lunedì 30 maggio 2011

Fratelli d'Italia , l'Italia s'è desta !

Sto assistendo al divertentissimo TG di Emilio Fede che annuncia la sconfitta di Milano e di Napoli . Circondato da giornaliste e personaggi della politica rigorosamente di sesso femminile cerca di arrampicarsi sugli specchi per darsi una spiegazione di quello che è accaduto ,

Da solo questo spettacolo mi ripaga delle tante ore di volo in classe economica dal Brasile in Italia !

Sconfitta nettissima dei candidati del Governo in carica , specialmente a Napoli dove De Magistris ha letteralmente " scassato " .

Oggi è iniziata ufficialmente la liberazione dell'Italia dal dominio mediatico di Berlusconi &C . Ne vedremo delle belle a partire da domani .




Grecia : fuga dei capitali


ATENE - «La Grecia fuori dall´euro? Un´ipotesi che non sta in piedi», assicura il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. Il fantasma di un ritorno alla dracma - agitato con disinvoltura persino da qualche membro della maggioranza socialista - ha rilanciato però uno degli sport nazionali ellenici: la fuga di capitali. Il 2010, al riguardo, era stato un anno olimpico, chiuso con un risultato da sogno (o da incubo, dipende): da gennaio a dicembre - complice lo scoppio della crisi - armatori, banchieri privati ma anche semplici cittadini avevano fatto sparire dai loro conti correnti, spostandoli spesso all´estero, qualcosa come 30 miliardi di euro.

«Una parte importante (circa il 12 per cento) dei depositi totali», ha ammesso il governatore della Banca centrale ellenica George Provopoulos nella sua ultima relazione. A inizio 2011 l´emorragia sembrava tamponata. Il nuovo corto circuito finanziario delle scorse settimane e lo spettro della vecchia valuta ellenica hanno però riaperto le cataratte. «Gli sportelli degli istituti segnalano un anomalo boom dei prelievi da 500 euro», dice una fonte del ministero delle Finanze. I blog ellenici parlano di un´impennata di sequestri valutari all´aeroporto internazionale di Atene. La grande fuga è ripartita. «Tra gennaio e aprile altri 8 miliardi sono emigrati oltre frontiera», è il calcolo di Dimitris Kouselas, segretario al ministero delle Finanze, che stima in 280 miliardi di euro - il 120% del prodotto interno lordo - il valore dei capitali greci custoditi sotto l´ombrello del segreto bancario elvetico.

«Io sono tranquilla - minimizza per non destare sospetti Ioanna Kaminis, in coda davanti al bancomat della Piraeus Bank di Panapistemiou - La gente però ha paura di ritrovarsi dalla sera alla mattina il conto in banca congelato e i risparmi sforbiciati in nome del bene del Paese. In Islanda è successo così». Chi può, allora, ritira e cerca di nascondere il gruzzoletto lontano dall´occhio del governo.

«Imprenditori e grandi imprese sfruttano meccanismi già ben oliati in passato», raccontano i tecnici del ministero delle Finanze. Spostando i soldi a Cipro o nelle filiali elleniche di banche estere. Gli altri si arrangiano come possono. «Quasi tutti i miei amici hanno nascosto i loro risparmi a casa. Pensano sia più sicuro», dice Kaminis. L´allarme, per banche già a corto di liquidità, è rosso.

E il governo ha provato a mettere qualche paletto. Papandreou ha varato lo scorso anno uno scudo fiscale ad hoc (tassazione light al 5% per i capitali di rientro) ma come prevedibile - vista la situazione nazionale - è stato un mezzo flop: in patria sono tornati la miseria di 500 milioni. Fallite le buone maniere, il premier ha deciso di passare alle cattive. «Stiamo negoziando un accordo bilaterale con la Svizzera per stanare i ladri di capitale», conferma il ministro alla Protezione dei consumatori Christos Papoutis.

L´arma letale contro i furbetti del prelievo però è la nuova task force anti-frode messa in piedi pochi giorni fa dal governo con poteri straordinari e affidata a Ioannis Diotis, il supermagistrato che con le sue inchieste ha smantellato il movimento terroristico 17 novembre. «Gli studi internazionali dimostrano che il "nero" in Grecia è pari al 25-30% del prodotto interno lordo, qualcosa come 15 miliardi evasi l´anno», calcola il ministro delle Finanze George Papaconstantinou. (quisquilie rispetto all'evasione italiana ...). Soldi illegali che in buona parte si fanno una seconda vita oltre frontiera. «Recuperarli significa garantire il futuro del nostro Paese», conclude il ministro.

Belle parole. In attesa di fatti però, i greci sono in coda agli sportelli. Ad Atene, purtroppo, la crisi corre (per ora) più veloce dei buoni propositi del governo. E la banca più sicura, in attesa di tempi migliori, è di nuovo il materasso.

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venerdì 27 maggio 2011

2 Giugno : Festa della Repubblica


Il 2 Giugno si celebra la Festa Nazionale Italiana . A Natal l'associazione ACIBRA , L'Istituto Madrelingua , il ristorante da Gianni a Pontanegra ed il Beach Resort vi aspettano per le manifestazioni .

