Home Vivere in Brasile Gomorra , ovvero i “versetti satanici” di Roberto Saviano

Gomorra , ovvero i “versetti satanici” di Roberto Saviano

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Luigi De Magistris,
sindaco di Napoli, intervenuto nel dibattito acceso recentemente sulla opportunità di trasmettere la fiction Gomorra tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano ha affermato perentoriamente  “Sono stanco di una letteratura di maniera. Qui nessuno vuole nascondere sotto al tappeto le cose che non vanno, ma è altra cosa voler costruire identità che non esistono“.

A rincarare la dose il pubblicitario napoletano Alfredo Giacometti lamenta la perdita di una commessa a Creta a causa della ricaduta negativa d’immagine.

Anche Ciro Corona, gestore del Fondo Rustico Lamberti di Chiaiano, un tempo proprietà del clan dei Polverino e da 13 anni sequestrato e affidato all’ associazione Resistenza anticamorra di Scampia, ha criticato duramente Roberto Saviano sulla sua pagina Facebook, denunciando l’effetto Gomorra che si è creato nell’opinione pubblica. Una scolaresca di Bolzano che doveva andare a prestare opera di volontariato nel Fondo ha infatti desistito dopo la trasmissione della prima puntata della fiction.

Insomma Saviano , come nel 1988 Salman Rushdie diventa causa e non effetto del male . Per coloro che avessero la memoria corta , Rushdie , uno scrittore indiano poi naturalizzato britannico scrisse nel 1988 I versi satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.

La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeini che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeinista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione.

Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito. Ferito fu anche l’editore norvegese del libro .La fatwa è ancora attiva .

Anche Saviano , come è noto è stato condannato a morte dalla Camorra e vive protetto .
La cosa che sorprende in questo confronto è che nel caso di Rushdie la condanna è lanciata da persone che tutti noi riteniamo vivere , a dir poco , nel medioevo , schiavi di una teocrazia senza confronti se non risalendo ai faraoni dell’antico Egitto . 
Nel caso di Saviano la condanna è  ancora più dolorosa . Condannato a morte dalla Camorra , e questo sarebbe comprensibile ma anche biasimato dal primo cittadino della città di Napoli Luigi de Magistris , e questo è decisamente meno comprensibile  . A Napoli direbbero  ” cornuto e mazziato ” 
E’ come se in Brasile dopo la proiezioni della Cidade de Deus o quella di Tropa d’Elite I e II che denunciano la situazione di degrado delle favele e soprattutto la connivenza tra politici , polizia e criminali ,  il Prefetto di Rio si scagliasse contro gli autori delle fiction.

Sarebbe come se gli imprenditori del settore turistico della città si lamentassero della immagine negativa , della identità che non esiste incollata sul nome di Rio de Janeiro . Dimenticando che queste opere di fiction non fanno altro che DENUNCIARE una situazione degenerata proprio a causa del potere politico colluso con la criminalità. Guai a confondere la causa con l’effetto .

1 commento

  1. L' ipocrisia esiste eccome. Non solo al sud Italia,nel voler nascondere le troppe verità scomode,ma bensì qui nel nord,trentino cattolico bello di facciata,dove si spendono milioni e milioni per aiutare chi arriva dall'Africa a migliaia ogni giorno e non per aiutare chi possiede poco o ninte reddito. Ma in Brasile,chi arriva clandestino(pardon,illegale),lo si rimanda a a casa o gli si da come qui in Italia 30 euros al giorno più ricarica cellulare? annosesto saluta.

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