venerdì 16 maggio 2014

Dilma e Blatter di nuovo ai ferri corti


Dilma Rousseff contro tutti. La presidente del Brasile alza la voce in una cena con giornalisti sportivi a Brasilia, e i primi nel mirino sono i dirigenti della Fifa: "Levatemi dalle costole Blatter e Valcke, sono un peso! Non sono opere per i mondiali, ma per le città", riporta il sito Uol a proposito del rafforzamento della metro nelle metropoli. Per nulla preoccupata dai sondaggi elettorali, che la vedono in calo, la Rousseff non ha legato una sua eventuale rielezione alle presidenziali di ottobre al successo del Brasile ai mondiali. "Avrò molto da mostrare da agosto. Ho tante cose da mostrare", ha tagliato corto Dilma.

La presidente brasiliana ha poi ha definito "un fallimento" la giornata anti-Mondiali organizzata in diverse città del Brasile dai movimenti che protestano contro le spese pubbliche per i campionati del mondo di calcio. Secondo la Rousseff si è trattato soprattutto di "una operazione mediatica che aveva parlatodi oceaniche manifestazioni", come quelle del giugno 2013, in occasione della Confederations cup. Alle manifestazioni hanno partecipato, in totale, meno di 10 mila persone, secondo fonti della polizia.
"Non nascondiamo i conflitti, cerchiamo di conviverci", ha concluso Dilma.

Da Ginevra , Blatter rilascia la seguente intervista in cui critica velatamente l'operato del Governo brasiliano ed anche degli stessi brasiliani .




Na mesma entrevista à RTS, TV pública da Suíça, em que assumiu que a escolha do Qatar para a Copa de 2022 “foi um erro”, por causa do calor de 50 graus no país, o presidente da Fifa, Joseph Blatter, disse que as manifestações no Brasil seriam culpa do governo, por não ter cumprido promessas feitas à população.

— Os brasileiros estão um pouco insatisfeitos... Muita coisa foi prometida a eles... — afirmou.

Segundo Blatter, porém, a sociedade brasileira também tem sua parcela de responsabilidade:

— Para mudar o Brasil, a sociedade terá de ter vontade de trabalhar — disse.

O presidente da Fifa foi otimista ao afirmar que acredita no esvaziamento das manifestações quando a Copa começar:

— Estou certo de que, quando o primeiro chute for dado, o Brasil vai viver um ambiente de futebol, samba, música e ritmos.

O ex-presidente Luiz Inácio Lula da Silva foi citado algumas vezes na entrevista. Blatter disse que os projetos de Lula para o Brasil “não foram adiante”.

O Brasil é a sexta maior economia do mundo. Lula, quando era presidente, prometeu a melhoria do país. Mas, para isso, é preciso a vontade de todos, a vontade do povo para trabalhar.


Fonte: La Repubblica / Globo 

30 commenti:

  1. In Qatar nel 2022 non ci saranno manifestazioni ... andate a vedere la Coppa nel Qatar ma prima compratevi la tuta da astronauta .

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  2. io dico solo che sono appena tornato da recife ....situazione da incubo e non aggiungo altro . altroche' mondiali. qui ci si ammazza per strada e la polizia fa sciopero . bel senso civico . proprio non ci siamo . miki

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    1. Ciao Miki

      pensi davvero che se la polizia scioperasse a Londra o Parigi non ci sarebbero assalti ai supermercati in alcuni quartieri ? E pensi davvero che impedire ad una categoria , pur importante di lavoratori come la polizia , di esprimere il loro dissenso sia segno di maggiore civiltà ?

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    2. In inghilterra o francia la polizia non fa sciopero, qua si
      la differenza è proprio quella.

      Lo sciopero della polizia è un gesto di grande inciviltà secondo me,
      la polizia sa benissimo cosa succede nelle città quando decide
      di scioperare.

      Antonio, chi per un motivo chi per altro siamo in Brasile
      ma paragonare la sicurezza del Brasile a Inghilterra o Francia non mi sembra proprio il caso.

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    3. Ti consiglio la lettura di questo articolo lungo ma ben fatto che racconta la storia del sindacato di polizia in tutta l'Europa . http://www.poliziaedemocrazia.it/live/index.php?domain=archivio&action=articolo&idArticolo=113
      Vedrai che il diritto di sciopero era presente in tutti gli Stati e fu piano piano revocato approfittando di particolari situazioni politiche e non per avanzo di senso civico .

