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Speciale USA default : l’ ultima crisi /2

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L’ultimo segnale che la situazione è davvero grave, è l’appello del governo cinese rivolto a Washington: “Dovete proteggere gli interessi degli investitori”. Con 1.000 miliardi di titoli del Tesoro Usa nella cassaforte della sua banca centrale, la Cina è il primo di quegli investitori esteri a dovere immaginare l’impensabile: il “default” degli Stati Uniti d’America. 
Altro che Grecia, altro che Italia. Lo stallo, tutto politico, del negoziato fra Barack Obama e i repubblicani costringe il mondo intero a interrogarsi su uno scenario assurdo, inaudito, l’Apocalisse della finanza globale. 
Ma davvero può fallire la più grande economia mondiale? Può, in teoria e di fatto, eccome se può, è l’avvertimento che anche il New York Times lancia alla sua classe politica: “Qualsiasi ritardo nell’onorare i debiti equivale di fatto a un’insolvenza. Quand’anche fosse breve, potrebbe scuotere la fiducia nell’economia americana, e sconvolgere gravemente i mercati finanziari globali”. 
Che la situazione sia drammatica lo conferma perfino la toponomastica: per qualche giorno è stata ventilata l’ipotesi di spostare il negoziato Obama-democratici-repubblicani a Camp David, la residenza dove altri presidenti americani ospitarono le trattative di pace israelo-palestinesi. Un segnale che stavolta è l’America stessa il teatro di un conflitto destabilizzante. All’origine c’è una norma speciale che regola le finanze pubbliche Usa. Il Congresso ha il diritto-dovere di fissare un limite al debito. Raggiunto quel limite legale, il Tesoro non può procedere a nuove emissioni di titoli per rifinanziarsi, finché il Congresso non rinnova l’autorizzazione. Il limite fatidico ormai è raggiunto, 14.300 miliardi di dollari. 
La data fissata per la “fine del mondo” è il 2 agosto. Se prima di allora il Congresso non avrà votato un innalzamento del debito, il Tesoro non potrà rifinanziarsi. Il Congresso è spaccato, i democratici controllano il Senato e i repubblicani la Camera. Se non arriva l’accordo bipartisan cesseranno pagamenti di servizi essenziali, come le pensioni. Ma più delle conseguenze concrete sulla popolazione americana, il resto del mondo s’inquieta per le ricadute sui mercati. 
Una interruzione sia pure momentanea dei pagamenti di Washington ai suoi creditori planetari può scatenare il panico sui mercati. Stiamo parlando dell’economia più ricca del mondo; della moneta (il dollaro) più diffusa come mezzo di pagamento universale; del titolo (Treasury Bond) più ubiquo e liquido, onnipresente nei portafogli di tutte le categorie di investitori (banche, fondi pensione, assicurazioni). Da qui al 2 agosto il conto alla rovescia può essere punteggiato da accessi di paura collettiva. Non importa se la crisi è artificiale perché “fabbricata” dalla politica. Le sue conseguenze sono reali. Questo rischia di trasformarsi nel temuto “after-shock” del 2008-2009. Le grandi crisi finanziarie della storia hanno spesso avuto delle scosse di assestamento successive. 
Dopo la recessione innescata dal disastro dei mutui subprime, un’altra catastrofe globale potrebbe essere “made in Usa”, stavolta prodotta dal corto circuito tra escalation debitoria e calcoli politico-elettorali. Colpisce la sproporzione tra le cause. Da una parte c’è il declino americano provocato da politiche neoimperiali (due guerre, 3.000 miliardi di costo reale); il dissanguamento delle entrate fiscali per le politiche neoconservatrici; la demografia che porta in pensione le generazioni popolose del baby-boom.
 D’altra parte c’è il calendario elettorale: le elezioni presidenziali del novembre 2012 suggeriscono ai repubblicani una politica del “tanto peggio tanto meglio”. Sperano che un disastro economico affondi le speranze di rielezione di Obama. Lui stesso non sembra escluderlo: “Questa crisi può segnare la fine della mia presidenza”. Se fosse solo questione di cifre, l’accordo tra democratici e repubblicani non sarebbe difficile: stiamo parlando di tagli fra 2.000 e 4.000 miliardi ripartiti fra nuove tasse e riduzioni di spesa, ma spalmati su molti anni a venire (una decina). Una manovra di lacrime e sangue, certo, tanto più se si raffronta con le cifre della “manovrina” Tremonti in Italia; però le spalle robuste dell’economia americana potrebbero reggerla. L’ostacolo vero è l’ideologia: la destra non accetta un solo centesimo di tasse in più, neanche sui miliardari o sugli hedge fund, in nome di un liberismo estremo. Perfino il banchiere centrale, Ben Bernanke, ormai evoca una “calamità finanziaria immensa”. Moody’s ne trae le conseguenze, tratta gli Stati Uniti come un’Italia qualsiasi, annuncia “crescenti possibilità” che l’accordo non sia raggiunto il 2 agosto e che questo si traduca in un declassamento del rating.
 Uno dei blog più autorevoli sui mercati finanziari, Etoro, si chiedeva pochi giorni fa: “L’euro potrebbe sopravvivere a un default della Grecia, forse anche del Portogallo, ma dell’Italia?” Ora quell’interrogativo si declina a un multiplo di potenza: dollaro, Borse, banche, chi mai potrebbe sopravvivere a un default americano? Un guizzo di buonsenso dell’ultima ora tra i politici di Washington, o una trovata d’ingegneria giuridico-finanziaria, devono poter fermare il treno che corre a velocità folle verso la collisione. La tempistica non potrebbe essere più infelice: con i mercati già in fibrillazione isterica per le convulsioni dell’eurozona, la tempesta perfetta è vicina.
Federico Rampini 
Fonte : La Repubblica 

