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Dilma per fare cassa mette in vendita strade e ferrovie

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Speriamo che il denaro raccolto ritorni al popolo che si è a suo tempo indebitato per costruire tali infrastrutture e non accada come in Italia dove le privatizzazioni di Autostrade e Ferrovie hanno beneficiato i soliti noti .

O governo federal anunciou nesta quarta-feira um plano de concessão de rodovias e ferrovias em todo o País. Nos próximos 25 anos, a concessão dessa malha para a iniciativa privada vai render aos cofres públicos a cifra de R$ 133 bilhões, segundo informou o ministro dos Transportes, Paulo Sérgio Passos. Somente nos primeiros cinco anos do programa, o governo estima arrecadar R$ 79,5 bilhões. Serão concedidos, ao todo, 7,5 mil km de rodovias e 10 mil km de ferrovias.

“Para continuar sendo (um país) justo deve ter uma economia cada vez mais competitiva, com boa infraestrutura, com custo Brasil reduzido. (…) Essa economia mais competitiva vai ter de ter custos mais baixos. Por isso estamos vendo a questão da infraestrutura”, afirmou a presidente Dilma Rousseff. Segundo ela, o plano possibilitará a aceleração do crescimento econômico do País a 5% nos próximos anos. Para 2012, o governo prevê avanço de cerca de 3%, enquanto analistas de mercado são mais pessimistas com 1,8%.

Segundo o ministro dos Transportes, haverá condições “rígidas” para os consórcios ou empresas que vencerem os leilões de concessão dos trechos rodoviários e ferroviários. “A seleção do vencedor será pela menor tarifa de pedágio, sem cobrança de ágio; não será cobrada tarifa na área urbana e os concessionários que se responsabilizarem poderão somente começar a cobrar pedágio quando tiverem, pelo menos, 10% das obras de concessão em suas respectivas áreas concluídas“, explicou o ministro.

Passos afirmou que a ampliação de melhoria da rede de logística no Brasil é “condição imperativa” para reduzir os custos de produção no País. “Uma ampla rede de infraestrutura logística eficiente e prática, com tarifas módicas, custos de operação em transportes baratos, custos eficientes e competitivos. Esse plano significa, por um lado, restabelecer uma capacidade de planejamento do sistema de transporte brasileiro para conseguirmos integrar rodovias, ferrovias, hidrovias, portos e aeroportos”, disse.

As empresas que vencerem as licitações poderão contrair empréstimos pela Taxa de Juros de Longo Prazo (TJLP), a mesma usada pelo Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social (BNDES) para financiamentos. Atualmente, a TJLP é de 5,5% ao ano. No caso das rodovias, poderá ser acrescida de até 1,5% e, nas ferrovias, de até 1%. As concessionárias vencedoras da licitação das rodovias terão carência de até três anos para começarem a pagar os empréstimos (prazo que aumenta para cinco no caso das ferrovias), que podem ser contraídos em até 20 anos (rodovias) e 25 anos (ferrovias). O financiamento vai variar entre 65% e 80% do valor total da obra.

Para dar seguimento ao plano de concessão das rodovias e ferrovias, o governo vai criar a Empresa de Planejamento e Logística (EPL), com a função de estudar e gerenciar investimentos nesses setores. O presidente da empresa será o atual gestor da Agência Nacional de Transportes Terrestres (ANTT), Bernardo Figueiredo. A EPL será instituída por medida provisória, no lugar da estatal criada apenas para cuidar do trem de alta-velocidade (TAV), que está sendo construído entre Campinas e Rio de Janeiro.

Fonte : Terra 

9 Commenti

  1. fermo restando che ritengo il Brasile un paese carico di opportunità per chiunque voglia investirvi in qualsiasi forma, NON mi sembra che le cose vadano in modo molto diverso dall' italia di trenta anni fa' Difficilmente gli introiti delle privatizzazioni verranno divisi equamente. "La casta" Brasiliana mi sembra già ben radicata e solida e non ha interesse nel diminuire il divario nella diseguaglianza sociale. Credo che ai politici interessi garantire un piatto di riso e fagioli a tutti, ma nient' altro. La miseria è un grande bacino dove raccogliere voti a poco prezzo.
    Questo è il lato che più mi spaventa di questo enorme paese.
    Roberto

    • Temo che Roberto abbia ragione e vista l'esperienza italiana, business per pochi "amici" e servizi cari e insufficienti per tutti gli altri, questo piano della presidentessa Roussef vada nella stessa direzione , ma forse siamo troppo pessimisti o abbiamo già visto in Italia questo film troppe volte.

    • Purtroppo il settore Telecom brasiliano insegna . Quattro operatori in apparente competizione tra loro .Connessioni che cadono in continuazione e prezzi per chiamate tra operatori da usura .Ma perchè se chiamo un TIM da OI o viceversa devo fare un mutuo ? Dové l'Autority ? Il PROCON e che il diavolo se li porti ….

