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Trichet , la crisi è sistemica : austerità permanente e meno wellfare .

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Per chi non l’avesse capito Trichet ti sta dicendo di  stringere la cinghia per i prossimi … 15 anni . Poi non dire che non ti ho avvertito ! 

Eurozona deve apertar o cinto por um longo tempo


Segundo informe, “sem novas medidas de austeridade, a dívida pública vai ultrapassar 100% do PIB nos próximos 15 anos”



“La crisi del debito ha ormai raggiunto dimensione sistemica e nelle ultime tre settimane è peggiorata”. Il giudizio netto è di Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, che lo ha espresso nel corso di un’audizione, in qualità di presidente del Comitato per il rischio sistemico, davanti alla commissione affari economici del parlamento europeo. Trichet ha avvertito che sul rischio del debito sovrano l’epicentro è l’Europa, ma il problema è globale perché si sta allargando agli usa ed al Giappone. “Ogni ritardo ad agire aggrava la situazione” ha detto Trichet, sollecitando le istituzioni nazionali e comunitarie ad attuare quanto prima i piani e gli impegni concordati nel vertice di fine giugno.

Crisi globale – “Nell’ultimo mese – ha spiegato il governatore Bce – lo stress sul debito sovrano si è spostato dalle economie più piccole a quelle dei maggiori paesi dell’Unione europea. Segni di tensione sono evidenti in molti mercati dei bond governativi europei, mentre l’alta volatilità sui mercati azionari indica che le tensioni si sono allargare ai mercati dei capitali di tutto il mondo”. La situazione, aggiunge, “è stata aggravata dal progressivo prosciugamento del mercato interbancario”, mentre l’elevata interconnessione dei mercati finanziari ha aumentato i rischi di contagio e il “rapido accrescimento dell’impatto negativo sull’economia in Europa e altrove”.

Governi in ritardo
 – “Da tempo ammonisco i governi – ha spiegato Jean Claude trichet – , ho lanciato molti moniti ma molti governi mi hanno criticato dicendo che la situazione non era così grave. La Bce non si è mai autocompiaciuta. Non abbiamo mai dormito sugli allori”.

Consolidare le banche – Parlando dei rischi di solidità delle banche europee, il presidente Bce ha poi auspicato che i “supervisori coordinino il rafforzamento del capitale” perché servono “risposte chiare” anche su questo fronte: “Sono aumentati i rischi di liquidità e di finanziamento delle banche e potrebbe essere benefica la possibilità che l’Efsf presti soldi ai governi per ricapitalizzare le banche. Comunque, è necessario che sulla ricapitalizzazione delle banche e sulla crisi del debito sovrano ci siano presto decisioni chiare perché abbiamo i minuti contati”. Trichet auspica che queste decisioni possano arrivare già dal vertice del 23 ottobre.

L’esempio di Dexia – Dal canto suo, ha spiegato Trichet, l’European systemic risk board sta lavorando sulle “vulnerabilità” che le grandi banche dell’area euro accusano sulla necessità di ottenere rifinanziamenti in dollari. Sono stati dunque siglati nuovi accordi di scambio valutario fra Bce e Federal reserve, la banca centrale americana, per assicurare alle banche europee anche rifinanziamenti in dollari. Trichet ha citato anche il caso Dexia, la banca franco-belga finita in dissesto a causa della pesante esposizione su titoli di stato dei paesi periferici. Si è deciso di “salvarla” con cessioni a “spezzatino” e nazionalizzazioni (in Belgio). Secondo Trichet ora è molto importante che i vari paesi coinvolti attuino rapidamente quanto concordato di fare su Dexia.

L’Ue prevede nuove manovre – Intanto, previsioni negative arrivano dal rapporto trimestrale della Commissione Ue che affronta il problema del debito pubblico elevato. Secondo il dossier, in molti Paesi della zona euro saranno necessarie “ulteriori misure di consolidamento dei conti, oltre a quelle già prese finora”, per assicurare la stabilità delle finanze pubbliche. In assenza di misure di consolidamento aggiuntive, spiega Bruxelles, il debito sarà sopra il 100% del pil nei prossimi 15 anni e continuerà a salire in seguito.

Austerità permanente – In quest’ottica, la Commissione ritiene che servano da un lato misure di austerità permanenti per abbattere la barriera del debito al 100% del pil e continuare a crescere per gli anni a venire; dall’altro una radicale correzione dei conti pubblici a lungo termine per prevenire i problemi legati all’invecchiamento della popolazione e la conseguente crescita dei costi sociali.

“I rischi di peggioramento delle prospettive di crescita – si legge nel rapporto – sono aumentati principalmente a causa delle preoccupazioni per la crisi dell’eurozona non risolta e delle sue ripercussioni sui mercati finanziari e sul rallentamento dell’economia a livello globale”. Il debito pubblico di Eurolandia, tra l’altro, secondo il rapporto
è aumentato negli ultimi anni a causa del “deficit elevato e degli aiuti statali alle banche”.
Fonte : La Repubblica 


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4 Commenti

  1. X Stefano,
    si tratta di socializzazione delle perdite e di privatizzazione dei profitti.
    Un fenomeno molto diffuso nelle economie occidentali. In Italia ad esempio sono decenni che si sostenta la Fiat con varie sovvenzioni pubbliche pur producendo lauti guadagni esclusivamente per i soci di riferimento.
    E' una degenerazione del capitalismo liberista moderno che porterà alla fame in tanti.
    La scorsa estate, ad esempio, Bank of Ireland ha ristrutturato il debito: ogni 1.000 euro ha rimborsato 10 centesimi ai creditori. E' cosi' che 150-200 famiglie italiane hanno visto depauperati i propri risparmi ottenendo un risarcimento di un decimillesimo del valore investito. Siccome nessuno ha informato gli obbligazionisti coinvolti, questi si sono trovati a subire il trattamento riservato a chi non aderiva alla ristrutturazione. Questi ultimi hanno pure perso il diritto ad aderire allo swap. Quel che e' piu' grave e' che il tutto e' avvenuto con la benedizione della Commissione europea. Con il sacrificio di ignari creditori è stata salvata una delle piu' speculative banche irlandesi. Da un lato Dublino è stata aiutata con i soldi europei, anche italiani, dall'altro Dublino si è presa dai risparmiatori un piccolo extra senza avvisare.
    Marco

  2. Caro Marco, sulla Fiat sfondi una porta aperta:quel cazzaro ,da noi ancora osannato come grande industriale, ha portato la Fiat al fallimento, tanto c'era lo stato italiano ad evitarne la chiusura, e per se stesso and family ha esportato (legalmente?)all'estero piu' di un miliardo di euro.
    Sulle banche cosa posso aggiungere a quanto scrivi'? La crisi attuale e' figlia della follia di strumenti di pura speculazione che le banche ( e le assicurazioni) hanno usato senza freno.
    Royal Bank of Scotland, Commerzbank,BNP Paribas,Societe Generale e Allianz, per fare solo alcuni nomi , sarebbero gia' falliti senza la manina di BCE , FMI , FED che scaricano sui cittadini colpe che i cittadini non hanno.
    La crisi attuale e' solo parzialmente una crisi di debito pubblico, ma in realta' e' un ulteriore passo verso l'assoluto e incontrastato dominio della finanza sulla politica.
    Stefano

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