domenica 5 maggio 2013

Inizia in Italia la battaglia sullo " jus soli "

Finalmente anche in Italia viene affrontato il problema dello " jus soli " ovvero del diritto di chi nasce sul territorio italiano di essere dichiarato italiano . Ricordo che questo diritto esiste in Brasile e tante coppie italiane vengono qui a far nascere i loro bambino e  acquisire essi stessi il visto di permanenza definitivo come genitori di un bambino brasiliano .












Cecile Kyenge è tornata nella sua Modena da ministro. Nella città dove tanti anni fa è arrivata dal Congo e dove, prima di essere eletta al Parlamento coniugava al suo impegno politico la professione di medico oculista, ha colto l'occasione per ringraziare la città della solidarietà che le è arrivata dopo gli attacchi dei giorni scorsi, ma anche per ribadire che il riconoscimento dello 'ius soli' è una delle priorità della sua attività di ministro e del governo stesso.

A Modena per consegnare con il sindaco Giorgio Pighi l'attestato di cittadinanza a sei stranieri residenti da 10 anni in Italia, Kyenge ha premesso che il suo obiettivo è cercare il dialogo con il Pdl per la nuova legge sulla cittadinanza. "Un governo - ha detto - è come una squadra, e quindi bisogna lavorare insieme. Mi piacerebbe, però, che partisse un percorso di dialogo fra le diverse parti politiche sul punto dello ius soli. Il mio compito è dare a chi ha scelto questo Paese la possibilità di fare fino in fondo il suo percorsomigratorio".

Laura Boldrini, presidente della Camera, si è detta apertamente a favore di una nuova legge: "In Italia sarebbe veramente auspicabile rivedere la legge sulla cittadinanza - ha detto - e da lì sviluppare una normativa che sia all'altezza delle nuove sfide".

Ma le richieste di dialogo del ministro per l'Integrazione hanno ricevuto subito una chiusura totale da parte del Pdl. "Non accetto le intimidazioni di esponenti del Pd che tentano demagogiche speculazioni sulla pelle del prossimo. Lo 'ius soli' con l'automatica concessione della cittadinanza a tutti coloro che nascono in Italia non sarà mai legge della Repubblica italiana", ha detto Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. Anche oltre si è spinta la deputata Elvira Savino: "Una nuova legge sulla cittadinanza - ha detto - non solo non è una priorità per il Paese, ma può anche costituire motivo di scontro fra i partiti della maggioranza, ragion per cui sarebbe auspicabile rinviare la questione ad altri tempi. Se si vuole che il governo Letta vada avanti - ha aggiunto Savino - sarebbe molto meglio partire da quei temi urgenti su cui tutti siamo d'accordo, come il rilancio dell'economia e dell'occupazione, piuttosto che impantanarsi in divisioni ideologiche difficilmente superabili".

La replica è arrivata intanto dal deputato Pd Khalid Chaouki (di origine marocchina): "Gasparri eviti di fare di un principio di civiltà, più volte richiamato dal presidente Napolitano, una battaglia ideologica sulla pelle dei bambini", ha detto Chaouki, firmatario con Pierluigi Bersani, lo stesso ministro Cecile Kyenge e il capogruppo Roberto Speranza, della proposta di legge pd sulla cittadinanza ai minori stranieri. Tale proposta prevede che diventi italiano chi nasce in Italia avendo almeno un genitore residente da cinque anni nonché il minore che arrivi in Italia e concluda almeno un ciclo scolastico (elementari, medie, superiori o formazione professionale). Non si può, ha spiegato Chaouki "rinunciare al contributo di un milione di nuovi italiani, che italiani lo sono già di fatto".

"Non accettiamo diktat sullo ius soli - ha replicato a sua volta un gruppo di senatori pd - . La legge sulla cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese va approvata. Lo ha rammentato spesso il capo dello Stato ed è materia che ci avvicina all'Europa, che non ha ancora dimenticato lo scempio della Bossi-Fini. La presidente Boldrini fa bene ad esortare l'Aula". "In democrazia contano le decisioni del Parlamento, non quelle di Maurizio Gasparri - hanno detto, ancora, i senatori pd Michele Anzaldi e Andrea Marrucci - . Noi siamo convinti che in questa legislatura ci siano i numeri per approvare finalmente la legge sullo 'ius soli'. Nelle prossime settimane, in Aula, lo verificheremo. La riforma del diritto di cittadinanza è un tema non più rinviabile e che trova consenso anche nello stesso partito di Gasparri".

Intanto lunedì anche Scelta civica presenterà una sua proposta di riforma della legge di cittadinanza, firmata dal deputato Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant'Egidio.

Fonte : La Repubblica 

6 commenti:

  1. se proprio non vogliono dare la logica cittadinanza a chi nasce in italia, potrebbero almeno valutare di togliere la cittadinanza per danno di immagine al paese; quanti parlamentari estradati dovremmo piazzare all'estero?così smetteremmo di parlare di fuga di cervelli....!
    makx

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    1. Ricardo Martins6 maggio 2013 07:16

      Perche' "logica cittadinanza"? Soltanto perchè lo vuole la sinistra? Una cosa cosi importante como questo cambiamento deve essere decisa da tutti gli italiani in un referendum.

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  2. Ricardo, secondo te un bambino nato, cresciuto e che ha studiato in Italia senza magari mai uscire dall'Italia, che non sa nulla e non è mai stato nel paese di origine dei genitori, quale altra cittadinanza dovrebbe avere se non quella italiana?
    La risposta è così ovvia e logica che la domanda non meriterebbe neppure di essere posta.
    Ma, infelicemente, questa è la (in)civiltà di chiaro stampo razzista di una fetta minoritaria degli italiani:

    http://www.cadoinpiedi.it/external_link.php?url=http%3A%2F%2Fnonleggerlo.blogspot.it%2F2013%2F05%2Ftua-mamma-congolese.html&key=44c1c187106a70e196927e94dff7792b725a6a18

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    1. Ricardo Martins7 maggio 2013 13:29

      Non sono italiano anche se mi interesso molto a tutti gli argomenti riguardanti l'Italia e non ritengo gli italiani razzisti piu' degli altri popoli, compreso il popolo brasiliano.
      Proprio oggi leggevo su un giornale italiano che il presidente del Senato italiano Pietro Grasso teme che con una legge in cui prevalga lo Ius soli, "molte straniere vengano in Italia a partorire solo per dare la cittadinanza italiana ai loro figli".
      Ma l'importante credo è che su questo argomento venga ascoltata tutta la societa' italiana e quello è possibile soltanto attraverso un referendum. Se la maggior parte degli italiani decidera' per lo ius soli, ebbene sia.

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  3. Caro MarcoFalco,
    il discorso è piuttosto complicato , quello che tu dici è anche comprensibile e forse " giusto " in alcuni casi, ma in altri è alquanto inquietante, pensa a quante persone poco portate al lavoro tipo : zingari e zozzoni vari, potrebbero utilizzare questa legge ? Vengono nel cosi detto bel paese, mettono al mondo un loro figlioletto, che poi manderanno a mendicare o rubare, e poi prendono la cittadinanza per ricongiungimento familiare !!!
    Insomma esprimere un pare favorevole o sfavorevole sulla jus soli non è così facile e scontato.

    ciao a tutti
    Ugo

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  4. Ma è ovvio che da noi varrebbe un ius soli condizionato come negli altri paesi europei.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ius_soli

    Se poi vogliamo anche sottoporlo a referendum, vista la incapacità e inaffidabilità dei parlamentari italiani, va bene.

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