lunedì 30 gennaio 2012

Omaggio ad un grande della mia generazione : Steve Jobs

La biografia scritta da Walter Isaacson ha il sapore di una romantica retrospettiva moderna. Romantica perché gli ingredienti ci sono tutti: un ragazzo abbandonato dai genitori naturali, dei sogni molto grandi e tutto il mondo a disposizione per realizzarli. Moderna perché c’è di mezzo finanza, marketing, droga, microcircuiti e tutto quanto il mondo moderno ha saputo produrre di buono e di cattivo.
Fortemente voluta dallo stesso Jobs in previsione della sua prematura scomparsa, questa biografia è un racconto, il racconto di una vita. Già recente autore delle biografie di Einstein e Franklin, Isaacson aveva chiesto a Jobs, scherzando, se non si sentisse il naturale successore di questi personaggi.
A questa domanda non si conosce risposta, ma non importa. E a dire la verità non importa neanche che Jobs fosse il fondatore della Apple, l’uomo che ha rivoluzionato le telecomunicazioni, i computer. Quando nel mondo, in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi epoca umana nasce qualcuno come lui, allora non importa il campo in cui fiorirà la sua eccellenza, o cosa il suo genio renderà migliore dopo aver toccato. Si tratta di ispirazione, è l’ispirazione che rende speciale il gesto. Come la decisione giovanile di lasciare l’università o il suo modo di andare al lavoro: con i sandali ai piedi, pieno di convinzioni new age e di filosofie orientali, che influenzarono così fortemente la sua vita da portarlo a viaggiare in India alla ricerca di guru e santoni. E poi ci sono i difficili rapporti umani, il suo bisogno di controllo, lo scontro contro un altro colosso dell’innovazione, Bill Gates, splendidamente narrato in un frizzante capitolo della biografia dedicato all’inevitabile incompatibilità di due giganti che si contendono una terra troppo piccola. E i lati oscuri di cui tanto si parla, i demoni, quelli non hanno importanza, perdono naturalmente valore. Troverebbero dimensione e sostanza se quella di cui stiamo scrivendo fosse la biografia di un santo e William Isaacson fosse un vecchio agiografo. E invece no, Jobs non c’entra con Piazza San Pietro ma con Cupertino e Isaacson non è un martirologo ma l’ex editor del Time. Uomini che raccontano storie di uomini. E quando si parla di esseri umani, i lati oscuri sono a dir poco sottointesi.
Per questo, quando prenderete tra le mani questo libro, dovrete ricordare che si tratta di una storia. E come tale è stata scritta, come una storia. Dentro ci sono i sogni, le paure, la vita di un uomo che ha reso fatidico ogni suo gesto. Dentro ci sono anche le sue parole, i pensieri, le interviste, la malinconia che nasce dalla consapevolezza dei limiti umani e della malattia. Per il resto è tutta un’avventura, una guerra. E bisogna avere il coraggio di combattere ogni giorno senza la paralizzante paura di uscirne sconfitti, solo in questo modo si ottiene la libertà, bisogna sentire la vibrante necessità di compiere le proprie scelte: bianco o nero, buio o luce, fate voi. Avere potere perfetto sulla propria vita equivale e vivere una vita eterna. E la storia, ancora una volta, lo conferma.



Alessandro Oliviero 

domenica 29 gennaio 2012

Io non ci sto

Dal sito di Mercato Libero ripubblico questo post che mi ha colpito per la sua lucidità . Da Davos peraltro NON ci sorprende un candido Ignazio Visco che dichiara :"Devo essere fiducioso. Sono ottimista perchè vedo che il governo si sta dando molto da fare e penso anche che abbia il sostegno della gente".



