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Il Portogallo raggiunge la Grecia nella ” spazzatura “

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In attesa della crisi della economia brasiliana , che molti ” uccellacci invidiosi ” si augurano , continuiamo a registrare le varie tappe della caduta di Eurolandia .


Il Portogallo raggiunge la Grecia. Almeno per quanto riguarda il rating, con Moody’s che lo taglia a livello ‘junk’ (spazzatura) portandolo a ‘Ba2’ da ‘Baa1’. L’outlook è negativo.
Moody’s inoltre ha tagliato il rating sul debito a breve termine da “prime-2” a “not-prime”. Moody’s è la prima delle tre grandi agenzie di rating a tagliare la valutazione del Portogallo a livello di junk bond. Standard & Poor’s e Fitch valutano il debito portoghese bbb-, il rating più basso per il debito di livello investment.

La bocciatura decisa da Moody’s porta Lisbona al di sotto del livello di ‘investment grade’ alla luce del “crescente rischio che il Portogallo chiederà un secondo round di finanziamenti internazionali prima che possa tornare sul mercato privato – si legge nella nota dell’agenzia di rating – e dell’aumento delle possibilità che verrà chiesta come pre-condizione la partecipazione del settore privato”.


Moody’s mette anche in evidenza “il timore che il Portogallo non riuscirà a centrare pienamente gli obiettivi di riduzione del deficit e di stabilizzazione del debito fissati nel quadro dell’accordo con Unione europea e Fondo monetario internazionale” tenuto conto delle “straordinarie sfide che il Paese sta affrontando nel ridurre la spesa, tornare alla crescita economica e supportare il sistema finanziario”.

Intanto, il governo portoghese annuncia di aver abolito la golden share in tre aziende pubbliche Galp
Energia, Edp e Portugal Telecom. Si tratta di una misura prevista dal piano di austerità.

La notizia del declassamento del Portogallo ha influenzato Wall Street che ha virato in negativo.


Fonte : La Repubblica

23 Commenti

  1. del resto i nostri monumenti ad oggi sono solo delle caricature di se stessi e più simili a farse disneyane… ci siamo mangiati il passato non abbiamo investito sul futuro. Che ci aspettiamo?? Il brasile se non altro ha una forza… la gioventù! Ribadisco quanto già postato: siamo vecchi e decadenti. Non si rinvigorisce un popolo ne con le finanziarie ne con gli sconti incentivi e riduzione di tasse…
    Qui i soldi li hanno i 60enni che si fanno le 20enni e stop! Meditate gente… se non si fanno figli saremo invasi e non ci sarà più l'Italia, l'europa e quant'altro ci sarà altro!
    perchè lamentarsi se dopotutto quasi tutti contribuiamo a questo disastro? A breve non c'è rimedio…

  2. come dicevo qualche mese fa …. non si mangerà il panettone a fine anno … il braccio del signoraggio bancario (agenzie di Rating) si è allungato e con la sua grande mano comincierà a prendere quello che da tempo ambiva… Andrè

  3. E l'euro continua a svalutarsi ….
    Se oggi Trichet annuncerà anche il rialzo del tasso di riferimento europeo all'1,50% allora saremo fritti definitivamente, sarà un ulteriore pessimo segnale di debolezza dalle nefaste conseguenze per famiglie e imprese.
    Avete notato che nessuno parla di come si sia evoluto il default dell'Islanda di pochi anni fa? Perchè?
    Marcofalco

  4. infatti….:
    Con il Portogallo ridotto a “spazzatura”, la speculazione punta pesantemente sull’Italia e affonda l’indice di Piazza Affari. Il giudizio di Moody’s sulle obbligazioni portoghesi, il cui rating è stato declassato ieri al grado di junk, appunto, ha trascinato Milano verso il peggior risultato fra i principali mercati europei, nonostante l’intervento della Ue che ha bollato il rating come pura “ipotesi”. Italia prossima al collasso? Di certo, mentre Londra, Francoforte e Parigi aprivano in leggero rialzo, il Ftse Mib è arrivato a perdere anche il 2,02%, mentre l’All Share ha toccato meno 1,9%. Ad essere penalizzati, più di tutto i titoli bancari e assicurativi, che trascinano al ribasso il listino.

