sabato 31 dicembre 2011

I miei auguri per il 2012



L'anno scorso , in questa stessa data , nel fare gli auguri a tutti i lettori e collaboratori del Blog per il fine anno scrivevo  : "...  nel Dicembre 2009 avevamo poco meno di 1000 visite al mese , questo mese ( Dicembre 2010 )  ne abbiamo avuto 9000 , con una punta di quasi 10 000 il mese di Novembre mentre in termini di pagine viste siamo passati da 1300 del Dicembre 2009 alle circa 20 000 di oggi  "
ebbene la crescita non si è arrestata ma è continuata raggiungendo negli ultimi mesi il numero di 20000 visite mensili ed oltre 40000 pagine viste un aumento del 100 % rispetto allo scorso anno !  

Quest'anno è anche nata la rubrica " Le vostre storie " che pubblica e-mail di lettori che hanno fatto o stanno facendo la scelta di trasferirsi in Brasile e raccontano in prima persona i loro problemi e le motivazioni che li hanno spinti al cambiamento .

 E' stata inoltre riportata la cronaca degli incontri mensili della Associazione Culturale Italo Brasiliana do Rio Grande do Norte ( ACIBRA ) oltre a numerosi articoli di economia ed investimento che sempre appassionano i lettori .

Sono stati creati due Banner con il logo di Vivereinbrasile : una riguarda l'affitto di appartamenti a Natal e l'altro l'acquisto di appartamenti . Quest'ultimo banner ha riscosso un notevole interesse e probabilmente in futuro sarà completato da una sezione di investimenti di piccolo importo ( Fino a 15 000 euro ) : quali lotti di terreno edificabili  e piccoli negozi ( Loje ).

Ma ritorniamo ai dati : dal Giugno 2009 , periodo da cui iniziano le statistiche  Google  sono stati pubblicati 756 Posts e ricevuti 3608 commenti oltre ad un numero incalcolabile di e-mail ed ultimamente di visite personali di cui vi ringrazio di cuore .

Prima di concludere auguro a tutti quelli che stanno pensando di trasferirsi in Brasile la lucidità e tranquillità necessaria a tale decisione .So che non è facile in un momento come questo così difficile per l' Europa e l'Italia in particolare .  Molti amici hanno già preso questa decisione , alcuni non ce l'hanno fatta e sono meritevoli di tutto il nostro rispetto per averci provato , altri , la maggioranza è felice della scelta e la vive giorno per giorno accettando e superando le difficoltà ma anche assaporando una "libertà" che pareva per sempre perduta .

Auguro a tutti un sereno 2012 ... Maya permettendo .

  


venerdì 30 dicembre 2011

Italiano arrestato a Pontanegra per truffa

Um italiano de 47 anos foi preso na última quarta-feira (28), no Bairro de Ponta Negra, Zona Sul de Natal, em situação irregular no país e acusado de crime de estelionato (Art. 171 do CPB). A ação realizada por uma equipe da Polícia Federal, foi desenvolvida com base em um mandado de prisão preventiva expedido pelo juiz de direito titular da 3ª Vara Criminal do Distrito Judiciário da capital.

Contra o estrangeiro, pesa também a suspeita de ter praticado delitos de igual natureza no seu país de origem, no Rio de Janeiro e em cidades do interior potiguar.

Após ser submetido a exame de corpo de delito no ITEP, o acusado foi encaminhado ao Centro de Detenção Provisória de Pirangi, onde deverá permanecer à disposição da justiça.



Fonte : Diario de Natal 

ISTAT : 25% degli italiani a " rischio " povertà


Quasi un italiano su quattro nel 2010 è a rischio povertà. È quanto emerge dall'indagine dell'Istat su "Reddito e condizioni di vita". Nel 2010, spiega l'Istituto di statistica, il 18,2% delle persone residenti in Italia è, secondo la definizione Eurostat, a «rischio di povertà», il 6,9% si trova in condizioni di «grave deprivazione materiale» e il 10,2% vive in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro. L'indicatore sintetico del rischio di povertà e di esclusione sociale, che considera vulnerabile chi si trova in almeno una di queste tre condizioni, è pari al 24,5%, un livello analogo a quello del 2009.

Naturalmente questi sono solo i valori medi , se poi si qualifica il dato tra Nord e Mezzogiorno d'Italia si scopre che qui il numero delle famiglie gravemente deprivate sale al  12,9%  più che triplo rispetto al Nord (3,7%). 


