Home Vivere in Brasile Giustizia italiana condanna sismologi per non aver previsto il terremoto dell’Aquila

Giustizia italiana condanna sismologi per non aver previsto il terremoto dell’Aquila

7
1
CONDIVIDI

Dal nostro elenco dei siti preferiti riporto questa notizia che mi era sfuggita . Il sito in questione è : Sismos do Nordeste . Da quello  che si capisce dai vari link la comunità scientifica , compresa quella italiana , è in completo disaccordo con la decisione dei giudici . Ancora una volta “Galileo” è condannato . 

                      Sismologo condenados pela justiça italiana 


Tem tido uma divulgação ampla nos meios de comunicação a condenação de sismólogos italianos a seis anos de prisão por não preverem um terremoto em L´Aquila que matou mais de 300 pessoas (ver alguns links de notícias abaixo).


Espero que a moda não chegue por aqui pois, nesse caso, nós, sismólogos, passaremos a ser incriminados por não termos previsto um determinado sismo catastrófico.

Como os maus exemplos se multiplicam rapidamente já estou com as barbas de molho.Joaquim Ferreira

1 commento

  1. La sentenza del tribunale dell'Aquila, che ha condannato a sei anni di reclusione per lesioni e omicidio colposo i sette componenti della Commissione grandi rischi, ha destato grandi polemiche.
    L'accusa sostiene che la Commissione avrebbe minimizzato i pericoli nei giorni antecedenti al drammatico terremoto dell'Aquila del 2009, che fece oltre 300 vittime.
    La condanna, a sua volta, è stata "condannata" come sentenza medievale. Giornali e scienziati di tutto il mondo sono stati sorpresi dalla sentenza, che allontanerebbe gli scienziati dalle loro responsabilità per timore di essere poi condannati in caso di errore.
    La preoccupazione di un grande scienziato come Maiani è comprensibile, né fa piacere sapere che scienziati, senz'altro non spinti da interessi personali, sono stati condannati al carcere. Le polemiche però hanno creato un equivoco: la condanna non è ovviamente dovuta all'incapacità di prevedere terremoti, né ad errori scientifici compiuti in buona fede. Non siamo in grado di entrare nel merito delle valutazioni del magistrato giudicante, che peraltro non ha ancora reso note le motivazioni; il problema però è stato il modo in cui è stata gestita la comunicazione della riunione della Commissione a l'Aquila in quei giorni.
    Torniamo agli ultimi giorni di marzo del 2009. Da mesi si succedevano scosse di magnitudo non drammatica, che provocavano danni non ingenti, e che avevano esasperato i cittadini della zona dell'Aquila. In quei giorni un tecnico ricercatore del Gran Sasso, Gianpaolo Giuliani – che lavorava ad una metodologia di previsione dei terremoti basati su variazioni di concentrazione di radon, la cui emissione dal terreno sarebbe, secondo la sua teoria, correlata a imminenti scosse sismiche – stava comunicando a istituzioni e media che le sue analisi facevano prevedere nuovi terremoti nelle zone di Sulmona e l'Aquila.
    A fronte di questi allarmi, che Giuliani – come forse chiunque al suo posto – sceglie in coscienza di diffondere, le "istituzioni", in primis Guido Bertolaso e la Protezione civile, decidono una "controcampagna" per tranquillizzare i cittadini. Viene pubblicamente detto e ripetuto di stare tranquilli, stare nelle case e andare a lavorare normalmente perchè nulla di grave sarebbe potuto accadere: HANNO MENTITO SPUDORATAMENTE ALLA GENTE IN BUONA FEDE.
    Viene convocata in fretta una riunione della Commissione grandi rischi all'Aquila, proprio per "zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni… – sono parole che Bertolaso pronuncia nell'organizzare l'incontro – È un'operazione mediatica… i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano cento scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa che fa male".
    È questo il rimprovero che si può fare agli scienziati, geologi e sismologi della Commissione: essersi prestati ad una rappresentazione precostituita, per "tranquillizzare" gli abitanti dell'Aquila in un modo privo di fondamento scientifico. In realtà la scienza poteva solo far dire – come risulta dallo stesso verbale – che "ovviamente essendo la zona di L'Aquila sismica, non è possibile affermare che non ci saranno terremoti". Non era compito della scienza "tranquillizzare" per favorire l'economia e la tranquillità degli Aquilani. Alcune tra le vittime potrebbero essere state indotte dal messaggio mediatico di pochi giorni prima a sottovalutare il pericolo.
    Nella società di oggi la scienza non dovrebbe farsi complice della gestione del potere. Lo scienziato fa ricerca, e deve comunicare onestamente le sue conoscenze e le sue convinzioni, senza lasciarsi condizionare da presunte "opportunità". I cittadini hanno o dovrebbero avere pieno diritto a sapere e decidere in autonomia ma ciò non avviene quasi mai,

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here