Ibanchieri mondiali hanno deciso e Monti è l'esecutore della loro decisione:
LE BANCHE HANNO FALLITO IL LORO COMPITO DI PRESTATORI E LO STATO SI E' PRESO L'ONERE DI INDEBITARSI A GO GO...
Nel momento in cui la fiducia nello stato è andata a ramengo e i titoli del debito pubblico sono stati venduti....LO STATO HA DECISO DI SPOSTARE L'ONERE DEL DEBITO SUI CITTADINI.
Il problema che la colpa di 15 anni di politiche economiche sbagliate e di AVER CREATO UNA LOST GENERATION viene addossato sulle spalle dei cittadini mentre i colpevoli continuano ad arricchirsi indisturbati.
SE CI DICONO DI TORNARE A VIVERE CON IL TENORE DI VITA DEGLI ANNI 70...BEH ALLORA ANCHE IL SISTEMA FINANZIARIO E INDUSTRIALE DEVE TORNARE COME ALLORA:
I servizi pubblici devono tornare a essere nazionalizzati (ENEL, TERNA, TELECOM, AUTOSTRADE ECC ECC) così come la grandi banche (UNICREDIT, INTESA, MONTEPASCHI,)
gli extracomunitari devono essere bloccati nel trasferire i risparmi all'estero ....
LE MULTINAZIONALI NON POSSONO TRASFERIRE IN ALTRI PAESI I PROFITTI ACCUMULATI VENDENDO I PRODOTTI AGLI ITALIANI MA DEVONO ESSERE OBBLIGATE A REINVESTIRE SUL TERRITORIO
Una cosa molti di voi lettori non volete capire:
LA RICCHEZZA DEGLI ITALIANI E' RAPPRESENTATA DAI FLUSSI DI CASSA!
OGGI LA PRESENZA DI INVESTITORI PRIVATI E DI UNA TASSAZIONE ASFISSIANTE, MENTRE IL SISTEMA BANCARIO NON DA' LIQUIDITA' GETTA LE BASI PER IL DISASTRO ITALIANO
Vi prego di seguirmi nell'analisi di AUTOSTRADE:
-prima della privatizzazione una persona andava in autostrada, pagava al casellante la tariffa dovuta. il casellante riceveva uno stipendio e viveva, consumava, risparmiava...
Lo stato incassava il pedaggio, gestiva i lavori tramite l'Anas e poi la politica gestiva in maniera non efficiente la liquidità che si generava...magari con inciuci vari..
MA UNA COSA ERA CERTA: I FLUSSI DI CASSA RIMANEVANO NEL NOSTRO PAESE E RAPPRESENTAVANO LA LINFA VITALE DEL SISTEMA...LA COLONNA VERTEBRALE CHE CI PERMETTEVA DI CONTINUARE A CRESCERE (anche se ogni tanto arrivava qualche svalutazione...TUTTO PROCEDEVA SENZA TROPPI DRAMMI E SENZA ALCUN CLIMA DEL TERRORE).
Poi è arrivato il periodo delle privatizzazioni e del liberismo (che di per se non sarebbe un male..anzi....) ma tutto dipende come è stato organizzato e gestito dalla casta della politica:
Il signor Benetton compro' le autostrade per un tozzo di pane e si assicurò un sistema di crescita delle tariffe FRA I PIU' CARI NEL MONDO.
Pensate solo che per andare una volta da Milano a Napoli si spende quello che in tutto l'anno viene chiesto a un cittadino svizzero per non parlare della germania dove le autostrade sono gratuite.
Poi il Signor benetton ha creato tutta una serie di servizi che sono stati scorporati dalla società autostrade (in modo tale che se la licenza gli venisse tolta..lui si garantirebbe i servizi)
Poi ha introdotto il TELEPASS a pagamento mensile. UNA GABELLA MEDIOEVALE, mentre lui risparmiava enormi quantità di denaro licenziando i casellanti (che ora oziano senza lavoro e frustrati) guadagnava denaro spremendo milioni di guidatori che si abbonano al TELEPASS (dovrebbe essere lui a pagare noi per averlo e non l'opposto)
Ma se tutti i profitti fossero reinvestiti in Italia tutto questo sarebbe sopportabile.
Il problema è che molti di questi profitti finiscono sotto forma di dividendi a:
1) soggetti esteri che incassano i dividendi e li reinvestono in parti del mondo che crescono
2) Il signor benetton che reinveste i profitti delocalizzandoli in altre parti del mondo per le sue società--da autogrill (nel mondo) ai negozi benetton (nel mondo) e autostrade (nel mondo)
Stessa cosa accade per tantissime altre aziende che prima reinvestivano in Italia e reinvestendo facevano muovere la nazione facendola crescere e attirando altri capitali in un crescendo di sviluppo...
MA DA OLTRE 15 ANNI IL MECCANISMO VIRTUOSO SI E'INTERROTTO.
Le bolle di internet dell'immobiliare, dei prestiti facili e dei tassi d'interesse tenuti bassi ...hanno portato i cittadini a vivere al di sopra delle proprie capacita'...E LA CASTA DEL POTERE HA ASSECONDATO TUTTO QUESTO PER UN UTILE PERSONALE.
L'economia di una nazione si basa su tre pilastri: LA PRODUZIONE, I CONSUMI E IL RISPARMIO.
L'italia ha fatto sì che la produzione si spostasse (anzi la politica ha facilitato i grandi imprenditori in questo processo). la crisi ha portato a un crollo dei consumi ..
e ora IL GOVERNO ATTACCA L'ULTIMO PILASTRO (i risparmi) PER ABBATTERE E TENERE SOTTO CONTROLLO UN DEBITO DIVENTATO INSOSTENIBILE.
IL CITTADINO E' COLUI CHE PAGA GLI ERRORI DI POLITICI BANCHIERI E IMPRENDITORI...MENTRE QUESTI SOGGETTI SI ARROGANO DI DECIDERE ANCORA UNA VOLTA PER NOI SENZA NEPPURE SUBIRE L'ONTA DELL'ALLONTANAMENTO.
Oggi che non è piu' sostenibile il modello...MI SAREI ASPETTATO CHE IL GOVERNO PARTISSE DALLA NAZIONALIZZAZZIONE DELLE AZIENDE MONOPOLISTICHE ED OLIGOPOLISTICHE CHE GENERANO GRANDI FLUSSI DI CASSA E POI ATTUASSE POLITICHE DI TASSE SUL PATRIMONIO.
Mi sarei aspettato che ristrutturasse il debito non pagando interessi (visto che abbiamo un saldo primario positivo) e rinegoziando con i creditori (come si fa quando si è in difficoltà)
Mi sarei aspettato che cercasse di svalutare la moneta..invece di permettere alla BCE di tenere alti i tassi d'interesse (con rialzi dei tassi fino a giugno 2011) e di permettere al signor dollaro di essere debole per permettere alle loro imprese di ripartire e alle nostre di morire.
Mi sarei aspettato che NON permettesse a francia e germania di arricchirsi alle nostre spalle SOLO GRAZIE ALO SPREAD SUL DEBITO.
Capite anche voi che un'impresa per competere in un mercato aperto puo' farlo solo ad armi pari.
Se un concorrente è in germania si finanzia a tassi bassi, usufruisce di trasporti ed energia a basso costo, il lavoro costa meno e paga meno tasse.
La stessa azienda in Italia per mantenere quote di mercato deve lavorare il doppio o deve DELOCALIZZARSI.
Oppure il governo deve imporre dei dazi doganali.
ECCO PERCHE' LE AZIENDE ITALIANE CHIUDONO, SI RIMPICCIOLISCONO, FALLISCONO O VENGONO VENDUTE.
MONTI E IL SUO GOVERNO STANNO IMPOVERENDO IL SISTEMA ITALIA NELLA SPERANZA DI ATTIRARE CAPITALE E AIUTI DALL'ESTERO..
MA IL RISCHIO E' CHE DALL'ESTERO SI ATTENDA IL FALLIMENTO DI QUESTA POLITICA DEL TERRORE E DELL'AUSTERITY PER POI...CORRERE COME AVVOLTOI SULLA PREDA ORAMAI MORENTE.
PER ORA LA SPESA PUBBLICA NON E' STATA TOCCATA COSI' COME I GRANDI INTERESSI DEI POLITICI...
IL DECRETO LIBERALIZZAZIONI: UNA GUERRA FRA POVERI MENTRE I RICCHI SI ALLONTANANO DAL PAESE E I POTENTATI MULTINAZIONALI SONO ESENTI DA PROBLEMI
LE NUOVE TASSAZIONI (iva, case, accise, patrimoniale, tariffe ecc ecc) ci stanno solo impoverendo
LA CANCELLAZIONE DELL'ARTICOLO 18 UNA OTTIMA SCUSA PER ABBASSARE IL COSTO DEL LAVORO (deflazione salariale)
I NUOVI CONTRATTI (vedi quello per i bancari) UN MODO PER SOTTOPAGARE IL LAVORO.
LA TASSAZIONE ASFISSIANTE STA SPINGENDO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE CON CAPITALI E CON CAPACITA' LAVORATIVE (i migliori in un paese) AD EMIGRARE ANCHE A POCHI CHILOMETRI DI DISTANZA!
auguri cari amici italiani..io non ci sto!