    Fra gli istituti di credito, crollo per i big Unicredit e Intesa Sanpaolo, che sono arrivati a perdere rispettivamente il 4,46 e il 4,86%. Con la seconda che vanifica la crescita costante delle ultime due settimane. In linea il Monte dei Paschi, mentre il Banco Popolare si ferma a -3%. Fra gli assicurativi, scivolone Fonsai (giù fino a -8,06%, maglia nera del paniere principale) mentre Generali perde il 2%. Frena anche l’energia, con Enel che perde lo 0,91% e A2A in calo dello 0,66%. Nel comparto industriale arretra, dopo una partenza positiva, Fiat. Giu’ anche Pirelli e Finmeccanica.

    andrè

  5. Non vi dimenticate :siamo come alla fine degli anni 70 economia brasiliana ai massimi ed economia europee ed america ai minimi. appena le materie prime cadranno gli affari si farnno in europa mentre il brasile cadra in disgrazia. Il tempo fa dimenticare il passato eppure la questione e sempre stata la stessa : materie prime su, brasile su ed europa giu, e dollaro giu, materie prime giu e brasile fallisce europa, america e dollaro su > Francesco Sansone

  6. Caro Francesco

    dopo quanto tempo approssimativamente ( I tuoi calcoli statistici dovrebbero dirtelo ) dal fallimento dell'Europa dovremmo aspettarci quello del Brasile , o meglio dei paesi del BRIC ?

    Ti sarei molto grato , e con me tanti residenti in Brasile se potessi fornirci questa previsione così sapremo se dobbiamo preoccuparci noi , i nostri figli o i nostri nipoti .

    Grazie

  7. Anto … ma Sansone è il degno successore di Mago Merlino …. la sua teoria che posso associare a quella della mia povera nonna che diceva che " i caplet e van fat tuti i di, tran che al venerdì … perchè a ghe da magner al pes" dimentica che le materie prima sono a differenza di 50 anni fa in diminuz., ormai finite … VEDERE CURVA DI HUBBERT … e solo coloro che ne sono in possesso avranno il coltello dalla parte del manico … BRASIL in primis …. Italia è JUNK … purtroppo per noi ITLIANS BOY …capit SANSON… cmq ti ammiro perchè ancora cerchi quella porta con su scritto exit … io ormai non la vedo più.
    ANDRE'

  8. X Francesco Sansone,
    Durante gli anni 70 il Brasile, come del resto vari altri paesi dell'America Latina, assorbì l'eccesso di liquidità delle banche di Stati Uniti, Europa e Giappone e un grande flusso di capitale estero fu indirizzato negli investimenti per le infrastrutture mentre imprese statali sorgevano in quelle che sembravano aree poco attraenti per gli investimenti privati. Il risultato fu che il Prodotto Interno Lordo (PIB) del Brasile aumentò in media dell'8,5% all'anno dal 1970 al 1980, nonostante l'impatto negativo della crisi petrolifera mondiale di allora. La rendita pro capite aumentò negli stessi anni di quattro volte, fino ad un livello di 2.200US$ nel 1980.
    Gli anni 90 videro invece l'avvento del Mercosul e dell'AICSA e del processo di privatizzazione, principalmente nei settori dell'acciaieria, dei fertilizzanti e delle telecomunicazioni. Dal 1991 al 1999 circa 120 settori statali furono privatizzati e la rendita nazionale principalmente indirizzata alla riduzione del debito. Come risultato della riforma del commercio estero, il Brasile si trovò ad essere una delle economie più aperte del mondo, senza restrizioni quantitative alle importazioni. La "deregulation" del Paese si evidenziò soprattutto nella liberalizzazione delle politiche finanziarie, nel miglioramento della politica di mercato nelle aree dell'elettronica e dell'informatica, nonché nell'ulteriore privatizzazione di diversi settori.
    Le esportazioni rappresentano oggi solo il 10% del suo prodotto interno lordo, la forza lavoro del Paese è di circa 90 milioni di persone economicamente attive di cui il 40% nel settore dei servizi, il 25% nell'industria ed il 21% nel commercio mentre gli addetti all'agricoltura sono solo il 5% circa della forza lavorativa del Paese.
    Il paese ha una democrazia consolidata e in assenza di conflitti.
    Inoltre:
    DEBITO PUBBLICO: al 40% del PIL
    DEBITO ESTERO: azzerato.
    1° PRODUTTORE di PETROLIO a grande profondità
    1° PRODUTTORE AEREI (70-100 passeggeri)
    2° PRODUTTORE di ELICOTTERI
    2° COSTRUTTORE di CENTRALI IDROELETTRICHE
    4° PRODUTTORE ACCIAIO
    CRESCITA PIL 2010: 7,8% (1800MLD di US$)
    MERCATO interno solido, con inflazione stabile intorno al 6% (5,7% 2010)
    3° Paese al mondo come crescita di nuovi milionari (dietro India e Cina)
    50 milioni di persone con potere acquisitivo simile alla classe media europea.

