venerdì 30 novembre 2012

Il PIB brasiliano delude gli analisti : il real cala

Il Brasile cresce la metà del previsto nell'ultimo trimestre influenzato soprattutto dalla stagnazione nella crescita del settore dei servizi .Il dato si riflette immediatamente sui cambi . Il dollaro  chiude a 2.13 e l'euro  arriva a sfiorare i 2.8 .  















Crescimento do país no terceiro trimestre foi metade do previsto pelos analistas. Queda nos juros e alta na inadimplência fizeram setor de intermediação financeira registrar a maior queda desde 2008, afetando resultado dos serviços, que ficaram estagnados
A economia brasileira cresceu só 0,6% no terceiro trimestre deste ano em relação aos três meses imediatamente anteriores, segundo dados divulgados nesta sexta-feira pelo Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (IBGE). Analistas esperavam expansão de 1,2%, conforme mostra reportagem do GLOBO publicada nesta sexta-feira.

Em valores correntes, a produção no país somou R$ 1,098 trilhão. Na comparação com igual período no ano passado, o Produto Interno Bruto (PIB) — que representa a soma de bens e serviços produzidos no país — cresceu 0,9%. Nesta base de comparação, é a menor expansão em um terceiro trimestre desde 2009, quando registrou recuo de 1,6%.
O crescimento do segundo trimestre do ano foi revisado para baixo, de 0,4% para 0,2%. Com o resultado, a economia acumula crescimento de 0,7% em 2012. Nos últimos 12 meses até setembro, a alta foi de 0,9%.

PMI italiane : specie in via di estinzione

Le imprese italiane muoiono come mosche mentre a Roma si discute su come salvare il culo dei partiti e dei loro beneficiati, si discetta delle alchimie della nuova legge elettorale. Una legge pret a porter, su misura, per un Monti bis. Un signore che non si candida, ma che è già nuovo presidente del Consiglio per diritto divino alla faccia della democrazia. Investire in Italia non ha più senso, fare impresa è una lotta contro i mulini a vento. I piccoli e medi imprenditori, il tessuto sociale che tiene in piedi la baracca del Paese, sono i nuovi Don Chisciotte che combattono una lotta che sembra persa in partenza. Se falliranno, con loro fallirà il Paese. Quando cesserà il gettito fiscale, diretto e indiretto, garantito dai piccoli e medi imprenditori, la macchina Italia si fermerà e il problema non sarà più politico e nemmeno economico, ma sociale. Quanti soldati blu saranno necessari per mantenere l'ordine pubblico? A cosa serviranno allora le discussioni bizantine sulle elezioni, i premi di maggioranza, i premiolini, le primarie fatte da nullità e vendute come fustini di detersivo dalla propaganda dei media? Qui l'Italia va a fuoco e i nuovi Nerone suonano la cetra.

La società Price Waterhouse Coopers ha pubblicato una classifica delle PMI nei diversi Stati in base a tre indici: il numero di adempimenti fiscali, il tempo necessario per il loro calcolo e gestione e la pressione fiscale. L'Italia è 131esima al mondo. E' più conveniente aprire un'azienda nelle Barbados (121), in Bielorussia (129), in Bosnia (128), a Capo Verde (102), in Colombia (99), persino in Etiopia (103) , Guatemala (124), Guyana (118), Iraq (65) , Moldova (109), Namibia (112), Nepal (114), Sierra Leone (117) e Uganda (93). 


La PMI italiana ha un carico fiscale del 68,3%, è sottoposta a 15 adempimenti fiscali che per essere smaltiti hanno bisogno di 269 ore di lavoro, circa 33 giorni lavorativi. Siamo nelle mani di pazzi in libertà che affermano di aver risanato il Paese attraverso successi come la crescita del debito pubblico, della disoccupazione, dell'inflazione insieme al crollo della produzione. L'Europa viene sempre citata dal governo "cicero pro domo sua", per difendere gli interessi e i privilegi di casta. In ambito fiscale però l'Europa non fa mai testo, come per l'introduzione della legge anticorruzione e del falso in bilancio, o abbassando il carico fiscale delle PMI. In. Europa. Si. Può. Fare. La Danimarca è 13sima con il 27,7% di tassazione, la Finlandia 23sima con il 40, 6%, la Germania 72sima con il 46,8%, l'Olanda 29sima con il 40,1%, la Gran Bretagna 16sima con il 35,5%. Tutti Paesi con servizi molto più efficienti e meno costosi dell'Italia, Stati dove la burocrazia è al servizio del cittadino e non autoreferenziale e matrigna. Qui, o si salvano le PMI o si muore.

Fonte : Il Blog di Beppe Grillo 

Opportunità di lavoro nel settore fotovoltaico

Abbiamo parlato spesso di fotovoltaico sul nostro blog . Oggi ce ne occupiamo per evidenziare una interessante proposta di lavoro apparsa sulle pagine del Gruppo " Italians doing business in Brazil " di cui sono membro .



Ricerchiamo figura commerciale in Brasile (Nord Est preferibile ) SETTORE FOTOVOLTAICO


Rappresento una società italiana operante da 4 anni in Brasile (Maceio ) nel settore delle costruzioni residenziali col programma federale MINHA CASA MINHA VIDA.

Dal 2013 creeremo una nuova struttura specializzata nel settore delle energie rinnovabiliin particolare fotovoltaico. Ci necessita una figura sul posto che inizi la promozione dei ns. prodotti. Sicuramente essendo il primo inserimento la persona crescerà in breve tempo con l'azienda per passare dopo un periodo responsabile della rete vendita.

E' richiesta :
predisposizione ai rapporti interpersonali
predisposizione a lavorare in team ed a condividere risultati aziendali e di quadra.
predisposizione a raggiungimento obiettivi


Se interessati potete contattarmi a:
giancarlo.sandretto@gmail.com

Ringrazio anticipatamente
SANDRETTO Giancarlo


giovedì 29 novembre 2012

Selic confermata al 7,5%

Come previsto la  Selic è stata confermata al 7,5% durante l'ultima riunione del COPOM tenutasi mercoledì . Il fatto che la caduta della Selic si sia arrestata è una notizia confortante per i risparmiatori , in particolare per quelli stranieri che possono avvantaggiarsi anche di un cambio in salita  2,7 reais per un euro . Un buon momento per chi stava pensando ad un investimento in Brasile .











Com a manutenção da Selic em 7,25% ao ano após a última reunião do Comitê de Política Monetária (Copom) nesta quarta-feira, o rendimento das cadernetas de poupança continuará em 5,075%. As mudanças nas regras da remuneração da poupança começaram a valer para os depósitos feitos a partir de 4 de maio. Esses depósitos são corrigidos com base em 70% da Selic mais a Taxa Referencial (TR). Neste caso, com a Selic a 7,25%, a remuneração ao ano é de 5,075% ao ano, mais a TR. Até maio, a poupança rendia 0,5% ao mês, o que dava 6,17% ao ano (+ TR). Os depósitos feitos antes de 4 de maio seguem com o rendimento antigo.
A regra de rendimento da poupança será válida sempre que a Selic for igual ou inferior a 8,5% ao ano. As demais regras para esse tipo de investimento estão mantidas, como a isenção do Imposto de Renda e o direcionamento dos recursos captados pelos bancos com as cadernetas para o crédito habitacional e agrícola.
Na prática, cada poupador que tem montante depositado antes e depois de 4 de maio ficou com duas cadernetas. No momento de fazer um resgate da poupança, o dinheiro sairá prioritariamente da mais nova, de acordo com o ministério da Fazenda. No entanto, se o valor a ser sacado exceder o montante, o que faltar será tirado da conta antiga (que atualmente rende mais que a regra atual). Por exemplo, o correntista que quiser sacar R$ 300, mas só juntou R$ 200 na nova poupança, terá retirado os R$ 200 da nova conta e R$ 100 da antiga. Toda essa operacionalização será providenciada pelos bancos onde o poupador guarda o dinheiro.

lunedì 26 novembre 2012

L'Italia torna al medioevo

Questo è quello che resta della nostra millenaria civiltà  ? Quello che accade in Calabria oggi è sempre accaduto ma è un ulteriore segnale allarmante .Tra poco , complice la crisi economica e morale dilagante , anche la sicurezza pubblica sarà a rischio . Mi dispiace dirlo ma i giornali stanno solo distraendo la popolazione italiana ... Bersani , Renzi , Grillo , Berlusconi ...  Fermatevi , prendetevi qualche giorno per riflettere , lontano da ogni condizionamento e pensate ... non fatevi bollire lentamente .
Riflette e dopo prendete una decisione . Gli italiani sono da sempre un popolo di " navigatori " . Ricordate che anche il grande genio Leonardo da Vinci alla fine emigrò in Francia dove visse , lavorò e morì nel 1519 . L'Ital ia non è mai stata riconoscente con i  suoi cittadini geni e non . Allora come oggi siamo  costretti ad emigrare per realizzare i nostri sogni .
Il testo seguente NON è tratto dal libro VOLUME  NERO come potrebbe sembrare , è tratto semplicemente da La Repubblica di oggi .