Il giorno 2 Giugno, subito dopo la caduta del regime fascista, gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere tra il sistema monarchico e la democrazia. La partecipazione democratica vinse e a partire da questo anno gli italiani hanno cominciato a commemorare la Festa della Repubblica in questa data.

Evento già affermato nel calendario culturale della città, questa nostra festa fa parte delle commemorazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia a Natal, e che si articoleranno come segue:

Giovedì 2 – ore 15:00: insieme al Console d’Italia Francesco Piccione saremo alla Università UnP – Laureate per un intervento aperto agli alunni; alle ore 19:00 il Console riceverà le autorità locali presso il D Beach Resort e alle 20:00 incontrerà la comunità italiana e i simpatizzanti presso il ristorante Gianni’s per un cocktail “vino&pasta”.

Venerdì 3 giugno – ore 20:00 – 12ª edizione del nostro evento Tutti a tavola! – Festa di immagini, musica e sapori tipicamente italiani! Nel corso dell’evento filmati sull’Italia accompangneranno la festa; ci sarà musica dal vivo con il cantante italiano Sandro e la gastronomia avrà il suo grande spazio con un buffet di 15 pietanze di cucina italiana!

Storicamente l’operosità degli italiani all’estero ha caratterizzato la nostra presenza nei paesi di accoglienza. Anche Natal, in questi ultimi anni, ha accolto con la sua ospitalità sempre più italiani che l’hanno scelta per viverci e qui lavorare. In questo senso il Centro di Cultura Italiana MadrelinguA e l’Associazione Culturale Italo-Brasiliana di Rio Grande do Norte pesentano questo evento come un’ulteriore opportunità per le due comunità affinché si incontrino e rafforzino i legami che le uniscono.



sabato 21 maggio 2011

Fratelli d'Italia


Sono in procinto di rientrare per un mese in Italia da dove potrò scrivere finalmente qualcosa di buono sul Bel Paese per la consolazione dei vari Max , Maxximo ( Accaniti critici del Brasile che purtroppo per loro ci vivono ) e via dicendo .

Ecco però alcune nubi addensarsi all'orizzonte .L'ultima azienda per cui ho lavorato . la Unicom Spa e che era in liquidazione da tre anni senza peraltro aver pagato le liquidazioni ai lavoratori e con la quale io ed altri eravamo in causa proprio per difendere i nostri diritti , è fallita ! Ma come diranno alcuni , ma il giudice in tre anni non ha risolto il banale problema di riconoscere dei diritti ovvi dei lavoratori ? Ebbene no . Tre udienze in tre anni non sono bastate . Ora mi aspetta una nuova causa che nella migliore delle ipotesi si concluderà tra dieci anni .

Viva l'Italia . Tudo bem come direbbe l'amico Paolo Grasso anche lui ammiratore del Bel Paese e che ha lasciato Natal per Gallarate (VA ) assieme alla sua famiglia il mese scorso ... tutto felice .

Ebbene proprio ieri sono venuti a trovarmi da Milano una coppia Pasquale e Paola , entrambi molto cordiali e rigorosamente milanesi nonostante il nome partenopeo di Pasquale , letteralmente in fuga dalla città da bere .

Pasquale , beato lui già in pensione mi ha simpaticamente addossato la responsabilità della loro scelta " la colpa del mio trasferimento a Natal è del tuo Blog " ha dichiarato . " Noi avevamo optato per il Costarica ma dopo aver letto il Blog ed appreso della possibilità di ottenere il visto permanente come pensionato ... " Detto fatto . Prima destinazione brasiliana della loro vita la cittadina di Pipa , a pochi chilometri da Natal . Amore a prima vista e decisione di trasferirsi definitivamente entro fine anno .

Ma torniamo al mio viaggio di rientro , decido di prenotare una macchina da Roma a Napoli visto che il volo diretto per Napoli non c'è . Prenoto una vettura economicissima , la Panda due porte per un giorno alla Hertz : 125 euro ovvero 287,5 R$ con soli 150Km inclusi ! Ma come ... abbiamo sempre detto che le auto in Brasile sono care mentre in Italia te le regalano ! In più da Roma a Napoli mi toccherà pagare oltre 20 euro di autostrada altri 70 R$ ! Con gli stessi soldi affitto una utilitaria a Natal per una settimana a chilometraggio illimitato .

Tudo bem , viva l'Italia . Ciao Paolo .

PS : Scopro , leggendo il sito della Hertz che alcune vetture non possono essere prenotate se si viaggia nel Sud Italia ... probabilmente è lo stesso motivo per cui le assicurazioni auto al Sud sono esose più di un Banca Brasiliana . Comunque , come osservatore esterno , non posso non sorprendermi .

Festeggiamo i 150 anni della unità d'Italia ed ammettiamo ancora queste discriminazioni ?


venerdì 20 maggio 2011

Grecia : un passo dal default !

