giovedì 24 marzo 2011

Socrates beve la cicuta ... e l'euro ?


Senza governo, con un deficit pubblico in crescita e l'economia ancora in crisi, il Portogallo si avvia sulla strada già percorsa da Grecia e Irlanda nella richiesta di un aiuto finanziario dall'Ue per salvarsi. Il governo di minoranza socialista si è dimesso dopo che il parlamento ha bocciato il piano di "lacrime e sangue", concordato con Bruxelles, per risanare i conti e tagliare la spesa pubblica. A questo punto diventa dunque molto probabile l'intervento finanziario dell'Ue, anche se il governo dimissionario "continuerà a lottare con tutte le sue forze" per evitare un ricorso a un piano di salvataggio Ue-Fmi "che avrebbe conseguenze molto gravi per l'economia" del paese e "imporrebbe un programma di risanamento che i portoghesi certamente non vogliono".

La delusione dei Paesi forti si legge tutta nelle parole di Angela Merkel. La cancelliera tedesca si è detta da un lato "molto dispiaciuta" per la bocciatura parlamentare a un piano di riforme che ha definito "coraggioso"; dall'altro, ha sottolineato che chiunque andrà al governo in Portogallo dovrà sentirsi "obbligato" ad aderire ai parametri del programma bocciato ieri. Sulla stessa linea il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso: "Le difficoltà politiche del Portogallo vanno superate il più velocemente possibile e gli impegni sul fronte delle riforme e del consolidamento delle finanze pubbliche devono essere confermati".

Gli effetti delle dimissioni di Socrates sono stati immediati con i titoli di stato in caduta libera. Il rendimento dei bond decennali è salito al 7,70%, il massimo storico dall'introduzione dell'euro, il rendimento dei titoli a cinque anni viaggia ancora più in alto a quota 8,25%; in generale, come aveva avvisato il premier dimissionario Jose Socrates, un costo del denaro "insostenibile" per finanziare il crescente debito pubblico (circa 83% del pil) e con scadenze dietro l'angolo.

Ad aprile, Lisbona dovrà rinnovare bond quinquennali per 4,3 miliardi di euro, a giugno altri 4,9 miliardi per i decennali. In questa situazione, la soluzione più probabile resta quella della richiesta di aiuto finanziario alla Ue (secondo il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, la cifra di 75 miliardi di euro sarebbe "appropriata").

La strada è quasi obbligata, ma complicata dalla situazione politica: la Ue concederà il prestito solo a condizione che vi sia un governo in grado di portare avanti piani di rientro del deficit pubblico con inevitabili misure di austerità. Al momento, un governo simile non c'è, mentre anche il possibile successore di Socrates, l'attuale capo dell'opposizione, il socialdemocratico Pedro Passos Coelho, spera fortemente di evitare il salvataggio "esterno". Il suo obiettivo, confidando nelle prossime elezioni, dar vita a un esecutivo forte in grado di risanare i conti con un programma interno di consolidamento ancora "più severo" dell'attuale.

La situazione portoghese è tornata ad alimentare i timori sul debito dei paesi "periferici", ma soprattutto rischia di coinvolgere duramente la Spagna che pure da qualche settimana registra da parte dei mercati finanziari una netta ripresa della fiducia. Il problema è che un terzo circa del debito del Portogallo è nei portafogli di banche spagnole.

Fonte : La Repubblica

8 commenti:

  1. Un euro su tre del debito del portogallo è in pancia alla Spagna, che sarà divorata appena il portogallo chiederà aiuto alla comunità europea non solo l'attuale situaz. di stallo è mantenuta tale anche per questo, nessuno vuole ammettere che dietro la porta della casa europea c'è il crollo del sistema euro e a cascata la rottura ormai evidente dei paesi membri. Il passo successivo sarà la realizzazzione di due monete ( Euro A e Euro B) che porterà alla germania, francia e company un sospiro di solievo ...ma solo momentaneo. L'Italia andrà a braccetto con i suoi amici vedi : Grecia Spagna Portogallo in una spirale di crisi economica mai vista prima che culminerà con la crisi economica mondiale del sistema capitalistico ormai schiavo del debito e incapace di reagire ... anche perchè semplicemente basato sul debito ... una spirale o meglio un cane che mangia la pro. coda . Il 2012 anno in cui numerosi paesi compresi l'america dovranno pagare i debiti contratti dal 2007-2008 .. e in scadenza 2012-2013 .. rilasciando una quantità di moneta pari a 3 volte quella usata per uscire dalla crisi del 2007-08, sarà l'inizio della fine ... il resettarsi di un sistema che dal 1920-30 ad oggi è arrivato al suo apice.