Calci, pugni, colpi di lettiga e urla fra addetti di agenzie funebri concorrenti in lite per accaparrarsi i corpi dei sei braccianti morti nell'auto investita dal treno a Rossano. La scena è andata in onda la notte, a poche ore dall'incidente, sotto gli occhi esterrefatti delle forze dell'ordine e soprattutto di amici e parenti delle vittime -tre uomini e tre donne di nazionalità romena - che gridavano "Vergogna" e chiedevano rispetto per quelle povere salme.

La scena da sciacalli è stata raccontata in parte da un video pubblicato dal "Quotidiano della Calabria". Protagonisti i titolari e i dipendenti di alcune agenzie di pompe funebri dei paesi vicini, accorsi sul luogo della tragedia una volta allertati dalle forze dell'ordine e dai sanitari. Uno spettacolo sconf
ortante, scrive sulla testata calabrese il giornalista Valerio Panettieri. Quelli sono tutti miei - si sente urlare davanti alla carcassa dell'auto - . Sono stato avvisato dall'ospedale, sono arrivato per primo, se qui viene qualcuno che non è di Rossano succede un casino. Questa è roba nostra, non vogliamo gente da Corigliano o da Mirto".

Dall'altra parte la replica: "No, facciamo uno a testa". Poi gli spintoni e la rissa. Quando lo scontro sembrava essersi placato , mentre si trasportava una delle salme, il titolare di una delle agenzie ha dato nuovamente in escandescenze. I portantini hanno perso l'equilibrio, facendo cadere a terra dalla barella il corpo che vi era adagiato. A quel punto, gli amici e i parenti delle vittime hanno cominciato ad urlare. "Vergognatevi, questo è il mio sangue, non sono dei cani questi sono esseri umani". La situazione è rimasta tesa fin quando le auto con a bordo i corpi dei sei lavoratori non si sono allontanate, inseguite ancora dalle grida: "Sciacalli, sciacalli!".



domenica 25 novembre 2012

Il mondo che cambia

Il mondo cambia . In soli 3 anni assistiamo alla inversione di una tendenza . Il numero di brasiliani bloccati nei loro viaggi verso l'estero ( Diagramma  verde ) assommavano nel 2008 a 10263 unità mentre il numero di stranieri  ( Diagramma  rosso ) bloccati erano appena 881 .









Ecco la situazione come appare nel 2011 solo tre anni dopo 







La situazione si è nettamente invertita ed il trend continua anche nel 2012 ,  ad oggi infatti il numero di brasiliani bloccati è di 2005 unità contro le  5037  unità di stranieri respinti .

Fonte : Estadao

sabato 24 novembre 2012

Alta stagione a Natal

Quest' anno, contrariamente a tante pessimistiche previsioni che davano un calo del turismo a Natal , sto assistendo  ad  un vero e proprio boom . Non si trova un posto decente ad un prezzo ragionevole in tutta Natal , 
noi abbiamo tutto esaurito sino a Febbraio e stiamo già ricevendo prenotazioni per Marzo . Le richieste  continuano ad arrivare , oramai inutilmente , a ritmo serrato via via che si avvicina il fine anno . I clienti sono brasiliani , cileni , argentini ed ovviamente  italiani . 
 
Il sole , il clima gradevole a causa della brezza marina sempre presente  , acqua del mare calda e possibilità di fare il bagno anche per i più piccoli incanta le famiglie che qui arrivano numerose dagli Stati del sud , da Sao Paulo , Minas Gerais ed anche da Rio de Janeiro . 

Quando percorro in auto la via Costiera da Praia do Meio a Ponta Negra e vedo lo  spettacolo del mare , che in questi giorni ha dei toni verde smeraldo intenso , che contrasta con il bianco delle dune ed il verde dei cactus mi rendo conto di essere veramente un privilegiato per vivere in questa città ... con tutti i problemi del Brasile . 


"Black Friday" brasiliano ribattezzato " Black Fraude "

La tradizione americana del Black Friday è stata ripresa da qualche anno anche dal Brasile .Per chi non lo conoscesse ancora si tratta di un giorno " venerdì " scelto per ridare ossigeno a commercianti e consumatori dove i prezzi nei grandi supermercati subiscono tagli eccezionali e generalmente non inferiori al 50% .
In Brasile però sembra che la cosa non funzioni allo stesso modo . A leggere le reti sociali ieri è stato il "Black Fraude " ovvero il giorno in cui si è potuto acquistare tutto alla "metà del doppio del prezzo" !

Per curiosità ho esaminato i siti dei principali distributori che hanno aderito ( Carrefour , Extra , Shoptime , Americanas , ecc ) alla iniziativa e posso confermare che non ho trovato alcun prezzo inferiore a quelli praticati in normali giorni di promozione . 






Diante de reclamações feitas por consumidores sobre a diferença entre os descontos anunciados e os realmente oferecidos na promoção Black Friday, realizada ontem, o Procon-SP notificou sete grandes varejistas brasileiras cobrando explicações sobre os preços praticados. Estão na lista grandes empresas como Extra (lojas física e virtual), Ponto Frio, Submarino, Walmart, Fast Shop, Americanas.com e Saraiva. A Black Friday é o dia de liquidações após o feriado nacional de Ação de Graças nos Estados Unidos. No Brasil, este foi o terceiro ano da ação.

O Procon não foi o único a perceber que algumas empresas não estavam cumprindo o compromisso de descontos ousados ontem no Brasil. O próprio organizador do evento, o site BuscaDescontos, baniu 500 anúncios por maquiagem de preços. A empresa também será notificada pelo órgão de defesa do consumidor para informar quais são os varejistas retirados da promoção, para que eles também sejam investigados.

O BuscaDescontos, que registrou a marca Black Friday e iniciou a promoção do dia de compras em 2010, criou um link para que os consumidores denunciem ofertas que consideram enganosas. O fundador do BuscaDescontos, Pedro Eugenio, disse considerar a prática de ofertas falsas "lamentável". Para Eugenio, a maquiagem de descontos é um "tiro no pé" dos varejistas, já que eles têm sua reputação danificada por tentar enganar o consumidor.

No entanto, nas redes sociais, os internautas colocaram em xeque a imagem do evento como um todo. No Twitter e no Facebook, as conversas apelidaram a versão brasileira do Black Friday americano de "Black Fraude" e disseram que esta sexta-feira foi o dia de comprar "tudo pela metade do dobro do preço".

O fundador do BuscaDescontos disse, porém, que a maior parte das empresas participantes praticou descontos reais. "O varejista que fez o evento direito vendeu bem", afirmou Eugenio.

O Procon afirmou que o consumidor deve sempre desconfiar de eventos que prometam descontos altos demais.

O Grupo Estado entrou em contato com todas as empresas notificadas pelo Procon. A Saraiva informou que ainda não havia sido notificada. A Americanas.com e o Submarino informam que os preços praticados representavam promoções reais. "Os descontos oferecidos no Black Friday foram negociados especialmente para o evento", disse a B2W, que controla as duas companhias.

As redes Extra e Ponto Frio, pertencentes ao Grupo Pão de Açúcar, negaram qualquer manipulação de valores nas ofertas e se disseram dispostas a responder quaisquer queixas. As demais varejistas não se pronunciaram até as 20h.


