sabato 4 agosto 2012

Rio de Janeiro : Battisti irreperibile , rischia la deportazione ... la notizia è stara smentita da Battisti : l'indirizzo era errato !

Ma come  , tutti gli italiani se potessero passerebbero l'estate a Rio de Janeiro ( Anche se ricordo che qui in Agosto siamo in inverno ... ma la giornata di sole    e di mare Rio non la nega a nessuno ) e Battisti cosa fa ? Proprio in Agosto mi sparisce dalla casa di  Rio .

Sembra una barzelletta se non fosse l'ennesima puntata di una tragedia ." Agosto , moglie mia non ti conosco " recita un proverbio italiano " Agosto , giudice mio non ti conosco " sembra voler dire Battisti al giudice federale Alexandre Vidigal che ha deciso di sguinzagliare la polizia federale sulle tracce del famigerato  " desaparecidos ".


Che fine ha fatto Cesare Battisti? Se lo chiede un giudice federale brasiliano dopo che l'ex militante dei Proletari armati - condannato in Italia all'ergastolo e mai estradato dalle autorità brasiliane dopo una lunga querelle - si è reso irreperibile all'indirizzo di Rio de Janeiro che ha comunicato alle autorità dopo la sua uscita dal carcere. 
Così il giudice ha chiesto alla polizia di verificare dove si trova. A rendere nota la notizia è la stampa brasiliano, precisando che nel prendere la decisione, il giudice Alexandre Vidigal ha in una nota comunicato che Battisti è "in luogo ignoto".
Se le ricerche attivate per contattare Battisti non porteranno ad alcun risultato entro cinque giorni, Vidigal chiederà alla polizia di aprire un'indagine per accertare dove si trovi. Secondo la legge brasiliana, ha ricordato il giudice, gli stranieri che non si fanno trovare nei recapiti indicati alle autorità possono essere considerati irregolarmente presenti nel paese, fatto che non esclude la possibilità di una deportazione .



La notizia si è rivelata essere una quasi bufala con la smentita di Battisti poche ore dopo :


"Sono sorpreso da tutto questo: mi trovo a Rio de Janeiro e sono stato avvisato della richiesta del giudice questa mattina". Con questa dichiarazione all'Ansa, Cesare Battisti nega recisamente di essersi reso irreperibile e assicura di trovarsi come sempre in Brasile. L'allarme era scattato qualche ora prima, quando un giudice federale brasiliano aveva ordinato di ricercare l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo, che non si era all'indirizzo di Rio de Janeiro comunicato alle autorità quando era uscito dal carcere. Se non fosse stato rintracciato entro cinque giorni, avrebbe rischiato l'estradizione. Battisti è al centro di una complessa controversia 1tra i due Paesi: in Italia dovrebbe scontare una condanna all'ergastolo per quattro omicidi, ma il Brasile non ha mai concesso l'estradizione.

"Ora chiamerò il mio avvocato difensore, Luiz Eduardo Greenhalgh, per chiarire la vicenda", ha aggiunto l'ex terrorista rosso precisando che l'indirizzo a Rio de Janeiro cui si fa riferimento nella richiesta di accertamento da parte del giudice di Brasilia, Alexandre Vidigal, "è il luogo dove mi hanno arrestato nel marzo del 2007. Ma ora ho un nuovo indirizzo a Rio, già comunicato alla polizia federale di San Paolo dal mio legale nell'ottobre del 2011".

Una questione della massima importanza dato che, secondo la legge brasiliana, gli stranieri che non si fanno trovare nei recapiti indicati alle autorità possono essere considerati irregolarmente presenti nel Paese. Condizione che non esclude la possibilità di un'espulsione.



Un errore burocratico quindi , almeno così sembrerebbe . Uno di quelli che fanno impazzire gli italiani residenti in Brasile .

Fonte :  La Repubblica 

11 commenti:

  1. e speriamo che lo deportino!!!!!!!

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  2. Si e' fatto vivo, e' di nuovo reperibile. Sfortunatamente. Pensavo ad un "rapimento" orchestrato dai servizi segreti italiani...

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    1. Questa dei servizi segreti italiani è buona ! Potrebbe essere la trama di un " intrigo internazionale " se non ci fossero come attori la diplomazia italiana e Battisti .

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  3. MA METTETELO AL MURO!!!! E FINITELA!!!!! DOBBIAMO ANCHE STARE A SENTIRE LE PORCATE DI QUESTA GENTAGLIA MA PER FAVORE..... E POI CE GENTE ONESTA CHE STA MARCENDO IN GALERA.

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  4. Fortunatamente il Brasile è un paese civile, infatti a pena de morte é proibida no Brasil, exceto em tempos de guerra, conforme a Constituição Federal, que no artigo 5, inciso XLVII, aboliu a pena de morte, "salvo em caso de guerra declarada".

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  5. Anche in Italia non esiste la pena capitale, perche' e' un paese civile. Riguardo Battisti, la pecca l'ha fatta il Brasile, ma meglio non aprire una discussione su questo tema...

