domenica 18 dicembre 2011

Dubbi ed incertezze



Gianni , uno dei nostri lettori , mi ha inviato questa e-mail con richiesta di pubblicarla perchè potesse ricevere dei consigli che lo aiutassero a sciogliere i suoi " dubbi ed incertezze " .


Gianni è un tipo estremamente prudente , come vedrete nella e.mail , che muove i suoi passi solo dopo aver esaminato tutte le possibili alternative . E' significativo pertanto che proprio un tipo come lui abbia alla fine deciso di valutare tra le possibili opzioni quello di un investimento in Brasile . La sua eccessiva prudenza gli fa però prendere la decisione un poco tardi rispetto a quanto aveva correttamente intuito 8 anni fa . Oggi , con il cambio non certo favorevole ed i prezzi degli immobili che , in alcune località , sono diventati proibitivi  è molto più difficile trovare delle buone occasioni . Nel frattempo però la situazione in Europa ed in particolare in Italia è divenuta insostenibile e pertanto pensando a se stessi ed al futuro dei propri figli, anche se molti non concorderanno su questo , la scelta del Brasile diventa quasi obbligata .


Ciao a tutti, mi presento, sono Gianni, sposato con una ragazza brasiliana, una figlia ed un altro in arrivo.......saputo oggi. Seguo con interesse da tempo le vostre argomentazioni circa la situazione brasiliana in quanto ovviamente direttamente interessato. 
Fondamentalmente non conosco il mondo della "finanza " e mi riesce difficile spesso capire sia la terminologia sia le effettive potenzialita' e differenze delle varie tipologie di investimento. Sono aimhe' un piccolo commerciante cresciuto in un ambito di economia familiare che ha sempre avuto come orizzonte il lavoro duro e l'investimento nel mattone. Grazie a questo mi ritrovo a 44 anni con un discreto patrimonio immobiliare (all'incirca 12 unita' tra negozi ed appartamenti in roma e provincia insieme a mia sorella) e con una attivita' estiva (gelateria) che dopo i gloriosi anni 80 e 90 si trova adesso in un momento di chiara recessione anche se ancora mi da da vivere dignitosamente, senza scialare e soprattutto senza poter risparmiare.
Ma veniamo al dunque dopo la doverosa premessa. Circa 8 anni fa fiutando il chiaro upgrading del mercato immobiliare brasiliano io e mia moglie abbiamo iniziato a fantasticare su possibili investimenti in immobili. Per ignoranza e poca rapidita' siamo arrivati solo adesso ad avere una discreta somma disponibile, 350.000 euro, ma ci siamo resi conto che aimhe' il mondo dei balocchi in questo campo sembra essere finito. Vorrei chiedere a voi amici dei consigli sulle mosse che potrebbero essere opportune in questo momento e per dovere di sintesi vi faccio delle domande dirette:

1) molti amici brasiliani dicono che il mercato brasiliano continuera' a crescere moderatamente per almeno 2 anni. ritenete opportuno quindi investire cmq parte del capitale in immobili o terreni?


2) Se si siete d'accordo che in tal caso terreni industriali ed appartamenti di alto livello diano piu garanzie di lucro? 


3) L'ipotesi invece di applicare i soldi in banca, tutti, aspettando l'esplosione della supposta bolha braileira, Considerando che l'interesse netto supera di gran lunga i 1200 euro che percepivo come affitto dall'immobile che ho venduto vi sembra una soluzione praticabile e sensata? In tal caso HSBC o Banco do Brasil?


4) Aspettare un eventuale caduta del mercato immobiliare romano per ricomprare vi sembra un'ipotesi plausibile?


E' chiaro che queste domande prescindono chiaramente da quelle che sono le mie aspettative. In realta' io vorrei comprare un appartamento piu' grande qui in Brasile, che mi serva come appoggio confortevole per la famiglia, e col tempo, se la situazione in Italia dovesse precipitare definitivamente, aprire qui una attivita' commerciale che potesse garantire la nostra serenita' futura.



 Avevo pensato a Jurere', posto frequentato da milionari che chiaramente non si spaventano di fronte a prezzi di livello europeo. Pretese semplici, di serenita' ed armonia familiare, niente guadagni favolosi, ma solo l'opportunita' di poter continuare a lavorare senza il cappio al collo che i nostri governati stanno stringendo oramai da troppo tempo a noi commercianti. E' indegno che una "bottega" per sopravvivere debba essere costretta a sonegar.....e' antidemocratico e asfissiante, sia in termini di serenita' che di dignita'-


 Mi rivolgo a tutti voi amici per un consiglio, ed in particolare ad Antonio e a Marcofalco che da quanto mi sembra di capire sono molto dentro alla realta' brasiliana.

Abraços queridos.

41 commenti:

  1. Ciao Gianni, io non sono affatto un esperto, cerco solo di barcamenarmi e farmi un'idea mia. Il mercato immobiliare varia da regione a regione e da zona a zona.
    In linea di massima io credo che ci siano ancora buoni spazi futuri per la valorizzazione degli immobili in buona parte del nordeste e dell'interior a patto che ci si rivolga alla classe media o medio/alta brasiliana, dove per classe media intendo coloro i quali guadagnano tra i 4000 e i 10000 real la mese.
    Questo vale anche per le attività commerciali.
    E' inutile mettersi in concorrenza con l'edilizia popolare o quella dei condomini di case fechados. La classe media è quella che sta crescendo di più e che continuerà a crescere sia numericamente che finanziariamente, a spendere e a cambiare casa (o aprire attività nuove) nei prossimi anni.
    Questo almeno per quanto riguarda Salvador, non conosco Jurerè quindi non so dirti al riguardo.
    Per rispondere alle tue domende:
    1) credo anche io che il mercato crescerà per almeno i prossimi 5 anni anche se non con il medesimo trend degli ultimi 5; il consiglio è quello di diversificare gli investimenti tra rendita finanziaria, rendita da edilizia residenziale, da edilizia commerciale e, laddove possibile, acquistare terreni per edificare immobili nuovi. Non ultimo, vale la pena selezionare anche alcune attività commerciali che con investimenti contenuti possono dare buoni guadagni, a patto che si sia disposti a lavorare chiaro. Io ad esempio ho optato anche per un boteco visto il successo garantito e i buoni ritorni offerti dalla cerveja geladinha.
    2) terreni edificabili ed immobili da destinare alla classe media (non alta a meno che tu non abbia milioni da investire e non terreni industriali);
    3) A bolha non ci sarà. A tassi attuali ancora vale la pena fare in parte investimenti finanziari (anche se adesso anche i BOT a 6 mesi rendono il 6%) ma i rendimenti scenderanno in breve. Consiglio diversificare tra i servizi offerti sia da HSBC che da Banco Brasil. La banca è un fornitore come un altro (di soldi e/o servizi), mai legarsi mani e piedi a uno solo.
    4) Sono romano anch'io. Il mercato immobiliare romano è già in discesa da tempo e non si riprenderà prima di un decennio. Tutto dipende da che orizzonte temporale hai di fronte a te. Se sei disposto a vedere (forse) realizzati i tuoi sogni tra almeno 20 anni allora rischia su Roma.
    Presupposto per investire in Brasile è, comunque, che ti piaccia e che tu sia disposto a lavorare.
    In bocca al lupo!
    Marco

    RispondiElimina
  2. "sonegar"??? Perché sonegar??
    Cosa vuoi dire???

    RispondiElimina
  3. Ed investire in uffici?
    Stefano

    RispondiElimina
  4. Sonegar significa....evadere.

    RispondiElimina
  5. Ciao Marcofalco..... un chiarimento sul tuo post.... hai scritto che in Brasile la classe media guadagna 4.000/10.000 Real.
    Se così fosse qui in Italia siamo messi proprio male :-)

    RispondiElimina
  6. Ciao Gianni,
    consigli economici non sono in grado di darteli, ma credo che chi vuole venire qui un Brasile oggi debba cominciare a pensare differentemente dal solito "modeste pretese","serenita'" etc.. Chi ha modeste pretese qui in Brasile se la passa molto peggio di coloro che stanno facendo di tutto per fuggire dall'Italia. L'essere sereno e' uno stato d'animo che non ha bisogno di soldi e lo puoi trovare benissimo anche in Italia, ma se e' un tipo di serenita' "economica" allora non sara' molto diverso dall'Italia ( poi hai 7 appartamenti, ma che ti lamenti! :) ). Anzi in Italia e' molto piu' facile evadere il fisco che qui in Brasile ( per ora..). Qui sono molto all'avanguardia in questo senso, e si usano praticamente solo le carte di credito o di debito per pagare, anche per piccole somme.. Quindi passi da un cappio al collo ad un altro... :)Per gli appartamenti io mi informerei bene, perche' ormai si parla di bolla ovunque, solo il tg non ne parla.. io vedo molti palazzi terminati e tutti vuoti.. credo che si rischiera' di immobilizzare l'economia come e' successo in Italia, compri casa e poi non ti puoi piu' permettere nulla.. Ma almeno l'Italia e' meno cara del Brasile oggi!!! :) :) ;) Soldi per investire ne hai, ma ristoranti ce ne sono, gelaterie anche, pizzerie pure... Dovresti inventarti qualcosa ma non e' facile.. Manca la mano d'opera specializzata, elettricisti, muratori, etc.. ma non mi sembra il tuo caso..
    Ultimo piccolo consiglio per metterti in guardia e non per demolarizzarti: Il conto in banca aprilo a nome tuo, perche' una volta tornate in Brasile le nostre mogli cambiano atteggiamento, e di soldini mi sembra di aver capito che ne avete abbastanza da spendere..!!! :)
    Sinceramente con quel patrimonio che avete aspetterei che passi la bufera e me rimarrei in Italia, prima o poi le cose miglioreranno e voi siete ben preparati.
    Saluti,
    Riccardo ( Curitiba )

    RispondiElimina
  7. Gianni ha spedito questo commento X Marcofalco che per motivi tecnici( lunghezza eccessiva ) non è arrivato . Lo pubblico in sua vece in tre parti :
    1/3
    Gentile MARCOFALCO, ti ringrazio per l'attenzione che hai voluto dedicarmi, rimango comunque dubbioso riguardo ad alcuni punti da te esposti. Sai, sono otto anni che frequento il -brasile permanendo ogni anno perlomeno tre mesi, in alcuni casi sono anche arrivato ai fatici 180 giorni, finche' si poteva. Ad oggi non ho piu' di questi problemi avendo un visto permanente in attesa dell'RNE che dovrebbe arrivare in breve. Io mi sono stabilito a Campinas una fiorente citta' ad un'ora da Sao Paulo. In questi anni ho visto crescere il settore immobiliare a livelli PAUROSI, si parla di un incremento negli ultimi anni del 638%, cifre che molti analisti economici giudicano abnormi soprattutto perche' basate su di un accesso al credito relativamente facile. Questo fa pensare ad una prossima bolla immobiliare quasi certa. Chiaramente non delle dimensioni della catastrofe statunitense di qualche anno fa, essendo per assurdo il Brasile al momento piu' solido nei fondamentali e soprattutto nelle prospettive di crescita a lungo termine. Ma questo non significa che i prezzi degli immobili non siano al momento molto al di sopra del loro effettivo valore. Parlando con amici benestanti brasiliani, tra l'altro alcuni di loro milionari, e quindi avvezzi agli ambienti speculativi, questa cosa mi viene ripetutamwnte confermata un po' da chiunque qui.Questo non significa che non si possa trovare l'affare, chi vende per necessita', il terreno che godra' di particolari infrastrutture adiacenti, e cosi' via. Ma la cuccagna speculativa-edilizia sembra proprio che sia al palo oggi. Tra l'altro data l'indole spendacciona e poco propensa alla strategia del risparmio del brasiliano medio, un dato certo e' che la classe media e medio bassa e' in generale piena di buffi, per aver finanziato un po' tutto, dalle mutande al frullatore all'automobile e cosi' via. E questo e' colpa dei valori essenzialmente consumistici che sono stati inculcati nelle menti di una popolazione mediocremente acculturata. Questo processo continua anche con i supposti "compagni" Lula e Dilma- Ma comunque senza buttarla sull'ideologico,i nodi al breve verranno al pettine. L'insolvenza aumentera, girera' meno danaro ed i prezzi degli immobili scenderanno. Magari non ci sara' un crollo, questo lo penso anche io, ma una flessione sara' probabile. Per questo ho timore nel comprare adesso, preferisco far fruttare il capitale in banca in attesa di un momento piu' propizio.

