giovedì 23 maggio 2013

" Scelgo la felicità di Rio de Janeiro , lontana dalle lamentele degli italiani "

Per lasciare l’Italia ha dovuto aspettare di compiere diciott’anni. Non vedeva l’ora di andare via, scappare dalla periferia romana grigia e caotica dove “l’autobus non passa mai, la gente critica tutto e dice che ogni cosa fa schifo”. 

Oggi, a 30 anni, Fabiana Eramo ha trovato la sua dimensione ideale in una favela di Rio de Janeiro. “Anche qui le cose non funzionano anzi – spiega - qui la situazione è decisamente peggiore, acqua e luce oggi ci sono, domani forse no. Ma c’è una grande differenza, che questa gente non si lamenta, è felice di quello che viene ogni giorno e quello che ha se lo gode”.

Per capire la vera ragione che l’ha spinta a lasciare l’Italia, Fabiana ha dovuto attraversare due continenti: prima l’Europa, passando da Londra, dove è rimasta un anno a lavorare come cameriera e commessa, poi la California per proseguire gli studi. “A tredici anni ero stata a Los Angeles da mio zio e lui per caso mi aveva portato a visitare il campus della Ucla (University of California, Los Angeles, ndr). È stato un colpo di fulmine, mi sono detta: ‘Un giorno studierò qua’”. Rimane in California fino al 2006 anno in cui si laurea in sociologia e scienze politiche internazionali perché il suo progetto è entrare a lavorare nelle Nazioni Unite. Due mesi di vacanza a Rio de Janeiro sono sufficienti a farle cambiare radicalmente idea.
"La prima cosa che mi ha colpito del Brasile è stata la semplicità. Ero in un’area della periferia molto povera dove la gente non aveva niente e quel poco che aveva te lo dava. Il giorno che sono andata via da Rio ho pianto, non volevo tornare negli Stati Uniti, ma avevo ancora un anno prima che mi scadesse il visto e desideravo vedere New York”. E rimane lì un anno in cui lavora come una forsennata per mettere da parte i soldi e tornare a sud. Poi riparte, certa che la destinazione questa volta è quella definitiva. “In questi sei anni vissuti in Brasile ho capito che ciò che mi disturbava di più dell’Italia, il vero motivo che mi ha spinto a partire, non era l’assenza di servizi e di strutture, ma l’atteggiamento della gente, l’attitudine generica al lamento quando in realtà le cose ce le hai. I brasiliani dicono che chi si lamenta lo fa perché ha la pancia piena”.

A stringere ancora di più il suo legame con la cultura del posto è arrivata anche la danza afro-brasiliana. “Ho iniziato con la pratica e poi sono passata alla teoria, ho frequentato un master diantropologia perché volevo saperne di più. Oggi dopo sei anni continuo a studiare, a praticare, a formarmi, è una cosa che mi riempie totalmente la vita. La verità è che qui smetti di fare quello che hai sempre fatto per occupare le giornate e inizi a essere, parli con la gente, vai al mercato a comprare la verdura e torni a casa felice di cucinarla

Tutte cose che negli altri paesi non facevo perché non avevo il tempo”. Per riempire le sue giornate e guadagnare i soldi necessari a mantenersi Fabiana lavora come traduttrice e insegnante d’inglese. Segue anche un corso per interpreti che le servirà a trovare lavoro durante i Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016, due eventi di dimensioni planetarie che attireranno sul Brasile l’attenzione del mondo.

 “Mi dispiace dirlo, come dispiace alla gente di qua, ma Rio è già un’altra città. È diventata molto più cara, ci sono cantieri ovunque, nuove linee della metropolitana e un’unità di polizia – la Upp (Unidade de Policia Pacificadora) – istituita dal governo per eliminare la povertà e il traffico di droga e armi nellefavelas. Ma è un’operazione di facciata, in realtà non è cambiato molto, solo il costo della vita è salito”. Lei però non andrà via dal Brasile perché quella cultura ormai le è entrata dentro, un’energia che batte come il tamburo che accompagna e scandisce le sue danze.

