Home Vivere in Brasile Dinosauri a 40 anni !

Dinosauri a 40 anni !

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Si parla sempre delle difficoltà che hanno gli italiani a trovare lavoro dopo i 50 anni . Sono considerati dinosauri dalle imprese ( ad eccezione con ben noto dei politici e dei presidenti della Repubblica ! ) .


Sarà che negli altri paesi la situazione è migliore ? Sarà che nel ” paese del futuro ” l’esperienza dei professionisti 50 enni è ricercata ed apprezzata ?


La seguente discussione , rigorosamente in portoghese , di un socio linkedin affronta proprio questo argomento e le premesse sono a dir poco scioccanti ! In Brasile l’età dei dinosauri è di appena  40 anni ! Questo è un elemento importante da tenere in conto per un giovane professionista che intenda trasferirsi qui a 30 anni .



Gostaria de levantar esta discussão. Estive hoje visitando um cliente e falávamos sobre esta questão. Por atendermos exclusivamente através do RH Automotive (www.rhautomotive.com.br) a Indústria Automotiva (Montadoras, Autopeças, Sistemistas, Concessionárias, Centros Automotivos, Metalúrgicas, Forjarias, entre outras), sempre estes assuntos acabam surgindo no escopo das vagas.

Muitos profissionais que estão acima dos 40 anos encontram muitas dificuldades em se recolocar, não é verdade?

Este cliente me falava que se o profissional não construir sua vida financeira e profissional até os 40 anos, provavelmente enfrentará grandes dificuldades em sua velhice. O que vocês acham?

Entre palavras que trocávamos, meu cliente apontava que o profissional acima dos 40 anos, deve ter conquistado sua graduação, sua pós graduação, fluência em idiomas, viagens internacionais e ter chegado a níveis gerenciais de forma sólida e gabaritado.

Infelizmente o mercado não da oportunidade para que todos cresçam e se desenvolvam desta forma, não é mesmo?

Com isto podemos acompanhar que a cada ano que passa o número de consultorias nas mais diversas áreas, são abertas e os profissionais começam a se aplicar em suas áreas de conhecimento.

E então encontramos outro problema! Muitos profissionais chegam aos 40 anos sem estudo, fluência em idioma, crescimento profissional e ainda SEM networking… Impossibilitando sua empreitada…

Alguns dos pontos que este meu cliente levantou com relação a não contratação de profissionais nesta faixa etária e/ou a escolha por jovens a ocuparem os cargos, foram estes:

1 – Os mais jovens chegam mais preparados


Há 20 anos, iniciava-se sua carreira profissional mais tarde, fazendo com que os profissionais com mais idade fossem requeridos através de uma demanda e necessidade maior.
Hoje como os profissionais com 23 anos que saem das faculdades, muitos deles possuem de 4 a 8 anos de experiência, formação, inglês fluente, e um dinamismo que pertence à idade, além é claro do conhecimento e vivência em um mundo que se atualiza constantemente.

2 – Os mais jovens são flexíveis


Os profissionais com uma certa bagagem e principalmente idade acabam se prendendo a certos vícios e posturas, onde não permitem-se ouvir, mudar ou se adequar a novas normas e procedimentos.

3 – Os mais jovens querem o sucesso e as conquistas


Os profissionais acima dos 40, estão em um nível diferente. Muitos casados e com filhos na adolescência, onde a necessidade de seus esforços e pensamentos são equacionados entre outras áreas. Já o jovem quer crescer, ganhar status, conquistar seus bens antes do que todos. Este impulso, anseio e desejo, fazem com que exerçam suas atividades ao máximo, trazendo mais resultado do que quem tem mais de 40 anos.
Mas e vocês, o que pensam a respeito? Qual é a melhor forma de lidar com as diferenças faixas etárias dentro das empresas?

Se as empresas estão agindo errado a mais de 5 anos, desde que se tornou “moda” a contratação de mais jovens, por que as instituições não fecham as portas? Ou será que apesar de não fecharem as portas, estão estagnadas em seu crescimento e desenvolvimento?

Gostaria da opinião dos amigos: As empresas estão certas ou erradas em agir assim? Como provar se estão certas ou erradas?