    RispondiElimina
  8. 2/3

    Capisco cmq che il tuo punto e' un'altro. Tu la vedi, giustamente, come una scelta di vita, e cioe', in sostanza, un lasciarsi alle spalle un'Italia oramai nevrotica e disperata per condurre una vita piu'....solare e carica di opportunita' in Brasile. Se poi si possono fare anche degli affari saranno i benvenuti. anche in questo concordo parzialmente con te, e ti spiego subito il perche'.
    E' vero che la nostra, per me amata Patria e' diventata un luogo dove vivere serenamente e' pressocche' impossibile, circondati da rabbia, stress, tristezza e difficolta' economiche, ma e' pur vero che siamo giunti a questo avvitandoci in un processo che tendeva per contro ad un miglioramento generale delle condizioni di vita. Garantendo troppo nel sociale troppi hanno rubato. Approfittando delle clientele e dell lassismo nella pubblica amministrazione troppi hanno evaso. Utilizzando il pubblico impiego come ammortizzatore sociale e soprattutto impedendo il licenziamento di milioni di nullafacenti pubblici ci ritroviamo stritolati da una macchina statale abnorme......e cosi' via. Cio' non toglie che l'Italia rimane nei fondamentali un paese piu' DEMOCRATICO e generalmente garantista dei diritti civili ed umani di quanto non lo sia il Brasile. Ti cito solo un dato......un morto ammazzato a Rio dalla polizia ogni 23 arresti. Sai, io non voglio rifarmi alla solita litania della violenza brasiliana, ma e' innegabile che una forbice sociale italiana molto meno aperta dia come risultato una maggiore serenita' nelle strade. Ma non volevo in effetti arrivare a questo ma bensi' ad un'altra valutazione. Io sono di una generazione che ha conosciuto l'impegno politico. Mai stato un attivista, ma comunque credo di aver formato una mia personale coscienza. Ed e' per questo che dico che trasferirsi in Brasile significa anche entrare a far parte di una societa' dove le differenza sociali e le ingiustizie sono enormi. In qualche modo si diventa complici di tutto questo. E se poi da complici si passa ad essere vittime non bisogna lamentarsene. Tranquillo nun la sto a tira' a nessuno, ma e' solo per dire che se ci si aspetta di andare in Brasile per vivere un benessere, seppur fittizio, simile a quello che abbiamo vissuto negli anni 80 90 si e' dei poveri illusi. Chiaro che quando parlo di benessere lo intendo come una visione globale, socio culturale e non solamente economica.

    RispondiElimina
  9. 3/3

    Detto questo.....io ci penso a trasferirmi, eccome. Penso al sud, Santa Catarina, dove il clima e' piu' europeo, dove la gente sembra piu'....rapida ed affidabile, e dove si concentrano capitali ed interessi notevoli. Rimango sempre e comunque un commerciante e queste valutazioni sono per me automatiche. Senza considerare l'indice di criminalita' assolutamente piu' basso ripetto ad altre zone del Brasile.Mi hai sorpreso comunicandomi il rendimento attuale dei bot semestrali, ma ti diro', non mi fido mica tanto al momento di lasciare il contante in una qualsiasi banca europea. a mio avviso un qualsiasi Bradesco da molte piu' garanzie di solidita' adesso. In sostanza riassumendo, concordo sul fatto che il trend del Brasile sia in crescita nel lungo periodo, affermo pero' che il momento della cuccagna, a meno che' non si azzecchi una attivita' commerciale particolarmente vincente, sia finito. Sono convinto che l'italia e l'Europa siano sull'orlo di un baratro, ma questo stimola in me un senso patriottico che non sapevo di avere, stanco di sentire denigrato il suolo che cosi' tanto ha saputo INSEGNARCI fino ad oggi. Lottero' per quanto potro' affinche ci si possa salvare, ma non affondero' con la nave, in tal caso invito tutti gli amici a Jurere' per un bel gelato pistacchio, fondente e panna da me preparato. Il primo e' gratis, dopo portateve i soldi. Grazie ancora Marcofalco e grazie ad Antonio che mi ha voluto gentilmente ospitare nel suo blog. Abraços.Gianni

    RispondiElimina
  10. Ciao Riccardo mentre leggevo le tue parole la mia risposta a Marcofalco e' stata pubblicata. In essa puoi trovare alcune risposte riguardo i chiarimenti che hai voluto gentilmente darmi, soprattutto per quello che riguarda le vere motivazioni che dovrebbero spingere chiunque nel trasferirsi in brasile. ti assicuro che il mio concetto di serenita' non si basa sull'aspetto economico, ma sono anche convinto come te, che in brasile piu' che in italia una solida base e' assolutamente necessaria per attingere una serenita' che il preludio per una vita....felice. In realta' io vivrei su di una spiaggia vendendo caipirinhas nulla di piu' senza desiderare conti in banca favolosi ne tantomeno oggetti o case di lusso. non posso farlo perche' padre di due creature che in questo modo non avrebbero garantito un futuro minimamente esente da rischi di poverta. i beni che posseggo in italia considerando il mio REALE reddito sono quasi piu' un pregiudizio che una rendita e non mi dilungo a spiegarti perche'....comunque quello che e' certo e' che a fine anno non riesco a mettere da parte quasi nulla, mentre chi ci governa si arricchisce con l'enorme mole di imposte che verso. Un'ultima cosa... mia moglie e' benestante qui in Brasile, sposarsi con me ha solo peggiorato la sua condizione poverina. Ripongo piena fiducia nella madre dei nostri figli,e' lei in realta' che spinge molto per un nostro trasferimento basandosi su di una constatazione semèplice. Qui il quotidiano e' piu' leggero, la gente sorride e ti ascolta....serenita', niente di piu'.

