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Emergenza Italia : da Pisapia a Squinzi

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“C’è un’emergenza sociale aggravata dalla crisi economica che incide sulla vita di tutti i cittadini. E inevitabilmente anche sulla sicurezza. Non possiamo accontentarci dei dati che a Milano fanno registrare una diminuzione dei reati in generale, ma anche un incremento di quelli predatori.”. Lo afferma il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in un’intervista a Repubblica. 

“Io ho una convinzione. Non bisogna speculare sull’odio – rimarca il sindaco – Dopo i fatti gravissimi successi dobbiamo somministrare una medicina giusta. Risolvere i problemi, non aggravarli”. Il riferimento è ai tre milanesiuccisi a picconate delle strade di Niguarda, innanzitutto, ma anche agli scontri davanti a Palazzo Marino dopo lo sgombero del centro sociale Zam (Zona autonoma Milano), che Pisapia stesso ha bollato come “inaccettabili”.
Il governo al gran completo fa visita agli imprenditori riuniti nell’assemblea annuale. D’altra parte le parole del numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, dimostrano quanto la situazione sia tesa. Il leader degli industriali, intervenuto dopo il presidente del Consiglio Enrico Letta, attacca: “Ciò che manca è il tempo, bruciato nelle parole spese vanamente, perchè il Nord è sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta. E’ questo quello che vogliamo?”. Fisco punitivo, edilizia in crisi profonda e costo del lavoro a livelli insostenibili sono i tasti dolenti indicati da Squinzi, che non lesina le critiche al governo per come “ha trovato la copertura per rifinanziare gli ammortizzatori sociali”. Il riferimento è alla scelta di sottrarre una parte di risorse del fondo per lo sviluppo, l’ex Fas, per destinarle alla Cig in deroga: una misura che per Squinzi potrebbe “creare nuova disoccupazione”.
Fonte : La Repubblica 

2 Commenti

  1. finalmente emerge platealmente e senza mezzi termini lo stato di tragicità in cui versa l'economia Italiana ed Europea. Da spettatore ignorante sono nelle mani della speranza.

  2. di Paolo Becchi

    "Eppur si muove! Certo ci si sarebbe aspettati qualcosa da un governo che sinora non ha fatto altro che vivere della rendita di quello precedente, ci si sarebbe aspettati almeno qualcosina sulla crescita dopo che l’austerity – come lo stesso Presidente della Corte dei Conti ha recentemente dichiarato – è costata 230 miliardi. Certo un aiutino l’eurocrazia ce l’ha dato in questi giorni. Un po’ come lo strozzino che deve mantenere in vita il suo debitore, perché di un morto non sa proprio che farsene. E così è stata chiusa la procedura per deficit e gli eurocrati che governano da Bruxelles hanno deciso di riattaccarci per qualche mese alla bombola dell’ossigeno. Il nostro governo ha invece cose ben più urgenti di cui occuparsi e riguardo all’economia ci si è limitati a rinviare l’IMU a settembre, come per gli esami di riparazione, e a discutere di un eventuale aumento dell’IVA, tanto per favorire i consumi. No, a Letta dei milioni di disoccupati, cassaintegrati, suicidati, giovani in attesa di primo impiego, studenti con tasse da pagare spropositate, piccole medie imprese che ogni giorno chiudono i battenti, no, di tutto questo non gliene frega proprio nulla. È un’altra Italia questa, che lui non vuol vedere. E pertanto il governo, invece di occuparsi dell’inesorabile declino economico e sociale del nostro paese, ha deciso di puntare tutto sulla riscrittura della nostra Costituzione. Si è dato 18 mesi di tempo per eliminare l’unica cosa solida che ancora esiste in Italia. Ai partiti liquefatti che tengono sempre meno (guardate bene i risultati elettorali delle comunali e le perdite consistenti anche di quel partito che oggi, di fronte a un astensionismo senza precedenti, sostiene di aver vinto le elezioni) deve corrispondere un paese liquefatto. Questo c’è già, ma bisogna dargli il colpo di grazia mutando quelle regole fondamentali che esso si era dato dopo la fine della Seconda guerra mondiale e preparando una svolta autoritaria nelle nostre istituzioni democratico parlamentari. Intanto il pdmenoelle, come si è visto ieri alla Camera, si divide al suo interno persino sulla necessità di sostituire il porcellum, timoroso dell’ira di Berlusconi. Non sono in grado di cambiare la legge elettorale ma vogliono distruggere la Costituzione. Le costituzioni non nascono come i funghi, ma sono il prodotto di un rivolgimento presente all’interno di un paese. La nostra Costituzione è nata dalla Resistenza antifascista, la nuova dovrebbe nascere da Al Tappone Berlu, il nipote di suo zio Letta e l’angelico Alfano. Glielo vogliamo lasciar fare?"

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