lunedì 27 giugno 2011

Incontro sulla musica napoletana a Natal


Il prossimo 2 Luglio il tradizionale incontro mensile della Associazione ACIBRA è dedicato alla musica napoletana . Non mancate all'incontro che si terrà nell'auditorium della Libreria Siciliano del Midway Mall di Natal





Approfitto della occasione per ricordare anche il Tour del nostro Paolo Fiore che si esibirà a Blumenau il 22 Luglio in occasione dell'evento Festitalia . Ulteriori notizie su Facebook .








domenica 26 giugno 2011

E' brasiliano il nuovo direttore generale della FAO


Il brasiliano Josè Graziano da Silva è stato eletto nuovo direttore generale della Fao, l'agenzia Onu che combatte la fame nel mondo. È il primo rappresentante dell'America latina a guidare l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.

Graziano da Silva ha ottenuto 92 voti contro gli 88 andati al suo principale rivale, l'ex ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos; succederà al senegalese Jacques Diouf, da 17 anni alla guida della Fao. Gli altri quattro candidati in corsa per l'incarico - Franz Fischler (Austria), Indroyono Soesilo (Indonesia), Mohammad Saeid Noori Naeini (Iran) e Abdul Latif Rashid (Iraq) - si erano ritirati al termine della prima votazione.

Ex ministro per la Sicurezza alimentare del presidente Lula, da Silva incarna il programma brasiliano di lotta alla fame 'fome zero' (zero fame), considerato un enorme successo. Mettendo l'accento sulla partecipazione della società civile e sulla parità tra uomo e donna, il programma ha contribuito a far uscire in cinque anni 24 milioni di persone dalla condizione di estrema povertà e a ridurre del 25% la malnutrizione in Brasile. Da oggi, da Silva è chiamato a una sfida più grande: il mondo conta 925 milioni di persone malnutrite e ogni sei secondi un bambino muore per problemi dovuti alla malnutrizione.

Nel suo primo discorso da direttore generale, rivolto all'assemblea dei Paesi votanti della Fao, da Silva ha sottolineato che questa elezione "non è
stata uno scontro Nord-Sud, ma un esercizio democratico". Graziano ha poi rivolto una serie di ringraziamenti,a cominciare dal presidente brasiliano Dilma Rousseff che, come l'ex presidente Lula, ha fortemente appoggiato la sua candidatura a livello internazionale. Ma ha rivolto un pensiero grato anche al blocco elettorale che ha favorito la sua elezione, quello latino americano, quello africano e quello dei Paesi non allineati, senza tralasciare un ringraziamento ai rappresentanti europei che erano invece schierati per Moratinos. Graziano ha anche sottolineato di aver già chiesto la collaborazione degli altri cinque candidati, nel riconoscimento che "per battere la fame ci vuole un impegno veramente comune".

"Attraverso il sostegno ai piccoli agricoltori, il Brasile sta lottando con successo contro la fame. Questa è la ricetta che ci aspettiamo Graziano porti alla Fao", ha affermato Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid, commentando l'elezione.

Fonte : La Repubblica

sabato 25 giugno 2011

Aumenta l'acquisto di immobili da parte degli stranieri


Quello che segue è un interessante articolo sulla situazione del mercato immobiliare a Rio e Sao Paulo . Valori al mq da capogiro , ma parliamo anche di zone di grande prestigio come Ipanema e Leblon .Il mercato è surriscaldato dalla presenza di capitali stranieri speculativi che cercano elevati ritorni oramai introvabili in Europa ed USA .

E' pertanto importante prestare molta attenzione in questo momento a questo tipo di investimento a questi valori . Si parla di 18000 R$ al mq sulla orla di Rio con un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo del 2010 !

Per fortuna qui a Natal il mercato immobiliare è ancora a livelli ragionevoli . Il nuovo si trova ancora a 3000 R$ al mq con picchi di 5000 R$ mentre l'usato da ristrutturare si trova alla metà. Per quanto tempo ancora si manterranno questi prezzi ? Nessuno lo sa ma è certo che un 10% di aumento l'anno è garantito .

Eles não falam português, mas entendem muito bem a linguagem dos cifrões, milhões e polpudos percentuais de retorno. Cada vez mais estrangeiros vêm investindo no setor de imóveis brasileiro, atraídos pela forte expansão da economia. O volume de negociações nas imobiliárias disparou.

Na Sotheby's International Realty, braço imobiliário da casa de leilões inglesa, as vendas devem quadruplicar até o fim do ano, chegando a R$ 400 milhões no país. Já na Bamberg Imóveis o faturamento dos negócios com estrangeiros dobrou no ano passado, quando chegou a R$ 12 milhões, valor que deve novamente crescer 100% este ano. Especializada em imóveis de alto luxo, a Judice & Araujo (J&A) fechou R$ 25 milhões em vendas no estado do Rio para clientes internacionais de janeiro a maio, alta de 150% sobre igual período de 2010.

O perfil é variado e a moeda é o milhão: executivos que vêm morar no país a trabalho; residentes no exterior que passam poucos meses aqui e alugam os imóveis no resto do ano; e interessados em ganhar com a rentabilidade do aluguel ou revender as propriedades. Os valores negociados vão, em média, de R$ 1 milhão a R$ 4 milhões, mas a J&A cita negócios de até R$ 12 milhões.

No Rio, a maioria busca os bairros do Leblon e Ipanema. Segundo o Secovi-Rio, o metro quadrado no Leblon vale hoje R$ 13.997, alta de 44,9% sobre junho de 2010. Na orla, o valor pode saltar a R$ 18 mil. O valor médio do metro quadrado para locação no bairro subiu 38% no último ano, chegando a R$ 52,33.Diante da procura, imobiliárias criaram setores específicos para atender aos estrangeiros e procuram contratar funcionários que, além do inglês, falem até o mandarim. É o caso da Lopes Rio, onde o volume de chineses que batem à sua porta é crescente, reflexo da vinda de empresas como ZTE e Sinopec para terras cariocas.