Paola Guarnieri : Il Fatto quotidiano

15 commenti:

  1. avrei tante considerazioni da fare su questo articolo ma per il momento lascio perdere per non essere frainteso. Certo che nel 2013 se ancora non si e' capito che questa visione del Brasile puo' venire solo da chi si riconosce nel vecchio colonialismo e dalla classe degli straricchi che hanno tutto da guadagnare nel congelare il cervello delle persone....stendo poi un velo pietoso sui molti occidentali che si sentono parte integrante della vita da "favela" per poi alla prima difficolta' prendono un comodo aereo e casomai vanno a curarsi in costosi ospedali oltreoceano.

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  2. Salve anche io preferirei lasciar perdere,l' unico problema è che arriva un' idea di Rio e del Brasile che non corrisponde alla realtà delle cose...
    Quoto:occidentali che si sentono parte integrante della vita da "favela" per poi alla prima difficolta' prendono un comodo aereo e casomai vanno a curarsi in costosi ospedali oltreoceano.Queste persone oltre a giocare con la propia vita,pongono a rischio anche la vita degli altri che devono intervenire per salvarla ed anche quella dei vicini di casa(inclusi i bimbi),che certamente non dispongono di plano saude ,anzi non arriverebbero neppure al posto de saude, quando lei sarebbe già in sala chirurgica a farsi estrarre i proiettili...La UPP è indispensabile,molti dei moradori non le vogliono perchè sono parenti dei banditi,che poi vadano fatte un monte di altre cose è altrettanto ovvio...ed indispensabile,vediamo...
    Varie volte intervenni in passato elogiando il Brasile ed affermando che i governi PT,apesar de mensalao etc...,abbiano governato bene(per gli standard sud americani),sono da 6 anni rientrato in Europa,mi divido tra Milano e Inghilterra per il mio lavoro;dopo oltre 25 anni in Brasile arrivai nell epoca della prima presidenza Sarney,(dove comunque ci torno almeno una volta al mese,e ho casa e legami e tutto...mi sento ormai più brasiliano che italiano...),ma rivivendo la realtà europea il paragone è impietoso:ribadisco la media eccellente delle facoltà brasiliane,non sfornano "dottori",sfornano professionisti forti nella loro area;ma scuola pubblica,sanità,sicurezza drammatiche...non c' è governo che tenga: i politici rubano fino all' ultima merenda escolare...ora stò scrivendo rapido,ma è così,poi ogni europeo può vedere quello che più gli piace,ma la realtà è una,ad esempio varie volte è stato detto che Natal ha un buon livello di vita,concordo,la famiglia di mia moglie è di origine potiguar,a Natal sono di casa,ma buona parte della popolazione brasiliana vive nell' interior del paese,dove oltre al posto in prefeitura esistono lavoretti informali,quando ci sono,così come vivere nella baixada fluminense è veramente difficile,anche degradante,bisogna essere obiettivi e globali nelle affermazioni,non limitarsi al propio orticello come fà egoisticamente la ragazza ed altri stranieri.
    Come è anche vero che se guardo indietro anche a solo una dozzina di anni fà moltissima gente è veramente uscita dalla povertà,questo è un fatto,personalmente vi dico che mi commuovo riguardo a questo,chi di voi è in Brasile da molto tempo può capirmi.
    Tornando alla ragazza(e quindi alle prime impressioni che hanno gli stranieri sui brasiliani e sulla Nazione) mi ha colpito molto in positivo un intervento,mi sembra fosse di Riccardo Martins di qualche tempo fà: I brasiliani,la realtà brasiliana è una realtà molto conservatrice,per molti di voi è il paese delle oba-oba,della maconha,del sesso facile,ma non collima assolutamente con la mentalità comune del brasiliano,prima ve ne rendete conto e meglio vi andranno le cose.
    Saluti

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    1. Il fatto è che nessuno vede il mondo come realmente è ma come pensa che sia . La realtà è filtrata dai nostri sensi e valutata in base ad una scala di valori individuale costruita sulla propria personale esperienza ed educazione . Questo determina differenze di opinione a parità di oggetto osservato . La realtà dipende dall'osservatore e non ce n'è una più vera dell'altra .