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  6. Non riesco a capire cosa c'è dietro il protezionismo del Governo Brasiliano nei confronti di Battisti che per me è da sempre un terrorista assassino, ho provato a darmi varie spiegazioni ma nessuna mi soddisfa. Non capisco se è un garbuglio diplomatico o c' è qualcosaltro sotto. Qualcuno sa dirmi?
    Roberto

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  7. Innanzitutto c'e' un legame "ideologico" che lega il governo di Lula e di Rousseff con Battisti: molti del PT negli anni 70 hanno letteralmente combattuto con ideali di stampo socialista/comunista la dittatura di destra. Molti del partito e di simili posizioni politiche considerano Battisti una vittima del sistema "capitalista", un vero e proprio prigioniero politico come molti di loro qualche decennio prima. Non sanno pero' che in Italia all'epoca, a differenza del Brasile, vigeva la democrazia..

    Ma c'e' anche un aspetto prettamente politico: il rifiuto del governo brasiliano di estradarlo all'Italia serve a testare il grado di potere del Brasile nella scena politica internazionale.

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  8. Non mi intendo di politica, la seguo poco e da poco tempo, ma in italia nessuno a mai impedito a battisti quando era anconra un uomo libero di esprimere le sue opinioni in piazza o tramite la stampa, un dissidente politico è questo che dovrebbe fare non ammazzare a pistolettate gente gente che non centra nulla. Forse nessuno lo ha detto questo a lula, preferisco pensare così. Poi mi sa che un po centrano anche i francesi se battisti ora è in villeggiatura Rio.
    saluti a tutti
    Roberto

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  9. Dilma Rousseff aveva dichiarato pubblicamente, prima di essere eletta, che, in caso di vittoria, si sarebbe “attenuta alla decisione del Supremo Tribunale Federale (Stf)”, il massimo organo giuridico verde-oro deputato a stabilire se estradare o meno Cesare Battisti, dopo aver analizzato se la decisione dell’ex presidente Lula ha rispettato o meno il trattato bilaterale Italia-Brasile in materia di estradizione. E così è avvenuto.
    Dilma all'epoca si era anche spinta più in là sostenendo che, se fosse dipeso da lei, avrebbe concesso l’estradizione in Italia dell’ex terrorista dei Pac.
    Hanno parlato anche del caso Battisti Dilma Rousseff e Mario Monti nel corso del loro incontro avvenuto a margine del G20 di giugno e pare che la Rousseff si sia riservata di condurre ulteriori riflessioni sul caso dell’ex terrorista rosso e di far conoscere le sue valutazioni.

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  10. “Sono qua (N.d.T.: inteso come fisicamente sul balcone dell’ambasciata) con voi oggi perché non posso essere con voi laggiù.
    Ma grazie per essere venuti.Grazie del vostro impegno, della vostra generosità e del vostro spirito.Mercoledì notte, dopo la minaccia portata a questa ambasciata, dopo l’arrivo della polizia, siete giunti nel cuore della notte per controllare, e avete portato con voi l’attenzione dei media mondiali.Da dentro l’ambasciata ho sentito la polizia entrare nell’edificio attraverso le scale antincendio interne.Ma sapevo che ci sarebbero stati testimoni, e questo grazie a voi.Se, la scorsa notte, il Regno Unito non ha gettato alle ortiche la Convenzione di Vienna è solo perché il mondo lo stava osservando. E se il mondo lo stava osservando è solo perché voi stavate osservando.La prossima volta che qualcuno vi dirà che non ha senso difendere i diritti a cui tenete tanto rammentategli la vostra veglia nell’oscurità davanti all’ambasciata dell’Ecuador. Ricordate loro come il sole sia sorto in un mondo diverso e come una coraggiosa nazione della Latinoamerica si sia posta a difesa della giustizia.E allora, davanti a queste persone coraggiose, ringrazio il presidente Correa per la forza dimostrata nel valutare e nel concedermi asilo politico. Ringrazio anche il governo, e in particolare il Ministro degli Esteri, Ricardo Patino, che ha difeso la Costituzione Ecuadoregna ed il suo concetto di cittadinanza universale nella valutazione della mia richiesta.Analogamente ringrazio il popolo ecuadoregno per il sostegno e la difesa di questa Costituzione.Ho anche un debito di gratitudine nei confronti del personale di questa ambasciata, le cui famiglie vivono a Londra, e che mi ha offerto ospitalità e gentilezza nonostante le minacce che noi tutti abbiamo ricevuto.Questo venerdì ci sarà una riunione di emergenza dei Ministri degli Esteri della Latinoamerica a Washington.Sono quindi grato ai popoli ed ai governi di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, El Salvador, Honduras, Mexico, Nicaragua, Peru, Venezuela e tutti gli altri paesi Latinoamericani che si sono esposti per difendere il diritto d’asilo.Ringrazio anche coloro che negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Svezia ed in Australia mi hanno sostenuto anche quando i governi erano contrari.E coloro che, dentro a quegli stessi governi, hanno lottato per la giustizia.Arriverà il vostro momento.Allo staff, ai sostenitori ed alle fonti di Wikileaks, va in egual misura il mio ringraziamento.(…)“.Julian Assange

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