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Purtroppo se ne sono accorti !

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Ebbene si , se ne sono accorti che quello della Grecia è un default a tutti gli effetti e … l’euforia in Borsa è terminata .


Piazza Affari sprofonda e cede oltre il 2%, prima di ripiegare a fine seduta a 1,78%. Eppure la mattinata era partita all’insegna degli acquisti per le Borse del Vecchio continente. Poi la giravolta con il montare delle preoccupazioni per la tenuta dei conti italiani. E soprattutto perché i Bot assegnati in asta hanno raggiunto il rendimento record del 6%, mettendo in secondo piano l’ottimismo per gli accordi raggiunti a Bruxelles sul salvataggio della Grecia e la ricapitalizzazione delle banche. E anche l’ok al piano di sviluppo presentato dall’Italia viene ridimensionato dai mercati: la Germania chiede adesso al Paese di rispettare gli impegni. E così torna a crescere lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi tornato a 383 punti. In Spagna, nel frattempo, la disoccupazione nel terzo trimestre è salita al 21,5% al massimo dal 1996, mentre l’euro è arrivato a 1,41 dollari.


Fonte : La Repubblica 

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10 Commenti

  1. Scusa Antonio, apprezzo sempre i tuoi articoli ma in questo caso come in tutto ciò che sta avvenendo vorrei far notare che noi non siamo peggio degli altri. Forse Berlusconi è un problema ma non è il problema. Germania e Francia sono problemi maggiori e stanno scaricando su noi i loro buchi axa, groupama, deutsche e commerz bank sono piene di titoli greci e con leve sopra il 50. se crolla tutto sono i primi a saltare. Fanno pressione su di noi ma sarebbe bene che noi facessimo pressione su di loro specie per il fondo salvastati da mille miliardi di euro da elevare dagli attuali 250 con sistema della leva… Ma sta leva non ha rovinato il mondo??? e così stranamente si vedono dei movimenti in borsa letteralmente assurdi… Non è l'Italia anomala.

  2. Beh,però un presunto leader di un Paese europeo che sparla senza pensarci due volte sulla propria moneta(l'euro)…è un'anomalia SOLO nostra.

  3. Berlusconi non è il solo problema ma è un problema in più che aggrava i problemi di fondo.
    Non è un caso che l'Europa imponga all'Italia e alla Grecia di privatizzare, tagliare pensioni pubbliche e di liberalizzare i licenziamenti.
    In Italia negli anni 80 e 90 per coprire il deficit senza aumentare il debito si sarebbero dovute aumentare le tasse ma così i governi avrebbero perso voti quindi meglio indebitare lo Stato. Aumentando il debito aumentano gli interessi da pagare con l’aggravante di appesantire il bilancio statale con un onere per gli interessi che supera gli 82 miliardi di euro annui. Nel frattempo ci hanno guadagnato i ricchi e ci hanno perso i poveri: i titoli di Stato sono stati accumulati da banche, assicurazioni e nababbi per avere una rendita sicura con interessi alti a carico dei contribuenti. La rendita sicura è stata garantita anche da una tassazione ridicola, un’aliquota unica del 12,5% con buona pace del criterio di progressività sancito dalla Costituzione. Un cortocircuito finanziario che ha contribuito a rendere i ricchi ancora più ricchi e i poveri più poveri. Non è un caso se l’Ocse rivela che negli ultimi 15 anni in Italia la differenza tra ricchi e poveri è aumentata del triplo rispetto alla media europea.
    Oggi è enormemente cresciuta la quota di debito in mano a soggetti stranieri esponendo il Paese al rischio di gravissimi problemi. Dal 1995 ad oggi la percentuale del nostro debito pubblico detenuto da soggetti non residenti è cresciuta dal 10% al 50% e il debito (2010) ammonta a 1.900 miliardi di euro che ci porta ad essere l’ottavo Paese più indebitato al mondo.
    La Francia detiene 511 miliardi del nostro debito, pari al 30% del debito stesso e al 20% del PIL d’oltralpe. Se il nostro Paese piombasse in una crisi di liquidità ne soffrirebbe tutta l’area euro al punto da metterne a rischio la stessa esistenza ma c’è un altro aspetto da considerare che ci riguarda molto da vicino. Un Paese che sottoscrive il debito pubblico di un altro, oltre ad investire la propria liquidità e garantirsi un flusso di cassa pluriennale, ne ricava un altro effetto positivo calcolabile nel lungo periodo. Se gli acquisti del Paese creditore sono fatti durante un periodo di crisi il potere negoziale esercitabile è notevole. Il creditore può ottenere in contropartita delle clausole nei trattati commerciali. La Cina, ad esempio, sottoscrivendo il debito greco ha chiesto l’uso del porto del Pireo e che le future navi in dotazione alla marina di Atene siano comperate in Cina. Il debito ha l’effetto di incrementare le esportazioni dal Paese creditore al debitore favorendo la competitività delle proprie industrie e orientando le scelte commerciali e strategiche del debitore a proprio vantaggio. Alla luce di queste considerazioni possiamo comprendere perché il governo non fa nulla per impedire che i colossi francesi acquisiscano aziende italiane ed anche perché, ad esempio, aveva tanta premura di tornare al nucleare acquistando le centrali dalla francese EDF. Ora che il nostro debito non è più “in famiglia” saranno proprio le famiglie italiane a pagarne le conseguenze a cominciare dalle pensioni. I 511 miliardi di debito che pesano come un macigno sulle nostre spalle, a parere della maggioranza, sono una ragione sufficiente per svendere il nostro futuro e la nostra sicurezza accettando i dicktat imposti.