      Premesso ciò , la ragazza del post valuta , in base al suo personale metro di giudizio , che valga di più vivere in favella che lamentarsi in Italia .

      Circa la questione potiguar la gente dell'interior non è affatto infelice e comunque per quello che vedo ( Vivo a Natal dal 2009 ) la città straripa di brasiliani benestanti rispetto ai quali noi siamo di " baixa renda " . Gli italiani qui residenti , che io conosco , lavorano duramente e sono integrati nel tessuto della città altro che oba -oba , maconha e sesso facile .

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    2. Ok sono stato un pò troppo serioso:la ragazza frequenta un master,studia,lavora ed è soddisfatta,ok che"Per me la ragazza è stata intelligente e ha fatto bene. Ovviamente che la "favela", le danze afro, l'alegria della gente, ecc., ecc., possono avere un loro "fascino",ma certamente la gran parte della comunità non è così spensierata nel suo dia-a-dia,così come quelle comunità sono piene di vagabondi(ma col codice penale in vigore e il demenziale"estatudo da criança e do adolescente" e la corruzione c'è poco da sperare...);ma sono i pro e contro di Rio e del Brasile,prendere o lasciare(vedi l' articolo su Londra:si accorgono dopo essersi trasferiti come è la vita a Londra,mah....)
      Se rileggi quanto scrissi sobre interior e oba-oba erano riferimenti generali e non circoscritti all'RN(è ovvio che se vivi a Alexandria non hai le stesse prospettive di vita di chi vive a Natal,o emigri o vivi dipendendo dal prefeito in sintesi;discorso oba-oba:così molti italiani che emigrano qua vedono il brasile,(inutile negarlo...purtroppo...)
      Su Natal:non ci ho mai vissuto quindi la mia percezione delle cose non è da morador,ma la famiglia di mia moglie è di origine potiguar,ci vado spesso per matrimoni,eventi sociali,feste di famiglia etc...a Natal si sono spostate un monte di famiglie(non solo di pensionati)di classe A da Rio e da vari posti perchè ci si vive propio bene(e ci sono anche delle ottime scuole superiori : CEI,Marie Jost,Escola Viva),ma direi che rispetto a Rio(ed a Sao Paulo) anche la classe media e i più poveri vivono certamente meglio.
      Non dubito che voi moradori italiani siate visti bene da chi vi conosce o ha contatti di lavoro con voi,ma ti assicuro infeliz. (è triste ammetterlo ma è così) che ancora nella percezione generale dei potiguar l' italiano è quello del sexo turismo,saprai che dal 2000-2002 fino al 2005-6 Ponta Negra era un postribolo a cielo aperto,e la maggior parte dei titolari di posade,ristoranti,locali che accoglievano i turisti erano italiani e queste sono etichette che precisano di diverso tempo per sparire,tutto qua;forse mi risponderete con post polemici,ma io l' argomento lo chiudo qui.
      "Il fatto è che nessuno vede il mondo come realmente è ma come pensa che sia etc..." stasera faccio il bastian contario:ma questo è propio il limite...chi riesce a liberarsi dal propio egocentrismo(o almeno và in questa direzione...)ha una vita soddisfacente in ogni aspetto(familiare,spirituale ed anche economico...),è il Magnetismo Personale,ma non posso uscire dalle finalità del blog,quindi mi limito a questa sintesi un pò grossolana.

      Su Londra se non hai forti entrate vivi meglio in Italia,senza dubbio,ma se sai reggere la pressione e sei competitivo hai ottime possibilità,certo che se lo stile di vita non corrisponde al tuo non ci andare...