      Per quanto riguarda il paragone tra la sicurezza in Brasile ed altri Stati europei non si discuteva di questo ma della legittimità o meno dello sciopero e di che cosa sarebbe accaduto in Europa se ci fosse stato lo sciopero . Comunque senza scomodare lo sciopero della polizia , i saccheggi avvenuti a Londra nell'Agosto 2011 o i disordini e gli incendi nella periferia di Parigi del 2007 li abbiamo visti tutti .

      Quello che sta accadendo oggi 2014 è figlio della Copa 2014 ed i media ci sguazzano come i maiali nel fango . Tutte le categorie cercano visibilità approfittando dell'onda mediatica dei Mondiali di calcio . Sbagliano coloro che pensano che tutto ciò aiuterà il Brasile a migliorare . Una volta passato l'evento i media rivolgeranno la loro attenzione su altri argomenti perchè il pubblico si stanca presto .

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    4. Paragoniamo gli scioperi in Brasile con quelli di altri paesi solo quando saranno anch'essi "sem vencimento" e non pagati ugualmente!

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    5. buongiorno,
      posso confermare che la polizia in francia fa sciopero eccome visto che ci sto in questo momento ma non per questo ci sono assalti e rapine a gogo.gli unici posti dove c'e un clima suriscaldato sono le perifeerie delle grandi citta.per il resto e su questo concordo con francesco,la situazione sicurezza e incomparabile con quella brasiliana.
      saluti
      francis

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  3. "Quello che sta accadendo oggi 2014 è figlio della Copa 2014 ed i media ci sguazzano come i maiali nel fango . Tutte le categorie cercano visibilità approfittando dell'onda mediatica dei Mondiali di calcio . Sbagliano coloro che pensano che tutto ciò aiuterà il Brasile a migliorare . Una volta passato l'evento i media rivolgeranno la loro attenzione su altri argomenti perchè il pubblico si stanca presto"... Verissimo, ed anche per questo che è un segno di grande inciviltà della polizia !!

    E mi pare strano che anche i medici non abbiano ancora approfittato della situazione, manca solo quello...Francesco

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  4. Quello che ERA o quello che POTREBBE ESSERE a me sinceramente non importa un bel niente, con tutta la stima possibile per chi scrive qui. Io so solo che IN EUROPA COME IN MOLTISSIMI ALTRI PAESI AL MONDO si esce, si cammina per la strada, si gira in centro in bicicletta, si portano i figli al parco IN ASSOLUTA TRANQUILLITA. Il senso civico invece ce' caro Antonio, I nostri poliziotti mai e dico mai si sognerebbero di ribellarsi alle istituzioni e soprattutto di venir meno ai giuramenti fatti nei confronti dei cittadini a cui devono garantire sicurezza. Almeno per loro il senso civico esiste ancora e non riconoscerlo sarebbe una grave offesa per le nostre forze dell ordine. Saluti . Miki

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  5. Concordo Miki...i se e i forse non servono a nulla.

    Poliziotti o medici sono si lavoratori ma non sono fabbri o muratori, sono un altra cosa e non fanno il loro lavoro solo per soldi,
    per questo dovrebbero rivendicare i loro diritti in qualsiasi altro modo ...ma non scioperando !!

    Ai brasiliani non interessa niente degli altri, interessa di se stessi e basta (in generale non per tutti ovviamente)...Francesco

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  6. Il basso livello di educazione partendo già dall'infanzia, causato dalla mancanza di strutture,dalla pigrizia e molte volte da una componente familiare inadeguata per una crescita sana,purtroppo preguidica il senso civico.
    A partire dai più semplici gesti che si vedono di giorno in giorno come buttare una bottiglia dal finestrino,sputare a terra o non rispettare il codice stradale, ci fa capire che comunque cambiando le cose,ci vorra ancora molto tempo,prima di raggiungere un grado di civiltà accettabile per una persona che é stata cresciuta in europa.
    Tutto giustificabile per un paese giovane che ha raggiunto un livello economico-tecnologico solo negli ultimi anni però....
    adesso sarebbe ora di cominciare a cambiare! Almeno per poter avere un riscontro culturale positivo daqui a 15-20 anni.
    Loro comunque lo capiscono e non do tutti i torti a chi sta protestando per questo.