Fonte : Mercato Libero

sabato 28 gennaio 2012

Nordeste



Alcuni dicono che qui c'è solo il mare . Ma ...

qui la natura appartiene a un mondo più antico e più truce. Cresce ostinata e rigogliosa spaccando un pavimento che l’opera paziente degli abitanti della città ha posto come confine tra le robuste radici della palma da cocco e gli insediamenti umani.
Anche se poi sulle dune di sabbia bianca, oltre lunghi e pericolosi reticolati neri, una natura selvaggia occhieggia attraverso quelle sbarre di ferro. Si accorge delle strade, delle macchine. Di noi.
Ed è bellissima, come le donne. E con le donne ha in comune anche un’altra cosa:  vuole che devi venire da lei. Per forza.
Qui la natura cresce più ostinata.
Ci sono gli Uomini della Rua che dormono sui marciapiede come se  il cemento fosse stato imbottito di morbidissime piume bianche. Le più comode sul mercato.

Dimenticavo, il mercato. Per  le vie sporche e strette del mercato vendono frutta che odora di dolce e che sembra importata da Giove. La donna che vende le arance ti guarda e ti scruta come se si trovasse davanti, un giorno, per caso, un’arancia quadrata di colore blu. Devo ricordare bene questa cosa: che qui lo straniero sono io.
Anche se bastano solo due reali e un uomo con la carriola ti segue per tutto il tempo e in silenzio, come un carrello radiocomandato. Quando ti fermi si guarda intorno. Aspetta che ti decidi con la spesa. Si annoia? Chissà cosa pensa. Chissà a cosa pensi quando diventi un carrello.

Sai benissimo, invece, cosa pensi quando sei dentro a delle macchine grosse, che sembrano degli spaventosi ibridi. Qui ci sono solo macchine grosse. Che tutte assieme somigliano alla cucciolata metallica di un dragone e di un carro da guerra medioevale che hanno deciso di fare l’amore.
Con le gomme arroventate vanno a passo pesante su un asfalto pieno di buche profonde. Ma anche loro, ogni tanto, si devono fermare a guardare: quando il semaforo diventa rosso.
Qui ai semafori ci sono i mangiafuoco. Uomini magri che divorano fiamme vivide e che poi si addentrano tra gli scarichi caldi della cucciolata metallica. Che li scruta dietro enormi occhi neri. E dietro quegli enormi occhi neri ci siamo noi. Che nella pancia dei mostri scappiamo velocemente tra condomini alti, circondati da recinti elettrici. Per la paura di chissà che cosa.
Ma quando sei a piedi, invece, non puoi avere paura. Anche se tutto sembra in bilico, pronto a cadere, a rompere l’equilibrio, anche l’oceano bellissimo e la sabbia bianca e i sederi perfetti. E i cocchi portati sulla riva dalle onde.
Qui, ai lati delle strade, crescono gli alberi della foresta. Le spoglie di una natura vivida e grandissima che, prima di concedersi la sconfitta, deve aver richiesto il suo tributo di corpi. E ne ha tutta l’aria.
Ma si capisce, ovviamente, che questa sconfitta è solo una questione di tempo.
Una questione di tempo, come poi lo è tutto.
E alcuni dicono che qui c’è solo il mare.