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    3. Ricardo Martins27 maggio 2013 13:02

      Anonimo (o Franco Brasil-Italia), sicuramente non hai tutti i torti in questi tuoi argomenti riguardanti il Brasile ma non so se tu te ne sia accorto, forse no, che con i tuoi interventi nefasti tradisci, non un pò, ma molto, l'esistenza di questo blog.
      Almeno, io penso che il VIVERE IN BRASILE non sia tanto adeguato a chi desidera parlare (o sentire) del pericolo rappresentato delle "favelas", il "vagabondaggio delle comunita' brasiliane", le leggi corrote della Giustizia brasiliana, di una Natal formato "postribolo a cielo aperto" e via dicendo.
      Come certamente appartieni alla categoria di quelli che si sono delusi parecchio con il Brasile e pare che ce ne siano parecchi in giro, io ti suggerirei di raccontare la tua esperienza personale di italiano malcapitato in Brasile e basta. Poi ognuno ne tenga in conto anche la tua esperienza. Un'alternativa sarebbe che tu creassi un blog da chiamare NON VIVERE IN BRASILE...

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    4. Martins lei stà dando i numeri:non dovrei neppure risponderle perchè credo che faccia fatica a capire quello che legge e le sue conclusioni non sono minimamente pertinenti a ciò che scrissi.Le rispondo per la mia attitudine alla chiarezza e per rispetto all' amministratore ed agli utenti del blog.
      ,anche perchè,tutto sommato ho scritto delle ovvietà...
      A) ho usato il termine( popular ) di vagabondo come viene comunemente usato colloquialmente,il virgolettato che lei ha inserito io non lo ho scritto,basta rileggere il mio post:ciò è una sua personale deduzione,strampalata o in malafede(mi sento anche un pò ridicolo ad usare questi termini,ma mi viene difficile spiegarmi con lei:probabilmente viviamo ed abbiamo vissuto in differenti contesti: sociali,di studio e di lavoro (visto che lei è brasiliano,e lo sono divenuto anche io, almeno questa ultima frase potrà capirla).
      B)Cosa significa"leggi corrotte"?(capisco le difficoltà di scrivere in un altro idioma).Una legge non può essere corrotta(!!!),ho scritto,anche banalmente,che Rio è piena di pluriomicidi minorenni non punibili in base all' attuale legislazione,così come il codice penale in vigore è inadeguato ed iper garantista coi banditi ed i vagabondi
      C)Quindi non è vero,sempre banalmente, ma quello era il tema, che le favelas di Rio)siano pericolose e ci vivano molti banditi?
      D)Su Natal:ho usato,inopportunamente e mi scuso se ho urtato la sensibilità di qualcuno,il termine in "portoghese popular" di postribulo,scrissi nel post che "stavo scrivendo rapido" ed appunto in quei frangenti mi scappano espressioni gergali brasiliane;precisato questo, lei non ha la minima idea riguardo l' argomento(ora superato per fortuna)a meno che non sia oriundo dell' RN.