Tratto da  : Il Sole24ore 


mercoledì 28 dicembre 2011

La Goldman Sachs dichiara chiusa l'età d'oro dei BRIC


In questo lungo articolo , recentemente apparso su Bloomberg , il Gruppo Goldman Sachs , che a suo tempo ha coniato il termine BRIC afferma che la decade di crescita degli Emergenti è giunta al picco e pertanto d'ora in avanti le cose non potranno che peggiorare . Naturalmente l'articolo va letto " cum grano salis " sapendo da che pulpito viene la predica e soprattutto osservando che l'alternativa agli Emergenti proposta da Goldman sono , manco a farlo apposta ,gli Stati Uniti d'America che non sanno più dove nascondere il debito e non vedono l'ora di farlo pagare a qualcun altro . 
L'articolo è comunque interessante  perchè la Goldman Sachs non certo nota per le sue capacità di previsione economiche è però nota per la sua capacità di determinare ed interferire nelle vicende economiche  . 
In the past decade, mutual funds poured almost $70 billion into Brazil, Russia, India and China, stocks more than quadrupled gains in the Standard & Poor’s 500 Index and the economies grew four times faster than America’s.
Now Goldman Sachs Group Inc. (GS), which coined the term BRIC, says the best is over for the largest emerging markets.
BRIC funds recorded $15 billion of outflows this year as the MSCI BRIC Index sank 24 percent, EPFR Global data show. The gauge, which beat the S&P 500 by 390 percentage points from November 2001 through September 2010, has trailed the measure for five straight quarters, the longest stretch since Goldman Sachs forecast the countries would join the U.S. and Japan as the top economies by 2050.
“In emerging markets, we’re waiting for things to get worse before they get better,” said Michael Shaoul, the chairman of Marketfield Asset Management in New York who predicted in February that developing-nation stocks would fall this year. The $845 million Marketfield Fund (VONEMBI) has topped 97 percent of peers in 2011, data compiled by Bloomberg show.
BRIC indexes may fall another 20 percent next year, buffeted by the liquidity squeeze stemming from Europe’s sovereign debt crisis, Arjuna Mahendran, the Singapore-based head of Asia investment strategy at HSBC Private Bank, which oversees about $499 billion, said in an interview. Nations such as Indonesia, Nigeria and Turkey may overshadow the BRICS in the next five years as they expand from lower levels of growth, he said.

BRICs Slowdown

“The slowdown we’re seeing in the BRICs will continue for most of the first half,” Mahendran said. “Compared to the U.S., corporate profits haven’t been that good as companies face higher wages, higher interest rates and currency volatility, and at best, we’ll only start to see the effects of monetary policy loosening in the second half of 2012.”
Gross domestic product in the four countries rose at the slowest pace in almost two years last quarter and Goldman Sachs said this month that their potential economic growth rates have probably peaked because of a smaller supply of new workers. Even as Brazilian and Russian policy makers start to lower borrowing costs, profit growth in the MSCI index will slow to 5 percent next year from 19 percent in 2011, trailing the S&P 500 by five percentage points, according to more than 12,000 analyst estimates compiled by Bloomberg.
Average economic growth in the BRIC countries will decelerate to 6.1 percent next year from a high of 9.7 percent in 2007, according to September estimates by the International Monetary Fund. That would narrow the gap over America’s expansion to 4.3 percentage points, the smallest since 2004, the IMF data show. Global GDP may increase 4 percent next year, restrained by 1.1 percent growth in the euro area, the Washington-based fund said.

‘Meaningfully Slower’

Slowing exports to Europe and government restrictions on real-estate investment are curbing the expansion in China, the biggest emerging economy. India’s growth has been hampered by the fastest interest-rate increases since 1935 and the rupee’s decline to a record low, which fueled inflation and deterred foreign investment. Brazil and Russia, whose growth during the past decade was spurred by surging commodity demand, have been hurt by falling metals prices and the slowdown in China.
“In emerging markets across the board, all the numbers are pointing toward meaningfully slower growth” next year, Rajiv Jain, who oversees about $15 billion as a money manager at Vontobel Asset Management Inc. in New York, said in a Dec. 5 phone interview.
Jain’s emerging-market equity fund beat 98 percent of peers this year, buoyed by holdings of beverage and tobacco companies whose profits are resilient to economic slowdowns.

2011 Losses

The BSE India Sensitive Index led declines among BRIC equity gauges this year, falling 23 percent. China’s Shanghai Composite Index also dropped 23 percent, while Russia’s Micex retreated 18 percent and Brazil’s Bovespa sank 16 percent. The 21-country MSCI Emerging Markets Index (MXEF) lost 20 percent, while the S&P 500 gained 0.6 percent.
The MSCI BRIC Index slid 0.8 percent as of 8:30 a.m. in London and the MSCI Emerging Markets Index dipped 0.6 percent, set for the lowest close in a week. The Shanghai Composite gained 0.2 percent, the Sensex dropped 1.1 percent, while the Micex was little changed.
Egypt’s EGX30 Index (EGX30) tumbled 49 percent this year, the biggest decline in emerging markets, as political turmoil stifled tourism and deterred foreign investment following the popular uprising that ousted President Hosni Mubarak. The Philippine Stock Exchange Index posted this year’s largest gain, advancing 3.2 percent after higher consumer spending countered the global economic slowdown.

