mercoledì 6 marzo 2013

L’Italia è fallita, fatevene una ragione

Sono le parole conclusive di questo articolo tratto da " Vincitori e vinti " e che non mi fa piacere pubblicare sia perchè la famiglia di origine vive ancora in Italia sia perchè  tutti i miei versamenti previdenziali e con essi la speranza di una vecchiaia serena sono riposte nell 'INPS e pertanto come tutti spero in un miracolo .

Tuttavia più il tempo passa e più mi rendo conto che nemmeno più il Papa crede nei miracoli e pertanto sento il dovere morale di avvertire quante più persone possibili che la nave sta affondando . Chi ancora può salvi i suoi risparmi e li trasferisca prima che blocchino definitivamente questa possibilità .

Dove ? I ricchi li trasferiscono ( lo hanno già fatto da tempo ) nei classici rifugi : la Svizzera o i paradisi fiscali caraibici . 

Noi invece che siamo comunque costretti  a lavorare per vivere vi consigliamo dei luoghi dove , per chi ha spirito imprenditoriale ed un piccolo capitale ci si può ancora ricostruire una vita : il Brasile . Da anni aiutiamo le persone che lo desiderano ad emigrare legalmente in Brasile attraverso il conseguimento del visto permanente per investimento  .

Recentemente e per un numero limitato di posti  abbiamo lanciato una promozione INCREDIBILE !  in cui offriamo questo servizio gratuitamente per i primi che ne faranno richiesta .










L’anno scorso hanno chiuso i battenti quasi 380.000 mila imprese, oltre mille al giorno. Secondo quanto riportato di recente dalla CGIA di Mestre, almeno un'impresa su due, delle piccole e medie imprese rimaste, pagano a rate i propri collaboratori, o si indebitano per poterlo fare.

Stanno anche accumulando debiti tributari crescenti, o ricorrono al credito esterno per poter sostenere il carico fiscale. La pressione fiscale, per le imprese, è del 75% o forse più. Mentre il livello in rapporto al Pil ha superato la soglia del 44%. Dall’inizio della crisi, i titoli di credito (assegni bancari o postali, cambiali, tratte ecc. ecc.) che alla scadenza non hanno trovato copertura sono cresciuti quasi del 13%. Sempre secondo quanto ci riferisce l'Associazione di Mestre, le sofferenze bancarie in capo alle aziende hanno subito un incremento del 165%.

A proposito di banche, abbiamo la banca più antica del mondo, il Monte Paschi, che è in bancarotta e negli ultimi quattro anni sono stati necessari ben due interventi statali per rianimarla e prolungarne l’agonia: il primo con i Tremonti Bond, il secondo con Monti Bond. Costo complessivo dell'operazione, oltre 4 miliardi di euro, pari all'intero gettito IMU sulla prima casa. Sarebbe curioso indagare approfonditamente anche sugli altri gruppi bancari, al fine di capire l’esatto stato di solvibilità e l’utilizzo che è stato fatto della montagna di derivati che hanno in pancia. Che siano stati utilizzati anche per abbellire i conti? Non lo sappiamo, ma se è vero che pensare male si commette peccato, è anche vero che talvolta ci si azzecca.

Pochi giorni fa, è emerso che nei bilanci dell'Inps c’è un buco di oltre 10 miliardi di euro, e sempre lo stesso ente, in base ai dati del 2011, fa sapere che in Italia le prestazioni pensionistiche inferiori ai 1000 euro, sono il 77% del totale, e oltre 2,4 milioni di pensionati, invece, ricevono un assegno inferiore a 500 euro mensili. Somme che, vista l'esiguità e il crescente costo della vita, condannano i percettori a vivere in condizioni di crescente indigenza e ovvia difficoltà, soprattutto in età avanzata.

 I disoccupati sfiorano i 3 milioni. Il tasso disoccupazione è intorno al 12%, mentre quella giovanile è prossima al 40%, con picchi vicini al 50% al sud. Fuori del perimetro dei dati appena enunciati, c’e un numero considerevole di cassaintegrati in forza ad aziende che non avranno mai la possibilità di riprendersi da questa crisi, e presto diverranno disoccupati in pianta stabile proiettando il tasso di disoccupazione ben oltre il 15%.  Nell’ ultimo anno, nonostante la spremitura di tasse operata dal Governo Monti con il sostegno congiunto del Pd e del Pdl, il debito pubblico è aumentato di oltre 80 miliardi di euro superando la barriera dei 2000 miliardi, attestandosi a quasi il 128% del PIL. Ormai si viaggia speditamente verso i parametri greci. Nello stesso periodo il PIL è crollato del 2,4%, e se dovessimo allungare l’orizzonte ai 5 anni precedenti, osserveremmo che la crescita nazionale si è contratta di oltre il 7% dall’inizio della crisi.

 La produzione industriale è crollata a livelli che non si vedevano da decenni, così come sono crollati consumi precipitati sotto i livelli del 2001. Un numero considerevole di famiglie confermano che possono arrivare a fine mese solo intaccando i risparmi accumulati in una vita, o dalle generazioni passate. Un numero sempre più significativo di comuni e regioni, sono in difficoltà finanziarie e sempre più prossimi alla bancarotta. 

Le pubbliche amministrazioni statali devono alle imprese circa 70 miliardi di euro, che si sommano agli ulteriori 70 miliardi che devono pagare le autonomi locali, arrivando all'iperbolica cifra di 140 miliardi. Queste somme non rientrano nel perimetro del debito pubblico e, se così’ fosse, il rapporto debito/Pil schizzerebbe oltre il 140%; ammesso che ci siano investitori disponibili a comprare il debito pubblico per pagare i debiti delle Pa. Le imprese italiane, negli ultimi sei anni, ossia dall'inizio della crisi, hanno perso oltre 500 miliardi di euro di fatturato.

