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Omaggio a Camara Cascudo

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Il 30 Luglio è stato l’anniversario della sua morte avvenuta 25 anni fa . In questo video il ricordo del grande intellettuale brasiliano vissuto a Natal .  Per inciso la Casa di Camara Cascudo si trova quasi di fronte al mio appartamento di via Junqueira Aires : Janelas do Potengi ( http://janeladopotengi.blogspot.com )

7 Commenti

  1. come dicevo …quest'anno non si mangerà il panettone …
    La solia limite del 7% ( rendimenti dei btp decennali made in Italy )DETTO ..PUNTO DI NON RITORNO ..una sorta di orizzonte degli eventi galattico …dove manco la luce una volta entrata può tornare indietro …è ormai alle porte:
    Gli analisti di Credit Suisse hanno messo a confronto l'andamento dei rendimenti di questi paesi nei 200 giorni che hanno preceduto il loro salvataggio. Nel caso di Atene i tassi hanno toccato per la prima volta la quota del 6% 95 giorni prima del piano da 110 miliardi di euro mentre il "punto di non ritorno" del 7% è stato raggiunto esattamente 65 giorni prima del salvataggio. Nel caso dell'Irlanda la soglia del 6% è stata toccata 145 giorni prima del salvataggio, mentre il balzo al 7% c'è stato 32 giorni del piano. Anche nel caso di Lisbona il rendimento al 6% è arrivato 145 giorni prima degli aiuti per poi toccare il punto di non ritorno del 7% 100 giorni dopo.

    I casi di Irlanda e Portogallo dimostrano che il nostro paese ha ancora almeno 100 giorni di tempo per invertire la tendenza prima che la dinamica dei tassi diventi insostenibile.

    Noi oggi … siamo a oltre il 6 % … dritti verso il 7% ….. ho sentore che i 100 dì passeranno alla svelta … un saluto … andrè

  2. scusa Anto ma i refusi della mia giovinezza passata a fanta-scienza ogni tanto saltano fuori :-). Colgo l'occasione per girarti questo articolo interessante direi … per tutti coloro che ancora pensano alla ripresa … e si interrogano del come mai la gente scappa dall'Italia. Il default quando arriva, arriva. E poi? Cosa succederà? Immaginiamo tre scenari: "default morbido", "quasi morbido", "praticamente in mutande". Il default morbido prevede un prelievo dai conti correnti (stile Amato), un aumento generalizzato delle imposte indirette, la reintroduzione dell'ICI, l'innalzamento dell'età pensionistica, il blocco di ogni turn over delle assunzioni nella pubblica amministrazione, aumento delle tasse locali, dei trasporti, dell'acqua,dell'elettricità e del gas. Il default morbido è però improbabile con un debito pubblico maggiore di 1.900 miliardi e le banche che non valgono un soldo bucato con in pancia 220 miliardi di titoli di Stato, 85 miliardi di sofferenze e un immenso patrimonio immobiliare che prima o poi andrà svalutato. Per piazzare sul mercato i nostri titoli Tremorti deve riconoscere sempre maggiori interessi. Nel 2011 ne dovremo pagare tra gli 80 e i 90 miliardi. Forse aumentare gli interessi non basta più. L'asta pubblica dei titoli di Stato di metà agosto è stata annullata per il timore che andasse deserta.
    Vediamo ora le conseguenze del default quasi morbido. Patrimoniale secca su beni mobili e immobili, eliminazione delle Province e accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti (misure queste meritorie), innalzamento della tassazione diretta, a iniziare dall'Irpef, aumento dei costi della Sanità, raddoppio tassazione delle rendite sui patrimoni finanziari, eliminazione agevolazioni fiscali alle regioni e province autonome, introduzione del "giusto contributo" del 5% per ogni reddito uguale o superiore ai 30.000 euro. Ovviamente a queste misure vanno aggiunte quelle del default morbido. In Italia ci sono 19 milioni di pensionati e circa 4 milioni di dipendenti pubblici che, tutti i 27 del mese, devono ricevere la pensione o lo stipendio. I disoccupati sono milioni e centinaia di migliaia le aziende che hanno chiuso. Meno gettito fiscale a parità di costi, finora coperto dal debito, dalla vendita di Bot e Btp, porta al collasso. La coperta dei titoli è diventata corta.
    Passiamo quindi allo scenario praticamente in mutande. Blocco del rimborso dei titoli di Stato a scadenza per i cittadini italiani, fallimento di alcune banche, taglio degli stipendi nella Pubblica Amministrazione e delle pensioni del 20/30%, blocco temporaneo di accesso ai propri conti correnti con un prelievo massimo giornaliero di 100/200 euro, sospensione delle carte di credito, privatizzazioni delle quote Eni, Enel e di qualunque bene dello Stato che abbia un mercato. Misure che vanno aggiunte quelle di default morbido e quasi morbido. In ogni caso ci sarà un periodo di recessione e di crollo dei consumi, aumenterà la disoccupazione e le spinte secessionistiche, a Sud come a Nord. “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”, Mao Tse-Tung.
    Andrè