Alessandro Oliviero 

venerdì 27 gennaio 2012

In attesa della verità : altro caso di pedofilia coinvolge turista italiano


Giuseppe Vezzoli, pensionato 68enne di Coccaglio (Brescia) è in carcere da 45 giorni a Maceio, capitale dell'Alagoas, stato del nord-est del Brasile, con l'accusa di pedofilia. La moglie, Gabriella, che da 8 anni sverna insieme al marito a Paripueira, dove hanno acquistato e ristrutturato casa insieme ai cognati, è disperata. Si è rivolta al console italiano di Recife, Francesco Piccioni, che si è già attivato, chiedendo gli arresti domiciliari. La donna è molto preoccupata per la vita del marito, malato di diabete, che in carcere non riceve insulina ed è dimagrito di oltre 10 chili. È riuscita a vederlo per pochi minuti solamente domenica e l'ha trovato malissimo, «A rischio di coma diabetico» ha riferito al consolato. 
L'ACCUSA. A denunciare Vezzoli due ragazze minorenni che lo accusano di violenza sessuale. Per questo un pomeriggio di 45 giorni fa la polizia locale è entrata nella villetta affacciata sull'oceano e ha messo le manette ai polsi al pensionato bresciano, senza dare alcuna spiegazione. Accuse che la moglie e i famigliari (l'uomo ha una figlia in Italia) rigettano con forza, visto che Giuseppe sarebbe troppo malato per fare tentare una simile violenza. Secondo quanto riferito al console, dietro l'accusa di pedofilia ci sarebbe il tentativo di un gruppo di malviventi locali di costringere il pensionato italiano ad abbandonare e vendere la bella casa affacciata sull'oceano, comprata e ristrutturata 8 anni fa e dove la coppia di anziani trascorre 6 mesi l'anno. Il diplomatico italiano ha chiesto gli arresti domiciliari al console ma manca il parere favorevole del pm.
Di seguito la notizia dell'arresto avvenuta alla fine dello scorso anno , il 9 Dicembre 2011 . L'accusa è seria e circostanziata .Alla fine dell'articolo nel  video con l'intervista al delegato che si occupa del caso ,si intravede il pensionato di spalle mentre nasconde il volto con una t-shirt . 
O italiano Giuseppe Vezzoli, 68 anos, foi preso na manhã desta sexta-feira, dia 9, em cumprimento a mandado de prisão expedido pelo juiz Josemir Pereira de Sousa, da Comarca de Paripueira. Vezzoli, que reside em um condomínio às margens da AL 101 Norte, é acusado de estupro de vulnerável, lascívia e corrupção de menores.
De acordo com o delegado Jobson Cabral, titular da cidade, além de Vezzoli, outras duas pessoas também são acusadas de realizar orgias com sete adolescentes na Praia de Sonho Verde. Cinco vítimas seriam menores de idade. O crime foi denunciado pelo Conselho Tutelar à Polícia Civil, que ouviu as mães das menores e pediu a prisão à Justiça. As menores receberiam entre R$ 30 e R$ 20 por programa.
Durante as investigações, as vítimas e várias testemunhas foram ouvidas pelo delegado e confirmaram as suspeitas. “As vítimas confirmaram em depoimento, inclusive uma delas afirmou ter contraído uma doença sexual com o italiano”, informou.
Vezzoli foi preso na sua residência, onde mora com a mulher, também italiana, que negou ter conhecimento de qualquer crime cometido pelo marido. Um advogado já foi contratado para defender o italiano, que admitiu conhecer apenas duas jovens, ambas com mais de 18 anos, mas negou os crimes que lhe são atribuídos.
O italiano será levado para o Instituto Médico Legal Estácio de Lima, em Maceió, onde será submetido a exame de corpo de delito e posteriormente será encaminhado para a Casa de Custódia da Polícia Civil.

A fine articolo , apparso sul Corriere della sera , alcuni commenti a dir poco sconcertanti : 
lo sanno tutti che in Brasile devi stare attento a non andare con prostitute minorenni , ti arrestano , evidentemente il povero pensionato ci è cascato , fosse rimasto a casa sua invece di cercare stupide avventure esotiche adesso non sarebbe nei guai... beata ignoranza !!
Insomma secondo il lettore il pensionato doveva stare solo un poco più attento perchè  in Brasile , si sa , i pedofili li arrestano !
Io dico che: moglie e buoi dei paesi tuoi. Conosco Macejo nello stato di Alagoas, un mio familiare voleva andarci ad abitare ma l'ho sconsigliato fortemente. In quella zona odiano gli Italiani. La gente di Macejo non li vuole perchè non vuole fare la fine di Fortaleza, dove gli italiani sono i capi dello spaccio di droga. Pensate che a Macejo non volevano nemmeno che fosse costruito l'aeroporto per paura dell'arrivo degli italiani, prontissimi a costruire resort e alberghi, coi soldi dell'evasione fiscale in Italia. Italiani state lontani da quel posto!
Il lettore ammette candidamente che a Maceiò odiano gli italiani perchè nella vicina Fortaleza i nostri connazionali sono i capi dello spaccio di droga : bella pubblicità per noi residenti .
La pedofilia è un reato ripugnante e di questo reato ogni anno , in varie parti del mondo (Cuba,Santo Domingo,Thailandia e nord est del Brasile)si macchiano i nostri connazionali . Non è una mia opinione ma un dato di fatto testimoniato da numerose inchieste giornalistiche , l'ultima che mi ricordo solo qualche giorno fa REPORT su RAI 3 (la puntata si chiama "LA DIVINA PROVVIDENZA" ed è consultabile da tutti su internet) . Un imprenditore italiano ultrasessantenne Luigi Garziera , socio in Brasile di Don Luigi Verzè in una fazenda del nord est, con assoluta tranquillità al giornalista che lo intervistava ha raccontato che insieme a Mario Cal (manager del San Raffaele) anch'egli ultrassessantenne, passavano le serate Brasiliane facendo sesso con ragazzine di 14-15-16 anni (parole testuali). Al raccapriccio del giornalista si difendeva dicendo "qui tutti gli italiani fanno cosi".Sono convinto ,o almeno spero ,che non tutti i nostri connazionali realmente commettano queste indecenze approfittando della povertà di larghi strati della popolazione. Vivendo in Brasile posso però confermarvi del marchio che ormai ci portiamo addosso in questo paese non piu , o non solo,quello gia abbastanza infamante di mafiosi...per loro siamo un popolo di PEDOFILI.è ridicolo e patetico cercare di nascondere le colpe di questi nostri connazionali dietro il fatto che però in Brasile c'è tanta delinquenza e corruzione (come se l'talia poi stesse bene!!)...