Na empresa, cada vez mais o atendimento on-line dá preferência a corretores que falem ao menos inglês ou espanhol. Segundo Michael Bamberg, presidente da Bamberg Imóveis, no Brasil a taxa de retorno média é de 12% ao ano, o dobro da média da Alemanha. Outro fator de atração é o preço ainda relativamente mais baixo, se comparados ao de outros países no mundo.


Na Itaplan, o volume de vendas para estrangeiros neste ano deve chegar a R$ 150 milhões, o que representará um crescimento de 32% em relação a 2010. Esse valor sobe para R$ 300 milhões, se forem levados em conta os investimentos em incorporações e empreendimentos imobiliários. Na Sotheby's International Realty, especializada em imóveis de luxo, o Brasil é hoje o terceiro país mais consultado em seu site de vendas, atrás apenas de Estados Unidos e Inglaterra.


A decisão de investir hoje em imóveis deve levar em consideração fatores como a previsão de alta dos juros, que vai elevar o custo do crédito, e até a falta de liquidez, afirmam especialistas. Para o economista Ricardo José de Almeida, professor de finanças do Instituto de Ensino e Pesquisa (Insper), os imóveis se valorizaram muito desde o início da queda das taxas de juros, em 2003, quando o volume de crédito aumentou e a procura cresceu.


Mas ele acredita que a nova rodada de alta da taxa básica de juros leve o investidor de volta a aplicações de maior rentabilidade, ainda que com maior risco:

- A preocupação do governo com a inflação resultará em juros mais altos novamente. O crédito ficará caro e a parcela de financiamento do imóvel, maior, o que fará o preço cair.

Já o professor de Finanças da PUC-SP Fábio Gallo não acredita que investir em imóveis seja uma boa opção para estrangeiros ou brasileiros, devido ao problema da liquidez:

- Ninguém consegue transformar um imóvel em dinheiro de um dia para o outro. Em São Paulo, por exemplo, você pode adquirir um apartamento caro e perder dinheiro se ao redor surgir uma favela.


Mauro Sérgio Oliveira, economista e diretor-presidente da Oliveira Trust - administradora de fundos imobiliários -, também aponta como dificuldades para investir em imóveis a recente alta de preços, principalmente em Rio e São Paulo.

- O mercado está muito aquecido. As pessoas veem conhecidos ganhando dinheiro e querem entrar. Mas é evidente que depois, de uma alta do porte que vimos, o investidor tem que ser cauteloso - diz Oliveira.


Fonte : O Globo

venerdì 24 giugno 2011

O trem do forrò


Poichè mi accusano di catastrofismo eviterò di pubblicare quello che sta succedendo in queste ore al nostro Sistema bancario messo sotto osservazione da Moody ma vi invito ad informarvi sui principali quotidiani . In alternativa immergete ancora più profondamente la testa nella sabbia .

Nel frattempo per alleggerire i toni e restare aderenti al tema del blog annuncio che parteciperò al mio rientro a Natal all'evento : Trem do forrò . Non si tratta di un evento isolato ma una perla della collana delle cosiddette Feste Giunine con le quali le popolazioni contadine del Nordeste festeggiavano l'arrivo delle pioggie e la fine delle secche . Nei paesi dell' interno il culmine si raggiunge con la festa di Sao Joao con la tradizionale accensione notturna di fuochi e falò . Bande musicali di Forrò si scatenano nelle piazze dove scorrono a fiumi cerveja e cachaça e tutti ballano instancabilmente fino all'alba .

Il nordestino , solitamente sonnacchioso e dai movimenti lenti , sembra alimentato da Duracell di grande capacità che invece del costoso litio usano del comunissimo etanolo !

L'evento a cui parteciperò è molto più tranquillo , almeno spero , e si svolge sul trenino che collega Natal alla cittadina di Cearà -mirim . In ogni carrozza una banda di forro ' , tradizionale ballo popolare del nordeste , " delizierà " le orecchie dei partecipanti .

Il treno partirà dalla Stazione della Ribeira alle 17 e giungerà a Cearà -mirim dopo una fermata intermedia ad Estremoz , famosa per la sua suggestiva laguna . Rientro previsto per mezzanotte .

Il divertimento è assicurato e la degustazione di cachaça è inclusa nel prezzo del biglietto che per l'occasione da 50 cent ( Il prezzo di un biglietto da Natal a Caearà -mirim ) passa a 50 R$ , ovvero 100 volte più alto ! Comunque una volta all'anno è lecito impazzire dicevano i latini ( Semel in anno licet insanire ) ... anche se si riferivano al ben più famoso Carnevale .

mercoledì 22 giugno 2011

Concessa l'autorizzazione di permanenza a Cesare Battisti


Ancora un capitolo della tormentata vicenda di Cesare Battisti in Brasile . Oggi il Consiglio Nazionale per la Immigrazione gli ha concesso l'autorizzazione alla permanenza . Non si tratta ancora del visto permanente che deve essere autorizzato dal Ministero degli Esteri .

L'articolo che segue traccia per linee generali il percorso in terra brasiliana di quello che l'articolo definisce : ex-attivista italiano .

O Conselho Nacional de Imigração (CNIg) concedeu nesta quarta-feira (22) a autorização de permanência no país ao ex-ativista italiano Cesare Battisti. O pedido foi aprovado por 14 votos a dois. Ainda foram contabilizados uma abstenção e três ausências. A concessão do visto permanente depende ainda da análise do Ministério das Relações Exteriores.