Fitch declassa rating Grecia
"B+" con implicazioni negative

L'agenzia abbassa di tre gradini dal precedente BB+ e aggiunge: sotto osservazione per nuove possibili bocciature. Preoccupa l'attuazione di radicali riforme fiscali. Senza nuovi aiuti dalla Ue e dal Fmi, potrebbe arrivare un ulteriore taglio a CCC. La Lagarde: "Il Paese è a rischio default". Chiusura negativa per le Borse europee

ROMA - Fitch ha tagliato a 'B+' il merito di credito della Grecia, abbassandolo di ben tre gradini dal precedente 'BB+'. Lo comunica la stessa agenzia di rating in una nota, spiegando che il suo giudizio è in "rating watch negativo", sotto osservazione, cioè, per possibili nuove bocciature. L'agenzia ha spiegato la decisione affermando che "il calo riflette le sfide di fronte alla Grecia nell'attuazione di un programma di riforme radicale a livello fiscale e strutturale necessario per garantire la solvibilità dello stato e le basi di una ripresa sostenuta". Confermato a B il giudizio sulle emissioni del debito a breve.

Senza un nuovo programma d'aiuti alla Grecia interamente finanziato dall'Unione europea e dal Fondo monetario internazionale, Fitch potrebbe nuovamente tagliare il rating greco portandolo alla categoria 'CCC', "che indica alta probabilità di default", scrive ancora in una nota l'agenzia, aggiungendo che la "ristrutturazione soft" adombrata dall'Unione europea, cioè una dilazione delle rate sul debito, sarebbe considerata un evento di default.

E non rasserenano le parole pronunciate dal ministro delle Finanze francese Christine Lagarde, data come favorita per la successione di Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale, che, in un'intervista al quotidiano austriaco Der Standard citata dall'agenzia Bloomberg, afferma che la Grecia è a rischio default , aggiungendo che " i ministri finanziari europei hanno espresso forti dubbi riguardo ai lenti progressi " compiuti da Atene nel processo di risanamento finanziario. Lagarde ha sottolineato in particolare come la Grecia stia portando avanti troppo lentamente il programma di privatizzazioni. Al tempo stesso, il ministro francese ha escluso l'ipotesi di una ristrutturazione o riscadenzamento del debito greco ma anche chiarito che "non si è mai pensato" a una uscita della Grecia dall'euro.

L'annuncio di Fitch fa scivolare le borse europee che concludono la seduta in calo. Chiusura negativa per la Borsa di Milano, che si ferma sui minimi di giornata con il Ftse Mib in calo dell'1,5 per cento a 21.236 punti e l'All Share dell'1,37 per cento a 22.004. L'Ftse100 di Londra limita i danni e cede lo 0,13 per cento a 5.948,49 punti sostenuto dalla buona performance del titolo Bp, che è riuscita a scaricare su Mitsui un miliardo dei costi del devastante disastro ambientale causato nel Golfo del Messico. Il Dax di Francoforte perde l'1,24 per cento a 7.266,82 punti, il Cac40 di Parigi arretra dello 0,92 per cento a 3.990,85 punti. Particolarmente pesante Atene, che segna un calo del 2,1 per cento a 577,61 punti. Lascia sul terreno l'1,45 per cento a 10.226,6 punti l'Ibex di Madrid che sconta l'avvicinarsi delle elezioni regionali, che vedranno molto probabilmente uscire sconfitto il Pse del premier Josè Luis Rodriguez Zapatero.

I timori per la crisi del debito greco spingono in ribasso l'euro, che chiude le contrattazioni a 1,4157 dollari, vicino ai minimi di seduta. La moneta comune arretra anche sullo yen a 115,67. Stabile a 81,67 il cambio dollaro/yen.

Fonte : La Repubblica

martedì 17 maggio 2011

Carlo di Franco : dalla LUISS al Brasile

Vi segnalo l'ultimo interessante articolo dell'amico Carlo di Franco sulla rivista di Geopolitica Limes . Carlo di Franco vive a Salvador di Bahia ed è un esperto di commercio estero e finanza internazionale . Ci siamo conosciuti ai tavolini del Bar/ Lan House di Nicola , un napoletano trapiantato al Porto da Barra di Salvador . Carlo non ha affatto l'aspetto serioso dell'esperto internazionale ma ha studiato in una delle più prestigiose università private della Capitale : la LUISS ed anche lui , come tanti amici , cerca una sua dimensione al di fuori dell'Italia .



Il «male olandese» ha contagiato il Brasile?

di Carlo Di Franco
RUBRICA BRASILIANA. Una crescita economica da far invidia, un mercato vibrante, una potenza in ascesa. Ma a causa dello sfruttamento delle risorse naturali Brasilia rischia la deindustrializzazione.


(Carta di Laura Canali tratta da Limes QS 1/2007 "Brasile la stella del Sud" - clicca sulla carta per la possibilità di ingrandire)


Potete scommetterci: passata la sbornia del carnevale e tornati dalle ferie estive, l’argomento del giorno nel dibattito politico-economico prenderà spunto da due notizie apparentemente contrastanti.


Entrambe hanno
relazione con i paesi ricchi d’Europa e Nord America, relazione da sempre vissuta con soggezione. La prima notizia riguarda i dati del pil e le relative graduatorie internazionali.