La puntata di Report è veramente sconcertante . Per chi non avesse seguito la vicenda del San Raffaele , Mario Cal si è sparato e Don Verzè è morto qualche mese dopo di morte naturale .


giovedì 26 gennaio 2012

I dieci paesi con il peggiore ritorno imposte / benefici


São Paulo – Um estudo feito pelo Instituto Brasileiro de Planejamento Tributário (IBPT) mostra que, dentre 30 países pesquisados, o Brasil é que oferece o pior retorno em benefícios à população dos valores arrecadados por meio dos impostos.

O levantamento avaliou os países com as maiores cargas tributários do mundo, relacionando estes dados ao Produto Interno Bruto (PIB) e ao Índice de Desenvolvimento Humano (IDH) de cada nação. O resultado é expresso no Índice de Retorno de Bem Estar à Sociedade (IRBES).

No Brasil, a carga tributária equivale a 35,13% do PIB. Em 2011, o IRBES do país foi de 135,83 pontos, o pior resultado no grupo de 30 economias pesquisadas. Itália, Bélgica e Hungria vêm em seguida no ranking (veja abaixo as 10 primeiras posições).

Nações como Grécia, Uruguai e Argentina estão bem à frente do Brasil no que se refere ao retorno à população dos impostos arrecadados. O melhor resultado é o da Austrália, que tem uma carga tributária de 25,90% do PIB, com um índice de retorno de 164,18 pontos.

Países como Dinamarca, Noruega e Finlândia, conhecidos por oferecer serviços de alta qualidade a suas populações, entram na lista dos piores retornos por causa da elevada carga tributária. “O que puxa o índice é a carga de impostos. Dinamarca e Suécia arrecadam muito e, mesmo assim, não estão entre os primeiros quando se trata do IDH”, explica João Eloi Olenike, presidente do IBPT.

A Austrália tem uma carga tributária de 25,90% do PIB, quase metade da dinamarquesa (44,06% do PIB). O IDH australiano, entretanto, é de 0,929, enquanto que o da Dinamarca é de 0,895. “Países que oferecem melhores retornos à população, como no caso da Austrália, conseguem manter um IDH elevado com menos recursos do que, por exemplo, a Dinamarca e a Noruega”, diz Olenike.



PaísCarga Tributária (% PIB)IDHIRBES
Brasil35,13%0,718135,83
Itália43,00%0,874139,84
Bélgica43,80%0,886139,94
Hungria38,25%0,816140,37
França43,15%0,884140,52
Dinamarca44,06%0,895140,41
Suécia44,08%0,904141,15
Finlândia42,10%0,882141,56
Áustria42,00%0,885141,93
Noruega42,80%0,943145,94


Fonte : Exame

Tre grattacieli crollano a Rio de Janeiro

Ieri sera ero in un bar di Ponta Negra e stavo assistendo  alla partita del Flamenco quando la trasmissione è stata interrotta per comunicare un grave incidente occorso in quel momento a Rio de Janeiro . Un numero imprecisato di edifici era crollato e c'erano morti e dispersi . In mattinata si è saputo che dli edifici erano tre , uno incollato  all'altro alla moda brasiliana e nel centro storico della città proprio di fianco al Teatro municipale  Ancora una volta si parla di fuga di gas .





mercoledì 25 gennaio 2012

Attenzione ai segnali

E' meno di un mese che è iniziato il 2012 , l'ultimo , secondo i Maya , ed i segnali negativi non cessano di susseguirsi .. almeno per noi italiani .Quasi in contemporanea al  declassamento dell'Italia da parte della Agenzia di rating  Standard& Poor , arriva il naufragio della più grande nave da crociera italiana in un modo a dir poco imbarazzante . " Come può uno scoglio arginare il mare " cantava il grande Battisti in una sua splendida canzone , ebbene non può ma con l'aiuto della  persona giusta  uno scoglio può fare la sua bella figura come testimonia la foto del naufragio della Costa Concordia .



Alcuni non tardano a legare i due eventi , ipotizzando addirittura un complotto internazionale dove il nome della nave , Concordia sarebbe addirittura  emblematico del naufragio della Concordia europea .
Poco dopo , sull'onda della manovra di austerity promossa dal premier  Supermario ,  esplode la rivolta dei Forconi , movimento popolare che nasce in Sicilia e che risale la penisola come una cancrena lungo la gamba dello stivale . 






Alcuni pensano che dietro ai "forconi" ci siano forze occulte che tendono a destabilizzare il Paese . La rivolta si estende ai TIR che bloccano il traffico merci in Campania e fa anche il primo morto : un manifestante travolto ed ucciso da una autista di TIR tedesca , dicono spaventata  dalla manifestazione . Il giorno prima sulla versione on line del noto quotidiano  tedesco " Spiegel online " il columnist Jan Fleischhauer  spiegava  che l'affondamento del Concordia poteva solo riuscire ad un capitano italiano , con un capitano tedesco non sarebbe mai successo . Mai dire mai .




Ma i segnali non finiscono qui , e prima che il mese di Gennaio si congedi ecco che un vecchio " amico " dell' Italia ci manda i suoi saluti , una bella pacca sulla spalla , il terremoto . Certo si tratta giusto di un avvertimento , qualche calcinaccio qui , una bella crepa là , giusto per non dimenticare che di disgrazie o vogliamo chiamarle " piaghe " di biblica memoria ce ne sono ancora tante ! 

martedì 24 gennaio 2012

Un amico mi ha scritto : qui va tutto a rotoli



Marcianise (CE) - I Forconi bloccano casello Caserta Sud. La protesta dei "Forconi" arriva nell'Italia continentale, partendo dalla Campania ed estendendosi a tutta la penisola, dove sono circa 60 i blocchi stradali. Dalla tarda serata di domenica decine di camion e tir hanno bloccato e uscite autostradali di Caserta Sud, Capua e Santa Maria Capua Vetere, sostenuti dai volontari dei centri sociali del casertano. Tir fermi anche sulla A30 Caserta-Salerno, sulla Napoli-Pompei-Salerno, Mercato San Severino, Palma Campania e sulla Statale 7bis.

