venerdì 21 giugno 2013

Sao Paulo : poliziotti solidarizzano con i manifestanti

A San Paolo, durante la protesta che sta infiammando il Paese, un gruppo di poliziotti ha rifiutato di intervenire contro i manifestanti e, anzi, ha offerto loro il proprio sostegno e la propria solidarietà, sedendosi in terra assieme a loro.
Manifestazioni in Brasile. La polizia si unisce ai manifestanti-Redazione–21 giugno 2013- La protesta che infiamma il Brasile riserva ancora sorprese.Oramai da lunedì le strade del Paese sudamericano sono invase dai manifestanti che protestano contro il caro-trasporto e le spese giudicate eccessive dalla popolazione in merito ai preparativi dei Mondiali del 2014. Le notizie di tensioni in tutto lo Stato ormai si rincorrono, focolai di rivolta colpiscono le più grandi città della nazione ed è di oggi la notizia secondo cui un primo manifestante avrebbe perso la vita durante la protesta.
Non tutti però, considerano la rivolta illegittima. Nonostante il calcio venga considerato dai brasiliani una possibilità di riscatto da una vita di miseria e un fattore essenziale nella vita del cittadino, la situazione economica ha risvegliato gli animi delle persone, compreso quello della Presidente Dilma Roussef, la quale ha dichiarato che le proteste democratiche sono fisiologiche, in special modo per i giovani che vogliono vedere affermati i propri diritti. 
Non solo: la rivolta ha contagiato anche le forze dell'ordine. Tre giorni fa, infatti, alcuni poliziotti metropolitani di San Paolo si sono rifiutati di intervenire contro i manifestanti e anzi hanno offerto loro il proprio sostegno e la propriasolidarietà: deposti i manganelli, hanno scelto di incrociare le braccia e sedersi in mezzo agli attivisti, in segno di rispetto per una protesta che è di tutto il popolo, e non soltanto di coloro che hanno scelto di scendere in piazza. Hanno deciso di non obbedire agli ordini ricevuti e ribellarsi, abbandonando, per un momento, l'idea della divisa come forza violenta e nemica, scardinata e contrapposta alla volontà del popolo, ricordando invece l'umanità e la fratellanza che, a prescindere dai ruoli svolti, interessa e unifica tutti. D'altronde, come ricordò già Pasolini nel '68, anche "i poliziotti sono figli di poveri".

Fonte : Articolotre 

Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate qui un vostro commento