Secondo i dati dell’Istituto brasiliano di geografia e statistica (Ibge), l'economia brasiliana ha chiuso il 2010 con una crescita del 7,5%.

In confronto ad altri 16 paesi, il ritmo di espansione del Brasile perde solo rispetto a Cina (10,3%) e India (8,6%), mentre sorpassa quello di Corea del Sud (6,1%), Giappone (3,9%), Usa (2,8%) e area Euro (1,7%).


La posizione nei
ranking internazionali è la novità riportata da tutti i media brasiliani. Secondo Fmi e Banca Mondiale (dati provvisori), il pil brasiliano per parità dei poteri d'acquisto (Ppa) è il settimo al mondo, avendo scavalcato nel 2010 Francia e Regno Unito.

Per chi fosse rimasto ancorato a vecchi schemi, ricordiamo le prime dieci posizioni: Usa, Cina, Giappone, India, Germania, Russia, Brasile, Regno Unito, Francia e Italia.

La graduatoria del pil nominale (quindi non influenzato dal livello dei prezzi interni) non modifica molto le cose: la stampa economica brasiliana ha rilevato in questi giorni che, grazie ad alcune correzioni contabili, il sorpasso sull’Italia dovrebbe essere avvenuto già nel 2010, senza aspettare il 2011, come invece era previsto dal Fmi.

La posizione brasiliana, quindi, sarebbe sempre la settima, guadagnando rispetto alla precedente graduatoria su India e Russia e perdendo su Francia e Regno Unito.

La seconda notizia è nell’inchiesta Brazil’s carnival is “made in China” pubblicata il 6 marzo dal Financial Times. Conformemente ai dati degli importatori tessili, «circa l’80% dei costumi in mostra nei festival del carnevale brasiliano quest'anno è stato importato quasi esclusivamente dalla Cina».


«Dalle creazioni più tradizionali ostentate dalle scuole di samba concorrenti alle maschere indipendenti degli Elvis Presley o Osama bin Laden, la stragrande maggioranza è stata confezionata con poliestere e nylon cinese, oltre a qualche pezzo dalla Corea del Sud», mentre solo 15 anni fa erano interamente di origine locale.

Una fornitrice intervistata tenta una spiegazione: «c'è stata, nel corso degli anni, una mancanza di nuove attrezzature e di investimenti nel settore tessile. La domanda ora è così forte che non si riesce a starle dietro». È uno dei maggiori problemi del Brasile: la «maledizione delle risorse naturali», ovvero il rischio di deindustrializzazione collegato allo sfruttamento di risorse naturali.

È il «male olandese», un fenomeno così chiamato da quando l'Economist nel 1977 utilizzò il termine «Dutch disease» per descrivere il processo di declino del settore manifatturiero nei Paesi Bassi dopo la scoperta di grandi giacimenti di gas naturale. La tesi, in estrema sintesi, è che l’esportazione di grandi quantità di risorse naturali causa un massiccio afflusso di valuta estera.

Il conseguente apprezzamento della valuta locale provoca così una riduzione della competitività esterna dei prodotti del settore industriale, stimola l’importazione di beni stranieri concorrenti e un processo di deindustrializzazione interno.

In Brasile, la preoccupazione per questo fenomeno è emersa negli ultimi anni con la crescita di esportazioni di materie prime agricole e minerali e, in realistica prospettiva, con la possibilità di esportare grandi quantità di biocarburanti (principalmente etanolo) e petrolio, a partire dallo sfruttamento operativo dei giacimenti del Pré-sal recentemente scoperti, che proietteranno il paese tra i massimi produttori mondiali.

Alcuni segnali confermano questa probabilità: il peggioramento della bilancia commerciale industriale, specialmente per i beni di media e alta intensità tecnologica, contemporaneo a una fase di forte crescita economica che si riflette soprattutto in consumo di beni importati.

Con mirabile sintesi mi spiega il Prof. José F. Vinci de Moraes, economista dell’Università Espm: «Noi non possiamo sostenere questo tasso di crescita del 7,5% annuo. Il tasso di investimento ancora non raggiunge il 20% del pil, mentre in Cina, è stato del 41% nel 2010. I consumi non smettono di crescere ma la produzione nazionale non può tenere il passo della domanda, e noi stiamo comprando sempre più prodotti importati, il che spinge al disavanzo esterno, ma aiuta anche a contenere l'inflazione».

Fino agli inizi degli anni Novanta l'economia brasiliana era immune al male olandese, neutralizzato attraverso meccanismi di protezione che compensavano l’apprezzamento del tasso di cambio, reminescenza di un modello di politica industriale “di sostituzioni delle importazioni” che vigeva dagli anni Trenta di Getulio Vargas.

Dalla presidenza Collor de Mello in poi, attraverso la liberalizzazione commerciale e finanziaria e la totale flessibilità dei cambi, il paese ha iniziato a presentare esempi notevoli di deindustrializzazione.

Fattori come l'abbandono delle politiche industriale e commerciale e l’apprezzamento del tasso di cambio (usato come strumento di lotta all’inflazione) hanno condotto il Brasile a tornare su una posizione ricardiana, che riflette la sua dotazione tradizionale di risorse.