Como Battisti entrou ilegalmente no país, usando um passaporte falso, o visto é necessário para regularizar sua situação mesmo que o Supremo Tribunal Federal (STF) já tenha validado a decisão do ex-presidente Luiz Inácio Lula da Silva de não extraditá-lo.

Com o visto, Battisti passará a ter os mesmos direitos de qualquer brasileiro, menos aqueles destinados apenas aos cidadãos natos, como votar

O CNIg é um órgão colegiado tripartite ligado ao Ministério do Trabalho. Atualmente, é composto por nove ministérios, cinco entidades que representam os trabalhadores e cinco entidades ligadas aos empregadores. Entre as finalidades do conselho está a formulação de políticas de imigração e resolução de casos excepcionais relacionados a imigrantes.

Em 1988, Battisti foi condenado à revelia à prisão perpétua na Itália pelos assassinatos de quatro pessoas, na década de 1970. Na época, o ex-ativista integrava a organização Proletários Armados pelo Comunismo (PAC). Porém, o ex-ativista nega participação nos crimes. Para os italianos, ele é um criminoso comum, mas no Brasil, é tratado como um perseguido político.

De Paris, Cesare Battisti fugiu para o Brasil, onde foi preso como imigrante ilegal. Desde 2007, estava na Penitenciária da Papuda, em Brasília, à espera do julgamento do processo de extradição.

Em 2009, o Ministério da Justiça concedeu refúgio político ao italiano, reconhecendo o direito de ele permanecer no país. A decisão, contudo, foi invalidada pelo STF e Battisti retornou à condição de extraditando.

No último dia de seu mandato, o presidente Lula decidiu não extraditar o ex-ativista italiano. No dia 8 de junho, o STF manteve a decisão de Lula e determinou a libertação imediata de Battisti.


martedì 21 giugno 2011

I numeri da brivido della previdenza in Italia


Leggendo questo articolo mi è venuto un brivido : 71 pensionati in media ogni 100 occupati con un picco di 81 pensionati ogni 100 occupati al Sud ! La metà delle pensioni è al di sotto dei 1000 euro . Con questi numeri parlare di ripresa dei consumi è una utopia .

Quasi la metà dei pensionati italiani ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro, mentre l'incidenza delle pensioni sul Pil è salita dal 15,38% del 2008 al 16,68%, con un rialzo dell'1,3%. E' quanto emerge dall'indagine Istat sui trattamenti pensionistici nel 2009 secondo la quale il 46,5% dei 16,2 milioni di pensionati italiani (7,7 milioni di persone) ha redditi da pensione complessivi (uno o più trattamenti) per meno di 1.000 euro. Il 14,7% (2,4 milioni) è sotto i 500 euro mentre il 31,8% (5,3 milioni) è tra i 500 e i 1.000 euro. Gli uomini hanno quote più elevate nelle classi di importo mensile più alto; le donne in quelle di importo più basso.

Spesa in crescita e Pil.
Secondo l'Istat, nel 2009, la spesa per le prestazioni pensionistiche è cresciuta del 5,1% rispetto all'anno precedente,
pressoché invariato rispetto all'anno precedente (+0,1%).
Nel 2009 torna a crescere il rapporto fra pensionati e popolazione occupata, con 71 titolari ogni 100 occupati: il rapporto era del 70% l'anno precedente mentre nel 2001 era del 74%. Il carico relativo - spiega l'Istat - è maggiore nel Mezzogiorno, dove il rapporto è di 81 pensionati ogni 100 occupati, mentre presenta il valore più contenuto nelle regioni settentrionali, dove il rapporto è di 66 a 100.

Nord-Sud.
Il 50,7% della spesa per pensioni viene erogata nel Nord Italia, che conta inoltre per il 47,9% delle prestazioni e per il 48,5% dei titolari. Nelle regioni meridionali si rileva il 31,6% delle pensioni erogate e il 31,4% dei pensionati, a fronte di una spesa che raggiunge il 27,8% del valore complessivo; le regioni centrali, infine, detengono quote inferiori, pari al 20,5% in termini di numero di trattamenti, al 20,1% se si guarda ai pensionati e al 21,5% in termini di spesa erogata. Differenze territoriali si rilevano anche con riferimento agli importi medi dei redditi pensionistici. Essi sono più elevati nelle regioni settentrionali e in quelle centrali, con valori rispettivamente pari al 105,9% e 104,7% rispetto alla media nazionale. Nelle regioni del Mezzogiorno, gli importi medi si collocano, invece, all'87,9% del valore medio nazionale.

Fonte . La Repubblica


Moody eleva il rating del Brasile


A pochi giorni dalla notizia che l'Agenzia Moody ha messo sotto osservazione l'Italia per eventuale downgrading del debito , arriva la notizia della elevazione della nota del Brasile da Baa3 a Baa2 .

A agência de classificação de risco Moody´s anunciou ontem que elevou o "rating" (nota de risco de crédito) da dívida soberana brasileira de "Baa3" para "Baa2", com perspectiva positiva. Pelos critérios da Moody´s, o Brasil já é considerado um país "grau de investimento", isto é, mais seguro para investidores e a mudança de nota não altera esse "status". A perspectiva positiva significa que, para uma próxima revisão, há maiores chances de que o "rating" do País melhore novamente. Em seu relatório, a equipe de analistas da Moody´s justifica a melhora da "nota" brasileira citando o "desejo de parte do governo em reverter políticas expansionistas e adotar um viés mais conservador, que aparenta ser mais consistente com uma trajetória de crescimento sustentável", ressalta.

