sabato 28 settembre 2013

AVVERTENZA AI PENSIONANDI E PENSIONATI INPS CHE INTENDONO TRASFERIRSI IN BRASILE: - Si paga 2 volte la tassa Irpef sullo stesso unico cespite da pensione; - Si pagano ancora le addizionali all'Irpef.

Pubblico integralmente la nota lasciata su Linkedin dell'amico Angelo Danzi da anni in Brasile ed impegnato tra l'altro sul fronte pensioni .

L'ennesima interrogazione parlamentare per quanto in avvertenza e presentata recentemente dall'On. Fabio Porta è andata buca! Ha avuto lo stesso risultato negativo delle precedenti 5!

Si continua quindi ad essere tassati 2 volte e le Istituzioni preposte: Inps-Patronati-Agenzia delle Entrate-Ministero delle Finanze continuano a disinformare! E' dal 2000 che questa storia sta penalizzando i circa 11.000 Pensionati Inps residenti in Brasile. Anche le diverse decine di ricorsi individuali sono stati accantonati dai Tribunali Amministrativi Provinciali. E' evidente che è in piedi un disegno ben preciso per "fare cassa" sulle spalle dei deboli anche perchè lontani.

La convenzione in essere, firmata nel 1978 e diventata legge nel 1980 in Italia, è stata applicata correttamente fino al 1999 (20 anni) attraverso l'art. 19.4 poi l'Italia unilateralmente ha iniziato ad applicare l'art 18.2 senza concordare nulla con il Brasile. Insomma.....uno schifo!!

Il continuo richiamo a tutti noi semplici cittadini Italiani dei nostri Politici tutti e dei Rappresentanti delle nostre massime Istituzioni Pubbliche tutte di "smettere di fare i furbi" è ridicolo! E' proprio il caso di affermare da parte nostra: MA DA CHE PULPITO CI ARRIVA LA PREDICA!

Eccovi il link del commento dell'On. Fabio Porta alla risposta negativa del Parlamento Italiano...è evidente che non c'è la volontà politica nel nel Centro Destra che nel Centro Sinistra!
http://www.fabioporta.com/it/notizie/noticias.asp?Noticias=768&Classe=Noticias


Fabio Porta - Site oficial fabioporta.com

214 commenti:

  1. Forse è il caso che la prossima volta gli italiani residenti all'estero si rechino in massa a votare per qualcuno e/o qualcosa di diverso rispetto al passato? Gli attuali politici sanno bene che i residenti all'estero al massimo possono mandare qualche lettera e qualche email ed hanno altro a cui pensare, altri interessi da difendere, per cui se ne fregano.

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  2. Tutto quanto scritto in questo post l'avevo messo dettagliatamente in evidenza in questo blog gia' piu' di un anno fa invitando i pensionati italiani residenti in Brasile a non sottovalutare il problema della regolarizzazione fiscale anche con la Receita Federal per evitare amare sorprese in futuro.
    Da parte mia, dopo anni di doppio pagamento di tasse sullo stesso reddito di pensione, ho preso la decisione di lasciare il Brasile per andare in altri Paesi anche piu' vicini all'talia ( tipo Tunisia o isole Baleari ) che sono esenti da questa abberazione fiscale esistente in Brasile ( per colpa del governo italiano ) per i pensionati ivi residenti di dover pagare 2 volte le tasse sullo stesso reddito.

    Michele di Fortaleza

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    1. Ciao Michele

      questa volta però non dire a nessuno che vai a vivere in Tunisia o nelle Baleari . fatti accreditare la pensione sul conto corrente italiano e ritira quanto necessario con la carta di credito . Se avessi fatto lo stesso qui in Brasile non avresti pagato alcuna doppia imposizione .
      Certo che scambiare il Brasile per la Tunisia ( che conosco ) o per le isole baleari solo per colpa del governo italiano mi sembra un strano . Probabilmente devi aver maturato la decisione sulla base anche di altri elementi quali la vicinanza all'Italia , l'assistenza sanitaria (?) ,...

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    2. Caro Antonio purtroppo io sono una persona che ama vivere senza sentirsi la spada de Damocle addosso che un giorno la Receita Federal possa bussare alla mia porta per reclamare quanto dovuto in quanto giustamente secondo la convenzione internazionale Brasile Italia come residente in Brasile dovrei pagare le tasse qui in Brasile, ma il governo italiano disattende arbitrariamente questa convenzione e mi tassa gia' alla fonte in Italia; ecco perche' parlo che e' colpa del governo italiano. A Hamamet dove ci sono tanti italiani ci trascorrerei solo i mesi invernali totalizzando almeno sei mesi per anno che mi permette di ottenere nel mio caso un risparmio fiscale di quasi 20.000 euro l'anno. Oltre a questo importante motivo certo la vicinanza a una ora di volo da Roma mi permette di entrare in Italia varie volte in un anno e passare gli altri 6 mesi nella terra del Salento (Nardo') che amo molto per la bellezza dello stile barocco, vicinanza a bellissime spiagge, macchia mediterranea e genuina gastronomia. E ancora qualche mese fa ho subito qui in Fortaleza io e la mia famiglia in auto un assalto a mano armata da parte di 4 banditi drogati che ci e' mancato poco che finisse in tragedia per l'audacia e violenza con la quale hanno agito puntandoci un fucile e due pistole rubandoci tutto compreso passaporti e biglietti aerei in quanto eravamo in prossimita' di andare all'aeroporto per partire in vacanza in Italia dopo qualche ora.
      Quindi come vedi Antonio i motivi sono diversi che ci hanno fatto prendere questa decisione di lasciare il Brasile; penso che non vale la pena per un po' di sole in piu' rischiare la vita io e la mia famiglia. Certo tu dirai che queste cose succedono anche in Italia o altri posti; si e' vero, ma qui succedono in quantita' industriale.
      Tanti auguri a te e ai tuoi lettori, spero di seguirti anche dall'Italia.

      Michele di Fortaleza

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    3. belle le baleari ! sono stato parecchie volte e h capito che moltissimi europei le hanno elette a "buen retiro" ...clima che si aggira sui 18-20 gradi anche nei mesi non estivi , natura bellissima , prezzi non bassi ma meno che in Spagna (e in Italia ovvio). Con il tesserino sanitario si ha diritto all'assistenza sanitaria e...in 2-3 ore di volo si e' in tutta europa. Molto internazionalizzata , un melting pot di culture diverse che arricchisce molto , si puo fare amicizia oltre che con spagnoli , con la coppia svedese, con il pensionato inglese o con gli hippie francesi trapiantati li, in generale tutti con livello culturale medio-alto .

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  3. Salve io sono un Pensionato e vivo in Thailandia gia da quasi 4 anni e mezzo !
    Tutti la consigliano , ma agli effetti e solo un paese con leggi fatte per mangiare tutto ai Farang ( stranieri non asiatici ) per poi dare il ben servito e sono problemi tuoi ! Ovvero e la mentalita che hanno anche le donne verso di noi che con furbizia ti indeboliscono psicologicamente per poi spolparti fino all'osso e poi se ne lavano le mani. Non saranno tutte cosi ? certo su 100 donne forse 3 si salvano ma per il 97% l'educazione e quella di sfruttarti come guadagno facile e poi cambiano il Farang ( sei solo un ATM ) i thai onesti lavorano e stanno Tra Thailandesi. Magra e cruda verita ! Le Thai non si innamoreranno mai dei Farang , allora uno potrebbe fare una scelta se mantenere loro e le loro Famiglia ( pigri e svogliati ) ma fatta questa scelta poi ti accorgi che la Thailandia e un paese che discrimina e manca di rispetto a noi stranieri e per la tua donna ( e uguale ) per lei anche dopo anni non sei nessuno ! Oltre il fatto che si sente con le carte in regola quando ti rovina. Allora arrivo al dunque dopo anni che vivo qua ( innamorato dei paesi asuiatici ) mi e stato proposto da un lontano parente di andare a vivere in Brasile In provincia del Rio Grande , dice che con la mia pensione 458 euro ( 1400 Real ) io posso fare una vita semplice. E i visti come funziona ? Il mio sogno e una casa in campagna con polli e un orto se poi qualcosa si riesece a ricavarne ben venga , ma vorrei una casetta di proprieta e stare tranquillo. Qualcuno sa darmi qualche dritta consigli o altro ? Link utili, forum dove si parli di queste cose ? Saluti Daniele

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    1. Ciao Daniele

      quando si dice coincidenza . Ho terminato di parlare con mio fratello che vive in Thailandia da anni , vicino Pattaya , e mi invita continuamente ad andare a trovarlo . In effetti lui sta molto bene perchè lavora come responsabile in una grande impresa italiana con filiale in Thailandia e la moglie , anche se non italiana , non è Thai . Comunque ho gia sentito dire che la vita è dura per i Farang ( Gringos ) ,che molte attività sono proibite ed il diritto di proprietà non è del tutto chiaro .
      Tutto ciò in Brasile , grazie a Dio , è superato e la cultura è molto simile alla nostra ( ho detto simile NON eguale ) così come il diritto è impostato sul diritto Romano . La proprietà è protetta e riconosciuta ed uno straniero può praticamente fare quasi le stesse cose di un brasiliano una volta che ha ottenuto il visto permanente .

      Il problema , nel tuo caso è che con questa pensione non puoi pensare di ottenere il visto da pensionato per il quale è richiesta una pensione minima di R$ 6000 ( 2000 euro al cambio odierno ) . Vedi a proposito questo mio aricolo :http://www.vivereinbrasile.com/2012/01/la-fine-del-sogno-brasiliano.html .

      Inoltre , anche conseguendo il visto in altro modo ( matrimonio con brasiliana ) , la tua pensione NON ti garantisce una vita a livello europea ( anche basica ) . Puoi sopravvivere si in qualche paesino dell'interno ma alla prima malattia seria come la metti ? Qui non esiste il wellfare europeo ed a meno che non paghi una assicurazione sanitaria ,(R$ 350- 500/mese ) io alla tua età , non mi arrischierei .

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  4. Allego la risposta dell'INPS riguardo alla detassazione in Italia, della pensione( settore pubblico) trasferita in Brasile su conto corrente banca brasiliana:

    nel momento in cui deciderà di trasferirsi all’estero, dovrà richiedere il trasferimento del pagamento della pensione, alla sede che attualmente gestisce la sua partita di pensione, contestualmente, il modello EP/1 dovrà essere inviato, direttamente da lei o tramite la Sede di appartenenza, al nostro ufficio Estero, le ricordo che per ottenere la detassazione deve essere in possesso anche della nazionalità brasiliana.( es. passaporto brasiliano).

    quindi il solo Visto Permanente non è sufficiente per l'applicazione dell'art. 19, ma bisogna dimostrare di avere anche la nazionalita' brasiliana.....fine della questione!
    per il settore privato , non saprei, ma credo valga lo stesso, informatevi bene prima di decidere.

    un saluto.

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  5. in ritardo ma "meglio tardi che mai"......attenzione: nemmeno l'ottenimento della nazionalità brasiliana da parte del pensionato Inps residente in Brasile è valida per l'esenzione delle imposizioni Italiane. Anche il cancellamento dalle liste dei nati in Italia (complicato da ottenere) può aiutare allo scopo. Il reddito è erogato da una Istituzione Italiana con Sede a Roma e, quindi, viene tassato in Italia......poi se si ha ossigeno per fare avanti ed indietro con la Receita Federal e se si è cittadini Brasiliani...forse potrebbe venire applicato l'art. 23 della convenzione che recita delle detrazioni. In sintesi.....se il cittadino Brasiliano pensionato Inps ha già pagato in Italia le imposizioni e lo può dimostrare (Obis M + CUS opportunamente tradotti in portoghese)....allora la Receita potrà tenerne conto e le imposizioni pagate in Italia potrebbero essere scontate dalla Imposizioni sullo stesso cespite previste dal Brasile. Siccome le tasse in Italia sono piu' alte allora in Brasile si potrebbe non pagare nulla. In sintesi: se non cambia l'Italia anche se si diventa cittadini solo Brasiliani a nulla serve per essere esentati dall'Italia.

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    1. Gentilmente Undo, da quale fonte viene questa informazione?
      io ho dovuto pazientare circa 3-4 mesi per avere la risposta dell'INPS, che ho allegato, per cui mi risulta strano che mi abbiano dato informazioni sbagliate; se mi citi la fonte, rispondo al responsabile pensioni Estero, che mi ha dato la risposta.
      Grazie.

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    2. Volevo solo aggiungere che la risposta al mio quesito, è stata fornita dall'Ufficio Pensioni Estero per il settore Pubblico, sig Massimo D'Orazi ( Uff. Estero RM4); per il settore Privato, non saprei, ma dalla risposta che mi diedero, mi pareva che il problema era la nazionalita', ma ripeto, non ho informazioni in merito.

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    3. Anonimo.....allora: a) il mod. EP/I è per chiedere l'esenzione dalla imposizione fiscale Italiana e l'Italia, una volta che tu lo'hai fatto vidimare dalla Receita Federale come persona fisica residente "fiscalmente" in Brasile lo devi spedire entro Settembre per l'anno passato e l'Inps ti applica l'art. 18.2 della convenzione che recita che hai diritto alla restituzione delle imposizioni pagate in Italia per il corrispondente Irpef conteggiato sui 5.000 USD. Dipendendo dalla tua pensione cuba tra i 1.000 EUro ed i 1.500 Euro di accredito sul totale. Ma le imposte ti vengono sempre trattenute alla fonte come ti vengono trattenute le addizionali Irpef regionali e comunali.....non c'è cazzi. Quindi, supponendo che le tue imposizioni siano per un totale di 10.000 Euro l'anno (vedi il CUD) avrai un accredito di circa 1.300 Euro e basta. Ma la storia non finisce qui perchè....siccome l'EP/I per essere valido deve essere firmato e timbrato dalla Receita Federal (Agenzia delle Entrate di qui), questi NON te lo firmano e timbrano se non hai dichiarato il reddito da pensione che è tassato anche in Brasile. Puoi anche non fare l'EP/I rinunciando all'accredito Inps per non andare in Receita Federal.....ma per il Brasile saresti un "evasore". L'Imposta di Renda fa fatta in Brasile ogni anno in primavera......poi decidi tu se farla o meno.
      b) guarda che qui ci siamo associati per costringere l'On. Fabio Porta che è l'esponente PD votato in America Latina a fare delle interrogazioni parlamentari su questa doppia imposizione fiscale che stiamo subendo....ne sono state fatte 6 di interrogazioni, l'ultima a Novembre del 2012 e tutte e 6 NON hanno avuto risposta. Almeno nell'ultima, governo Monti, hanno risposto che avevamo ragione ma che non c'erano soldi. Vatti a vedere il sito dell'On. Fabio Porta e guarda notizie pubblicate nel periodo indicato.
      c) in Brasile risiedono 11.900 pensionati Inps e, al di fuori di quelli sotto la soglia reddituale che sono circa la metà, l'altra metà pagano tutti le imposizioni in Italia, incluso le addizionali di Roma perchè risiedendo l'Inps in Roma siamo diventati tutti residenti in Roma per il fisco Italiano ed in buona parte paghiamo anche le tasse in Brasile per non aver timore di essere perseguitati dal"Leao" e magari cacciati dal Paese perchè evasori.
      d) quando mi stavo preparando al mio trasferimento in Brasile anche io avevo chiesto per scritto all'Inps come comportarmi fiscalmente bene mi avevano risposto per scritto (erano e sono su Inps risponde via web) che "avrei pagato le imposizioni una volta sola laddove mi sarebbe convenuto di piu'"!!! Mai balle fu piu' grossa. Il TUIR recita così ma all'atto pratico l'Inps, nostro sostituto di imposta, ci buggera.
      Quindi, caro Anonimo....apri bene gli occhi, stai molto attento....magari la nostra battaglia che è quella di pagare le tasse solo qui in Brasile prima o dopo la vinceremo...abbiamo diverse azioni legali in corso tutte però a titolo personale perchè contro l'Inps NON è autorizzata una "class action" .... nemmeno contro il Ministero delle Finanze.
      I nostri interlocutori Inps sono in Roma presso la Direzione Centrale Inps: a) Gabrielli DG; b) Ponticelli Dir. Estero;
      Santulli Cristina Operativa responsabile delle convenzioni.......trovi i loro indirizzi email su web, prova a rivolgerti alla Santulli e vedrai cosa ti riponderà......poi puoi sempre rivolgerti al Presidente della Nostra Ass. qui in Brasile che sta lottando su questa ingiustizia...puoi scrivere a Virgilio Toniati (vtoniati@yahoo.it) il quale ha piu' informazioni di me.....puoi scrivergli a nome mio, Angelo di Cabo Frio RJ.
      Boa sorte e....occhi aperti!

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    4. ops....scusami. C'entra una beata fava la nazionalità! Anche se prendi la doppia cittadinanza (come tanti di noi me compreso) e ti doti di passaporto Brasiliano......il reddito da pensione ti viene sempre erogato dall'Italia/Inps quindi che conta è la convenzione in essere tra Italia e Brasile che è stata firmata nel 1978 diventata legge in Italia nel 1980 e che per oltre 23 anni ha visto le imposizioni solo del Brasile mentre la pensione qui arrivava al lordo....poi l'Italia ha unitelaralmente applicato l'art. 18.2 smentendo con bugie l'art. 19.4 e di qui la frittata. Vatti a leggere la convenzione e leggi attentamente i 2 articoli....ecco l'Italia applica il 18 mentre il Brasile continua ad applicare il 19.4 e le nostre interrogazioni erano e sono per ripristinare il 19.4. Questo l'Inps lo sa molto ma molto bene solo che è in evidente torto perchè non si siede al tavolo a negoziare con il Brasile e noi siamo nella cacca!
      Poi sta storia che ti hanno raccontato della nazionalità.......che personaggi tristi. Per avere la nazionalità Brasiliana devi rinunciare a quella Italiana....e se non hai la Nazionalità Italiana perdi la pensione Inps.....hai capito? A parte che per fare tutto sto giro ti ci andrebbero oltre 7-8 anni se arrivi al fondo poi ti ritroveresti senza pensione. Ripeto: attenzione! Sentiti anche con un buon tributarista oppure segui il consiglio di contattare Virgilio Toniati. Ciao....anonimo!

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    5. Quindi, in sintesi, per adesso conviene non trasferire la pensione in Brasile, lasciarla accreditata in banca in Italia accettando la tassazione INPS e prelevarla a mezzo bancomat alla bisogna in Brasile, senza dichiarare nulla qui oppure al limite dichiararla come già tassata in Italia. Un mio amico adotta questa seconda ipotesi dal 2006 e la RF non ha ancora eccepito nulla.

