sabato 8 gennaio 2011

Nuove misure per frenare il real : serviranno ?


Se è vero che è in corso una "guerra delle valute", per usare la fortunata espressione del ministro brasiliano Guido Mantega, i paesi emergenti alzano le barricate. E il più attivo nel cercare di limitare la pressione al rialzo sulla propria moneta è proprio il Brasile.

Ma i controlli di capitale si stanno ormai moltiplicando in diversi paesi e lo stesso Fondo monetario, che in passato si era battuto per la loro completa eliminazione, ha sostenuto invece questa settimana che possono essere uno strumento valido.

La Banca centrale brasiliana ha annunciato giovedì l'introduzione di una riserva obbligatoria del 60% sulle posizioni "corte" delle banche contro il dollaro. Queste scommesse contro la valuta Usa, che ammontavano a 16,8 miliardi di dollari a fine 2010, dovrebbero ridimensionarsi a 10 miliardi in seguito alla misura, secondo le aspettative dell'autorità monetaria. Il provvedimento dovrebbe indurre le banche a ricoprirsi sul mercato allentando la pressione al rialzo sul real, che dai primi mesi del 2009 si è rivalutato di oltre il 35% sul dollaro. Secondo la Banca centrale si tratta di una «misura prudenziale».

L'annuncio si somma al ripetuto aumento della tassa sugli investimenti esteri di portafoglio, a partire dall'ottobre scorso, che ha avuto scarsi risultati nel frenare gli afflussi di capitale.

Mantega ha detto questa settimana che il Brasile è pronto a introdurre altre misure, tra cui, secondo fonti di mercato, potrebbe esserci l'acquisto di dollari anche sul mercato a termine. Il governo di Brasilia è preoccupato della perdita di competitività dell'industria manifatturiera locale. Inoltre, intenderebbe segnalare l'intenzione di arginare l'aumento delle riserve ufficiali (che l'anno scorso sono cresciute di 49 miliardi di dollari a 288 miliardi), il cui costo è crescente nell'attesa di tassi al rialzo.

Gli operatori di mercato ritengono che la nuova misura potrà avere al più un effetto temporaneo, a fronte dell'attrazione di un'economia ad alta crescita come quella brasiliana, per di più con l'aspettativa che già a gennaio la Banca centrale alzi il tasso ufficiale Selic dall'attuale 10,75%, per far fronte a un ritorno dell'inflazione.

Ieri è stato annunciato che il 2010 ha chiuso con un'inflazione al 5,9%, la più alta dal 2004. «Di per sé - scrivono in una nota gli economisti del Banco Itaù Ilan Goldfajn e Felipe Salles - la capacità della decisione annunciata giovedì di indebolire il real è modesta.

Tuttavia, è rilevante in quanto segnala la volontà delle autorità di utilizzare misure di regolamentazione come strumento di intervento sul mercato valutario. Ci aspettiamo nuove misure se il real dovesse riprendere la sua tendenza al rialzo». Altre fonti di mercato ritengono che le autorità brasiliane favoriscano intenzionalmente l'incertezza sul futuro della regolamentazione valutaria per limitare la pressione per l'apprezzamento del real.


Fonte : Il Sole 24 ore


6 commenti:

  1. Per quanti interventi possano fare le autorita´monetarie brasiliane, questi riusciranno solo a limitare parzialmente la progressiva caduta libera delléuro (e anche del dollaro in parte minore) questo sulla base di inconfutabili dati sui fondamentali economici (oltre che politici) che, in chiave prospettica, non lasciano dubbi su chi abbia maggiori possibilita´ di crescita e, quindi, di dare opportunita´di guadagno tra Brasile, Europa e USA.
    Speravo in un rimbalzo del cambio delléuro a 2,30 ad inizio anno ma siamo gia´tornati a 2,19 oggi .... se si dovesse rompere il supporto dei 2 real credo che vedremo il cambio intorno a 1,85-90 entro giugno (probabilmente anche prima). Le esportazioni brasiliane ne soffrirebbero ulteriormente ma i consumi interni sono previsti in ulteriore crescita nonostante i consistenti limiti imposti sullíndebitamento nel corso del 2010. Dáltro canto gli attuali reali rapporti di forza tra léconomia europea e quella verdeoro sono questi.
    abraÇos
    Marco

