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FMI : previsioni del PIB brasiliano per il 2014 e 2015

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Per coloro a cui piacciono le previsioni ecco quella sul PIB brasiliano fatta dal FMI . Si tratta in realtà di una correzione rispetto ad una precedente previsione .

O Fundo Monetário Internacional (FMI) reduziu para 2,3% e 2,8% as perspectivas de crescimento do Produto Interno Bruto (PIB) brasileiro para os anos de 2014 e 2015, respectivamente. As previsões anteriores eram de 2,5% e 3,2%.

Os dados fazem parte de um relatório chamado Panorama Econômico Mundial, divulgado na manhã desta terça-feira (21), e vão na contramão das expectativas do FMI para o mundo como um todo. Segundo o documento, o FMI espera um crescimento de 3,7% na economia global para este ano, número 0,1 ponto percentual maior que a última previsão do órgão, anunciada em outubro de 2013. Para 2015, a perspectiva permanece inalterada, em 3,9%.


“A retomada econômica mundial está se reforçando, mas ainda é frágil e incerta, com taxas de desemprego que permanecem muito altas nas economias avançadas”, afirmou o economista-chefe da instituição, Olivier Blanchard, acrescentando que a recuperação nos Estados Unidos é mais forte que nos países europeus. De acordo com ele, o sul da Europa continua sendo a parte mais preocupante da economia global.


Para a Itália, uma das nações mais afetadas pela crise, o relatório do FMI prevê um crescimento de 0,6% em 2014 e de 1,1% em 2015, enquanto a zona do euro deve ter altas de 1% e 1,14% nos próximos dois anos. Já o PIB norte-americano terá, segundo o fundo, um aumento de 2,8% em 2014 e de 3% no ano que vem. (ANSA)

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5 Commenti

  1. se è vero che le statistiche sono "artefatte" nell'interesse di qualche potente corporazione economica e politica e che ognuno di noi dovrebbe avere un suo personale sentimento su questi temi "statistici"…..ebbene io ho il mio sentimento che esprimo in sintesi: "il PIB o PIL così come è costruito tiene conto solo ed unicamente di criteri e parametri puramente economici sia che sia espresso dal FMI che dal Paese…sono gli stessi indicatori che vengono utilizzati e le piccole variazioni sono conseguenti a sottili libertà (piccole manovrine autonome) che vengono lasciate al Paese. Io penso che sia ormai defunto questo indicatore solo economico e che un Paese deve essere obbligato nel suo PIL o PIB a considerare anche aspetti sociali di interesse generale quali: a) istruzione; b) sanità; c) sicurezza; d) qualità delle vita in generale; e) infrastrutture pubbliche dedicate alla cultura (non solo quelle dedicate alle industrie); e) senso civico ed educazione; f) rispetto dei diritti umani e pluralità dell'informazione. Allora si che crederei al PIL o PIB del singolo Paese. Utopia la mia? Può essere, intanto iniziamo a non "bere" tutto quello che ci danno……..Chiudo informando che sono stato in Cina per un 40 giorni ospite di una Azienda Brasiliana…..la in Cina il PIL o PIB quando ci sono stato (2011) era del + 7%…….ma non vedevo l'ora di tornarmene in Brasile perchè non potevo più sopportare sia il mobbing quotidiano che di subalterni subivano che la pochezza dei servizi sociali a disposizione del popolo. Vaffanculo allora il PIL Cinese! Non è vita, almeno come noi latini l'intendiamo.

  2. Come si vive in un paese lo si misura in base al tenore di vita di gente comune come un operaio di fabbrica, un muratore,
    un semplice impiegato…sapete meglio di mè come vivono in Brasile queste persone che sono il 90% (forse più) dei Brasiliani !!

    Quando un semplice operaio vivrà decorosamente il Brasile sarà un buon paese, il resto PIL, PIB, indici e siglette è tutta fuffa !!

    Francesco (Uberlàndia)

  3. e io sono stato in brasile quasi 4 anni ma alla fine non vedevo l'ora di tornarmene in Europa poiche (come hai tu evidenziato) i punti a) – b) -c) -e) – f ) ….cioe i parametri alternativi che bisognerebbe considerare oltre al dato asettico di statistiche economiche , pendono in favore del vecchio continente . Purtoppo perché il brasile sarebbe bellissimo ma a conti fatti e' cosi. Specialmente e soprattutto per chi ha o vuole avere famiglia da educare secondo le nostre abitudini.
    Abbraccio Miki

  4. ci sono più europei che rientrano alla base che quelli che riescono a rimanere in Brasile. Gli Italiani poi sono un numero ancora più alto ma penso sia dovuto al fatto che vengono perchè comandati dal lavoro (Fiat-Pirelli-Magneti Marelli-etc.etc.) per il classici 3-5 anni e, come mi racconta un mio conoscente che lavora alla Fiat in Brasile, solo il 13% decide di rimanere e prevalentemente per motivi affettivi. come peraltro sta succedendo con la Romania…..gli Italiani che sono la e ci rimangono è per motivi affettivi. poi calata la passione……se sopravvive l'amore allora, seppure a denti stretti per i motivi detti in precedenza, si rimane, altrimenti…..si molla e si rientra con un senso di fallimento personale. non credo sia il tuo caso ma, credimi, questi sono i 2 motivi principali. Boa sorte na Italia e tudo de bom para voce!

  5. tutto vero undo… ma non direi che si rientra sempre con un senso di fallimento personale. se si molla perché si e' " tentata la fortuna" (come nel blog giustamente Antonio sempre sconsiglia) si torna si con la coda fra le gambe , ma se si rientra perché si e' chiuso un cliclo (lavorativo ,amoroso o altro che sia) ci si porta dietro quella sana "saudade" che fa solo bene. Se si e' "scelto dove stare (e sottolineo la parola "SCELTO") significa che si e' scelta la miglior soluzione per la propria situazione personale e non si hanno rimpianti. Anzi, ci si complimenta con se stessi per aver vissuto nel luogo giusto al momento giusto e per poter cogliere le migliori opportunità siano qui o li. Un abbraccio. miki

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