Home italia I numeri da brivido della previdenza in Italia

I numeri da brivido della previdenza in Italia

8
9
CONDIVIDI


Leggendo questo articolo mi è venuto un brivido : 71 pensionati in media ogni 100 occupati con un picco di 81 pensionati ogni 100 occupati al Sud ! La metà delle pensioni è al di sotto dei 1000 euro . Con questi numeri parlare di ripresa dei consumi è una utopia .

Quasi la metà dei pensionati italiani ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro, mentre l’incidenza delle pensioni sul Pil è salita dal 15,38% del 2008 al 16,68%, con un rialzo dell’1,3%. E’ quanto emerge dall’indagine Istat sui trattamenti pensionistici nel 2009 secondo la quale il 46,5% dei 16,2 milioni di pensionati italiani (7,7 milioni di persone) ha redditi da pensione complessivi (uno o più trattamenti) per meno di 1.000 euro. Il 14,7% (2,4 milioni) è sotto i 500 euro mentre il 31,8% (5,3 milioni) è tra i 500 e i 1.000 euro. Gli uomini hanno quote più elevate nelle classi di importo mensile più alto; le donne in quelle di importo più basso.

Spesa in crescita e Pil.
Secondo l’Istat, nel 2009, la spesa per le prestazioni pensionistiche è cresciuta del 5,1% rispetto all’anno precedente,pressoché invariato rispetto all’anno precedente (+0,1%).
Nel 2009 torna a crescere il rapporto fra pensionati e popolazione occupata, con 71 titolari ogni 100 occupati: il rapporto era del 70% l’anno precedente mentre nel 2001 era del 74%. Il carico relativo – spiega l’Istat – è maggiore nel Mezzogiorno, dove il rapporto è di 81 pensionati ogni 100 occupati, mentre presenta il valore più contenuto nelle regioni settentrionali, dove il rapporto è di 66 a 100.

Nord-Sud.
Il 50,7% della spesa per pensioni viene erogata nel Nord Italia, che conta inoltre per il 47,9% delle prestazioni e per il 48,5% dei titolari. Nelle regioni meridionali si rileva il 31,6% delle pensioni erogate e il 31,4% dei pensionati, a fronte di una spesa che raggiunge il 27,8% del valore complessivo; le regioni centrali, infine, detengono quote inferiori, pari al 20,5% in termini di numero di trattamenti, al 20,1% se si guarda ai pensionati e al 21,5% in termini di spesa erogata. Differenze territoriali si rilevano anche con riferimento agli importi medi dei redditi pensionistici. Essi sono più elevati nelle regioni settentrionali e in quelle centrali, con valori rispettivamente pari al 105,9% e 104,7% rispetto alla media nazionale. Nelle regioni del Mezzogiorno, gli importi medi si collocano, invece, all’87,9% del valore medio nazionale.

Fonte . La Repubblica

CONDIVIDI

9 Commenti

  1. l'Italia è vecchia e lo sarà ancora di più in futuro. Chi vive in Brasile lo vede tutti i giorni quanti giovani ci sono. Non si può avere tutto e prima o poi il conto lo si paga. Qui tutti vogliono tutto e sopratutto zero problemi (quindi niente moglie/marito e niente o pochissimi figli). I conti li faremo quando la ns generazione già impoverita dalla crisi e dall'impoverimento progressivo della Ns società affronterà l'emergenza anziani senza figli e senza parenti. Chi assisterà ed a quale prezzo tutti i figli del baby boom che saranno diventati anziani, soli e senza reddito? Se si facessero delle proiezioni statistiche a 30/40 anni penso che troveremmo un'Italia ben diversa da quella che forse tutti vorremmo immaginare.

  2. Caro Anonimo

    hai detto una cosa giustissima . Tutti noi pensavamo di trascorrere una vecchiaia serena . Pochi figli e quindi pochi problemi si ma con una assistenza di prim'ordine e soprattutto " protetti " da una sostanziosa pensione .

    Qui si sono pappati tutto … e noi resteremo vecchi e soli . Il problema è che a quel punto anche andare in Brasile non ci salverà . Tutte le cose vanno fatte al momento giusto .