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10 Commenti

  1. Ma a chi lo dovrebbero pagare questo debito? Non riesco a capire come sia possibile una cosa del genere. Stiamo parlando di carta, azioni, non capisco la realtà della cosa. Basterebbe innalzare una soglia al congresso, potrebbero innalzarla all'infinito allora! Scusate, ma nn ci arrivo proprio, qualcuno può spiegarmi come uno stato possa fallire? Grazie

  2. Ciao Anonimo

    nel caso degli Stati Uniti in effetti potrebbero fare come dici tu : alzare la soglia e stampare altri soldi è quello che hanno fatto sino ad oggi ( Tecnicamente QE : Quantitative Easing ).

    Questa offerta ha determinato ovviamente a svalutazione del dollaro ( I soldi sono una merce )favorendo le esportazioni degli USA e contemporaneamente facendo apparentemente aumentare euro , real , ecc . In questo modo gli altri paesi hanno perso in competitività .

    Alcuni , come il Brasile hanno reagito allargando il mercato interno favorendo il credito al consumo altri hanno tenuto basso artificialmente la loro valuta come la Cina .

    L'Italia , facendo parte dell'Europa non può più stampare moneta e pertanto non può scaricare su altri questa pressione .Ecco perchè l'uscita dall'euro è vista da qualcuno come una possibile via di uscita .

    Uno stato va in default quando non riesce a pagare alla scadenza le trance del suo debito . Quello che è accaduto in passato alla Russia , all'Argentina , ecc Il non pagamento determina automaticamente l'impossibilità per il paese di ricorrere al mercato dei capitali per un buon periodo di tempo , vedi caso Argentina .

    Per gli Stati Uniti l'impasse è di tipo politico più che finanziario .

  3. Credo che la domanda chiave dell'amico anonimo sia:

    "Ma a chi lo dovrebbero pagare questo debito?"

    La risposta è: a banchieri PRIVATI americani e non. Il sistema monetario oggi degli USA e Europa prevede la consegna della sovranità monetaria a delle banche PRIVATE (FED, BCE). Con questo meccanismo gli stati vengono controllati da circa cinque famiglie di banchieri del mondo occidentale.

    Il debito NON potrà MAI essere pagato: gli interessi composti provocano un aumento esponenziale del debito stesso. I soldi per pagare gli interessi non possono che venire dai banchieri che creano i soldi dal nulla sempre a debito! Quando non si paga, vengono confiscati beni REALI dai paesi e le banche diventano veramente più ricche e potente: è un ciclo che si ripete da secoli.

