domenica 11 maggio 2014

Perchè il Brasile non è più una destinazione per pensionati .

Pubblico questo articolo perchè NON parla del Brasile come destinazione per pensionati da 1000 euro al mese . Vengono ampiamente pubblicizzate la Thailandia , le Canarie ed alcune destinazioni Caraibiche la Tunisia e addirittura la Bulgaria ! 
Sono perfettamente daccordo con l'articolo , anche se non conosco i reali costi dei Paesi citati nell'esempio nè le procedure per ottenere un visto permanete da pensionato .In Brasile che prende 1000 euro al mese è tagliato fuori dal programma di visto per pensionati che richiede una pensione minima individuale di R$ 6000/mese ovvero al cambio attuale 2000 euro ! 
Qualcuno potrebbe ritenere questa somma eccessiva ma in realtà non lo è . Considerate infatti che il visto è valido per il pensionato ma anche per la moglie ed eventuali figli minori .Pertanto assumendo entrambi i coniugi con età superiore ai 60 anni si spendono i primi R$ 2000 solo per il Plano de Saude , indispensabile a questa età . 
Restano altri R$ 4000 dei quali R$1500 vanno via in affitto e spese ( Condominio , energia elettrica ,gas ,telefono , internet ) . Altri  R$ 500 minimo per fare la spesa per mangiare . Pertanto a disposizione del pensionato restano netti R$ 2000 . Ma dovrà pur muoversi e pertanto dovrà acquistare una utilitaria . Escludo , nel lungo periodo l'uso del bus , taxi o bicicletta . Questa utilitaria costerà tra tasse , carburante ed ammortamento acquisto  in 5 anni almeno R$ 600 al mese . Poi dovrà acquistare i medicinali che il Plano di Saude non passa . Sono gratuiti solo alcuni farmaci : pressione e diabete . 
Qualche volta andrà a ristorante o in spiaggia , prenderà un caffè con gli amici , comprerà un regalino alla moglie , un libro o dei sigari per se ... Insomma i R$6000 si esauriscono rapidamente .
E' interessante notare il profilo medio del pensionato emigrante : maschio , solo ed in buona salute nonostante l'età . Una combinazione non facilmente ottenibile . 