      Prezado Martins:è per me ed i miei familiari è inopportuno divulgare sobre il mio lavoro e sulla mia persona e quant' altro, per motivi di privacy e per altri motivi nostri personali e perchè sono scelte mie e fatti miei ( e trovo inelegante inoltre parlare della mia attività anche perchè la famiglia di mia moglie,pur se deslocati a Rio da decenni, è di origine potiguar,chi conosce la realtà sociale di Natal può intuire uno dei motivi della mia opzione).Mai nei miei rari e "inocentes" post ho denigrato il Brasile:io e tutta la mia famiglia siamo animati da un forte spirito Patriottico(penso si sia capito,sono copletamente all' antitesi delle deduzioni del Martins) e molti dei miei familiari servono la Nazione in vari ruoli istituzionali.Magari è lei anti-patriota ,nemico delle Forze Armate e dell' Ordine a favore dei filo-cubani e degli anti-patrioti,denigratori delle nostre Forze Armate e di sicurezza,alleato alle ong dei lazzaroni castristi?(sostengo Lula finchè ci sono PP e PMDB sia chiaro)
      Con ciò sono libero di affermare che la saude pubblica è un matadouro e di essere fortemente critico verso il sistema di ensino e le politiche di sicurezza pubblica.
      Io al suo contrario non le chiedo cosa lei faccia od abbia fatto nella sua vita,ma,appunto sono certo che abbiamo avuto vite e percorsi e formazioni molto diversi,per cui non posso neppure lontanamente immaginare i suoi processi mentali.
      Riguardo la sua insolenza,cioè le ultime 4 righe:(ho anche riletto alcuni suoi interventi:saccenteria e presunzione evidenti)se le rilegga con calma(intuisco che qualche studio nella vita lo abbia fatto)è un classico esempio,anche abbastanza rozzo,di proiezione,ma purtroppo non posso aiutarla.
      Il bello di questi blog ,inoltre,è anche il confronto tra persone di diversa esperienza,età,derivazione sociale,alcune volte fungono,succede a tutti, da"sfogatoio",ma non tutti hanno l' umiltà,alias intelligenza per ammetterlo.
      Saluti

      PS non sò chi sia Franco Brasil Italia,ma questa è ulteriore riprova della sua maleducazione.



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  3. Ricardo Martins24 maggio 2013 10:00

    Per me la ragazza è stata intelligente e ha fatto bene. Ovviamente che la "favela", le danze afro, l'alegria della gente, ecc., ecc., possono avere un loro "fascino" ma resta comunque il fatto che per via dei diversi eventi che ci saranno a Rio nei prossimi tempi, serviranno persone con buona conscenza dell'inglese e quindi lei si è data da fare per lavorare li come insegnante, traduttrice e interprete, invece di rimanere in Italia a lamentarsi della mancanza di lavoro.

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  4. Scusate ma io ritengo sia per un Europeo una vera follia vivere in una Favela, solo chi non conosce bene il Brasile potrá non concordare con il mio pensiero!!!!!!!!!!!!!

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  5. Non dico quello che penso di questa ragazza per due motivi: prima di tutto rischierei di essere frainteso e ricevere così mille insulti, secondo perché ognuno é libero di fare quello che vuole. Però c'è qualcosa che non mi quadra.

    "La prima cosa che mi ha colpito del Brasile è stata la semplicità. Ero in un’area della periferia molto povera dove la gente non aveva niente e quel poco che aveva te lo dava." La stessa cosa succede nel Sud dell'Italia. Mio padre era napoletano, mio cognato é siciliano e avevo molti amici calabresi, quindi posso affermare con sicurezza che sotto questo aspetto (e in molti altri) i meridionali italiani sono molto simili ai brasiliani, quindi se vuoi queste cose non hai bisogno di andare a vivere all'estero.

    Lo stesso vale per la danza afro-brasiliana. Praticamente in ogni grande città italiana vi sono corsi di questa danza (cercate con Google se non ci credete) quindi se era questo il suo interesse poteva benissimo rimanere dov'era.

    "... questa gente non si lamenta, è felice di quello che viene ogni giorno e quello che ha se lo gode." Questa attitudine tipicamente brasiliana, anche se a prima vista può sembrare qualcosa di positivo, in pratica si rivela uno dei peggiori difetti di questo popolo. Se facessero qualcosa invece di non fare niente per risolvere i loro enormi problemi, forse questo paese non sarebbe nello stato in cui si ritrova. Il brasiliano medio é abituato a ricevere l'aiuto degli altri, in ogni situazione immaginabile, e se invece di ripetere continuamente frasi tipo "fazer o que" o " se Deus quiser" si lamentasse un po' di piú e, soprattutto, agisse in qualche modo, le cose qui penso che sarebbero migliori.