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    6. Gentile Marco Falco......è così, difatti diversi di noi hanno o stanno aprendo conto in Italia per farsi accreditare la pensione lì pagando le imposizioni fiscali Italiane e poi con carta bancomat o credito ritirare agli ATM quello che ti serve per vivere. In questo modo puoi evitare la seconda imposizione fiscale, quella del Brasile per intenderci, anche se è conveniente fare la dichiarazione reddituale Brasiliana inserendo la pensione percepita in Italia o almeno quanto prelevato qui in Brasile e dichiarando che le imposte le hai già pagate in Italia. Prima o dopo la Receita ti chiamerà per verifica e tu ti devi presentare con il CUD dove appare che hai pagato le imposte in Italia....a quel punto la Receita fa un calcolo e siccome in Italia mediamente si paga un 10-12% in piu' di imposte la Receita abbozza. Attenzione però che abbozza quando in Italia tra Irpef ed addizionali superi il 25%/27% di imposizione che è il massimo qui in Brasile.....se non lo superi devi pagare la differenza fino al 25%. Supponiamo, se in Italia hai pagato il 18%...qui in Brasile pagherai il restante 7%. E' una soluzione transitoria fintanto che sìnon si sistemano le cose tra Italia e Brasile. Capirai che pagare qui in Brasile mediamente si potrebbe risparmiare circa un 10-15% sulle imposizioni.....e non è poco perchè con questo risparmio ci potresti pagare un buon "plano de saude". A volte la receita verifica anche dagli ATM quanto hai ritirato di contante per controllare la congruità tra il tuo dichiarato in IR e l'incassato. Quindi sarebbe meglio aprire anche una poupança in Brasile e trasferirsi sul conto poupança un tot ( non superiore a 750 Euro mensile)....a titolo "transferencia de patrimonio"...l'ordinante Italiano però deve essere il beneficiario in Brasile. Tantè.
      UNA NOTA PER L'ANONIMO.......non Gabrielli dell'Inps ma USELLI, mi ero confuso!

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  6. allego altre risposte : Si esattamente, è necessaria la cittadinanza brasiliana, è sufficiente la copia del passaporto brasiliano, per il Brasile non è prevista la rinuncia alla nazionalità italiana, è prevista per altri paesi, quindi può mantenere entrambe le nazionalità.

    Cordiali saluti
    Massimo D’Orazi
    Uff estero RM4

    In riferimento alla sua richiesta di chiarimenti, si comunica questa ufficio Estero gestisce le pensioni di natura pubblica, e ai fini della detassazione e applica l’art. 19 della convenzione tra Brasile e Italia.

    I requisiti per la detassazione in Brasile, per le pensioni di natura pubblica, sono il trasferimento (da richiedere alla sede di appartenenza), del pagamento della pensione all’estero, residenza fiscale e nazionalità brasiliana.

    Ad ogni buon fine si allega modello EP/1 che dovrà essere compilato dal locale ufficio fiscale e ritrasmesso allo scrivente ufficio.

    Cordiali saluti
    Massimo D’Orazi
    Ufficio Estero

    Sono molto deluso, ma vorrei capire il perche' si dice una cosa e poi se ne fa un'altra;
    Ho letto che comunque cè una ristretta parte di pensionati che viene tassata una solta volta: che tipo di pensione è, e perche'?

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    1. gentile Anonimo:
      a) è l'art. 18.2 che viene applicato non il 19, magari fosse il 19 ci sono 6 interrogazioni parlamentari per avere l'applicazione dell'art. 19 e centinaia di azioni presso i Tribunali Amministrativi Provinciali....che schifo! Anche se tu impugni questa comunicazione che ti hanno inviato NON succederà nulla, ti farai solo sangue amaro e perderai tanto tempo e soldi;
      b) il mod EP/I serve per attivare il credito irpef sui 5.000 USD che cuba qualcosa sopra i 1.000 Euro di credito e BASTA! sempre che tu sia in condizioni di fartelo frimare e timbrare dalla Receita Federaldi qui. Non è cosa da poco perchè la RF te lo firma e timbra solo se sei residente fiscale qui.....capito?
      c) ci sono diversi pensionati Inps Italiani qui residenti che non pagano imposte ne in Italia e ne qui in Brasile ma perchè sono sotto la soglia minima quella esentata per intenderci. Non sto parlando della pensione sociale perchè quella se vieni a risiedere in Brasile la perdi ma sto parlando delle minime ....... capito bene?
      d) leggi bene la lettera, quella che hai pubblicato di questo imbecille dell'Inps......parla di ""i requisiti per la detassazione in Brasile.........." non di detassazione in Italia......anche qui: chiaro?
      e) poi ci sono quelli che vengono tassati una sola volta in ITALIA ..... il perchè lo leggi nella risposta che ho dato in precedenza.....accredito della pensione su c/c Italiano etc.etc.etc.
      INFINE, mettiti in contatto con la Santulli della Direzione Centrale Inps in Roma oppure con Virgilio Toniati che vive qui in Santa Caterina (vtoniati@yahoo.it) che è il nostro Presidente che ci sta rappresentando in queste battaglie contro un sistema (Inps + Agenzia delle Entrate) che ci sta "spogliando di tutto" perchè siamo usciti dall'Italia e perchè, a detta loro, anche noi pensionati siamo degli evasori ed infine perchè ci hanno concesso il diritto di voto!!!!
      Merda, ci sbattono continuamente merda addosso!! (prego il moderatore e quelli che leggeranno di scusarmi per questa volgarità....ma quando ci va, ci va!)

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    2. Io sono tra quelli che ha lasciato tutto in Italia, e preleva quello che gli serve con carta di credito; ho chiesto informazioni all'INPS dopo aver letto questo blog, poiche' in futuro avevo intenzione di trasferire tutto qui poiche' la tassazione è piu' favorevole, ma adesso...........;
      mi appare sempre piu' comprensibile il perche' molti italiani optino per non dichiararle proprio nulla, non so con quale rischi, ma vedo che essere troppo onesti, ci si procura dei gran mal di testa!!
      credo che anche io optero' per la dichiarazione di quello che realmente prelevo, ma non so se è legale, non dichiarare le pensione, anche se la si riceve in Italia, ma mi pare l'unico modo per non essere tassati comunque 2 volte; inoltre , non ho capito bene come funziona: se nell'arco dell'anno, si trasferisce(preleva) meno di 25000 reais( limite per l'esenzione), non è obbligatorio compilare il campo "REMESSA", oppure va compilato comunque( denaro realmente prelevato tramite carta di credito), oltre a tutto cio' che si possiede sia in Brasile che in Italia?

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    3. hai fatto bene e continua così tenendoti informato sulle evoluzioni della diatriba che abbiamo in corso. Prima o dopo succederà qualcosa! I primi risultati è che l'Italia sta pensando finalmente di attualizzare i 5.000 Usd dell'art. 18.2 che sono in convenzione dal 1978......ad oggi, applicando l'indice Istat sarebbero oltre 20.000 Usd.....speriamo!
      Fai anche bene a dichiarare alla Receita Federal quello che prelievi sapendo che se stai sotto i 25.000 Reais anno nulla devi in termini di imposizione alla RF se stai sopra guarda le aliquote e paga quanto dovuto dal quale tra l'altro puoi scaricare il 100% del "plana de saude" e non è cosa da poco. Nell'IR devi dichiarare la pensione, che le imposte sulla pensione sono pagate in Italia ed infine devi inserire Banca e conto e disponibilità del conto al 31.12. di tutti gli anni...questa disponibilità dorà essere trasformata in Reais. Guarda è molto piu' semplice farlo che dirlo e poi sei completamente tranquillo e nessuno della RF verrà a romperti ed a controllare. E, puoi presentare l'EP/I alla firma della RF che a quel punto ti riconoscerà come residente fiscale in Brasile e poi avrai il credito dall'Inps previsto dall'art. 18.2. Sonno tranquillo e.....enjoy your life in Brazil! Life is good!

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  7. nota che potrebbe essere chiarificatrice e di utilità per tutti gli interessati:
    http://www.agoravox.it/Ecco-cosa-accade-da-9-anni-ai.html

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  8. a conferma.....e per chi è interessato:
    http://www.fabioporta.com/it/notizie/notizie.asp?noticias=693&Classe=
    ora, non essendo io un tributarista ma bensì una "vittima" di questo sopruso della doppia imposizione fiscale.......meglio che ognuno muova i passi con le informazioni che ha e che, in piccola parte, ho contribuito ad avere! Boa sorte a tutti!

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  9. ennesima risposta dell'INPS : come precedentemente comunicato, questo ufficio, per le pensioni di natura pubblica ex INPDAP, applica l’art. 19 comma 2 lett. A e B, della convenzione vigente tra Italia e Brasile, la quale convenzione prevede i seguenti requisiti, nazionalità Brasiliana e residenza fiscale in Brasile.
    Pertanto, se la S.V., dopo aver trasferito il pagamento della pensione in Brasile, presenta, in allegato all’istanza di detassazione, un certificato di nazionalità brasiliana e di residenza fiscale in Brasile, può ottenere l’esenzione IRPEF sulla sua pensione.
    spero di aver chiarito la situazione.

    quello che sto cercando di capire in questo blog, è che se coloro che vengono tassati 2 volte, sono titolari di pensioni per lavori resi in ambito PUBBLICO( ex INPDAP) o no, forse ho omesso questo dettaglio, ma ho piu' volte chiesto la natura delle pensioni oggetto della doppia tassazione;
    credo che si possa impugnare questa comunicazione, oppure viviamo in una giungla?
    grazie.

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    1. per favore Gentile "anonimo".....per quanto ne so NON possono esistere 2 tipi di pensioni una tassata alla fonte e l'altra no...sarebbe totalmente anticostituzionale! Poi l'Indap è da tempo confluita in Inps e tutti dico tutti i pensionati Inps hanno lo stesso trattamento. Poi questa storia della "nazionalità brasiliana".....mi sembra che il funzionario Inps che ti scrive sia un minotauro e non una persona normale....ripeto: puoi ottenere la nazionalità brasiliana solo rinunciando a quella Italiana con tutto quello che ne consegue in termini di diritti Italiani acquisiti...pensione inclusa!
      Però gentile "anonimo" vedo che giri intorno sempre alla stessa questione.....se vuoi ti posso dare indirizzi di ex Professori, Dipendenti della PA andati in pensione e venuti a risiedere qui in Brasile per sapere da loro quale trattamento pensionistico hanno....oppure stai a quello che ti scrive questo imbecille dell'Inps, rinuncia alla nazionalità italiana prendi quella brasiliana, se ne hai titolo la puoi prendere in 7-8 anni e dopo questo periodo vedi cosa ti succederà con l'Inps e con tutti i tuoi diritti Italiani se li hai acquisiti che comunque puoi confrontarli con quelli Brasiliani che acquisirai........Ora io ho già detto tutto. Noto che tu, gentile "anonimo" non hai letto i link che ho evidenziato, sopratutto quello dell'On. Fabio Porta.....ed inizio a chiedermi perchè sto perdendo il mio tempo. Mettiti nelle braccia dell'Inps e dei suoi solerti e ben informati funzionari e così sarai trattato bene, anzi meglio! Buona fortuna. Ora chiudo con questo qrgomento troppo personalizzato e non di carattere generale. Se riesci a farti esentare dalla imposizione o dall'Italia o dal Brasile....COMPLIMENTI! Mi aspetto che tu ci racconterai come ci sei riuscito.......farai felice tutti i Pensionati Inps (anche pubblici) che risiedono qui in Brasile. Attenzione che se continui crei solo delle aspettative dietro le quali ci sono le delusioni ed alla nostra età non è il caso di deluderci a vicenda.

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    2. gentile Undo,ti ringrazio molto per il tuo contributo,ma io sto solo cercando di interpretare il tutto: la Convenzione pare che citi pensioni per lavori resi in ambito PUBBLICO e PRIVATO, quindi mi sembra che ci sia una differenza di trattamento pensionistico, in base anche alla contribuizione e tassazione; è risaputo che in ambito PUBBLICO, non si puo' evadere, mentre nel PRIVATO si,( ho ascoltato esplicitamente artigiani parlare del perche' prendono solo 700 euro di pensione dopo 35 anni di contributi, a buon intenditor poche parole), per cui non mi stupisco che ci siano diverse tipologie di pensione( non sono tutte uguali);
      inoltre, che un Organo dello Stato, raggiri un pensionato dicendogli che ci vuole la nazionalita' brasiliana( confermando che puo' mantenere quella italiana), sapendo che dopo la perde, col rischio di fargli perdere la pensione, mi sembra veramente ASSURDO ed ILLEGALE;( dovro' chiedere ad un legale)
      questi sono i punti che mi riguarderebbero( citati nella risposta):

      2 a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua
      suddivisione politica od amministrativa o da un suo ente locale, sia
      direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una
      persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta
      suddivisione od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato.
      b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell'altro Stato
      contraente se il beneficiario e' un nazionale e un residente di detto Stato.

      il punto 3 cita cosi:
      3) Le disposizioni degli articoli 15, 16 e 18 si applicano alle
      remunerazioni o pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi nell'ambito
      di un'attivita' industriale o commerciale esercitata da uno Stato contraente
      o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale.
      da qui scaturisce l'applicazione dell'art. 18 anziche' 19, credo;

      non dico che sia giusto o sbagliato, ma io sto soltanto cercando di interpretare bene la situazione, non faccio io le leggi;
      l'articolo dell'On. Porta, conferma quanto pensavo, parla di pensioni INPS( PRIVATE, credo che si intenda per lavori in ambito PRIVATO), quindi leggendo il punto 3(art.19), si intende che viene applicato l'art. 18;

      Il fatto che l'INPDAP sia confluito nell'INPS, non cambia la sostanza del trattamento pensionistico(per contribuizione e tassazione, almeno per quelli che sono gia' transitati), ma solo per un risparmio nella gestione del sistema pensionistico stesso!

      comunque la finisco qua, perche' non ho trovato conferma, devo fidarmi dell'INPS, ma è ancora presto per questo passo, mi sto solo facendo un'idea di quello che dovro' fare in futuro(forse).

      Un saluto ed un grazie anche al blog.

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    3. solo un'ultima precisazione: non era mia intenzione generalizzare sugli artigiani o sui privati in genere , sicuramente la maggioranza è onesta, ma quel discorso l'ho sentito davvero in una sala d'attesa dal medico(in Italia), anche con una certa sfacciataggine!!

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    4. dimenticavo, ammetto anche che nel pubblico, in cambio, ci sono dei privilegi, e forse questo è uno di quelli, ma chissa'!

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    5. Ti sarei veramente grato se mi potessi mettere in contatto con un pensionato della PA , trasferitosi in Brasile : taglierei la testa al toro!!

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    6. certo che definire "evasori" dei dipendenti di aziende private è una stronzata bella e buona! complimenti. anche quella di ritenere che i dipendenti di aziende private sono o devono avere meno diritti dei dipendenti pubblici è un'altra stronzata! anche io so che artigiani, liberi prof. & c., titolari di p.iva se possono evitano le imposizioni o le limitano ma non tutti. infine, e poi veramente io chiudo qui perchè certi atteggiamenti o affermazioni sono "tristi", quali sono le azioni che hai intrapreso gentile "anonimo" per rimanere aggrappato a dei privilegi immeritati? Basta, il nostro è un colloquio dispari....io sono un ex dipendente di azienda privata con 38 anni di contribuzione obbligatoriamente versata e 2 di lavoratore parasubordinato anche qui con contribuzione obbligatoriamente versata, nessuna privilegio assistenziale durante la mia vita lavorativa, nessun sconto particolare nei consumi dei servizi e nessuna vacanza pagata.......lotta pure sentendoti superiore perchè "pensionato pubblico"....ma fammi il piacere!
      Ma ti chiami veramente Anonimo oppure hai un nome o pseudonimo come noi pensionati privati?...la dice lunga sta storia.

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    7. gentile Anonimo, ripetutamente ti ho invitato a metterti in contatto con il Presidente della nostra Ass. qui in Brasile il quale ha in mano autorizzazioni di ogni singolo associato (me compreso) a muoversi in nome e per conto nostro. Certo che conosco pensionati della PA residenti qui in Brasile ma per motivi di privacy e verso un "anonimo" mai darò recapiti e generalità. Ripeto, prova con il nostro Presidente oppure rivolgiti alla CGIE (se sai cosa è) o meglio ancora scrivi all'On. Fabio Porta e, alla fine, ti rimangono pure i tuoi Amici dell'INPS che ti scrivono in modo sempre rassicurante. Ate logo, boa sorte.

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    8. vedo che non hai letto uno degli ultimi passaggi, non volevo generalizzare, ma ho solo esposto il fattore POSSIBILITA', (vedo che hai interpretato come hanno fatto con le pensioni :" possono essere tassate = vanno tassate", e poi parliamo male degli altri)leggi bene!!
      non mi sento superiore a nessuno, ma sto solo cercando di capire quello che posso richiedere o no, in base alle leggi, non in base a cio' che mi viene detto da qualcuno (propria interpretazione)........le leggi non le faccio io;
      anche la Convenzione non l'ho scritta io, ma è lecito almeno capirne gli articoli, visto che da una parte mi dicono una cosa e qui un'altra?
      potevi darmi la tua interpretazione degli art. 18 e 19?
      probabilmente hai ragione tu, infatti , come gia' detto, l'INPS, NON ha fatto riferimento a PUBBLICO o PRIVATO, ma che era necessaria la NAZIONALITA', spero che questo non abbia sconvolto i tuoi pensieri, in merito alle pensioni pubbliche o private, sono tutte uguali!!
      è colpa mia che non ho letto bene gli articoli postati;

      per ultimo, proprio quello che NON vorrei , è ingaggiare una guerra tra poveri!!

      un saluto.

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    9. anche i poveri, se nella ragione ed onesti, combattono per la non discriminazione e per i loro diritti acquisiti e contro tutti i privilegi NON guadagnati altrimenti andiamo alla fosso tutti quanti! gentile Anonimo permettimi un ultimo consiglio, no 2 ultimi consigli:
      - il primo: togliti la maschera dell'anonimato e dichiarati chi sei anche attraverso uno pseudonimo. è confusionario rispondere o leggere piu' anonimi presenti nello stesso post. facendo così aiuti anche te stesso;
      - ascolta e riascolta la canzone "A muso duro" del mio compianto paesano (Emilia) PieraAgelo Bertoli. a me da una certa carica ogniqualvolta vado in difficoltà causa i burocrati della PA (Inps-Agenzia delle Entrate e MEF).
      Ate logo!

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  11. Gentile Anonimo, per la cidadania Brasileira (naturalizzazione/nazionalità), se non sei classificabile ne lello "jus soli" e ne nel "jus sangui", ci vogliono almeno 15 anni di residenza in Brasile senza avere sentenze penali contro. Ti evito il sito del Ministero della Giustizia perchè ti perderesti....ti invio questo link per tua verifica: http://odireitosemfronteiras.wordpress.com/2012/12/01/como-adquirir-a-nacionalidade-brasileira/
    Poi...per il passaporto brasiliano.... se sei residente permanente in Brasile puoi chiederne l'emissione alla DPF (Policia Federal) che te lo rilascerà valido per 2 anni presentando documentazione che trovi nel sito della DPF/Passaporte e registrandoti via web e poi agendare l'appuntamento ...... se non hai la cidadania/nacionalidade Brasiliana....se invece ce l'hai...il passaporto vale 5 anni. Allora, quell'imbecille dell'Inps pensi sia a conoscenza dei 15 anni necessari di residenza?