L’Italia non è nemmeno un Paese per vecchi. Oggi i pensionati sono in fuga insieme ai giovani. Per l’Istat sono 473mila gli over 60 che vivono all’estero. Gli ultimi a partire lo fanno soprattutto per motivi economici. Nel nostro Paese un pensionato su due prende meno di mille euro al mese. E così fa le valigie chi non vuole rinunciare allo status di un tempo. Chi altrimenti dovrebbe trasferirsi a casa del figlio per arrivare a fine mese. Chi è deluso dalla politica, dallo sfacelo dell’economia, dalla maleducazione delle persone. Chi è in cerca del benessere, lontano da ansie e stress e possibilmente al caldo. Chi dopo la morte del coniuge non ce la fa più a frequentare i soliti luoghi.Costa Rica, Thailandia, Filippine, Colombia, Brasile e Cuba dove, secondo l’Inps, i pensionati italiani da 20 nel 2010 sono passati a 70 dopo l’apertura delle frontiere a gennaio 2013. E ancora Panama, Canarie, Tunisia, Marocco, Capo Verde, Kenya e Bulgaria sono le mete di ritiro più gettonate nell’ultimo anno. Le nuove terre di residenza dove qualcuno desidera perfino essere seppellito.
La gentilezza della Thailandia – “Qui la gente è gentile e ti saluta per strada”, dice Antonio Mammato, 65 anni, che due anni fa ha salutato la costiera amalfitana per trasferirsi a Phuket, inThailandia (dove vivono 350 pensionati italiani, cioè 200 in più rispetto a tre anni fa). Il senso di sicurezza che avverte per strada lo fa respirare: “Posso lasciare il motorino con il casco nelle zone più affollate e nessuno me lo ruba”. Ingegnere ed ex dipendente comunale: “Ho chiuso lo studio dopo la morte di mia moglie nel 2001. Per ora vivo di risparmi ma sono in attesa della pensioneInpdap, mille euro netti al mese: qui è lo stipendio di un dirigente!”. Antonio vive in un monolocaledi fronte all’università, per l’affitto spende cento euro al mese, più 15 euro circa per le bollette, e giura: “La stanza mi serve solo per dormire, il resto del giorno lo passo fuori. Il clima è sempre bello”. E dell’Italia dice: “Sembra un formicaio impazzito. Io non voglio più vivere così”. In Thailandia si può permettere di tutto: “Pago 1,20 euro per un pasto, 2,50 per una camicia e 4/5 per un paio di pantaloni. E 200 euro di tasse all’anno. Ho una bella macchina e vivo nel quartiere più esclusivo dell’isola”. Se fosse rimasto in Italia non avrebbe potuto mantenere lo stile di vita di quando lavorava. Anche la compagnia non gli manca. “Ho tanti amici italiani”.
Come Giovanni Giurlanda, 62 anni, di Padova, ex impiegato di banca, dal 2006 in Thailandia. “Sono partito perché non sopportavo l’idea di starmene da solo con le mani in mano”, racconta Giovanni, divorziato dal 2002. Cosa fa in Thailandia adesso? “Vivo! Ho scoperto uno stile semplice e più naturale: vado in spiaggia e a pescare quasi tutti i giorni, gli abitanti vivono alla giornata e ti trasmettono molta serenità”. Giovanni prende duemila euro di pensione. Si è comprato una casa dove abita con la sua nuova compagna. “Un altro motivo per cui me ne sono andato dall’Italia è l’arroganza delle persone, la poca serietà dei politici e la situazione che non si smuove. Ero stanco di tutto questo, davvero”.
Al sole di Tenerife – La signora Elena, toscana di nascita, nella vita precedente faceva la stilista a Milano. Poi tre anni fa ha voltato pagina, a Tenerife. Oggi studia spagnolo e sta all’aria aperta con le amiche. Perché ha fatto le valigie? “Non per soldi. In Italia soffrivo di mal di schiena. Qui mi sono ripresa: il microclima delle Canarie mi aiuta sia fisicamente sia psicologicamente. Poi, mi creda, non ho più potuto assistere al degrado culturale, alle piccole industrie che chiudevano a favore delle grandi catene. Ai governi vergognosi. È stato troppo umiliante”. Quali sono i vantaggi dell’isola? “Il clima, caldo e non piovoso tutto l’anno, e il fatto di essere nell’Unione Europea con un’impostazione da Paese nordico: burocrazia e sanità efficiente, ordine, pulizia, ambiente curato. Mi fa sentire rispettata”. Pensa di rientrare in Italia? “Mai. Neanche nella tomba. Voglio essere seppellita qui”.