L’apprezzamento del cambio del real rispetto al dollaro è notevole: il 56% dal valore medio mensile dall’ottobre 2002 (minimo storico) al febbraio 2011.

Anche i negoziati commerciali del Doha Round seguono questa tendenza. Il Brasile ha l’obiettivo di ottenere da Europa e Stati Uniti la riduzione delle sovvenzioni all'agricoltura. Queste ultime chiedono in contropartita la riduzione sostanziale delle tariffe doganali in settori industriali strategici per il Brasile e ciò potrà esacerbare il processo di perdita di competitività dell'industria.

Elaborando gli aggiornatissimi dati del ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero sulla bilancia commerciale di gennaio 2011, si può constatare che in un anno l’export di prodotti primari è aumentato del 64,1%, quello di semilavorati del 35,8%, mentre l’export di manufatti è cresciuto solo del 14%.

Se credete che in un'epoca di crisi e instabilità questo dato possa essere poco significativo e preferite i trend di lungo periodo, considerate che il surplus di 4 miliardi di dollari americani della bilancia commerciale dei soli prodotti manifatturieri del 1992 si è trasformato in un deficit di 9,8 miliardi nel 2007, quando corrispondevano ancora al 52,3% delle esportazioni totali, e nella spaventosa voragine di 70,9 miliardi nel 2010, scendendo al 39,4% del totale.


Bisogna ricordare che grazie ai prodotti primari il paese nel 2010 ha comunque ottenuto un surplus commerciale di 20,4 miliardi di dollari americani. Questa è una sorpresa negativa per quanti ricordano San Paolo come il cuore industriale del Sud America, subcontinente dove spessissimo per molti beni di media tecnologia si potevano leggere le istruzioni solo in portoghese.

Il Brasile ha attraversato un intenso processo di industrializzazione tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Nel 1947, l'industria manifatturiera rappresentava il 20% del pil. Nel 1985, ha raggiunto un picco del 36%, quindi ha cominciato a declinare e attualmente il settore partecipa con meno del 16%.

Parte di questa caduta può essere attribuita a cambiamenti nella metodologia di calcolo del pil, mentre lo stesso processo di terziarizzazione (outsourcing) degli anni Ottanta e Novanta provoca lo “spostamento statistico” di molte attività dall’industria ai servizi.

Vero è che l'industria ha perso spazio nel mondo: in generale, quando le economie crescono e si sviluppano, l’industria perde quota nella composizione del Pil.

Ma questo vale specialmente per i paesi più sviluppati dove i servizi nei settori di istruzione, finanze, cultura, tempo libero e tecnologia richiedono una forza lavoro altamente qualificata, mentre in Brasile la struttura dei servizi è ancora basata sul commercio, spesso informale.

Il timore è che la minore partecipazione dell'industria in Brasile sia associata a una “primarizzazione di ritorno”: invece di avanzare verso un'economia basata sui servizi a valore aggiunto più elevati, il paese si starebbe concentrando nella produzione di materie prime e commodities agricole e minerali.

È presto per dare risposte definitive anche perché è un fenomeno ancora limitato nel tempo e sicuramente influenzato dalla crisi globale del 2008: le esportazioni di prodotti finiti (destinate soprattutto a Usa e al resto del continente) sono state duramente colpite, mentre la crescita accelerata dell’economia ha dato impulso alle importazioni.

Non si deve pensare che queste ultime si concentrino solo nei beni di consumo. Al contrario, gli investimenti sono considerevoli e con essi l’acquisto di macchinari e componenti per l'industria.

Uno studio della Banca nazionale di sviluppo economico e sociale (Bndes) calcola investimenti industriali per 220 miliardi di euro fino al 2013, il che significa una crescita del 60% sul triennio precedente (escludendo l'anno della crisi): è la più grande espansione dagli anni Ottanta.

Ma lo studio non confuta l’ipotesi della “primarizzazione di ritorno” dell'economia. Gli investimenti si concentrano nelle filiere legate alla produzione ed esportazione di materie prime. Quasi il 60% delle risorse previste sarà investito nell'industria petrolifera e del gas.

Il settore dell’estrazione mineraria appare al secondo posto con investimenti previsti per oltre il 10% del totale, destinati a soddisfare soprattutto l'appetito dell’industria cinese. Nulla di sorprendente: tra il 2003 e il 2008, la domanda di Pechino di minerali di ferro è cresciuta mediamente del 25% all'anno!

Non tutti sono pessimisti. Il Prof. D. Kupfer, economista dell’Università federale di Rio (Ufrj), vede un cambiamento strutturale all'interno del settore industriale.

I settori petrolchimico, minerario e agro-industriale (a ben vedere quelli dove il paese presenta ricardiani vantaggi comparativi) si rafforzano, mentre segmenti più tradizionali e meno sofisticati, quali calzature, mobili, manufatti metallici, affrontano difficoltà a competere con i concorrenti cinesi. Un tempo esportatori, oggi sono i più esposti al cambio alto e al costo delle inefficienze brasiliane.