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  7. pensate cosa potrebbe accadere se la seleçao brasiliana dovesse uscire nei primi turni di copa"ipotesi da fantacalcio" .riusciremo a vedere la finale?..e a quale prezzo? poi a riguardo degli scioperi io penso che chiunque lavori abbia il diritto di scioperare o protestare per migliorare il proprio lavoro.(garantendo un minimo di servizio nei posti essenziali) come è strutturato in brasile lo sciopero a me sembrano ferie in più. poi aggiungerei che non si possono fare paragoni tra forze dell'ordine brasiliane con quelle italiane o europa per qualità e efficienza molto meglio in italia. in brasile sono più corroti dei politici! Ciao Stefano.

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  8. Il Brasile sta andando a ramengo, non è più appetibile come una volta, (troppo, troppo caro per quello che offre) molti investitori internazionali se ne stanno andando, e se a questi mondiali faranno la ennesima figura del c....o, ho paura che per la credibilità del brasile sarà dura.
    Io ho investito e ci avevo creduto, ma adesso sono veramente deluso di tutto, mi ritengo ancora fortunato che non ci ho perso più di tanto (come invece tanti miei conoscenti che stanno là), ma il futuro lo vedo male. Dite quello che volete, ma la classe politica brasiliana purtroppo sta continuando a distruggere un paese che regge solo sulle sue potenzialità di crescita, che da qui a poco andranno a farsi benedire.
    I mondiali sono la fotografia esatta della capacità di pianificazione del futuro brasiliano, cioè ZERO assoluto!
    Non oso immaginare cosa accadrà quando cominceranno le insofferenze di massa verso le banche che stanno facendo esattamente come da noi nel periodo pre crisi. Questi mondiali dovevano essere una opportunità per dimostrare le capacità e la credibilità di un grande paese e invece sembra si stia rivelando un boomerang terribile.
    Se la signora Dilma non si mette in testa di ragionare come un politico serio e non come una donna di successo credo che non ci sia niente da fare. Io comunque continuo a fare il tifo per questo paese e spero in un miracolo finale, spero un domani di poter dire che mi sbagliavo, ne sarei veramente felice, non me ne voglia Antonio che stimo e ritengo una persona seria, lui tra l'altro saprà smentirmi facilmente e io ne sarò felice perché per me questo sarà un segno di speranza di un futuro migliore per il brasile e soprattutto per la zona del RN che a mio avviso ne ha più bisogno.

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    1. Caro Anonimo

      proprio ieri ho parlato con un italiano che ha investito a Recife dove ha acquistato terreni prossimi al mare pagandoli a R$40 al mq e li ha appena rivenduti a R$500 ed ora cercava nuovi terreni in aree ancora poco valorizzate , ma con potenziale , da acquistare .
      Come vedi la realtà è molto sfaccettata ed io , nella mia posizione di amministratore del Blog ne sento tante e posso garantirti che le notizie buone , quelle non le scrivono sui commenti . Gli investitori di successo o meglio più fortunati e sono tanti , non amano farsi pubblicità . Posso anche farti un profilo : sono persone di mezza età , maschi , solitamente del nord italia ed investono minimo un milione di reais . Studiano accuratamente l'investimento , lo seguono facendosi aiutare da professionisti onesti e soprattutto non si lasciano scoraggiare o incoraggiare dai media .

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    2. Caro Anonimo

      rispondo separatamente per un'altra tua interessante osservazione che mi da l'opportunità di chiarire un altro punto , la questione della supposta fuga degli investitori internazionali . Ma di quali investitori stai parlando ? Ho già spiegato in passato il siglificato di "hot money " : http://www.vivereinbrasile.com/2014/01/la-fuga-degli-speculatori-hot-money-dai.html . Si tratta di investimenti speculativi , puramente finanziari , che solo impoveriscono il Paese sfruttando il differenziale del costo del denaro tra Stati Uniti e Brasile . A parte questi puoi citarmi investitori internazionali consolidati che abbiano disinvestito ? Parlo di FIAT , CARREFOUR , WALL MART , ... Allego per finire i dati relativi agli investimenti italiani in Brasile :

      Grazie al censimento realizzato dall’Ambasciata d’Italia a Brasilia con la collaborazione di KPMG, si è potuto constatare una crescita della presenza italiana in Brasile: a maggio 2012 si contano 705 stabilimenti, evidenziando un incremento superiore al 40% nell’ ultimo anno; considerando solo le holding o, comunque, una singola entità per ciascun gruppo, il numero si attesta a 524.• In Brasile si contano oltre 20 “Grandi Gruppi” italiani: Fiat Group, Pirelli, Ferrero, Barilla, Campari, Lavazza, Finmeccanica, Telecom
      Italia, Azimut Benetti, Eni, Enel, Mossi e Ghisolfi, Impregilo, Ghella, Luxottica, Generali, Alitalia, Natuzzi, Techint, Prysmian, Maire Tecnimont, Marcegaglia, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e Banca Popolare di Vicenza, tra gli altri, i quali hanno contribuito alla diffusione e alla promozione del “Made in Italy” in America Latina.