Os especialistas também apontam a expectativa de que a relação dívida pública sobre PIB mantenha uma tendência declinante. Essa relação é uma medida consagrada entre analistas para averiguar a "saúde financeira" de um país, isto é, sua capacidade de saldar seus compromissos financeiros. Alguns dos países da Europa em situação mais problemática "devem" mais de 100% de seu PIB, a exemplo da Itália. No Brasil, essa relação está abaixo de 50%.

Preocupação com crédito Por outro lado, a Moody´s aponta como riscos "o rápido crescimento do crédito" com "pressões inflacionárias crescentes" bem "sinais de superaquecimento da economia". "Através de uma combinação de medidas fiscais e monetárias, as autoridades estão em processo de atacar as condições que provocaram o superaquecimento na economia.

Embora seja cedo demais para averiguar se tais medidas serão suficientes, mostram um supostamente forte compromisso em resolver o problema e conter seus impactos com medidas adicionais, se necessário", acrescentam os analistas, no texto divulgado ontem. Voto de confiança A elevação do rating soberano brasileiro pela Moody´s, cerca de dois meses depois de a Fitch ter dado o mesmo passo, é um sinal positivo sobre as expectativas que as agências de classificação de risco têm em relação ao governo de Dilma Rousseff, avaliam analistas em Nova York.

sabato 18 giugno 2011

Dilettanti allo sbaraglio ?


Ma dove sono adesso tutti i maghi della finanza che per mesi mi hanno accusato di essere un dilettante perchè avevo previsto un cambio euro/real in discesa ?

Una volta terminato l'effetto speculativo Giappone che aveva indotto molti , ma non il sottoscritto , a predire un cambio a 3 , si è tornati con i piedi per terra anzi nella polvere .Nel frattempo la SELIC è aumentata dall'11,75% al 12,25% con ulteriore tendenza all'aumento entro fine 2011 .

Risultato : coloro che hanno avuto fiducia ed hanno investito subito senza aspettare la risalita dell'euro stanno guadagnando ... gli altri rischiano addirittura di perdere i loro risparmi in euro se la Grecia dichiarerà default .

Ed il prossimo anno , con l'inflazione che si stabilizzerà e sicuramente diminuirà, il tasso reale aumenterà ulteriormente anche per chi ha scelto di vivere in Brasile . Nel frattempo la crisi in Europa si acuirà ulteriormente a meno che non scoppi definitivamente il bubbone greco e scatti l'effetto domino con conseguenze devastanti . Mi auguro fortemente che ciò non accada soprattutto per le nostre pensioni.

Dedicato a coloro che amano gli struzzi

Quelli a cui è dedicato l'articolo lo capiranno bene .


La crisi del debito greco potrebbe contagiare anche l'Italia e il Belgio, prima di estendersi in Spagna, a causa soprattutto dell'elevato debito pubblico italiano. E' il monito lancato dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker in una intervista al giornale tedesco Süddeutsche Zeitung. "Il fallimento della Grecia potrebbe contagiare il Portogallo e l'Irlanda e a causa del loro elevato debito pubblico anche il Belgio e l'Italia, prima della Spagna", ha spiegato Juncker, sottolineando dunque che il default di Atene avrebbe conseguenze "catastrofiche" per la moneta unica europea.


Moody mette sotto revisione il debito italiano


L'annuncio di Moody's che mette sotto revisione il debito italiano in vista di un declassamento possibile, realizza uno scenario che i mercati mondiali paventavano da tempo. Il tam tam era diventato assordante negli Stati Uniti in queste settimane. Dietro la Grecia, minuscolo pesce-pilota, affiorano ben altri e più grossi candidati al contagio della sfiducia.

Il fantasma dei Pigs aleggiava da tempo a Wall Street e a Washington, nelle stanze di comando del capitalismo globale e alla Casa Bianca. La decisione di Moody's, che fa seguito all'annuncio di segno analogo lanciato da Standard & Poor's meno di un mese fa, è la chiave per spiegare un apparente mistero.

Da molte settimane il Dow Jones è in calo, la regressione della Borsa Usa ha una lunghezza senza precedenti dal 2002, gli umori sono tornati al negativo, la preoccupazione dilaga: e tra le ragioni veniva ripetutamente chiamata in causa la crisi dei debiti sovrani nell'eurozona. Ma come poteva la minuscola Grecia da sola fare tanto danno, con un Pil inferiore a quello della città di Los Angeles? Ora l'arcano è svelato. I mercati in questo caso vedevano più lontano: spingevano lo sguardo alla seconda, terza e quarta puntata della crisi.

Un effetto-domino che avrebbe prima o poi coinvolto economie ben più grosse - ma egualmente malate - come la Spagna e soprattutto l'Italia. Il nostro paese ha un Pil quasi eguale a quello della California : siamo ad una soglia di dimensioni dove la sola ipotesi di difficoltà nel finanziamento del debito diventa una crisi di natura mondiale.

Lo sanno le banche di Wall Street e lo sa bene Barack Obama, che con insistenza aveva voluto parlare di crisi dell'eurozona anche al G8 di Deauville, sotto presidenza francese, in un periodo in cui i mercati sembravano più tranquilli. Ma era una finta tregua. Così come è stato effimero il senso di sollievo creato dall'annuncio che Angela Merkel ieri ammorbidiva l'intransigenza tedesca sugli aiuti ad Atene: è durato poche ore il beneficio sui mercati, fino al grande botto di Moody's sull'Italia.