Fonte Tribuna do Norte 

venerdì 23 novembre 2012

La compagnia aerea Webjet cessa di esistere

La Gol Linee Aeree ha confermato oggi le voci secondo cui la sua controllata Webjet cessa le sue attività . I voli venduti  saranno tutti garantiti  dalla stessa  Gol . Il motivo della decisione , che lascia senza lavoro 850 funzionari , sono gli alti costi operativi della flotta costituita da aerei oramai obsoleti e dai livelli di prezzo estremamente competitivi .


A Gol Linhas Aéreas confirmou, na manhã de hoje (23), que a sua controlada Webjet encerrará as atividades. O fim da companhia, de acordo com comunicado oficial divulgado pela companhia aérea, deu-se devido aos altos custos para a operacionalização dos voos com a atual frota da Webjet, formada por aeronaves de idade elevada e alto consumo de combustível. Com a descontinuidade da Webjet, aproximadamente 850 funcionários serão demitidos, segundo a própria GOL.

Site da Webjet traz, nesta sexta-feira, a informação sobre o encerramento das atividades da companhia

De acordo com o comunicado da companhia, a Webjet possui um modelo de operação com base em uma frota composta majoritariamente por aviões modelo Boeing 737-300, "de idade média elevada, alto consumo de combustível e defasagem tecnológica". Por isso, o modelo deixou de ser competitivo, principalmente devido aos "novos patamares de custo do setor no Brasil". A GOL disse que os 20 Boeing 737-300 que eram usados pela Webjet serão devolvidos.


Ainda no comunicado, a GOL garantiu que "os clientes e passageiros da Webjet serão integralmente assistidos pela GOL, e terão seus voos garantidos, permanecendo a GOL, a partir dessa data, responsável por todos os serviços de transporte aéreo e assistência a esses passageiros". Com isso, a empresa estima um aumento pontual de custos durante o quarto trimestre de 2012. "Tais medidas deverão resultar em uma operação mais eficiente a partir de 2013", prevê a empresa.


Com a redução da frota da Webjet, a GOL prevê uma redução da oferta doméstica entre 5% e 8% no primeiro semestre do ano de 2013, na comparação com o mesmo período de 2012. "Essas medidas reforçam o comprometimento da GOL na recuperação de suas margens operacionais e na sustentabilidade do negócio", disse a empresa.

mercoledì 21 novembre 2012

Embrapa decide di clonare otto specie a rischio di estinzione

A volte penso che il futuro della medicina sia proprio il clone . Anzicchè perdersi in cure farmacologiche o trapianti dei vari organi che possono  " guastarsi " rene , fegato , cuore , polmoni ,  ecc un bel trapianto di corpo risolverebbe tutti i  problemi  . Posto poi che " siamo " il nostro cervello basterebbe trapiantarlo su un corpo nuovo di zecca .

Il massimo sarebbe trasferire il "contenuto" del nostro cervello in quello vergine del clone ma penso che siamo ancora molto lontani da questo traguardo sebbene dei recenti progressi in tal senso sembrano offrire  buone speranze .

Attualmente è possibile farsi ibernare dopo la morte interamente o solo la testa in attesa che la tecnologia ci consenta di " risorgere " .Per gli interessati le società sono la Alcor  e la Cryonics 
In arrivo un giaguaro e un lupo dalla criniera 'fotocopia'. I due animali fanno parte di uno zoo di otto esemplari di specie minacciate, che un gruppo di esperti di conservazione della fauna brasiliani intendono clonare prima che sia troppo tardi. Un progetto approvato da altri gruppi di animalisti, che però sottolineano come la priorità dovrebbe essere preservare le specie nella natura, riducendo al minimo la caccia e tutelando l'habitat.

"La clonazione è un sorta di ultima spiaggia, ma può essere valida per alcune specie", dice Ian Harrison del Biodiversity Assessment Unit ad Conservation International di Arlington.

"Sperimentarla ora, con specie non a immediato rischio di estinzione, è importante". Nessuno degli animali bersaglio del progetto è gravemente a rischio, ma l'agenzia brasiliana Embrapa vuole iniziare così. Lavorando insieme al giardino zoologico di Brasilia, il gruppo ha raccolto circa 420 campioni
di tessuto, per lo più da carcasse. Le otto specie obiettivo della ricerca vivono nel Cerrado, una savana tropicale, ma i cloni saranno tenuti in cattività come 'riserve', nel caso la popolazione di esemplari selvatici subisse un drastico calo.
Entro un mese Embrapa spera di iniziare a clonare il lupo dalla criniera o crisocione, classificato come specie vicina a essere minacciata (ne restano circa 13 mila esemplari in Sudamerica). Insieme al giaguaro, i ricercatori sperano di clonare anche il black lion tamarin (Leontopithecus chrysopygus, una scimmia), il 'perro de agua', il coatis (un procionide),il formichiere dal collare, il cervo gray brocket e il bisonte. Non è in programma la liberazione degli esemplari clonati nella natura, spiega Carlos Federico Martin di Embrapa, associazione che ha creato il primo clone brasiliano nel 2001, una mucca (morta l'anno scorso). Finora Embrapa ha clonato oltre 100 animali, per lo più cavalli e mucche.

Fonte : Adnkronos Salute/Washington Post 

lunedì 19 novembre 2012

Validazione del diploma di laurea : una storia infinita

Su segnalazione del nostro lettore Francesco Besana pubblico questo articolo tratto da O Estado de S. Paulo dove si affronta l'annoso problema della validazione del diploma di laurea . Qualcosa sembra muoversi nel Governo Dilma ma i tempi di attuazione non sono immediati .

A intenção do governo brasileiro de facilitar a entrada de profissionais estrangeiros de alta qualificação esbarra na própria burocracia. A validação dos diplomas, necessária para que os estrangeiros possam trabalhar regularmente, é um processo longo, complicado e caro, o que leva muitos, mesmo com o visto de trabalho em mãos, a desistirem.

O problema afeta especialmente a área que o governo Dilma Rousseff quer mais atrair, a de engenheiros, arquitetos e técnicos de inovação tecnológica.
Hoje, a escassez de profissionais dessas áreas no Brasil faz com que muitas empresas tentem importar estrangeiros para ocupar as vagas ociosas. A falta de um diploma válido não impede que essas pessoas trabalhem, mas não permite que assinem projetos, o que limita a possibilidade de contratação e aproveitamento de profissionais qualificados.

A validação do diploma no Brasil pode ser feita por qualquer universidade pública, de acordo com uma determinação da Lei de Diretrizes e Bases da Educação, aprovada em 1996. O que parece ser uma facilidade, no entanto, termina por ser um complicador. Cada instituição tem exigências e critérios próprios, que normalmente passam pela análise do currículo e do conteúdo das disciplinas.

Algumas dessas instituições exigem tradução juramentada de todo o material, enquanto outras aplicam uma prova. Raramente um candidato é aprovado sem que seja obrigado a fazer pelo menos algumas disciplinas complementares. Todo o processo pode levar até dois anos e custar até R$ 5 mil, entre taxas da universidade e a tradução do material. Muitos desistem antes mesmo de começar.

O problema da validação dos diplomas de profissionais estrangeiros já está no radar do governo. É um dos temas que a força-tarefa coordenada pela Secretaria de Assuntos Estratégicos (SAE) da Presidência da República estuda para facilitar a entrada de profissionais qualificados, como mostrou reportagem do Estado na última segunda-feira.

Em março de 2013, a SAE deve entregar um relatório sobre as vantagens e desvantagens do atual processo de entrada de estrangeiros no País. Com base nesse estudo, os ministérios envolvidos vão começar a discutir as mudanças. Ou seja, é improvável que se veja alguma alteração antes do segundo semestre do próximo ano.
Medicina

Em pelo menos um caso, o dos médicos, o governo federal decidiu centralizar a prova de certificação. Nesse caso, para atender a um lobby específico, o das famílias de jovens brasileiros que foram fazer medicina em Cuba e de partidos da base do governo, como o PT e o PCdoB, que encabeçavam o sistema de seleção para as vagas na escola de medicina do país de Fidel Castro.

O Revalida, como é chamada a prova, foi criado em 2010 e é preparado pelo Instituto Nacional de Estatísticas e Pesquisas Educacionais (Inep) e aplicado por 38 universidades públicas.