    RispondiElimina
  11. X Anonimo delle 10:56,
    Non ho scritto che quello è il salario della classe media. Io ho solo cercato di identificare quello che io (personalmente) ritengo il target di clientela al quale bisognerebbe rivolgersi a Salvador con talune attività possibili. Qualunque attività commerciale è destinata al fallimento se non si ha chiaro sin dall'inizio a chi, cosa e come vogliamo vendere il nostro prodotto e/o servizio. Le regole base del marketing valgono ovunque. Chi pensa di improvvisare rischia il doppio.
    Marco

    RispondiElimina
  12. Gianni, complimenti per l'analisi su cui concordo in pieno in tutti gli aspetti. Davvero lucida.
    Francesco

    RispondiElimina
  13. Salve a tutti, ho letto il post di Gianni e tutti i commenti, volevo solo dire la mia in quanto credo che la situazione di Gianni non rappresenta certo la situazione della famiglia dell'italiano medio che vive con 1300 euro al mese (come me), e forse, anche per questo i punti di domanda che Gianni propone a me sembrano strani...
    Ho 35 anni, sono sposato da 4 anni e con moltissime difficoltà stò acquistando un appartamento di 65 mq a Sharm el Sheik, nel nuovo golf a 18 buche progetttato da Ronald Frame, mi mancano 6 rate + il condominio (che corrisponde al 10% dell'importo, ma si paga una volta per tutta la vita...) e sono riuscito a realizzare un piccolo miracolo per le mie tasche, grazie anche a mia moglie che mi ha aiutato in questi due anni a risparmiare il più possibile evitando cene fuori, acquisti inutili etc... Tra qualche anno tenterò di acquistare un appartamento anche nel nordeste del Brasile, cercando di pagarlo a poco a poco; il mio sogno è quello di potere un giorno passare 6 mesi a Sharm e 6 mesi in Brasile, e vivere in semplicità; sono siciliano e la mia famiglia mi ha educato fin da piccolo a vivere con poco, accontentandomi di ciò che riesco a fare con quello che guadagno, ne più ne meno; non riesco a entrare nei ragionamenti di chi possedendo tanti immobili e una somma ingente da investire è preoccupato del futuro; chiarisco che la mia non è assolutamente una critica, ma credo che molto probabilmente le nostre preoccupazioni derivano fondamentalmente dalla paura di perdere quello che si ha piuttosto che quella di vivere serenamemte; in questo caso come ha gia detto qualcuno prima di me non è il vivere in brasile che possa cambiare la nostra situazione... come non condivido la preoccupazione per il futuro dei nostri figli dal punto di vista economico, certo, se li abituiamo a uno stile di vita basato sul consumismo abbiamo sicuramente di che preoccuparci, ma se inculchiamo i veri valori della vita possiamo essere tranquilli che saranno loro ad avere in mano la loro vita e non il contrario.
    Saluti a tutti.
    Davide

    RispondiElimina
  14. Ciao Gianni, hai inquadrato perfettamente la situazione.. sembra che tu abbia vissuto in gia' Brasile dall'analisi che hai fatto! complimenti! Sono sicuro che la tua voglia di cambiare vita sia piu' per una ricerca di serenita' interiore, ma allo stesso tempo e' evidente anche una ricerca di serenita' di vita per i figli, io ne ho due e ti capisco perfettamente ( abito a Curitiba e ho 36 anni, nel Parana' la regione a nord di Santa Caterina ). Anche io sono di Roma, e a dirti la verita' ho cercato fino all'ultimo di trovare quest'equilibrio di serenita' in Italia, volevo vendere l'appartamento all'Aurelio e trasferirmi in provincia, ad Ascoli Piceno, aprire un piccolo bar e godermi i panorami meravigliosi di quella regione. Mia moglie pero' si era messa in testa di tornare in Brasile e per paura di un possibilissimo divorzio eccomi qui.. Ma l'appartamento e' ancora li e chi lo sa in futuro.. Qualunque decisione tu prenda, un grande in bocca al lupo!
    Riccardo

    RispondiElimina
  15. Grazie Francesco....

    RispondiElimina
  16. Ciao Gianni,
    concordo su molte cose che hai scritto, ovviamente non su tutte, come quando ti riferisci al grado di democrazia e al senso di patriottismo. Ma è giusto che ognuno veda il mondo dalla sua ottica e sono certo che hai una moglie in grado di aiutarti molto più di me a decifrare il grande Brasile.
    Volevo solo precisare che le mie considerazioni si riferivano a Bahia, anzi alla città di Salvador, dove non tutte le cose che sembrano negative poi lo sono veramente, e non al tuo sud, sicuramente molto diverso.
    Nel nordeste i tassi di crescita da te menzionati non ci sono stati e molte cose si stanno muovendo adesso.
    abraços
    Marco

    RispondiElimina
  17. Ciao Davide

    concordo perfettamente con quanto da te detto sui figli . Io personalmente ho investito tutto sulla loro educazione consentendogli di formarsi al meglio . Per il resto non mi faccio assolutamente un obbligo di dover anche provvedere al loro futuro economico .Apprezzeranno di più ogni piccola conquista e soprattutto non avranno paura del futuro . Ho infatti osservato che quando si possiede un patrimonio non guadagnato con i propri mezzi si è terrorizzati di perderlo perchè non si saprebbe come ricostituirlo .

