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Il posto fisso

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Ho ricevuto questo commento che, oltre a pubblicare come tale , ho voluto anche inserire in questo post di inizio settimana .
E’ l’analisi lucida di un giovane che ha avuto la fortuna , rispetto a tanti suoi colleghi , di superare l’inferno della disoccupazione ed il purgatorio del precariato per giungere al paradiso del ” contratto a tempo indeterminato ” e come ciliegina sulla torta ” presso una grande impresa ” .
Un sogno inseguito da tanti , realizzato da pochi . Immagino le ansie del colloquio , l’attesa spasmodica del giudizio , la “pesa delle anime ” che hanno fatto gli intervistatori . Da un lato i vantaggi per l’azienda , dall’altro il costo aziendale . Alla fine è prevalso il vantaggio per l’azienda ed il ” petente ” è stato accolto tra gli eletti . 

Ho avuto la fortuna di nascere in un angolo di mondo sicuro e protetto, un posto che mi ha permesso di crescere e studiare. Imparai a leggere e far di conto, fino ad arrivare alle “scuole alte” dove ti insegnano a contare i numeri grossi! Oggi, con un contratto a tempo indeterminato presso una grande azienda, una casa in affitto ed un’auto di proprietà mi trovo a redigere “la mia contabilità” annuale ed ho PAURA:

– stipendio lordo annuo “alias” il mio PIL: 30.000 euro
– tasse ritenute alla fonte (in busta paga, per intenderci): 11.500 euro
– spese per carburante (circa 1200 litri di gasolio): 2.000 euro di cui 1.500 di accise (leggasi tasse!)
– spese per l’autovettura (bolli, assicurazione, tagliandi,ecc): 4.000 euro di cui 2.000 di tasse (il bollo è una tassa, il 50% dell’assicurazione è una tassa, il 50% dell’acquisto dell’autovettura è una tassa)
– spese per affitto annue: 6.000 euro di cui 2.500 di tasse versate dal proprietario dell’immobile
– bollette annue: 1.000 euro di cui 500 di tasse (iva, addizionali, accise)
– spese per vitto (fatemi almeno mangiare): 3.000 euro di cui 1.500 di tasse (iva, costi di trasporto della merce)


Le uscite totali, minime indispensabili per vivere ed andare a lavorare (attività essenziale per vivere) ammontano a 27.500 euro di cui 19.500 sono tasse: Il 65% del mio PIL VA’ IN TASSE!


Paolo G.

1 commento

  1. Caro Paolo sei un superfortunato in quanto hai un lavoro dipendente duraturo, guadagni discretamente rispetto alla media e hai un tetto sopra la testa a prezzo relativamente contenuto. Sei parsimonioso perchè spendi solo 250 euro al mese per mangiare (!!) e riesci anche a metterti da parte 2500 euro l'anno! Spero per te che non ti sognerai mai di sposarti una casalinga e tantomeno di fare un figlio altrimenti la tua sacrosanta paura si trasformerebbe in TERRORE e dovresti come minimo vendere l'auto per tagliare le spese e muoverti a dorso di mulo come facevano i nostri avi per andare a lavorare.
    Così è.

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