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  12. Gentile Anonimo, anche io mi fidavo dell'Inps ma dal 2007 e dopo essermi scornato con mezzo mondo a seguito della comunicazione Inps in calce.....non mi fido piu', nella maniera piu' assoluta. Io mi sono letto tutte le comunicazioni dell'Istituto che hai postato ora vedi se riesci a leggere e capire bene quello che mi avevano scritto quelli dell'Inps nel 2007 con conseguenze che puoi ben immaginare tenuto conto che mi fidavo:
    "Contenuto della risposta:

    Gentile Signor DANZI, nel caso in cui Lei, a seguito della variazione di residenza effettuasse il pagamento della tasse nel nuovo Paese, è sufficiente che inoltri una comunicazione su carata semplice indirizzata all'ufficio pensione della sua sede di appartenenza di........ Nella richiesta sarà necessario che Lei richiede la sospensione della tassazione a cui viene sottoposto il suo reddito pensionistico. Cordiali saluti."
    Io dal 2007 ho iniziato a pagare le tasse in Brasile e a scrivere all'Inps numerose lettere su carta semplice, su raccomandata, su raccomandata AR con posta elettronica certificata...inviato EP/I a nastro firmato e timbrato dalla RF......risposte coerenti con la comunicazione che vedi: ZERO, silenzio totale......è intervenuta la Direzione Centrale Inps di Roma, Dott.ssa Cristiana Santulli (alla quale, ripeto, dovresti scrivere il tuo quesito), informandomi che....bla bla bla bla. E siamo ancora qui a lottare.
    Magari è un obbligo per noi "pensionati privati" lottare per aver riconosciuto un diritto ed un sopruso....mentre per i "pensionati pubblici" stanno in amaca perchè i privilegi acquisiti per loro sono diritti!! Non sapevo che ci fossero Italiani dipendenti nel mondo del lavoro con trattamenti così diversi.....novità per me e per tanti che in silenzio leggono questo blog. Comunque fidati dei tuoi simili .... fai bene e raccoglierai molti frutti ma.....mangiateli da solo perchè sono frutti discriminatori. Chi cerca trova!

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  13. Sinceramente non capisco questo atteggiamento nei miei confronti: che colpa ho io se l'Italia dopo 20 anni ha cambiato le regole sulla tassazione per i residenti in Brasile???
    semmai quelli della PA avessero qualche beneficio in piu', che colpa ne ho io??????
    ripeto per l'ennesima volta, che le leggi/convenzioni, NON le faccio io, io posso solo adeguarmi a quelli che sono i miei diritti e doveri!
    Finora non ho mai avuto problemi con la RF( essendo gia' tassato alla fonte) ne' PF.
    stavo solo cercando informazioni , alcune le ho avute dall'INPS, ma cercavo conferme da eventuali pensionati PA gia' residenti;
    cio' non è stato possibile, pazienza!!!
    ma ripeto NON sono io il responsabile dei tuoi/ vostri problemi, per cui, è inutile che ti sfoghi con me, ti fai solo il sangue amaro.


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    1. sei permeato di personalismo ed anche un poco frustrato e questo probabilmente è causato dalla tua solitudine. togliti la maschera dell'anonimato ed entra anche tu nella nostra associazione, quella guidata da Toniati,.....perchè: ottimo per te se paghi solo le imposizioni in Italia ma se la RF viene a bussare a casa tua chi è che ti assisterà? o è per questo che rimani in anonimato ed in solitudine? con noi c'è un Prof. friulano ora in pensione ed anche una ex direttrice della Biennale di Venezia ora pensionata e qui residente. Sono 2 di alcune risorse in associazione che arrivano dalla PA. Per me non hai nessuna colpa di quello che stiamo passando, ma quando mai......l'unica evidenza che mostri è una grande paura, tutto qui, e quando si ha paura si vive male. Life is good! anche se perseguitati dalle imposizioni! Ora ho chiuso veramente con e ti saluto gentile Anonimo.

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    2. Tranquillo, è questione di carattere, non paura!
      mi piace pianificare le cose con largo anticipo, e questo mi crea qualche problema anche quando in realta' non c'è ancora;
      un saluto.
      p.s.: sempre per carattere, mi astengo dal dare giudizi sommari su persone che non conosco personalmente, anonimi e non.

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    3. certo, confermi di possedere un carattere....pauroso. il Brasile "nao è um Pais para principiantes" ed io aggiungo che non lo è anche per chi si nasconde. Buona fortuna.

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    4. Il Brasile, è un paese accessibile a tutti, purche' , vengano rispettate regole e requisiti;
      quindi sono queste ultime a decretare se una persona è, o non è accettabile, poi a chiacchiere, ognuno dice quello che vuole;
      un saluto.



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  14. intanto caro anonimo con le persone che cercano di aiutarti e ti danno risposte potresti anke firmarti per correttezza. poi che io sappia non esiste differenza tra pensionati inps o inpdap visto che hanno fatto tutto un bel calderone a scapito dei lavoratori privati.
    saluti stefano.

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    1. credo che esista, basta vedere la home page dell'inps, l'ultima riga in basso ,da sinistra.
      un saluto.




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    2. ...."credo che esista"......tipica locuzione dei dubbiosi e paurosi. insomma: o esiste o non esiste. ma santo Dio, questi ex dipendenti della PA si sentono i "migliori" anche quando non esercitano piu'......erano persone sempre tristi quando lavoravano e lo sono ancora da pensionati. ecco l'unica e vera differenza tra "privati" e "pubblici"...la tristezza dei secondi! il mio non è un giudizio ma è una constatazione:il giudizio non spetta ne a me ne all'anonimo che scrive.....a meno che non si senta "unto dal Signore" perchè ex dipendente pubblico e pensionato Indap.....potrebbe essere che noi "privati" non abbiamo avuto nel nostro dna il dono di questo "quid".

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  15. scusa se rispondo solo ora, ma ho avuto problemi di connessione ieri sera;

    Nell'ambito del complessivo processo di integrazione tra le diverse gestioni dell'Istituto, il sito dell'ex Inpdap è dismesso dal 1° ottobre e tutti i contenuti riguardanti le attività della Gestione Dipendenti Pubblici sono disponibili nella presente sezione di questo portale. https://www.inps.it/portale/default.aspx?iIDLink=25&bi=41&link=Gestione+Dipendenti+Pubblici
    in pratica, hanno creato un collegamento tramite sito inps ;
    dubbi e paure sono fattori comprensibili in una persona "normale", non credo sia "normale" una persona che non ha paure e solo certezze!!!
    io , ripeto, non mi sento superiore a nessuno, ne tantomeno unto dal Signore.
    infine, invece di perder tempo con queste sciocchezze, informati presso i tuoi conoscenti della PA, sull'art. della convenzione applicato alla loro pensione, cosi', almeno tu, potrai confermare o smentire le risposte che io ho avuto dall'inps(ex-inpdap).

    un saluto.

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  16. Con il cambio di adesso avere una rendita in Italia e vivere in Brasile non sarebbe male...

    Francesco (Uberlàndia)

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  17. caro undo,
    premetto che non ho mai lavorato come statale.
    ma sta campagna che stai facendo contro sto anonimo è veramente assurda. a me pare che molti "privati" (probabilmente sei o eri un imprenditore) si considerino superiori, migliori (partecipo a molti forum di economia...), come testimoniano gli aggettivi che appioppi a sto anonimo che manco conosci.
    probabilmente lo consideri di razza inferiore, "parassita", solo perchè statale... conformemente a una certa ideologia.
    ma io credo che qua in brasile le ideologie dovremmo scordarcele.
    e non dimentichiamo che i concetti ideologici sono relativi: secondo altre ideologie i parassiti sono gli imprenditori...
    quindi godetevi il brasile e fatela finita di fare i soliti italiani in perenne litigio tra loro (solo gli italiani fanno così, vedo che le altre comunità sono molto più coese... ai brasiliani poi delle ideologie gliene frega na ceppa).
    lucio.

    RispondiElimina
  18. gentile Anonimo/lucio....io sto lottando contro la doppia imposizione fiscale subita da noi pensionati Inps Italiani residenti in Brasile. Da anni lo sto facendo insieme a 2 Associazioni che alcuni di noi, me compreso, abbiamo fatto nascere delle quali 1 in Brasile ed 1 in Italia. Non è cosa da poco, credimi e laddove riusciremo a portare a casa un risultato positivo questo risultato positivo sarà a beneficio di tutti i pensionati Inps qui residenti. Per fare questo stiamo giocando in Squadra ed ognuno di noi ha la sua parte da fare. Ciò detto e consapevole delle mie affermazione verso l'anonimo al quale tu ti riferisci, affermazioni che peraltro confermo, secca e molto tentare di aiutare le persone passando informazioni ed indirizzi e poi sentirsi dire che però quelli ex Indap....bla bla bla. Addirittura questo signore anonimo mi ha chiesto e mi sta chiedendo di avere informazioni sulla situazione di altri pensionati Inps (Indap) qui residenti......per poi farsene che cosa? ti chiedo: è corretto che io ad un anonimo debba dare delle informazioni a carattere personale senza il consenso degli interessati? Ho quindi insistentemente invitato questo anonimo di mettersi in contatto con il rappresentante della nostra associazione qui in Brasile (dando recapito email)....pensi l'abbia fatto? ha dato segnali di un ritorno? ha ringraziato? si è tolto dall'anonimato? a me non risulta...anzi risulta, come potrai leggere anche tu, che insiste rimanendo coperto dall'anonimato. Poi vedi tu, io sono abituato a lavorare ed a sostenere la Squadra.....ed i Maradona li lascio al loro oblio purchè non mi rompano piu'. Comunque:
    Life is good! PS: io sono stato un dipendente di aziende private per 38 anni + 2 da lavoratore autonomo + 2 da commerciante.

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  19. io sono atterrato qui con un cambio a 3,6 poi negli ultimi 5 anni abbiamo viaggiato tra il 2,6 ed il 2,2 con una media del 2,35. Ora per qualche mesetto che siamo a media 3,10......è buono, ma quanto abbiamo patito negli ultimi 5 anni? mi riferisco a noi che abbiamo una rendita (pensione) in Italia. Speriamo che duri!

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    1. e i prezzi di quanto sono saliti negli ultimi 5 anni? mi sa che comunque vada ci abbiamo rimesso (e con la rivalutazione delle pensioni che abbiamo ci stiamo rimettendo ) un sacco di soldi...e il futuro ? quem sabe...

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    2. Proprio così miki . L'ho detto in un altro post sui pensionati che a parte il rischio cambio che può oscillare a volta favorendoci ed a volte danneggiandoci esiste una ulteriore variabile che invece ci danneggia sempre ed è lo " spread " per usare un termine in voga o semplicemente la differenza tra l'inflazione brasiliana e quella europea /italiana . Le pensioni italiane infatti NON sono agganciate alla inflazione brasiliana e pertanto il loro potere di acquisto è inesorabilmente eroso con il tempo . Inoltre l'inflazione dichiarata dal governo non corrisponde ad alcuni aumenti tipici della terza età in Brasile come il Plano di saude che aumenta esponenzialmente con l'età .

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  20. CONVENZIONE ITALIA-BRASILE SU DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE PENSIONATI INPS RESIDENTI IN BRASILE.
    Nell'interesse generale (pensionati Inps "privati" e "pubblici ex Indap") copio la risposta che l'Agenzia delle Entrate di Pescara, dalla quale tutti noi residenti in Brasile dipendiamo in termini di rimborsi, ha inviato per email oggi 19 Febbraio 2014 ad un nostro Associato. Questa è la "triste verità" che metto a disposizione di tutti gli interessati per loro decisioni ed azioni. Chiudo confermando che, purtroppo, SI PAGANO LE IMPOSTE SULL'UNICO CESPITE DA PENSIONE 2 VOLTE AD ESCLUSIONE DELLA CIFRA CONSEGUENTE AL CALCOLO IRPEF BASATO SU 5.000,00 USD PER OTTENERE LA QUALE SI E' OBBLIGATI A PRESENTARE DOMANDA EP/I ALL'INPS.
    Eccovi il testo della risposta:
    Risposta dall'Agenzia delle Entrate Pescara

    Il Mercoledì 19 Febbraio 2014 5:26, DI FRANCESCO ANNARITA ha scritto:
    Gentile signor ..... (omissis per privacy)
    la Convenzione tra Italia e Brasile, Legge n. 844 del 29.11.1980, all’articolo 18, che tratta di pensioni, prevede che le somme eccedenti i 5.000 dollari statunitensi siano imponibili in entrambi gli Stati (tassazione concorrente); ciò significa che l’INPS dovrebbe operare un conteggio sulla pensione annuale e calcolare le imposte una volta decurtati i 5.000 dollari (convertiti in euro, ovviamente…), previsti dalla Convenzione.
    Nel caso in cui lei ritenga che il conteggio di cui sopra non sia stato operato correttamente dall’INPS, può inviare una istanza di rimborso al Centro Operativo di Pescara, allegando un Certificato rilasciato dall’Autorità fiscale brasiliana che attesta che lei è fiscalmente residente, oltre i suoi dati anagrafici completi (e il codice fiscale)e i suoi dati bancari (codice IBAN, codice SWIFT, denominazione e indirizzo della banca).
    La richiesta di rimborso è prevista entro il limite temporale di 48 mesi e limitatamente all’IRPEF e ADDIZIONALE REGIONALE; lo scrivente Centro Operativo non è competente per gli altri quesiti da lei posti nella sua lettera.
    Cordiali saluti


    cid:image001.jpg@01CDC40F.183236F0
    Centro Operativo di Pescara
    Ufficio Gestione e Controlli dei contribuenti
    non residenti
    Annarita Di Francesco
    cid:image002.jpg@01CDC40F.183236F0 0039 0855772272
    cid:image003.jpg@01CDC40F.183236F0 0039 0650769939

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  21. caro undo, vedo che continui ad essere troppo soggettivo e poco oggettivo;
    limitati ai contenuti dei post, non all'interlocutore, il blog accetta post anche da anonimi, quindi non vedo perche' tu debba discutere su questa possibilita',come se chi posta in anonimato sia una persona poco affidabile, semmai fai un reclamo al gestore, o creane uno tu;
    detto questo, quello che posso constatare oggettivamente è che il problema della doppia imposizione, è nata intorno all'anno 2000, ben oltre 10 anni fa, quando esisteva ancora il sistema pensionistico diviso per settore(inps - inpdap - enpals....ecc..);
    da cio' ne scaturisce che , come dal titolo dell'argomento, le pensioni oggetto della doppia imposizione, erano e sono quelle INPS, che allora gestiva il solo settore privato, nessun riferimento alle pensioni INPDAP, (oggi ex INPDAP);
    siccome da alcuni anni, l'INPDAP è confluito nell'INPS, qualcuno ha pensato, o pensa, che il problema adesso riguardi anche il settore PUBBLICO, ma , oggettivamente, io continuo a non vedere alcun riferimento ;
    anche la risposta dell'agenzia delle entrate, come si puo' notare, è vaga, fa riferimento all'art. 18, che tratta di pensioni(quali, non si sa).
    nel mio quesito, l'INPS, ( per la gestione ex INPDAP), ha fatto riferimento all'art., comma e lettere;
    per cui, fin quando non trovero' un pensionato del settore pubblico, che mi conferma o smentisce tale risposta, in virtu' di quanto appreso dai vari siti internet, e constatato che il problema è nato molto prima della semplificazione del sistema pensionistico, mantengo la mia posizione con riserva.
    p.s :mi dispiace che tu non abbia ricevuto risposta a tutti i quesiti posti nella lettera, per la non competenza del centro operativo.

    un saluto.

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    1. gentile Anonimo, la mia critica sull'anonimato ha il suo principale fondamento nella confusione che genera quando ce ne sono piu' di 1 e non si sa con precisione di quale anonimo sono i post. in verità la mia critica ha anche delle fondamenta secondarie che ho già segnalato al gestore di questo blog. Mi riferisco al fatto che quando si trattano tempi cosi delicati e drammatici come quello della doppia imposizione, ma non solo, l'anonimo che fa delle affermazioni errate è in "bonus" di responsabilità. tutto qui.
      per l'ultima volta, visto che ora hai a disposizione anche tu recapiti e nome dell'Agenzia delle Entrate e ti ho già indicato il nome della D.ssa Cristiana Santulli della Direzione Centrale Inps di Roma responsabile delle operatività (e dell'EP/I) relative ai pensionati Inps residenti all'estero, dovresti rivolgere a loro il tuo timore/questione così che avrai una risposta diretta ufficiale. Sono certo che capirai che a questo punto e permanendo tu "anonimo" metterti in contatto con qualche pensionato ex Indap (PA) residente in Brasile non è possibile e questo per scelta tua che io rispetto. Infine.....penso che tu arrivando tu dalla PA capisci molto bene ciò che l'Agenzia delle Entrate ha scritto e penso altrettanto che desidereresti invece una risposta che piacerebbe a te....senza dichiararti. Io non sono l'interlocutore migliore per te, a questo punto meglio che te ne cerchi un'altro. saluti.

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    2. gentile undo, non sono io che faccio affermazioni, io riporto quello che afferma l'INPS, per la gestione dipendenti pubblici, da circa 1 anno, tutto qui!( manca poco che non mi risponderanno piu');
      come tu stesso scrivi, mi dovrei rivolgere alla d.ssa Santulli responsabile delle operativita' relative ai pensionati inps residenti all'estero, ma io , ripeto, non sono inps, io sono ex inpdap, per cui quando pongo il mio quesito, con il mio codice fiscale, automaticamente il sistema associa il mio n° di iscrizione, per cui vengo indirizzato al settore di mia pertinenza;
      non posso mettermi in contatto con il settore che non è il mio;
      il contatto con il pensionato della PA, a questo punto potrebbe servire a te, a confermare cio' che scrivi sotto tua responsabilita' per un settore che non è il tuo;
      a meno che tu non abbia gia' avuto conferma, fai molta attenzione quando scrivi per il settore pubblico;
      io scrivo per il mio settore;
      purtroppo non ne ho trovato nessuno in questo blog, forse bisogna specificare che è per soli pensionati inps settore privato, per cui, se cosi' fosse, chiedo gentilmente al gestore, di eliminare tutti i miei post, poiche' destinati al settore PUBBLICO;
      comunque, qualsiasi ente INPS, iINPS ex INPDAP,AG.Entrate, non entreranno mai in merito a cose che non riguardano la propria posizione, io ho provato a chiedere quali sono le pensioni che vengono tassate 2 volte, ma la risposta è arrivata col mio n° di iscrizione, e con la tassazione riguardante la mia posizione;
      la stessa cosa avra' fatto l'Ag. Entrate con le tue richieste.
      infine, sei stato tu ad intervenire al mio post riguardante il settore pubblico;
      infatti la nazionalita' è richiesta per il settore pubblico, non per il privato;
      ma dare una occhiata agli aa.rr.tt. 18 e 19, non è piu' semplice?

      non dico che tu non debba combattere per i tuoi diritti, ma coinvolgere chi non è interessato mi sembra un po' azzardato.

      un saluto.
      p.s.: per il gestore del blog è valida la mia richiesta di eliminate tutti i mei post inerenti le pensioni di natura pubblica, qualora questo blog sia dedicato esclusivamente ai pensionati inps del settore privato.
      Grazie.