La cancelliera Angela Merkel, non più tardi di qualche settimana fa, ha affermato che con ogni probabilità, l'attuale crisi, si protrarrà per almeno altri 5 anni. E arriviamo così a undici anni di crisi. Ci dicono che dobbiamo lavorare oltre 40 anni, e ci può anche stare. Ma in queste condizioni significa trascorrere oltre un quarto della vita lavorativa e professionale in profonda crisi. 

E non è affatto escluso che quelle che verranno in seguito non siano ancor più frequenti o meno profonde di quella attuale. Il rischio è quello di convivere con recessioni economiche per buona parte della carriera professionale. Questo, è semplicemente impossibile. Paghiamo una novantina di miliardi all'anno per interessi sul debito pubblico, che si autoalimenta e cresce per inerzia. Questo, nella sua connotazione attuale, e in un simile ambiente, è semplicemente impagabile. Siamo all'ingovernabilità totale e, con ogni probabilità, passeranno ancora lunghi mesi prima di poter avere un esecutivo capace di governare. Per quanto qualificato possa essere, che un nuovo governo possa invertire questa tendenza, è solo un pia illusione che può albergare nelle menti che pericolosamente rifuggono dalla realtà dei fatti. Il processo è inarrestabile, e tenderà ad accelerare con il trascorrere dei mesi.

Se tutto ciò non fosse sufficiente, si potrebbe andare avanti ancora per ore. Ma non cambierebbe affatto il risultato. Ormai il punto di non ritorno è stato superato, da un pezzo. L’Italia è fallita, fatevene una ragione. Se per crederci attendete la conferma da parte del mondo politico, state pur certi che verrà annunciata solo dopo che vi avranno tolto tutto, anche la speranza. Si sta cercando di mantenere l’apparente solvibilità dello Stato e del sistema bancario, rendendo insolventi un numero mostruosamente crescente di imprese e famiglie.


Questo è solo un massacro alla devastazione che rischia di abbattere del tutto quel che rimane del sistema produttivo nazionale, compromettendo o rendendo più ardua ogni possibilità di risalita.

E' indispensabile avere un piano B per garantirci, eventualmente, una via di fuga e uscire dai vincoli imposti da questa camera a gas chiamata eurozona. Occorre dichiarare il default e annunciare la ristrutturazione del debito tagliandone il capitale, gli interessi e riprogrammando le scadenze verso un sentiero più sostenibile. Questo evento, per quanto traumatico possa essere, nel comune interesse di tutti, se concertato anche con istituzioni sovranazionali e creditori, limiterà gli effetti devastanti di un default incontrollato che non tarderà ad arrivare.

Eviterà l'annientamento dell'apparato produttivo e del tessuto imprenditoriale, altrimenti perennemente al servizio del debito e di un apparato burocratico /amministrativo degno della peggiore Unione Sovietica, fino alla scomparsa. L'alternativa a questo saranno scontri sociali, rivolte, scomparsa di buona parte del tessuto produttivo, svendita di interi settori industriali, perdita dei diritti acquisiti, compressione dello stato sociale, povertà diffusa e bancarotta. Quella vera intendo, quella imposta dalle regole del mercato selvaggio.

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29 commenti:

  1. Ciao Antonio... guarda che queste cose in Italia le sappiamo già, ma nonostante tutto molti Italiani la considerano ancora la propria casa e sperano ancora che si possa cambiare. Mah... si potrebbe abbandonare la nave prima che affondi, ma molti Italiani non lo vogliono fare. Certo se tutti quanti emigrassimo in Brasile o in qualsiasi altro paese, in Italia rimarrebbe ben poco e il brasile si riempirebbe di stranieri. A quel punto succederebbe il contrario, l'Italia partirebbe da zero di nuovo e probabilmente il Brasile via via si saturerebbe, così come è successo in europa. Tutti a comprare e consumare oltre le proprie possibilità (già in brasile lo stanno facendo) con la carta di credito, moto, macchinoni per apparire, casa, beni griffati ecc.. poi più avanti si rendono conto che non riescono più a fare fronte ai debiti con tutto quello che ne consegue per banche e società.Il Brasile già ha frenato la sua corsa alla crescita, probabilmente ci sarà un bum economico per qualche hanno trascinato dai modiali di calcio ecc.., e dopo? il Brasile è pronto per una crescita economica e una immigrazione così massiccia? Anche la Cina e l'India hanno frenato la loro corsa compresa la locomotiva Germanica in Europa, sembra che soltanto la russia stia progredendo, ma era talmente indietro prima che probabilmente questo fa parte di un periodo. Molti economisti pensano che valutando i pro e i contro l'uscita dall'europa per l'Italia sarebbe un bene e permetterebbe all'italia che senza i vincoli Europei scatenerebbe di nuovo le potenzialità degli Italiani, naturalmente con il supporto di una politica economica efficace. Con questo voglio dire che per quanto ne sò lavorare in Brasile non è facile specialmente per uno straniero e specialmente per chi ha già una certa età. Tu stesso molte volte hai messo in guardia molti Italiani da facili entusiasmi. Dico tutto ciò perchè percepisco nel tuo articolo un certo incitamento ad abbandonare la nave prima che affondi per iniziare una nuova avventura in Brasile. I Brasiliani ci ammirano per le nostre produzioni di eccellenza, per il nostro stile nel mondo, per le griffe, ma non ci ammirano come persone anche se con noi sono gentili e disponibili, ma quando si va a fondo nei loro sentimenti, scopriamo che non siamo così ben visti. Sicuramente tutta colpa dei nostri politici che hanno rovinato la nostra immagine nel mondo. Non esistono oggi come oggi terre promesse, il cosiddetto piano B potrebbe rivelarsi inutile o addirittura dannoso in quanto se dovesse andarci male ci ritroveremmo senza nulla in un paese di cui non conosciamo quasi nulla. Con questo non voglio criticare il tuo articolo ma semplicemente come tu hai fatto molte volte mettere in guardia chi magari pensa che il tutto possa essere relativamente facile, sappiamo tutti bene che il Brasile è molto protettivo e blindato per quanto riguarda l'apertura agli stranieri nel mondo del lavoro e anche degli investimenti. Ti mando questo link dove c'è una intervista di Ulrike Herrmann, giornalista economica del quotidiano Tageszeitung, basterebbe che l'europa capisse che bisogna cambiare la politica economica europea perchè anche l'Italia possa riemergere. In poche parole nessun paese nel mondo è slegato da tutti gli altri e in questa intervista la giornalista evidenzia un mea culpa della politica economica tedesca.
    Ciao Antonio, sei sempre il n.1 grazie per il lavoro che stai facendo e il supporto che dai agli Italiani che vogliono intraprendere in Brasile.