Peak Expansions

Longer-term economic growth rates in the BRIC nations are poised to drop as their working-age populations increase more slowly and then eventually shrink, according to a Goldman Sachs report on Dec. 7 titled “The BRICs 10 Years On: Halfway Through The Great Transformation.”
“We have likely seen the peak in potential growth for the BRICs as a group,” Dominic Wilson, an economist at Goldman Sachs, wrote in the report. Wilson made the New York-based firm’s first detailed long-term forecasts for the BRIC nations in 2003, two years after Jim O’Neill, then head of economic research, coined the term.
O’Neill, now chairman of Goldman Sachs’s asset-management unit, declined an interview request for this story. His latest book, “The Growth Map,” talks of “rosy prospects” for the BRICs as well as the potential of the “Next Eleven” most populous emerging economies.

Fund Flows

Goldman Sachs’s bullish outlook for the BRIC nations proved prescient as the economies expanded at an average pace of 6.6 percent during the past decade, more than four times faster than America, according to IMF data. Investors poured about $67 billion into Brazil, Russia, India, China and BRIC mutual funds from 2001 to 2010, data compiled by Cambridge, Massachusetts- based EPFR Global show.
This year’s fund outflows were the biggest on an annual basis since at least 1996, according to EPFR Global. India equity funds recorded about $4 billion of net withdrawals, while China funds lost $3.6 billion. Investors pulled $2.2 billion from Brazil, $326 million from Russia and $5.3 billion from funds that invest in all four of the BRIC countries. All emerging-market funds tracked by EPFR Global had about $47 billion of outflows, leaving assets under management at $605 billion.

Rate Cuts

Large fund outflows are a contrarian indicator because they may signal pessimistic investors have already sold, setting the stage for a trough in share prices, according to Jonathan Garner, the chief Asia and emerging-market strategist at Morgan Stanley in Hong Kong. Emerging-market funds recorded about $48 billion of outflows in the five months ended October 2008, when developing-nation stocks began a rally that sent the MSCI emerging-market index up 108 percent in 12 months.
Emerging-market stocks will probably outperform U.S. equities next year as central banks in developing countries cut interest rates to stimulate economic growth, said James Paulsen, the chief investment strategist at Wells Capital Management in Minneapolis. The MSCI emerging-markets gauge (MXBRIC) rose an average 35 percent after the BRIC nations began cutting interest rates in 2003, 2005 and 2008.
Brazil has reduced its benchmark Selic interest rate by 1.5 percentage points since August to 11 percent. China lowered banks’ reserve requirements in November for the first time since 2008, while forwards contracts in Russia and India show that traders are betting on interest-rate cuts in the next 12 months.
In the U.S., the Federal Reserve has pledged to hold interest rates near zero until at least mid-2013.

Easing Policies

“I like the emerging markets better than anything right now,” Paulsen said in a Dec. 7 interview on Bloomberg Television. “Most of these emerging-market policy officials are turning to easing policies.”
While the MSCI BRIC index has dropped to 8.4 times estimated profit from 13 times at the start of the year, valuations are still higher than they were a decade ago. The MSCI India Index trades for 15 times profit, up from 13 times in 2001, according to data compiled by MSCI Inc.
India’s price-earnings ratios have climbed to an 8 percent premium over U.S. stocks from a 63 percent discount 10 years ago, data compiled by MSCI show. The discount on Chinese shares narrowed to 35 percent from 59 percent, while it shrank to 29 percent from 76 percent in Brazil and dropped to 60 percent from 87 percent in Russia, based on MSCI indexes.

Relative Valuations

Compared to the U.S., valuations for BRIC markets don’t look cheap enough, said Ok Hye Eun, a Seoul-based fund manager at Woori Asset Management Co., which oversees the equivalent of $15 billion.
“BRIC markets won’t be an attractive destination for a while because there are still ongoing risks,” said Ok, citing the prospects of a potential collapse in China’s real estate market and the outlook for economic reforms in India. “I see more opportunities in the U.S.”
ICICI Bank Ltd. (ICICIBC), India’s biggest private lender, trades for 14 times profits, a 42 percent premium over San Francisco-based Wells Fargo & Co., even as analysts predict slower earnings growth at the Mumbai-based bank, according to data compiled by Bloomberg. ICICI Bank profits will increase 10 percent in the current fiscal year, compared with 28 percent at Wells Fargo, the biggest U.S. bank by market value, the estimates show.

