martedì 4 settembre 2012

L'era dell'accesso



L'Era dell'Accesso, La rivoluzione della new economy è un saggio di economia scritto da Jeremy Rifkin e pubblicato in Italia da Oscar Mondadori nel 2000.

Nel saggio Rifkin afferma che stiamo entrando in un nuova fase del capitalismo legato al concetto di accesso. L'era dell'accesso è appunto questo cambiamento che prevede il passaggio da un'economia dominata dal mercato e dai concetti di bene e proprietà, verso un'economia dominata da valori come la cultura, l'informazione e le relazioni.

In questo nuovo panorama il concetto di proprietà perde significato, diventa fondamentale per l'uomo avere accesso a delle reti o non esserne escluso. Rifkin analizza il comportamento di alcune delle più grandi aziende del mondo nei vari settori del mercato, e arriva a dimostrare che quest'era dell'accesso non è una semplice ipotesi futurologica ma qualcosa che ha già avuto inizio: le grandi aziende capitaliste tendono a segmentare il mercato, puntano verso un controllo totale dei clienti offrendo loro soluzioni sempre più personalizzate e creando dei veri e propri rapporti definiti lifetime ossia per tutta la vita in cui la logica compratore-venditore cede il posto a quella fornitore-cliente.

La nuova meta del marketing è riuscire a vendere esperienze, relazioni cultura ed intrattenimento, in un'era in cui provare è più importante che possedere.

Rifkin non poteva essere di più nel giusto . La prova è quanto sta accadendo in questi giorni a proposito della notizia ( vera o falsa che sia non sposta la questione ) che l'attore Bruce Willis sia ai ferri corti con Apple poichè intende lasciare in eredità ai propri figli la sua immensa collezione musicale scaricata appunto dal portale digitale i-Tunes . Apple è chiara : il materiale scaricato NON è di proprietà dell'utente che ne ha semplicemente l'accesso e pertanto NON può essere trasferito ad altri a differenza di quanto accadeva in passato con un vinile o un CD .

Lo stesso discorso vale con i libri ed in generale per tutto il materiale digitale che oggi scarichiamo per pochi dollari dai portali ( Amazon , i-Tunes , ecc ) .

Questa è la vera eredità di Steve Jobs , eccelso marketer .


NON è come il caro vecchio disco di vinile che veniva tramandato di padre in figlio. Quando si parla di parla di canzoni scaricate da iTunes tutto si complica. Anche se sembrerebbe facile lasciare agli eredi le amate melodie sul Pc, tutto cambia. Questa volta il divo americano Bruce Willis, secondo alcuni quotidiani inglesi, protagonista di Die Hard ed ex marito di Demi Moore, non è impegnato in un nuovo film d'azione, ma di una battaglia digitale. Secondo quanto riportano il Daily Mail e The Guardian, avrebbe voluto lasciare in eredità alle figlie la sua vasta collezione di canzoni di iTunes, ma Apple non vuole. Le licenze d'uso non prevedono il passaggio di testimone. Chi compra un Dvd oggi sa che può tenerlo per sempre, ma anche lasciarlo a amici o parenti. Mentre chi scarica un brano musicale o un video dal jukebox di Apple, sfrutta un licenza d'uso personale, ma niente di più. Insomma se il pezzo non è stato acquistato, non è di proprietà e dunque non può essere lasciato in eredità.

Ma Willis non si sarebbe arrende. Anche se siamo abituati a vederlo combattere per salvare il mondo o fuggire da criminali o terroristi, ora avrebbe deciso di avviare una battaglia digitale sulla questione. Secondo i giornali inglesi, Bruce Willis  è pronto a portare Apple in tribunale per rispondere a questi interrogativi. 

"Molta gente sarà molto stupita nello scoprire che tutti quei pezzi, quei film o libri che hanno comprato negli anni, non sono di loro proprietà - ha detto l'avvocato dell'attore Chris Walton, intervistato dal giornale Daily Mail - . E' chiaro che si vorrebbe trasmettere tutto questo patrimonio alle persone che si amano. La legge deve recuperare il ritardo in questa materia e Apple dovrebbe aggiornare le sue regole e trovare le migliori soluzioni per i suoi clienti"

Anche se la moglie di Willis ha scritto in un Tweet che quanto riportato dal Daily Mail non è vero, definando la storia una "falsa notizia", la querelle su che fine faranno le collezioni musicali dopo la morte di un utente, rimane una questione aperta. Anche Forbes ricorda che il tema del "testamento digitale", nell'era di e-book, musica, film e beni digitali, non è affatto banale. Le persone acquistano beni digitali, anche per figli e familiari. Ma la verità è che oggi il contratto fra l'utente e il servizio di Apple termina quando la persona muore. A quel punto, se Apple sospetta che una persona sia deceduta, può congelare il suo accaount e impedire che le canzoni vengano ascoltate.

Il rapporto si basa infatti su un account personale che non può essere trasferito a nessun altro. C'è dunque una differenza non trascurabile fra supporto fisico e digitale: uno si tramanda di generazioe in generazione, l'altro no. Infatti l'Electronic frontier foundation (Eff) spiega che Cd e Dvd possono essere prestati, venduti o regalati senza il permesso del detentore del copyright: "Lo hai comprato, lo possiedi" e ne fai quel che vuoi. I download di musica digitale invece non funzionano così. 

La sezione B dell'accordo sui termini di servizio di iTunes è chiara: tutti i paletti sono esplicitati da Apple. Cosa succede invece nel caso di altre società che forniscono servizi simili come Amazon e Google? Infatti problemi analoghi si pongono anche, ad esempio, per i numerosi libri che si scaricano con Amazon. La pratica delle restrizioni è standard, perché Apple ha fatto scuola. Ai tempi del Digital rights management (DRM) la pratica delle restrizioni era nota a tutti. Da quando Steve Jobs aprì ai file DRM-free, le altre restrizioni sono rimaste, anche se in modo implicito. Forzare i termini di licenza, non è possibile: è un furto, secondo The Guardian. Apple e i music store sono solo intermediari fra l'artista e l'utente, e i termini di licenza rimangono totem intoccabili.

Fonte La Repubblica 

Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate qui un vostro commento