I mutamenti nelle correnti dei traffici commerciali internazionali, accelerati ed evidenziati dalla crisi, possono provocare un processo irreversibile di deindustrializzazione se non governati e se il paese accondiscende al “gioco” dell’industria cinese, che propone un inserimento internazionale passivo, in cui il Brasile assume il ruolo di esportatore di materie prime e d’importatore di prodotti finiti.

Qualcosa bisogna fare, ma cosa? Le proposte sono varie: «misure strutturanti» per favorire le esportazioni, come diminuire i tributi su di esse; riduzione di adempimenti burocratici; azioni volte a contrastare la (presunta) concorrenza sleale di merci cinesi, promuovendo misure compensative; politiche volte a deprezzare il real; riduzione dei carichi che gravano sul costo del lavoro.

Il Bndes ha nei giorni scorsi annunciato che investirà 1,7 miliardi di euro in tre linee di finanziamento per l’acquisto di parti, componenti e servizi tecnologici, per l'innovazione e l'acquisizione di beni di tecnologia dell'informazione fabbricati nel paese.


Nessuna di queste
misure sembra decisiva, almeno fino a quando non vengano risolti i nodi dello sviluppo brasiliano. Le carenze nell’infrastruttura dei trasporti e della logistica e nella formazione della manodopera; l’assenza di una politica scientifica e dell’innovazione tecnologica e per l’acquisto di macchinari efficienti.

La burocrazia inadeguata, il peso dello Stato e la spesa pubblica irrazionale, tra le cause che alzano i tassi d’interesse e il cambio. Ci vuole tempo, impegno e coraggio per affrontare scelte difficili e a volte elettoralmente rischiose.

Fonte . LIMES (21/03/2011)

lunedì 16 maggio 2011

Fare la spesa a Natal


Oggi sono stato al mercatino a fare la spesa di frutta e verdura . Ho speso 16 R$ , ovvero circa 7 euro ed ho comprato due chili di acerola , una specie di ciliegia senza nocciolo da cui si ricava un succo delizioso ricchissimo di vitamina C , un chilo di cajà , un chilo di carote e beterraba ( barbabietola rossa ) , tre insalate , tre melenzane , due chili di arance , un chilo di limoni , basilico , due chili di pomodori tipo San Marzano .

Alla fine sono passato per il mercato del pesce ed ho comprato una cioba , una specie di dentice , di un chilo e trecento grammi per 20 R$ che ho preparato al forno con un battuto di prezzemolo , aglio ed olio extravergine .

Nella foto vedete l'insalata che ho preparato con alcuni degli ingredienti acquistati : costo approssimativo : 1 euro . Chi vuole capire capisca .


sabato 14 maggio 2011

Italiansinfuga

L'amico Aldo Mencaraglia di Italiansinfuga mi ha chiesto di diffondere il suo messaggio video in cui invita tutti coloro che sono interessati ad emigrare , non necessariamente in Brasile , ad iscriversi alle sue newsletters .

venerdì 13 maggio 2011

Venerdì 13 : Blogger è fuori uso !


Certo non si può far finta di nulla . Oltre ad essere stato bloccato per 18 ore la piattaforma Blogger di Google ha anche " dimenticato " tutto quello che è stato scritto ieri 12 Maggio . Nè possiamo ignorare che quanto è successo è accaduto proprio oggi : venerdì 13 , un giorno speciale ... per chi ci crede .

Comunque sia un brivido corre lungo la schiena al solo pensiero che tutto il lavoro di due anni di Blog : Vivere in Brasile possa sparire così da un momento all'altro : puff !





Natal : apre il Brazil National Tourism Market

Por ocasião da abertura da Brazil National Tourism Market (BNTM), o secretário estadual de Turismo, Ramzi Elali, disse, ontem à noite, que o governo do Estado vai trabalhar para que o Rio Grande do Norte tenha a capacidade de captar, em 2011, o número de turistas estrangeiros 10% a mais que o número de 1,5 milhão de visitantes do ano passado. Para tanto, Elali informou que a sua pasta vai focar na captação de turistas do Peru, Chile e Uruguaia, que se juntarão aos argentinos, que há muito tempo “já são de casa”. Ramzi Elali disse que em virtude da crise financeira na Europa e também devido a questão cambial, por causa da valorização do real, a moeda brasileira em relação ao dólar americano e ao euro, os turistas europeus e americanos estão diminuindo a vinda ao Brasil e à Região Nordeste.

Júnior SantosSecretário Ramzi Elali: foco voltado para a captação de turistas no Peru, Chile, Uruguai e na ArgentinaSecretário Ramzi Elali: foco voltado para a captação de turistas no Peru, Chile, Uruguai e na Argentina
A 20ª BNTM é o encontro entre empresários e operadores com o objetivo de vender produtos nordestinos nos mercados nacional e internacional. A feira anual é organizada pela Comissão de Turismo Integrado do Nordeste (CTI/NE) com apoio do Ministério do Turismo (Mtur). Pela estimativa dos organizadores, a BNTM vai reunir 500 operadores internacionais e 600 fornecedores do mercado nacional e gerar negócios da ordem de US$ 260 milhões. Participam também da abertura do evento a governadora do Rio Grande do Norte, Rosalba Ciarlini, e a prefeita de Natal, Micarla de Sousa. O evento ocorre até o próximo domingo (15), e além dos 500 buyers (operadores de turismo) internacionais, contará com a participação de 300 supliers e 100 jornalistas do Brasil e de alguns países.