As informações são do jornal O Estado de S. Paulo

Geni e schiavi

I geni sono da sempre un poco schiavi . Lo raccontano anche le favole di "Aladino e della lampada meravigliosa "o quella del " Pescatore e il genio in bottiglia " . Il genio , in quel caso un mago dotato di poteri straordinari, è imprigionato nel primo caso in una vecchia lampada ad olio e nel secondo caso in una bottiglia di rame ricoperta di alghe marine .

I geni di cui parliamo oggi sono ingegneri ,  maghi del software ed anche loro sono alla ricerca della "pietra filosofale " , il procedimento che tramuta il piombo in oro . La loro pietra filosofale si chiama " Application " o amichevolmente solo " App " .


La ricerca della " App " che li farà diventare ricchi  è frenetica e non mancano casi di successo che aumentano le aspettative , oramai negli Stati Uniti ci sono più ingegneri che allevatori . Ma anche  questi geni sono prigionieri della loro lampada o della loro bottiglia che prende il nome di Apple e Google . Questo articolo di Repubblica ripropone il tema di questi " nuovi geni schiavi " 




La foto della lampada in alto non la trovate su Google . E' una foto scattata da me durante un viaggio a Bagdad subito dopo la prima Guerra del golfo  .Naturalmente ho comprato la lampada e la conservo gelosamente qui in Brasile ... non si sa mai .


Siamo diventati tutti schiavi delle applicazioni sui telefonini. Ma ci sono schiavi che sono più schiavi di altri: e sono proprio gli autori delle applicazioni. Non lasciatevi abbagliare dai luccichii della Mela. Al compleanno dell'iPhone, che ha compiuto un lustro giusto quest'estare, Apple sventolava i soliti numeri record: 650mila app soltanto nel suo store, un mercato che aveva fatto guadagnare agli sviluppatori 5 miliardi di dollari. Peccato che alla miriade di ingegneri arrivino solo le briciole. Lavorano come free lance. Non hanno assicurazione sanitaria. Non hanno pensione. E su pochissimi veri geni capaci di fare il botto quelli che arrancano sono invece la maggioranza.

Intendiamoci: nel panorama dell'occupazione Usa che si sta appena ripopolando dopo la Grande Recessione, il settore tecnologico resta quello trainante. Solo nel 2010 gli ingegneri sono cresciuti dell'8 per cento mentre tutto il mercato del lavoro si contraeva. Ormai ci sono più ingegneri che allevatori. E il boom sta portando al raggiungimento di un altro traguardo: il superamento del numero degli avvocati, che in questo paese litigiosissimo sono gettonatissimi. I numeri più aggiornati li sforna il New York Timesnell'ultimo capitolo della sua inchiesta sulla iEconomy. Le prime app sono state lanciate sull'Apple Store 4 anni fa e da allora la Mela ha già pagato 6.5 miliardi di royalties: un mercato quindi in crescita di un miliardo e mezzo da questa primavera a oggi. Di più. Un studio commissionato da TechNet ha calcolato che l'intera "app economy" ha prodotto quasi mezzo milione di nuovi posti di lavoro: per la precisione 466mila. Non solo Apple ovviamente: è un calcolo che tiene conto del mercato della Mela, di Android (che è di Google) e naturalmente di quella Facebook sempre più in espansione.

I conti della sola Apple come sempre sono molto più rosei degli altri. I nipotini di Steve Jobs hanno calcolato che le applicazioni della Mela hanno creato almeno 291.250 posti di lavoro: una crescita del 39 per cento rispetto allo scorso anno. E quanti sarebbero quelli che lavorano solo alle app di Apple? Almeno 275mila persone: il 10 per cento in più sempre rispetto all'anno scorso. Occhio: è l'unico dato sul quale c'è poco da discutere. Perché rappresenta tutte le persone che hanno versato i 99 dollari annui per registrarsi come sviluppatori Apple. E già: la Mela, prima di dare, prende...

Eppure la verità che spunta dietro i numeri è un'altra. Ethan Nicholas, per esempio, è un signore che ha fatto 1 milione di dollari con iShoot, un giochino che è stato bestseller sull'Apple Store. Ma questo nel 2009. Oggi, dice l'ingegnere 34enne, la concorrenza è così numerosa che difficilmente si potrebbe ripetere l'exploit. Prendete per esempio la storia di Shawn e Stephanie Grimes. Per inseguire il loro sogno di sviluppatori di app hanno venduto tutto, auto compresa, hanno affittato la loro casetta e sono andati a vivere dai genitori: ma quanto potranno ancora resistere? Mica tutti sono così fortunati come Kevin Systrom, il giovane ingegnere che ha avuto la bella idea di una app chiamata Instagram e poi è stato praticamente miracolato da un certo Mark Zuckerberg: che se l'è pappata per un miliardo di dollari. La torta è troppo grande, le fette troppo piccole. Molte app sono free e quelle che costano non costano più di uno, due, tre, quattro dollari le più care. I Grimes citati dal New York Times non guadagano per esempio più di 20 dollari al giorno: un po' troppo per tirare avanti un'azienda che sostenga marito e moglie.

Del resto c'è poco da girarci intorno. La geniale idea con cui il geniale Steve Jobs aprì l'Apple Store, luglio 2008, era semplicissima: "Far vendere più iPhone". Punto. Le app dovevano servire come stimolo all'acquisto. Per carità: da allora ci hanno cambiato la vita. Che cosa non si fa con una app? Dalla lettura diRepubblica alla scelta del cinema passando per i giochi, la musica, il fitness e la salute (gli ultimi due campi in via di sviluppo). Ci hanno cambiato la vita: ma non hanno cambiato quella degli sviluppatori. Anche perché sempre il solito Steve Jobs mise subito le cose in chiaro: il 30 per cento degli incassi vanno ad Apple. Una tassa così alta che nessuna applicazione riuscirà mai ad aggirare.

Ultimi commenti : soluzione transitoria

In attesa che Google ripristini il servizio ( gadget ) : Ultimi commenti , ho deciso di istituire una pagina chiamata appunto "Ultimi commenti "   che troverete da oggi assieme alle altre pagine che appaiono al di sotto della striscia verde con la scritta Vivere in Brasile . In questa pagina riporterò quotidianamente gli ultimi 10 commenti ricevuti aggiornati pazientemente a mano ! 
Speriamo che Google risolva a breve questo disservizio che difatti ostacola molto chi intende fare commenti ai post o rispondere ad altri commenti .

domenica 18 novembre 2012

Il prof. Monti dichiara : dopo di me il diluvio

Supermario , novello Re Sole in visita presso il sultano del Kuwait informa gli amici che non potrà garantire per il futuro i loro interessi come ha fatto sino ad oggi spremendo i contribuenti italiani . Puntualmente frainteso dalla stampa e dai politici italiani che hanno creduto che parlasse del futuro dell'Italia e degli italiani a cui a Supermario non può importare di meno .  

"Non posso garantire per il futuro". Così Mario Monti risponde a chi gli chiede se abbia fornito in Kuwait garanzie sull'affidabilità dell'Italia dopo il suo mandato. "Chi governerà deve avere come obbiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione", aggiunge il premier. Una frase destinata ad aprire nuove polemiche, nel pieno delle voci o delle pressioni su un possibile Monti-bis o su una partecipazione diretta del premier alla campagna elettorale.

Le prime contestazioni hanno tardato pochissimo ad arrivare. "Poteva risparmiarsi questa battuta di pessimo gusto. Credo che chi guida il Governo", attacca Niki Vendola. E poco dopo gli fa eco Antonio Di Pietro che parla di "ricatto bello e buono: o rivado io al governo, o agli investitori stranieri dico che non garantisco per l'affidabilità del paese dopo di me. L'Italia resta comunque affidabile, è lui che si è montato la testa".

La giornata del premier in Kuwait è stata segnata da una serie diu incontri con gli investitori, ai quali è stato fatto arrivare un messaggio preciso, di fiducia e soprattutto convenienza del nostro paese: "Le valutazioni sono ai minimi - dice il premeir - e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi: è il momento di comprare "a buon mercato" perchè si rivaluteranno e perché se l'Italia si rimette in carreggiata ha potenziale di crescita maggiore rispetto agli altri Paesi".