Want Want, Redecard

Want Want China Holdings Ltd. (151), a Shanghai-based maker of food and beverages, is valued at 36 times profits and analysts project earnings will increase 7.7 percent this year. The Hong Kong-listed shares are twice as expensive as Northfield, Illinois-based Kraft Foods Inc., which trades for 17 times earnings and may boost profits 13 percent, analyst estimates compiled by Bloomberg show.
Redecard SA (RDCD3), Brazil’s second-biggest card-payment processor, trades for 15 times profits, versus 12 times for New York-based American Express Co. Sao Paulo-based Redecard’s earnings will probably slip 3.8 percent this year while American Express posts a 19 percent gain, analyst projections compiled by Bloomberg show.
Outflows from emerging-market funds may continue next year as economic growth and company results disappoint investors, according to John-Paul Smith, the London-based emerging-market strategist at Deutsche Bank AG. Money managers surveyed by Bank of America Corp. from Dec. 2 to Dec. 8 said their emerging- market holdings are still 23 percent higher than benchmark weightings even after they cut positions from last month.

‘Structural Weaknesses’

“There will be a lot of volatility, but as people realize the underlying structural weaknesses of the BRIC economies, you’ll see money coming out,” Deutsche Bank’s Smith said in a telephone interview on Dec. 19.
China’s economic data have trailed estimates for the past two months, based on Citigroup Inc.’s Economic Surprise Index, a gauge of how much reports are missing economist projections in Bloomberg News surveys. Chinese manufacturing contracted by the most since 2009 in November, while new home prices declined in 49 of 70 cities tracked by the government the same month.
By contrast, U.S. data is beating analyst expectations by the most in nine months, according to the country’s Citigroup surprise index. Manufacturing in America expanded at the fastest pace in five months in November, the Institute for Supply Management said. Initial jobless claims fell to the lowest level since 2008 in the week ended Dec. 10, while U.S. housing starts in November climbed the most in 19 months, government data show.
Per-share earnings in the MSCI BRIC index trailed analysts’ estimates by 13 percent last quarter, according to data compiled by Bloomberg. S&P 500 profits beat projections by 4.4 percent, the data show.

Labor Supply

While Goldman Sachs still expects the BRICs to join the U.S. and Japan as the world’s biggest economies by 2050, the bank predicted this month that the four nations’ contribution to the global expansion will diminish during the next few decades. Economic growth in the BRICs may fall to about 4 percent by 2050 as working-age populations dwindle, Goldman Sachs said.
The number of people aged 15 to 64 in Russia has already started to drop, while Chinese workers may peak at around 1 billion and begin falling by 2020, according to estimates by the United Nations. Brazil’s peak may come by 2040, with India’s topping out by 2060, the New York-based United Nations said. The U.S. will keep adding workers through 2100, the forecasts show.
“In the last decade, simply recognizing that the BRICs were the story was largely enough to propel outsized investment returns,” Goldman’s Wilson wrote in this month’s outlook report. “It is much harder to accept that simply believing in their long-term growth dynamics can be a sufficient investment thesis now, if it ever was.”
Fonte :Bloomberg



martedì 27 dicembre 2011

Diminuisce il turismo straniero a Pontanegra


Questa indagine realizzata dalla  Secretaria Municipal del Turismo  (Seturde) di Natal rivela la nuova struttura del turismo natalense . Dati importanti per chi lavora nel settore e che sempre più puntano al turismo interno brasiliano come la risorsa alternativa al decadente turismo europeo .




Conhecida como a região que concentra o maior número de estrangeiros em Natal, a praia de Ponta Negra sofreu uma ligeira mudança no perfil do público em 2011. A menor presença do turista internacional, principalmente europeu, já pôde ser notada na orla e na noite natalense, e vem se confirmando estatisticamente por uma pesquisa realizada pela Secretaria Municipal de Turismo e Desenvolvimento Econômico (Seturde) para identificar a demanda turística da capital potiguar. No lugar dos visitantes do exterior, pessoas vindas do Sudeste e Sul do Brasil são as que mais se fazem presentes no litoral natalense.

O turista nacional que chega ao Rio Grande do Norte vem predominantemente do eixo Rio de Janeiro-São Paulo. O chefe do setor de Projetos e Estratégias da Seturde, Raúl Silveira Ribeiro, afirma que o perfil identificado até o momento é de pessoas com idade entre 30 e 40 anos já consolidadas em termos de renda. "Eles têm um tempo livre maior para viajar e vêm aproveitar",destaca. O binômio sol e mar ainda é o grande atrativo da cidade, e os passeios previstos no city tour oferecido pelas agências de turismo é o caminho seguido pelos visitantes. No caso dos mais jovens, Raúl Ribeiro aponta que a procura maior acontece pela praia de Pipa, famosa pelas festas.

A diminuição dos europeus em Natal encontra explicação na crise econômica vivida no Velho Continente e a desvalorização do euro, o que diminuiu bastante o poder de compra dos visitantes estrangeiros. Assim como vem ocorrendo na economia brasileira como um todo, o setor do turismo apresentou taxas de crescimento abaixo do ano passado. Na hotelaria potiguar não foi diferente. A queda anual da ocupação dos hotéis chega a uma média de 20%. Em dezembro o índice caiu 15%.