Gli americani hanno sempre visto un'insolvenza greca come il primo tassello che cade, l'inizio di un effetto-domino. Dietro la Grecia l'intero arco dell'Europa mediterranea, più Irlanda e Portogallo, era sui loro schermi radar come l'area esposta al contagio. Ecco perché già un anno fa (maggio 2010) i conati di una crisi greca furono sufficienti a "congelare" di fatto la ripresa americana, gettando un vento di paura sui mercati che è stato pagato con diversi punti di Pil perfino negli Stati Uniti: di qui l'acuta attenzione di Obama a quest'area di fragilità, ventre molle dell'Unione europea.

E non interessa all'Amministrazione Obama polemizzare sul ruolo delle agenzie di rating. Certo, tutti ricordano quanto furono inaffidabili nel 2007, e incapaci di prevenire la crisi dei mutui subprime. Ma ciò non toglie nulla alla loro rilevanza nel dettare opinione sui mercati globali. Va ricordato che proprio qui negli Stati Uniti fu inaugurata molti decenni fa la regola per cui i grandi investitori istituzionali (fondi pensioni, assicurazioni) possono detenere nei loro portafogli solo titoli con un certo rating. Quel criterio divenne poi una regola quasi universale, adottato in Europa anche da un'istituzione centrale come la Bce, e nelle azioni emergenti da alcuni fondi sovrani.

Dunque un declassamento del rating può avere conseguenze enormi, tagliando fuori una nazione dalle fonti di finanziamento internazionali. L'analisi che sta dietro la decisione di Moody's del resto è condivisa da una grande istituzione sovranazionale di cui sono azionisti gli stessi Stati: il Fondo monetario. Proprio nel suo rapporto pubblicato ieri, il Fmi lancia l'allarme sul rischio che una crisi dell'eurozona possa compromettere la ripresa mondiale.

E il Fmi evoca più volte lo stesso problema - "sviluppo" - che sta dietro i ragionamenti di Moody's. Ovvero: i Pigs e tra loro un paese come l'Italia, sono stremati da politiche economiche che non creano sviluppo, anzi lo soffocano. Di conseguenza, il rigore nella finanza pubblica diventa socialmente insostenibile. Mettere a posto i conti quando non c'è sviluppo, quando non c'è benessere da redistribuire, quando non c'è lavoro per i giovani, è la ricetta più sicura per un accumulo di tensioni sociali e di proteste, che a loro volta penalizzano la competitività. Nessun "complotto delle agenzie", quindi, ma un'analisi condivisa dal Fmi: la trappola infernale dell'Europa mediterranea è un'austerità fine a se stessa, senza le riforme strutturali, che quindi si avvita senza produrre conti pubblici sani. Il peso del debito rischia perfino di aumentare, per un perverso circuito vizioso, se il Pil diminuisce: proprio quel reddito nazionale infatti serve a "misurare" la sostenibilità del debito stesso.

E nessuna di queste crisi è davvero locale. Per gli americani vale a proposito della Grecia, o domani dell'Italia, il teorema della Lehman Borthers: ne lasci fallire una sola, e tutto il resto del sistema bancario ha rischiato di essere travolto dal crac

Fonte : La Repubblica

giovedì 16 giugno 2011

Rischio Brasile inferiore al rischio degli USA !


Per la prima volta il rischio Brasile , misurato con il CDS ( Credit Default Swap ) è risultato inferiore al rischio degli Stati Uniti .

lo storico risultato commemorato dal ministro Mantega .


O ministro Guido Mantega comemorou nesta quarta-feira a avaliação do risco Brasil abaixo do risco dos Estados Unidos. O CDS (Credit Default Swaps) é uma espécie de seguro usado por investidores como proteção contra o risco de o devedor não ter condições de quitar suas obrigações. Segundo o ministro, é a primeira vez que isso acontece.

No último ano, o CDS Brasil ficou em 41,2 pontos base enquanto o americano fechou em 49,7 pontos base. "Estamos muito felizes com isso que mostra a solidez da economia brasileira e a confiança que temos nos mercados sobre economia no mundo", disse Mantega.




Sao Paulo : il Brasile è cool


Tre cose vi colpiranno passeggiando un qualsiasi sabato pomeriggio per Rua Oscar Freire, la via dello shopping chic di San Paolo. Innanzitutto la concentrazione di bellissime ragazze nei loro abiti eleganti, tale da far impallidire via Montenapoleone nei giorni delle sfilate. Ma in fondo, penserete, siamo in Brasile, è quello che ci si aspetta. Poi però darete un’occhiata ai prezzi nelle vetrine E li troverete alti, altissimi, ben più che negli omologhi negozi di via Condotti.

Infine, noterete che le posizioni migliori sono occupate da marchi brasiliani, mentre le boutique dei grandi stilisti europei, da Versace a Hermes, sono nelle stradine laterali. Esattamente il contrario di quello che avviene nelle aree del lusso delle altre città del mondo. La moda come metafora. Quella dell’orgoglio di una nazione che si sente il vento in poppa, e di una città che inanella un record dopo l’altro: i 18 milioni di abitanti, le trentamila persone che guadagnano più di un milione di dollari al mese, i quattrocento elicotteri privati che volteggiano tra i suoi grattacieli, i picchi di vendite di Ferrari e Montblanc.

Se Rio è sole e samba, San Paolo odora di finanza, gioielli e supercar. E non è un caso se sul nuovo volo appena lanciato da Singapore Airlines per congiungere l’Europa a San Paolo, via Barcellona, è più difficile trovare posto in business e prima classe che in economy. Città d’affari, certo. Ma San Paolo sta impegnando tutta se stessa nel tentativo di arricchire la propria immagine, e trasformarsi anche in metropoli cool. E quindi, quale miglior veicolo della moda? Se ne sono accorti i grandi marchi internazionali, che cercano sempre più spesso tirocinanti brasiliani. Ma soprattutto se ne sono accorti gli stilisti locali, che puntano sull’orgoglio nazionale e sulle origini multietniche.
Per esempio Oskar Metsavant Osklen, che promuove un brazilian lifestyle raffinato grazie alla ricerca di materiali innovativi ed eco-compatibili: cotoni organici, pelli di pesci, lattice dell’Amazzonia. O Walter Rodrigues, che si batte per l’affermaè onnipresente.