Cocco verde :campione di vendita sulle spiagge carioca

Il campione di vendita sulle spiagge di Rio de Janeiro ? Il cocco verde . I dati sono impressionanti : 22 000 cocchi al giorno con generazione giornaliera di rifiuti pari a 32 tonnellate che arriva a 92 tonnellate nei periodi di alta stagione . Oltre la metà dei rifiuti raccolti dagli addetti alla pulizia ( garì ) Venduto a R$ 4 genera in alta stagione un fatturato di R$ 240 000 al giorno .




Al secondo e terzo posto sulle spiagge infuocate di Rio  sono il Mate Leao ( Una specie di tè freddo ) ed il gelato industriale , in particolare il marchio Kibon .
Entrambi i marchi appartengono oramai a grosse multinazionali . Il primo alla Coca Cola che lo ha acquistato nel 2007 ed il secondo al gigante Unilever . Incredibile la storia di Kibon , fondata a Sao Paulo nel 1941 da John Kent Lutey che lavorava in una fabbrica di gelati cinese a Xangai a sua volta fondata da un americano negli anni 30 . A causa delle tensioni tra Cina e Giappone durante la  seconda guerra mondiale,  Kent decise di delocalizzarsi in Brasile . Trovate la storia completa al link :http://mundodasmarcas.blogspot.com.br/2006/05/kibon-uma-das-boas-coisas-da-vida.html

venerdì 16 novembre 2012

Nel frattempo in Italia scoppia la rivoluzione

Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? E' quello il tuo compito? Ne sei certo? Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli, dei responsabili dello sfascio sociale che invece di occuparsi dello Stato si trastullano con la nuova legge elettorale per salvarsi il culo e passano le serate nei talk show.Di improbabili leader a cui non affideresti neppure la gestione di un condominio che partecipano a grotteschi confronti televisivi per le primarie. Loro "non tengono" vergogna, tu forse sì. Lo spero.

Soldato blu, tu hai il dovere di proteggere i cittadini, non il Potere. Non puoi farlo a qualunque costo, non scagliando il manganello sulla testa di un ragazzino o di un padre di famiglia. Non con fumogeni ad altezza d'uomo. Chi ti paga è colui che protesta, e paga anche coloro che ti ordinano di caricarlo. Paga per tutti, animale da macello che nessuno considera e la cui protesta, ultimo atto di disobbedienza civile, scatena una repressione esagerata. Soldato blu, ci hanno messi uno contro l'altro, non lo capisci?

I nostri ragazzi non hanno più alcuna speranza, dovranno emigrare o fare i polli di allevamento in un call center. Tu che hai spesso la loro età e difendi la tua posizione sotto pagata dovresti saperlo. E' una guerra, non ancora dichiarata, tra le giovani generazioni, una in divisa e una in maglietta, mentre i responsabili stanno a guardare sorseggiando il tè, carichi di mega pensioni, prebende, gettoni di presenza, benefit. 

Soldato blu non ti senti preso per i fondelli a difendere l'indifendibile, a non schierarti con i cittadini? Togliti il casco e abbraccia chi protesta, cammina al suo fianco. E' un italiano, un'italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare. Sarà un atto rivoluzionario.

Blog di Beppe Grillo 

Il Brasile faciliterà l'ingresso per lavoro agli spagnoli

Il Brasile potrà facilitare l'entrata di spagnoli qualificati nel mercato del lavoro del paese . Il tema sarà discusso tra il presidente Dilma Rousseff ed il capo del governo Mariano Rajoi in un incontro bilaterale lunedì prossimo a Madrid .
Per facilitare i colloqui gli spagnoli hanno smesso di bloccare i brasiliani nei loro  aeroporti , da 1419 respinti nel 2011 il numero è sceso a meno di 80 nell'ultimo trimestre .



O Brasil poderá facilitar a entrada de espanhóis qualificados no mercado de trabalho no país. O tema será discutido entre a presidente Dilma Rousseff e o chefe de governo Mariano Rajoy, no encontro bilateral na segunda-feira em Madrid.

Para pavimentar o terreno, o lado espanhol já baixou as medidas para deixar de barrar brasileiros nos aeroportos, que era um 'irritante' na relação bilateral - de 1.695 em 2010, o número caiu para 1.419 em 2011 e menos de 80 no último trimestre.

A Secretaria de Assuntos Estratégicos, ligada ao Palácio do Planalto, estuda nova política de migração que facilitaria a entrada de mão de obra qualificada estrangeira, considerada cada vez mais necessária no Brasil.

Da Agência O Globo

Brasile : lo scontrino dovrà riportare in dettaglio tutte le tasse

Una piccola rivoluzione potrebbe scoppiare a breve in Brasile . La legge è stata approvata e si attende solo la ratifica del presidente Dilma : lo scontrino fiscale dovrà obbligatoriamente contenere il dettaglio di tutti i tributi pagati ... che non sono pochi .
Si tratta della applicazione di un principio sancito dalla Costituzione brasiliana . I tributi in questione sono ben nove :Imposto de Renda, CSLL, IOF, IPI, PIS/Pasep, Cofins, Cide-combustíveis, ICMS e ISS.  














O Plenário aprovou nesta terça-feira (13) o Projeto de Lei 1472/07, do Senado, que obriga os comerciantes a colocarem nas notas fiscais o valor dos tributos incidentes sobre os produtos e serviços vendidos. O objetivo é detalhar para o consumidor a participação dos impostos na composição do preço das mercadorias, regulamentando determinação constitucional. O projeto será enviado à sanção presidencial.

O texto original foi apresentado no Senado pelo senador Renan Calheiros (PMDB-AL), mas decorre de uma iniciativa popular com 1,56 milhão de assinaturas coletadas pela campanha nacional De Olho no Imposto, que reuniu profissionais de todos os setores e foi conduzida pela Associação Comercial de São Paulo.

A identificação do total de tributos que está sendo pago será feita na nota fiscal. O descumprimento dessa regra sujeitará o estabelecimento comercial às sanções previstas no Código de Defesa do Consumidor (Lei8.078/90 ), como multa, suspensão da atividade e cassação da licença de funcionamento. A informação também poderá constar de painel afixado em local visível para cada mercadoria ou serviço.

Identificação de tributos


O texto estabelece que deverão ser identificados nove tributos: Imposto de Renda, CSLL, IOF, IPI, PIS/Pasep, Cofins, Cide-combustíveis, ICMS e ISS. Os dois últimos são, respectivamente, das esferas estadual e municipal. Os demais são arrecadados pelo governo federal.

A informação será obrigatória mesmo que o tributo esteja sendo questionado na Justiça ou em processo administrativo.

No caso de produtos fabricados com matéria-prima importada que represente mais de 20% do preço de venda, deverão ser detalhados os valores referentes ao Imposto de Importacao, ao PIS/Pasep-Importação e à Cofins-Importação, incidentes sobre essa matéria-prima.

Contribuição previdenciária


Segundo o projeto, a nota fiscal divulgará também o valor da contribuição previdenciária dos empregados e dos empregadores sempre que o pagamento de pessoal constituir item de custo direto do serviço ou produto fornecido ao consumidor.

No caso dos serviços financeiros, as informações sobre os tributos deverão ser colocadas em tabelas fixadas nos pontos de atendimento, como agências bancárias.

O IOF deverá ser discriminado somente para os produtos financeiros, assim como o PIS e a Cofins somente para a venda direta ao consumidor.

Se sancionada, a futura lei entrará em vigor seis meses após sua publicação.

Agência Câmara de Notícias

giovedì 15 novembre 2012

Meglio la morte alla prigione : parola del Ministro della Giustizia brasiliano

"Abbiamo un sistema penitenziale medioevale , che non solo non rispetta i diritti umani ma non consente alcuna riabilitazione ... parlo come cittadino e non come ministro " ha concluso Eduardo Cardozo , ministro della Giustizia brasiliano che ha preferito non commentare la condanna a quasi 11 anni di prigione del potente ex-ministro della Casa Civil Josè Dirceu ( Nella foto ) 
O ministro da Justiça, José Eduardo Cardozo, disse nesta terça-feira, 13, em palestra a empresários, que preferiria morrer a cumprir pena num presídio brasileiro. "Se fosse para cumprir muitos anos na prisão, em alguns dos nossos presídios, eu preferiria morrer", garantiu ao responder se apoiava a adoção da pena de morte e da prisão perpétua no Brasil. "Entre passar anos num presídio brasileiro e perder a vida, eu talvez preferisse perder a vida", acrescentou, ao ser novamente indagado sobre o assunto pelos jornalistas. Em seguida, o ministro disse ser contrário a ambas penas, explicando que é necessário melhorar o atual sistema prisional, ao invés de adotar essas medidas.