Realizada desde outubro, a pesquisa de demanda turística desenvolvida pela Seturde continuará até março e sairá com dados consolidados em abril. Um relatório parcial divulgado no começo do mês mostrou que entre 600 turistas ouvidos, 70% (524) deles são provenientes do Rio de Janeiro, Minas Gerais, São Paulo, Mato Grosso, Distrito Federal, Acre, Pernambuco, Goiás e Ceará e, 30% (76) da Espanha, Itália, Suíça, Itália, Portugal, Alemanha, Estados Unidos, Suíça e Suécia. A notável queda na quantidade de turistas internacionais se notabiliza pelos questionários serem preenchidos somente em Ponta Negra, praia historicamente mais frequentada por visitantes estrangeiros.

Além da ausência dos estrangeiros, o presidente da Associação Brasileira de Hotéis do Estado (ABIH/RN), Habib Chalita, conta que a concorrência vem investindo bem e conquistando preferência. "No reveillon, por exemplo, Fortaleza fará um grande evento de rua, enquanto aqui temos uma carência", explica Chalita. Sobre o perfil do público, o presidente da ABIH/RN confirma que os investimentos têm sido direcionados ao mercado nacional. "O turista da Classe C se programa para vir e traz a família", enfatiza. De acordo com Raúl Ribeiro, os visitantes permanecem na cidade em média por uma semana.
Fonte : Diario

lunedì 26 dicembre 2011

Il Brasile è diventata la sesta potenza economica mondiale

E' su tutti i  giornali di oggi : Il Brasile ha scavalcato il Regno Unito ed è diventato nel 2011 la sesta potenza economica mondiale per Prodotto interno lordo (Pil). Non sottovalutate questa notizia . Coloro che in tempi non sospetti , nei primi anni 2000 hanno scommesso su questo grande Paese oggi , 10 anni dopo , stanno raccogliendo frutti formidabili . Ma la crescita non è finita , diffidate di chi parla di problemi insormontabili  , insicurezza , educazione scadente, bolle  ecc.  Questo è un popolo giovane che  ha solo da pochi anni  cominciato a  riprendere in mano la propria vita dopo essersi liberato dal giogo del FMI che da quel momento non ha fatto altro che cercare nuove vittime  ma questa volta tra i  paesi sviluppati .


Il Brasile ha scavalcato il Regno Unito ed è diventato nel 2011 la sesta potenza economica mondiale per Prodotto interno lordo (Pil).L'Italia resta all'ottavo posto. Lo ha annunciato l'istituto di ricerca Cebr, un istituto britannico indipendente, con sede a Londra. Nella sua ultima classifica, la World Economic League Table 2011, il Centre for Economics and Business Research (Cebr) ha inserito il Regno Unito al settimo posto tra le economie mondiali, dietro gli Stati Uniti (al promo posto), la Cina, il Giappone, la Germania, la Francia e il Brasile.

ITALIA - L'Italia resta all'ottavo posto, come nel 2010 davanti a Russia e India. «Il Brasile ha battuto per anni i Paesi europei al calcio, ma sconfiggerli sull'economia è un nuovo fenomeno. La nostra classifica mostra come stia cambiando la mappa economica del mondo, con Paesi asiatici e produttori di materie prime che danno la scalata ai primi posti e l'Europa che resta indietro», ha detto il direttore del centro Douglas McWilliams in un'intervista radiofonica alla Bbc. McWilliams ha aggiunto: «Si vede inoltre che nazioni che producono generi di prima necessità, come i prodotti alimentari e l'energia, ne escono molto bene e salgono gradualmente nella graduatoria economica».
IL PRONOSTICO - Il Cebr ha pubblicato anche i pronostici per il 2020 nel quale (invariate le prime tre posizioni) si evince che la Russia risalirebbe al quarto posto, seguita dall'India e dal Brasile, la Germania scenderebbe al settimo posto e la Gran Bretagna all'ottavo. La Francia scivolerebbe al nono posto e l'Italia al decimo.
Il MINISTRO - Per il ministro dell'economia del paese sudamericano, Guido Mantega adesso l'obiettivo è la Francia: «Per fortuna il Brasile è riuscito ad attraversare l'anno con un'eccellente risultato economico. Dopo aver precisato che il ritmo della crescita del paese sudamericano «è inferiore solo a quello della Cina», il ministro ha sottolineato che l'espansione del Brasile è superiore a quello degli Usa, della Germania e del Giappone ma ha ammesso: «Per raggiungere gli standard europei di uguaglianza e sviluppo umano ci vorranno tra i dieci e venti anni».
Fonte : Il Corriere 

domenica 25 dicembre 2011

Auguri a Natal " noiva do sol " , la città compie 412 anni





Para o baiano Caetano Veloso, Natal é o “diamante do Nordeste”. Na expressão de Câmara Cascudo, a “noiva do sol”. À parte os epítetos lisonjeiros, a quatrocentona cidade dos Reis Magos veste-se de luz, magia e beleza para celebrar hoje (25), 412 anos vividos intensamente. Praias, dunas, sol, pau-brasil e riquezas naturais outras cativaram franceses, portugueses e holandeses que, pela abastança, encanto e estratégia do território natalense, travaram batalhas renhidas pela posse do sítio, mais do que prometia a bravura humana.


