lunedì 12 settembre 2011

Financial Times : Italia guarda alla Cina per bond e dismissioni



L'Italia guarda alla Cina e si augura che Pechino possa effettuare ''significativi'' acquisti di bond e investimenti in societa' strategiche.
Lo riporta il Financial Times, citando alcuni rappresentanti del governo italiano, secondo i quali Luo Jiwei, presidente di China Investment Corp (Cic), uno dei maggiori fondi sovrani al mondo, avrebbe guidato la scorsa settimana una delegazione in Italia per parlare con il ministro delle finanze, Giulio Tremonti, e Cassa Depositi e Prestiti.
Nelle scorse settimane una delegazione italiana e' andata in Cina per incontrare Cic e la State Administration of Foreign Exchange (Safe), che gestisce le riserve estere cinesi. Secondo il Financial Times, il 4% dei 1.900 miliardi di dollari di debito italiano e' nelle mani della Cina. ''La crisi – evidenzia il Financial Times – ha spinto l'Italia a considerare la possibile vendita di quote strategiche in Enel ed Eni''.

5 commenti:

  1. Ci sono cascati già a Madrid e Atene: dando per acquisito un “salvataggio” cinese dei propri titoli di Stato, per poi accorgersi che gli acquisti di Pechino erano modesti. Ora sull’intervento del “cavaliere bianco” da Pechino spera Tremonti, quello che per anni aveva dipinto la Cina come il demonio. Ma quando investono, se investono, i cinesi cercano solidità (Treasury Bond, Bund tedeschi) oppure attività strategiche: porti in Grecia, la Volvo in Svezia, le banche in America. La lista delle aziende italiane che possono interessare non è lunghissima: Eni, Enel, Finmeccanica.

    Dal Blog di Federico Rampini di Repubblica

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  2. Ciao Ottoaprile,
    infatti ho letto su un sito molto interessante, (se e' possibile farne il nome si chiama www.linkiesta.it) che la Cina era venuta in Italia solo per l'ENI, altro che per i titoli di stato. Qualcuno mi potrebbe spiegare perche' stanno lasciando la Cina comprarsi il mondo intero? Se io fossi il parlamento Europeo la prima cosa che farei sarebbe quella di limitare fortemente il made in China, sicuramente loro sono i nuovi potenti e senza di loro e' difficile, ma senza un mercato "interno europeo" non si va avanti.. Credo che difendere o creare almeno una economia interna elementare sia necessario per uno straccio di sicurezza/indipendenza economica europea... O mi sbaglio?
    Riccardo

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  3. Ciao Riccardo

    come ho scritto in un altro commento lo tzunami economico / sociale si è scatenato e noi non possiamo farci nulla. Sarebbe come nascondere al mondo la scoperta dell'America nel 1492 o quella del Brasile . La storia va avanti ... la Cina era gia una superpotenza dell'antichità quando l'Europa era solo una accozzaglia di tribù .

    Cerchiamo di trasformare i problemi in opportunità .Tra mille anni forse verrà nuovamente il nostro turno .

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  4. Ciao Ottoaprile
    e' verissimo dello stravolgimento economico / sociale, ed e' verissimo che bisogna adattarsi al mondo che cambia, ma che rabbia e che tristezza.. ed e' proprio il non poter far nulla che fa piu' male. E poi tra mille anni "forse" noi non ci saremo piu'! E' meglio riderci sopra!
    Riccardo

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  5. Caro Riccardo

    a noi ci ha rovinato il " make it happen " che Obama ha tradotto con il più digeribile " yes we can " ovvero l'idea che l'uomo è al centro dell'Universo che è lui a determinare il suo destino ... i suoi successi ed i suoi insuccessi che poi è l'origine dei sensi di colpa e quindi dello stress sconosciuti in altre culture che rimandano ad un ente supremo la causa di ciò che accade .

    Da " La genesi dello stress "

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