      Elimina
    3. ho scritto alla D.ssa Santulli, appena avro' risposta, saro' pronto a rimangiarmi tutto, ma dovrebbe entrare in conflitto con l' Ufficio Estero RM4 ; vediamo che succede.
      io credo che non mi rispondera', o mi dira' che non è di sua competenza.

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    4. il tuo interlocutore a questo punto è l'Agenzia delle Entrate, buona fortuna!
      Con questa storia della distinzione tra pubblico e privato, che esisteva solo formalmente e non sostanzialmente come nel passato remoto (15anni + 6 mesi + 1 giorno), mi hai stancato. Se tu fossi riuscito a liberarti dalla maschera dell'anonimato, come ripetutamente ti ho sollecitato, a questo punto saresti già in contatto diretto con almeno 3 di pensionati ex Indap residenti in Brasile e che sono associati con noi nella battaglia sulla doppia imposizione che non è solo mia....scelta tua. Abbiamo attivato negli ultimi 6 anni ben 3 Studi Legali Tributaristi in Italia (1Trieste + 1Genova + 1Roma) e, sempre per scelta tua, non posso metterti in contatto. Infine ti ripeto, la Dott.ssa Cristiana Santulli è la direttrice responsabile Inps della convenzione in essere che contempla sia l'art.18 che il 19 e per fortuna anche il 23...., non è responsabile solo dell'art.18. E' che hai timore di scoprirti.Quindi dipende da te avere una risposta ufficiale invece che girovagare per blog alla ricerca di assistenza che non potrà mai essere ufficiale. Certo è che si ti presenti anonimamente sarà dura, ma non impossibile...provaci ma non piu' con me. Passo e con te chiudo.

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    5. Gentile Undo,
      vorrei approfittare delle sue conoscenze e esperienze per la seguente domanda:
      Lavoro in Italia da 20 anni; in Brasile ho lavorato 3 anni e mezzo (sono brasiliana e cittadina italiana)...visto che in Brasile la donna va in pensione a 60 anni, c'è qualche possibilità de optare della richiesta di andare in pensione secondo le leggi brasiliane? Spero di essermi spiegata in modo chiaro. Grazie della disponibilità. Daghy

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    6. dipende da come hai posto la domanda. piu' semplice è piu' probabilità hai di avere una risposta esaustiva. se non l'avrai esaustiva, potrai sempre rivolgerti all'Agenzia delle Entrate attraverso una "istanza".

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    7. a meno che non sia cambiato qualcosa dal 2012, nel frattempo, ho trovato questa del Ministro ELSA FORNERO :

      Risposta scritta pubblicata giovedì 26 aprile 2012
      nell'allegato B della seduta n. 626
      All'Interrogazione 4-14319 presentata da
      MARCO FEDI
      Risposta. - L'interrogazione parlamentare in oggetto concerne il pagamento delle mensilità di pensione ai residenti all'estero da parte dell'Inpdap e la detassazione alla fonte delle pensioni pubbliche corrisposte in Paesi con i quali l'Italia ha stipulato apposita convenzione.
      In relazione alla prima questione, si rappresenta che la soppressione dell'Inpdap, disposta a partire dal 1o gennaio 2012 dall'articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011, non comporterà alcuna modifica nelle procedure di pagamento delle pensioni, che continueranno ad essere corrisposte, senza alcuna soluzione di continuità, con le consuete modalità ovvero tramite accredito sul conto corrente bancario estero qualora il pensionato ne abbia fatto richiesta.
      Con riguardo, invece, alla non tassazione alla fonte delle pensioni, si specifica, in linea generale, che i residenti all'estero che hanno prodotto redditi o possiedono beni in Italia sono a versare le imposte allo Stato italiano, salvo eccezioni previste da eventuali convenzioni stipulate tra lo Stato italiano e quello di residenza al fine di evitare le doppie imposizioni.
      Ciò premesso, si fa presente che ogni convenzione stabilisce come deve essere ripartito il potere impositivo fra i due Stati contraenti, regolamentando il trattamento fiscale delle singole categorie di reddito secondo determinati specifici requisiti. Tali accordi possono prevedere che entrambi gli Stati prelevino un'imposta sullo stesso reddito (tassazione concorrente) oppure, la tassazione esclusiva da parte di uno dei due Stati, di regola identificato nel Paese di residenza del beneficiario.
      Pertanto, già ad oggi, l'Inpdap non opera la ritenuta fiscale alla fonte sul trattamento di pensione qualora la specifica convenzione in materia di esenzione fiscale preveda tale possibilità ed il pensionato abbia i requisiti prescritti dalla convenzione stessa.
      Nel caso in cui il regime pattizio preveda la possibilità della detassazione alla fonte, i soggetti interessati, per beneficiare del regime esonerativo, dovranno fornire la certificazione di residenza rilasciata dalle autorità fiscali del Paese estero, nonché l'ulteriore documentazione necessaria per dimostrare il possesso dei requisiti previsti dalla convenzione.
      Si specifica, infine, che in caso di doppia imposizione fiscale sui trattamenti pensionistici con diritto alla defiscalizzazione in forza di convenzione internazionale, il pensionato potrà presentare istanza di rimborso alla competente autorità fiscale.
      In conclusione, il pagamento delle mensilità ai pensionati Inpdap residenti all'estero verrà assicurato senza interruzione e secondo le vigenti modalità, nonostante la soppressione dell'Ente, così come verrà garantita la detassazione dei trattamenti pensionistici, qualora ciò sia previsto dalla convenzione internazionale di riferimento e nel caso in cui il pensionato abbia tutti i requisiti per accedere al beneficio previsto dalla convenzione stessa.

      Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Elsa Fornero.

      in pratica, si riferisce all'art. 19 comma 2 lettere a e b, come gia' afferamto dall'Uff. PENSIONI ESTERO RM4.

      credo che una risposta piu' ufficiale di questa sia difficile trovarla, ma dato che solo ora mi dici che oltre ad essere conoscenti, fanno anche parte degli associati, rimango alquanto sorpreso.
      rimango in attesa della risposta della d.ssa Santulli.

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    8. intendo Ministro in quel periodo.

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    9. Gentile Daghy/Anonimo. Non sono uno specialista di "ricongiunzioni e/o totalizzazioni tra i 2 Paesi (Italia-Brasile) e, quindi, ti consiglio di porre la questione ad un Patronato oppure direttamente all'Inps che ti amministra. Ciò detto,
      essendo Lei residente in Italia è tenuta a rispettare le leggi Italiane ed a godere dei diritti Italiani. Penso che l'unico caso che potrebbe anticiparLe a 60 anni l'età pensionabile in Italia sia quello che Lei lavori in Italia per una Azienda Brasiliana che versa i contributi Inps in Italia e che Lei al compimento dei 60 anni rientri a risiedere in Brasile e faccia trasferire i contributi versati in Italia ricongiungendoli con i 3,5 anni di contributi versati in Brasile. Penso Le possa essere utile la seguente circolare Inps che definisce i termini ed tempi dell'età pensionabile dopo la legge del Governo Monti (Fornero): http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2fcircolari%2fcircolare%20numero%2035%20del%2014-03-2012.htm
      Le rinnovo comunque l'invito a recarsi presso un Patronato in Italia che abbia anche Uffici in Brasile, tipo: INAS o INCA o ACLI. Boa sorte.

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    10. Per tutte e tutti gli interessati ....... ed anche per Lei Sig.ra Daghy segnalo questo link dove: a) si possono fare delle simulazioni su quando si raggiunge l'età pensionabile in Italia; b) scorrendo il sito ci sono 2 collegamenti ad altrettante circolari Inps post Monti/Fornero che comunicano alle loro Sedi i termini e le condizioni dell'età pensionabile sia per lavoratori settore privato sia per lavoratori settore pubblico. Eccovi il link:
      http://www.irpef.info/pensionequando.html
      Saluti

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    11. infine....la nuova legge Fornero dice: per accedere oggi alla pensione Inps sono richiesti 40 anni di contributi versati e reali a 62 anni di età. Se raggiunti 40 anni di contributi reali e si hanno meno di 62 anni ci si può andare con una riduzione del 2% anno ed 1% anno per gli ultimi 2 anni della pensione maturata. Esempio: 40 anni di contributi e 58 anni di età.......-6% (2+2+1+1) della pensione maturata. Dipendendo dalla pensione.....non è poco tenuto conto della vita media raggiunta in Italia.

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    12. Gentile Undo, la ringrazio per la disponibilità e della celere risposta. Daghy

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    13. l'Inps anche per gli ex Indap da 12/13 anni eroga la pensione ai cittadini Italiani residenti in Brasile (anche fiscalmente) attraverso l'art. 18.2. L'art. 19 (19.4) è stato smentito nel 2000 dal MEF e da INPS (e ex Indap) dopo che per oltre 20 anni era stato applicato....di qui il contenzioso che abbiamo in corso. Non c'è verso che qualcheduno sia detassato in Italia e qualora lo fosse stato per un tot. di tempo arrivano le cartelle dell'Agenzia delle ENtrate che chiedono il non trattenuto/pagato. Attenda cmq la risposta della Santulli a conferma.

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    14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    15. Gentile Undo, il messaggio inviato alla d.ssa Santulli, è stato letto lunedi 24 c.m., ma, alla data odierna, non fa fatto seguito alcuna risposta/smentita;
      prendo quindi, per buono, quello che mi ha riferito l'Ufficio Pensioni Estero RM4;
      la smentita, la potrebbe fornire su questo blog, un pensionato PA, anche in forma anonima come faccio io( non chiedo le generalita', ci mancherebbe altro), l'importante che citi pero' le fonti delle informazioni, riguardo alla sua esperienza con la richiesta di detassazione.( possibilmente art. della Convenzione richiesto, e quale invece applicato, in modo da poter fare un confronto).
      con questo chiudo il discorso.

      un saluto.

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    16. Anonimo pensionato PA da ragione a Anonimo così magari la smette di rompere i maroni. saluti anonimo pensionato.

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    17. chiedere di avere la luna non è un peccato solo che è difficile che qualcheduno riesca ad averla materialmente.
      Perchè questa premura nella non risposta della D.ssa Santulli? Lei che arriva dalla PA conosce i tempi di reazione dei funzionari sopratutto quando si pongono questioni che richedono una assunzione di responsabiltà nella risposta.
      Infine, perchè non presenta la domanda EP/I timbrata dalla Receita Federal come residente fiscalmente in Brasile? e perchè non prende la nazionalità del Brasile? come le è stato segnalato dall'Ufficio Estero RM4. Provare per credere. Questo discorso con lei che si è rifiutato di dichiararsi e di scrivere a Virgilio Toniati (vtoniati@yahoo.it) quale presidente dell'associazione che riunisce pensionati Inps ed ex Indap residenti qui in Brasile. Non capisco la sua ostinazione......si dichiari a Toniati a nome mio ed avrà la risposta che cerca....ma non la luna. E' da tempo che io ho chiuso questo discorso con Lei. Saluti.

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    18. il desidero di dare ragione al pensionato ex Indap è forte, molto forte ma lo porterebbe al "fosso" come l'Inps e l'Agenzia delle Entrate ha portato a suo tempo noi tutti al "fosso". Potrebbe essere fatale questo affossamento per qualcuno pensionato o pensionando che legge questi post e si fa una idea che gli ex PA siano esentati in Italia. E' solo per questo motivo che rispondo....per allertare altri. dell'anonimo in questione ora non mi interessa piu' di tanto.

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    19. ok, aspettero' la risposta!
      come gia' detto, non sono ancora interessato ,per motivi familiari, al trasferimento della pensione in Brasile, ma volevo solo sapere il da farsi, ed avere riscontro da altri pensionati gia' trasferitisi, ma vedo che la situazione è alquanto complicata.
      saluti.

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    20. grazie anonimo PA, adesso è tutto + chiaro!! ;-)

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    21. Gentile Undo, praticamente, lei lascia intendere che, ancora oggi, l'INPS darebbe intenzionalmente informazioni fuorvianti ai propri assistiti, per portarli nel fosso della doppia imposizione;
      se cosi' fosse, sarebbe proprio una bella p.....a!







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    22. no, non sto affermando che l'Inps dia delle disinformazioni per mandare al fosso nessuno. sto dicendo che in Inps ci lavorano funzionari non adeguatamente formati che a volte (spesso) interpretano le circolari interne a loro convenienza. queste interpretazione generano poi azioni legali che, guarda caso, i giudizi finali vanno tutti a scapito dei pensionati interessati e sballottati. la mia avvertenza è quella di verificare a fondo la propria situazione impositiva con l'Agenzia delle Entrate che è regista. L'Inps è un semplice "sostituto di imposta" che esegue (male) le disposizioni del MEF/Ag.Entrate. Attenzione quini, molta attenzione.

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    23. Risposta "accettabile", e che spiega che non sono io che faccio affermazioni errate, ma gran parte dei funzionari INPS(qualsiasi gestione) che non ha certezza cio' che riferisce ai propri assistiti, quindi , se non ci si puo' fidare nemmeno di chi ci gestisce, navighiamo a vista!

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  22. Caro Antonio,
    vorrei sapere se inviando dal mio conto italiano 9900,00 euro sul mio conto poupança in Brasile, devo pagare qualcosa di tasse in Italia ?
    Già sto inviando delle piccole quantità di denaro con NEC e va direttamente sul mio conto poupança, ma si può inviare solo 999,00 euro a settimana e comunque un massimo di controvalore di 6000,00 reais, quindi meno di 2000,00 euro al mese.
    Vorrei approfittare del momento così favorevole euro-real
    E' GRADITA LA RISPOSTA DEGLI ESPERTI
    Grazie
    Andrea

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    1. Gentile Anonimo/Andrea, sicuramente Antonio risponderà in modo maggiormente compiuto su questo tema. Io ti porto la mia esperienza che mi ha permesso di fare dei trasferimenti dal mio c/c in Italia al mio c/p che ho cointestato in Brasile con mia moglie. Ho utilizzato il "get money to family" del Banco do Brasil Agenzia di Milano, Piazza Castello 1 Milano che ha in piedi un sistema denominato "remessa facil" con il quale io ho potuto trasferire 2.000,00 Euro al giorno max fino per 15 giorni consecutivi (30.000,00 EUro finali, Euro piu' Euro meno). Prova a chiamare telefonicamente la Sig.ra Lisandra che a suo tempo mi aveva assistito. I numeri della Filiale Italiana del BB li trovi in Internet. Mi risulta che questo servizio sia ancora attivo. (il remetente ero io ed il beneficiario mia moglie e facevo tutto con internet banking).

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  23. Gentile Sr. UNDO,
    con il sistema che Lei indica, il fisco italiano , può chiederci di pagare delle tasse ? ad esempio perchè stiamo trasferendo il nostro capitale all'estero.
    Grazie,
    Andrea

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    1. Gentile Anonimo/Andrea, qualsiasi somma di denaro che ogni individuo abbia a disposizione su c/c o libretto può essere trasferito dall'Italia all'estero a condizione che in Italia siano state pagate le imposizioni fiscali (Irpef) o alla fonte (stipendio e/o pensione) o da dichiarazione dei redditi. Dietro richiesta della Banca e/o dell'Agenzia delle Entrate si dovrà esibire o i CUD o gli F24 o copie dei versamenti conseguenti alla dichiarazione dei redditi. Se la cifra è importante si deve dichiarare e dimostrare la motivazione del trasferimento. Il problema, se tutto regolare, non è farlo uscire dall'Italia ma bensì: a) farlo arrivare a destino Estero perchè ogni Paese ha le proprie leggi; b) farlo poi rientrare in Italia quando il denaro ha prodotto all'Estero quello che doveva produrre/fare. Qualsiasi Banca Italiana può dare maggiori informazioni e supporti per qualsiasi operazione regolare. Per venire al Banco di Brasil e alla "remessa facil" le cifre sono contenute ed il sistema messo in piedi dal BB è "esentasse" a condizione di rispettare i limiti giornalieri ed il limite massimo annuale. Anche qui è preferibile informarsi presso il BB di Milano. Se le regole sono ancora quelle del 2008 allora il giornaliero massimo è di 2.000 Euro e l'annuale è di 25.000 Euro.....era il 2008 e probabilmente hanno subito variazioni.Tant'è. Saluti

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    2. Sr. Undo La ringrazio moltissimo,
      è stato chiaro ed esaustivo.
      Andrea

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  24. per i pensionandi ed i pensionati: eccovi una tabella sintetica di Manager Italia/Pensionati che riepiloga informazioni di interesse generali sulle pensioni (pubbliche e private) espresse con un linguaggio comprensibile:
    http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2014/02/clicca-qui.pdf

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  25. informo che recentemente un Italiano pensionato Inps residente in Brasile dopo aver perso nel 1° giudizio una causa aperta in Italia sulla doppia imposizione fiscale subita ha ricorso in appello presso Tribunale amministrativo/tributario regionale ed ha avuto un 2° giudizio favorevole. Ora Agenzia delle Entrate e Inps hanno chiesto l'intervento della Cassazione che si esprimerà con un 3° giudizio che sarà definitivo. Nel caso il 3° giudizio definitivo (Cassazione) sarà a favore del Pensionato la sentenza relativa diventerà iso Legge di Stato e sarà un riferimento utile per tanti di noi doppiamente tassati. Vi terrò informati non appena verrò in possesso della risultanza finale.

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    1. Grazie Undo, sono pensionato e vivo in Brasile (Bragança Paulista, SP) e sto aspettando l'evolversi della situazione. Per ora tutto resta in Italia e vivo con la carta di credito, seguendo i vostri utilissimi consigli. Obrigadão
      Loris

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    2. Loris, spero di avere una buona notizia a breve/medio termine. Lo Studio Legale incaricato ci sta dando dentro a tutta. Sono tanti, anzi troppi anni che siamo doppiamente tassati. L'ironia della sorte è che ci sta aiutando la Segreteria del Ministro della Fazenda nel fornirci alcuni dati numerici aggiornati.....quelli che può darci ovviamente.
      Un consiglio: se non hai ancora chiesto il rimborso dell'Irpef + le addizionali Italiana all'Agenzia delle Entrate di Pescara .... questo è il momento di presentare questa "istanza di rimborso" anche se la risposta sarà negativa si crea comunque un precedente amministrativo utile al procedimento per l'esenzione totale dalla imposizione Italiana. Puoi chiedere il rimborso degli ultimi 4 anni. Se ne vuoi sapere di piu'....mettiti in contatto con la nostra Associazione (65nelmondo) che ha come Presidente un giornalista triestino tosto anche lui pensionato Inps residente in Brasile. Eccoti la sua email: vtoniati@yahoo.it....puoi scrivere a nome mio Angelo/Cabo Frio. Virgilio Toniati ha in corso una raccolta di adesioni per una istanza di rimborso cumulativa fatta poi dallo Studio Legale che accennavo all'inizio di questa risposta. Oppure puoi attendere l'evoluzione che non mancherò di riferire. Boa sorte!

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    3. Ok, grazie Angelo, vado a studiare la cosa.