Mangabas, cajus “virgulados de castanhas” e jabuticabas adoçaram o paladar dos colonizadores. Europeus sentiram o sabor atlântico de ciobas, tainhas e xaréus agasalhados de farinha. Ouviram, ainda, o canto do azulão e da craúna no Parque das Dunas, nosso “pulmão” natural. Aqui, portugueses ergueram uma fortaleza, fundaram uma cidade e edificaram igrejas para propagar sua fé cristã. 

Do solo natalense, brotaram artistas e homens de letras que dignificaram a nossa cultura. Eruditos do lastro de Luís da Câmara Cascudo e Américo de Oliveira Costa fizeram a estrela de Natal brilhar mais intensamente na constelação da literatura. 



História

No longínquo 1530, o soberano de Portugal, Dom João III, dividiu o Brasil em lotes - as Capitanias Hereditárias – e as terras que hoje correspondem ao Rio Grande do Norte couberam a João de Barros e Aires da Cunha. A primeira expedição portuguesa ocorreu cinco anos depois com o objetivo de colonizar a região. Antes disso, os franceses já aportavam por aqui para contrabandear o pau-brasil. E esse foi o principal motivo do fracasso da primeira tentativa de colonização. Os índios potiguares ajudavam os franceses a combater os colonizadores, impedindo a fixação dos portugueses em terras potiguares.

Passados 62 anos, em 25 de dezembro de 1597, uma nova expedição lusa, desta vez comandada por Mascarenhas Homem e Jerônimo de Albuquerque, chegou para expulsar os franceses e reconquistar a capitania. Em fins do século 16, o rei de Portugal, Dom Felipe I, ordenou ao Governador Geral do Brasil, Dom Francisco de Souza, por meio das cartas régias de 09/11/1596 e de 15/03/1597, que fosse construída uma fortaleza e que se fundasse uma cidade para afastar os estrangeiros. 

Banhados de rio e mar, os portugueses iniciaram a construção da cidadela de barro, no dia 6 de janeiro de 1598. Sua planta foi elaborada pelas mãos abençoadas do Padre Gaspar de Samperes, sendo concluída em 24 de junho de 1598 e denominada Fortaleza dos Reis Magos, por se tratar do dia de Santos Reis.

Graças à riqueza e fertilidade, o nosso território logo despertou a cobiça de outros povos d’além-mar. Em dezembro de 1631, teve início a campanha batava para conquistar a Capitania do Rio Grande. Os holandeses contavam com a ajuda dos índios Janduís, inimigos históricos dos lusos. Uma tropa, sob o comando de Albert Smient e Joost Closter, desembarcou em Genipabu. 

Somente em dezembro de 1633 é que veio a expedição definitiva. A esquadra trouxe 808 soldados que desembarcaram em Ponta Negra. O combate começou no dia 8 e se estendeu até o dia 12, quando a guarnição do forte, à revelia do capitão-mor Pero Mendes de Gouveia, ferido no combate, propôs a rendição. 

Vencedores, os holandeses rebatizaram o forte de Castelo Keulen, homenagem ao diretor da Companhia das Índias Ocidentais, e Natal, de Nova Amsterdã. Com o domínio holandês, em 1633, a rotina da cidade que começava a evoluir foi totalmente mudada. Os batavos permaneceram 21 anos em solo potiguar. Em 1654, os lusos expulsaram os batavos e reconquistaram a Capitania. 



Século 20

Classificada como "um dos quatro pontos mais estratégicos do mundo", pelo Departamento de Guerra dos EUA, junto com Suez, Gibraltar e Bósforo, Natal nos anos 1940 serviu de base militar para os soldados norte-americanos, que vinham abastecer as aeronaves para seguir viagem para Dacar, no Senegal, e de lá combater as tropas alemãs na África e na Europa. No período da 2a Grande Guerra, a cidade ganhou notoriedade no mundo inteiro.

Nos anos pós-guerra, Natal continuaria a se desenvolver e a sua população crescer, mas só algumas décadas mais tarde é que esse quadro mudaria definitivamente, com a construção da Via Costeira nos anos 1980. São 10 km de praias com uma excelente rede de hotéis entre as dunas e o mar.

Atualmente, a quatrocentona capital do RN se encontra em processo de forte crescimento urbano e conurbação com cidades vizinhas, registrando, segundo o Censo 2010 do IBGE, uma população de 803.311 habitantes, que, se levada em conta a parcela flutuante, sobe para 1.350.840 habitantes.