Resterete bloccati nel traffico, che è caotico ai limiti dell’impazzimento. Verrete travolti da odori, calore, confusione. Ma, al tempo stesso, sarete testimoni del nuovo che avanza, con tutte le sue contraddizioni. E così, per esempio, al boom economico, o a quello della moda, si affianca quello della cucina. Con vertici assoluti, come il Dom di Alex Atala, da poco eletto settimo miglior ristorante del mondo. Ma anche con una scena in fermento, che vede ogni giorno nuove aperture di locali di dezione delle modelle di colore, imponendole in tutte le sue sfilate di capi futuristici. O ancora Carlos Miele, il prestigiatore della seta, le cui vistose collezioni utilizzano colori, disegni e materiali che danno una sensazione multidimensionale. Tutto, nella San Paolo di oggi, sprizza energia e voglia di far dimenticare lo stereotipo del Brasile derelitto e coloniale che molti europei hanno ancora in mente. Certo, vedrete la povertà, che sign. Anche ai fornelli vince l’orgoglio.

Un italiano potrà sorriderne, ma se chiedete a un paulista dove si mangia la migliore pizza del mondo vi risponderà fiero: «A San Paolo, ovviamente». Un’esagerazione? Sì, senza dubbio. Bisogna però ammettere che la pizza paulista-style è probabilmente la più buona che si possa trovare lontano dalla penisola. E la voglia di primeggiare non si limita alla pizza. La mortadella brasiliana? «Ottima». Il baccalà? «Il migliore». La carne? «Insuperabile ». La frutta? «Unica» (ma questo forse è vero).

Una grandeur da neofiti del benessere, certo. Ma anche un effetto del gigantismo di questa megalopoli senza confini, che influisce sul modo di rapportarsi al mondo. Basta salire in cima a uno dei mille grattacieli per rendersene conto. Di giorno, magari pranzando nel ristorante con vista a 360 gradi del Terraço Italia, o di sera, sorseggiando un drink allo Sky bar, sul roof top con piscina dello splendido Unique Hotel, dall’inconsueta forma di enorme fetta di cocomero rovesciata. Vedrete la città ai vostri piedi, ma anche estendersi a perdita d’o cchio, come dieci Manhattan una accanto all’altra. Ecco, New York. C’è qualcosa in comune con la Grande Mela: la capacità di pezzi della città di rinascere su se stessi, di trasformare nel giro di pochi anni vecchi quartieri degradati in mete cool. L’equivalente del Village o del Meat Pack District? Lo trovate a Vila Madalena, con le sue case basse, i suoi graffiti, le sontuose gallerie d’a rte, i coffe shop di tendenza, i localini che di sera la trasformano nel centro della movida. E la metamorfosi non è che all’ inizio.

Fonte : La Repubblica

mercoledì 15 giugno 2011

Nuove proteste in Grecia : il popolo non ci sta !


Violenti scontri tra dimostranti e forze dell'ordine in Grecia . Tra 25000 e 27000 cittadini sono nelle strade della capitale greca per protestare contro le nuove misure restrittive che il Governo sta per comunicare in queste ore .

In serata ci si attende una comunicazione del Primo Ministro e non è escluso un rimpasto nel governo .


Greek anti-government protests turned violent Wednesday, as protesters threw petrol bombs at the Ministry of Finance and police fired tear gas at protesters, police said.

Tens of thousands of protesters had vowed to form a human shield around the Greek Parliament to prevent lawmakers from debating new austerity measures Wednesday afternoon.

Between 25,000 and 27,000 demonstrators were on the streets of the capital by the middle of the day, police said. Two policemen and four civilians were mildly injured and 12 people were arrested, they said.Prime Minister George Papandreou is due to address the nation on television later Wednesday, prompting speculation that he will announce a Cabinet reshuffle.

Fonte CNN

Lula cancella la visita in Italia di fine Giugno


L'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha cancellato il suo viaggio a Roma, programmato per fine giugno. Decisione presa in conseguenza della estradizione in Italia, negata dalla Suprema Corte Federale brasiliana 1, dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti.

Lula teme il rischio di dover affrontare contestazioni una volta a Roma. Della rinuncia al viaggio in Italia scrive il quotidiano brasiliano Folha de Sao Paulo. In Italia, l'ex presidente del Brasile avrebbe dovuto partecipare a un seminario sull'agricoltura e spingere sulla candidatura del suo ex ministro per la Sicurezza alimentare, Josè Graziano, alla direzione generale della Fao.

Proprio per le polemiche italiane sul caso Battisti, spiega il quotidiano paulista, la presenza di Lula a Roma "potrebbe diventare un ostacolo alla vittoria di Graziano nella successione al senegalese Jacques Diouf". Una sfida, quella alla guida del World Food Program delle Nazioni Unite, in cui è l'ex ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, l'avversario più forte del candidato brasiliano.

Qualche ora prima, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, rilasciava al programma Le storie - diario italiano di Radiotre dichiarazioni che, forse, hanno rafforzato in modo decisivo le perplessità di Lula sul suo viaggio in Italia. Nel caso Battisti, aveva affermato il titolare della Farnesina, "chi ha sbagliato è solo ed
esclusivamente l'ex presidente del Brasile. Ha fatto un gravissimo errore". Nel dicembre 2010, Lula concesse a Battisti lo status di rifugiato politico e, nell'ultimo giorno del suo mandato presidenziale, scelse di non concedere l'estradizione in Italia di Battisti, condannato all'ergastolo in contumacia dalla giustizia italiana per quattro omicidi commessi negli anni Settanta.