      • La rappresentazione dell’Italia in Brasile è, altresì, legata ad un numero considerevole di imprese di piccole e medie dimensioni che,con le loro filiali produttive e commerciali diffuse su tutto il territorio, si sono distinte per la qualità dei prodotti e dei servizi offerti

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  9. qui in Brasile danno per scontato che la Seleçao vinca il mondiale 2014. nessuno di chi amministra la Nazione e gli Stati dove avvengono le partite hanno predisposto una "exit strategy" nel caso la Seleçao venisse eliminata. è un'ulteriore conferma della incapacità di pianificazione di chi rappresenta questo enorme Paese. proviamo anche a guardare con occhi Europei cosa sta avvenendo, in termini di lassismo, in alcuni Stati del Brasile riguardo la zanzarina del "dengue" e poi chiediamoci cosa possiamo fare noi per aiutare il Paese dove abbiamo deciso di vivere. mi rendo conto che sono in contro tendenza se confronto la mia visione sociale con altre......in verità è sempre stato così. io però ho vissuto delle esperienze personali che hanno dato risultati positivi quando mi sono messo ad aiutare chi democraticamente protestava (e protesta). certo è che se la protesta non è svolta democraticamente bisogna andare giu' di manganello come succede in tutti gli altri Paesi del mondo. quindi, non generalizziamo e cerchiamo di aiutare piuttosto che buttare benzina sul fuoco.

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  10. Che Dilma litighi com que cialtroni dela Fifa non e' in se' um fato negativo.
    E' exatamente quello che ci si aspetta accada in una banda di malfattori e ipocriti quando sono scoperti.
    Si affrettano ad incolpare i propri complici per pulirsi la reputazione.
    La negazione dela realta' e' quello che scoraggia,eccome,gli investitori.
    E quelli che non sono scoraggiati investono próprio sui lucri criminali che il Governo brasiliano permette com il próprio lassismo e corruzione.
    Antônio,ma non ti sei accorto che le industrie brasiliane producono sempre di meno e il Brasile e' invaso da prodotti cinesi,che di cinese hanno solo la qualita',perche' i prezzi sono stellari?
    Ed e' chiaro e fisiológico che ci siano investitori,sopratutto nelle piccole imprese che fanno sucesso.
    Ma siamo realisti non si puo' affermare che le previsioni per il futuro econômico ,e aggiungo io,sociale,dell Brasile siano rosee.
    Sullo scipero della polizia ci sarebbe da parlare per ore, e sarebbe difficile trovare analogia com qualcosa successa in Europa o negli Stati Uniti.

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    1. Ciao Benedetto

      la Cina è stata definita "la fabbrica del mondo " ovvero tutto o quasi oggi viene prodotto in Cina , pertanto non bisogna meravigliarsi che i prodotti di consumo di uso più frequente siano "made in China ".
      Circa il rapporto qualità/prezzo , da un lato concordo sulla bassa qualità di alcuni prodotti , dall'altro però il fatto che siano venduti dimostra che sono comunque più economici .
      Proprio ieri ero al supermercato per acquistare una sedia pieghevole : una brasiliana , Tramontina di legno ruvido , nemmeno ben piallato , costava R$ 99 quella cinese di plastica ed acciaio R$ 49 .

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    2. Che i prezzi dei prodotti cinesi siano inferior a quelli brasiliani non basta a spiegare il "suicídio" della indústria nazionale,Un paese che esporta materie prime e importa prodotti finiti non puo' credere di svilupparsi in una economia moderna.

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    3. Ciao Benedetto

      queste solo le regole del libero mercato . A parte il fatto che i dazi micidiali imposti dalle autorità doganali brasiliane sui prodotti importati fanno entrare soldoni nelle tasche del governo brasiliano , i prodotti brasiliani sono esportati verso la Cina in quantità industriale .Ci tengo a precisare che mentre il minerale di ferro può essere considerato una materia prima NON altrettanto lo è la soja o altri prodotti agricoli o di agropecuaria . La soja è da considerarsi un vero e proprio prodotto industriale così come la carne . Basta pensare ai processi produttivi che sono alle spalle di questi prodotti per rendersene conto .

