sabato 10 marzo 2012

Default : Grecia batte Argentina 5-1

Da questa Europa di truffatori io scappo a gambe levate ... molto meglio il Brasile . 



La più grande ristrutturazione della storia, il concambio su 206 miliardi di bond greci detenuti dai privati, cinque volte il default argentino, la prima di un Paese occidentale negli ultimi 50 anni, è andata in porto anche se ieri sera l'International Swaps and Derivatives Association, noto come Isda, l'associazione sui derivati, ha stabilito all'unanimità che si è verificato un credit event sullo swap di Atene.


Lo swap greco, oltre a essere il più grande per uno Stato dell'Occidente e tra i più dolorosi per i creditori nella storia dei mercati dal Dopoguerra, andrà agli atti anche come una ristrutturazione di debito pubblico estremamente punitiva ai confini con l'illegalità e la scorrettezza. Le implicazioni dei continui colpi di scena sull'exchange greco sono pesanti, di una gravità tale da rischiare di incrinare il rapporto tra la comunità degli investitori-creditori e gli Stati europei indebitati e debitori, come ha ammonito ieri il guru Bill Gross di Pimco 


Isabella Bufacchi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Uv6pd 



3 commenti:

  1. Hai detto bene, dei truffatori, o lestofanti, in giacca e cravatta ma tali sono. Si vendono come "salvatori della patria" ma in realtà la stanno saccheggiando e umiliando definitivamente.
    E taluni hanno anche il coraggio (o la faccia di bronzo) di andare in Chiesa la domenica a battersi il petto di fronte a Dio!
    Coerenza, merce sempre più rara.
    Marco

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  2. Si avverte un senso di profonda ipocrisia da parte dell'Europa, in particolar modo da parte di Francia e Germania, proprio quelli che più di tutti hanno malcelato la loro irritazione per i problemi ellenici.
    Numeri alla mano la Germania - sempre in prima linea nel chiedere misure di austerity "draconiane" ad Atene che si sono abbattute soprattutto sul welfare - ha venduto alla Grecia armi e anche un sottomarino per un valore complessivo di 336 milioni di sterline, soltanto nel 2010 (anno in cui la Grecia sprofondò nella crisi e l'Unione europea iniziò a orchestrare aiuti per 200 miliardi di sterline). Sempre nel 2010 la Grecia aveva concluso un accordo con la Francia per acquistare aerei militari per 662 milioni di sterline.
    Nell'ottobre del 2011, mentre l'Unione europea era in trattative per raggiungere un accordo su un secondo piano di salvataggio, la cancelliera Angela Merkel e il presidente Nicolas Sarkozy furono ben chiari nel ricordare al governo greco che avrebbe dovuto, nonostante le condizioni di bilancio, onorare i pagamenti di tutti i contratti militari esistenti: come dire, sì a tagliare la spesa a favore dei cittadini, ma assolutamente continuare ad acquistare armi tedesche e francesi.
    Risultato: mentre le spese sociali venivano tagliare del 9%, quelle militari salivano contestualmente del 18%. Forte la critica di Hilmar Linnenkamp, dell'Istituto tedesco per gli Affari internazionali e di sicurezza che ha descritto le vendite "totalmente irresponsabili" in un momento in cui il paese ellenico sta sprofondando in un circolo vizioso di debito e recessione. "Gli ultimi rapporti rivelano che nel 2010 la Grecia ha importato dalla Germania esattamente 223 obici e un sottomarino" ha detto Linnenkamp al quotidiano Die Zeit. "Il valore totale è stato di 403 milioni di euro: una somma che ha contribuito enormemente alla esplosione del debito pubblico della Grecia.
    La Grecia si conferma uno dei maggiori importatori di armi nella regione del Mediterraneo a causa della minaccia suppostamente percepita dalla Turchia. L'esercito del paese, che si compone di 156.000 soldati, punta a mantenere la parità militare con la Turchia sua "vicina ostile che ha una popolazione sette volte quella del paese".
    In questo contesto, diretta è l'accusa di Martin Callanan, leader dei Conservative MEPs (Member of European Parliament, ovvero membro del Parlamento europeo): a suo avviso, alla Germania e alla Francia non importa nulla del futuro della Grecia. "Stanno di fatto erogando sussidi alle loro industrie della difesa attraverso i fondi di bail-out" a favore di Atene, ha detto al "Telegraph".
    E lo stesso numero uno dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, pur in modo decisamente più diplomatico, si è espresso lo scorso 29 febbraio con queste parole: "E' scandaloso, davvero scandaloso, che non si riducano le spese militari" in Grecia e che "paesi virtuosi non riducano le loro esportazioni militari" verso questo paese. Per paesi virtuosi, si intende appunto Germania e Francia da cui Atene è obbligata ad acquistare rispettivamente sottomarini ed elicotteri militari per svariati miliardi di euro.
    Un lusso, secondo il funzionario, che il paese ellenico non può e non deve permettersi. Come possono Francia e Germania imporre da un lato misure di austerity in Grecia e dall'altro imporre a Atene di acquistare le loro armi? Stando così le cose, come potranno mai salvarsi la Grecia e i PIIGS Italia inclusa??

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  3. Povera Grecia, culla della civiltà...spero che il popolo greco boicotti qualsiasi prodotto franco-tedesco, dagli alimentari alle auto.

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