Na sexta-feira (3), o Banco Central anunciou uma série de medidas para reduzir o ritmo de aumento do crédito e intensificar o processo de desaceleração da economia, a fim de evitar o aumento da inflação.

O último boletim Focus divulgado pela autoridade monetária mostrou que o mercado elevou a previsão para o IPCA neste ano pela 12ª semana consecutiva, passando de 5,72% para 5,78%.




lunedì 6 dicembre 2010

L'Italia come l'America Latina ?


In Europa declina, ma in America Latina la classe media sta crescendo. Tanto che in Uruguay la percentuale dei ceti medi (55,51%) è di soli 11 punti inferiore a quella dell’Italia (66,40%).
Il dato emerge dallo studio Latin American Economic Outlook 2011: How middle class is Latin America?, presentato il 3 dicembre dall’Ocse.
Il dato italiano, si legge nella ricerca, viene incluso nella tabella che seguono soltanto per esigenze di confronto. L’0biettivo, insomma, è vedere quanto i Paesi latino-americani si stiano avvicinando a un Paese occidentale, in particolare all’Italia. Un Paese dove la classe media da tempo soffre, schiacciata da redditi immobili che con il passare degli anni diventano insufficienti e immobilismo sociale.
La scoperta è che la distanza tra l’Italia e i Paesi latino-americani, considerati l’emblema della disuguaglianza, delle grandi distanze tra ricchi e poveri, non è più misurabile in anni luce. Anzi, le distanze si sono molto accorciate soprattuttto con i Paesi che più stanno facendo passi in avanti sotto il profilo del progresso economico e sociale e della redistribuzione della ricchezza, a cominciare dall’Uruguay e dal Messico.
Non c’è neanche troppa distanza tra la percentuale di persone economicamente svantaggiate: sono l’11,67% della popolazione in Italia, il 15,82% in Uruguay e il 17,11% in Messico. Mentre gli straricchi sono il 28,67% in Uruguay, il 30% in Messico e il 21,93% in Italia.

“L’America Latina ha fatto fronte alla crisi meglio di altre economie, e anche meglio di quanto abbia fatto in passato, grazie a politiche economiche di qualità”, spiega Mario Pezzini, direttore del Development Centre dell’Ocse.

Il che non significa che i Paesi dell’America Latina abbiano risolto tutti i problemi: tra i più gravi, rimangono le forti disuguaglianze all’interno della popolazione e la bassa produttività, dovuta, ricorda Pezzini, a una elevata concentrazione della produzione nell’ambito delle materie prime. Caratteristica che negli ultimi anni si è rivelata un vantaggio, per via dell’aumento dei prezzi, ma che alla lunga è un ostacolo allo sviluppo: la prospettiva giusta per la crescita, suggerita anche dall’Ocse, è diversificare. E ci sono molti Paesi, a cominciare dall’Argentina, dal Cile e dal Brasile, che hanno fatto significativi passi in direzione della tecnologia e dell’innovazione scientifica.

Ci sono miglioramenti anche sotto il profilo delle disuguaglianze. “Non si può parlare di una vera e propria classe media – dice Pizzini – piuttosto di ceti medi. Infatti questi ceti medi hanno caratteristiche molto vulnerabili, raramente hanno un titolo di studio avanzato, o possono accedere a livelli di consumo di massa analoghi a quelli dei Paesi occidentali, spesso lavorano nel settore informale (inteso come lavoro in nero che a volte dall’illegalità può anche sconfinare nella criminalità, ndr)”.
E però, qualcosa si muove: “Se c’è un Paese che inizia ad avere un ceto medio che assomiglia molto alle classi medie occidentali bisogna cercare in Uruguay o in Cile. – assicura Pizzini – Il Brasile ha varato politiche di lotta alla povertà importanti, che sono state efficaci e utili. Ha una struttura fiscale migliore di altri Paesi latino-americani, sta lentamente recuperando da un livello di partenza in cui le disuguaglianze erano molto marcate”.

Tra i problemi che emergono dallo studio, c’è anche la difficoltà dei nuovi ceti medi a percepirsi come tali. “La propensione a pagare le tasse è bassa – si legge nel rapporto – il che probabilmente dipende anche dalla bassa qualità dei beni pubblici. Anche la percezione della qualità dei servizi pubblici è bassa, e questo induce gli strati medi a cercare alternative nel privato, anche se questo significa un esborso eccessivo rispetto alle possibilità economiche familiari”.

Diciamo quindi che il confronto riportato sulle tabelle considera solo i redditi. La classe media italiana, come quella di tutti i Paesi europei, è certamente più colta, maggiormente inserita, più formata rispetto ai giovani ceti medi dei Paesi latinoamericani. Lì, però, i ceti medi avanzano. Da noi, scivolano inesorabilmente verso i ceti popolari, che negli ultimi anni hanno inghiottito artigiani, commercianti, operai qualificati, pensionati, lavoratori dipendenti.


