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La vicenda di Dario Calistri è una allerta per tutti gli italiani che vivono in Brasile senza assicurazione sanitaria

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Il grave incidente capitato in Brasile ( Ilheus ) al nostro connazionale venticinquenne di Firenze Dario Calistri riporta in primo piano il problema della necessità di una copertura assicurativa quando si vive in Brasile e non si vuole ricorrere alle cura del SUS ( Sistema Unico di Salute ) .

Devo dire onestamante , almeno per la mia personale esperienza , che il ricorso al SUS risolve molti problemi a costo zero . Pertanto , se non si ha fretta è un canale da utilizzare per visite mediche o esami medici . Il problema sorge ovviamente in caso di ricovero urgente e di una particolare gravità , come il caso di Dario . Ecco perchè una copertura assicurativa è necessaria . Il costo di una assicurazione familiare come nel caso di Dario , essendo tutti i membri della famiglia giovani non avrebbe superato i R$500-600 al mese . L’ospedale privato chiede oltre R$ 300 000 !!

Mi sorprende molto apprendere che questo ospedale è il San Raffaele di Salvador che è stato finanziato dal San Raffaele di Milano e che io stesso utilizzavo quando abitavo a Salvador perchè praticava un forte sconto agli associati di  ” Casa d’ Italia ”  .

Per tutti coloro che vogliono contribuire alla raccolta di fondi  potete accedere al sito : www.dariocalistri.it/

Nella notte di mercoledì, Dario Calistri, il venticinquenne fiorentino rimasto ferito in modo grave in un incidente in Brasile il 10 dicembre scorso, è stato trasportato nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale Sao Rafael di Salvador. Il trasferimento fino alla capitale della regione di Bahia è avvenuto dopo un volo di circa 200 chilometri con un aereo attrezzato, un trasporto sanitario reso possibile grazie alla generosità della Fondazione Niccolò Galli di Firenze, che ha messo a disposizione gli 8mila euro necessari.

Le condizioni di Dario però rimangono ancora critiche e in seguito al volo – necessario per garantirgli cure più adeguate – si è manifestato un collasso polmonare con conseguenti difficoltà respiratorie che i medici stanno cercando di limitare. Al suo fianco la madre Rita e il padre Massimo ne seguono con ansia l’evoluzione. “Dario – ha scritto la madre – era bello, sbarbato e parzialmente ripulito dal sangue. L’infermiera si è raccomandata di accarezzarlo, toccarlo e parlargli di cose belle, ma non commoventi. Quando ha sentito la voce del babbo ha fatto un movimento verso l’alto, tanto che suo padre è stato costretto ad uscire per la commozione. Insomma pare stia dando segni di reazione, nonostante rimanga in coma”.

Nel reparto di neurochirurgia Dario verrà sottoposto ad una nuova Tac per monitorare l’evoluzione delle condizioni cerebro polmonari e i genitori sperano che migliorino tanto da renderne possibile il trasferimento in Italia. Il preventivo per il volo verso Careggi è di 92.000 euro, mentre per 15 giorni di degenza al San Raffaele il costo si aggira sui 120.000 euro, interamente a carico della famiglia. “Si tratta di cifre da capogiro – commenta il fratello di Dario, Andrea Calistri che qui da Firenze segue la raccolta dei fondi – che però non disperiamo di riuscire a raccogliere. In questo momento abbiamo toccato quota 48.000 euro, e l’impegno di tutti continua. Non passa giorno che qualcuno non si offra per organizzare la raccolta fondi presso i propri contatti”. 


Il gruppo di amici di Dario e dei colleghi della madre si sono attivati fin dal momento dell’incidente e continuano nel loro impegno: stanno cercando di organizzare un paio di serate da tenersi a Firenze nei primi giorni del prossimo anno per raccogliere altri fondi per pagare spese mediche e trasporto in Italia e hanno già ottenuto la disponibilità di artisti famosi. “Vi abbraccio con grande commozione – scrive la madre dall’ospedale di Salvador ringraziando tutti coloro che hanno donato qualcosa per Dario – siete impagabili”.“
Fonte :firenzetoday.it

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4 Commenti

  1. Ciao Antonio, questa è davvero una rutta storia, eppure sarebbe bastato poco per garantirsi un'assistenza adeguata. Comunque farò girare la notizia anche attraverso i miei contatti di Facebook, Twitter e Google+. Spero di essere utile alla causa.
    Até logo!

  2. Dario è stato fortunato per aessere stato aereo-soccorso ma anche così sono insorte complicazioni a seguito del trasporto. Quasi tutti i soccorsi stradali sono praticati dalla SUS poiché le Società di Sanità privata dispongono di poche unità per attendere le migliaia di utenti a pagamento. Leggo che Dario è assistito a pagamente perciò anche se avesse stipulato una assicurazione sanitaria sarebbe nelle stesse condizioni in cui si trova ora. Quasi tutti i medici brasiliani lavorano sia nelle compágnie di sanità privata che nella pubblica SUS; lo Stato può acquistare macchinari di ultima generazione, il privato cerca di far quadrare il bilancio. La VERA sanità, perciò, avrà sempre un deficit di cassa.
    La fondazione S. Raffaele ha occupato molte pagine di Cronaca e l'unità di S.Salvador non so come è messa.
    In bocca al Lupo, Dario

  3. Veramente una vergogna questo fatto. Si dovrebbe a questo punto applicare il principio di reciprocità, visto che in Italia un brasiliano che abbia un incidente stradale verrebbe curato nel migliore di modi gratuitamente. Non mi sembra giusto che la famiglia chieda soldi piuttosto dovrebbe fare pressione sul governo italiano al fine di ottenere per Dario cure gratuite.

    • Caro Michele

      concordo perfettamente con te . Il nostro governo dovrebbe almeno garantire il rientro di Dario Calistri in Italia per essere curato . Non sono assolutamente d'accordo , anche se comprendo l'ansia dei genitori , l'approccio : ognuno per se Dio per tutti . Ammesso anche di trovare la somma necessaria lo stesso problema può presentarsi domani per un altro nostro connazionale … e allora ? Questi sono i veri problemi che i nostri rappresentanti esteri , che oggi litigano per i nostri voti , dovrebbero affrontare e risolvere .

      Per quanto riguarda la reciprocità questa esiste perchè in Brasile se hai bisogno di cure puoi rivolgerti al SUS che è gratuito . I genitori di Dario , non dimentichiamolo , si sono rivolti ad una struttura privata perchè non hanno voluto rischiare con la struttura pubblica .

      Comunque ti confermo che quasi tutti i medici brasiliani lavorano sia al SUS che nelle strutture private e queste ultime non sempre sono ben equpaggiate se non per l'aspetto esteriore ( Sale di aspetto gradevoli con TV , caffè , poltrone comode , ambienti spaziosi , camere con letti singoli , ecc ).

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