    RispondiElimina
  18. Ciao Davide,devo dire che forse sono stato frainteso o forse "letto" con poca attenzione. Ribadisco che la serenita' che ricerco risiede essenzialmente nella qualita' dei rapporti umani, non di certo nel possedere cose o beni. Riaffermo che comunque una agiatezza economica e' purtroppo una condizione essenziale affinche questo sia possibile.A maggior ragione in Brasile dove gli ammortizzatori sociali sono pressocche' inesistenti. Ed e' questo che mi spinge a pensare alla tutela futura dei miei figli, qui in brasile se nasci povero le chance di scalata sociale, senza pretendere all'opulenza, sono veramente scarsissime. poi e' chiaro che non voglio e non posso lasciare alcun "impero" ai miei figli ma, da buon italiano voglio aiutarli il piu' che posso. sai, io a 15 anni ero davanti alla lavastoviglie del mio bar, e ci sono rimasto a lungo....da questa esperienza mi viene la consapevolezza del valore di cio' che si possiede,(spero che anche antonio mi ascolti, ho l'impressione che mi abbia scambiato prima per un indeciso cronico, e poi per un figlio di benestanti viziato, non e' cosi'). una nota finale, cito testualmente una descrizione del club di Sharm dove hai comprato casa :
    1)a pochi passi dalla spiaggia sabbiosa di Shark Bay 2)Location fronte mare 3)10 min dal sofisticato Soho Square 4)15 minuti da nnaama bay con i suoi locali notturni e cosi' via...appartamenti a partire da 275.000 mila euro, adesso, senza polemica, io ho amici, tanti che guadagnano 1300 euro al mese, e per loro il problema di tagliare una pizza o un cinema neanche esiste, semplicemente NON POSSONO. Ora tu che dici di non rispecchiarti nelle mie posizioni mi vuoi spiegare come si fa a fare quello che stai facendo tu? Io i miei soldi per investire li ho tirati fuori da una vendita, perche' se speravo nei miei guadagni di ricco e viziato potevo stare fresco, e la paura di perdere quel che ho risiede tutta in motivazioni socio politiche. La casa Europa sta cadendo amico, e mettere un piede qui costituisce essenzialmente un salvagente a cui aggrapparsi quando accadra' la possibile catastrofe. Senno' col cavolo che pensavo di emigrare, perche' di questo si tratta. E proveniendo da una famiglia di lavoratori, in passato emigranti mai potro' scordare quella luce malinconica negli occhi dei miei parenti residenti all'estero da 3 generazioni. quella voglia di sentirsi italiani senza piu esserlo. Un abbraccio sincero. gianni

    RispondiElimina
  19. Grazie Riccardo, ricambio gli auguri di tutto cuore.Tra l'altro ti dico che le mie "analisi" in effetti provengono da una esperienza sul campo. da otto anni passo dai 2 ai 4 mesi l'anno in brasile, dove tra l'altro sono adesso, chissa' che un giorno non ci si incontri, io sono a Campinas, relativamente vicino a voi quindi e saro' qui fino a febbraio, ti lascio il numero hai visto mai.....
    19 88156705 ciao Abraços

    RispondiElimina
  20. "Ho infatti osservato che quando si possiede un patrimonio non guadagnato con i propri mezzi si è terrorizzati di perderlo perchè non si saprebbe come ricostituirlo".
    Questa frase da sola vale la lettura del blog.
    Complimenti,Antonio!
    Stefano

    RispondiElimina
  21. Per anonimo delle 5.34. non c'e' niente da fare in una cultura permeata di catto-comunismo radical chic come la nostra, la proprieta' sara' sempre una colpa. che stimolera' sempre invidie e giudizi taglienti....eppure tanti vanno in Brasile per fare i soldi. Nonostante io cerchi di spiegare insistentemente quello che ricerco e cioe' una serenita' basata sulla qualita' dei rapporti umani quello che colpisce la fantasia dell'italiano medio e'..... quello che si dichiara di possedere.....

    RispondiElimina
  22. Ciao Gianni

    purtroppo non ci conosciamo di persona e pertanto ho dovuto interpretare i tuoi scritti . Il titolo Dubbi ed incertezze è quello che tu hai dato alla e-mail e pertanto nell'articolo ho dovuto enfatizzare quell'aspetto .
    Non so dove hai tratto la conclusione che io ti creda un benestante e per di più viziato . Io non ho commentato il tuo post proprio per non influenzare i lettori.

    RispondiElimina
  23. Sarò breve,e per essere pubblicato,non polemico, ma sinceramente non riesco a capire i dubbi di Gianni.Ma con i tuoi capitali e proprietà quali sono i tuoi timori nell'emigrare in Brasile?? a questo punto sembra che il Brasile sia accessibile solo ai multi milionari.Gli unici dubbi comprensibili, possono essere quelli se tu abbia veramente voglia di lasciare l'Italia,ma non parliamo di timori per te e i tuoi figli per favore.

    RispondiElimina
  24. per babajazz. I timori sono legati allla crisi europea. Se dovesse replicarsi una situazione tipo 1929, ed i presupposti ci sono tutti, con scenari ipotetici di dramma assoluto, le proprieta' immobiliari servono a poco o a nulla. Nessuno affitta, e in caso di sconvolgimenti totali magari le perdi pure. O magari sei costretto a svenderle a due soldi per sopravvivere. mio nonno prima della guerra vendette un appartamento e compro' dei titoli che servirono nel dopoguerra per l'acquisto di un tavolo con quattro sedie. Non prendermi per matto ti prego, o catastrofista, ma l'aria che tira credimi non e' per niente tranquillizzante. Buone feste a tutti.