Cardozo ressaltou ainda que as condições dos presídios brasileiros geram violações aos direitos humanos e que a pena de morte não teria eficácia como medida de combate à violência."Do que nós precisamos? De um bom sistema, com reinserção social, e não prisão perpétua ou pena de morte", disse o ministro da Justiça, durante evento organizado pelo Grupo de Líderes Empresariais (Lide). "Temos um sistema prisional medieval, que não só desrespeita os direitos humanos como também não possibilita a reinserção", completou, explicando que falava como cidadão, e não como governante.

O ministro evitou comentar as penas definidas ontem (12) pelo Supremo Tribunal Federal aos companheiros de partido, o ex-ministro da Casa Civil José Dirceu, o ex-deputado José Genoino e o ex-tesoureiro do partido Delúbio Soares. "Como cidadão, tenho as minhas impressões. Mas, como ministro, não comentarei não só o mensalão como qualquer ação que o Judiciário julgue", afirmou. (O Globo)

mercoledì 14 novembre 2012

Il Cile : investitore sudamericano numero uno in Brasile

Il Cile è oggi il principale investitore diretto del Sudamerica  in Brasile secondo i dati del Banco Centrale del Brasile, occupando la sesta posizione tra i paesi investitori stranieri dietro a Cina e Stati Uniti ma avanti ad investitori classici quali l' Argentina .
I settori maggiormente rappresentati nella matrice degli investimenti cileni sono quello energetico ( 35% ) , quello industriale della produzione di cellulosa (33%) e quello dei servizi (25,4% ) con l'acquisizione della catena di supermercati G Barbosa di Sergipe e la fusione delle linee aeree TAM Brasiliana e LAN cilena oggi divenuta LATAM . Nonostante ciò gli investimenti potrebbero essere maggiori se il paese non fosse un " paese difficile " 
"Il Brasile ha tutto ciò di cui gli investitori cileni hanno bisogno , un mercato grande con una immensa base di consumatori , ma la burocrazia in  Brasile é molto grande" 



O Chile é hoje o principal investidor direto da América do Sul no Brasil, segundo dados do Banco Central do Brasil e da Direção-Geral de Relações Econômicas Internacionais do Ministério das Relações Exteriores do Chile (Direcon).
De acordo com números de setembro do Banco Central, o Chile ocupa a sexta posição entre os países com maior ingresso bruto de Investimento Estrangeiro Direto (IED) no Brasil, respondendo por 3,9% do fluxo total.

Apesar de a taxa de participação do país ser ainda pequena quando comparada com a de economias como China ou Estados Unidos, o Chile supera parceiros comerciais mais conhecidos do Brasil na região, como a Argentina.
"Há dez anos, o Chile não figurava entre os 25 maiores investidores diretos no Brasil, e o fluxo bruto não tinha sido superior a 0,1% do total", afirmou em nota o Banco Central, em Brasília.
Em relação ao estoque (de IED), no fim de 2010, o Chile ocupava a 14ª posição no ranking, de acordo com o Banco Central.

Novo cenário

Essa mudança de patamar do Chile ganhou destaque com os anúncios de fusões e aquisições entre empresas brasileiras e chilenas.
De acordo com dados da Direcon, os investimentos diretos do Chile estão presentes de Norte a Sul do Brasil, em quinze estados (Alagoas, Bahia, Ceará, Sergipe, Pará, Rio Grande do Norte, Tocantins, Goiás, Mato Grosso do Sul, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo, Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul).
Pelos levantamentos da embaixada do Brasil em Santiago e da DIRECON, o setor de energia é o principal destino do IED chileno no Brasil, respondendo por quase 35% do total, ou US$ 4,27 bilhões (R$ 8,54 bilhões).

Já o setor industrial representa 33% do IED chileno no Brasil, somando US$ 4,02 bilhões (R$ 8,04 bilhões).

Em março de 2005, por exemplo, o conglomerado chileno Arauco, do ramo de celulose, comprou as empresas LD Forest Products e Placas do Paraná, sediadas em Curitiba, do grupo francês Louis Dreyfus. O valor da operação não foi revelado à época.

Já em 2009, a gigante chilena CMPC adquiriu uma unidade no Rio Grande do Sul da Fibria, empresa resultante da fusão da Aracruz e Votorantim Celulose e Papel (VCP), por US$ 1,4 bilhão (R$ 2,8 bilhão).

Além de energia e indústria, o Chile também passou a abocanhar maior participação no setor de serviços no Brasil. O segmento já representa 25,4% do IED chileno com US$ 3,4 bilhões, de acordo com a análise da embaixada do Brasil em Santiago.

Nesta área, o grupo Cencosud é o quarto maior proprietário de supermercados no país com as compras do Gbarbosa, em Sergipe, e Prezunic, no Rio de Janeiro, entre outros.

Em junho deste ano, as companhias de aviação comercial LAN, do Chile, e TAM, do Brasil, anunciaram que completaram o processo de fusão, criando a LATAM Airlines Group, que já nasce como a maior aérea da América Latina.
De acordo com os dados da Direcon, o Chile gera 22,8 mil empregos diretos e 15.328 indiretos no Brasil.
Na outra ponta, diante da estabilidade da economia chilena e do acesso ao oceano Pacífico, empresas brasileiras também aumentaram a presença no Chile. A Embaixada do Brasil em Santiago identificou cerca de 70 delas instaladas no Chile, com investimentos estimados em mais de US$ 3,2 bilhões (R$ 6,4 bilhões).

Obstáculos

Apesar do crescente volume de investimentos chilenos no Brasil, um dos principais ministros do governo do presidente do Chile, Sebastián Piñera, disse à BBC Brasil que esta presença poderia ser muito maior, se o Brasil não fosse "um país difícil". Para ele, falando sob a condição de anonimato, "o Brasil possui um emaranhado de impostos muito complicado. São impostos municipais, estaduais e federais. Muita burocracia", afirmou.
Segundo o ministro, "mudanças de regras", como a limitação do tamanho das terras, podem ser "desestimulantes" para as principais empresas chilenas do setor de celulose que nos últimos meses desembarcaram no território brasileiro.

"O Brasil tem tudo o que os investidores chilenos precisam, mercado grande com imensa quantidade de consumidores, mas a burocracia no Brasil é muito grande. Os investimentos chilenos cresceram e vão continuar crescendo, mas poderiam ser muito maiores", disse.

domenica 11 novembre 2012

Giustizia italiana condanna sismologi per non aver previsto il terremoto dell'Aquila

Dal nostro elenco dei siti preferiti riporto questa notizia che mi era sfuggita . Il sito in questione è : Sismos do Nordeste . Da quello  che si capisce dai vari link la comunità scientifica , compresa quella italiana , è in completo disaccordo con la decisione dei giudici . Ancora una volta "Galileo" è condannato . 

                      Sismologo condenados pela justiça italiana 

Tem tido uma divulgação ampla nos meios de comunicação a condenação de sismólogos italianos a seis anos de prisão por não preverem um terremoto em L´Aquila que matou mais de 300 pessoas (ver alguns links de notícias abaixo).


Espero que a moda não chegue por aqui pois, nesse caso, nós, sismólogos, passaremos a ser incriminados por não termos previsto um determinado sismo catastrófico.

Como os maus exemplos se multiplicam rapidamente já estou com as barbas de molho.
Joaquim Ferreira

sabato 10 novembre 2012

Allerta surfisti : squalo di 200 Kg catturato oggi a Recife

Uno squalo di 200 Kg  e 2,65 mt di lunghezza ,  il maggiore mai pescato nella zona , è stato catturato da un pescatore di Recife oggi . In basso le impressionanti foto del " terrore dei surfer " della zona .



Um tubarão de aproximadamente 200kg e 2,65 metros de comprimento foi capturado por volta das 5h da manhã deste sábado (10), próximo à entrada do Porto do Recife, em uma área conhecida como Boca da Barra. O tubarão, da espécie cabeça-chata, mordeu a isca do pescador Carlos Nunes, de 49 anos, que demorou mais de duas horas para dominar o peixe.