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    4. Ma a quanto ammonta la trattenuta brasiliane? Non ho trovato nulla! Sono pensionato Inps (ex Inpdap) che vuole trasferirsi in Brasile, ma avendo avuto notizia della doppia imposizione fiscale, ci sto riflettendo su , perché li dovrei mantenere moglie , figlia e genero e tutti e tre hanno perso il lavoro!

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    5. gentile Giancarlo Goffredo, navigando in questo link incontra la risposta:
      http://www.receita.fazenda.gov.br/pessoafisica/irpf/2014/

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  26. come Ass. 65 nel Mondo abbiamo creato un sito web mettendo a disposizione degli interessati gli avanzamenti sulla questione della doppia imposizione fiscale subita dai pensionati Italiani Inps residenti in Brasile. Eccovi il link:
    http://65nelmondo.weebly.com/about.html

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  27. Gentilmente, qualche pensionato italiano residente in Brasile, mi potrebbe chiarire come si comunica all'INPS il cambio residenza, senza trasferire anche il pagamento della pensione, che vorrei lasciare su un conto bancario italiano per NON residenti?
    Si è considerati effettivamente residenti all'estero fiscalmente, se si lascia la pensione in italia, per evitare la doppia imposizione?
    Come ci si comporta con l'Agenzia delle Entrate e Receita Federal?
    Spero in un chiarimento poiche' mi accingo a trasferirmi in Brasile.

    Carmine.

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    1. gentile Carmine,
      prenda prima la residenza Brasiliana (RNE) e poi può comunicare all'Inps la sua nuova residenza estera.
      per la fiscalità, è un delirio....le consiglio di leggere gli interventi sopra. Le confermo che si paga 2 volte...in Italia alla fonte ed in Brasile sul trasferito da Lei dall'Italia o sul prelevato in Reais in Brasile attraverso carta di credito e/o bancomat Italiani/Internazionali. Questo se supera i 3.000,00 Reais mese di prelievo/trasferimento .... sull'eccedenza si paga anche in Brasile. Per il resto le consiglio di leggere la convenzione tra Italia e Brasile firmata nel 1978 per "evitare la doppia imposizione fiscale" .... articolo 18 ed articolo 19. Boa sorte

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    2. Gentile Undo, sono sposato e vivo in Brasile per cui ho RNE gia' da alcuni anni, ma ho sempre mantenuto la residenza in Italia;
      ho letto molti post anteriori, ma sembra che non ci sia scampo per nessuno, anche se la convenzione dice che c'è la possibilita' di evitare la doppia imposizione;
      leggevo che mantenere la pensione in Italia, era l'unico modo per pagare in un solo stato, ma lei mi dice che comunque ci sono dei limiti da rispettare(max.3000 reais mensili, mi corregga se ho frainteso);
      la giacenza sul conto italiano so che deve essere dichiarata in Brasile, ma viene intesa come patrimonio, e non tassata, oppure.....?
      comunque mi rendo conto che ogni situazione è personale, nel senso che ognuno capisce poi, quale è il male minore, se proprio non lo si puo' evitare;
      quello che mi preme adesso è che non voglio piu' essere soggetto al monitoraggio fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate in Italia, e pagare tasse(in Italia) sul patrimonio in Brasile, per cui ho provveduto all'iscrizione AIRE;
      spero che questo , nei prossimi anni, mi consenta di pagare il giusto: in Italia cio' che è prodotto in Italia e in Brasile, cio che è prodotto in Brasile;

      Carmine.


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  28. Carmine
    NON confonda la residenza fiscale con quella anagrafica, sono 2 cose diverse e NON devono necessariamente coincidere. Essendo lei pensionato INPS la sua residenza fiscale sarà sempre italiana anche perché, il trattato sul divieto di doppia imposizione non vale. Non c'è nessun vantaggio concreto nel trasferire anche solo l apropria residenza anagrafica in Brasile per cui lasci tutto in Italia, non dica nulla all'Inps e/o al suo comune di residenza e viva tranquillo in Brasile prelevando con uno o più bancomat.

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    1. Quindi l'iscrizione AIRE non serve a nulla? so che il reddito prodotto in Italia sara' sempre assoggettato a tassazione in Italia, ma almeno sono esonerato dal monitoraggio fiscale(quadroRW)per l'estero?
      questo mi interessa di piu'.

      Carmine.

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  29. Volevo aggiungere che è vero che esiste il credito di imposta sull'IVIE, del quale usufruisco, ma la tassazione sulle rendite finanziarie è in aumento, mentre sono in diminuizione i i tassi di interesse per cui bot/ conti deposito sono a rendimento netto quasi negativo, al quale devo sottrarre ancora l'inflazione brasiliana;
    inoltre si sente ancora parlare del cosiddetto "prelievo forzoso"......da dove ?
    quindi come detto nel post precedente, le scelte sono dettate anche da situazioni personali;

    Carmine.

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    Risposte
    1. la convenzione tra Italia e Brasile per evitare la doppia imposizione fiscale così come regolamenta tra i 2 Paesi le imposizioni fiscali sulle pensioni all'art. 18.2 regolamenta le compensazioni con l'art. 23 che sinteticamente afferma la NON imposizione sullo stesso cespite sia in Italia che in Brasile. In pratica gentile Carmine è come lei si auspica: cio' che è prodotto come reddito va pagata l'imposizione nel Paese di produzione del reddito stesso e, se chiamati dall'altro Paese a pagarla una seconda volta......è suff. dimostrare di aver già pagato nel Paese d'origine.
      Ottima l'iscrizione all'AIRE.....almeno l'Agenzia delle Entrate dovrà rispettare le procedure e le regole previste dal
      TUIR.

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    2. aggiungo 2 mie considerazioni strettamente personali:
      - la prima: se c'è una legge è meglio rispettarla che nascondersi (es: AIRE). Io vivo tranquillamente solo se non mi
      nascondo a meno che non abbia un motivo valido per nascondermi.
      - la seconda: il fatto che ognuno di noi si muova per situazioni personali che riteniamo differenti è, secondo me, una
      leva che concediamo a chi ci (mal) amministra. Sulla doppia imposizione fiscale sullo stesso cespite da pensione
      siamo deboli perchè non ci siamo ancora uniti in una massa critica importante.....e che fatica che continueremo a
      fare, purtroppo.
      Infine, tornando alla convenzione in essere, per le pensioni Inps &altre esiste e viene applicata sia dall'Italia che dal Brasile, altro che non vale.
      PS: in tanti pensano sia superfluo iscriversi all'AIRE invece è un dovere farlo e, al fondo, ci sono solo vantaggi .... vedi: TUIR sui rimborsi e sulle detrazioni (plano de saude+assicurazioni vita+mantenimento famigliari+etc.etc.)

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    3. Ciao Undo

      quello della iscrizione all' AIRE è un argomento molto dibattuto . In particolare , mentre se ne conoscono bene gli svantaggi poco si sa sui vantaggi . Tu ne hai citato alcuni . Potresti essere più esaustivo nello spiegare in cosa consistono ?

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    4. ciao ottoaprile! volentieri indico un "elenco corto" dei vantaggi:
      - rimborso 19% della spesa del piano di salute e visite e medicinali e ricoveri tuoi personali e dei tuoi famigliari a
      carico (moglie figli etc.) sostenuti in Brasile e dietro presentazione ricevute fiscali della spesa (fatture e scontrini)
      utilizzando il mod. Unico da presentare in Settembre per la liquidazione o storno nell'anno successivo;
      - rimborso 19% assegno di mantenimento in corso sia in Italia che all'estero. Sempre con Unico e giustificativo
      - rimborso 19% scuola privata e/o corsi di lingua sostenuti nel Paese di residenza da te medesimo e dai famigliari
      a carico;
      - rimborso 19% assicurazioni sulla vita ... da domandare come sopra.
      Ecco per queste detrazioni/rimborsi devi presentare allegato all'Unico anche copia della Iscrizione Consolare AIRE
      senza la quale non hai alcun diritto.
      Poi ci sono altri vantaggi che sono "burocratici" e non "economici", quali:
      - diritto di voto;
      - rinnovo documenti;
      - accesso servizi dei Patronati per comunicazioni all'Inps variazioni e richieste...
      Ecco questo in estrema sintesi. Siamo in diversi che utilizziamo da anni questo sistema grazie alla nostra iscrizione all'AIRE.
      Non riesco a capire gli "svantaggi" quali sono......e poi è un dovere iscriversi se si risiede all'Estero. Ci sono altre
      considerazioni da fare di carattere "legale" che obbliga chi promuove una azione contro di te iscritto AIRE a notificarti gli atti e quant'altro attraverso una procedura che, nei fatti ed in molti casi, fa decadere l'atto....mi riferisco anche alle cartelle esattoriali (Agenzia delle Entrate ed Equitalia) ma non solo.
      Chiudo precisando che sulla pensione si paga l'imposizione in Italia e poi si paga in Brasile sull'eccedenza dei 3.000 Reais mese trasferiti da Banca Italia,se lasci il pagamento della pensione in Italia,o prelevati da ATM Brasiliani.

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    5. rispondo alla domanda con un'altra domanda: quale documento/ certificato di residenza in Brasile abbiamo a disposizione se abbiamo bisogno di presentarla ad una Istituzione Italiana per mille e piu' motivi? pensiamo solo alle detrazioni ed ai rimborsi di cui abbiamo diritto in Italia quando vi paghiamo le imposizioni fiscali....enon solo sulle pensioni.

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    6. Premesso che l'obbligo "legale" di iscrizione all'AIRE subentra solo se si risiede all'estero continuativamente oltre un certo numero di mesi (mi sembra oltre 12 mesi continuativi), non è assolutamente vero che si perde il diritto alle detrazioni fiscali su indicate se si lascia la residenza anagrafica in Italia. Si può tranquillamente detrarre tutto in sede di presentazione del Modello Unico e/o Mod.730 in Italia allegando le fatture brasiliane. Il mio CAF le accetta tranquillamente allegando mia dichiarazione scritta circa i cambi riferiti alle varie date delle fatture. Unico vantaggio effettivo è quello di rendere difficile (ma non impossibile) la eventuale notifica di atti italiiani. Personalmente ritengo di secondaria importanza quest'ultimo possibile beneficio di fronte alla perdita di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale italiano. Questo si che è un grave problema per me che ho quasi 80 anni e nessun Plano di Saude brasiliano mi assicura più! Quanto al supposto vantaggio della possibilità di votare presso il Consolato, non so che farmene vista la povera offerta politica italiana.

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    7. Grazie per il tuo intervento . Volevo solo chiarire un punto che riguarda il Plano de Saude perchè altrimenti sembra che tutti coloro che sono prossimi agli 80 anni o più non possano accedere alla assistenza sanitaria in Brasile . Innanzitutto volevo precisare che SE hai gia un Plano non lo perdi perchè arrivi agli 80 anni ! Il problema è se hai già una certa età e vuoi fare il Plano per la prima volta . In questo caso le scelte si restringono notevolmente : dai una occhiata al sito seguente : http://www.planosdesaudeparaidosos.com.br/ .
      Infine ricordo che tutti i Plani applicano degli incrementi tariffari al raggiungimento di determinate fasce etarie ma che PER LEGGE l'ultimo incremento è applicato al raggiungimento dei 59 anni di età . Pertanto dai 60 anni in poi la rata si mantiene costante ( A parte gli aumenti dovuti alla inflazione ) anche se i malanni probabilisticamente aumentano . Questo spiega anche la difficolta ad assicurarsi la prima volta dopo questa età .

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    8. c.v.d , entrano in gioco fattori personali nel prendere una decisione o meno;
      il mio caso, è di natura fiscale, poiche' ho avuto grattacapi col monitoraggio fiscale(quadroRW): nonostante il credito di imposta che ci spetta per tasse pagare all'estero, l'Ag. Entrate territoriale, voleva farmi pagare l'IVIE x 2 anni consecutivi, dicendo di non avere diritto in quanto erano cambiate le cose in merito al credito di imposta sui beni posseduti all'estero......ma scherziamo?? pago 2 volte le tasse sullo stesso bene posseduto all'estero?;
      contattando l'Ag. Entrate via internet(anche telefonicamente), mi dissero che avevo ragione io, e che il funzionario dell'Ag. territoriale, si sbagliava, ma io vivo all'estero, ed il Caf, non ha saputo difendere i miei diritti, per cui mi tocca tornare in Italia per chiarire col fisco : posso fare sta cosa tutti gli anni??? ho i codici personali per la dichiarazione on-line, per cui quest'anno l'ho fatta da solo, ma quando ho bisogno di un chiarimento, nasce il problema! e con il conto corrente all'estero(IVAFE), sara' in altro problema;
      è difficile ottenere informazioni corrette, per cui, vivendo effettivamente all'estero, voglio svincolarmi dal monitoraggio fiscale(quadroRW), e mi sembra che l'unica soluzione sia trasferire la propria residenza anagrafica ed il centro degli interessi , all'estero, nonche' la cancellazione dall anagrafe Apr. per + dei cosiddetti 183 gg ;
      fortunatamente il datore di lavoro di mia moglie, oltre a coprire lei(plano de saude), copre anche i suoi familiari .
      In Italia, per fare gli esami del sangue di routine, spendo circa 70-80 euro, qui non spendo nulla( credo detraggano circa 8 reais a mia moglie), e cosi per tutti gli altri esami , ed eventuali ricoveri ospedalieri;
      Sbaglio se cerco di difendere i miei diritti/interessi??
      Non so se ci riusciro', ma almeno ci provo, poiche' le informazioni in mio possesso non sono compltete al 100%, qualcosa mi puo' sfuggire, e se sbaglio, pazienza, ne paghero' le conseguenze.

      Carmine.

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    9. il problema della perdita del servizio sanitario nazionale è un falso problema quando sei in Italia come "turista" sei assistito dal pronto soccorso e sei assistito come cittadino Italiano. certo è che in Brasile non hai nessuna copertura del servizio sanitario Italiano, almeno al momento.
      per le detrazioni fiscali, confermo che chi risiede qui e non ha la possibilità di fare avanti ed indietro con l'Italia e nemmeno dispone di internet e, quindi, deve passare per le detrazioni da un Patronato presente in Brasile .... eccome che è necessario presentare l'iscrizione AIRE al Patronato.
      ovvio che chi puo' permettersi l'avanti ed indietro e presentarsi ad un CAF in Italia oppure delegare e presentare Unico/730 attraverso procure via internet....non c'è bisogno. ma quanti sono in queste condizioni?
      comunque: "ogni mondo personale è un Paese che non c'è ma esiste" come diceva Cesare Pavese....quindi: ad ognuno il suo.
      per il plano de saude in Brasile ha già risposto adeguatamente ottoaprile.

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    10. l'AIRE ci fa risiedere anagraficamente in Brasile e come residenza ci colloca nel Consolato Generale Italiano piu' prossimo a dove viviamo (e paghiamo le utenze). Nel contempo ci regolarizza anagraficamente come "residenti all'estero" comunicandolo al Comune Italiano di provenienza. La Receita Federal, fatta la dichiarazione IR annuale in Brasile, ci rilascia un certificato di residenza fiscale in Brasile. La residenza anagrafica + la residenza fiscale sono riconosciute dalle Autorità Italiane solo attraverso questi 2 documenti. Ognuno poi è libero di fare come vuole e questo però è un'altro discorso.

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    11. Gentile Undo, a proposito di patronati per gli iscritti AIRE, a chi bisogna rivolgersi per sapere dove poter ricevere assistenza fiscale in Brasile, dove poter trovare un patronato?
      Consolato?

      Carmine.

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    12. Due dei tanti episodi della mia esperienza in Italia (uno di qualche anno fa e l'altro di ieri 25 luglio 2014):
      Mammografia: convenzionato col SSN disponibilità dopo due anni. A pagamento 60 euro una settimana dopo.

      Ecografia tiroide: Sono esente per patologia alla tiroide. Ieri telefono per prenotare ma la disponibilità tramite SSN soltanto a fine ottobre, ma mi dicono che c'è a pagamento il giorno dopo. Accetto di pagare 36 euro perché necessito a più presto. A questo punto, ben venga "o Plano de Saùde"!
      Saluti a Ottoaprile - Daghy

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    13. Salve a tutti, mi intrometto nel discorso per quanto riguarda l'obbligo del monitoraggio dei trasferimenti all'estero.Nell'ultima dichiaraziano presentata, il mio commercialista, NON mi ha fatto fare il modello UNICO ( con il relativo quadro RW, come fatto nelle ultime dichiarazioni ), perché la Legge Europea 2013 ha soppresso tale obbligo e quindi NON c'è più l'obbligo di monitoraggio dei trasferimenti in danaro. L'esonero vale anche per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari finanziari residenti.
      Ho quasi concluso la vendita dell'appartamento e credo che ad inizio 2015 mi trasferirò definitivamente a Joao Pessoa e penso anche di iscrivermi all'AIRE.
      Saluti Enrico da Ferrara

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    14. Ciao Daghy

      grazie della tua testimonianza e soprattutto dei saluti . Quello che tu racconti lo vive quotidianamente mia madre che ad 80 anni , seri problemi cardiaci e solo la pensione di reversibilità di mio padre è costretta a pagare 180 euro per una visita specialistica !

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    15. E' vero, le visite specialistiche sono costose! E variano secondo la peculiarità di ogni organo del nostro corpo.
      Oggi, mentre andavo a fare l'ecografia dicevo a mio marito:
      "Ma...visto le situazioni e come sta funzionando il sistema salute in Italia, è meglio il sistema SUS perchè almeno assiste a chi ne ha veramente bisogno, meglio ancora è totalmente gratuito! Invece con il SSN italiano (il dare tutto a tutti ma partecipando/pagando il famoso ticket), quindi non gratuitamente ma che sembra gratuito, ha dimostrato (per come viviamo oggi) che il sistema è fallito. Il ticket è stato una fregatura, perché comunque molte prestazioni sono costose anche pagando una minima quota e ci sono molte persone che non hanno possibilità".
      Riassumendo: per molte persone il ticket è roba da poco (per i ricchi), ma per tante/tantissime altre il ticket è un costo reale ed a volte impossibile da pagare.
      Allora, forse è meglio il SUS (nonostante sia ancora inefficiente, anche perché deve offrire assistenza a duecento e più milioni di persone...se ho sparato inesattezze, qualcuno mi corregga), però è totalmente gratuito. Devono aspettare anche loro due anni per una mammografia, ma pagano zero reali.
      Probabilmente con questo sistema il cittadino ricco non si approfitta del servizio gratuito perché non gli va di aspettare due anni perché può andare tranquillamente e comodamente in una struttura pagata dal suo plano de saùde.
      Che ne pensate?
      Saluti a tutti, Daghy

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    16. Enrico da Ferrara mi potresti gentilmente dare il riferimento esatto della Legge Europea 2013 cui hai fatto riferimento? Per quanto ne so io anche per il 2014 le banche italiane, in sede di monitoraggio dei trasferimenti esteri, continua a comunicare all'Agenzia delle Entrate i nominativi di coloro i quali hanno fatto bonifici esteri superiori ai 15.000 euro (importi singoli o cumulativi).
      Se hanno veramente abolito il monitoraggio fiscale questa mi sembra una grande notizia che merita approfondimento.