    Insomma, caro Francesco, ho scritto tutto questo per dire che il Brasile non è più quello degli anni '70, non basa più la sua economia prevalentemente sulle materie prime di cui è comunque ricchissimo, non è più una Repubblica delle banane sotto dittatura militare e sotto schiaffo delle multinazionali americane, è cambiato molto e molto in fretta. Come pure l'Europa e la nostra Italia, forse purtroppo, non sono più quelle degli anni '70.
    E' vero che l'economia è fatta di cicli ma bisogna tener presente dei molti fattori di cambiamento nel frattempo intervenuti, positivi o negativi che siano.
    Spero ne converrai.
    abraços
    Marcofalco

  9. in brasile ci sono i CDI e i CDB….. in Europa i …… CDS ( s: spazzatura )

    Grecia e Portogallo hanno ricevuto decine e decine di miliardi di euro di finanziamento ma il mercato non ha espresso fiducia. Niente investimenti significa recessione, recessione significa riduzione del Pil e deterioramento del rapporto di quest’ultimo con il debito. In sostanza, il denaro ricevuto è servito a malapena per pagare gli interessi su quei titoli di Stato che, presto, potrebbero valere meno della carta su cui sono stampati. Il declassamento del rating portoghese in area junk rappresenta “l’inizio della fine”, ha scritto oggi sul Guardian il columnist finanziario Phillip Inman secondo il quale per l’Europa sarebbe giunto ormai il momento di ammettere che i bailout di Atene e Lisbona (concediamo ancora il beneficio del dubbio a Dublino) rappresentano nient’altro che una scommessa ormai perduta. Difficile dargli torto.

    Il secondo ordine di problemi riguarda invece la liquidazione del mercato parallelo dei derivati, ovvero di quegli stessi Cds che sono proliferati con la crisi dei debiti. In Europa, come detto, nessuno se la sente di dare il via libera alla bancarotta vera e propria (quella in stile Buenos Aires, per intenderci) preferendo al contrario alcuni eufemismi di mercato come l’ormai celebre rollover che tanto piace a Parigi. Il problema, però, è che una rinegoziazione che implichi non solo un allungamento delle scadenze ma anche una perdita sui premi originariamente accordati costituisce per definizione un default.

    A chiarire il concetto ci ha pensato in questi giorni Standard & Poor’s, promettendo di declassare i titoli rinegoziati in area “D”. Il downgrade aprirebbe la strada a una nuova ondata di problemi: il primo riguarderebbe la Bce che a quel punto non potrebbe più accettare i titoli ellenici come collaterali; il secondo chiamerebbe in causa le banche americane alle quali i creditori europei di Atene potrebbero chiedere la liquidazione dei Cds. Ma siamo sicuri che un default “controllato” possa essere assimilato a una bancarotta vera e propria? E’ davvero certo che gli istituti americani accetteranno di subire importanti perdite di fronte a una situazione ancora poco chiara? Insomma, si tratta di stabilire se le grandi banche Usa saranno disposte a pagare oppure se inizieranno a dare battaglia come ogni compagnia assicurativa “che si rispetti” per la quale, ovviamente, il cliente non ha mai pienamente ragione. Il dubbio resta, e a oggi è difficile sperare in un chiarimento. ANDRE'

  10. una ripresa dell'Europa e preannunciata da una curva dei tassi positiva : 1)tasso bce uguale o inferiore a tasso a 1 mese, 2)tasso a 3 mesi superiore a tasso a 1 mese e tasso bce e 3)forte spread tra tasso a 30 anni e tasso a 3 mesi( poiche i tassi a lungo si differenziano dai tassi a breve poiche incorporano aspettattive di crescita economica)http://www.mutuionline.it/guidaestrumenti/osservatorio.asp. IL rialzo dei tassi in europa mettera in difficolta il Brasile cosi com avvenne negli anni 80. IL rialzo dei tassi della BCE non mettera in difficolta l'Europa nel suo insieme finche i tassi a 30 anni saranno superiori a quelli a brevissimo ( 3 mesi ). Solo quando la curva dei tassi si invertira ( cioe tassi a lungo inferiori a tassi a breve )avremo un inizio recessione per Europa e catastrofe per il Brasile