Panama, Costa Rica, Belize: alla ricerca di regimi fiscali agevolati e qualità di vita – “In un anno le richieste di pensionati sono aumentate del 30 per cento – dice Alessandro Castagna, responsabile di Voglioviverecosì, il portale dedicato a chi vuole cambiare vita -. Andalusia e isole Canarie sono le destinazioni più frequenti perché sono abbastanza vicine, fanno parte dell’Unione Europea, godono di un buon sistema sanitario, c’è poca criminalità, burocrazia efficiente e la lingua è facile”. La conferma arriva anche da Massimo Dallaglio di Mollotutto, altro sito web utile per farsi un’idea delle opportunità oltreconfine -. Gli anziani vogliono informarsi sulle mete migliori, sul costo della vita, su come si fa a trasferire residenza e pensione all’estero. Noi abbiamo referenti italiani in loco con cui possiamo metterli in contatto. In generale – precisa Dallaglio – attirano i Paesi con un regime fiscale agevolato, per esempio la Tunisia, dove si sborsa il 25 per cento di tasse sul 20 per cento di reddito. E c’è un accordo che garantisce ai pensionati italiani una copertura medica totale.
Anche in Costa Rica, dopo un pagamento mensile in base al reddito (massimo cento euro), si ricevono le cure completamente gratis. Mentre in Belize, altra nuova meta di ritiro, i vantaggi fiscali vanno dal rimborso di tutte le spese necessarie per il cambio di residenza, allo sconto del 50 per cento su tutte quelle di soggiorno temporaneo sostenute prima di acquistare o affittare una casa, sulle assicurazioni mediche e i biglietti aerei. E a Panama – aggiunge – per chiunque abbia una pensione governativa o corporativa di almeno 700 euro al mese la residenza è quasi automatica”.
“In Tunisia vita da re per chi non ha problemi di salute” – Adriano Martelli, 66 anni, ex infermiere, si è rifatto una vita in Tunisia, raggiunta quattro anni fa. Con la sua pensione, da 900 euro, a Torino si era dovuto trovare un secondo lavoro per sopravvivere. “Da quando sono qui ho guadagnato quindici anni. Non ho mai preso un raffreddore, e ho smesso di prendere le pastiglie per gastritemal di testa e pressione, non ne ho più bisogno”. Ha scelto questo Stato perché ci abitavano già degli amici. “Alla fine del mese in Italia non mi rimaneva più niente: 400 euro per un monolocale da 30 metri quadri, poi le bollette e le spese per la macchina”.
Susa, città turistica tunisina, ha preso in affitto un piano di una casa sul mare: oltre cento metri quadrati, arredato, per 260 euro al mese. E ne spende altri 150 per cibo e detersivi. “Vivo con poco più di 400 euro al mese e faccio una vita da re: ho la donna delle pulizie, otto telefonicellulari (il prezzo è di circa 20 euro l’uno), una tv, faccio shopping e vado al ristorante almeno due volte alla settimana. Un pasto mi costa circa cinque euro”. Adriano in Tunisia non ha più bisogno dell’auto. “Mi muovo con i pulmini pubblici: si fermano dove vuoi tu, basta alzare la mano. Il biglietto non costa neanche 50 centesimi. Anche i taxi sono economici: un euro per sette chilometri”. Unico neo: la sanità. “Le strutture sono fatiscenti. Consiglio di venire qui soltanto a chi non ha problemi di salute”.