O ministro do Turismo, Pedro Novais, participou da cerimônia de abertura, tendo vindo a Natal para divulgar o programa Bem Receber Copa, que vai qualificar 306 mil profissionais do turismo até 2013, visando a Copa do Mundo do ano seguinte. O ministro anunciou a destinação de 150 milhões de dólares em financiamentos para o turismo potiguar. Metade desse valor será destinado ao Governo do Estado e a outra metade para a Prefeitura do Natal.

Somente em Natal, foram abertas mais de 2,8 mil vagas para profissionais que trabalham em seis categorias do setor. Foram contemplados os bares e restaurantes; meios de hospedagem, turismo de aventura, locadoras de veículos, transporte aéreo; operadores turísticos e agentes de viagens.

O Bem Receber Copa foi criado em 2010 com o objetivo de qualificar os profissionais do turismo para melhor atender ao turista com foco em grandes eventos esportivos como a Copa do Mundo de 2014 e os Jogos Olímpicos. As ações são executadas em parceria com entidades que fazem parte do Conselho Nacional de Turismo.

O investimento total do Ministério do Turismo nesta ação é de R$ 440 milhões. A meta é capacitar 306 mil profissionais empregados na cadeia produtiva do setor até o fim de 2013. Nessa conta, incluem-se os profissionais da linha de frente, aqueles que têm contato direto com os turistas, em diversas áreas – hospedagem, serviços de alimentação fora do lar, agentes de viagem e receptivo, locadoras de veículos e companhias aéreas, entre outras.

Outro dado importante é que a 20ª edição da BNTM deverá crescer 10% em relação ao ano passado. A informação é do secretário executivo da Fundação CTI Nordeste, Roberto Pereira. Segundo ele, cerca de 60% dos operadores que virão a Natal serão os mesmos que estiveram em Porto de Galinhas, em 2010. Dos novos buyers, 25% serão de mercados considerados tradicionais e 15% de mercados novos para o Nordeste. O objetivo, ainda segundo Pereira, é conquistar novos vendedores para os destinos envolvidos, bem como abrir novos mercados de demanda para o Nordeste. Depois do evento, o Conselho Nacional de Turismo prestou homenagem ao deputado Henrique Alves.

Vittoria dei consumatori a Natal : la benzina diminuisce del 7%

O Ministério Público Estadual (MPE) informou na manhã de ontem, durante audiência pública realizada no auditório da instituição, que desde o início da campanha "Combustível mais barato já" foi verificada uma redução de 7% no valor dos combustíveis vendidos em Natal, passando de uma média de R$ 2,99 para R$ 2,81. Além disso, o comitê gestor da campanha declarou que as ações de fiscalização continuarão a ser realizadas e que novas medidas serão adotadas para manter a campanha. Na última quarta-feira, o ministro de Minas e Energia, Edison Lobão, declarou que a BR Distribuidora, subsidiária da Petrobrás, vai reduzir os preços da gasolina e do etanol entre 6% e 10%. Em Natal, o grupo é responsável por 40% dos postos de combustíveis da cidade, segundo informações do MP.


Para organizadores, campanha mostrou poder de mobilização da sociedade Foto: Fábio Cortez/DN/D.A Press
Durante a reunião, o promotor de Defesa do Consumidor, José Augusto Peres, declarou que o sucesso da campanha se deve à participação efetiva da população e de um engajamento positivo do poder público. Tendo como resultado a queda de 7% no valor do combustível, segundo o último levantamento feito pelo Procon municipal, a campanha deve servir de exemplo para outras mobilizações. "A lição que fica é que é possível termos mais força com uma sociedade unida e dentro da lei".

Segundo pesquisa feita pela Agência Nacional do Petróleo (ANP), Natal é a capital do Nordeste que apresenta a maior margem de lucro sobre o combustível comercializado. De acordo com o representante da Ordem dos Advogados do Brasil (OAB/RN), Samuel Gabbay, o lucro médio em João Pessoa (PB) é de R$ 0,30, enquanto na capital potiguar esse valor pode chegar a R$ 0,50. Ele informou que essa diferença pode ocorrer por alguns fatores, dentre eles questões referentes à logística do produto.

Além de manter a monitoração dos preços dos combustíveis em Natal, o comitê da campanha "Combustível mais barato já" pretende reavaliar o valor do Imposto sobre Circulação sobre Mercadorias e Serviços (ICMS) cobrado junto ao governo doestado e apresentar uma proposta de lei, junto a prefeitura de Natal para que seja permitido a criação de postos de gasolina em supermercados da cidade. Outra proposta é de elaborar um projeto para que seja estipulada uma distancia mínima entre os postos de gasolina, para que seja ampliada a concorrência entre os empresários.