    http://www.youtube.com/watch?v=X-0CcPXOpGE&feature=player_embedded

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    1. Grazie del link all'intervista che consiglio tutti i lettori di ascoltare . Naturalmente indipendentemente da quello che dico io gli italiani stanno andando via dall'Italia , basta dare una occhiata all'eccellente sito dell'amico Aldo Mencaraglia : Italians in fuga . Purtroppo , per noi italiani l'emigrazione tocca profondamente le nostre famiglie e non possiamo non affrontarla se vogliamo sopravvivere : il piano B non è inutile ma necessario . Non conosco la tua età ma se io non avessi avuto un piano B non so dove sarei adesso : 58 anni , disoccupato da 9 anni senza alcun ammortizzatore sociale con tre figli ed un mutuo da pagare . I giornali sono pieni di casi di gente disperata che ammazza e poi si ammazza in questi casi ( Vedi il caso di Perugia di oggi ) . Pertanto io preferisco dare comunque una speranza che per quanto mi riguarda funziona ed ha funzionato sino ad oggi .

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    2. Queste cose sanno da anni forse decenni.
      L' "articolo" sembra stato pubblicato esclusivamente
      per terrorizzare le persone e promuovere i propri servizi.
      Nessuno conosce i veri dati.
      Francesco

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    3. Ciao Francesco

      purtroppo non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere .Dalla Repubblica di oggi :

      Fitch taglia il rating all'Italia Pesa il caos post elettorale

      Mancava solo lei. E ora Fitch si allinea alle altre due sorelle, Standard&Poor's e Moody's, tagliando il giudizio sull'Italia a BBB+, un paio di gradini sopra il livello spazzatura (junk). Il giudizio della società di consulenza sul merito di credito del Paese scende da A-, dopo che le previsioni di scenario erano già diventate negative. Standard&Poor's, che in questi giorni ha più volte ribadito che l'incertezza creatasi dopo le elezioni non condizionerà il suo parere sul rating italiano, aveva tuttavia già portato il giudizio a BBB+ e Moody's a Baa2. Fitch ha giustificato il taglio con l'incertezza generato dal caos post-elettorale. L'Italia, gravata da oltre 2mila miliardi di debito pubblico, è tra i peggiori Paesi europei a livello di rating: dopo di lei vengono in ordine Irlanda, Spagna, Islanda Portogallo e Grecia ......

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    4. L'agenzia Fitch ha tagliato il rating sul debito sovrano dell'Italia da 'A-' a 'BBB+' sulla scia degli ultimi dati sul Pil e dell'esito ''inconcludente'' delle recenti elezioni politiche. Secondo l'agenzia di rating e' ''improbabile'' che si riesca a formare un governo stabile delle prossime settimane e in ogni caso un esecutivo in queste condizioni ''potrebbe essere piu' lento e meno efficace nel rispondere agli shock''.

      Fitch sottolinea che il dato sul Pil del 4* trimestre conferma che l'Italia ''e' in profonda recessione''. ''I risultati inconcludenti delle elezioni parlamentari italiane del 24-25 febbraio - rileva Fitch - rendono improbabile che possa essere formato un nuovo governo stabile nelle prossime settimane. La crescente incertezza politica e la mancanza di una conduzione per ulteriori misure di riforma strutturale costituiscono un ulteriore shock avverso per l'economia reale alle prese con una profonda recessione''.

      L'agenzia sottolinea come i dati del Pil del 4* trimestre ''confermino che la recessione in corso in Italia e' una delle piu' profonde in Europa. Le sfavorevoli condizioni di partenza e alcuni recenti sviluppi, come l'inatteso calo dell'occupazione e la persistente debolezza degli indicatori di fiducia, aumentano il rischio di una recessione piu' lunga e profonda di quanto precedentemente stimato''. Fitch prevede per il 2013 un Pil in calo dell'1,8% ed un debito pubblico che arrivera' al 130% del Pil. Le misure gia' adottate ''dovrebbero essere sufficienti'' a mantenere il deficit in linea con i parametri europei (al 2,5%).

      Le prospettive sul rating dell'Italia restano negative e ci potrebbe essere un ulteriore downgrade, spiega Fitch, se si dovessereo verificare uno o piu' di questi eventi: se la recessione dovesse ulteriormente aggravarsi, se le politiche fiscali non dovessero garantire un percorso di riduzione del debito dal 2014 dopo il picco di quest'anno, se si dovesse aggravare la crisi dell'area euro, se si mancasse l'obiettivo del pareggio di bilancio.