  3. "Avere un figlio significa manifestare un assoluto accordo con l'uomo. Se ho un bambino, è come se dicessi: sono nato, ho assaggiato la vita e ho constatato che essa è così buona che merita di essere moltiplicata." Milan Kundera

    Non fare figli per l'egoismo di restare "liberi da problemi" è un grave errore. Non seguire la vita nella sua naturalezza ci fa solo restare tristi. Mi addolora se qualcuno non ha figli per ragione di salute, ma mi sento veramente triste per tutti che scelgono di non averli per stare più tempo con se stessi. Avere dei figli ci aiuta moltissimo a capire chi siamo. Avere dei figli è come sostituire il "punto finale" con i "tre puntini" nella frase della nostra vita.

  4. io mi sento veramente triste quando qualcuno pianifica di avere figli per dare un senso alla propria vita..la quale altrimenti non avrebbe senso

  5. @paulo

    parla per te e non fare sermoni ridicoli a chi sceglie naturalmente di non avere figli.Potrei dire che e' egoista chi fa figli senza sapere a che futuro vanno incontro,tanto per fare un qualcosa che ci riempie che e' socialmente accettabile e fa tanto persona perbene.Basta guardare il Brasile ,dove vivo, per capire come finiscono i figli fatti tanto per farli con la benedizione dei cattolici, tanto mica se li accolla Ratzinger!la bomba demografica e'la piu grave minaccia alla sopravvivenza dell' uomo.Conosco un sacco di genitori “altruisti” (tra virgolette, perchè credo che in realtà fare un figlio sia un desiderio profondamente egoistico: semplicemente la realizzazione di un proprio desiderio, tale e quale andare a farsi un viaggio o fare carriera) insoddisfatti, proprio perchè non hanno tempo per sé. E vedo che tendenzialmente questi “altruisti” genitori depressi non fanno altro che spiattellare a tutti la propria insoddisfazione, rendendo la vita di chi gli sta vicino (figli compresi) pesante e fastidiosa ,si e' in troppi per le esigue risorse di tante famiglie e forse anche del pianeta quindi propongo la patente per avere i figli.Pochi e con pieno accesso a cio che rende una vita degna cioe' educazione, autorealizzazione,salute etccc
    citando Corinne Maier
    " oggi un figlio e' un puro oggetto capitalistico. Ma è chiaro che ci sono anche fattori più profondi quali un certo modo di ripagare un debito verso i propri genitori procreando e una certa idea d’immortalità espressa attraverso la prole. Aggiungo che i figli sono un importante elemento di integrazione sociale e, per dirlo con termini freudiani, sono un fallo ambulante, un oggetto magnifico che ci riempie”.
    L’individuo senza figli è spiazzante, è un elettrone libero che dipende meno dalla struttura sociale”.

  6. Posto che oltre la metà delle pensioni sono sotto i 1000 euro, logica vorrebbe che si rivalutassero subito queste pensioni a valori più degni di un paese civile. Magari poi si rimediano risorse altrove (e ce ne sono di modi diversi). E invece no, di nuovo Tremonti ha in serbo un ulteriore nuovo innalzamento dell'età minima pensionabile sia di anzianità che di vecchiaia. Tra pochi anni l'età minima pensionabile sarà 67 anni! Ossia, io che ho iniziato a lavorare a 21 anni secondo Tremonti e la Marcegaglia dovrei lavorare obbligatoriamente almeno 46 anni prima di vedere una misera elemosina di pensione quando sarò vecchio e senza assistenza sanitaria!
    Se errare è umano, perseverare è diabolico! E poi dicono che c'è la crisi e la sfiducia nel futuro, per forza! La causano loro volutamente!
    Poveretto chi non avrà introiti extra pensionistici in vecchiaia.
    Ma continuiamo così … facciamoci del male!
    abraços
    Marcofalco

  7. ARRIVANO !!!!!!
    Ciao Anto, Marco e tutti voi del blog…. ecco, sono arrivati, sorvolando le Alpi i cavalieri dell'apocalisse … manca poco ora!!!
    Andrè
    Moody’s: possibile taglio del rating per 16 banche italiane. Altre 13 da stabili a negative
    Moody’s bacchetta ancora l’Italia. L’agenzia ha messo sotto osservazione a lungo termine 16 banche italiane in vista di un possibile taglio del rating. Lo stesso provvedimento già adottato per il rating sovrano dell’Italia. Le prospettive di altri 13 istituti di credito di importanza non sistemica sono stati inoltre cambiati da stabili a negative, in modo da riflettere la “pressioni” sul merito di credito. Secondo l’agenzia, gli istituti di credito con un rating a doppia o singola ‘A’ “sono sensibili anche a piccoli cambiamenti nel merito di credito del governo e nella sua capacità di supportare il sistema bancario del Paese”.