Tratto dal Blog Percentualmente di Rosaria Amato su Repubblica

domenica 5 dicembre 2010

2011 : i doni dei Re Magi


Siamo alla fine del 2010 , un anno che ha visto la crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti , trasformarsi in crisi della economia reale e poi ( a causa del debito contratto dagli Stati per salvare le banche )in crisi degli stessi Stati. Oramai il contagio si è esteso all'Europa iniziando dalle nazioni periferiche più deboli : Grecia ed Irlanda . Ma già l'assedio tocca da vicino Portogallo e Spagna . Cosa accadrà nel 2011 ? Nessuno lo sa ma quello che possiamo dire è che alcune azioni che si stanno decidendo in questo finale di anno avranno immediate conseguenze nel 2011 .Vediamole :

1) Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke defended the Fed’s decision to purchase $600billion in Treasury securities and didn’t rule out expanding the program, in an interview for CBS television’s “60 Minutes,” the network said.

La FED , nella figura del suo presidente Bernake , afferma che i $600 Miliardi iniettati recentemente nella economia potrebbero aumentare . Questo significa che le borse continueranno ad essere sostenute artificialmente e forse anche a crescere . Significa inoltre che altro denaro fluirà verso i Paesi a tasso di interesse elevato alla ricerca di ricchi rendimenti .

2) Belgian Finance Minister Didier Reynders said the euro region could increase the size of its 750 billion-euro ($1 trillion) bailout fund, breaking ranks with German Chancellor Angela Merkel and France’s Nicolas Sarkozy.

European officials are under pressure to find new ways to stop contagion spreading from Greece and Ireland amid concern the bailout package may not be large enough to rescue Spain if needed. While Sarkozy and Merkel rejected expanding the fund on Nov. 25, European Central Bank President Jean-Claude Trichet on Dec. 3 indicated governments should consider just such a move.

La seconda notizia riguarda la dimensione del Fondo di salvataggio dei paesi della Comunità Europea che potrebbe essere aumentato dai 750 miliardi di euro iniziali .Questo nel timore che il fondo attuale non sarebbe sufficiente nel caso fosse necessario un salvataggio della Spagna .

Se ciò accadesse chi pagherebbe l'aumento del fondo ? Le nazioni non ancora salvate , tra cui anche l'Italia . Altre tasse per i cittadini e tagli alla spesa ed agli investimenti . Altra disoccupazione .

Questo ci aspetta , almeno secondo queste due notizie nel corso del 2011 . Se va bene . Infatti i doni dei Re Magi sono tre e non due . Il terzo lo vedrete nel corso dell'anno !

Per chi non lo sapesse la foto del Post è quella dei Re Magi che si trova all'ingresso della città di Natal .

sabato 4 dicembre 2010

Inaugurato stasera l'albero di Natale di Rio de Janeiro


Fuochi di artificio e uno show musicale hanno accompagnato la inaugurazione , a Rio de Janeiro , del tradizionale albero di Natale nella Lagoa Rodrigo de Freitas .


I brasiliani snobbano il lavoro temporaneo


Cento quaranta mila nuovi posti di lavoro si sono resi disponibili in tutto il Brasile per il periodo di Natale soprattutto nell'area commerciale con un salario medio di 770R$ . Tuttavia ad oggi un terzo sono ancora liberi . Mancano infatti gli interessati . La caduta della disoccupazione a livello del 6,1 % ad Ottobre spinge infatti i lavoratori a ricercare lavoro a tempo indeterminato snobbando di fatto il lavoro temporaneo .

Alcune imprese , preoccupate del fenomeno , hanno addirittura anticipato la ricerca di personale temporaneo da impiegare nel periodo pasquale .Il fenomeno è insolito , rispetto allo scorso anno la ricerca di lavoro temporaneo è caduto infatti della metà .

Attenzione a chi sta per mettersi in viaggio : Madrid bloccata


Il governo spagnolo ha dichiarato lo stato di emergenza per lo sciopero dei controllori di volo che sta paralizzando gli aeroporti del Paese. La procedura apre la strada all'azione penale contro chi aderisce all'agitazione. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno iberico, Alfredo Perez Rubalcaba, che non esclude l'arresto dei manifestanti se non verrà interrotto lo sciopero.


Con lo stato di emergenza, ha spiegato ancora Rubalcaba, ''i controllori, se non torneranno a lavoro, commetteranno il reato di disobbedienza previsto dal codice penale militare''. E' la prima volta che la Spagna dichiara lo stato di emergenza dalla morte del Generale Francisco Franco, nel 1975.