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    5. Ripeto, sono cose sapute e risapute.
      È decenni che l'italia produce debiti, come sta succedendo ora
      in Brasile le banche si sono arricchite a dismisura e hanno
      impoverito e indebitato le persone.
      La differenza è che lo stato brasiliano (non i brasiliani)
      è tra i più ricchi del mondo quello italiano no. Fr ancesco

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  2. Antonio ma se non ti ha fatto piacere a pubblicare l'articolo perché lo hai pubblicato? Io lo trovo aberrante

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    1. Purtroppo non è mettendo la testa nella sabbia che si risolvono i problemi . L'articolo è pieno di dati e se qualcuno mi segnalerà delle inesattezze o aberrazioni sarò lieto di pubblicarle . Infine l'articolo è stato gia pubblicato da WSJ alcuni giorni fa ... è già di dominio pubblico !

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  3. Concordo.
    La maggiorparte delle persone rimane là con questo sospetto che attanaglia la mente,aspettando che la notizia sia resa pubblica da televisone e giornali. Ma quando arriverà sarà troppo tardi per tutti. :(

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  4. Ci vuole un certo talento per vivere in uno stato di serena negazione, per rimanere perfettamente calmi pur essendo sempre più vicini all’orlo del precipizio. Di tutti i talenti per cui sono famosi gli italiani, forse il più importante è proprio questa disinvolta noncuranza. La loro economia è in profonda recessione, sono incapaci di competere economicamente con i loro vicini, eppure continuano ad andare avanti come se niente fosse, come se bastasse un tocco di bacchetta magica per risolvere ogni piccolo inconveniente nella loro dolce vita.
    In particolare gli italiani, chi con timore, chi con repulsione, continuano ad essere stregati dal pifferaio magico Silvio Berlusconi, il ricchissimo magnate dei mezzi di comunicazione che è stato Premier. Nella corsa alle elezioni Berlusconi ha promesso di eliminare la tassa sugli immobili introdotta dal precedente governo che egli stesso aveva votato quando è stata introdotta. Non solo ora la abolirebbe ma restituirebbe agli italiani i soldi che hanno pagato l’anno scorso. Nonostante provenisse da un uomo che ha ripetutamente fallito nell’intento di trasformare anche le condizioni politiche ed economiche più promettenti in qualcosa di vagamente somigliante al bene collettivo, l’annuncio ha regalato a Berlusconi un vantaggio considerevole nei sondaggi di opinione.
    Ho vissuto in Italia per 32 anni. Una delle prime cose che mi ha colpito è stata la relazione tra azioni e conseguenze – diversa da quella degli altri Paesi che conosco, gli Usa e il Regno Unito. Qui, se qualcuno è sorpreso ad abusare della propria posizione di potere, dare lavoro a parenti, accettare tangenti o spendere denaro pubblico per sfizi personali, non solo non pensa minimamente di dimettersi, ma addirittura si scaglia contro i moralisti e va avanti come se niente fosse.
    Le statistiche mostrano che l’evasione fiscale è endemica e più si va a sud più la situazione peggiora, al punto che nella zona di Napoli i dentisti dichiarano redditi inferiori a quelli dei poliziotti. Va da sé che il deficit fiscale deve essere colmato con prestiti governativi e aumenti delle tasse, per quelli che le pagano.
    Intanto, nonostante lo sport sia palesemente corrotto, i fan sono sempre più appassionati. Come proprietario del grande club calcistico Milan, Berlusconi ha deciso, all’inizio della sua campagna elettorale, di acquistare la star Mario Balotelli. Di nuovo, è stato premiato nei sondaggi di opinione.
    La costante discrepanza tra ciò che sarebbe legittimo aspettarsi e quello che accade realmente non è una novità. Nel 1869, durante un tour in Italia, Mark Twain scrisse: “Non riesco a capire come un governo così corrotto riesca ad avere stazioni ferroviarie così sfarzose”. Le cose non sono cambiate. L’Italia ha recentemente completato il servizio ferroviario più veloce d’Europa. Si possono percorrere le 360 miglia da Milano a Roma in appena 2 ore e 45 minuti, senza fermate. In una nazione con un debito spaventoso, questa magnifica impresa ingegneristica è costata 150 miliardi di euro (circa 200 miliardi di dollari).
    Nessuno sembra sapere da dove proviene l’investimento, o come sarà pagato il progetto. Una cosa è certa, gran parte del denaro che legalmente doveva essere destinato a servizi locali è stato destinato al progetto dell’alta velocità. Per permettere a pochi di andare veloce, orde di lavoratori arrancano verso l’ufficio in treni sporchi e sovraffollati. Ma quello che importa è la scintillante immagine di progresso trasmessa da questo servizio.
    Benito Mussolini, che forse è stato il primo grande propagandista dell’era moderna, aveva capito perfettamente la psicologia italiana. “E’ la fede che muove le montagne perché dà l’illusione che le montagne si muovano” diceva. “L’illusione è forse la sola realtà nella vita.”