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  2. Direi che anche il 6% di IOF non ha minimamente influito la rivalutazione del Real.
    Quindi: o non sono i capitali speculativi che entrano a ipervalutare il real oppure la misura e' servita, come era prevedibile, ad ingrassare le "intermediazioni"
    In entrambi i casi Mantega (mi meraviglio che e' genovese!) ha cannato !
    Si tenga conto che la ipervalutazione paventa i suoi effetti deleteri dopo 6/12 mesi

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  3. E´ovvio che la gran parte dei capitali che fluiscono verso il Brasile (e anche in Argentina) Non sono speculativi e quindi non sono intaccati dalláumento dello IOF di ottobre.
    Qui non si tratta di carry trade ma di investire su un paese che offre migliori opportunita´e prospettive. Non a caso Fiat, mentre strangola i lavoratori italiani, sta aprendo un nuovo stabilimento a Recife.
    Ipervalutazione del real? Probabilmente senza le misure di Mantega, incluse quelle sulle riserve obbligatorie al 60% sulle posizioni short di questi giorni, il cambio sarebbe gia´a 2,00. E´comunque verosimile scommettere su ulteriori apprezzamenti del real nel breve e medio periodo.
    Marco

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  4. le potenzialita' inespresse del gigante verdeoro non devono comunque indurre a facili ottimismi.Lula, al di la' dei meriti, ha viaggiato con il vento della fortuna durante il suo mandato.La crisi americana prima e quella dei PIGS europei dopo hanno fatto volare il real a quotazioni pericolose che,inevitabilmente, finiranno per penalizzare la bilancia commerciale.A cosa serve avere un super real se nulla e' cambiato nella struttura di potere, se ancora esiste un 40% di popolazione costretta a vivere nel ritardo storico e nel disagio economico piu' elevato?Alla fine non e' cambiato nulla, le caste rimangono, i nepotismi dominano,la divisione in patricinhas e escravas e' ancora il tatuaggio indelebile di un paese altamente ingiusto!!Brasile paese fantastico ed impossibile!!

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  5. Ciao Anonimo

    concordo parzialmente sulla analisi che hai fatto . Certamente Lula è stato fortunato ma è stato anche il primo presidente a rivendicare il ruolo di Paese leader dell'America Latina al Brasile .

    Inoltre , contrariamente al solito e contro , e ripeto contro. ogni previsione la crisi americana prima ed europea dopo non hanno quasi toccato il Brasile grazie ad una politica di sviluppo del mercato interno ed ovviamente grazie alla fortuna dell'aumento del prezzo delle commodity .

    Certamente lo scenario che si trova di fronte Dilma è diverso . L'effetto della bolla creditizia che sta indebitando le famiglie brasiliane prima o poi scoppierà .

    La forza del real , alimentata dalle iniezioni di dollari della FED e dagli alti tassi brasiliani , arriverà alla fine ( Ma questo per il Brasile è benefico per le esportazioni ).

    Naturalmente i progressi in campo economico sono molto più veloci di quello in campo sociale e culturale . Pertanto permangono i problemi di cui hai parlato . Per quelli ci vorranno non 8 anni di governo ma almeno 50 anni di vita umana .

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  6. Il Brasile ha attraversato di striscio la crisi mondiale perche'la fantastica capitalizzazione delle banche brasiliane e la loro capacita' di attrazione di flussi monetari dall'estero hanno fatto da scudo protettivo!In tutto il mondo le banche hanno affossato le finanze pubbliche, in Brasile i vari bdb,itau',bradesco,hsbc brasil etc etc si sono rivelate le primarie aziende nazionali in grado di fare da volano ad una economia bisognosa di risorgere.Confermo il mio giudizio: se si hanno visto permanente e capitali superiori ad almeno 200.000 euro, da applicare magari in CDB,si puo' pensare al grande salto, altrimenti occorre RIFLETTERE,RIFLETTERE,RIFLETTERE!!IL BRASILE NON E' MAI STATO FACILE E MAI LO SARA'!!

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