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  2. ciao Anonimo la tua analisi è spaventosa , xò è uno scenario verosimile , io spero che l'Italia si abbracci + alla Germania , che a Grecia Portogallo e Spagna.Anche xche' il debito italiano e' il 3° del mondo xò abbiamo un'economia molto + solida e non paragonabile x quanto riguarda impianti infrastrutture aziende a quelle di grecia spagna e portogallo.(tessuto industriale)
    Che fine faranno i crediti obbligazionari delle banche italiane quelle solide? Ciao complimenti x le tue analisi!Io credo che il default economico tutti i governanti cercheranno di evitarlo!

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  3. Alla luce di queste notizie credo verrano rivisti presto a ribasso anche i ratings delle banche spagnole con riflessi negativi sul loro costo di indebitamento e redditività.
    Antonio, se possibile, volevo una tua opinione:
    ho fatto un piccolo studio guardando sui siti di alcune banche brasiliane i rendimetti netti dei Fondi comuni referenciadi al DI e, prendendo come paragone il rendimento netto della poupança, sono giunto alla conclusione che per avere convenienza ad investire in questi fondi, piuttosto che in una poupança, la taxa di amministraçao non deve superare lo 0,75% al massimo e non ci deve essere taxa sulla performance.
    Per accedere a tale taxa di amministrazione ridotta ho visto che bisogna investire un capitale minimo di circa R$100.000,00.
    Sei d'accordo? Ti risulta?
    Come riferimento ieri stavo vedendo che il rendimento NETTO della popança è stato:
    0,55% ultimo mese, 7,03% ultimi 12 mesi; 14,18% ultimi 24 mesi e 23,33% ultimi 36 mesi.
    Io ho ipotizzato sui fondi una tassazione media del 20% considerando che scende sotto questa soglia solo dopo 12 mesi.
    ciao
    Marco

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  4. Il Fondo Priority del Santander ha una tassa di amministrazione dello 0.7 % e basta ed un capitale minimo di 100 000 R$ . Se lo tieni per più di 12 mesi la tassa scende al 17,5% e al 15% oltre due anni .
    I risultati al lordo delle tasse sono stati :
    9,93 % ultimi 12 mesi
    19,87 % ultimi 24 mesi
    34,12 % ultimi 36 mesi

    Come gia ti dissi tempo fa esiste un fondo leggermente migliore in HSBC che parte da un minimo di 300 000 R$ .

    Se hai pochi soldi da investire conviene tenersi la poupança .

    Saluti
    Antonio

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  5. Si, dalla disamina dei fondi referenciadi DI che ho fatto (soglia minima R$80/90/100.000) tra Banco Brasil, Bradesco,HSBC, Itau e Santander devo dire che quest'ultima banca sembra offrire la taxa di amministraçao migliore, che è poi quello che fa sostanzialmente la differenza sui rendimenti netti. Proprio al Santander ho visto anche il Fondo Santander Yield Premium C.P. che paga una taxa dello 0,50% invece dello 0,70%. Mi sembra di aver capito che è un fondo che investe in altri fondi.
    Che ne pensi?
    ciao Marco

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  6. Ciao Marco

    non riesco a visualizzare la composizione di questo fondo . In compenso ti passo il link del fondo della HSBC di cui ti parlavo

    :http://www.hsbc.com.br/1/2/portal/pt/para-voce/investimentos/fundos-de-investimento/fundos-de-investimento/hsbc-fi-referenciado-di-cr-dito-privado-lp-executivo#

    Ha una tassa di amministrazione di solo 0,3% ed un capitale di entrata di 300000 R$. Classificazione di rischio : baxio

    Rendimenti al lordo delle imposte :

    10,35 12 mesi
    21,25 24 mesi
    35,80 36 mesi

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  7. ma non vi converrebbe comprare direttamente titoli di stato anziche' i fondi ?

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  8. Ciao Gaudente

    hai mai provato a comprare titoli di stato ? Se si dicci come si fa e quali sono i costi .

    Grazie

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