    Vedi : http://www.centrofondi.it/wp/?p=518#more-518

    e http://www.centrofondi.it/report/report_06_02_07.pdf

    Saluti

  4. Grazie della precisazione, ora ho capito un po' meglio. Però, ricorrendo al banale, per farmi capire. Se io ho un debito con la banca e non pago,la banca mi porta via la casa. Se uno stato qualsiasi non paga la banca non riesco a capire:
    1. Come la banca possa farsi pagare,visto che gli eserciti e le polizie sono degli stati.
    2. Ma le banche chi sono, hanno un potere superiore agli stati? Chi glielo ha dato?
    Immagino che siano domande stupide, ma io nn ho trovato la risposta.
    Cordiali saluti
    Antonio (anonimo di prima)

  5. Mi permetto di rispondere. No, non è una domanda stupida, è una domanda di buon senso. Il fatto è che la politica è corrotta e ha consegnato la sovranità dei paesi grazie a trattati internazionali fatti senza approvazione popolare (trattato di Maastricht). Sì, grazie a certi trattati le banche hanno un potere sopra gli stati. Come le multinazionali, non rispettano nessuna legge di nessun stato.

    Saluti.

  6. Anto….se posso vorrei rispondere all'Anonimo che correttamente è già stato informato da Paulo, ma ha bisogno di un esempio pratico. Tutto può essere spiegato con una sola parola …che aimè nessuno pronuncia mai o per ignor. in materia o per paura :- SIGNORAGGIO. Allora anonimo, cerco di spiegarti quello che Paulo voleva dire in poche parole .. io sono la banca ( in realtà sopra le banche ci sono persone che gestiscono le stesse ma che per poterne capire il funz. non dobbiamo vederle come le immaginiamo noi castte con dentro i nostri soldi che fruttano.. è errato o meglio per uno che guadagna virtualmente 10, 5 perdono realmente 10) …dicevo appunto .. io sono la banca quella che fa i soldi : BCE FED ecc… qui noi del blog siamo una decina … faccio 100 monetine e le divido a tutti voi del blog ( le metto in circolaz. nel mio paese ), miei clienti … ognuno avrà 10 monetine per farci ciò che vuole .. ma alla fine dell'anno tutti mi dovranno dare 1 monetina ( interessi ). Le monetine ( solo quelle bada bene ) girano nel mercato…liberamente.., c'è chi riesce a guadagnare dal suo vicino 2 monetine chi 3 … ovviamente chi ne perde 2 o 3 … l' unica cosa che rimane costante è che a fine anno tutti danno una monetina a me… alla fine, se farai un rapido calcolo si arriverà che per saldare il debito ( avere altri soldi o pagare debiti ) verso chi fa le monetine cioè io, prima o poi, tutti rimarranno senza io con 100 monetine voi con 0 … sbagliato … 0 più debiti nei miei confronti. Verrete forzati a dare in ordine …la terra, la casa .. ecc.. questo è il SIGNORAGGIO … nato se non erro come idea alla fine del 900 in Inghilterra o in America … meccanismo ideato per arrivare come dice Paolo appunto ad avere non i tuoi soldi come erroneamente dicono in molti … a le banche ci rubano i soldi!!! … magari .. loro puntatno a ben altro …i soldi sono il tramite. Molti adesso diranno che le cose sono più complicate bla bla ..in realtà tutto è basato su questo semplice ed efficace giochino .. e la prova è data dal fatto che un presidente degli stati un. d'america assassinato voleva togliere la fed o meglio limitare questo meccanismo di indebitamento pilotato … la legge da lui proposta … è stata tolta dal presidente succ. come prima cosa in agenda … priorità assoluta .. USA DOCET. Andrè

  7. La manovra del tre….monti !!!!
    Vedo a malincuore che questi argomenti di crisi globale animano le discussioni al pari o forse meno della spaghettata il venerdì sera in uno dei tanti baretti di Natal …perciò parlo ancora un pò ….sperando almeno di essere letto dagli Italiani ancora in Italia che vorrebberò come me risollevare il paese o almeno provarci … e una delle vie potrebbe essere la seguente :-
    La manovra di Tremonti in realtà serve a ben poco. Prima di tutto perché è troppo piccola, 60/70/80 miliardi di Euro non bastano sicuramente a rassicurare i mercati nei confronti di un debito complessivo italiano di 1.800 miliardi di Euro, il che vuole dire che il debito pubblico dell'Italia è maggiore della somma del debito di tutti gli altri paesi Pigs, quindi parliamo del Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna. In più questa è una manovra che avrà un impatto reale, quindi dal punto di vista proprio delle entrate dello Stato, nel 2013 e nel 2014. Sicuramente troppo lontano. ricordiamoci che l'anno prossimo l'Italia si deve presentare sul mercato dei capitali nuovamente e deve contrarre una serie di contratti, quindi deve vendere una serie di Bot a un mercato che questa settimana gli ha quasi voltato le spalle. E in più abbiamo da luglio fino alla fine dell'anno, altri 80 miliardi di Euro che dobbiamo racimolare su questo stesso mercato.