O pescador, conhecido com "Cainha", arrastou o tubarão até a Ponte Limoeiro, no Centro do Recife, onde o animal chegou a ser pendurado na ponte, atraindo a atenção de curiosos.Segundo o pescador Inaldo Soares, 37 anos, que presenciou a captura do peixe, este foi o maior tubarão já capturado na área.
O animal foi levado pelos pequisadores do Comitê Estadual de Monitoramento de Incidentes com Tubarões (Cemit) para a Universidade Federal Rural de Pernambuco (UFRPE), no bairro de Dois Irmaõs, para a realização de estudos.

El Pais va a rotoli e i serbi della FIAT diventano choosy

Due sono le notizie che mi colpiscono oggi sulla stampa italiana . Entrambe legate alla crisi che continua a martoriare l'Europa . La prima riguarda il famoso quotidiano spagnolo El Pais che per continuare a mettere assieme i 14 milioni di euro di stipendio del suo presidente ha pensato bene di ridurre le spese licenziando " via e-mail " 129 firme del giornalismo storico del quotidiano .

In queste ore sono state inviate le comunicazioni di licenziamento via posta elettronica a 129 giornalisti, fra cui molte firme storiche, del giornale spagnolo El Pais che, con circa 500mila copie vendute al giorno, è il quotidiano non sportivo più diffuso della Spagna (2,1 milioni di lettori secondo l’Estudio General de Medios). I redattori che hanno perso il lavoro scrivono su Twitter (hashtag #NoAlEreDelPais, da "Ere", il piano di licenziamento collettivo) commenti carichi di amarezza: "Ecco come il gruppo Prisa sta trattando la generazione che ha guidato il quotidiano negli anni del socialismo, del boom economico e delle conquiste sociali: li licenzia per email e dimenticando tutti i valori di cui è portabandiera". "Ramón Lobo, Enric González, Miguel Ángel Villena e io stesso tra i veterani licenziati diEl País. Io lavoravo lì da 30 anni" scrive Javier Valenzuela, una delle firme più prestigiose e amate del giornale. E ancora, Jorge Marirrodriga, twitta: "La redazione di El País ha appena osservato un minuto di silenzio e continua a lavorare. Gli uffici della direzione sono spenti e vuoti". Un pensiero su Twitter lo ha dedicato anche il centrocampista della Fiorentina, lo spagnolo Borja Valero. Il calciatore 27enne, arrivato a Firenze dal Villarreal in estate e marito di una cronista sportiva connazionale, ha scritto come il licenziamento dei cronisti di El Pais sia avvenuto con gli stessi metodi fortemente criticati dallo stesso giornale 

.Il primo novembre i giornalisti avevano attuato una protesta silenziosa di cinque minuti tenendo sollevato il giornale: contro il piano di tagli annunciato dalla proprietà che prevede la riduzione di un terzo il numero dipendenti. Il gruppo editoriale Prisa, che edita la testata, ha perso 53 milioni di euro solo nel secondo trimestre del 2012. Per fare fronte al crollo delle vendite ma soprattutto della pubblicità ha previsto 128 licenziamenti e 21 prepensionamenti, portando in totale a 149 uscite a fronte di uno staff di 466 dipendenti. Per chi resta è annunciato un taglio del 15% alla busta paga. I dipendenti del quotidiano progressista spagnolo hanno avviato una serie di scioperi a partire dal 25 ottobre. Clamoroso quello del 6 novembre, giorno delle elezioni americane.
I redattori del Pais attribuiscono la responsabilità della crisi del giornale alla gestione dissennata del presidente del gruppo editoriale, José Luis Cebrián. Scrivono ancora su Twitter: "El Pais sta morendo per colpa dei brogli del suo presidente, che ha blindato il suo stipendio da 14 milioni all'anno". "Tutti gli stipendi dei giornalisti licenziati messi insieme non fanno quello milionario del presidente".


La seconda notizia riguarda i Serbi della Fiat che proprio non ce la fanno più a lavorare ai  ritmi imposti dal supermanager Marchionne , in media 12 ore al giorno .Insomma incominciano anche loro a fare gli  "choosy " schizzinosi , nonostante  mamma Fiat si sia svenata  concedendo  ai Serbi ben 13% di aumento sullo stipendio portandolo nientedimeno che a  320 euro ... ovvero  R$ 800 !! Del resto anche  Marchionne , come il direttore del Pais deve giustificare il suo stipendio ed il suo  bonus milionari .

Meno male che il governano brasiliano , con le sue  regole ferree sulle importazioni di prodotti stranieri costringe le imprese, quelle  del settore auto in particolare a produrre in Brasile , altrimenti Marchionne avrebbe fatto produrre tutto in Serbia !

Fa un passo avanti la vertenza fra i sindacati serbi e la Fiat per i 2500 operai dello stabilimento di Kragujevac, dove si produce la nuova 500L. Nella notte, a quanto riferito dal leader sindacale Zoran Mihajlovic, è stato raggiunto l'accordo per un aumento salariale del 13%. L'intesa, ha precisato Mihajlovic, ha validità a partire da ottobre e prevede anche il pagamento di una 13/a mensilità e di un bonus una tantum in due rate per un ammontare complessivo di di circa 36 mila dinari (intorno a 320 euro).

La vertenza però rischia di infiammarsi sullo scoglio principale, quello sui turni di lavoro. Al momento dell'avvio della produzione, era stato concordato che la fase "sperimentale" sarebbe stata sottoposta a verifica sei mesi dopo: quella fase prevedeva l'introduzione di due turni lavorativi di 10 ore al giorno per quattro giorni settimanali, anziché le 8 ore quotidiane su 5 giorni.

Tale sistema di produzione, a un mese dalla scadenza dei sei mesi, è considerato "insostenibile" dai lavoratori perché le 10 ore quotidiane sono molto spesso diventate 12 a causa degli straordinari richiesti dal processo produttivo, mentre per le stesse ragioni - legate a esigenze di mercato - gli operai sono stati chiamati in fabbrica anche per il quinto giorno, seppure con orari ridotti. Quanto basta per far dire ai sindacati che una simile organizzazione del lavoro non è più accettabile e che bisogna tornare alle 8 ore su 5 giorni.


venerdì 9 novembre 2012

Utilizzo della energia solare a Natal : situazione attuale e prospettive future

A beneficio di tutti coloro che lavorano nel settore dello utilizzo della  energia  solare ripubblico questo articolo apparso ad Aprile su Tribuna do Norte di Natal e che fa il punto sulle applicazioni di queste tecnologie nel nostro Stato (RN ) .Un nostro cliente , rappresentante di diverse aziende italiane del settore , è qui a Natal in questi giorni ed assieme stiamo valutando il potenziale mercato . 

A Agência Nacional de Energia Elétrica (Aneel) vota até o início deste mês - segundo previsão da coordenação de energia solar fotovoltaica do Centro de Estratégias em Recursos Naturais e Energia do RN (Cerne) - dois regulamentos que prometem incentivar a geração e o consumo de energia solar no país. A regulamentação, que já está pronta, libera a instalação de pequenas centrais geradoras de energia elétrica (com potência instalada menor ou igual a um Megawatt (MW) em empresas e residências e concede maior desconto para quem instalar usinas de energia solar com até 30 MW. Com a homologação, o brasileiro poderá instalar placas solares fotovoltaicas e transformar radiação solar em energia elétrica, economizando na conta de energia.

Embora a Aneel prefira não fixar uma data para a homologação, várias empresas nacionais e estrangeiras estão de olho neste movimento. Para especialistas, o Rio Grande do Norte pode se destacar em relação à geração de energia solar, a exemplo do que ocorreu com a energia eólica. 

La risoluzione è stata poi effettivamente approvata ed è nota come Risoluzione  ANEEL  482 

O estado está entre os três com maior índice de radiação solar do país. O potencial do estado (radiação solar de 780 a 800 watts por metro quadrado) é cinco vezes maior que o da Alemanha, um dos países que mais produzem energia solar no mundo. Vários investidores já demonstraram interesse em aportar capital no RN. Só em março, três empresas procuraram o governo do estado - a Vector Tecnhology, a Solsonica e a Braxenergy, que anunciou a instalação de duas usinas solares, uma fotovoltaica (que usa placas solares) e uma CSP (que usa concentradores de energia) e de uma fábrica. As duas usinas projetadas pela companhia, com capacidade instalada de 30 MW cada uma, serão instaladas nos municípios de Mossoró e Itajá, que também receberá uma 'green house', espécie de estufa para produção de alimentos. A expectativa é que fiquem prontas em 2013, caso o Ministério de Minas e Energia realize leilões para energia solar este ano.