Nel 2013 l’Inps ha registrato 250 pensionati residenti in Tunisia, quasi cento in più rispetto al 2010. Renato Fortino è socio dell’agenzia “Case in Tunisia”, nata nel 2008, che si occupa di assistere in loco chi è intenzionato a stabilirsi nel Paese (dal permesso di soggiorno al trasferimento della pensione, apertura del conto in banca fino ai corsi di francese e arabo). “Nel 60 per cento dei casi si tratta di pensionati che in Italia prendono dai 500 ai 600 euro al mese, reddito che una volta trasferito in Tunisia è lordo e di questo l’80 per cento è defiscalizzato, mentre la base imponibile è solo sul 20 per cento del rimanente (pari a circa il 6/7 per cento). Questo target cerca case in affitto da 180 a 230 euro al mese, di solito con una camera da letto e salone. Ma non ci sono solo i piccoli pensionati – precisa Fortino – Abbiamo seguito anche ex medicidirettori di banca,imprenditoridirigenti statali, che qui lievitano il loro potere di acquisto. Ultimamente arrivano italiani di mezza età tagliati fuori dal mercato del lavoro che qui provano a reinventarsi: dal maestro di tennis all’istruttore cinofilo e psicologo”.
“Addio Lecco, spargete le mie ceneri nel Mar Nero” – La Bulgaria è l’ennesimo Eldorado per anziani: quelli italiani sono 364 contro i 106 di tre anni fa. Franco Luigi Tenca, 66 anni, è uno di questi. Vive nella capitale, Sofia, da ottobre 2009. Ex camionista di Mandello del Lario, in provincia di Lecco, separato dal 2005 e in pensione dal 2007 con 1200 euro al mese. È stato intervistato dalle Iene e dopo che il servizio è andato in onda, a gennaio, la sua casella di posta elettronica è stata presa d’assalto: 1600 mail in dieci giorni da parte di pensionati, tutti italiani, di cui il 20 per cento già residente all’estero: “Mi hanno scritto dalle Canarie, Francia, Svizzera, Belgio,Germania, Lituania, Sudafrica, Mauritania, Congo, Brasile, Filippine e New York”, dice Franco, ancora incredulo. Gli hanno chiesto di tutto: “Come si sta, dov’è la Bulgaria, quante tasse ci sono, se c’è l’euro, se è vero che l’assicurazione della macchina costa un terzo (vero), quanto tempo serve per avere il trasferimento della pensione lorda e della residenza”. Risposta: “Dipende da quanto impiega il Comune italiano di residenza a mandarti il certificato di cambio di residenza. A me lo hanno spedito dopo 20 giorni ma c’è chi aspetta anche 5 mesi. Comunque qui nel giro di una settimana l’ufficio immigrazione ti fornisce la tua carta d’identità bulgara. Prima però devi presentare un documento di riconoscimento italiano, un contratto di affitto e un conto corrente in una banca locale, che apri subito con 50 euro. Dopodiché vai in ambasciata per l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, cioè l’Aire”.
Nel frattempo Franco è diventato referente per Mollotutto e quasi ogni settimana accoglie gruppi di pensionati che vengono qui per un sopralluogo. “La mia mail è franco.tenca@alice.it. Pubblicatela pure!”. Franco vive con la nuova moglie, una signora bulgara della sua età, in un appartamento in centro di 50 metri quadri, che gli costa al mese 20 euro di affitto: “Mia moglie è inquilina dai tempi del regime comunista e il canone è rimasto uguale”. Altrimenti per un alloggio arredato della stessa superficie si spendono 200 euro. Cinquanta euro in più per 80 metri quadrati. Per lebollette? “40 euro al mese di elettricità e 12 per l’acqua. Qui non c’è il gas, abbiamo il boiler e il piano di cottura elettrico”, spiega Franco. E la spesa? “300 euro al mese per due persone. Anche il fisco non strozza: circa il 18 per cento di tasse e il sei per cento se sei pensionato”. Risultato: “Oggi vivo da nababbo e non più da barbone come in Italia, dove al venti del mese ero costretto ad attingere ai risparmi, che a forza di fare così sarebbero finiti alla svelta”. Svantaggi? “La lingua, ma la gente è cordiale e appena può ti aiuta, mi ricorda gli italiani negli anni ‘60 e ’70”. La Bulgaria è entrata nell’Unione europea nel 2007 ma non ha adottato l’euro: “La moneta è il lev e vale quasi due euro”, risponde Franco alle decine di pensionati che gli continuano a scrivere. Tornerà a Lecco prima o poi? “Assolutamente no. Voglio che le mie ceneri siano gettate nel Mar Nero”.
Fonte : Il fattoquotidiano 