Sozinha, a capital potiguar responde por 40% da receita do estado. A base da sua economia são atividades relacionadas ao comércio, indústria, construção civil e, principalmente, o turismo. Hoje, não só franceses, portugueses e holandeses visitam Natal. Nos períodos de alta estação, a cidade se transforma na babel brasileira, recebendo turistas do mundo inteiro. 


venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natal


Auguri di buon Natale da Pirabuzios , una lingua di dune di sabbia bianchissima distesa tra la foce del fiume e le piscine naturali di Pirangi  a pochi chilometri da Natal .



Fuga dall'Europa : i Greci preferiscono l'Australia

Il processo migratorio che vede l'Europa al centro di un flusso centrifugo
continua senza sosta dopo che la crisi dei debiti sovrani ha messo in ginocchio le economie dei paesi PIGGS . Tra questi la Grecia sta scommettendo sul Paese da sempre considerato una terra promessa : l'Australia . Vi ricordate il film di Alberto Sordi e Claudia Cardinale ? 


Nel cuore di Melbourne, al portone di un grande edificio ubicato in Lonsdale Street, da parecchi mesi bussa un flusso ininterrotto di giovani, uomini e donne, appena sbarcati da aerei decollati dalla Grecia. L’isolato, risalente agli anni quaranta, ospita il quartier generale della più grande comunità greca in Australia.

Uomini e donne viaggiano e si spostano da una parte all’altra del pianeta alla ricerca di una vita migliore, come avvenne nella corsa all’oro a cavallo del XX secolo. A differenza dei greci di un tempo, tuttavia, i migranti odierni hanno un livello di istruzione considerevole e diplomi di laurea nelle discipline più impegnative.

“Sono tutti laureati, in ingegneria, in architettura o in meccanica. Ci sono insegnanti, bancari e persone disposte a fare qualsiasi lavoro”, dice Bill Papastergiades, presidente e rappresentante legale della comunità. “La disperazione tra di loro è tangibile. Siamo tutti sgomenti. Spesso arrivano con un solo bagaglio a mano. Le loro vicende personali sono sconvolgenti e a ogni nuovo aereo che atterra ne veniamo a conoscere di nuove”.

L’esodo è solo uno dei tanti drammi umani in corso in Grecia. Da giugno i responsabili della comunità di Melbourne affermano di essere stati sommersi da migliaia di lettere, email e telefonate da greci desiderosi di partire quanto prima alla volta di un paese che – al riparo dalle turbolenze dei mercati globali – è considerato ormai una terra promessa.

Soltanto quest’anno 2.500 i greci si sono trasferiti in Australia, e le autorità di Atene fanno sapere che altri quarantamila avrebbero “manifestato interesse” a fare lo stesso. Nella capitale greca nell’ottobre scorso si è tenuta una “fiera dei talenti” organizzata dal governo australiano per 800 posti di lavoro: vi hanno preso parte tredicimila candidati.

Con la prospettiva di un quinto anno di recessione, la disoccupazione che ha toccato la cifra record del 18 per cento e circa il 42,5 per cento dei giovani greci senza lavoro, si prevede che la fuga di cervelli continuerà ad aumentare. L’economia australiana, per contro, nel 2012 dovrebbe crescere del 4 per cento. “C’è chi dice che non vuole che i suoi figli crescano in un posto simile”, dice Papastergiades. “L’altro giorno ho ricevuto una telefonata da un idraulico greco disoccupato da otto mesi: ha tre figli da mantenere ma è così disperato che ha pensato di suicidarsi”.



Tessie Spilioti è tra quelli che si sono già trasferiti in Australia: “Non c’è nessun posto al mondo come la Grecia: mi manca ogni giorno, come mi mancano i miei amici”, dice Spilioti, cresciuta in Australia prima di stabilirsi ad Atene 27 anni fa. “Ma l’Australia è un paese dove si vive bene. È la terra dell’abbondanza e c’è la sensazione che l’occasione giusta sia dietro l’angolo. Questo manca del tutto in Grecia: lì la gente è impaurita, l’atmosfera è cupa, l’umore è nero e la sensazione è quella di essere sotto assedio. Non avevo mai pensato di andarmene, ma lo stress della sopravvivenza aumentava ogni giorno".

Secondo le previsioni con la crisi economica in Grecia andranno perdute due generazioni. La nuova diaspora coinvolgerà i greci più giovani e meglio istruiti, quelli che parlano più lingue ma non sono più in grado di sopravvivere in un paese la cui economia è in caduta libera, in parte per le rigide misure di austerity che il governo greco è stato costretto a varare in cambio degli aiuti.
Dimenticati da Atene

Un recente studio dell’università di Salonicco ha dimostrato che la grande maggioranza dei greci che vogliono emigrare appartiene alle generazioni più giovani, e si dirige in paesi come Russia, Cina e Iran. Gran parte degli intervistati non aveva neanche provato a cercare lavoro nel proprio paese, perché non vede prospettive in un’economia che dovrebbe stringere la cinghia per i prossimi dieci anni almeno.