Uno sciopero selvaggio, conseguenza di un duro braccio di ferro con il governo principalmente sugli orari di lavoro da parte dei controllori di volo, proclamato da ieri sera e che ha colto di sorpresa la Spagna proprio all'inizio di un lungo weekend di vacanze e nonostante la decisione del governo di affidare all'esercito il controllo aereo. Migliaia di passeggeri hanno trascorso la notte all'aeroporto "Barajas" di Madrid. Iberia ha annullato tutti i voli.


Ma la situazione del traffico aereo è critica un po' in tutto il nord Europa a causa dell'ondata di gelo che sta paralizzando gli scali, in particolare in Francia, Germania e Inghilterra.

Le ripercussioni in Italia. A Fiumicino 28 finora le cancellazioni in partenza da parte di Alitalia, Vueling e Iberia, quattro le cancellazioni in partenza a Ciampino. Secondo una prima stima, finora sono circa 2mila i passeggeri rimasti bloccati e penalizzati a Fiumicino ma il dato potrebbe toccare, nell'arco dell'intera giornata, quota 4mila-5mila.


Una lunga fila di passeggeri, sorpresi e rassegnati, caratterizza, con un serpentone lungo fino a cento metri, un'area intera del Terminal 3 dinanzi alle compagnie aeree coinvolte dal blocco dei voli.


Sempre a Fiumicino sono atterrati dei voli intercontinetali inizialmente diretti a Madrid ma dirottati sullo scalo romano. A Milano sono quattordici, dieci a Malpensa e quattro a Linate, i voli in partenza cancellati oggi. In pratica tutti i voli con destinazione Madrid, Barcellona e anche per il Portogallo, in particolare per Oporto e Lisbona, sono stati soppressi.


Cancellazioni e disagi anche all'aeroporto "Marco Polo" di Venezia, dove in mattinata sono stati cancellati almeno cinque voli destinati a Madrid e Barcellona. Per quanto riguarda gli arrivi, altrettanti voli dalle due città spagnole sono saltati. Le compagnie interessate sono la 'Iberia' e la 'Vueling airlines'.

Alitalia e grandi compagnie. Alitalia ha cancellato tutti i voli della mattinata da e per la Spagna. Alitalia precisa tuttavia che, in attesa dell'evoluzione della situazione e delle iniziative del governo spagnolo, rimangono al momento previsti sei voli del pomeriggio e della serata. La compagnia è pronta e attrezzata per allestire voli straordinari in caso di riapertura del traffico aereo. Anche Air France, KLM, Thai Airways, EasyJet e Ryanair hanno oggi cancellato i voli.


Fonte : La Repubblica

venerdì 3 dicembre 2010

L' iPAD da oggi in Brasile

Nella foto in basso il primo cliente brasiliano della magica tavoletta di Apple . I prezzi di lancio sono abbastanza salati , partono da 1649 R$ per la versione base da 16GB WiFi sino a 2599 R$ per la versione 64GB WiFi +3G il tutto pagabile come al solito in 12 rate ad interesse zero .



giovedì 2 dicembre 2010

Fantapolitica o disastro annunciato ?


Riporto integralmente questo post tratto dal blog di Peppe Grillo ed intitolato " 2011 .Il diario della crisi "


Il contenuto del post è da prendere estremamente sul serio soprattutto alla luce degli ultimi avveniment economici . Sullo sfondo semicomico di un Berlusconi che si rifugia ad Antigua assieme ai suoi " compagni di merende " è rappresentata una realtà economica non molto lontano dal vero e niente affatto improbabile .


- Gennaio: Cade il governo Berlusconi. Consultazioni tra il Quirinale i partiti e le parti sociali. fallisce il primo mandato esplorativo affidato a Berlusconi. Folla di fronte a Montecitorio. Lancio di uova a Palazzo Grazioli. Il debito pubblico supera i 1900 miliardi. La UE chiede all'Italia una manovra aggiuntiva rispetto alla Finanziaria di 30 miliardi.

- Febbraio: Secondo mandato assegnato a Draghi. Cresce la disoccupazione alimentata dalla fine della cassa integrazione per decine di migliaia di lavoratori. La Confindustria dichiara che la crescita nel 2011 potrebbe essere pari a zero. Valutazione confermata dal FMI e dalla UE. Scioperi spontanei nella pubblica amministrazione. Draghi nel suo primo discorso in Parlamento da presidente del Consiglio, dopo aver ottenuto una fiducia bipartisan, annuncia che i sacrifici sono inderogabili e che l'Italia è sull'orlo del baratro economico.