Ma il movimento, nato in Sicilia, contro il rincaro del gasolio, dei ticket dell'autostrada e dell'Irpef, si estende a tutta la penisola. 60, circa, i blocchi lungo le autostrade italiane. In Abruzzo il presidio simbolico organizzato da venerdì scorso nei pressi del casello di Città Sant'Angelo-Pescara Nord dell'autostrada A14 potrebbe trasformarsi presto in una nuova forma di contestazione. A Torino il movimento sta bloccando l'imbocco dell'autostrada A4 per Milano e Venezia: una sola corsia viene lasciata libera per le auto. Lungo la tangenziale anche lo svincolo autoporto è stato bloccato, e i tir si starebbero organizzando per occupare anche quello interporto. Sempre sulla Torino-Venezia segnalati code anche ad Asti, oltre che a Capriate, a Seriate e a Dalmine, nel bergamasco. Nel capoluogo orobico sono 70 i tir che presidiano l'accesso all'autostrada: una sola corsia risulta libera. A Genova forti rallentamenti alla convergenza tra l'autostrada A7 Genova-Milano e l'A10 dal capoluogo ligure a Ventimiglia....... (23.01.12)

continua: http://www.pupia.tv/notizie/0010781.ht

Emenda costituzionale permetterebbe agli stranieri di fare politica


A Câmara analisa a Proposta de Emenda à Constituição (PEC) 119/11, do deputado Roberto Freire (PPS-SP) e outros, que permite que o estrangeiro que resida no Brasil há mais de cinco anos vote nas eleições municipais da localidade onde mora. A proposta também permite que o estrangeiro que more no País há, no mínimo, dez anos seja candidato a prefeito ou vereador.

Segundo o autor, o estrangeiro que tem residência legal no País há pelo menos cinco anos demonstra ter criado vínculos com a sociedade brasileira, sendo justo que participe nos pleitos locais como eleitor. “Essas eleições são importantes para o julgamento e avaliação dos serviços públicos, aos quais os estrangeiros residentes no Brasil devem ter direitos plenos”, argumenta o deputado.

Para Freire, facultar ao estrangeiro residente no Brasil há mais de dez anos a possibilidade de ser candidato nas eleições é “também um estímulo para a sua naturalização, que é a plena integração social e política à comunidade nacional”. Ele ressalta que os cargos eletivos municipais têm caráter eminentemente administrativo local, não tendo a proposta nenhuma possibilidade de ferir a soberania nacional.

Tramitação

A PEC terá a admissibilidade analisada pela Comissão de Constituição e Justiça e de Cidadania. Se aprovada, será analisada por uma comissão especial a ser criada para esse fim. Depois, seguirá para o Plenário, onde precisará ser votada em dois turnos. (Agência Câmara)

Íntegra da proposta:
PEC-119/2011

lunedì 23 gennaio 2012

Lo Stato italiano pagherà le Aziende con i BOT



Le imprese stanno morendo. Si sta fermando il cuore della Nazione. Quello che pompa sangue e reddito al Paese. Lo Stato deve alle aziende 70 miliardi di euro. Soldi che significano la vita o la morte per migliaia di imprese e famiglie buttate in mezzo a una strada. I becchini Monti&Passera, invece del massaggio cardiaco, hanno preparato per loro un'iniezione letale: i BOT. Salderanno il debito statale con debito pubblico. E' come pagare il conto al ristorante con le figurine Panini (con tutto il rispetto per il glorioso album), scambiarsi la cacca con la pupù. Le imprese potranno a loro volta pagare i dipendenti con una modica quantità di BOT e questi pagare l'affitto, il benzinaio, le bollette della luce e del gas con qualche titolo pubblico.
E' una presa per il culo così abnorme che sembra una storia tratta da Topolino, ma non per i giornalisti schierati con il Sistema . Sentite qua, da Repubblica : "Tra le novità dell'ultima ora si segnala anche la possibilità che il corposo debito pubblico della PA con le imprese - circa 70 miliardi di euro - sia erogato in titoli di Stato, per dare fiato alle imprese strozzate dal credit crunch, la stretta creditizia". Propongo che da subito il finanziamento ai giornali sia pagato in BOT, così la pianteranno di scrivere cazzate. E non solo, anche il finanziamento ai partiti va pagato in BOT e pure lo stipendio ai parlamentari, ai consiglieri regionali e ai ministri, fino allo stesso Napolitano. Perché fermarsi qui? Tutti i vitalizi di senatori e deputati, a iniziare da Amato e Veltroni passando per Scalfari, siano onorati in BOT e ogni cartella di Equitalia sia in futuro saldata in BOT. Ho un debito con te? Ti dò un altro debito! Chi è in asfissia di liquidità e riceve in cambio del credito con lo Stato un debito dello Stato può solo vendere, ma i Bot valgono meno del loro valore nominale, anche il 20-25%. Il debito ha sostituito la moneta. Ci stiamo trasformando in un Paese di accattoni. Pagherò l'elettricista con il debito che ho con l'idraulico. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.