    “Le comunicazioni di Moody’s hanno un carattere di assoluta eccezionalità – afferma Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Pd alla Camera -, l’Italia è possibile preda dei più aggressivi speculatori internazionali”. “Non c’è più spazio per dichiarazioni in politichese – aggiunge -. Vogliamo che Tremonti venga alle Camera per spiegare agli italiani la verità”.

    Le banche i cui rating a lungo termine sono stati messi sotto osservazione sono Intesa Sanpaolo (con le controllate Banca Imi e CariFirenze), Mps (Siena e la controllata Mps Capital Services), Cassa Depositi e Prestiti, Banco Popolare, Bnl, Cariparma e Friuladria, Banca Carige, Banca Sella, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Centrale Banca, Cassa Centrale Raiffeisen e l’Istituto Servizi Mercato Agroalimentare. Per alcune di queste – tra cui Mps, Banco Popolare e Carige – sono finiti sotto osservazione anche i rating a breve.

    Le 13 banche italiane il cui outlook è stato rivisto a negativo sono invece Ubi Banca, Credem, Credito Valtellinese, Bancaperta, Banca delle Marche, Italease Banca Agrileasing, Banca Popolare Alto Adige, BancApulia, Banca Popolare di Cividale, Banca Tercas, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e la Banca Popolare di Spoleto.

    Alcune banche, come Unicredit e la Popolare di Milano, non sono state oggetto di provvedimenti perché hanno già prospettive negative sui rating.

  8. per anonimo che ha risposto a Paulo: beh a giudicare da ciò che scrivi sei senza prospettive visto che non pensi di fare figli perchè non sai a che futuro vanno incontro. Ma scusa se te lo chiedo tu sai esattamente cosa ti aspetta nel futuro? e quindi cosa pensi di fare? divertirti e basta perchè in futuro sarà tutto peggio? Guarda io penso che le cose in Italia andranno sicuramente peggio di quanto non siano state almeno sulla carta le prospettive che noi bambini degli anni 70 avevamo ma il presente anche se duro va vissuto con fiducia ed il futuro va visto con speranza. Ciò non toglie che sia tutto ben complicato ma questo ci costringe al cambiamento e cambiare fa progredire. Insomma ci vuole fiducia e impegno. Il non fare figli per colpa del futuro incerto non penso sia una motivazione ma una scusa per non impegnarsi e cela talvolta un grande egoismo. Non per niente i tassi di natalità sono più bassi nelle società più ricche. Comunque rispetto la tua idea ed ognuno deve fare ciò che si sente. Sono convinto però che il benessere di una società si raggiunge anche nella condivisione di obbiettivi, stili di vita e politiche sostenibili. Una società sbilanciata sull'oggi senza prospettive di crescita demografica e senza sostegno alle famiglie pogherà domani ciò che non ha voluto sostenere oggi. Oggi siamo tutti sportivi, pimpanti, griffati, giovani (e aggiungo profondamente soli) domani saremo poveri, vecchi e irrimediabilmente soli. Dubito che una società senza legami oggi riesca a costruirne molti in vecchiaia. Senza la forza propulsiva dei giovani, dei bambini si invecchia prima e peggio. I costi sociali di tutta questa gente sola vedremo chi e come li pagherà!

  9. X Anonimo che ha risposto all'anonimo che ha risposto a Paulo.
    Giustamente scrivi : "Sono convinto però che il benessere di una società si raggiunge anche nella condivisione di obbiettivi, stili di vita e politiche sostenibili. Una società sbilanciata sull'oggi senza prospettive di crescita demografica e senza sostegno alle famiglie pogherà domani ciò che non ha voluto sostenere oggi."

    Infatti è proprio per questo che ce ne andiamo all'estero. In Italia la deriva è irreversibile perchè è nella coscienza e nella mente degli italiani, o ti adegui o te ne vai! Delle due l'una.
    saluti
    Marcofalco

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here