    Qui ci vuole una nuova politica. E quale può essere questa politica? Sicuramente non quella che sta seguendo il governo. Capisco che molti italiani sono preoccupatissimi all'idea di un default, però in realtà questa potrebbe essere la soluzione migliore. Se noi avessimo una classe politica di persone veramente esperte di queste cose, quindi di professionisti, ci avrebbe già pensato e vi spiego perché:

    L'Italia è molto diversa dalla Grecia. la Grecia prende soldi in prestito per poter sostenere la propria economia, noi invece prendiamo soldi in prestito regolarmente e semplicemente per pagare gli interessi sul debito, il che vuole dire che un default non avrebbe un impatto sulla crescita economica del paese, noi non dipendiamo dai mercati dei capitali per crescere, noi dipendiamo dai mercati dei capitali per pagare gli interessi. Un default ordinato, ragionato com'è stato fatto per esempio in Islanda potrebbe garantire tutti quanti i Bot acquistati dagli italiani. Quindi dividiamo il debito in due parti che è esattamente quello che hanno fatto gli islandesi, la parte internazionale, la parte sottoscritta dalle banche internazionali, viene messa da parte e viene organizzato per questo un pagamento posticipato che può essere una ristrutturazione del debito.
    Per quanto riguarda invece la parte detenuta dai risparmiatori italiani, proprio per non penalizzare gli italiani che hanno sostenuto lo Stato in tutti questi anni, rimane costante, quindi il governo si impegna a onorare quella parte di debito. Dopodiché si torna alla lira o a qualsiasi moneta vogliamo adottare e si produce una svalutazione della moneta, chiaramente sarà una svalutazione molto, molto grande e questo ridarà automaticamente competitività alla nostra economia. Dal punto di vista del commercio internazionale, non cambierà nulla, anzi molto probabilmente i nostri importatori, chi importa dall'Italia, sarà ben contento di pagare meno di quanto paga adesso, quindi le esportazioni italiane avranno sicuramente un effetto benefico. Diversa sarà la situazione delle importazioni. Dobbiamo essere disposti a fare dei sacrifici, ma tanto in ogni caso questi sacrifici li dovremo fare lo stesso, l'obiettivo però è fare dei sacrifici per poter riuscire a uscire da questa situazione, non per poter affondare ulteriormente nella situazione debitoria.

  8. la manovra del tre…monti parte II

    Una decisione di questo tipo, quindi un default ragionato, un default preparato, sicuramente porterebbe a un cambiamento della classe politica, perché questa classe politica una politica di questo tipo non la fa. In Islanda è successo esattamente questo, il governo è stato fatto fuori completamente dalla popolazione e una nuova classe politica, gente che non aveva mai fatto politica fino a ora, è salita al potere e ha organizzato questo tipo di default. I sacrifici sicuramente, le conseguenze di brevissimo periodo di una politica di questo tipo saranno tremende. Noi avremo una contrazione del Pil, ci sarà un aumento della povertà, sarà sempre più difficile riuscire a arrivare una fine del mese. Però questo sarà un periodo limitato, come abbiamo visto addirittura in Argentina dove non c'è stato un default ragionato ma un default improvviso. Penso che noi dobbiamo prenderci le responsabilità di 50 anni, perché qui non si tratta di 10 anni, qui si tratta di 50 anni di politiche sbagliate e è giunto il momento di prendersi queste responsabilità, pagheremo perché dobbiamo pagare, però che questo pagamento non sia un pagamento che finisce nel tasche delle banche internazionali, che sia invece un pagamento che finisce nelle tasche degli italiani, che dà la possibilità all'economia italiana di riprendersi perché altrimenti così noi nel giro di 6 mesi, 9 mesi, un anno, sicuramente andremo in bancarotta e da allora sarà ancora più difficile riprenderci!
    Andrè