  11. SE come voi dite ora Il Brasile non e piu agganciata alle materie prime poiche e una grande nazione industrializzata, allora come mai con la caduta delle materi prime fino al 2001 il Brasile quasi andava in fallimento verso il 2002 ( se si e salvata e stato per le ottime politiche economiche di Cardosso, ma questa volta sara diverso il Brasile ha un ex terrorista al Governo ( amica della Farc, di Fidel Catro, Hugo Chavez ed il prsident dell'Iran )

  12. X Anonimo delle 8:24
    Anche Sandro Pertini è stato un combattente e per questo ha dovuto conoscere l'esilio, la reclusione ed il confino. Ciò nonostante viene ricordato come il Presidente più amato dagli italiani e gli sono state riconosciute molte onoreficienze.
    Se poi vogliamo sbrigativamente e aprioristicamente etichettare come terroristi tutti coloro i quali la pensano diversamente da noi allora non verremo mai fuori dalla barbarie intellettuale.
    Ti ricordo, inoltre, che quelle che tu definisci "le ottime politiche economiche di Cardoso", plano real a parte, altro non sono state che drastiche misure "suggerite" dal Fondo Monetario Internazionale (austerità, vastissimo programma di privatizzazioni, contrazione di nuovi prestiti per 41,5 miliardi di dollari) le quali portarono al Brasile scarsi vantaggi: il debito estero raggiunse nel 1998 i 215 miliardi di dollari (record mondiale), mentre aumentarono sempre più le tensioni sociali dovute alle accresciute enormi disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza.
    Marcofalco

  13. da oggi …giornata storica…si riparte per l'ultima grande cavalcata della crisi …. avevo predetto tempo fa .. ottobre-novembre … invece sarà luglio…. cominciano a girare le voci del default dell'Italia ….ovvero : da quando girano le voci a quando queste voci diventano realtà solitamente passano da un mese a due mesi. Morale : Entro fine Estate saremo al livello del Portogallo nelle migliori delle ipotesi, altrimenti saremo tutti al mare insieme ai nostri amici greci. Purtroppo l'H20 e non solo sarà più salata del solito 🙂
    Andrè

  14. Per dovere di cronaca: cercare su google VAR Palmares e leggere i risultati
    Anche etichettare sbrigativamente e aprioristicamente come dittatori chi non la pensa come noi e sta' al governo (parlo in generale e non mi riferisco al Berlusca )e' barbarie intellettuale
    Augurasi e/o sperare che l' Europa collassi e'per il Brasile come augurasi che fallisca uno dei ns piu' grossi clienti

  15. Qui nessuno si augura o spera nel collasso dell'Europa. Qui cerchiamo solo di non affidarci all'informazione di regime italiana che, a rete unificate, ci vuol lasciar credere che con la nuova pessima e iniqua manovra di Tremonti sia ora tutto a posto e la crisi quasi finita.
    Lo facciamo non per il gusto di denigrare gli uni per osannare il Brasile ma per cercare di prevedere cosa è meglio fare per il futuro.
    Insomma secondo voi oggi è meglio avere 1.000 euro depositati in Unicredit oppure la Banco do Brasil? E' meglio investire acquistando un appartamento a Roma o a Milano oppure a Salvador o a Natal?
    E' meglio avviare un'attività imprenditoriale o commerciale in Brasile oppure in Italia?
    Sulla base dei dati e dei fatti e non delle etichette o delle ideologie.
    saluti
    Marcofalco

  16. Cardosso al contrario di Lula ha agito controvento ( cioe le materie prime erano in forte discesa ) ogni politica economica deve essere depurata da effetti esogeni

  17. Ragazzi Anonimi, guardate che il prezzo delle materie prime alte non sempre è un vantaggio perchè poi si deve fare i conti con l'inflazione oltre che con la sopravalutazione della propria moneta. E questo, per un Paese come il Brasile, genera poi effetti negativi per le esportazioni dei prodotti lavorati ad alto valore aggiunto.
    Forse oggi è proprio l'alto valore delle materie prime che crea qualche difficoltà all'espansione sana dell'economia brasiliana.
    Quindi il legare il buon andamento dell'economia alla crescita del prezzo del cacao o del mais mi sembra una castroneria, come pure la storia della curva dei tassi riportata da qualcuno.
    saluti
    Marcofalco