"Se noi dobbiamo stare da una parte - aveva spiegato Frattini su Radiotre - in questi casi dobbiamo essere, senza se e senza ma, da una parte sola, cioè dalla parte della necessità di garantire che Battisti venga in galera in Italia. E allora, che si dica che non è il governo brasiliano che ha sbagliato, come invece ha sbagliato gravemente, ma c'è qualcosa da rimproverare al governo italiano, questo è assolutamente clamoroso".

Quindi sbaglia, secondo Frattini, anche chi accusa il premier Silvio Berlusconi di negligenza o di aver dato il "cattivo esempio" ai brasiliani con la sua battaglia contro la magistratura italiana. "In questo caso (Berlusconi) non c'entra assolutamente niente - aveva ribadito il ministro degli Esteri - anzi, mi sorprende che si faccia questo accostamento". Sulla sentenza dell'alta corte brasiliana l'Italia ha annunciato il ricorso al Tribunale Internazionale dell'Aja dove, aveva concluso Frattini, "bisognerà portare argomenti giuridici chiari. Uno di questi è la chiara violazione di un trattato internazionale come è il trattato di estradizione tra i due Paesi".

Brunetta : l'Italia peggiore !!











lunedì 13 giugno 2011

13 Giugno : sant'Antonio


Due anni fa , quando abitavo ancora a Salvador ho pubblicato questo Post che ripropongo a coloro che non l'avessero letto .

Domani è la festa di S. Antonio che in Brasile è conosciuto come Santo " casamenteiro " cioè che favorisce i matrimoni . La festa è molto sentita qui a Bahia ed in particolare a Barra dove c'è appunto l'antica Chiesa di S. Antonio a pochi passi da casa mia .

I sistemi per trovare il futuro marito sono veramente originali . Uno di questi consiglia di incidere con un coltello una bananeira allo scoccare della mezzanotte di oggi 12 Giugno . Dalla incisione scorrerà un liquido che formerà le iniziali del compagno della vita .

Una delle tradizioni più antiche afferma che per scoprire il nome del futuro marito bisogna scrivere il nome dei potenziali candidati su diversi pezzetti di carta e lasciarne uno in bianco ( Una specie di pizzini ! ) . Poi alla mezzanotte del 12 Giugno bisognerà collocare i " pizzini " in un piatto con dell'acqua . Il giorno seguente il bigliettino aperto rivelerà il nome del predestinato . Naturalmente potrebbe anche aprirsi il "pizzino " in bianco !

Ci sono poi le soluzioni sbrigative ! Bisogna procurarsi una statuetta di S. Antonio e tirar via il bambinello Gesù dalle sue braccia promettendo al Santo di restituirlo solo dopo aver ricevuto la grazia . In più , se non bastasse , la statua del Santo va tenuta a testa in giù !

Questa più che una richiesta di grazia mi sembra un rapimento con richiesta di riscatto .

Per i casi disperati esiste un ultima risorsa , andare ad un matrimonio e regalare ai promessi sposi una immagine del Santo senza il Bambino Gesù . La richiesta di matrimonio deve essere fatta sull'altare dela chiesa . Allorchè la richiesta sia stata esaudita il richiedente deve ritornare alla chiesa e depositare l'mmagine del Bambino Gesù .

Scegliete la soluzione che preferite , l'importante è lasciare in pace i mariti delle altre !

Fatta la legge ... trovato l'inganno


Le multinazionali installate in Brasile potrebbero star utilizzando risorse finanziarie inviate dalla loro Casamadre per investire e guadagnare nel lucroso mercato finanziario locale , burlando l'aumento dell 'IOF e contemporaneamente alterando i dati relativi al cosiddetto Investimento Straniero Diretto ( IED ).



Dados do Banco Central mostram que, entre janeiro e abril, os empréstimos intercompanhias de matrizes no exterior para suas filiais do Brasil somaram US$ 4,7 bilhões, volume 413% maior que o registrado no mesmo período no ano passado, US$ 916 milhões.


Em 2010, o total registrado nessa conta foi de US$ 8,4 bilhões. A economia, por sua vez, cresceu 7,5% no ano passado, ao passo que as projeções para 2011 são de expansão menor: entre pouco menos de 4% e 4,5%.


A suspeita de integrantes da equipe econômica e de analistas é que parte do dinheiro que ingressa no país pela rubrica IED, que costuma ser atribuída a recursos que vêm de fora para dar fôlego ao setor produtivo, esteja sendo destinada ao giro financeiro, aproveitando o cenário de juros altos.


- Esse tipo de empréstimo pode estar servindo apenas para que a filial no Brasil coloque esses recursos em tesouraria e depois aplique no mercado local - disse um técnico do governo.

Até mesmo o Fundo Monetário Internacional (FMI) já alertou para o comportamento do IED no Brasil, que classificou como suspeito. No ano passado, o total que entrou no país na rubrica somou US$ 48,4 bilhões, podendo chegar a US$ 65 bilhões em 2011, segundo estimativas do ministro da Fazenda, Guido Mantega.


Diante desse quadro, o economista-chefe do FMI, Olivier Blanchard já afirmou:

A alta dos empréstimos intercompanhias está espalhada por diversos setores, indo da indústria à agricultura. No setor de máquinas e equipamentos, por exemplo, o total dos recursos repassados por matrizes de fora a filiais brasileiras saltou de US$ 40 milhões no primeiro quadrimestre de 2010 para US$ 216 milhões no mesmo período em 2011. Já no setor de petróleo e gás a alta foi de US$ 527 milhões para US$ 1,4 bilhão.