Abraços.

Jefferson Ricardo
RH Automotive
jefferson@rhautomotive.com.br
(11) 2384-1036

4 Commenti

    • 65 anni , un poco troppo per restare senza lavoro . Inoltre , come tutte le pensioni ( ad eccezione di quelle dei soliti politici o magistrati ) si tratta di importi al limite . Considera infatti che il plano di saude a quella età è carissimo e le medicine sono a pagamento .Purtroppo la vecchiaia si avvia a diventare in tutto il mondo una età di sofferenza e privazione tranne rare eccezioni . Noi tra l'altro vediamo solo quelle perchè i casi peggiori sono nascosti .

  1. Si Antonio, 65 anni di età è il requisito per la pensione di vecchiaia degli uomini, mentre per le donne già scendiamo a 60. Se poi si tratta di lavoratori "rural" questi limiti si decurtano di 5 anni sia per gli uomini che per le donne.
    Ma se guardiamo alle pensioni normali, quelle per contribuzione, bastano 35 anni di contributi per gli uomini e solo 30 per le donne.
    Queste soglie minime di contribuzione, inoltre, possono essere ulteriormente abattute, accontentandosi di una pensione proporzionale, a condizione che si siano compiuti i 53 anni di età per gli uomini e soli 48 per le donne.
    E' quindi evidente che le aziende brasiliane hanno più convenienza ad investire su un giovane neulaureato piuttosto che su un 40enne che potrebbe andare in pensione di lì a pochi anni.
    Tra l'altro in Brasile per incassare la pensione non è necessario licenziarsi dall'impiego.
    Per cui, morale della favola, è vero che ci sono moltissimi pensionati che lavoravano a salario minimo e che oggi hanno pensioni da fame ma, almeno a Salvador, io vedo molti splendidi pensionati cinquantenni o poco più, magari ex Petrobras o ex funzionari pubblici, che guadagnano anche signore pensioni e che, magari, a volte continuano anche a lavorare e a fare consulenze profumatamente pagate. Sommando pensione e salario arrivano a guadagnare anche diverse decine di migliaia di R$ al mese.
    Il fatto è che anche in Italia passati i 40 anni si è considerati "maturi" sul posto di lavoro solo che le aziende sono costrette oramai a considerarti giovane e cercare di sfruttarti al meglio, anche se avessero voglia di sbarazzarsi di te prendendo 2 giovani freschi precari che costano molto meno, anche perchè sono obbligate a tenerti (grazie alla Fornero) altri 30 anni, fino ai 70 di età.
    Oggi in Italia ci sono persone classe 1950, 63enni, che ancora non sanno con certezza quando potranno andare in pensione. Per non parlare poi della truffa degli esodati.

    • Purtroppo il senso dell'articolo è del tutto differente . Qui non si tratta di opinioni mie o tue ma dei professionisti brasiliani di ogni stato del Brasile che faticano a ricollocarsi dopo i 40 anni ( Quella pubblicata è solo una tra numerose testimonianze )

      L'articolo riporta in maniera esplicita le ragioni per cui le aziende preferiscono i giovani e tra queste non c'è la distanza dalla età pensionabile .In realtà corrisponde al vero che chi ha 40 anni ha un atteggiamento differente nei confronti del lavoro e della carriera essendo concentrato maggiormente ed a ragione direi sulla famiglia .

      Quello della consulenza è un ripiego , l'unico che resta per coprire il periodo tra perdita del posto di lavoro e pensione ( Anche laureandosi a 25 anni e non perdendo mai un anno di contributi i 35 anni si raggiungono a 60 anni ma tutti sappiamo che oggi è impossibile lavorare senza interruzione per 35 anni di seguito ).

      La Petrobras è una azienda fortemente politicizzata e pertanto va inserita nell'area delle pensioni dei politici e magistrati che come ho già detto sono l'eccezione che conferma la regola .Vorrei vedere le pensioni di quelli che hanno lavorato 35 anni in qualche azienda del sud del Brasile svegliandosi alle 5 di mattina e ritornando a casa alle 22 di sera che è la grande massa dei lavoratori dipendenti.

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