sabato 1 dicembre 2012

PIL Brasile : fanalino di coda dei BRICS


C’era una volta la locomotiva del Sudamerica. Non che il Brasile sia in recessione, anzi, ma secondo il Rapporto pubblicato ieri dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) l'economia dello Stato più vasto dell’America latina ha chiuso il 2012 con una crescita dell’1,5%, che farà pure invidia a più di un Paese dell’eurozona ma che rappresenta la percentuale più bassa tra i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). I cinque Paesi che stanno trainando l’economia globale negli ultimi anni vedono sempre la Cina come capofila (previsione di crescita in ribasso al 7,5%), seguita da India (4,4%), Russia (3,4%) e Sud Africa (2,6%).

E non va meglio alla nazione verdeoro neanche guardando alle proiezioni per i prossimi due anni: Pechino e New Delhi continueranno a guidare, con la prima che tornerà a crescere sopra l’8% e la seconda intorno al 5% in media, mentre Brasilia sarà raggiunta da Mosca e Johannesburg che prevedono un miglioramento annuale intorno al 4%.

Secondo l'indagine dell’Ocse i motivi di questa leggera flessione del Brasile vanno cercati nelle politiche eccessivamente protezionistiche messe in atto dal governo di Dilma Rousseff: il gigante sudamericano occupa infatti appena la 46esima posizione nell’Indice di Competitività Globale e secondo Ernst&Young ha perso sette posizioni dal 2011 al 2012 nella classifica di attrattività per gli investitori stranieri, scivolando in 36esima posizione, davanti solo alla Russia fra i Brics.

Fonte : First on line

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