- O IED está crescendo e, por coincidência, é excluído do IOF. Espero que seja IED de verdade, mas talvez não seja.


Fonte : O Globo




giovedì 9 giugno 2011

SELIC al 12,25% in Giugno


Facendo seguito al post sulle previsioni circa le decisioni del COPOM , è stata confermata la ipotesi " rialzista " e la SELIC di Giugno è stata elevata di 0.25 punti percentuali , dal 12 % al 12,25% .

Commenti negativi arrivano da sindacati e unione degli industriali preoccupati per l'eccessivo raffreddamento della economia che questa azione potrebbe provocare .

Una pagina nera nelle relazioni Italia - Brasile : Battisti è libero !


BRASILIA
- È finita pochi minuti dopo le 5 (ora italiana), dopo quattro anni e 52 giorni, la reclusione di Cesare Battisti nel carcere di Papuda, in Brasile. L'ex terrorista - condannato in Italia in contumacia all'ergastolo per quattro omicidi - è stato liberato dopo la decisione del Tribunale supremo federale brasiliano, che ha negato l'estradizione in Italia. "Rimarrà in Brasile, ha molti amici", ha detto il suo legale. Nessuna dichiarazione da parte dell'ex terrorista.

Con un voto a maggioranza, 6 giudici contro 3, la corte aveva stabilito che Battisti non è estradabile e che quindi doveva essere liberato. La decisione dei giudici è arrivata dopo una seduta fiume durata quasi sette ore: a favore della liberazione hanno votato i giudici Marco Aurelio Mello, Luis Fux, Carmen Lucia, Ricardo Lewandowski, Joquim Barbosa, e Ayres Britto. Hanno votato contro il presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf), Cezar Peluso, il giudice relatore Gilmar Mendes e la giudice Ellen Gracie.

La decisione definitiva è arrivata dopo un primo voto che aveva stabilito come, secondo la corte, l'Italia non ha alcuna competenza per chiedere alla magistratura brasiliana di invalidare la decisione dell'ex presidente Luis Inacio Lula da Silva di concedere l'asilo politico a Battisti. Per i sei giudici, si tratta di "una questione di sovranità nazionale" e quindi di competenza del potere esecutivo e non di quello giudiziario.

L'ex terrorista rosso ha atteso in carcere la sentenza arrestato nel marzo del 2007 dopo una latitanza ultraventennale spesa soprattutto in Francia, dove si è fatto conoscere come affermato scrittore. La giustizia italiana lo cerca per fargli scontare i quattro ergastoli a cui è stato condannato in contumacia per fatti di sangue in Italia negli anni '70. Ben quattro omicidi che però Battisti ha sempre detto di non aver commesso.

Gioia fuori dal tribunale dove la fidanzata dell'ex terrorista e un gruppo di simpatizzanti stavano seguendo la seduta: "Sono ovviamente felice: come dice la canzone, 'la vita è bella", ha dichiarato Joice Lima, fidanzata di Cesare Battisti. Ora si attende la scarcerazione.

"L'Italia ora potrebbe appellarsi ad un'istanza internazionale": lo ha dichiarato il legale del governo italiano, Nabor Bulhoes, subito dopo la fine dell'udienza. "Con questa sentenza - continua Bulhoes - il Brasile non ha rispettato la Convenzione di Vienna che regola i Trattati internazionali e lo stesso ha fatto con il Trattato bilaterale Italia-Brasile sull'estradizione del 1989. Tutto ciò danneggia la credibilità internazionale del Brasile".

Fonte : La Repubblica

mercoledì 8 giugno 2011

Uniti nell'apatia

Mi dispiace pubblicare questo articolo dell' Economist segnalatomi dall'amico Roberto e di cui traduco volutamente solo iil titolo , ma è bene sapere come noi italiani siamo visti da altri popoli , in questo caso gli inglesi .

Personalmente non concordo con la conclusione dell 'Economist perchè , almeno per la mia esperienza al Sud , gli italiani sono tutt' altro che apatici .

For a moment, it looked as if Spain’s protests might spread to Italy. That would have been understandable. Italy too has an electoral system that gives party bosses absolute control over the selection of candidates. It too has a struggling economy and high rates of youth unemployment (29% nationally; in the poor south, it approaches Spanish levels). Unlike Spain, moreover, Italy is a gerontocracy where the young feel politically stymied.

As #spanishrevolution hashtags proliferated on Twitter, they were joined by#italianrevolution ones. But it soon became clear that many of these were written by Spaniards keen to export their protest. Demonstrations were called for May 21st in Rome, Milan and other cities. But the few people who turned up were mostly young Spaniards living in Italy.

Are their Italian peers less dynamic? Maybe. But other reasons explain the torpor. One is that, whereas Spaniards are angry (their economy has gone from prolonged boom to spectacular bust), Italians are simply numbed by a decade of negligible growth.

Another possible explanation is subtler. In both countries young people are victims of a labour system that produces cosseted insiders, who enjoy permanent employment, and bereft outsiders who, if they work at all, qualify only for an infinite series of short-term contracts. In Spain, at least some of the demonstrators seem to have understood that this system is sustained partly by the left and the trade unions; not so in Italy, where liberal economic ideas go almost unvoiced outside business schools. Until they are heard more widely, young Italians will continue to divide between those (mostly graduates) who flee to countries like Britain and America, and those who stay on in the hope of becoming pampered insiders themselves.

A recent survey found that the job most sought after by Italians between the ages of 26 and 50 was that of public employee. In Italy, it would seem, the revolution can wait.