    Inoltre questa simpatica ragazza romana ha dimostrato, secondo me, di non avere le idee abbastanza chiare. Da Roma va a Londra. Anche lí la vita faceva schifo? Evidentemente sí, perché dopo un anno vola in California ( non Busto Arsizio, ma la California). Lí studia duramente sociologia e scienze politiche e pensa addirittura di entrare all'ONU. Ma no, lei cosa fa? S'innamora di una favela di Rio! Ora, l'ho detto prima, ognuno é libero di fare quello che vuole nella vita, ma preferire una favela alla California mi sembra veramente il massimo.

    E per finire, altrimenti di dilungherei troppo, lei afferma: "La verità è che qui smetti di fare quello che hai sempre fatto per occupare le giornate e inizi a essere, parli con la gente, vai al mercato a comprare la verdura e torni a casa felice di cucinarla.". Scusate, non vorrei sembrare volgare, ma che cazzo di vita faceva a Roma? Io sono un "freddo" piemontese, ma allo stesso modo quando ero in Italia andavo al mercato, parlavo con la gente e cucinavo, come lo sto facendo adesso.

    Quindi prendere la storia di questa ragazza come esempio di "vita migliore" mi sembra un tantino azzardato. Sicuramente lei ora sarà felice, ma le scelte che ha fatto, pur essendo indiscutibile, dato che sono scelte personali, mi sembrano di una persona ancora immatura e con poco sale in zucca.

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    1. rispondo a franco io credo al contrario che questa ragazza sà quello che vuole questo è il percorso per arrivare... fa curriculum. quanto credi che rimanga li nella favela? tempo pochi anni avrà il suo posto all' ONU o altro posto prestigioso. ciao

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  6. Ricardo Martins25 maggio 2013 20:51

    Caro Franco
    Anche affermando che "ognuno è libero di fare quello che vuole" sei stato un po' cattivo con la "nostra" Fabiana. Hai detto che in Italia lei avrebbe trovato le stesse cose che dice di avere trovato a Rio come la semplicità della gente, perchè a tuo avviso, i meridionali italiani sono come i brasiliani (forse è meglio che tu non lo dica ai meridionali!) e che in Italia si trovano tanti corsi di danza afro-brasiliana. Pero' non hai toccato in un argomento di cui in questi giorni si parla tanto in Italia: l'assoluta mancanza di lavoro per i giovani (e purtroppo anche per i meno giovani). Certo lei lo avrebbe probabilmente trovato in paesi piu' civili e sviluppati del Brasile come la Germania o il Canada, ma, a quanto pare se n'è innamorata del Brasile e probabilmente avra' deciso di unire l'utile al dilettevole. Bene o male adesso ha un lavoro e nel frattempo si gode il clima e le spiagge di Rio. Una volta che si sara' stancata del Brasile ritornerà sicuramente in Italia, non preoccuparti...

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    1. Riccardo, se un italiano lascia il proprio paese ed emigra per cercare lavoro, che in Italia non c'é, o per migliorare la sua situazione, tutto bene. Noi italiani lo abbiamo sempre fatto, io compreso, e agire in questo modo significa essere coscienti della realtá e dimostra di possedere molto coraggio (ma anche un pizzico di incoscienza).

      Ma la "nostra Fabiana", come tu la chiami, ha lasciato un possibile roseo futuro all'ONU per andare a vivere in una favela e ballare danza africana. Questo é a dir poco assurdo. E trovo sbagliato pubblicare certi articoli come ha fatto Paola Guarnieri nel suo giornale. É un po' come dire "Dai, venite! Lasciate tutti l'Italia e venite a vivere in una favela". Parole di chi conosce le cose solo per sentito dire. Fatelo se volete. Lasciate l'Italia per venire in Brasile. Troverete molte sorprese.

