Home Vivere in Brasile Cambiare il Paese o cambiare Paese ?

Cambiare il Paese o cambiare Paese ?

4
7
CONDIVIDI

Credo che in questo momento molti italiani si stiano facendo questa domanda : resto e partecipo al cambiamento del Paese o , tenuto conto che ho superato i 30 anni , faccio prima a cambiare Paese ?


A partire da stamani  , dopo il fallimento di Bersani , sono iniziate nuove consultazioni tra Napolitano e la  banda dei soliti noti . 


L’Italia è spaccata in due : coloro a cui fa comodo la situazione attuale e quelli che non hanno nulla … da perdere .La prima metà , però , ha bisogno della seconda metà per sopravvivere ma il corposo stipendio che ricevono puntualmente a fine mese li ha privati della capacità di raziocinio e si stringono intorno al loro padrone guardando con orgoglio i loro collari sempre più stretti .

Con l’arrivo della delegazione del Pdl e della Lega, guidata da Silvio Berlusconi e dal segretario del Pdl Angelino Alfano, sono iniziate al Quirinale le consultazioni “lampo” per la formazione del nuovo governo. All’incontro con Napolitano hanno partecipato i capigruppo del Pdl di Senato e Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta, e per la Lega il segretario federale del Carroccio e governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che in mattinata aveva scritto su Twitter: “Verso il Quirinale per nuove (inutili?) consultazioni. Ma nel pomeriggio di nuovo in Regione ad occuparmi della Lombardia”. 

Berlusconi: “Disponibili a governo di coalizione”.Nessun cambio di rotta: Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro con Napolitano ha ribadito la posizione del Pdl: “Siamo disponbili a governo con Pd, Lega e Monti”, ha detto il Cavaliere. In caso di accordo per un goverissimo al Pdl “va bene la candidatura di Bersani come ci vanno bene anche altre candidature del Pd”. ”Un governo politico”, ha scandito Silvio Berlusconi rispondendo ai giornalisti dopo il colloquio con il Capo dello Stato, ribadendo il no del Pdl a un governo tecnico. ”Basta con i tecnici – ha insistito -. La nostra posizione rimane quella, solo quella che esce dalle urne: un governo di larghe intese tra forze disponibili, deve essere un governo politico, vista l’esperienza tragica del governo tecnico”. Poi ha precisato che non c’è stata alcuna proposta per quanto riguarda il Quirinale. 

Maroni: “Governo politico o elezioni”
. “Siamo disponibili a sostenere un governo di coalizione, politico e che dia risposte, ma non un governo tecnico”, ha confermato il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni. Il leader del Carroccio ha ribadito: “Noi eravamo contrari al governo Monti, figuratevi se ne viene formato un altro di questo tipo. Meglio le elezioni. Vogliamo un governo che dia risposte – ha concluso Maroni -, ma deve essere un governo politico”.

Grasso: “Governo subito o Parlamento fermo”
. Il presidente del Senato spera in una soluzione rapida: “Io mi aspetto che finalmente questo Paese abbia un governo perché nonostante tutti gli sforzi da presidente del Senato di far partire l’attività legisltiva mi sono trovato bloccato dalle regole anche per l’istituzione delle stesse commissioni” ha detto.

Fonte : La Repubblica

7 Commenti

  1. Difficile non avere le "forze di stomaco" di fronte ai commenti dei vari esponenti politici italiani ma, soprattutto, di fronte alla sguaiata e tambureggiante propaganda politica fatta da la Repubblica con i soldi delle tasse degli italiani.

  2. Senz'altro bisognerebbe ripensare al tipo di "sviluppo" che l'Italia (e altri paesi europei e il Giappone) ha adottato, che ha fatto si che dopo decenni di inarrestabile crescita, il paese si sia fermato. Bisogna trovare rimedi a tre principali problemi:
    1° – impedire che gli imprenditori continuino a chiudere bottega per trasferirla poi in Cina e in altri paesi di manodopera a basso costo;
    2° – impedire che gli italiani continuino a fare i disoccupati mentre gli immigrati continuano ad arrivare quasi tutti i giorni, malgrado la crisi;
    3° – impedire il preoccupante calo della natalita'.
    La fuga purtroppo non risolve. Una volta che si è trasferiti, ci si dimentica facilmente dei problemi lasciati alle spalle e appare la "saudade" di famigliari e amici, del cibo e dei posti in cui si vissuti (e si è stati felici), e, a un certo punto cominciano ad apparire, nel nuovo paese, quasi dal nulla, "nuovi" problemi come quello della violenza diffusa e del cattivo funzionamento dei servizi come quello della sanita', per esempio.
    Bisogna quindi valutare bene tutti gli aspetti, positivi e negativi, di un eventuale trasferimento all'estero, altrimenti puo' significare, come si dice in Brasile, "trocar seis por meia duzia".

    • Grazie e buona pasqua anche a lei (anche se in ritardo). Come vede, adesso che ho scoperto questo interessantissimo blog, non lo mollo piu' (almeno finche' durano le mie vacanze!).
      Cordiali saluti.
      Ricardo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here