Dal Blog di Beppe Grillo 

La fine del sogno brasiliano



Il 1 Maggio 2010 ho pubblicato un post " storico " , il più letto in assoluto del Blog Vivere in Brasile con oltre 20 000 visualizzazioni e 271 commenti . Il post , che si intitolava Il cambio euro.real , la croce del pensionato italiano iniziava così : " Si parla spesso del trasferimento della propria pensione in Brasile come mezzo per ottenere il visto e vivere tranquillamente di rendita in Brasile . L'idea è sicuramente attraente e realizzabile ma merita alcune importanti riflessioni prima di essere attuata . I cambiamenti economici intervenuti in Brasile ed in Europa negli ultimi 10 anni impongono una speciale attenzione a quello che è il cambio euro -real può riservare in futuro e già riserva oggi per coloro che la scelta di venirsene in pensione in Brasile l'hanno fatta anni fa ."
 Ebbene molte cose sono cambiate da allora , non solo perchè il cambio si è ulteriormente ridotto arrivando nei giorni scorsi a 2,15 e l'inflazione ha eroso ulteriormente il potere di acquisto passando dal 5% al 6,5% circa ma , soprattutto, perchè un anno dopo la pubblicazione del post , il 10 di Agosto del 2011 , è cambiata la legge che consentiva ai pensionati italiani di ottenere il visto permanente in Brasile . Ecco il testo della nuova Risoluzione , in lingua originale ( in grassetto ci sono gli articoli che interessano i pensionati )

RESOLUÇÃO NORMATIVA Nº 95, DE 10 DE AGOSTO DE 2011
Altera dispositivos das Resoluções
Normativas nº 45, de 14 de março de
2000, e nº 62, de 8 de dezembro de 2004.
O CONSELHO NACIONAL DE IMIGRAÇÃO, instituído pela Lei
nº. 6.815, de 19 de agosto de 1980, e organizado pela Lei nº. 10.683, de 28 de
maio de 2003, no uso das atribuições que lhe confere o Decreto nº. 840, de 22
de junho de 1993, resolve:
Art. 1º O art. 1º da Resolução Normativa nº 45, de 14 de março
de 2000, passa a vigorar com a seguinte redação:
“Art. 1º O Ministério das Relações Exteriores poderá conceder
visto permanente a estrangeiro aposentado, acompanhado de até dois
dependentes, que comprovar poder transferir mensalmente para o Brasil
importância, em moeda estrangeira, em montante igual ou superior a
R$6.000,00 (seis mil reais).
§ 1º Se o interessado tiver mais de dois dependentes, será
obrigado a transferir, ainda, quantia, em moeda estrangeira, em montante igual
ou superior a R$2.000,00 (dois mil reais) para cada dependente que exceder a
dois.
§ 2º Em qualquer das hipóteses previstas neste artigo, os
dependentes deverão estar enquadrados nas disposições da Resolução
Normativa que trata da concessão de visto temporário ou permanente a título
de reunião familiar.”
Art. 2º O inciso V do art. 2º da Resolução Normativa nº 45, de 14
de março de 2000, passa a vigorar com a seguinte redação:
“V - comprovação de aposentadoria e de capacidade de transferir
para o País a quantia, em moeda estrangeira, em montante igual ou superior a
R$6.000,00 (seis mil reais) nos termos do art. 1º desta Resolução.”
Art. 3º O art. 3º da Resolução Normativa nº 62, de 8 de dezembro
de 2004, passa a vigorar com a seguinte redação:

“Art. 3º A Sociedade Civil ou Comercial que desejar indicar
estrangeiro para exercer a função de Administrador, Gerente, Diretor ou
Executivo deverá cumprir com os requisitos estabelecidos pelo Ministério do
Trabalho e Emprego, quanto às disposições legais referentes à constituição da
empresa e comprovar:
I - investimento em moeda estrangeira em montante igual ou
superior a R$600.000,00 (seiscentos mil reais) por Administrador, Gerente,
Diretor ou Executivo chamado, mediante a apresentação do Sisbacen,-
Registro Declaratório Eletrônico de Investimento Externo Direto no Brasil,
comprovando a integralização do investimento na empresa receptora; ou
II - investimento em moeda estrangeira em montante igual ou
superior a R$150.000,00 (cento e cinquenta mil reais) por Administrador,
Gerente, Diretor ou Executivo chamado, mediante a apresentação do Sisbacen
- Registro Declaratório Eletrônico de Investimento Externo Direto no Brasil,
comprovando a integralização do investimento na empresa receptor; e geração
de dez novos empregos, no mínimo, durante os dois anos posteriores a
instalação da empresa ou entrada do Administrador, Gerente, Diretor ou
Executivo.”
Art. 4º Esta Resolução Normativa não se aplica aos pedidos
protocolados antes de sua entrada em vigor.
Art. 5º Esta Resolução Normativa entra em vigor na data de sua
publicação.
PAULO SÉRGIO DE ALMEIDA
Presidente do Conselho Nacional de Imigração
Publicada no DOU nº 160, seção 1, pag. 162 de 19 de agosto de 2011.