      L'export brasiliano verso la Cina è passato da 5000 a 30 000 milioni di dollari dal 2003 al 2010 mentre l'import è passato da 2000 a 25 000 milioni di dollari con un saldo positivo per il Brasile .

      Nel 2010 la Cina è diventata il maggiore investitore diretto estero del Brasile. Numerose imprese cinesi, quali Jac Motors, Chery, Sany, ZTE e Huawei hanno costruito impianti di produzione, ormai decennali, di enorme successo, con l'effetto poi di spingere altre realtà asiatiche ad investire nel territorio

      Negli ultimi anni la Cina è vista come competitor difficile da neutralizzare attraverso interventi politici, dal momento che la paura di una rappresaglia sul commercio delle commodities è alta. Inoltre, secondo un recente studio della "Brazilian National Development Bank" (BNDES) le numerose acquisizioni di terreni da parte di imprese statali cinesi potrebbero avere un impatto negativo sulle questioni di sicurezza nazionale, sui terreni e sul prezzo stesso delle materie prime.

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  11. L'ALCOA , che e' uma multinazionale americana,la terza al mondo per produzione di alluminio,ha appena licenziato 500 funzionari in Minas Gerais

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    1. L'ALCOA si sta riposizionando per aumentare la profittabilità e si sta spostando sui prodotti a valore aggiunto rinunciando in parte alla bruta produzione di alluminio . A livello mondiale stanno riducendo di 800 000 tonnellate annue la produzione di alluminio primario ovvero il 21% della produzione totale ( La fabbrica di Minas produce alluminio primario e ridurrà la produzione di 147 000 tonnellate ). Per una Azienda che impiega nel mondo 5700 persone , una riposizionamento implica necessariamente sacrificare personale ( 400 nel caso di Minas ) .

      La fabbrica di Minas tra l'altro opera dal 1965 , 49 anni fa , e nel frattempo il mondo tutto è cambiato . A mio parere è un miracolo che sia ancora attiva e non sia stata trasformata in qualche altra cosa .

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    2. Se pensiamo che per produrre alluminio occorre tanta energia elettrica...

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    3. Non è solo problema di energia elettrica è proprio che sui semilavorati c'è maggiore guadagno perchè c'è minore concorrenza in quanto il processo è più complesso e richiede uno specifico know how : immagina quante lattine si producono nel mondo ( è un alluminio speciale ) ma il vero know how sta nella laminazione e nel processo di costruzione della stessa ( Pensate solo alla apertura a strappo ). Pensa al multistrato utilizzato nel tetrapack con cui oggi si realizzano miliardi di imballaggi nel mondo ogni anno !

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    4. Una fabbrica da ristrutturare dove l' energia non e' proprio a buon mercato fa' pensare appunto che sia meglio produrre qualcosa a maggior valore aggiunto e l' alluminio "base"produrlo altrove, solo che poi occorono meno persone ma con maggior qualifica. qui viene il punto che il governo brasiliano non promuove le basi perche' avvengano entrambe le cose.

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  12. Dite quel che volete ma secondo me l'invasione cinese porta solo danni.. questi non portano soldi nella nostra economia hanno un circuito tutto suo con giri loschi di denaro da ripulire.io non ho mai visto cinesi fare spesa nei nostri supermercati o negozi mai visto un cinese in ospedale e neanche nei necrologi (solo quando si brucia una fabbrica dove lavorano e vivono per modo di dire) i nostri commercianti chiudono strangolati dalle tasse loro comprano mah! L'unico posto dove ne ho visti tanti con le tasche piene di soldi a spendere è stato al casinò di Venezia in dicembre dove sono stato ospite per un torneo di poker Texas e ci sono rimasto di mrda da quanto giocavano. Ciao a tutti alla prossima Stefano.

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    1. Ciao Stefano, andare al casino' e' un modo per ripulire il "denaro sporco", basta girare sulla rete per trovare articoli dedicati a questo argomento. I cinesi (e non solo loro) entrano "neri" ed escono "puliti"...

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  13. i cinesi li vedi anche in banca .... e a fiumicino con le valigie piene di euro che portano in cina

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  14. Ciao miki si lo so che è un modo per ripulire il nero ma come lo sappiamo noi mi chiedo come mai la finanza non sorveglia e prende provvedimenti.ciao abraço.

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  15. non vorrei che all'improvviso veniamo colpiti dalla "sindrome Cinese". dobbiamo metterci in testa che il mondo è cambiato ed i casi sono 2: 1° cambiamo anche noi, 2° veniamo spazzati via. non sono solo i Cinesi ad averci circondato........

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