      Un saluto
      Marco

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    17. MarcoFalco il commercialista è in ferie e per quanto ne so la legge dovrebbe essere " Legge 6 Agosto 2013 n° 97 " , dove all'articolo 9 si fa riferimento al monitoraggio dei trasferimenti esteri. Io sono in possesso di una pagina fotocopiata che riguarda la dichiarazione di Unico 2014, dove si parla del quadro RW e dei relativi trasferimenti, dove c'è scritto che NON è più previsto il monitoraggio.
      Um abraço
      Enrico da Ferrara

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    18. Per quello che ne so io, hanno sono eliminato le sez. I e III dal quadro RW(movimenti di denaro) , ma le consistenze(immobili ed attivita' finanziarie ) vanno sempre indicate;
      per i conti correnti/deposito inferiori ai 10mila euro, vanno indicati solo se generano IVAFE.
      Se le cose sono cambiate ultimamente, meglio aggiornarsi.

      Carmine.

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  30. Gentile Undo, una volta ufficializzato il cambio residenza all'estero, il domicilio fiscale,per la notifica degli atti, segue la residenza anagrafica/fiscale, oppure rimane al comune di ultima residenza?
    nel caso voglia la notifica degli atti all'estero, va fatta una comunicazione all'AG. Entrate?
    Inoltre, il codice fiscale, rimane lo stesso, o ne va richiesto uno per NON residenti?

    saluti, Carmine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. codice fiscale italiano rimane sempre lo stesso mentre dovrai richiedere il CPF (codice fiscale brasiliano). lo puoi richiedere già ora al Consolato Generale del Brasile in Italia....CPF para esstrangeiro.
      Una volta iscritto AIRE avrai la residenza anagrafica presso il Consolato Generale d'Italia in Brasile che la comunicherà al tuo ultimo Comune Italiano di residenza il quale quando verranno effettuate le notifiche da Istituzioni Italiane (anche da Ag. delle Entrate) comunicherà direttamente la tua nuova residenza anagrafica in Brasile quindi chi ti ha spedito l'atto dovrà seguire la nuova trafila per recapitartelo attraverso il Consolato anche bilingue (Italiano e portoghese).....ciò non sarà facile per il mittente, credimi.
      Per il Patronato.....qui in Brasile ci sono tutti.....funzionano bene l'ACLI ed INCA ed anche l'INAS. Vedi i loro siti web per gli indirizzi all'estero. Boa sorte.

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    2. Grazie per le informazioni, Undo, il CPF ce l'ho gia' da tempo, quello che mi interessa di piu' è come avviene la regolarizzazione della mia posizione sia anagrafica che fiscale tra Italia e Brasile, cioe', quello che è di mia competenza e quello che è di competenza del Comune italiano di ultima residenza e Consolato;
      le mie domande con relativa documentazione le ho gia' presentate, quindi mi aspetto che il Consolato ed il Comune facciano il resto; se ho ben capito, è il Comune italiano che deve informare sia l'INPS che l'Ag. Entrate del cambio residenza e, una volta terminata la trafila darmene comunicazione scritta tramite Consolato;
      per il patronato ho fatto una piccola ricerca su quelli che mi hai fornito, e sono riuscito a trovarne uno(EPAS) a Natal(tramite sito internet dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia). Speriamo bene.

      Carmine.

      Elimina
    3. A completamento della risposta di Carmine riporto il link al sito con l'elenco dei patronati italiani in Brasile .http://www.ambbrasilia.esteri.it/Ambasciata_Brasilia/Menu/Informazioni_e_servizi/Servizi_consolari/Pensioni/patronati.htm dove ho scoperto anch'io della esistenza del patronato EPAS a poche centinaia di metri da casa mia .

      PATRONATO EPAS
      Responsabile: David Fracarossi
      Indirizzo: Rua Antonio Basilio n. 3006
      Ed. Lagoa Center, sala 902 – Lagoa Nova
      59054-000 – Natal – RN
      Tel.: (oxx/84) 9600.4375

      Spero che i dati siano veritieri e che il patronato sia in grado di risolvere i tanti dubbi dei pensionati italiani residenti o futuri residenti a Natal .

      Elimina
    4. Carmine, una volta iscritto AIRE fatti rilasciare il "certificato Consolare di residenza AIRE", ti costerà circa 40-50 Euro ma ti sarà molto utile perchè potrai tu comunicare la tua nuova residenza in Brasile inviando copia fotostatica del certificato Consolare in questione a tutti quelli ai quali ritterrai opportuno informare. Attenzione: il tuo ultimo Comune di residenza NON comunicherà nulla all'Inps sarai tu a doverlo fare e questa informazione potrai effettuarla attraverso il sito www.inps.it e, se sei in possesso del PIN, fare tu direttamente la variazione oppure farti aiutare dal Patronato. Il PIN dell'Inps ti sarà molto utile anche per altra comunicazioni con l'Istituto.

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    5. Ho sia il PIN dispositivo dell'INPS che i codici di accesso ai servizi telematici dell'Ag. Entrate, mi sto gia' informando sulle comunicazioni; l'ultima, mi ha detto che la comunicazione dovrebbe farla il comune italiano di ultima residenza,(oppure inviare una comunicazione scritta alla sede territoriale, poiche' non si puo' fare online) la prima , di inviare una richiesta di variazione residenza on-line,(si, ma dove?tramite quale servizio online?ce ne sono + di 50) ; ho provato tramite il servizio di variazione riscossione della pensione, ma non si possono modificare i dai anagrafici;
      esiste il servizio INPS e i Comuni, dove c'è il servizio variazioni anagrafiche, ma puo' accedervi solo il Comune;
      Ricontattero' l'INPS e provero' a contattare anche il patronato, in qualche modo faro'.

      Carmine.

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    6. Antonio, il numero del Patronato Epas a Natal, ahime',risulta inesistente, visto che si trova dalle tue parti, avresti la possibilita' di verificare personalmente?(senza impegno).

      Carmine.

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    7. Perchè la cosa non mi meraviglia ? Appena possibile faccio un salto ( si fa per dire ) e te lo faccio sapere :)

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    8. Ciao Antonio, qualche novita' sul Patronato? il dubbio avuto a prima vista, era il fatto che che fosse l'unico a non avere un indirizzo email.

      Carmine.

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    9. Caro Carmine

      mio figlio è nato con due mesi di anticipo ed è alla UTI pertanto fino a quando non esce ho sospeso qualsiasi attività . Comunque dalle indagini fatte prima del lieto evento ho scoperto che il responsabile del patronato adesso lavora in un ristorante messicano a Pontanegra pertanto credo che possa metterci una pietra sopra su questo ufficio .

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    10. Caro Antonio,
      innanzitutto la famiglia!!
      spero tutto si risolva presto e al meglio;
      sentiti auguri.

      Carmine.

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    11. caro Antonio....tutto di buono per te e sopratutto per la nuova stella!

      Elimina
    12. Ciao Undo

      grazie per gli auguri , essere padre alla mia età è una vera rinascita , inoltre si chiama come me e mi assomiglia moltissimo .

      Elimina
    13. Caro Antonio,
      anche se non ci conosciamo personalmente sai che ti seguo da tanto. Permettimi di associarmi agli auguri di Carmine e Undo per il lieto evento.
      Goditi serenamente questo momento di pura felicità familiare.
      un abbraccio,
      Marco

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    14. Anche a te Marco uno speciale ringraziamento sia per gli auguri di neo papà che per la tua costanza nel seguire il blog ed arricchirlo con i tuoi interventi sempre molto precisi ed asaurienti . Il mio ringraziamento si estende ovviamente a undo , lucio , benedetto e a tutti coloro che contribuiscono con i loro commenti e " scrivono " realmente
      il blog la cui ricchezza non è nei post che servono solo da grilletto ma proprio nei commenti dei lettori .

      Elimina
    15. Dopo inutili attese , navigando sul sito dell'INPS, ho trovato la sezione per comunicare la variazione dei propri dati personali(anagrafica-indirizzi.....ecc...);
      il mio errore era nell'entrare direttamente nell' area di appartenenza(ex-Inpdap) con il CF + PIN Dispositivo, e cercare li' il servizio, che .....NON c'è;
      Dalla Home Page ,entrando invece in SERVIZI PER IL CITTADINO,e successivamente digitando il CF + PIN Dispositivo, si trova subito il servizio VISUALIZZAZIONE E MODIFICA DATI ANAGRAFICI....ecc....;
      Meglio tardi che mai.

      Carmine.

      Elimina
  31. tutto è bene cio' che finisce bene e al giorno d'oggi.....è una rarità! PS: tra poco controlla di quando in quando se l'anagrafica/residenza è in ordine....a me prima di esserlo ci sono voluti 3 interventi di "aggiusto".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto aspettando che mio fratello mi comunichi l'avvenuta iscrizione AIRE e la contestuale cancellazione dalla APR , presso il comune italiano( il mod. consolare dovrebbe essere arrivato in questi giorni),ma ho un dubbio: l'Uff. Anagrafe la fara' decorrere dalla data di presentazione della domanda al Comune prima di partire??
      a me disse che non si poteva fare, ma la legge dice di si........
      Aspettero' ancora qualche giorno.

      Carmine.

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    2. l'iscrizione AIRE decorre dal giorno che ci si è iscritti presso il Consolato di competenza territoriale. Difatti nel momento dell'iscrizione rilasciano il n° di protocollo. in seguito sarà opportuno farsi rilasciare dal Consolato copia della avvenuta iscrizione AIRE e relativa data in modo che vengano sgombrati dubbi. Il Comune Italiano di provenienza è un soggetto passivo in tutto questo processo, dovrà semplicemente trascrivere l'avvenuta iscrizione AIRE quando il Consolato lo comunicherà. Dal quel momento il Comune registrerà l'individuo/i interessato/i sul proprio registro AIRE e nel registro della Casa Comunale. Ultima attività Comunale sarà quella di informare gli interessati che si rivolgeranno per comunicazioni/notifiche che torneranno al mittente.

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    3. Anch'io pensavo allo stesso modo, poi, facendo una ricerca su internet sono finito sul sito del Ministero dell'Interno dove ho trovato una guida per gli italiani all'estero in cui spiega le 2 modalita' : direttamente a comune prima dell'espatrio, a patto che ci si rechi comunque al Consolato entro 90 gg, oppure direttamente al Consolato;
      quello che cambia, teoricamente, è la decorrenza : nel primo caso, dalla data di presentazione della domanda al comune( che pero' dovra' comunque ricevere prima il mod. consolare), nel secondo caso dalla data di ricezione del mod. consolare da parte dell'Uff. Anagrafe del comune ;
      Il primo caso,probabilmente,non lo conosce quasi nessuno, ma esiste il modulo con la modalita' di presentazione( io l'ho fatto via PEC); a me il comune mi disse solo tramite consolato, e con decorrenza dalla data di presentazione, non di ricezione, poiche' ci potrebbero volere anche vari mesi( anche qui in contrasto con la guida);
      Questo dettaglio potrebbe fare la differenza ai fini fiscali, per i famosi 183 gg, un po' come il 31 Dic. e il 1° Gen.
      Comunque, al massimo dovro' compilare il quadro RW per un altro anno ancora;

      Carmine.

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    4. comunque senza RNE (Registro Nacional Estrangeiros) od in alternativa il SINCRE, rilasciato sempre dalla Policia Federal, che conferma che hai in corso domanda RNE non puoi fare nessuna iscrizione AIRE ne al Consolato e ne tantomeno al Comune di provenienza. Poi per l'AIRE devi anche avere un indirizzo del domicilio in Brasile comprovato da una bolletta di utenza a nome tuo.

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    5. tranquillo Undo, avevo tutta la documentazione necessaria, altrimenti il Consolato non avrebbe istruito la pratica;
      non so se riusciro' a dimostrare di aver trasferito RESIDENZA DOMICILIO e CANCELLAZIONE dalla APR entro i 183 gg(forse per 1 giorno), seguendo il primo caso(domanda al comune e dopo al Consolato), ma il dubbio che mi permane è se , il conservare il pagamento della pensione in Italia, su un conto NON residenti, mi esonera dalla compilazione del quadro RW per gli anni a seguire;
      Ho letto che per i pensionati residenti all'estero, per stabilire il domicilio fiscale , entra in gioco la convenzione , ma in molti sappiamo come stanno le cose.....

      Carmine.

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    6. esonera se si è residenti fiscalmente in Brasile e ciò è confermato dalla validazione da parte della Receita Federal del mod. EP/I che trovi sul sito Inps oppure su quello dell'Agenzia delle Entrate. E' il modello per la defiscalizzazione parziale delle imposizioni ed addizionali Italiane (art. 18.2 della convenzione). Ricordati annualmente di predisporre ed inserire a sistema l'IR Brasiliana.....anche se esente. Così quando avrai bisogno di altre dichiarazioni da parte delle Receita Federal non avrai, o almeno riduci, problemi.

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    7. per l'anno in corso, e molto probabilmente per il prossimo, saro' ancora residente in entrambi gli stati, per cui provvedo/ero' alla compilazione del quadro RW, ma usufruendo dl credito di imposta; in questo periodo, ho provveduto all'iscrizione AIRE (con contestuale cancellazione dalla APR), al trasferimento della residenza anagrafica e del patrimonio , per poter dimostrare di aver trasferito anche il domicilio (centro di affari ed interessi ,oltre ad avere gia' l'abituale dimora); quindi, anche se non si trasferisce la pensione, va comunque inviato il mod. EP/I all'INPS-Agenzia Entrate'??

      Carmine.

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    8. L'Ag. Entrate mi ha suggerito di dare un'occhiata anche alla risoluzione n° 351 del 2008, ne allego alcuni tratti

      In relazione all’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, si
      osserva che con Circolare 2 dicembre 1997, n. 304, l’A.F. ha chiarito che “… la
      cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione
      nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) non costituisce elemento
      determinante per escludere il domicilio o la residenza nello Stato, ben potendo
      questi ultimi essere desunti con ogni mezzo di prova anche in contrasto con le
      risultanze dei registri anagrafici”.

      Per espressa previsione normativa, le nozioni di domicilio e residenza
      utilizzate dalla legge tributaria, sono desumibili dal codice civile che all’articolo
      43 definisce il domicilio di una persona come il “luogo in cui essa ha stabilito la
      sede dei suoi affari ed interessi”, mentre la residenza come il “luogo in cui la
      persona ha la dimora abituale”.

      In particolare, indipendentemente dalla presenza fisica e dalla circostanza
      che l’attività lavorativa sia esplicata prevalentemente all'estero, la citata circolare
      del 2 dicembre 1997, n. 304, ha chiarito che sono indici significativi, ai fini
      dell’eventuale residenza fiscale, la disponibilità di una abitazione permanente, la
      presenza della famiglia, l’accreditamento di propri proventi dovunque conseguiti,
      il possesso di beni anche mobiliari, la partecipazione a riunioni d’affari, la
      titolarità di cariche sociali, il sostenimento di spese alberghiere o di iscrizione a
      circoli o clubs, l’organizzazione della propria attività e dei propri impegni anche
      internazionali, direttamente o attraverso soggetti operanti nel territorio italiano.

      Occorre, pertanto, una valutazione d’insieme dei molteplici rapporti che
      il soggetto intrattiene nel nostro paese per valutare se, nel periodo in cui è stato
      anagraficamente residente all’estero, abbia effettivamente perso ogni
      significativo collegamento con lo Stato italiano e possa quindi essere considerato
      fiscalmente non residente.
      Lo status di residente fiscale implica quindi l’esame delle possibili
      relazioni - sia personali che reali - con il Paese, che non può essere effettuata in
      sede di interpello, ma solo in sede di eventuale accertamento.
      Qualora sulla base dei criteri esposti un soggetto risulti essere residente
      in Italia, egli, ai sensi dell’art. 3 del TUIR è soggetto ad imposta in relazione a
      tutti i redditi posseduti, ovunque prodotti, poiché solo i non residenti sono
      soggetti ad imposta limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato.
      ***
      Le Direzioni Regionali vigileranno affinché i principi enunciati nella
      presente risoluzione vengano applicati con uniformità.

      Mi sa che devo controllare un po' di cose a cui non davo peso.

      Carmine.

      Elimina
    9. Credo che si faccia confusione tra residenza anagrafica, residenza valutaria e residenza e domicilio fiscale che, per le normative italiane, sono entità distinte e separate che possono benissimo non coincidere.

      Per quanto concerne il concetto di domicilio fiscale, l'unico che interessa all'Agenzia delle Entrate italiana, sono da considerare la presenza nel territorio dello Stato italiano di:
      • eventuale disponibilità di un’abitazione permanente, anche tenuta a disposizione;
      • presenza della famiglia;
      • accreditamento di propri proventi, anche conseguiti all’estero;
      • possesso di beni, anche mobiliari;
      • partecipazione a riunioni d’affari;
      • titolarità di cariche sociali;
      • sostenimento di spese alberghiere, iscrizioni a circoli o a clubs;
      • organizzazione della propria attività direttamente o tramite soggetti che operano nel territorio dello Stato.

      Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, ai fini dell’accertamento della residenza fiscale del soggetto è necessario reperire ogni elemento concreto a comprova di eventuali legami familiari o affettivi presenti in Italia, gli interessi economici che tale soggetto ha in essere in Italia e la sua volontà o il suo interesse affinché eventuali suoi capitali rientrino nello Stato italiano. Deve inoltre essere accertata anche la volontà del soggetto di voler, in futuro, rientrare ed abitare in Italia.
      Tali accertamenti trovano applicazione soprattutto in caso di doppia residenza nel corso del periodo d’imposta.
      È con la Risoluzione n. 471/2008 che l’Agenzia interviene specificando: “…. ai fini della normativa italiana – e, dunque, anche di quella convenzionale, che rinvia sul punto alle norme interne – non è possibile considerare un soggetto residente limitatamente ad una frazione dell’anno d’imposta…”.
      È il caso, ad esempio, del soggetto che trasferisce la residenza all’estero nella seconda metà dell’anno. In questo caso, al fine di stabilirne la residenza, è necessario valutare la sua situazione per tutto il periodo d’imposta. Pertanto, se il trasferimento è intervenuto dopo che il soggetto ha maturato i requisiti per la residenza in Italia, egli continua ad essere tassato nello Stato anche per i redditi prodotti nel secondo periodo dell’anno, durante il quale è residente estero, fatte salve le Convenzioni bilaterali.
      L’Agenzia delle Entrate provvede ai dovuti controlli sulla residenza del soggetto, anche a mezzo di verifiche incrociate con le autorità estere. L’onere della prova è in capo al soggetto stesso.