    • infatti, la cosa temo servirà ad ingrassare i soliti amici degli amici facendo pagare il consumatore, come per tutti i carissimi servizi brasiliani, di cui la telefonia è un esempio mirabile! La concorrenza è una chimera in un paese chiuso verso l'esterno e dove l'oligarchia del potere economico è ben radicata anche nella mentalità comune, nella telefonia come nel trasporto aereo, come in qualsiasi cosa a qualsiasi livello, locale o nazionale: vi sembra possibile che per noleggiare una palio basica spartanissima si paghino R$ 120 al giorno in alta stagione in tutte le "locadoras" di una certa città turistica? è tutto un sistema e praticare prezzi inferiori non è consigliabile. Fare circa 400 km sulle rodovias privatizzate dello stato di sao paulo costa già circa R$ 75, ogni 30 km c'è un casello…

  2. Ci lamentiamo tutti sempre e a ragione delle carenze infrastrutturali del Brasile e ora che si progetta di fare qualcosa di tangibile si solleva il "vespaio" delle critiche aprioristiche e il processo alle intenzioni.
    Questa operazione non ha nulla a che vedere con le privatizzazioni effettuate in passato in Brasile sotto i diktact del FMI e che tanto hanno rubato al popolo brasiliano (a cominciare da scuola e sanità).
    Il raffronto Italia/Brasile ancora una volta, secondo me, non può esistere. L'Italia con le privatizzazioni ha Svenduto (e continua imperterrita a svendere) ai privati opere e infrastrutture strategiche a suo tempo costruite coi soldi delle nostre tasse e della ricostruzione post bellica (leggi piano Marshall e soldi americani che in cambio ci ha messo le basi militari e dettato le regole economiche).
    Ora in Brasile si parla di costruire NUOVE opere oggi inesistenti, e NON di privatizzare l'esistente, con i soldi dei privati che opereranno in regime di concessione regolata. Oppure vogliamo veramente illuderci che si possa costruire tutto quello che manca in Brasile in tempi ragionevoli solo con utilizzo di fondi pubblici?
    Ecco in merito le parole di Dilma e, soprattutto, di Mantega:
    A presidente Dilma Rousseff negou que o governo esteja privatizando rodovias e ferrovias, ao anunciar nesta quarta-feira o Programa de Investimentos em Logística. "Essa é uma questão absolutamente falsa. Eu hoje estou tentando consertar em ferrovias alguns equívocos cometidos na privatização das ferrovias (no passado). Hoje estou estruturando um modelo no qual vamos ter o direito de passagem de todos quantos precisarem transportar a sua carga. Na verdade é um resgate da participação do investimento privado em ferrovias mas também o fortalecimento das estruturas de planejamento e regulação", respondeu a presidente, ao ser questionada por jornalistas.
    Assim como Dilma, o ministro da Fazenda, Guido Mantega, também recusou que seja privatização. "Olha, Parceria Público-Privada: o setor privado é quem vai fazer os investimentos, então, privatizando o que? Privatização é quando você vende um ativo público para o setor privado. Nesse caso, é uma parceria, é outra modalidade", afirmou Mantega a jornalistas após participar de cerimônia no Palácio do Planalto.

    • A parceria publico-privada (in Italia project-financing)è molto in voga tra i politici perchè sembrerebbe risolvere un apparente paradosso:servizi pubblici con soldi privati, quindi tutto ottimo.APPARENTEMENTE! quello che il ministro Mantega fà finta di non sapere è che in cambio delle realizzazioni di opere, i privati ( che non sono esattamente la croce rossa)avranno in concessione l'opera per,ovviamente, recuperare i costi e naturalmente guadagnarci! Ed è qui che entra la politica stabilendo la durata delle concessioni e i pedaggi da pagare per remunerare i privati, in altre parole garantire che il prezzo sia equo.Inoltre, caro Mantega, dare in concessione suolo brasiliano a privati é a tutti gli effetti una privatizzazione in quanto il predetto suolo più mari,fiumi, monti ecc. sono do propietè del popolo brasiliano.Vorrei tranquillizzare marcofalco, di cui apprezzo sempre gli interventi, qui nessuno si lancia in critiche preventive ma TEMIAMO che dei progetti buoni nelle intenzioni si risolvano in fregature per i brasiliani, visto che in Italia ne abbiamo avuto centinaia di esempi. Ciao a tutti.

    • Lo so ma io preferisco pensare che nel 2018 ci sia (forse) un treno che collega Belo Horizonte – Salvador – Fortaleza piuttosto che sapere che probabilmente non ci sarà nulla. Poi discuteremo del prezzo del biglietto e se sarà un'alternativa valida o meno al monopolio aereo oggi esistente.
      D'altra parte qual è l'alternativa migliore o, se volete, il male minore?
      Che ci siano lobbies ed un certo tasso di corruzione lo sappiamo tutti; l'importante è che però alla fine le cose si facciano.
      L’uso delle infrastrutture non è mai gratuito, qualcuno lo paga sempre; c’è solo da decidere chi è a pagare: i contribuenti tramite la tassazione generale o l’utente che beneficia dell'infrastruttura, il residente o il turista straniero.
      Queste decisioni non le prende la Società concessionaria, ma ogni singolo Stato che decide, nel momento in cui valuta le risorse finanziarie che ha a disposizione, se realizzare e gestire direttamente un’infrastruttura attingendo finanziamenti dal proprio bilancio, oppure affidare l’opera in concessione per un lasso di tempo ad una società che si farà carico del suo finanziamento.

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