In Australia l’afflusso di migranti ha sconcertato altri greci costretti in un recente passato – negli anni cinquanta e sessanta – a intraprendere la stessa strada a causa della povertà e della guerra. Per anni la diaspora è stata ignorata dai governi succedutisi ad Atene, che si sono rifiutati perfino di concedere il diritto di voto ai greci all’estero – anche a quelli che vivono a Melbourne, che può vantare una florida comunità greca di oltre trecentomila persone.

Veder arrivare in massa dalla madre patria una simile ondata di giovani di talento – per altro disposti ad accettare anche umili mestieri manuali – è stato un brusco impatto con la realtà. “La nostra comunità è sconvolta da questa marea di sogni infranti”, dice Litsa Georgiou, 48 anni, trasferitasi a Sydney l’anno scorso con una bimba piccola e il marito. “Molti speravano di rientrare in Grecia, ma da quello che si sente raccontare da chi ha intrapreso un viaggio di 22 ore di aereo per arrivare fino a qui, è terribile anche solo immaginare che alla Grecia occorreranno oltre dieci anni per iniziare a risollevarsi”.

giovedì 22 dicembre 2011

Brasile : in aumento il numero di visti di lavoro per stranieri

Il Brasile si conferma ancora una volta come terra di immigrazione per gli stranieri in cerca di lavoro . Sono infatti aumentati quasi del 33% il numero dei visti tra Gennaio e Settembre rispetto allo scorso anno .
Le nazionalità che più si sono beneficiate  sono Cina , Stati Uniti , Portogallo , Francia e Spagna .Tra i paesi dell America Latina  Colombia e Messico guidano la classifica soprattutto con  professionisti in area medica e di ingegneria .

O número de vistos de trabalho para estrangeiros no Brasil aumentou 32,8% entre janeiro e setembro, com relação ao mesmo período do ano anterior, informaram fontes oficiais nesta quarta-feira.
O Ministério do Trabalho indicou em comunicado que 49.291 vistos, equivalente a 96% do total, foram concedidos em caráter temporário. Já as declarações permanentes tiveram um aumento de 17,5%.
Em sua maioria, os vistos de trabalho para estrangeiros foram entregues a profissionais mediante cláusula de assistência técnica ou transferência de tecnologia por 90 dias.
O número de artistas que pediram vistos para expor ou atuar no Brasil aumentou 45,8% no período, frente aos primeiros nove meses de 2010. Os vistos de trabalho por razões humanitárias cresceram 600% entre janeiro e setembro, devido, principalmente, à forte imigração de haitianos através das fronteiras na Amazônia.
Por nacionalidades, a China liderou o número de pedidos, seguida por Estados Unidos, Portugal, França e Espanha. Entre os países latino-americanos, Colômbia e México lideram a lista, especialmente com profissionais da área médica e de engenharia.

mercoledì 21 dicembre 2011

Il CELPE-Bras : cos'è , a cosa serve , come si ottiene


Molto spesso quando si partecipa ad una selezione di lavoro è richiesto , se stranieri, un certificato attendibile che attesti la buona conoscenza della lingua portoghese . A tale scopo è nato il CELPE - Bras ( Certificazione di Competenza in Lingua Portoghese per Stranieri )

Il CELPE-Bras è la Certificazione di Competenza in Lingua Portoghese per Stranieri, sviluppato e sostenuto dal Ministero dell’Educazione (MEC), applicato in Brasile e in altri paesi con l’appoggio del Ministero degli Affari Esteri (MRE). Il CELPE-Bras è l’unica certificazione brasiliana di competenza in portoghese come lingua straniera riconosciuta ufficialmente. Internazionalmente, è accettata in aziende e istituzioni di insegnamento come comprovante di competenza in lingua portoghese e, in Brasile, è richiesta dalle università per l’ingresso in corsi di laurea e in programmi di post-laurea.

L’obiettivo del CELPE-Bras è testare l’abilità di comunicazione orale e scritta in Portoghese del Brasile in una varietà di situazioni del quotidiano. Attraverso un unico esame, sono valutati quattro livelli di competenza: Intermedio, Intermedio Superiore, Avanzato e Avanzato Superiore.

Iscrizioni
Il candidato dovrà iscriversi direttamente via Internet, sul sito www.mec.gov.br/sesu/celpe/default.shtm. In nessuna ipotesi sarà ammessa l’iscrizione del candidato all’ esame Celpe-Bras in una sede e la realizzazione delle prove in un'altra (secondo il bando)
L’istituzione credenziata in Italia è:

Centro Studi Brasiliani – CEB - Roma
Indirizzo: Piazza Navona, 18
00186 – Roma – Italia
Telefono: 0039-0668398284 Fax: 0039-066867858
E-mail: centrostudi@ambrasile.it