      Elimina
    10. Gentile Carmine,
      il Mod. EP/I va assolutamente inviato all'Inps dopo che hai fatto validare dalla Delegacia della Receita Federal competente nella tua area territoriale in Brasile (riquadro in basso a sinistra). Questo documento ha 2 conseguenze significative, la prima: L'inps annualmente ti applica l'art.18.2 delle convenzione e ti liquida sul cedolino nel mese di Maggio di ogni anno l'Irpef calcolata sui 5.000USD, mediamente stiamo parlando di 1.400,00 Euro anno, la seconda) è il documento che certifica la tua residenza fiscale in Brasile........e qui inizierà poi il bello tra Agenzia delle Entrate e Receita Federal, al di là di ciò che il mondo "guercio" dell'Agenzia delle Entrate vede.
      Ricordati di dichiarare annualmente l'IR in Brasile anche se esente. Infine, se fai un giro nel sito della Receita "pessoa fisica" avrai modo di verificare le certificazioni e dichiarazioni acquisite di diritto in Brasile che sono molto utili da inviare all'Agenzia delle Entrate all'occorrenza.......una su tutte: presentare istanza di rimborso di tutta l'Irpef e addizionali trattenute sulla pensione negli ultimi 4 anni....questa istanza va presentata all'Agenzia delle Entrate di Pescara che richiede appunto una dichiarazione delle Receita Federal sullo stato del tuo CPF.

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    11. Attualmente mi trovo a fare 2 dichiarazione dei redditi poiche' considerato (fiscalmente) residente in entrambi gli Stati, ma dando un'occhiata alla Convenzione bilaterale, in questi casi,per stabilire la residenza( domicilio fiscale), si considerano in ordine alcune condizioni; il mio caso si inquadra gia' alla prima condizione : l'ABITAZIONE PERMANENTE , che possiedo in Brasile, non in Italia. La residenza fiscale in Brasile è determinata gia' alla sola permanenza sul territorio brasiliano per un periodo superiore a 183 gg nell'anno, anche in periodi separati,anche se non si hanno redditi da dichiarare, ma solo per il fatto de essere passato nella condizione di RESIDENTE; da cio' si deduce che, se faccio la DIRPF in Brasile, significa che vivo qui effettivamente, mentre in Italia, è solo perche' ho mantenuto l'anagrafica; siccome mi sono scocciato di andare avanti ed indietro per la dichiarazione( il CAF mi ha dato qualche grattacapo), ho deciso che, visto che comunque non usufruisco di nessun servizio in Italia, tanto vale trasferire definitivamente anche domicilio e residenza intesa sia come anagrafica che fiscale; mi rendo conto che non è semplice!!

      Carmine.

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    12. Dall' ultima risposta ricevuta dell'AG. Entrate , pare di capire che, anche se fiscalmente residente all'estero, la persona fisica che intrattiene relazioni tra i 2 paesi ,es. conto corrente(non specificato se RES. o NON RES.) che movimenta con l'altro paese, (credo si possa anche interpretare l'utilizzo della sola carta di credito per prelevare quello che serve dalla pensione accreditata in italia), E' soggetta a monitoraggio fiscale;
      Naturalmente teoricamente parlando, poi , è chiaro che ci potrebbero essere soggetti che rientrano in queste condizioni, ma non vengono contestate, poiche' non scoperte dal fisco ;
      Ho conosciuto qualche italiano residente in Brasile che aveva il c.c. per residenti in Italia, non chiuso all'atto del trasferimento in Brasile, che non compilava il quadro RW, e non gli è successo nulla(probabilmente lo usava solo in Italia per piccole somme);
      Quindi , almeno per come la vedo io, dipendendo comunque da ogni situazione personale, il male minore è accettare ( fin quando non si risolve la questione), la doppia imposizione sulla sola pensione accreditata in Brasile, che su tutto il patrimonio in Italia(come se si fosse comunque residenti in Italia);
      Voglio intendere che se un italiano, pensionato o non,che non vuole piu' sopportare la tassazione in Italia, e si trasferisce in Brasile, teoricamente deve troncare qualsiasi rapporto con l'Italia.....non esiste una via di mezzo!
      Bisogna stabilire se effettivamente la CONVENZIONE dice questo, poiche' una legge puo' essere interpretata anche in modo sbagliato;

      Ho letto qualche post all'inizio di qualcuno che per questo motivo , ha lasciato il Brasile!!

      Carmine.

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    13. Ai fini del Monitoraggio fiscale l'Agenzia delle Entrate dice che dal 2014:
      Sono comunicati, limitatamente alle operazioni oggetto di registrazione ai sensi
      dell’articolo 36, comma 2, lettera b) del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, i dati
      analitici dei trasferimenti da o verso l’estero, di importo pari o superiore a euro 15.000,
      effettuati, anche attraverso movimentazione di conti, con i mezzi di pagamento indicati
      nell’articolo 1, comma 2, lettera i), del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231,
      eseguiti per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali e di società semplici e
      associazioni equiparate ai sensi dell’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di
      cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
      2.2 Sono oggetto della comunicazione di cui al punto 2.1 le operazioni di importo pari
      o superiore a 15.000 euro, sia che si tratti di un’operazione unica che di più operazioni che
      appaiono tra loro collegate per realizzare un’operazione frazionata,

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    14. non dimenticarti di presentare all'Inps l'EP/I almeno recuperi qualche soldino ogni anno. lo devi presentare una volta sola. per la tua chiusa...è vero in diversi hanno mollato il Brasile per beghe fiscali anche se la maggioranza se ne è andata da qui per: a) assistenza sanitaria; b) cessato amore; c) delinquenza; d) nostalgia della pastasciutta.

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    15. Gentile Undo, il mod. EP I/1, va fatto firmare dalla R.F. e resituita una copia all'INPS dopo aver trasferito la pensione, giusto?

      Carmine.

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    16. no, anche se la pensione ti viene pagata (e continuerà ad essere pagata) su Banca Italiana è la stessa cosa. io ne sono un esmpio. fallo che almeno ti porti a casa qualche soldino.

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    17. Gentile MarcoFalco, che lei sappia, per le persone fisiche soggette a monitoraggio fiscale, che detengono attivita' finanziarie di natura estera( conto corrente / deposito), oltre alla IVAFE, ovvero il pagamento del bollo statale fisso di 34,20 euro fissi(mi sembra), per importi superiori ai 10mila euro, va pagata anche la ritenuta fiscale sugli interessi percepiti sia che gli stessi rimangano in Brasile o che vengano accreditati su conto italiano?

      Carmine.

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    18. Nella compilazione del mod. EP I/1,chiede , in alto a destra, l'art. della Convenzione tra i 2 paesi, ma sul sito INPS non è specificato quale , ma si limita solo a dire questo(allego)

      Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.
      Le pensioni corrisposte a cittadini non residenti sono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private.
      In linea generale sono pensioni private quelle corrisposte da enti, organismi o istituti previdenziali italiani, come ad esempio l’Inps, preposti all’erogazione del trattamento pensionistico.
      Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).

      La mia è di natura pubblica(Ex Inpdap), e stando alla Convenzione è art. 19 ma con la nazionalita'.......che casino!!
      Vado alla R.F. a chiedere qualcosa in merito, visto che dovrei essere anche un residente del Brasile;

      Comunque non sono riuscito a variare la mia residenza anagrafica sul sito, la domanda viene respinta; se non erro l'Ag. Entrate disse che la variazione/comunicazione, è possibile solo al verificarsi della condizione, ovvero devono passare almeno 6 mesi, periodo in cui il Comune fa le opportune verifiche.

      Carmine.

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    19. Undo, ma l'Ag. Entrate mi ha appena detto che se lascio la pensione in Italia, anche se fiscalmente residente all'estero, sono soggetto a monitoraggio fiscale(quadro RW),quindi non mi cambierebbe nulla, a meno che non si sia sbagliata sulla convenzione;
      mi rendo conto che avrei bisogno di un CAF o Patronato, che a NATAL non esiste.
      Se contatto uno di quei patronati a S.Paolo, dici che mi possono aiutare?

      Carmine.

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    20. per avere il credito annuale l'articolo da menzionare è il 18.2 anche se tantissimi di noi hanno menzionato sia il 18.2 che il 19.4.

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    21. se senti 2 sedi dell'Agenzia delle Entrate, seppure della stessa regione, avrai sempre 2 versioni interpretative del singolo funzionario. Cosa significa essere soggetto a monitoraggio fiscale (quadro RW), qui la posta in gioco è che una volta residente fiscalmente in Brasile le imposte e le addizionali sulla pensione Inps vanno pagate in Brasile mentre l'Inps ti deve liquidare la pensione al lordo. Vedi la mia nota in basso. Certo che a Sao Paulo trovi un CAF/Patronato preparato e un maggiore supporto......proverei in ordine di priorità ACLI oppure INCA (CGIL),
      anche INAS (CISL).

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    22. soggetto a monitoraggio fiscale, significa soggetto a tassazione sui redditi ovunque prodotti, anche all'estero;
      i non residenti sono soggetti a tassazione sui redditi prodotti esclusivamente in Italia.
      questo significherebbe che riportare la pensione in Italia, renderebbe di nuovo fiscalmente residente in Italia(domicilio fiscale), almeno da quanto riferito dall' Ag. Entrate; bisogna informarsi bene su questo punto.

      Carmine.

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    23. Scusa Undo, la prima volta che si trasferisce la pensione in Brasile, quali sono le coordinate bancarie necessarie , SWIFT e IBAN ?

      Carmine.

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    24. si per lo Swift per l'Iban in Brasile non c'è ....bisogna indicare il n° di conto ed dell'Agenzia Bancaria.Attenzione ai costi del cambio. Negoziali prima con la Banca Brasiliana.

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    25. Carmine.......non c'entra dove hai il conto, anche se sei residente all'estero, c'entra dove è la fonte del reddito (Roma). Per ovviare e poter trattare devi assolutamente avere l'anagrafica fiscale in Brasile poi da sottoporre all'Agenzia delle Entrate. Anagrafica fiscale in Brasile significa: a) avere la residenza; b) vivere in Brasile piu' di metà dell'anno, c) iscrizione Aire; d) fare annualmente l'IR in Brasile; e) inviare all'Inps l'EPI comprovato dalla Receita Federal; f) farti rilasciare dalla Receita Federal il certificato fiscale (nulla devi). Con questo puoi appellarti a qualsiasi tribunale amministrativo/tributarista in Italia se vieni "monitorato" e "rotto" dalla Agenzia delle Entrate.

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  32. torno al titolo del post che avverte i pensionandi e/o pensionati residenti o in procinto di risiedere in Brasile sulla doppia imposizione fiscale sull'unico cespite da pensione.
    Ieri, attraverso uno Studio tributaristico di Genova, in 7 pensionati (me compreso) gabellati da anni dall'Inps e dalla Agenzia delle Entrate, abbiamo notificato all'Agenzia delle Entrate di Pescara (preposta ai rimborsi) istanza di rimborso individuale (7 istanze) per riavere il valore delle imposizioni e relative addizionali impropriamente trattenute dall'Inps nell'ultimo quadriennio (2010-2013). Tra 90 giorni dovremmo avere una risposta che nel caso sia positiva ci vedrà riavere il maltolto e ci metterà in condizioni di diffidare l'Inps nel continuare a trattenere le imposizioni e addizionali. Nell'istanza abbiamo chiesto la riapplicazione dell'art. 19.4 della convenzione, applicazione modificata nel 2000 uniteralmente dall'Italia. Nel caso la risposta fosse negativa (istanza respinta) useremo la motivazione dell'Agenzia delle Entrate per portarla al TAR attraverso una causa amministrativa. Un nostro Associato (pioniere) ha già vinto la causa al TAR da 1 anno ma l'Inps rifiuta la restituzione e quel che è peggio è che continua a trattenere le imposizioni anche se il Giudice ha dichiarato vincente il ricorrente (nostro associato). Bene, oggi è partita una denuncia penale al Direttore dell'Agenzia Inps che amministra il nostro associato per inadempienza legislativa, per abuso di Ufficio e per appropriazione indebita. L'Italietta degli ultimi anni sta tutta qui! Poveri noi. Vi terrò aggiornati su sviluppi.

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  33. ma non è più semplice ricaricare una post pay dal conto corrente dove accreditano la pensione??

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    1. anche, ma ci sono limiti giornalieri di utilizzo.

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    2. Il prelievo tramite Bancomat (circuito Maestro) rimane sempre il più conveniente e sicuro.

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    3. concordo con MarcoFalco.

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    4. mi sapete dire quant'è la commissione per scaricare dai bancomat verdeoro?

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  34. tra rimpalli di responsabilità e burocrati dominanti.....la questione in oggetto del titolo sta procedendo nel verso sperato. Qualcosa si sta muovendo tra Italia e Brasile:
    http://francescalamarca.com/2014/06/04/accordi-fiscali-con-brasile-e-canada-i-pensionati-traditi-da-governi-e-istituzioni/

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  35. http://lavoroefinanza.soldionline.it/residenza-fiscale-come-evitare-la-doppia-imposizione-190171.html

    Forse può interessare

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    1. questa sentenza non elimina la doppia imposizione limitandosi a chiarire solo la residenza fiscale. i moduli dell'Agenzia delle Entrate sono da noi conosciuti e utilizzati regolarmente per l'istanza del rimborso che periodicamente ci viene negato. per noi pensionati residenti in Brasile l'unico documento che ci permette di recuperare annualmente circa un migliaio di Euro è il mod. EPI scaricabile dal sito sia dell'Inps che dell'Agenzia delle Entrate. Grazie comunque dell'informazione.

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  36. 2^ Edizione 2015 Seminario informativo in Tunisia per i Pensionati interessati a trasferirvi la propria residenza al fine di godere delle agevolazioni fiscali offerte dal Paese.
    A seguito del crescente interessamento dei pensionati italiani verso la possibilità di ricevere la propria pensione detassata in Tunisia trasferendovi la propria residenza, siamo lieti di comunicare le nuove date fissate per il prossimo seminario informativo in terra tunisina.
    Tale iniziativa ha lo scopo, oltre che di far conoscere la realtà locale e farVi prendere contatto con la già numerosa comunità di italiani residenti, di fornire tutte le informazioni utili all'acquisizione della residenza fiscale ed a fornirVi ogni delucidazione sui forti vantaggi, sopattutto fiscali derivanti. La nostra organizzazione si proporrà inoltre ad assisterVi al disbrigo di tutte le formalità burocratiche necessarie all'ottenimento del diritto di ricevere in Tunisia la propria pensione detassata.
    Data di partenza Sabato 18 Aprile 2015 con rientro Venerdì 24 Aprile 2015.
    Quota di partecipazione Euro 580,00 a persona comprensiva di trasferta aerea A/R dall'aeroporto di Roma Fiumicino, trasferta da e per l'aeroporto di Tunisi, pernottamento con prima colazione in Hotel 3 stelle a Kelibia, assistenza in loco con consulenza informativa su modalità, tempistiche e problematiche inerenti l'acquisizione della residenza in Tunisia.
    Eventuali escursioni giornaliere saranno decise in loco ed effettuate con l' addebito dei soli costi vivi (carburante + vitto per gli accompagnatori).
    Costo dell'eventuale settimana aggiuntiva Euro 220,00 a persona comprensivo di pernottamento con prima colazione ed assistenza in loco.
    Si ricorda che per poter partecipare è necessario essere forniti di Passaporto in corso di validità.
    Il numero dei partecipanti sarà limitato a discrezione degli organizzatori.
    Per aderire o per ricevere ulteriori informazioni contattare il seguente indirizzo email: ciutiluca@interfree.it
    E' possibile portare familiari al seguito.

    Cordialmente
    Luca Patrizio Ciuti

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    1. un plauso ad una ottima iniziativa! fosse stato così alcuni anni fa anche con il Brasile molto probabilmente buona parte degli 11.000 Pensionati Inps qui residenti non sarebbero approdati in questi lidi vista la doppia imposizione fiscale tutt'ora in corso!
      Plaudo quindi alla vostra iniziativa e rosico un poco per non poter partecipare in quanto ormai bloccato definitivamente in Brasile da mille questioni tra le quali anche la lotta che,, come Associazione, stiamo facendo contro la stortura delle 2 imposizioni fiscali sullo stesso cespite di pensione Inps.
      Una domanda......c'è una assicurazione sulla vita "anti Isis"?........Buon tutto!

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  37. esiste un servizio per trasferire denaro on line , si chiama Tranferwise e applica dei tassi molto bassi ,sicuramente inferiori a quelli applicati dai vari Moneygram ,bonifici bancari ecc.Il problema è che si deve avere un conto corrente brasiliano a cui appoggiarsi e ovviamente qualcuno ,di fiducia, in Italia che faccia l'operazione on line.Comunque penso che valga la pena di dare un'occhiata.Il sito è :https://transferwise.com/ recentemente tra le varie monete è stao aggiunto anche il Real.

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    1. Sarebbe meglio postare questo commento a : http://www.vivereinbrasile.com/p/investments-in-brazil-and-continuing_21.html

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    2. Antonio concordo sullo spostamento dell'argomento. Segnalo che "get money to family" del Banco do Brasil ancora oggi è il piu' rapido e meno costoso....fino a 2.500,00 Euro e qui in Brasile arrivano (a persona di fiducia) al cambio Ufficiale del giorno - 1,2%. Vedere sito Banco do Brasil Milano..

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    3. get money to family del Banco do Brasil è tutt'ora il migliore mezzo.

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    4. Ciao Antonio, sono Michele di Fortaleza che per primo già dal 2012 scriveva sul tuo blog per avvisare i pensionati italiani residenti in Brasile dell'aberrazione della doppia tassazione sulla loro pensione a seguito dell'applicazione distorta da parte dell'Italia della convenzione bilaterale del 1978 stipulata propri per evitare la doppia imponibilità.
      Io personalmente ho resistito a questa situazione per oltre 8 anni pagando questa doppia tassazione che mi portava via circa il 55% della mia pensione fino a quando nel 2013 ho deciso di lasciare il Brasile e tornare in Italia per tutte le motivazioni che avevo elencato nei miei post del 30/9 e 1/10/2013 riportati all'inizio di questi commenti.
      Tornando in patria mi sono liberato della tassazione che subivo in Brasile sulla mia pensione, ma rimaneva sempre quella italiana che mi portava via circa il 35% del valore della pensione, e pertanto, ho incominciato a vedere fuori dall'Italia ma contemporaneamente non lontano, che in applicazione delle convenzioni internazionali, mi potesse offrire una bassa tassazione e un maggior potere di acquisto.
      Bene dopo un oculato esame che è durato circa un anno e alcuni miei brevi soggiorni sul luogo per verificarne l'efficacia e la fattibilità ho preso la decisione di trasferirmi all'inizio di marzo di quest'anno in Tunisia ed esattamente ad Hammamet una ridente località turistica e balneare a circa 70 km dall'aeroporto internazionale di Tunisi.si dove ha soggiornato Bettino Craxi nel suo esilio e ove è sepolto.
      La scelta di questa località è stata motivata da diverse ragioni:
      - ottimo clima gradevole l'intero anno
      - vicinanza all'Italia: 45 minuti di aereo per Roma e un'ora e mezza per Milano
      - nazione con istituzioni democratiche e cultura molto aperta al mondo occidentale e la polizia molto presente sulle strade garantisce la sicurezza e ordine pubblico, e comunque i migliori protettori degli stranieri sono gli stessi tunisini che nel turismo vedono (specialmente ad Hammamet) l'unica e insostituibile fonte di reddito
      - il costo della vita bassissimo rispetto all'Italia e allo stesso Basile e con prodotti di qualità apprezzabile in quanto provenienti dalla vicina Italia; qui il coso della vita è inferiore del 50 al 70%; io abito in un appartamento nuovo ammobiliato di quasi 100 mq e con 2 stanze da letto e pago di affitto solo € 250 e non ha spese di condomino; con il costo di 1 chilo di pane del Brasile o Italia qui i acquistano ben 35 baguette lunghe di pane tipo francese, conviene prendere i taxi che avere un'auto per quanto sono basse le corse
      - sanità: con la convenzione sanitaria Italia Tunisia i pensionati godono gratuitamente dell'assistenza sa sanitaria pubblica tunisina che è di buon livello con una struttura di medici che si sono laureati e specializzati in Francia
      - TASSAZIONE DLLA PENSIONE: oltre a tutti motivi sopra detti, la ragione principale che mi ha fatto scegliere la Tunisia é la bassissima tassazione fiscale: infatti il sistema fiscale tunisino prevede per i pensionati stranieri una quota di reddito non imponibile pari all'80%, imponendo la tassazione solo sul rimanente 20%, pertanto il pagamento totale delle tasse si ridurrà solamente a poche centinaia di euro all'anno. Nel mio caso da una tassazione italiana del 35% in Tunisia pago solo il 5%.
      - importante è da rilevare che i pensionati INPDAP che ricevono pensioni di natura pubblica che normalmente in base alle convenzioni bilaterali sono imponibili in Italia, invece quella della Tunisia prevede la detassazione in Italia e la tassazione come residente in Tunisia, pertanto il pensionato riceverà dall'Inps al lordo delle imposte in quanto tassabile in Tunisia.
      - non c'è rischio di cambio perché la pensione arriva lorda in euro sul conto tenuto in euro della banca tunisina del pensionato che potrà disporre di questo conto in euro per fare qualsiasi operazione o ritrasferire euro in Italia.