  4. perchè tu credi che gli altri non lo facciano?? Beato te che ci credi. Se solo guardo cosa ha fatto Sarkozy con la Merkel mi vergognerei ad essere francese allora… evidentemente hai gusto a credere che siamo peggio di altri solo per Berlusconi altrimenti saremmo chissà che. Se poi intendi che qualcosa di nuovo si possa sperare e condividere (vedi Renzi o Montezemolo) condivido ma che Bersani, Fini Casini Vendola Buttiglione o Prodi sarebbero la soluzione di tutti i mali… beh allora… Auguri. Io piuttosto sarei curioso di vedere di più i panni sporchi degli altri (Francia e Germania) spiegati a noi europei… se ne vedrebbero delle belle!!! A noi italiani manca orgoglio (che in Brasile ne hanno da vendere) e dignità. Meditate gente

  5. Però erano BTP a 10 anni e non BOT, bisognerebbe essere precisi! Io sono il primo(e da tempi non sospetti) che dico come è messo male il nostro stato, ma credo che si voglia a tutti i costi vedere nero anche dove non lo è! Purtroppo con i politici che abbiamo le probabilità di fare la fine della Grecia sono altissime, ma parlare solo di spread, è troppo riduttivo. Anche perchè l'anomalia di un bund comprato anche con rendimenti ridicoli amplia lo spread! Secondo me una parte di "colpa" dello spread è da imputare all'esageratamente basso rendimento raggiunto dal bund! Credo che qualcuno entrato sul bund in ritardo si stia facendo o si farà male! E' solo la mia idea. Grazie per tutte le notizie che ci dai sul Brasile.
    Andrear

  6. Milano 31/10/2011 – Gli investitori che continuano a manifestare tutte le loro perplessità sul piano che l'Europa ha presentato per salvare l'euro e le conseguenze di questa forte diffidenza si fanno sentire sia sui mercati azionari che su quelli dei bond.
    Italia sempre in primo piano, con i rendimenti dei BTP decennali che arrivano a balzare fino al 6,118%, sempre più vicino al massimo dall'introduzione dell'euro, che è stato testato ad agosto al 6,40%, prima che la Bce iniziasse ad acquistare titoli di stato italiani e spagnoli. Spread Italia-Germania a quota 400. La situazione si fa sempre più grave per l'Italia non solo nel mercato secondario, ma anche in quello primario, visti gli esiti disastrosi dell'ultima astadei Titoli di Stato.
    Il paese italiano rimane osservato speciale, e l'attenzione è sulla continua speculazione e mancanza di fiducia nei confronti dei BOT italiani, alimentata dalla confusione che regna nel governo e dallo scetticismo che la letterina che il premier Silvio Berlusconi ha presentato all'Ue non venga seguita da interventi seri, non certo quelli imposti da UE e FMI, di cui l'Italia ha disperatamente bisogno. Tutto il mondo ormai teme un eventuale contagio di Italia e Spagna, tanto che Fmi, Ue e banche centrali stanno studiando una rete di sicurezza per entrambi i paesi: una rete di sicurezza che potrebbe tradursi in un aumento di capitale.
    In questa situazione, non sono sicuramente di aiuto le parole di Berlusconi, che nel fine settimana ha attaccato l'euro.

  7. Gli arcani economici

    Sui giornali di questi giorni non si scrive altro che di spread e di rendimento dei titoli di stato, maggiore è la credibilità economica e finanziaria di una nazione e minore sono gli interessi pagati. I tedeschi considerati molto affidabili pagano meno del 2% gli italiani quasi il 7% (evidentemente considerati al pari di cialtroni) ed il Brasile economia trainante con Cina e India più del 10%. Come si spiega questa evidente contraddizione?

    Mauro2

  8. Caro MAuro2

    cosa devo dirti , speriamo che non se ne accor gano e continuino a pagarci questi rendimenti . A parte gli scherzi ci sono tanti motivi : basta solo pensare che parliamo di Paesi BRIC contro Paesi PIIGS ovvero vogliamo confrontare mele con pere .

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