A Bioenergy, uma das primeiras a investir em eólica no país e a primeira a comercializar energia eólica no mercado livre, já mede a radiação solar em dois municípios potiguares. A empresa, que já inaugurou dois parques eólicos e vai instalar mais cinco no estado nos próximos três anos, vai dar entrada nas licenças ambientais nos próximos dias para os projetos de energia solar. A expectativa é começar a instalar as usinas até o final do ano. O investimento total chega a R$ 600 milhões, segundo Sérgio Marques, presidente da Bioenergy. Juntas, as centrais, que serão conectadas a rede, poderão gerar até 100 MW de energia - 100 vezes mais do que é gerado pela única usina de energia solar conectada a rede do país, instalada no Ceará. A energia solar representa hoje 14% da capacidade de geração dos projetos da companhia.

A Elios Soluções, empresa que atua no segmento de energia solar há dez anos, é parceira de três grandes grupos internacionais e está presente em seis estados brasileiros, também busca parceiros para instalar dois centros de distribuição e serviços no país. Diogo Azevedo, diretor comercial da empresa, ainda procura um local para investir, mas garante: "se optarmos pelo Nordeste, escolheremos o Rio Grande do Norte". De acordo com Jean Paul Prates, ex-secretário de Energia do estado e atual diretor-geral do Centro de Estratégias em Recursos Naturais e Energia do RN, há pelo menos outros cinco projetos 'no gatilho', aguardando a regulamentação do setor.

Até a Petrobras elegeu o RN para instalar sua primeira usina de energia solar conectada a rede. O projeto, inscrito num dos Programas de Pesquisa e Desenvolvimento Estratégico da Aneel, prevê a instalação de uma usina capaz de gerar 1MW, em Alto dos Rodrigues. O investimento é de R$ 21,2 milhões. As informações foram repassadas pela direção de Gás e Energia da estatal à rádio CBN e confirmadas pela agência reguladora. Só estes quatro projetos representam um investimento total de R$ 903,1 milhões.

Indústria tem desafios a vencer
Embora a brasileira Braxenergy tenha anunciado uma fábrica de placas fotovoltaicas para o Rio Grande do Norte, o momento não é propício para instalação de indústrias, afirma Diogo Azevedo, diretor de energia solar fotovoltaica do Centro de Estratégias em Recursos Naturais e Energia do RN (Cerne). "Há uma super oferta", justifica. Segundo ele, a indústria de energia solar é capaz de produzir equipamentos para a instalação de 50 Giga Watts (GW) por ano, mas o mercado mundial só consegue comprar 27 GW. "É difícil acreditar que uma grande empresa vá abrir fábricas neste cenário". O momento, segundo ele, é delicado. Governos cortaram subsídios para este tipo de indústrias e empresas fecharam as portas nos últimos meses.

Para Helcio Camarinha, CEO (espécie de diretor executivo) da Braxenergy, a super oferta não inviabiliza a instalação da fábrica, que também servirá como centro de pesquisa. Embora não divulgue detalhes do projeto, que será desenvolvido em parceria com outras empresas, Helcio assegura que "o RN será contemplado com alguma atividade industrial". As placas serão instaladas nas usinas de energia solar da própria Braxenergy, dentro e fora do Brasil. "Precisaremos de 400 Megawatts em placas fotovoltaicas nos próximos quatro anos. Uma indústria se viabiliza com a produção de 100 MW por ano", justifica.

A regulamentação, acredita Helcio, também multiplicará o número de clientes. "Com a regulamentação e a realização dos leilões, o Brasil se tornará o principal mercado do mundo", anima-se. Para o doutor em Engenharia e professor do Departamento de Engenharia Mecânica da UFRN, Luiz Guilherme Meira de Souza, que atua na área há mais de 30 anos e tem mais de 100 trabalhos publicados na área de energia solar, o processo será semelhante ao da eólica. "Primeiro, as empresas instalarão as usinas. Depois, instalarão as fábricas".

Uma das áreas que já se preparam para receber este tipo de indústria é o distrito industrial de Goianinha. Das 32 empresas que solicitaram um terreno no distrito, duas atuam no segmento de energia solar. Uma delas é a italiana Solsonica, parceira da Braxenergy. O distrito industrial começa a operar até dezembro. "Estamos aguardando apenas as licenças", afirma Teo Tomaz, secretário de Desenvolvimento Econômico de Goianinha.

Solar versus Eólica

Apesar dos avanços, ainda há uma série de gargalos a serem superados pela indústria de energia solar. Mercado ainda incipiente, preço e dificuldades de transmissão são apenas alguns deles. Na avaliação de Jean Paul Prates, ex-secretário estadual de Energia e atual diretor geral do Centro de Estratégias em Recursos Naturais e Energia do RN (Cerne), a diferença tarifária ainda é um dos principais gargalos a serem superados. Enquanto a energia hidráulica custa, em média, R$ 70 o quilowatt/hora, a energia solar custa, em média, R$ 400. "A energia solar é, no minimo, 50% mais cara que a eólica, que apesar de ter caído de preço ainda é a fonte mais cara", completa Luiz Guilherme Meira de Souza, professor do Departamento de Engenharia Mecânica da UFRN. Mas isso está mudando. Para Sérgio Marques, presidente da Bioenergy, a energia solar se tornará tão competitiva quanto a energia eólica. "É só uma questão de tempo". O investimento massivo da indústria mundial pressionará os preços para baixo, afirma Diogo Azevedo, também do Cerne. Sergio Palhares, diretor Brasil da Centrotherm Photovoltaics AG, uma das maiores fornecedoras de equipamentos para a produção de energia solar fotovoltaica do mundo, chegou a afirmar, em audiência pública realizada no ano passado em Natal, que os preços da energia solar haviam caído mais de 30% nos últimos dois anos. Mas desonerar a geração de energia não basta. Além de reduzir o preço, o país precisa investir em linhas de transmissão, aprimorar a infraestrutura e facilitar a logística. Apesar das barreiras, a energia solar é a fonte de energia que mais cresce no mundo. A taxa de crescimento anual chega a 30,89%. A da eólica, 'a bola da vez', cresce a 25,75%.

Consumidores descobrem no sol uma fonte de economia
A geração de energia solar abrange pelo menos três tipos de tecnologia: a energia solar térmica para banho, a térmica solar de concentração e a solar fotovoltaica (a que utiliza as placas). A térmica solar para banho é a mais comum no país, explica Diogo Azevedo, diretor de energia solar fotovoltaica do Cerne. Em Natal, cerca de 90% dos hotéis usam energia solar para aquecer a água.

O Vip Praia Hotel, em Ponta Negra, foi um dos primeiros a apostar na nova tecnologia. Em 2008, instalou 15 placas fotovoltaicas no telhado. Com isso, conseguiu reduzir a conta de energia elétrica em 45%. O empreendedor que antes pagava R$ 18 mil por mês, passou a pagar R$ 10 mil. Para Beth Cequeira, gerente do empreendimento, o custo-benefício compensa. O hotel tem 40 suítes de até três quartos. "Imagine 100 hóspedes ligando o chuveiro elétrico na mesma hora", diz Beth.

Banho quente ainda é pouco, admite Diogo, mas já é o primeiro passo. A regulamentação vai ampliar este mercado e trazer novas possibilidades. A socióloga americana Camy Condon, 73, concorda. Há um ano, ela desenvolve fogões e dissecadores solares de forma artesanal. Mas não parou por aí. Instalou oito placas solares em sua casa, nos EUA, e criou uma escola itinerante para difundir a prática no Brasil. "Assisti uma exibição sobre geração de energia solar na escola onde meus netos estudam, nos Estados Unidos, e pensei: 'isso seria perfeito em Natal'". Hoje, a casa de Camy, na capital potiguar (onde ela passa nove meses por ano) mais parece um museu dedicado a energia solar.