      CONTINUA vedi post sccessvo

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    5. Caro Antonio mi scuso se mi sono dilungato, ma ho voluto portare la mia esperienza personale in modo da aiutare miei colleghi pensionati che vivono in Brasile e che vogliono intraprendere un cammino alternativo come quello che ho fatto io per uscire da questa situazione stagnante di doppia tassazione che il pensionato deve subire in Brasile sullo stesso reddito e aumentare i proprio tenore di vita dovuto a bassa tassazione e basso costo di vita in Tunisia dove è richiesta solo la permanenza di 183 giorni l'anno anche non consecutivi che assicurano questo regime fiscale privilegiato per i pensionati.

      Naturalmente tutto questo percorso l'ho potuto affrontare nel modo corretto e con tutta la tranquillità affidandomi alla professionalità e competenze specifiche di una organizzazione sul luogo che in una settimana mi ha trovato abitazione, permesso di soggiorno provvisorio, iscrizione uffici fiscali locali e all'AIRE presso l'Ambasciala di Tunisi e fatte tutte le pratiche presso l'INPS in Italia che in 2 mesi già mi ha inviato la mia pensione al lordo con gli arretrati da gennaio del corrente anno. Sul loro sito potrete trovare molte altre notizie interessanti: www.tunisiadavivere.org ; ma chi vuole sapere di più della mia esperienza personale mi può scrivere al mio email personale aventis2006@tiscali.it.

      Ringrazio vivamente Antonio per mettere a disposizione il suo eccellente blog che permette a chiunque di acquisire informazioni per arricchire e migliorare il proprio stato in uno spirito di costante e reciproca collaborazione con tutti.

      Michele di Fortaleza

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    6. Per gli interessati posso anche consigliare il sito : http://www.caseintunisia.com/

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    7. gentile Michele grazie per la bella notizia! Sono certo che diversi di noi doppiamente tartassati si informeranno con te su qualche dettaglio. Avevo seguito la tua vicissitudine Brasiliana e, sinceramente, aspettavo tuoi aggiornamenti che puntualmente sono arrivati. Buon tutto!

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    8. Si forse è tutto vero ma ....... l'Africa non è l'America Latina. E comunque per chi non è pensionato cade il 70% della motivazione al trasferimento.

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    9. io in tunisia non ci vado neanche se mi pagano... e poi cosa centri col brasile ,devo ancora capirlo..in brasile si puo vivere con pochissimo sopratutto se si ha il tempo di girare i supermercati e seguire le offerte.saluti
      francis

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    10. Ciao Francis

      il blog vivereinbrasile ha anche una pagina su Facebook dove pubblico notizie non necessariamente legate strettamente al Brasile . Nell'ultimo post ho riportato il consiglio di un pensionato italiano , Michele , trasferitosi a Fortaleza alcuni anni fa e con il quale eravamo in contatto attraverso il blog . Il suo problema era quello della doppia imposizione sulla pensione che gli toglieva una parte notevole del suo reddito lordo . Dopo alcuni anni di tentativi di risolvere questo annoso problema che addirittura ha dato origine ad una Associazione creata da un altro pensionato italiano in Brasile ,, Michele ha deciso di lasciare il Brasile e trasferirsi in Tunisia a causa della agevolazione fiscale per i pensionati .
      Questo , in poche parole , il legame tra Brasile e Tunisia . La scelta è ovviamente personale e per alcuni può essere sicuramente più conveniente che trasferirsi in Brasile se si accettano le differenze culturali che sono inevitabilmente maggiori rispetto all'America Latina .

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    11. Sig.Angelo Danzi

      senz'altro sarò ben lieto di dare informazioni della mia esperienza a pensionati italiani che vivono in Brasile e che vogliono usufruire di tutti i vantaggi fiscali riservati ai pensionati dal governo tunisino e soprattutto per le pensioni pubbliche dei pensionati INPDAP che subiscono in Italia la tassazione alla fonte da parte dell'INPS e che in Tunisia riceverebbero la pensione al lordo e tassata i Tunisia per qualche centinaio di euro l'anno.


      Per il Sig. Francis

      probabilmente non è a conoscenza o non è interessato personalmente del problema della doppia tassazione che potenzialmente subiscono sulle loro pensioni gli 11000 pensionati che vivono in Brasile e di cui i signori Danzi e Toniati sono i paladini instancabili di una battaglia che conducono da anni contro questa aberrante ingiustizia della doppia tassazione sulle pensioni pagate ai pensionati italiani che risiedono in Brasile.

      Per questa problematica della doppia tassazione io mi rivolgo riportando la mia esperienza unicamente alla categoria dei pensionati che vivono in Brasile e che sono coinvolti in questa problematica; per tutto il resto è ottimo il Brasile specie per aprire una attività o investire in attività finanziarie.

      Michele di Fortaleza

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    12. certo che per un pensionato Italiano venire a risiedere in Brasile e poi dover girare per supermercati per starci dentro non penso sia piacevole. magari avesse fatto qui in Brasile un poco di settimane di soggiorno avrebbe capito molte cose, assistenza sanitaria compresa. per la doppia imposizione dopo anni ed anni di lotta siamo sempre al palo. sono aumentate le interrogazioni parlamentari ma senza risposte concrete sia da parte del Brasile che da parte dell'Italia. Noi dell'Associazione siamo sfiniti ma "non molliamo".

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  38. Ma insomma, sintetizzando, se un pensionato INPS già residente in Brasile decide di iscriversi all'AIRE, di trasferire l'accredito della pensione presso il Banco Brasil e di presentare Declaraçao dos Impostos in Brasile, quante possibilità ha in concreto di evitare la doppia imposizione? In caso, come dovrebbe comportarsi? Quali sono gli oneri che deve accollarsi (ad esempio l'INPS paga con bonifico o assegno, con che tempi?).

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    1. possibilità praticamente "zero" perchè, indipendentemente da dove ti fai accreditare la pensione (Italia o Brasile o.....) la stessa viene sempre alla gestita alla fonte dall'Inps di Roma (Dssa C. Santulli) che trattiene le imposizioni Italiane Irpef e sue addizionali regionali e comunali (Lazio e Roma che sono le addizionali piu' costose). Se non sei iscritto all'Aire puoi continuare a pagare le addizionali regionali e comunali del tuo ultimo comune e regione di residenza in Italia che, magari, non sono così "pesanti come Lazio e Roma.
      Per tentare un pagamento delle imposizioni solo in Brasile ci sarebbe un percorso lungo e costoso di cancellamento della propria cittadinanza Italiana e di una naturalizzazione in Brasile (se va bene e ci sono le condizioni ci vogliono dai 7 ai10 anni e molti quattrini tra burocrazia e avvocati tributaristi). Mi risulta che ci sia stato un tentativo da parte di un ex pilota Alitalia residente in Paranà ma che dopo 4 anni ha rinunciato per "sfiancamento" e per "soldi".
      Boa sorte.

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    2. e non si può continuare a pagare solo in Italia l'IRPEF? scusa la domanda banale ma un mio amico pensionato vive in Brasile da 9 anni e con l'accredito della pensione in Italia continua a pagare solo l'IRPEF. Quindi il problema della doppia imposizione insorge al momento in cui si trasferisce l'accredito in Brasile, giusto?

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    3. no, non è così. Io, per esempio, ed altri della nostra Ass. 65 nel Mondo ci facciamo accreditare la pensione in Italia su c/c di Banca Italiana che, come cittadini Italiani, tutti possono avere o aprire ex novo anche se residenti in Brasile. Così facendo si paga l'Irpef in Italia e le addizionali Regionali e Comunali. Queste addizionali se iscritti AIRE si pagano dellla Regiona Lazio e del Comune di Roma se non iscritti AIRE si continuano a pagare quello cell'ultimo Comune e Regione d'Italia di provenienza in Brasile. La non iscrizione AIRE in questo senso NON da assolutamente alcun vantaggio se non una piccola differenza dell'aliquota delle addizionali perchè Lazio e Roma sono le piu' care. Ma attenzione, la NON iscrizione AIRE è una inadempienza che si potrebbe pagare a caro prezzo se si necessita di avere i servizi Consolari e se si vuole avere il diritto di voto. Quindi, nel caso tu sia iscritto AIRE e ti fai accreditare la pensione su Banca Brasile nella dichiarazione dei redditi annuale che devi fare obbligatoriamente in Brasile ti ritrovi un tot da pagare alla Receita Federal (c'è e va a scaglioni di reddito). Un normale contador te lo può dire in anticipo. Se te la fai accreditare in Italia, sei comunque tenuto a fare la dichiarazione dei redditi annuale in Brasile dei quattrini che di quando in quando ti fai trasferire e/o prelievi. Se non fai la dichiarazione dei redditi la Receita Federal non ti rilascia la "residenza fiscale" su modello EP/I dell'Inps che di da il diritto di avere un credito Irpef annuale secondo l'art. 18.2 della convenzione per evitare la doppia imposizione Irpef (corrispondente di USD 5.000 in EURO sul quale calcolare la % Irpef....mediamente trattasi di un credito che va dai 1.000 ai 1.500 Euro anno che l'Inps liquida nel mesi primaverili dopo emissione CUD).
      Comunque qualsiasi Patronato può dare maggiori informazioni. Io e la nostra Ass. 65 nel Mondo stiamo lottando contro il pagamento Irpef in Italia perchè il Brasile con il Canada sono le uniche Nazioni al mondo la cui convenzione prevede la doppia imposizione fiscale sullo stesso cespite da pensione (fatto salvo quanto previsto dall'art. 18.2 della stessa convenzione). Insomma......una lotta e una merdaccia tutta Italiana!

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    4. Sono attonito Undo, questo mio amico pensionato di cui ti parlavo ha sempre fatto la Declaraçao alla Receita Federal, riportando tutti gli anni, oltre al saldo dei conti bancari, il reddito da pensione italiana (anche perchè ha avuto un visto come pensionato) e le relative imposte pagate in Italia (che essendo superiori a quelle eventualmente da pagare in Brasile consentono di non pagare nulla in Brasile). Dopodichè preleva i soldi dal conto di accredito in Italia attraverso il bancomat o la carta di credito. Ma non è che in Declaraçao brasiliana indica il totale degli importi prelevati col bancomat, bensì il valore lordo della pensiona italiana e la relativa IRPEF pagata. Mi sembra che abbia già subito accertamento della Receita Federal e lo ha brillantemente superato peraltro. Volendo posso fornire il nome dello Studio Tributario che lo assiste che è uno dei più accreditati.

      A questo punto se il mio amico decidesse di iscriversi all'AIRE e disponesse l'accredito della pensione in Brasile mi sembra di capire che avrebbe solo vantaggi e nessuno svantaggio perchè continuando a fare la Declaraçao dos Impostos come ha sempre fatto continuerebbe a non pagare nulla in Brasile.

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    5. In particolare è questa frase che non mi è chiara Undo: " sei comunque tenuto a fare la dichiarazione dei redditi annuale in Brasile dei quattrini che di quando in quando ti fai trasferire e/o prelievi."
      In dichiarazione si indicano redditi, proprietà mobiliari e immobiliari, eventuali transferncie di patrimonio che danno origine a saldi bancari ma non ho mai sentito dire che si possano/debbano indicare i quattrini prelevati al bancomat.
      Credimi Undo, scrivo questo senza il minimo intento polemico ma solo e soltanto per cercare di capire e di conoscere le tue/vostre esperienze.

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    6. 1°) confermo che il tuo amico avrebbe solo vantaggi nell'iscrizione AIRE, fuori di dubbio. Non corre alcun rischio.
      2°) dovresti chiedere al tuo amico se beneficia dell'art. 18.2 della convenzione tra Italia e Brasile sulle doppie
      imposizioni. Credito che ottieni solo se la Receita Federal ti tirmbra e firma il mod. EP/I dell'Inps. Timbro e firma
      della Receita Federal che conferma di fatto anche la tua residenza fiscale in Brasile.
      3°) a me e a diversi di noi con il conto in Italia la Receita di quando in quando ci chiede come facciamo a vivere e
      mantenerci in Brasile e se non mettiamo sulla dichiarazione un tot. di prelievi con bancomat e/o carta di
      credito la Receita Federal provvede Lei a fare una stima e poi ci rilascia i bollettini per le imposte conseguenti.
      Quindi per evitare questa menata preferiamo essere noi con un buon contador a inserirle come reddito da
      tassare. Ovviamente facciamo in modo che scaricando spese del plano di saude + altre spese collegabili +
      dentisti vari alla fine paghiamo poco.....molto di meno del credito di imposta che ci riconosce l'INPS di anno
      in anno.
      Ti preciso che io ed altri dipendiamo dalla Sede della Receita Federal di Niteroi (RJ) - di Joinville (SC) - di Rio de
      Janeiro - etc.etc.
      Spero di averti tolto il pensiero.
      Rimane comunque che si deve lottare al quotidiano per farci liquidare la pensione al lordo delle imposte Italiane come peraltro è avvenuto fino dal 1980 al 2000, anno che ha visto l'Italia modificare lo status delle imposizione in modo unilaterale.
      Boa sorte.

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  39. vorrei sottoporre alla vostra attenzione il seguente articolo ,mi sembra che per i pensionati residenti all'estero non siano buone notizie ,voi che cosa ne pensate?
    http://www.repubblica.it/economia/2015/09/29/news/pensioni_estero_boeri-123919604/?refresh_ce

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    1. Avevo già letto l'articolo che è vago e senza dettagli . Comunque è evidente che l'obiettivo non sono i pensionati all'estero ma coloro che ricevono una pensione senza aver contribuito : pensione sociale . Non passerà mai .

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    2. allora non hò capito niente , mi potresti spiegare meglio ????Grazie !!!

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    3. Tranquillo , non c'è niente da capire . E' un allarmismo senza motivo creato ad arte dal giornalista di Repubblica .Guardati l'intervista originale :http://www.ansa.it/sito/videogallery/economia/2015/09/30/inps-nel-2014-raddoppiati-pensionati-in-fuga-allestero_327187b5-977c-4a55-9360-78bda59da78f.html

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    4. sereno. L'unico vero problema è l'inflazione qui in Brasile che non rallenta con l'indicizzazione annuale della pensione Italiana praticamente a zero sia per la bassa inflazione che per leggi che l'hanno sospesa oltre 6 volte il minimo (lordo) a quando non si sa. Per fortuna c'è un cambio al momento "generoso" con noi....ma fino a quando durerà?

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  40. Per chi vuole approfondire la materia relativa alla tassazione delle pensioni dei residenti all'estero, suggerisco la GUIDA FISCALE PER RESIDENTI ALL'ESTERO edita dall'Agenzia delle Entrate, che l'organo preposto alla tassazione. L'Inps è soltanto un sostituto d'imposta, come qualsiasi altro datore di lavoro:

    http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/c23d4780426dd133b1f2bbc065cef0e8/guida_non_residenti.pdf?MOD=AJPERES

    Se il link non dovesse funzionare, cercare la guida con google o altro motore di ricerca. Bruno

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    1. la guida di cui sopra rimanda alle singole convenzioni internazionali firmate tra Italia e Paesi differenti per evitare la doppia imposizione fiscale. Quella tra Italia e Brasile è disponibile nel sito INPS ed in quello dell'Agenzia delle Entrate.
      Consiglio ciò perchè, anche se il corpo delle convenzioni è lo stesso proposto dall'OCSE, la sostanza cambia di Paese in Paese.

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  41. Molto meglio la Thailandia al Brasile !!

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    1. anche il Portogallo......ma il Brasile è sempre un'altra cosa!

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    2. Buon viaggio !! ce la saluti...

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    3. Il Regno di Thailandia, o Siam, è sotto dittatura militare ed è stato oggetto di un recentissimo colpo di stato dei militari (2014). Vige ancora la pena di morte ed il reato di lesa maestà viene punito severamente. Collegare il cervello prima di scrivere facendo confronti improponibili, please.

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    4. L'appunto che gli si puo' muovere al massimo e' che questo e' un forum sul Brasile! per il resto che in Thai ci siano i militari ..io in Brasile non posso comunque votare,per la pena di morte..devo stare attento che non me la applichino ogni volta che esco di casa (e non parliamo di altri crimini)

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    5. @anonimo, questo è un post sulle doppie imposizioni fiscali ai pensionati Italiani residenti in Brasile. Ti invito ed invito tutti quanti ad attenersi all'ermeneutica del post e a non divagare su argomenti fuori tema, a volte molto soggettivi anche se di interesse generale.

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  42. Attenzione! La Receita Federal ha indicato le nuove norme di gestione delle informazioni. Vedere: "Normas - Sistema Gestao da Informaçao - Instruçao Normativa RFB n° 1571 de 02 Julho de 2015".
    In estrema sintesi: tutte le Banche pubbliche e private del Brasile a far data 1° Dicembre 2015 devono inviare mensilmente tutte le movimentazioni bancarie dei titolari (persona fisica e persona giuridica) di conti correnti e poupança - titoli - assicurativi - piani di salute erogati dalla Banche stesse ed altro. Una volta ricevute queste informazioni delle Banche la RFB fa una verifica con la dichiarazione dei redditi presentata dall'interessato e, nel caso non corrisponda o addirittura non è presente nessuna dichiarazione dei redditi, invita l'interessato per un chiarimento che sarà obbligatorio. Tant'è e boa sorte a tutti.

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    1. Grazie UNDO della avvertenza . Ho ritenuto utile pubblicare sul sito sia la tua nota che la Norma della PF .

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