    RispondiElimina
  25. Gianni,
    proprio perchè non ti ritengo nè matto e nè catastrofista non vedo da dove nascano i tuoi eventuali dubbi sulla scelta del Brasile. Proprio pensando ai tuoi figli non dovresti avere dubbi, il futuro è in Brasile dove, io credo forse a torto, la democrazia è molto più consolidata che in Italia. Una democrazia giovane ma con tutte le carte in regola per crescere ulteriormente.
    Chiaro poi che presupposto fondamentale è amare questo paese e il suo popolo, il suo stile di vita e i diversi costumi, disposti a dimenticarci i nostri retaggi europei e senza fare raffronti improponibili.
    Aperti ad imparare, cosa che non sempre siamo disposti a fare noi europei, altrimenti la vicenda argentina ci avrebbe insegnato qualcosa.
    ciao e buone feste a tutti!!
    Marco

    RispondiElimina
  26. E se i Maya ci hanno azzeccato,ci stiamo preoccupando per niente:-).Gianni,capisco i tuoi timori,Marcofalco mi ha tolto le parole di bocca,(x la gioia di qualche lettore sto pensando di fondare un Marcofalco fans club)io prenderei l'impulso dalla situazione europea per trasferirmi,anzi l'ho fatto un anno e mezzo fa.é proprio rimanendo li ad aspettare l'evoluzione delle cose che si rischia di rimanerne compromessi.Il mio pensiero,molto naif se vuoi,l'Italia ti spaventa ,ti avvilisce,ti preoccupa??prendi in mano la tua vita e quella della tua famiglia,e cerca di riportarla sui binari della felicità e serenità......prendi i soldi e scappa!!! ciao a tutti e felice anno nuovo..

    RispondiElimina
  27. Ciao Gianni, ho provato a telefonarti ma non riesco a prendere la linea... mandami una e.mail riccardo.zamponi@hotmail.com oppure 41.3528.4922
    un saluto Riccardo

    RispondiElimina
  28. Caro Marco,"in Brasile la democrazia e' piu' consolidata che in Italia"?
    Ne sei sicuro?
    Quante persone vengono ammazzate dalla polizia ogni anno?
    Che servizi offre al cittadino lo stato brasiliano?
    Con tutta la simpatia che ho per te, questa volta discordo...
    Stefano

    RispondiElimina
  29. Per Riccardo, sono in una zona di montagna dove il telefono non prende, tornero a Campinas intorno al 27 ti chiamo io ok, intanto auguri di buon natale a te a a tutti gli amici del blog.

    RispondiElimina
  30. concordo con stefano

    RispondiElimina
  31. Caro Stefano, anche io mi trovo quasi sempre in accordo con te ma vorrei però chiederti se, secondo te, il grado di consolidamento democratico di un Paese si misura sulla base del numero dei morti ammazzati dalla polizia e dai servizi che lo stesso offre ai cittadini, oppure piuttosto lo si valuta in base all'autorevolezza/credibilità, alla onorabilità, alla efficacia e, non ultimo, alla RAPPRESENTATIVITA' delle sue istituzioni? Dal tasso di indipendenza della libera informazione e dei poteri dello stato? Dalla possibilità di alternanza tra contrapposti progetti democratici?
    Io ho seguito le ultime campagne elettorali in Italia e in Brasile. In Italia mi è sembrato dicessero tutti le stesse cose, uno era la brutta copia dell'altro, un miscuglio del nulla più assoluto finalizzato solo a fregare sempre gli stessi. In Italia votare uno o l'altro cosa cambia? Non a caso Gianni Agnelli soleva dire che in Italia per fare una politica di destra era necessario un governo di sinistra. La gente crede di votare a sinistra votando PD, SEL e IDV e crede di votare a destra votando PDL o Lega, ma non è così. In Italia non esiste destra o sinistra, questi o quelli, chi ha torto e chi ha ragione. Ricoro sempre l'avvocato di mio padre che, nel vano tentativo di scoraggiare mio padre dall'intentare cause per difendere i propri diritti, soleva affermare che in Italia chi ha torto ha ragione e chi ha ragione alla fine ha torto! Ci può essere democrazia senza giustizia e diritto?
    In Brasile, almeno sul piano dell'offerta politica, c'è la possibilità democratica di un'alternativa. Le proposte politiche dei vari candidati alle elezioni erano diverse, chiare ed alternative. La gente votando Dilma o Serra o altri sapeva bene cosa li aspettava dopo e hanno liberamente deciso. In Italia la gente vota PD o PDL o Lega o IDV ma il risultato è sempre lo stesso da decenni, tutti pensano solo ai fatti propri, per questo ora ci tocca il "sicario" della Commissione Trilaterale Monti.
    Un parlamento di nominati, quindi NON eletti o scelti dal popolo, in Italia ha a sua volta nominato Presidente della repubblica (secondo me a dir poco folle) il quale ha, a sua volta, nominato un governo di NON eletti, NON saggi/tecnici e NON candidati. Un siffatto governo che si permette, ad esempio, di abolire le pensioni di anzianità senza neppure interloquire con i rappresentanti dei pensionati (sindacati) i quali fanno solo finta di risentirsi (solo 2 orette di sciopero) e se ne fottono altamente di difendere gli interessi dei propri iscritti/rappresentati. Secondo me (e te lo dico da ex sindacalista) il grado di corruzione dei poliziotti brasiliani fa solo ridere a confronto del grado di corruzione dei sindacalisti italiani.
    Scusa, dove sta la DEMOCRAZIA in tutto questo?
    Ma che sistema è questo? E' questa le democrazia che abbiamo anche la pretesa di fingere di voler esportare a suon di bombe in giro per il mondo? Ci spendiamo anche 2 miliardi di euro al mese di spese militari per esportare questo "splendido" modello di democrazia?
    Secondo me, alla base della democrazia ci dovrebbe essere la possibilità di poter almeno scegliere tra 2 o più alternative per il popolo.
    Non ritengo che attualmente in Italia ci sia un'alternativa al sicuro sfacelo comportato dal liberismo sfrenato imperante. E non c'è attualmente un'alternativa democratica possibile in Italia.
    Vedremo se la imminente ulteriore "riforma" del Lavoro fatta dai "sicari" al soldo delle lobbies finanziarie sarà degna di un paese democratico o meno. Secondo me, purtroppo, sarà un ulteriore e definitivo scempio della dignità del Lavoro e del rispetto dei lavoratori in barba al fatto che l'articolo 1 della democratica Costituzione italiana, dica il contrario.
    L'Italia è rimasta una democrazia solo sulla carta perchè la sovranità non è più nelle mani del popolo e, oramai, in buona parte non è più neppure in Italia.
    Con altrettanta simpatia Stefano, spero non me ne vorrai.
    Boas Festas!
    Marco

    RispondiElimina
  32. Tanti auguri Ottoaprile a te e a tutti gli amici del Blog! E grazie per darci la possibilita' di discutere e mantanere un contatto tra noi italiani! Auguri di Buon Natale a tutti quanti!