  9. Devo rettificare la nascita del signoraggio moderno .. a volte si dimenticano pezzi di storia importanti … 🙂
    Io consiglierei guardare alla storia, anche a quella antica. Per capire il sistema bancario corrente bisogna
    rifarsi ai Babilonesi .. eh si, le nostre banche le hanno inventate in Iraq!
    Nel 18esimo secolo AC, a Babilonia c'e' stata la prima crisi creditizia di cui si abbia traccia. Allora i contadini
    depositavano grano in silos governativi e ottenevano certificati di deposito in compenso. Questi certificati poi
    sono diventati moneta di scambio per tutto il resto. Coloro che gestivano i certificati si sono poi tramutati in
    banchieri e hanno cominciato a prestarli con interessi, usando un sistema di riserva frazionaria.
    Il problema e' che si e'arrivati dopo un po' di tempo a una situazione in cui l'ammontare di debito superava il
    grano disponibile. Allora re Rim-Sin decise di decretare il perdono dei debiti. Il suo motivo era militare:
    nell'esercito lui arruolava solo contadini possidenti terrieri, non schiavi. Non voleva quindi rovinarli tutti e
    costringerli a vendersi. I banchieri cosi' fallirono. Le crisi creditizie in Iraq poi continuarono a ripetersi, seguiti
    da perdoni periodici ( i nostri attuali condoni ), eccetto che i tassi di interesse si innalzarono.
    I banchieri irakeni non la mandarono giù facilmente e se ne andarono a cercar fortuna in Egitto. Lì ripeterono
    lo stesso trucco e dominarono per 1500 anni con molte dinastie di faraoni, fino alla venuta di Alessandro il
    Macedone. La storia si trova addirittura raccontata nella Bibbia. Un certo Giuseppe che lavorava per il
    faraone gestiva i silos e creò una crisi creditizia simile a quella Irakena.
    Eccetto che la conclusione questa volta fu diversa: alla fine, i contadini dovettero vendersi come schiavi per
    poter mangiare.
    Quando io ho studiato Cicerone e le filippiche contro Catilina, mi ero convinta che Catilina fosse questo
    sciagurato traditore. Una cosa che pero' mi era sfuggita completamente, forse perche' non me lo avevano
    detto, e' che a quei tempi, attorno al 60 AC, a Roma c'era una crisi creditizia. Le famiglie patrizie avevano
    preso molti soldi in prestito offrendo le proprie case e possedimenti agricoli come collaterale.
    L'ammontare del debito accumulato poi e' arrivato a superare di gran lunga l'ammontare di denaro
    circolante, a causa ovviamente della crescita esponenziale dovuta agli interessi. Cosi' Catilina si presentò
    alle elezioni sostenendo un programma di perdono del debito.
    I banchieri romani erano ovviamente di origine babilonese-egiziana-greca e lui diceva, beh facciamo un bel
    perdono come a Bagdad e salviamo la repubblica. Ovviamente questo ai banchieri non piaceva affatto. Cosi'
    e' venuto l'impero, i patrizi dovettero vendersi come schiavi, e riscrissero la storia.
    Poi vennero i rinascimentali, con la ricerca della pietra filosofale che trasforma piombo in oro… La pietra
    filosofale era nient'altro che la stampa di moneta. I Medici lo capirono e si arricchirono. Eccetto che poi
    regnanti stranieri li misero sul lastrico, rubandogli effettivamente la pietra filosofale e rilegando l'Italia alla
    provincia culturale per 4-5 secoli.
    Oggi il problema che si e' creato e' molto simile alle crisi creditizie antiche, anche se ovviamente su scala
    molto piu' grande.
    Negli USA ci sono 65T di debito a fronte di moneta circolante (M3) di circa 12T. C'e' una discrepanza di un
    fattore 5. Semplicemente, non c'e' abbastanza moneta in giro per ripagare tutti i debiti. Il sistema e'
    insolvente. Questo non e' un incidente storico isolato, e' una trappola costruita e voluta dai nostri
    banchieri. Questi sanno benissimo da dove vengono e cosa succede storicamente in situazioni
    simili, si rifanno persino ancora largamente alla tradizione talmudistica babilonese e massonicaegiziana.
    E' difficile dire come si evolveranno le cose a questo punto. Andrè

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