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  5. Il 27 gennaio, durante una cerimonia nel Giorno nazionale della Memoria delle vittime dell’Olocausto, Berlusconi ha pensato che fosse il momento giusto per dire che Mussolini aveva in realtà fatto molte cose buone e che non era poi tanto malvagio. È stato premiato con un altro aumento di popolarità nei sondaggi di opinione.
    L’opinione diffusa di chi si trova al di fuori dell’Italia è che Berlusconi sia una specie di clown cattivo e che la vasta maggioranza di italiani lo rifiuti. Non si riesce a capire come un uomo al centro di così tanti processi per corruzione di vario genere, protagonista di un enorme conflitto di interessi (possiede tre canali tv nazionali e grandi porzioni dell’industria editoriale italiana) possa restare al centro del potere. La risposta, oltre che nell’apparato giudiziario straordinariamente lento e complesso e nella mancanza di un vero giornalismo indipendente, è negli instinti politici di Berlusconi, che si combinano perfettamente con l’ostinazione collettiva a non affrontare la verità.
    Una delle cose che Berlusconi ha promesso è un condono per gli evasori fiscali. Solo in una nazione dove l’evasione fiscale è endemica ci si può rivolgere agli evasori, a discapito di coloro che invece pagano le tasse.
    Il contrario di Berlusconi potrebbe essere il Premier provvisorio Mario Monti, un professore di economia diventato Presidente del Consiglio senza elezioni alla fine del 2011, nel mezzo della crisi euro. Gli osservatori stranieri sono convinti che Monti abbia fatto un buon lavoro e meriti di essere rieletto. Un ragionamento ingenuo. Molti italiani sono convinti (e io sono d’accordo) che il professore non abbia fatto altro che cedere alle pressioni di Berlino, tagliando la spesa dove era più facile e tassando tutti senza guardare ai redditi. La sua campagna elettorale, basata su una retorica di rigida serietà, è stata deludente.
    Un intrattenitore che sta cercando di sfruttare la situazione è Beppe Grillo, un vivace blogger ex-comico diventato politico, il cui Movimento Cinque Stelle propone di scacciare l’ordine politico corrotto e promette stipendi per i disoccupati e una settimana lavorativa di 30 ore. Forse i cittadini sentono che ormai non c’è più niente da fare, tanto grande è il potere esercitato sull’Italia dalla UE: di conseguenza, non importa chi voteranno. Saranno gli effetti di secoli di paternalismo cattolico e di promesse elettorali incoscienti, ma nessuno sembra concepire una serie pratica di riforme in grado di portare il paese dalla situazione attuale a quella desiderata.
    Mussolini rielaborò in un secondo momento le sue teorie sull’illusione dichiarando: “E’ impossibile ignorare la realtà, per quanto triste”. C’è da chiedersi quanto l’Italia sia vicina al momento in cui non sarà più possibile negare tutto.
    Un concetto che non viene mai preso in considerazione è che sono stati commessi errori molto gravi, o che forse bisognerebbe adeguarsi ad una realtà in cui l’iniziativa economica, e con essa il capitale di investimento, si è spostata decisamente ad est. Quasi tutti i programmi politici italiani esprimono il desiderio di un ritorno al passato, invece di cercare di capire quale sia il posto del paese in un mondo che non è più quello di una volta.
    Articolo originale di Tim Parks pubblicato sul New York Times il 24 febbraio 2013.

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  6. ...un'italia fuori dall'euro sarebbe sicuramente gia fallita.che fallisca all'interno dell'euro fatico a crederci. gli scenari da valutare sono essenzialmente due . ristrutturare il proprio debito ,come descritto nell'articolo, dichiarando un default tecnico provocherebbe ripercussioni sociali (taglio pensioni sociali,stipendi pubblici erogazioni servizi di base)ed al tessuto economico (con il fallimento di gran parte delle piccole medie imprese) oggettivamente pesantissimo e dalla durata almeno decennale. altro scenario è quello di rispettare i vincoli di stabilità europei ,essenzialmente basati sull'austerity ,che provocherebbero comunque profondi danni economici e sociali ma secondo me comunque inferiori a quelli di un default. l'europa (la germania in particolare) in questi mesi appare a molti come la causa di tutti i mali ma probabilmente è e sara l'unico paracadute che ci permettera di mantenere un livello di vita se non florido almeno decente.La scelta di quale strada intraprendere spetterà nei prossimi mesi ai nostri fenomenali politici (vecchi e nuovi), comunque vada oggettivamente lunghi anni bui aspettano la nostra povera italia. Spero che non tutti seguano il nostro esempio andando all'estero ma allo stesso tempo sarei ipocrita a fare un'appello nel rimanere e lottare. Lottare e possibilmente scegliere politici un pò piu seri,credibili e capaci che non ci facciano vergognare anche a 10mila chilometri di distanza.

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  7. "L'Italia è fallita"...sentenza senza scampo... mah... può essere, però dire che trasferirsi in Brasile significa comunque avere soldi, il visto per investimento costa comunque circa 70000euro, chi ha da parte almeno il doppio potrebbe pensare di fare il grande passo, ma secondo me questa cifra è appena sufficiente per cominciare relativamente tranquilli. Io vado in Brasile circa 3 volte l'anno nel RN, molti miei amici che non sono mai andati in brasile pensano di potere iniziare una nuova vita in questo continente con cifre dai 30 ai 50 mila euro, secondo me assolutamente insufficenti per iniziare con discreta tranquillità. L'inflazione in Brasile è alta e il cambio secondo mè è destinato a essere sempre meno favorevole, alcuni beni comuni come auto, prodotti per la casa, elettrodomestici ecc.. costano in media molto di più che da noi. L'assistenza sanitaria pubblica è praticamente inesistente, la benzina è carissima come da noi e anche i ristoranti in citta costano come qui, le banche come da noi anni fà prestano soldi a tutti o quasi etutti comprano a rate, inoltre sia il clima che le condizioni di vita si devono prima toccare con mano. Ultimamente molti Italiani che sono andati in brasile nella regione del RN sono rimasti profondamente delusi.. e non sto parlado del solito turismo cosiddetto sessuale che per fortuna per quanto ne so sta scemando in quanto anche qui molti hanno fatto il viaggio e se ne sono tornati senza avere combinato nulla. Ma i paesaggi, il clima il mare e l'accoglienza non rispecchiano le aspettative di chi spende 1000euro solo per il viaggio. Natal ad esempio sta diventando una città caotica, il cosiddetto ingaraffamento stradale è all'ordine del giorno, nelle strade sono presenti voragini enormi, ci sono dossi non segnalati di dimensioni assurde quasi dappertutto, a ponta negra la spiaggia non esiste praticamente quasi più in alcune zone sdrai e ombrelloni sono in mezzo all'acqua. Con questo non voglio denigrare il luogo, ma quando si parla di una località in termini di meraviglia incantevole, ci si aspetta molto di più di quanto in realtà si incontra in questi luoghi e in questo caso sto parlando del RN. Io ho visitato quasi tutto del RN, spiaggie e anche l'interno, sarà che io vivo tra le bellezze dell'appennino tosco emiliano ma no ho trovato nulla in brasile che fosse comparabile alle bellezze dei nostri luoghi. Certo chi ha quattrini può scegliere di emigrare dove vuole, altra cosa a cui bisogna fare attenzione in brasile è la delinquenza in certe zone che bisogna conoscere, mai inoltrasi all'interno da soli, e soprattutto non farsi voler male da nessuno, crearsi dei nemici là è molto pericoloso, basta una denuncia anche se non fondata da parte di un brasiliano o ancora peggio di una brasiliana per avere veramente grossi problemi con la giustizia. Io ne so molto meno di Antonio del Brasile, lui ci vive da anni, parlo solo per quello che conosco e ho toccato con mano. Devo dire comunque che in circa 5 anni che vado in brasile regolarmente circa 3 volte l'anno per periodi di 2/3 settimane, non mi è mai capitato nulla di spiacevole, se si rimane nei quartieri della città vissuta, anche girare di notte non è un problema come ho sentito dire da altri. Tutto il discorso per dire semplicemente che, affermare che l'Italia è fallita credo che sia un azzardo, inoltre chi ha intenzione di trasferirsi in un altro paese compreso il brasile deve avere le spalle ben coperte in termini economici oppure il rischio diventa molto alto. Antonio non me ne voglia per quello che ho detto del RN, questa è soltanto la mia opinione e quella di molti che conosco, lui comunque sta facendo un grande lavoro...complimenti Antonio.