    X Gianni,
    il 25 vado al mare da alcuni amici ( Santa Catarina ), torno il primo di Dicembre a Curitiba, ci sentiamo presto, perche' il cell non credo prenda.. comunque te lo lascio.. 41.9600.9888
    Saluti Riccardo

    RispondiElimina
  33. Caro Marco,riprenderemo il discorso (interessantissimo) nei prossimi giorni.
    Oggi voglio rubare questo spazio per fare a te, ad Antonio che ci ospita con tanta pazienza, ed a tutti i lettori di questo blog (fatto benissimo) i miei migliori auguri di un felice natale.
    Stefano

    RispondiElimina
  34. Per Riccardo, se puoi dai un occhiata a Jurere`dicono sia uno splendore, io saro`li a meta`gennaio. Cmq ci sentiamo i primi di gennaio, ti chiamo. Auguroni a tutti voi. Gianni

    RispondiElimina
  35. Per Marcofalco, ma davvero riesci a credere che nonostante lo scempio dell èra Berlusconi il Brasile sia un posto piu`democratico attualmente? Stento a crederlo, potrei scrivere un libro di esempi al riguardo, senza considerare che lìmpronta della politica brasiliana , nonostante il populismo da operetta di Lula e Dilma e`nettamente di stampo capitalistico con retaggi profondissimi di potere latifondistico, e dei vari coronel locali che fanno il bello ed il cattivo tempo. Dai, non cè`paragone, e se`proprio vogliamo giudicare come negativi tutti gli ultimi anni, non si possono dimenticare i progressi sociali e politici degli anni 50 60 e 70, lèmancipazione della donna, il divorzio, il distacco da un pensiero bigotto religioso, daiiiiiiiiiiiii qui in Brasile il machismo ed il fervore religioso alimentato dallìgnoranza e`ancora presentissimo! NON cè`paragone. Sia ben chiaro io apprezzo moltissimi aspetti del quotidiano brasiliano, ma non si facciano dei paragoni inopportuni riguardo la maturita`democratica delle due realta`. Senza considerare il retaggio culturale che abbiamo che apre un abisso nella differenza di consapevolezza ed autodeterminazione tra noi ed i brasiliani.....capisco che tu sia deluso e stanco, come tanti di noi, ma non perdiamo la bussola, gli Italiani NON sono Berlusconi,e poi sta politica brasiliana cosi`democratica......la televisione e`soffocata da slogan autocelebrativi del PT, opposizione chiaramente collusa e connivente, Palocci libero, Dirceu libero, e cosi`via, perlomeno io quando chiudo la mia gelateria torno a casa via spiaggia per 3 km fini a casa mia alle 2 del mattino, senza paura, fallo in Brasile, poi mi racconti. Abbracci e buone feste.

    RispondiElimina
  36. sono d'accordo con Marco....purtroppo....seguo con tristezza quello che sta accadendo in Italia dove ho tanti amici, parenti e conoscenti che stanno affrontando questa situazione drammatica.
    Buone feste a tutti gli amici del blog

    RispondiElimina
  37. Gianni,in Brasile negli anni 50,60,70 nemmeno c'era la democrazia,anch'io penso che Marcofalco si sia un pò impogado,ma la sua affermazione si può interpretare,innanzi tutto penso si possano più facilmente perdonare gli errori di una democrazia poco più che ventenne,rispetto ad una democrazia 65enne.Dalla nostra televisione ,sono sparite le poche voci discordanti,i nostri politici non solo sono liberi,ma continuano a riempirsi la loro grande pancia,nonostante tutto.Il capitolo chiese?tralasciando ogni tipo di discorso a riguardo la multinazionale vaticana,io da ateo penso che le varie chiese qui in Brasile svolgano un compito socialmente utile.....ruberanno soldi?? si sicuramente,ma vedo che le fascie di popolazione più indigenti,spesso riescono a stare fuori da droga e malavita,grazie alle chiese.E per ultimo,una cosa che mi meraviglia e mi affscina,perchè ritengo che in Italia non sia mai successo e mai succederà,il populista e forse ex analfabeta Lula, secondo me è stato un grande presidente,e nelle ultime elezioni Dilma non ha vinto alla prima tornata, semplicemente perchè un'altra ex povera analfabeta (Marina)ha raggiunto se non erro il 10% di preferenze.Bè questo forse a torto o forse a ragione, mi dà l'impressione di qualche cosa veramente democratico,sopratutto se messo a confronto del nostro famigerato ed imbattibile pentapartito della prima repubblica,o del nostro altrettanto famigerato sistema elettorale attuale che dà modo a mafiosi,corrotti,corruttori e signorine belle cosce di essere elette/i.

    RispondiElimina
  38. La Verde Marina Silva ha preso il 19,9% di voti al primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane. Classe 1958, laureata in storia dopo essere stata analfabeta fino ai 16 anni, Marina Silva è figlia di seringueiros: quei poveri raccoglitori di gomma dell'Amazzonia che per difendere gli alberi da cui ricavavano la loro fonte di sostentamento si sono dovuti trasformare in una attiva lobby anti-disboscamento alleata degli indios. In particolare Marina fu compagna di lotta del loro popolare leader Chico Mendes, il cui omicidio proiettò l'attenzione mondiale sui problemi delle foreste pluviali, prima di diventare nel 1994 senatrice: primo seringueiro ad essere eletto al Congresso. Ministro a sua volta di Lula, dal 2003 al 2008 è stata titolare dell'Ambiente, riuscendo a ridurre la deforestazione del 59%.

