mercoledì 13 marzo 2013

Habemus Papam

E' il primo papa latinoamericano della storia. : il nuovo Pontefice è l'argentino Jorge Mario Bergoglio   di 76 anni , arcivescovo di  Buenos Aires che ha scelto il nome di  Francesco .
Le sue prime parole: «Pregate per me, buonanotte e buon riposo»











Non voglio sbilanciarmi perchè è troppo presto ma credo che ci troviamo alla vigilia di una rivoluzione storica per la chiesa cattolica . Almeno della stessa portata della elezione di Papa Wojtyla .

Di seguito l'ottimo commento di Gianni del Vecchio dell'Huffington Post .


La crisi economica e la voglia di cambiamento sono i due fattori che hanno ispirato i cardinali nella scelta di Jorge Mario Bergoglio. La Chiesa mai come stavolta si è mostrata in sintonia con i tempi. Molto più in sintonia di partiti politici e istituzioni, come le ultime elezioni italiane hanno purtroppo dimostrato. I porporati hanno capito che serviva un Papa vicino agli umili e lontano dagli sfarzi e gli intrighi di palazzo. E così è stato.
Il mondo, soprattutto quello occidentale, nell'anno domini 2013 è molto diverso da quello del 2005, in cui fu eletto Ratzinger. Un mondo che fa fatica a uscire da una recessione prolungata, che si interroga sulle magnifiche sorti e progressive che il sistema economico capitalista ha assicurato per più di due secoli, che si domanda sulla reale sostenibilità di un benessere esclusivamente materiale, che vede aumentare il numero di poveri e disoccupati.
Finita l'era dell'affidamento cieco nell'economia e dell'inseguimento del vitello d'oro, c'è bisogno di una guida spirituale che dia fiducia, che appiani le divisioni di classe in nome della fratellanza e dell'amore.
Fiducia, fratellanza e amore non a caso sono le tre parole su cui è ruotato il primo discorso del nuovo vescovo di Roma. Quello appena eletto è un Papa che sembra rifuggire dal lusso, iconicamente consacrato dalla foto che lo vede affacciato al balcone di San Pietro con al collo una croce di ferro, accanto a porporati rivestiti d'oro.
Un Papa che dà un segnale preciso a cominciare dal nome scelto: Francesco, ricordando il poverello d'Assisi, il santo che ha ripudiato una vita di agi e di potere per votarsi alla povertà e al Signore. Un Papa che si trova più a suo agio fra gli indigenti di Buenos Aires che con molti dei 114 "colleghi" del Conclave, uno che va in metro e non in auto blu . "Un paladino dei poveri e dei più vulnerabili", l'ha definito il presidente americano Barack Obama.
Ma la mistica della povertà e dell'austerità è solo il primo corno della scelta ispirata dallo Spirito santo. L'altro sta indubbiamente nel lascito più importante di Joseph Ratzinger: l'improcrastinabilità della riforma della Chiesa, fiaccata negli ultimi anni dagli scandali e dalle guerre infravaticane.
Se nel paese il vento anti-palazzo e anti-casta, ben incanalato dal Movimento 5 stelle, ha sorpreso e travolto i vecchi partiti politici, la Chiesa invece è stata più attenta e, in senso positivo, più furba. Ha reagito innovandosi e non ripiegando su se stessa. Bergoglio è il primo pontefice sudamericano, il primo gesuita, il primo a prendere il nome Francesco. Uno lontano dalla Curia, come ammesso candidamente dallo stesso nuovo vescovo di Roma.
"Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui...", ha detto. La fine del mondo, non il centro. Per un nuovo inizio, un nuovo mondo. Per non farsi travolgere dai tempi.

2 commenti:

  1. Ciao antonio intanto ti "corrigeró" il nome è francesco senza primo
    Che è meglio penso anche io che ci sarà un bel cambiamento nella Chiesa e sarebbe ora...." se lo lasciano lavorare ".mi ricordo un altro papa albino Luciani papa Giovanni Paolo I sappiamo tutti come è andata a finire .ma voglio essere ottimista se non ce la facciamo ora con due papi quando ce la faremo! . Ciao Stefano abraço

    RispondiElimina
  2. Mah,quando era vescovo in Argentina ai tempi del dittatore Videla,faceva silenzio...
    annosesto.

    RispondiElimina

Lasciate qui un vostro commento