- Marzo: Calo delle entrate e nuovo balzo in avanti del debito pubblico a 1.940 miliardi di euro. Il rapporto debito/PIL supera la barriera del 120%. L'interesse riconosciuto dal Tesoro sui titoli di Stato italiani raggiunge quello spagnolo. Si ipotizza un prestito ponte all'Italia da parte della UE e del FMI di 200 miliardi con condizioni non negoziabili sul fronte della riduzione del debito, delle pensioni e del personale del pubblico impiego.

- Aprile: Disordini sociali in tutta Italia. Berlusconi non rientra da un viaggio ad Antigua. Draghi annuncia in diretta televisiva il blocco quinquennale dei titoli di Stato ai detentori italiani, ai quali verrà comunque corrisposto l'interesse. Viene allungato di due anni il periodo di congelamento degli aumenti nel settore pubblico. E' deliberata l'abolizione delle Province e l'assorbimento del personale nelle Regioni di appartenenza e reintrodotto l'ICI per la prima casa.

- Maggio: Flessione del 6% del gettito fiscale. La crescita zero del PIL per il 2011 potrebbe diventare negativa. Napolitano in diretta televisiva e a reti unificate esorta alla coesione sociale e alla solidarietà nazionale. Tensioni per la mancata vendita di parte dei titoli di Stato.

- Giugno: Si profila l'uscita dell'Italia dall'euro. Draghi avvia misure eccezionali per risanare la finanza pubblica. Prelievo del dieci per mille dai conti correnti, tetto massimo per le pensioni a 2500 euro e innalzamento dell'età pensionistica di due anni.

- Luglio: Le banche italiane sono investite dalla bolla immobiliare. Crollo dei titoli bancari e delle società immobiliari quotati in Borsa. Fallimento di alcune società del settore. Occupazione di immobili sfitti in molte città italiane. Emergono legami insospettabili tra criminalità organizzata, politici e imprenditori nel mercato immobiliare. Draghi vara una legge per scoraggiare la delocalizzazione delle imprese italiane all'estero.

- Agosto: Fuga di capitali dall'Italia e aumento della disoccupazione in particolare al Sud. Rivolte spontanee per beni di prima necessità in Campania e in Sicilia. Dell'Utri condannato anche in Cassazione entra in carcere. Il PDL si scioglie spontaneamente. Inizio dell'iter parlamentare per una nuova legge elettorale. Beppe Grillo presenta in Senato la legge di iniziativa popolare: "Parlamento Pulito".

- Settembre: Il debito pubblico supera quota 2.000 miliardi. Piano per un taglio di un terzo dei dipendenti della PA in cinque anni. Diminuzione dei consumi. L'Italia evita per ora l'uscita dall'Euro. Aumenta la forbice tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi.

- Ottobre: Uno sciopero generale paralizza per due giorni il Paese. Contestazioni ai sindacati. Schifani lascia la carica di presidente del Senato per motivi personali. Il nuovo presidente appartiene al Pd per rafforzare il governo tecnico di unità nazionale. L'ipotesi di elezioni per il 2012 si allontana per paura di un default.

- Novembre: L'Italia è stremata dalla disoccupazione e dall'aumento dell'inflazione. Draghi avvia un maxi programma di recupero dell'evasione fiscale da 50 miliardi all'anno basato sulle proprietà effettive. Sono decurtati del 50% i finanziamenti pubblici ai partiti e del 100% ai giornali.

- Dicembre: Tassa patrimoniale e aumento dell'imposizione fiscale sui depositi e sui conti correnti sono l'ultimo atto del 2011 del Governo. L'Italia termina l'anno con una previsione di crescita dell'uno per cento del PIl nel 2012 e una disoccupazione del 22%. Berlusconi non è mai rientrato da Antigua dove lo hanno raggiunto tra gli altri Bondi, Cicchitto, Fede, Gasparri e Letta per ragioni di incolumità personale.


mercoledì 1 dicembre 2010

Importazioni brasiliane in forte crescita


Si avvicina la fine del 2010 ed è tempo di bilanci . Il miglioramento della rendita delle famiglie brasiliane è tangibile guardando alla crescita del consumo interno o semplicemente all'aumentato traffico cittadino con sempre più Pick-up e fuoristrada . A tutto ciò ha contribuito anche il calo del dollaro che ha reso i brasiliani consumatori delle merci statunitensi in misura sempre crescente inclusi i viaggi per turismo .

Il rovescio della medaglia appare purtroppo nel bilancio di fine anno quando si scopre che nel 2010 a fronte di esportazioni cresciute del 30,7 % le importazioni sono cresciute ad un ritmo superiore raggiungendo il 43,9% .

Sembra proprio che la cura di Obama per tirare gli Stati Uniti fuori della crisi stia cominciando ad avere i suoi frutti . Una preoccupazione in più per la neoeletta presidente Dilma .