  3. Ciao Andrè

    qui ci vorrebbe Isaac Asimov altro che Mao Tse-Tung per descrivere questo scenario apocalittico .

    Che dire , io come tanti che siamo emigrati in Brasile abbiamo comunque lavorato una vita in Italia ( Io ho quasi 33 anni di contributi versati ) e pertanto non ci fa piacere assistere a tutto ciò . Lo dico per qualcuno che crede che la situazione ci sia indifferente . Questo per non parlare dei giovani tra cui anche i nostri figli restati in Italia senza alcuna prospettiva per il futuro . Io , come tanti , sono qui per cercare di creare una base per ricominciare , se non noi , almeno le future generazioni .

  4. Anto a Ottobre arrivo a Natal e anche io spero di poter riuscire ….sicuramente a fatica e con molti sacrifici …. ad affermarmi e realizzarmi nel mio piccolo. Lascio un lavoro fisso ( pochi oggigiorno lo farebbero ), una piccola attività da poco aperta ma che stenta a partire causa la crisi .. sicuro di fare la scelta giusta. Ormai qui in Italia l'impoverimento sia culturale che economico ha raggiunto ..il famoso punto di non ritorno…. e aimè mi trovo giornalmente a faticare per non vedere nel mio futuro manco un briciolo di crescita sia professionale che economica ( pur lavorando 18 ore al dì) … perciò proverò questa bellissima avventura in un paese straordinario come il Brasile sperando vada tutto bene.
    Andrè
    ps, Altro grosso problema è che i giovani di oggi ( premetto che io ho solo 34 anni ) non vogliono fare manco i lavori ..cosidetti di braccia …sudore e fatica. La gente qui non ha capito che anche se sei laureato o diplomato non essendoci lavoro deve accontentarsi e fare lavori più "umili" altrimenti non si mangia e si esauriscono le scorte piccole o grandi che siano .. dei genitori figli di un 40ennio di benessere e prosperità.

  5. Ciao Antonio, ho già scritto qualche volta qui in passato. Scusa se vado fuori tema, ma volevo chiedere a te e agli amici che seguono il tuo blog: sapresti dirmi per un prestito bancario ad un'impresa o ad un privato quali interessi vengono praticati? So che sono altissimi, ma volevo farmi un'idea più precisa. Un saluto a tutti. Mario

  6. Ciao Mario

    la cosa migliore è quella di rivolgerti alla banca dove hai il conto e chiedere . Se invece non hai un conto corrente di cosa ti preoccupi ? Sappi solo che se hai il conto e la banca ti ha concesso la carta di credito l'interesse supera il 100% all'anno . Altri prestiti vengono concessi solo in presenza di consistenti garanzie reali .

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