Il Governo cede alla lobby dei costruttori di automobili


O governo decidiu impor barreira à importação de veículos prontos, informou o Ministério do Desenvolvimento Indústria e Comércio nesta quinta-feira. A medida tem aplicação imediata. Mais cedo, uma fonte do ministério havia dito que a medida se aplicaria também a autopeças. Os componentes importados para automóveis, porém, não serão atingidos.

A decisão ocorre em meio à escalada na importação de automóveis e à desvalorização do dólar ante o real, que tem afetado a competitividade de exportações das montadoras nacionais e favorecido as importações.

Anteriormente, as licenças para as importações eram em sua maioria automáticas. Agora, os pedidos serão analisados em um prazo de até 60 dias, seguindo regras da Organização Mundial do Comércio (OMC).

No primeiro trimestre deste ano, a importação de veículos teve aumento de 50% em relação à igual período de 2010 - o total negociado saltou de US$ 1,58 bilhão para US$ 2,36 bilhões.

Em abril, a participação de veículos importados no total das vendas de novos automóveis no país foi de 22,2%, ante 17,9% um ano antes e 13,3% em 2009.

A medida do governo afetará principalmente Argentina, Japão, Coreia do Sul, Estados Unidos e México, os principais exportadores de veículos ao Brasil. O governo argentino considerou a medida do governo brasileiro intempestiva e disse que ela afeta 50% do comércio bilateral.

Em 2010, o Brasil foi o quarto maior mercado de vendas de automóveis do mundo e o sexto maior fabricante, segundo dados da Anfavea, entidade que reúne as montadoras instaladas no País.

A importação de veículos já é submetida a uma alíquota de até 35% sobre o valor do produto, à exceção daqueles oriundos de países com os quais o Brasil tem acordos de comércio.

A assessoria de imprensa da Associação Brasileira das Empresas Importadoras de Veículos Automotores (Abeiva) afirmou que a entidade "precisa de mais detalhes sobre a medida" antes de se pronunciar.


giovedì 12 maggio 2011

Vivere in Brasile : le vostre storie /7

L'amico Sergio mi segnala il suo nuovo blog :http://wwwvivereingoiania.blogspot.com .

Ciao a tutti ,

ho creato questo blog perche tra circa un anno mi trasferisco in Goiania con mia moglie,lei è di Sao Paolo,ma la sua famiglia vive in Goiania. Sono sposato con lei da più di 16 anni,e,dopo varie vicissitudini qui in italia ,abbiamo preso questa decisione;vorremmo aprire una lanchonette,pizzeria(visto che io sono gastronomo -pizzaiolo-)

Ho 48 anni e ho ancora tanta voglia di lavorare,li abbiamo comperato un appartamento proprio nel centro di Goiania,Vorrei entrare in contatto con la gente del posto,ed sapere di esperienze vissute anche di persone che non abitano in Goiania, ma che si sono trasferite in Brasile, avere tanti consigli utili ,in particolar modo su come è avvenuto il loro trasloco,sdoganamento del container eventuali spese da pagare per il trasporto del container da Santos a Goiania;se e consigliabile comprare un negozio subito oppure prima prenderlo in affitto,quanto potrebbe costare comprarlo e,sapere come sono strutturati gli affitti per locazione commerciale(in italia quelli standart sono 6anni +6 ).

Abbiamo saputo che in Brasile bisogna stare molto attenti prima di prendere in affitto un negozio perche il proprietario se si accorge che lavori tanto puo aumentarti repentinamene l'affitto.Poi anche sulle condizioni sanitarie,se meglio fare un piano de saude oppure se affidarsi al SUS....faccio presente che qui in italia l'assistenza sanitaria non è piu come una volta, mesi per avere una consulta quasi gratis, ma una settimana dopo se a pagamento.

Dopo tagli ,tagli,e ancora tagli alla sanita anche qui è diventato uno schifo.E per finire vorremmo sapere della vita in Goiania ....noi ci andiamo circa ogni 18 mesi ma un conto come turisti e un conto viverci.....

INSOMMA scriveteci in tanti,sempre se cortesemente quando ne avete il tempo,risponderemo a tutti e ne facciamo tesoro di tutti i vostri consigli . ......OBRIGADO

Qualcuno lo conosceva ?

Riporto questa notizia che mi è stata segnalata da un lettore nella speranza che qualcuno conosca questo nostro connazionale . Aggiungo che ho trovato in fondo all'articolo originale un commento apparentemente di un conoscente brasiliano .


Um italiano, de 52 anos, foi encontrado morto por volta das 17h50min desta segunda-feira, 9, no distrito de Caponga, em Cascavel. Carlos Fioravante, natural de Roma, morava em uma casa de aluguel e não tinha parentes no Brasil.

A Polícia Militar de Cascavel ainda não sabe as causas da morte do italiano. O corpo de Carlos Fioravante não apresentava sinais de violência.


Commento :
GLORYANE VASCONCELOS FELLE 11/05/2011 12:15

O sr. Carlo Fioravanti serà enterrado no local onde escolheu para viver; Caponga. Proximo ao corpo de sua mao, também morta no mesmo vilarejo de pescadores. Caponga-Cascavel. Querido Carlo, que Deus te receba e te perdoe as tuas falhas e tuas escolhas".