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    1. Ciao e grazie per i complimenti

      volevo solo corregere un errore riportato nel tuo commento circa il costo del visto permanente .

      Il visto insieme al costo della apertura della società e l'onorario dell'amministratore non supera i 4500 euro in tutto suddivisi nell'arco di sei mesi : come dire 800 euro al mese per rifarsi una vita in Brasile !

      I 70 000 euro a cui fai riferimento NON sono un costo , chiedilo pure a tutti i nostri clienti che con quei soldi hanno comprato l'appartamento dove vivono , la macchina che guidano , gli appartamenti che affittano , ecc . I soldi dell'investimento RESTANO dell'investitore NON sono versati allo Stato brasiliano .ne tanto meno allo Studio che ti fa il visto .

      Per tutto il resto del commento rispetto il tuo parere anche se stai paragonando due paesaggi molto differenti quello dell'appennino italiano con le spiagge del nordeste . Del resto devi per forza amare il RN visto che ci vieni da anni per ben 3 volte all'anno spendendo secondo me una cifra tra viaggio e permanenza .Perchè non prenoti al Varandas ? Ho hai già il tuo appartamento a Ponta Negra ?

      Comunque , e a quanto pare non è il tuo caso , conosco moltisssimi italiani che pur venendo qui a Natal da anni non hanno capito che Natal NON è Ponta Negra . Quest'ultimo è un quartiere ben periferico della città che si è sviluppato a causa delle innegabili bellezze naturali grazie alla iniziativa privata ma è stato sempre trascurato dalla Prefettura notoriamente miope sul turismo ( fatto generale in tutto il Brasile che NON E' un Paese fondato sul turismo come l'Italia o la Francia )

      Per quanto riguarda buche e quant'altro fatti pure una passeggiata al sud italia oltre alle buche troverai cattedrali nel deserto : ponti e strade mai finite , ospedali completamente attrezzati su cucuzzoli di montagna mai utilizzati , i nostri soldi buttati al vento ... qui almeno so che i soldi NON sono i miei :)

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  8. che l'italia economicamdente parlando,sia la locomotive del gambero, nn ci sono dubbi, formalmente fallita, anche, poi ognuno in base alla sua situazione fa le dovute considerazioni. nè diventerà un limbo terrestre così come il brasile nn sarà il paradiso, il probema è decidere il proprio futuro e le proprie aspettative di vita.Personalmente potrei anche soprassedere alla riduzione del litorale di pontanegra, visto che in italia x andare al mare 1 settimana lavoro tutto l'anno(quando andavo in ferie...). Antonio, che n conosco, credo sia credibile e serio perchè sa esprimere con chiarezza ed equilibrio le opinioni di chi come lui vive lì, senza creare illusioni ne esasperare i problemi del brasile.
    Poi se a volte passa un pò di promozione subliminale sulla sua attività, nn riesco proprio nemmeno considerarlo un peccato veniale, visto l'ottimo lavoro che fa sul blog!!??
    nn so se riusciro mai ad andare in brasile, e se lo farò, forse sarò tra coloro che resteranno delusi, ma farò anche parte di quelli che ci hanno almeno provato.In ogni caso nn sputerò sul mio paese natale, semmai lo farò su chi lo ha governato e su chi se li è votati questi politici; anche se andarsene può nn sembrare molto patriota come gesto, ribadisco un concetto di base, il partigiano per questo paese lo ha già fatto mio padre, ma aveva altre motivazioni, io questo giro passo, ma mai smettero di essere orgoglioso di essere italiano e di ribadire le mie origini, anche se, come mi è già successo altre volte, significherà difendersi da sfottò e sorrisi visto cosa accade da noi;Pizza,mafia e mandolino, oggi anche bunga bunga, va buò, me lo possono ripetere in eterno, io resterò sempre italiano, e sarà sempre un piacere e motivo di orgoglio spendere energie per provare a far capire quello che è difficile spiegare, che l'Italia non è quella lì, c'è ben altro, e se andrò all'estero spero di riuscire dare un marginale contributo in quel senso.
    comunque la pensiate, auguri a chi resta e a chi se ne va, sopratutto auguri agli italiani, e vista la ricorrenza dell 8 marzo, auguri a tutte le donne.
    makx