  18. il boom delle materie prime ha creato un circolo virtuoso rafforzamento real , iniziale ribasso dei tassi di interesssi dovuti a diminuizione rischio paese,e boom economico dei consumi interni, il sistema industriale essendo pero inefficiente, produce prodotti assolutamente di bassa qualita a prezzi assolutamente invendibili all'esterno ( ad esempio le auto prodotte in Brasile presentano numerosi difetti ed hanno un prezzo che solo a causa dei forti consumi interni possono essere vendute in Brasile , quando caleranno iniziera lo shock in brasile i prodotti Brasiliani saranno assolutamente invendibili all'estero)

  19. Finchè riserve valutarie, investimenti e PIB crescono ed il debito rimane contenuto non vedo il perchè di tale pessimismo. L'aumento del prezzo delle materie prime ha comportato problemi in paesi come quelli del Magreb con economie stagnanti non in quelle dinamiche come il Brasile. Quando e se dovesse invertirsi la tendenza sul prezzo delle materie prime, le esportazioni brasiliane troveranno ossigeno nella eventuale svalutazione del real ora fortissimo. Allora i consumi interni permarranno elevati e sosterranno comunque la produzione. Ma anche in caso di diminuzione dei consumi l'economia troverà nuovo ossigeno nell'arresto dell'inflazione e conseguente diminuzione dei tassi.
    I consumi e la produzione si sostengono con la salvaguardia del potere di acquisto reale dei salari. E i redditi pro capite in Brasile crescono, non cresce solo l'indebitamento.
    Quello dell'efficienza industriale poi è un capitolo a parte, di sicuro la Fiat non è andata in Brasile a produrre auto pensando di rivenderle all'estero. E' vero però che la qualità di alcuni prodotti lascia molto a desiderare.
    Marcofalco

  20. concordo con l'analisi di Marcofalco. I prodotti manifatturieri e industriali brasiliani sono generalmente cari e di qualità scadente, ma essendo il mercato protetto e isolato la forte domanda interna deve comprare per forza questi! quando poi le materie prime caleranno ricominceranno anche le esportazioni. Quindi per un po' di anni, in attesa di rivoluzioni economiche di scala mondiale, la situazione è questa: occidente in crisi e brasile in ascesa.
    Francesco

  21. Io volevo fare un piccolo intervento se mi e' concesso. Qui si sta' focalizzando la discussione su chi sta' peggio o chi ha piu' problemi, credo. Vorrei fare una domanda: Se gli USA il 2 Agosto dichiareranno banca rotta chi si salvera'? O meglio che succedera' all'economia mondiale? Lo jen prenderebbe il posto del dollaro e il made in cina non sarebbe piu' cosi' a basso costo? L'Euro si rivaluterebbe perche' il dollaro cadrebbe? Il Real potrebbe valorizzarsi ancor di piu'? Vivo in Brasile e sono italiano, ma tutti dovremmo analizzare bene cosa sta' succedendo intorno a noi. Oggi l'economia e' globalizzata ( e manipolata!Signorinaggio come qualcuno gia' ha accennato..), cade una carta e il castello va per terra.. ( nessuno si salva ) O mi sbaglio? Vorrei sapere se qualcuno ha pensato ( o e' al corrente ) che la Cina ha comprato i debiti degli USA in dollari. Con una eventuale bancarotta degli USA cosa succederebbe alla Cina? E la Cina sta' sostenendo l'economia brasiliana con le materie prime. Almeno cosi' mi sembra di aver capito dagli economisti brasiliani. Mia moglie ( brasiliana ) mi ha detto che anche il Brasile ha comprato buona parte dei debiti americani, e' vero? Qualcuno saprebbe dirmi qualcosa al riguardo? Come ho detto prima non voglio elogiare o denigrare nessuno, ma solo discutere per mettere un poco di ordine in un caos totale. Vorrei sapere solo che ne pensate e se le mie idee sono totalmente fuori causa. Grazie a tutti

    Riccardo.

    P.S.

    Se l'Europa ( Italia ) non chiude almeno parzialmente al made in China e con le multinazionali e si ostina a non ritornare all'artigianato non vedo vicino un miglioramento. Cosa ne pensate?

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