    Queste secondo me, a prescindere dalle rispettive convinzioni politiche, sono le concrete ed inconfutabili testimonianze di concreta passione politica e di altissima democrazia brasiliana, del suo buon funzionamento, a prescindere dall'esistenza dei mafiosi latifondisti pur rappresentati dalle destre in parlamento.
    Un paese dove si costringono alle dimissioni ben 7 ministri della repubblica in un solo anno sulla base di inchieste di stampa (chi fa più giornalismo d'inchiesta in Italia??) e dove non ci si sognerebbe neppure lontanamente, ad esempio, di nominare presidente del Senato un putrido avvocato di mafia. Senza parlare di ladri, giocolieri, nani e ballerine che ci hanno portato al ridicolo mondiale.
    Senza contare gli schifi perpetrati per secoli dal Vaticano, massimo emblema del parassitismo e regno della vera mafia, la cui propaganda siamo costretti a subire tutti i giorni in televisione.
    Dopo i primi 20 anni di dopoguerra in cui, grazie alla ricostruzione e al piano Marshall, anche solo fabbricando chiodi si facevano soldi a palate, l'Italia ha iniziato il proprio declino, morale, sociale, produttivo, economico, politico a 360 gradi, oggi giunto a saturazione.
    Il problema dell'Italia sono gli italiani che, specie oggi, sono in grado di esprimenre solo questa classe dirigente, sia a livello politico che manageriale, che si è presa ormai gioco anche della democrazia.
    Viceversa i brasiliani, pur giovani e tra tante difficoltà dovute ai secoli di colonizzazione selvaggia (anche dell'FMI), riescono ad esprimere anche situazioni diverse e soprattutto riescono a scandalizzarsi e a reclamare per i loro diritti, cose queste che l'Italia tronfia dei presunti fasti del passato (ma poi quali? forse quelli di epoca romana?) non è assolutamente più in grado di fare.
    E' inutile fare raffronti storicamente improponibili e inutili, le cose vanno viste in prospettiva futura e non c'è assolutamente paragone da fare. Si vede chiaramente su quale sponda dell'oceano pende l'ago della bilancia della civiltà e della democrazia di oggi e soprattutto di domani.
    Caro Gianni, ti assicuro che io per anni ho percorso a piedi alle 2 del mattino copacabana e ipanema anche da solo e non sono stato mai assaltato e non sono convinto che potrei vantare lo stesso primato se lo avessi fatto sulle spiagge di Ostia. Ma questo cosa c'entra con la democrazia?

    RispondiElimina
  39. Ciao, Mi chiamo Stefano, faccio parte di quell'odiatissima cattegoria di lavoratori che si chiamano tassisti !
    Stanco di essere additato come uno dei principali artefici del dissesto finanziario italiano stò seriamente valutando di emigrare in Brasile, un mio amico non che ex collega si è appena trasferito vicino a Natal, precisamente a Praia de Pipa, anch'io come Gianni ho dei dubbi, derivanti dal fatto di dovermi trasferire con tutta la famiglia (moglie e figlio).
    Prima di fare il tassista facevo il cuoco, quindi mi orienterei, come nuova attività, verso un ristorante.
    Conoscete la suddetta località? Pensate che prendere in gestione un ristorante sia fattibile economicamente? Quali sono le procedure per ottenere un visto permanente? Scusate le molteplici domande, ma prendere simili decisioni non è mai facile, quindi chiedo per farmi un idea delle difficoltà da affrontare, visto che alcuni di voi hanno già fatto un passo simile. Grazie per eventuali risposte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Stefano

      Pipa è una delle spiagge più rinomate del litorale sud di Natal ed anche tra le più care . Non trascurerei nemmeno l'ipotesi del tassista ma hai bisogno di conoscere bene il portoghese oltre che le strade cittadine . Il visto permanente è chiaramente indispensabile e puoi conseguirlo rivolgendoti direttamente alla organizzazione di Vivereinbrasile che opera appunto a Natal . Per i dettagli puoi scrivere alla e-mail seguente : vistobrasile@gmail.com .Non esistono complicazioni da affrontare solo un poco di pazienza .

      Si tratta di costituire una Società con oggetto sociale opportuno e trasferire ufficialmente sul suo conto un capitale minimo di R$150000 . La richiesta di visto va fatta per tutti i membri della famiglia contemporaneamente e richiede un tempo di processamento totale di circa 6 mesi . Il visto , pubblicato sulla Gazetta Ufficiale brasiliana va ritirato in Italia al Consolato Brasiliano più prossimo ( Roma o Milano ) , successivamente bisogna venire in Brasile ed andare alla Polizia Federale per i controlli finali e la consegna delle Carte di Identità ( CIE ).

      Elimina
  40. ciao sono una mamma di una bimba piccola e insieme a mio marito stiamo valutando di trasferirci in Brasile. qui in Italia abbiamo un'attività di artigianato che ormai volge al termine causa tasse e poco lavoro; abbiamo qualche conoscente brasiliano che ci parla bene del sud del brasile come stile di vita e come costi di vita. sinceramente come donna ho una gran paura e vorrei delle vostre opinioni sulla situazione odierna. pensavamo di andare a vedere con i ns occhi per un mesetto e in caso comprare una casa/appartamento senza strafare magari all'inizio tenerlo per affittarlo e in caso averlo per poter poi scappare nel caso qui la situazione peggiori come temiamo avverrà. ci piacerebbe aprire un'attività magari di panificio/pizzeria.
    paure principali:1 criminalità (avendo anche una figlia piccola) 2 incertezze sull'investimento da fare 3 costo vita e ..questa non è solo una paura... mancanza di tutti gli affetti familiari ai quali sono abituata.
    aspetto vs risposte se c'è anche qche donna meglio
    grazie 1000
    :)

    RispondiElimina

Lasciate qui un vostro commento