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  9. ..lascio anche il mio pensiero riguardo tutto quanto scritto sopra.. come evinto dall'articolo pubblicato e' vero che l'italia non sta' attraversando un momento facile..pero' rammento che ciclicamente in altri periodi questo si e' verificato magari per altre cause o motivazioni. d'altronde l'azienda italia e' come la borsa..ci vogliono dei periodi di bassi profitti per far ritornare periodi di alti profitti. non si puo' crescere in eterno..e' fisiologicamente impossibile. io ho aperto la mia attivita' nel 92-93..periodo che a suo tempo non era esattamente di crescita..cercando di offrire un servizio mirato,contenuto e a costi competitivi..e sto' ancora lavorando. chiaramente il momento particolare si sente.. penso che tutti vorrebbero trasferirsi in un altro paese per ovviare al momento difficile..ma quanti REALMENTE lo possono fare senza incorrere in un fallimento?non basta avere il budget per comperarsi una casa e una macchina sperando poi di trovare un lavoro soddisfacente..si corre il rischio di investire tutti i risparmi e poi trovarsi a piedi..e a questo punto,siamo onesti, meglio trovarsi a piedi in italia che in brasile. ovviamente..se una persona ha a disposizione budget per una casa..una macchina..e contanti da lasciare investiti in banca che gli rendano un minimo di rendita..parte gia' avantaggiato. poi potrebbe rischiare di aprire una attivita' che se rende poco o tanto ha a questo punto una importanza relativa(avendo gia' una sicurezza..)..ma quanti possono questo??penso una minima parte..purtoppo. sento e vedo un gran parlare di dove andare in brasile..questo e' meglio e questo e' peggio..qui' piu' sicurezza..qui' meno..ecc ecc.. ma bisogna sempre ricordare(come dice il buon antonio sempre..)che il brasile non e' l'italia..e molte persone vedono solo l'immagine spiaggie,birra e sederi(peraltro che son molto lievitati..complice il progresso??)..per vivere in brasile si deve essere veramente convinti della scelta,potendola fare,o si rimarra profondamente delusi. NON state facendo le 2 settimane di ferie classiche..provate a vivere su una citta..alzarvi alla mattina,prendere i mezzi pubblici,fare la spesa..usufruire di qualche cura medica che non sia quella privata e tralascio volutamente le varie problematiche legate alla gestione figli o quant'altro.. da quanto scrivo sopra potrebbe sembrare che non peroro la causa del trasferimento altrove..non e' cosi,sono solo obiettivo. e faccio presente che sono cmq sposato con una brasiliana di san paolo,che cmq a prescindere cerco di investire da qualche anno nel paese carioca(se non altro mettiam le mani avanti)..e che pur avendo 45anni e un lavoro ancora soddisfacente..penso sempre che se tutto dovesse veramente andar male..un'alternativa carioca e' sempre una opportunita' da non scartare.. marco b.

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    1. ciao marco b. concordo con quasi tutto quanto hai scritto tranne su una cosa. La crisi italiana non è una crisi "ciclica" come altre in passato o in futuro, ossia destinata a durare qualche anno e poi risolversi con un successivo periodo espansivo.
      Quella italiana (e non solo) è una gravissima crisi "sistemica", ossia non solo economica, che deve ancora giungere al suo culimine.
      Come tale non si risolverà prima di qualche decennio. Sempre ammesso che qualcuno si decida a prendere atto delle cause e a porre rimedio. In primis il popolo italiano che continua a fare come lo struzzo.
      Marco

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    2. ..voglio sperare che sia una situazione ciclica..ma incomincio ad avere dei dubbi. la definirei a questo punto a ''cascata''..perche' aggravata nella percezione e situazione dalla crisi negli altri paesi dell'euro zona. si incominciava a parlare di crisi circa 3 anni fa..e ora le persone incominciano ad avere non solo la percezione..ma a comportarsi come da recessione. ad esempio..stamattina ho avuto due clienti che mi avvertivano di non poter piu' pagare la quota del pros mese..(ho una palestra..si parla di 40euro mese..)perche' in difficolta' nel pagare la rata del mutuo della casa..e ancor peggio fare la spesa. ecco...questa e' la situazione.. cene,vestiti e ferie li han gia' eliminati..ora si comincia ad eliminare i servizi. poi??mi sa che fra poco anche qui incominceranno a fare i muri intorno alle case alti 4metri..e con il filo spinato..

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  10. Mi permetto di dire che ogni contributo dei nostri amici del blog va rispettato, rivelando esperienze di vita. Del resto, non fa piacere leggere che "L'italia è fallita", sia perché chi vive all'estero ne è rimasto legato, forse anche più di prima, sia perchè non ci consideriamo responsabili. Ma andare a vivere in un altro paese ha implicazioni economiche, sociali, psicologiche, spirituali, quindi è una valutazione molto personale e mai si potrà dire, in termini assoluti, quale sia il paese migliore dove vivere. Giusto comunque considerare i numeri e non assolutizzare le nostre esperienze personali. Vuoi vivere in Brasile? Trascorrici un po' di tempo, cammina per le strade (EVITANDO ZONE TURISTICHE), togli i paraocchi e datti del tempo. I conti con i numeri vanno fatti, ma se troviamo cose più importanti, i sacrifici valgono la pena; anzi sono naturali.
    Ciao. Dario (Salvador)