In pratica il diritto a richiedere il visto permanente passa adesso attraverso la prova da parte del pensionato , di poter trasferire in Brasile un montante in valuta straniera equivalente a R$ 6000  contro i $ 2000 della precedente risoluzione . Il peggioramento del cambio non aiuta certo : ben 2727 euro , una pensione da dirigente ! Ecco perchè parlo di fine di un sogno .
A ciò si aggiunge una ulteriore restrizione : quella del visto turistico che da 90 + 90 giorni di proroga consecutivi passa a 90 giorni a semestre con l'impossibilità dunque di trascorrere i classici 6 mesi invernali in Brasile e sei mesi estivi in Italia . Insomma due leggi che definire anti pensionati è un eufemismo . 

sabato 21 gennaio 2012

L' " inchino" : tutti sapevano ed approvavano


GROSSETO — Soltanto a stare sprofondati nel divano del salotto si capisce la rabbia e la pena che prova quest’uomo. La sua casa nel centro di Grosseto è quasi un museo a se stesso, alla propria storia. Alle pareti, sulle mensole, ovunque, ci sono foto e ricordi di una vita passata in mare e al centro di tutto c’è sempre lui, il comandante Mario Terenzio Palombo, pochi sorrisi e un contegno altero. «Verso le 22.00 ebbi anche l’opportunità di passare davanti al porto del Giglio, rallentare sensibilmente la velocità, transitare molto rasente alla costa e salutare la mia isola. Era la prima volta che una nave così grande, l’ammiraglia della "Costa" e della flotta italiana, passava così vicino e salutava la popolazione accorsa sul molo. Una grande emozione».
La copertina del libro del comandante PalomboLa copertina del libro del comandante Palombo
L’inchino nasce quella sera, primo ottobre 1993. Andiamo avanti a leggere, ma il comandante agita una mano con un gesto stanco. «La prego, basta ». Dev’essere terribile, davvero. Vedere le proprie memorie che diventano quasi un corpo del reato destinato a entrare negli atti della Procura. «La mia vita da uomo di mare» è il titolo. «Da Camogli all’Isola del Giglio, dalle navi da carico ai prestigiosi comandi di navi passeggeri ». Pallore quasi diafano, espressione affranta. Ma la voce è quella di un professore costretto a spiegare la lezione ad allievi impreparati. «Lei è di Milano? Troppo lontano dal mare, cosa volete saperne, voi. Imparate a usare le parole corrette: l’inchino non esiste, esistono i passaggi ravvicinati. Sono sempre un momento di festa per Costa Crociere, che può averne notevoli ritorni economici. Quel passo che lei cita riguarda l’inaugurazione della Victoria, avevo a bordo i vertici della compagnia».
Nell’ottobre 2008 il libro, Editrice Innocenti di Grosseto, era quasi una terapia per un marinaio costretto da un infarto ad abbandonare quel che ha di più caro, il mare. Tre anni, una manovra folle del suo ex vicecomandante e un naufragio dopo, gli occhi che si fermano su quelle pagine sono obbligati a un sguardo diverso. Perché l’ultimo inchino della Costa Concordia era dedicato anche a lui, a Palombo. Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente di Costa Crociere Pierluigi Foschi sostiene che la pratica degli inchini non appartiene alla compagnia, ma non esclude che qualche comandante, di sua iniziativa e senza informare, prendesse rotte vicine alla terraferma.
Dice Palombo: «Ho sempre informato la centrale operativa e la Guardia costiera di ogni deviazione. Adesso il governo proibirà queste manovre, e molti posti di lavoro andranno perduti». Il comandante è un uomo dalla memoria di ferro e il suo libro è quasi un diario di bordo. A volte l’avvicinamento alla terraferma viene fatto su esplicita richiesta dei vertici della compagnia. Sempre il primo ottobre 1993: «Alle 9 si partì per Civitavecchia, dov’era prevista una cena di gala. Avevo espresso la mia contrarietà quando l’allora responsabile dell’ufficio Pippo Costa me lo aveva proposto. Era uno scalo a rischio, la nave per entrare doveva evitare le secche e retrocedere per 600 metri amarcia indietro. Costa mi disse che la nostra entrata nel porto era importante».
Palombo ci prova tre volte. La manovra è troppo pericolosa. Ottiene da Genova il permesso di lasciar perdere. Torniamo al Giglio. Venticinque luglio 1996: «Ci avvicinammo lentamente e quando fummo vicinissimi vidi mio padre sulla punta del molo, con il binocolo a tracolla». Soprattutto, 21 novembre 1998, dove si parla dello scoglio diventato celebre in tutto il mondo: «Puntai sulle Scole rallentando gradualmente la velocità… la gente che era alle finestre segnalò la sua presenza accendendo e spegnendo le luci. Fu una bella emozione». Nel 2003 sfiora la Gabbianara, dove oggi è arenata la Concordia. «Passammo vicinissimi. Ovviamente chiesi l’autorizzazione». Ci sono inchini e inchini, questo ormai è chiaro. E non tutti i comandanti sono uguali.
All’inizio del libro l’autore ricorda l’insegnamento di un suo maestro. «Le prime cose che deve apprendere un buon comandante sono i limiti di manovra della nave, e i propri limiti». Ci si sente in colpa, a chiedere conto di quelle poche frasi, perse in 304 pagine che spiegano bene perché Palombo sia considerato una leggenda della Costa Crociere, un uomo che nel 1986 alle Bermuda sferzate dall’uragano Emily riuscì a salvare il suo transatlantico e le 1.200 persone a bordo. Ma il comandante è una figura centrale dell’inchiesta sul naufragio. Venerdì sera Palombo riceve una telefonata dal cellulare del maître Antonello Tievoli, parente stretto di sua moglie e unico gigliese a bordo, che dalla plancia di comando gli comunica il passaggio davanti alla «sua» isola, e gli passa Schettino. «Due cretini» dice.
Quel libro sconosciuto ai più aiuta a capire molte cose, aiuta a capire il suo legame con Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere, l’amicizia con Roberto Ferrarini, suo ex ufficiale di bordo e responsabile della centrale operativa di Costa Crociere la sera del naufragio, del quale viene informato proprio da Palombo. Quel libro con dentro la sua vita è diventato una prova. «Oggi vorrei non averlo mai scritto». Grosseto è diventata piccola per lui, di tornare al Giglio non se ne parla. Il vecchio marinaio si rassegna a partire alla ricerca della tranquillità. In montagna.
21 gennaio 2012 | 8:23