      Ma penso che abbia ragione Dario: lasciare l'Italia ormai non é una necessità ma una moda, specialmente se fuggi in paesi esotici e tropicali (perché non si parla mai di persone che emigrano in Germania o Gran Bretagna, i paesi europei con piú opportunità di lavoro - fonte EURES?). Quindi la scelta di questa Fabiana non é dettata dalle necessità economiche o sociali, ma da uno stimolo interno della sua coscienza, un desiderio forse nascosto e che alla fine ha realizzato. Lei é andata a vivere in Brasile perché lo voleva, non per la crisi in Italia.

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  7. Ognuno di noi che vive o ha vissuto in Brasile potrebbe scrivere un articolo e mettere un titolo "forte" e che assolutizzi la nostra esperienza. E le esperienze nostre saranno sempre diverse.
    Questo articolo ha come target un pubblico generico e per chiamare l'attenzione dei lettori, l'articolo in questione punta su: -1 Lasciare l'Italia, che in questo momento va molto di moda 2- andare in un paese tropicale, che va sempre di moda 3- in una realtà considerata "alternativa".
    Io ribadisco che bisogna prima di tutto cambiare NOI dentro e con gli altri. E' anche vero che certe realtà ti stimolano o aiutano nel bene o nel male.
    Abraço

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  8. Ricardo Martins26 maggio 2013 20:02

    Caro Franco
    Va bene, vediamo come va a finire l'avventura di Fabiana nella favela carioca. Speriamo comunque bene. Ma vedi, tu parli della Gran Bretagna fra i paesi con piu' opportunita' di lavoro e guarda caso c'è adesso qui un nuovo post (servizio) riguardante l'esperienza non proprio positiva di una italiana a Londra, che ho appena finito di leggere.
    Um abraço

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  9. ...siamo onesti..almeno la maggioranza delle persone che vorrebbero trasferirsi in brasile(e che almeno han vissuto qualche mese la' per inquadrare l'insieme e valutarlo)vorrebbe,dove possibile economicamente,fare 8mesi in brasile...e 4mesi in italia..chiaramente cio' abbisogna di basi materiali concrete. conosco diversi amici che sono partiti per non ritornare ma che poi dopo un periodo piu' o meno lungo han benedetto di non aver ceduto l'abitazione in italia per poter aver un punto d'appoggio. molti,dopo svariati anni di avanti e indietro si sono poi stabiliti definitivamente in bra e han trovato la loro dimensione,altri sono ritornati in italia. secondo me..sia nel primo caso o nel secondo..al di la' di tutto..questo e' l'unico sistema per poter prendere una decisione consapevole e non spinta dall'emotivita',false speranze,pensavo che..mi ha detto questo..ecc ecc. il problema e' che la maggior parte di queste persone,come si evince dalle svariate domande che si postano alla ricerca di conferme o negazioni,partirebbero dall'italia senza lasciarsi alle spalle nessun riferimento e quindi cmq in ogni caso il brasile(e tutto quello che concerne..)se lo dovrebbero far andar bene. e' anche vero che purtroppo sono pochi che possono permettersi di fare avanti indietro fino al raggiungimento di una decisione maturata consapevolmente. da amante del brasile,sposato con brasiliana,devo dire anche che conosco svariati miei clienti con attivita(che magari ultimamente a causa crisi non rendeva piu' come prima,e casa propia)che han venduto tutto e sono andati in brasile ma che poi sono ritornati a casa chi dopo un anno..chi dopo 3 o 4 anni. ovviamente qui' non avevo neanche quel poco su cui potevano contare prima e quindi di male in peggio. che dire...ognuno vive la cosa a sua discrezione..con le sue aspettative..e le informazioni che raccoglie o le esperienze che fa'. non si puo' giudicare nessuno..anche se il punto di vista e motivazioni della signorina che ama il brasile perche' va al mercato,parla con la gente,si lava la verdura(spero con l'acqua in bottiglia,visto dove dimora)e balla latino felice..mi sembrano molto superficiali.. saluti a tutti. marco b.

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