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Crisi : Brasile e gli altri Paesi del BRIC si riuniscono per aiutare la UE

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I Paesi del BRIC si mobilitano per aiutare la UE ad uscire dalla crisi del debito che potrebbe danneggamente anche le stesse economie emergenti .Si  tratta di una epocale svolta nelle relazioni politiche ed economiche dei due blocchi .


                                                                                               
O Brasil deve discutir com outros países emergentes na semana que vem ideias para ajudar a Europa a sair da atual crise da dívida, disse nesta terça-feira o ministro da Fazenda, Guido Mantega.– A gente (países do Brics, Brasil, Rússia, Índia, China e África do Sul) vai se reunir semana que vem, em Washington, e vai discutir como fazer para ajudar a União Europeia a sair dessa situação – disse Mantega a jornalistas.

Na segunda-feira, rumores de que a China compraria títulos da dívida italiana fizeram a Bovespa e Wall Street terminarem em alta após operarem grande parte do dia no vermelho. A notícia foi divulgada pelo jornal britânico “Financial Times”.

Nesta terça-feira, a Itália teve de pagar juros recordes para vender seus bônus, lutando para acalmar os temores do mercado, que receia que o país esteja perdendo o controle da dívida pública, podendo desencadear uma crise que ameace a existência da zona do euro.

A Itália vendeu 6,485 bilhões de euros (US$ 8,846 bilhões) em bônus do governo, incluindo 3,865 bilhões de euros de um novo título de cinco anos, que pagou rendimento de 5,6%, o maior para um bônus desse vencimento desde a introdução do euro. O valor vendido no leilão compara-se à meta de 5 bilhões a 7 bilhões de euros para as quatro operações oferecidas, sendo 3 bilhões a 4 bilhões de euros para o bônus de cinco anos.

O primeiro-ministro italiano, Silvio Berlusconi, disse que o plano de austeridade fiscal de 54 bilhões de euros será aprovado pelo Parlamento na quarta-feira, prometendo buscar outras medidas para incentivar o crescimento econômico. Ele confirmou sua ambição de alcançar o equilíbrio orçamentário até 2013.

O presidente-executivo da Fiat, Sergio Marchionne, afirmou que o sistema de moeda única do euro pode descarrilar se o líderes europeus não resolverem efetivamente a crise da dívida.

Marchionne, que também administra a Chrysler, disse que os mercados estão mostrando pouca confiança na capacidade da Europa de superar a crise, que atingiu a Itália depois de envolver Grécia, Irlanda, Portugal e Espanha.


7 Commenti

  1. siamo al cambio epocale dei poteri forti che nei secoli sono passati di mano im mano tra le grandi potenze dei vari periodi storici … ora tocca alla cina … e forse un posticino al sole riuscirà ad ottenerlo anche il brasile :-.
    w l'Italia
    andrè

  2. La globalizzazione comincia a fare il vortice..
    Si blocca una cadono tutti..
    Oggi chi si muove e' perche' non vuole rimetterci, non per aiutare..
    Riccardo

  3. E' come pensare di prestare soldi alle vittime dell'usura. Assurdo. Secondo me i BRIC devono pensare solo all'acquisto di know how tecnologico dai paesi occidentali e, per il resto, pensare a loro stessi. Prestare soldi a Paesi che perserverano negli errori che li hanno condotti alla bancarotta (guerre, impoverimento salari, foraggiamento delle caste, favoreggiamento di ruberie ed evasioni, liberismo sfrenato, ecc.) significherebbe compromettersi.
    Marcofalco

  4. Ora voglio proprio vedere se il Brasile ci verrà in aiuto, cosa diranno i nostri politici paraculi e i vari giornalisti leccaculi sul problema Cesare Battisti che ricordo è stato in Francia per 15 anni (conferendogli anche la cittadinanza onoraria parigina) e per tutto questo periodo no è stato fatto nulla per rimpatriarlo in Italia

  5. La presidente Dilma Rousseff, ha partecipato al V summit Unione europea – Brasile: incontro di portata storica, se si pensa che l’Unione europea è il maggior partner commerciale del Brasile, e soprattutto che ben il quaranta per cento degli investimenti europei sono destinati al gigante sudamericano. La statista ha garantito che i Paesi membri del blocco possono contare sulla Nazione verdeoro, ma anche sugli altri “emergenti”, per combattere e superare la crisi globale.
    Un appoggio tuttavia più politico che economico, come sottolineato dalla lady di ferro mineira, circostanza questa che ha scatenato i commenti maliziosi di alcuni analisti pronti ad osservare, come ha fatto la testata “Euronews”, che «per quanto riguarda la crisi finanziaria, il Brasile sembra interessato maggiormente a riformare la governance economica del pianeta che a contribuire con liquidità per sostenere il debito sovrano europeo». «I Paesi emergenti», ha dichiarato la Rousseff, «sono pronti ad assumersi la propria responsabilità», e tuttavia «dobbiamo renderci conto che all’origine di tutto questo processo c‘è l’assenza di una regolazione efficace del sistema finanziario. Siamo nella seconda fase della crisi».
    Ancor più esplicito il rappresentante del Banco Central secondo cui il sostegno contro l’attuale crisi non starà nell’acquisto di titoli di debito pubblico ma nella promozione dell’economia reale.

    Sostegno all'economia reale …. già, proprio quello che ha in mente la politica europea continuando a finanziare le istituzioni finanziarie tagliando lo stato sociale.

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