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    1. concordo!! saro ripetitivo ma RESTARE IN BRASILE minimo 1 ANNO senza fare niente " nel senso lato del termine" e' l'ideale per cominciare ad avere un idea di dove si e' capitati. Voi italiani che volete andare la, prima di lasciare tutto qui prendetevi 3 mesi la e 3 qui per un paio di volte minimo e giunti in br abbiate la curiosita di vedere come e' gestire la vita quotidiana (...a parte birra spiaggia e donne di cui dopo qualche anno avrete una parziale assuefazione..). Attenti perche se avete poco qui potreste perdere tutto la . Ma senza polemiche eh Antonio? vale per il brasile come per qualsiasi altro stato fuori europa... detto da uno che ha vissuto la' per qualche anno e alla fine ha scelto l'italia. miki

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  11. ..sarebbe interessante e costruttivo postare qualche reale esperienza di chi negli ultimi 5 anni si e' trasferito e come ha riniziato e ripreso in mano in brasile la sua vita..evitando chi(fortunato..)e' partito con 300..400mila euro di cash o situazioni simili..visto che non penso sia la realta' media delle persone interessate.. marco b.

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    1. Ciao Marco

      ne conosco tanti , anzi sono proprio quelli che sono partiti con 300-400 000 euro che non conosco .

      Il primo che mi viene in mente sono Massimo e Virginie genitori di 5 bellissimi bambini , creatori di marmellate e liquori che vendono nel el loro splendido negozio : Paraisos dos Guloso. Ivano , il proprietario della pizzeria Tomatino , il proprietario del caseificio Fior di Latte , Michele Maisto ,chef e fondatore della Scuola Madrelingua , Paolo Fiore , cantante napoletano conosciutissimo sia qui che nel Sud del Brasile dove tiene numerose tournee, Marco Marasco , Costruttore , Paolo Grasso Costruttore ,Marco Vittoria ,immobiliare e tanti altri amici che mi scuso di non citare per evitare di essere noioso ... dimenticavo ci sono anch'io .

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    2. infatti mi domando spesso ...dove sono le testimonianze di chi realmente gia fatto questa scelta e puo raccontare la sua storia? con quanti soldi e' partito come vive e cosa fa? Qui si discute molto ma non mi sembra di aver letto molte storie di chi vive stabile in brasile e ha aperto la sua attivita...fatevi avanti!

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    3. ecco...questo e' interessante..vita vera..vita vissuta..parametri reali di persone normali che hanno colto o creato opportunita'..complimenti.. marco b.

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    4. il motivo per cui queste persone non intervengono è molto semplice : lavorando come imprenditori si ha poco tempo per intervenire in forum o reti sociali . Questo è ovviamente un peccato ma vivereinbrasile è nato anche per questo : dare voce nei limiti del possibile a queste realtà altrimenti sconosciute .

      Comunque mi associo anch'io all'invito di Miki .

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  12. Io vorrei semplicemente dire la mia opinione da ragazzo di 24 anni, emigrato in Brasile all' eta' di 20 anni e sposato con una brasiliana.
    Beh l'Italia sarà pur fallita come si dice e come i dati mostrano la sconcertante situazione, però c'è da dire che soprattutto per i giovani, quei giovani in Italia disoccupati, laureati che si trovano a zonzo senza sapere cosa sarà del proprio futuro, anche farsi una vita in Brasile non sarebbe cosi facile.Come voi avete detto, vale la pena andare in Brasile, chi vuole investire ed ha un capitale, o chi ha una laurea e riesce a convalidade gli esami nelle universita brasiliane e provare ad entrare nel mercato del lavoro brasiliano, altrimenti un giovane come si direbbe a Napoli senza ne arte e ne parte, si troverebbe solamente in difficoltà e avrebbe condizioni di vita inferiori a quelle della fallita Italia. Io ho cambiato vari lavori all inizio adattandomi, dopo ho fatto ingresso all universita brasiliana privata grazie ad una borsa di studio, altrimenti non avrei mai potuto studiare. Oggi per me in Brasile si prospettano opportunità di stage retribuite (purtroppo però i soldi sono pochi e non bastano neanche ad andare in affitto) e una laurea brasiliana che qualora un giorno volessi tornare in Italia (dato che tutta la mia famiglia è li) non ha alcun valore. Dovrei integrare le materie svolte, sostenere di nuovo la tesi, tutto questo per continuare gli studi (master,specializzazioni) ma ne vale la pena? Beh devo dire che a malincuore, devo ammattere che nella mia situazione la fallita Italia restà sempre casa mia, con amici, affetti e famiglia; e magari anche se dovrò tornare a fare il "bamboccione" avrò pur sempre uno stile migliore di bita rispetto a quello brasiliano. Tutto questo per dire... Italia o Brasile, dpiende dai punti di vista e dalle situazioni di ognuno. Speriamo l Italia migliori negl anni.

    Davide da Belo Horizonte

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    1. Ciao Davide

      il tuo commento merita un Post a parte tanto è importante . E' quello che racconto a tanti amici che mi scrivono partendo dalla tua condizione : non emigrate , restate in Italia .
      Molti pensano che io voglia convincere gli italiani ad emigrare in Brasile . in realtà se poteste leggere le mail che invio capireste che è proprio il contrario .
      Che poi l'Italia sia fallita mi dispiace innanzitutto per me ma è un dato di fatto ... ed aggiungo non c'è cassa integrazione !

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  13. Per correttezza di informazione, il buon Michele Maisto non e' proprietario del Caseificio Fior Di Latte di Natal, che e' invece impresa familiare di due coppie di Salerno, presente sul mercato Riograndense dal 1997

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    1. Mi scuso se nel mio commento sembra che Michele sia proprietario del caseificio ma leggendo bene si capisce che non è così . Il fatto è che non conosco i nomi dei proprietari pertanto ho scritto semplicemente : i proprietari del Caseificio ...

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