22 commenti:

  1. Comunque sia , dite cosa volete ma a me un paese che costringe i giovani di talento ad emigrare ed i nonni a separarsi dai nipoti non ha futuro !

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    1. parole sante, lo dico da emigrata (vabbè, causa matrimonio con brasiliano, ma anche se non avessi sposato un brasiliano sarei andata via dall'ìItalia comunque, anche se altrove, magari pur dentro l 'Unione)

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  2. salve. concordo quanto sopra. ps con 5mila real,250KM da san paolo(no zona turistica..) casa propia,due persone(45anni) si puo' vivere secondo voi? restiamo 8mesi all'anno...i restanti 4 torniamo in italia(..sfortune a parte..facendo cosi' possiamo sfruttare la sanita' italiana per visite e controlli..e risparmiamo su un eventuale plano di salute..) gianni68

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    1. Ciao Gianni

      probabilmente a 45 anni il costo di un Plano compartecipativo non è eccessivo ( Fatti fare le quotazioni ) . Comunque visto che resti solo 8 mesi all'anno puoi anche fare una assicurazione viaggi in Europa prima dipartire .Io sono stato a Bahia 5 anni senza un Plano de Saude avevo semplicemente una tessera di sconto sulle visite al San Raffaele di Salvador .
      Per quanto rìguarda il costo per vivere penso proprio che non dovrebbero esserci problemi con R$5000 e casa propria .

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    2. per Gianni68, con piu' di 183 giorni anno in Brasile: a) saresti tenuto ad iscriverti all'AIRE; b) a fare dichiarazione IR in Brasile. Poi......vedi tu. Tieni conto che l'iscrizione Aire fa decadere la copertura sanitaria Italiana anche quando ci torni per i 4 mesi anno. Per l'IR (imposta renda) sei obbligato a presentarla dopo i 183 giorni di permanenza in Brasile anche senza la residenza (RNE-CIE). Infine, il permesso turistico è di 90 giorni......8 mesi dovresti avere un visto quindi se hai un visto sei "tracciato" sia dalla Policia Federal che dalla Receita Federal.

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    3. grazie a voi per le delucidazioni e le vostre opinioni.. ps per l'iscrizione all aire sapevo che bastava uscire dal paese una volta all'anno..non sapevo di questa definizione a 183 giorni..grazie undo. io non ho intenzione di iscrivermi,quindi ogni 6mesi dovrei uscire dal brasile se il limite e' di 183giorni....quindi o torno in italia e poi rientro...o vado in Paraguay..colombia..o limitrofi a prendere le sigarette e rientro...? per quanto riguarda il visto..mia moglie e' brasiliana..(questo ha qualche influenza su quei famosi 183giorni?avendo la possibilita' di avere un visto permanente per unione) interessante l'alternativa proposta da Oliviero...assicurazione viaggi in europa...non si sa mai... infine approfitto della vostra gentilezza con una domanda tecnica... volendo depositare dei soldi in banca mi sembra che il max garantito dallo ''stato'' sia di 250mila real...nelmio caso un conto poupanca intestato a mia moglie e uno a me(quindi uno per ogni rne),arriverei a 500. se per ipotesi avessi intenzione di depositare piu' denaro su questi due conti..cosa succederebbe?? faccio una ipotesi: metto 500mila su un conto...per qualche motivo mi spariscono e quindi la banca risponde solo per 250mila? gianni68

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    4. a) se hai la possibilità di avere un visto permanente per "ricongiungimento familiare" ti conviene farlo;
      b) esatto, su conto poupança sono 250.000Reais max e, se il gestore dell'Agenzia è preparato, ti impedisce di versarci altri soldi consigliandoti alternative valide...Mi chiedo però come fai senza RNE ad aprire un tuo conto, mah.
      c) sono 90 giorni di visto turistico e poi altri 90 giorni dopo essere stato fuori dal Brasile per non meno di 90 giorni. Quindi non ci vai solo a comprare le sigarette in Paraguay ma ci andresti a fare dell'altro per 90 giorni.

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    5. grazie undo per la risposta...esaustiva. ps tu mi parli di visto turistico...ma se io ho un visto permanente posso farmi questi 8 mesi di fila e poi rientrare...con l'unico neo che debbo fare la IR perché supero i 183giorni.. INSOMMA..NON CE' UNA SOLUZIONE PER RESTARE ALMENO 8MESI ?? senza dovermi iscrivere all'aire?? grazie

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    6. Scusate se entro nella discussione, al BB di Natal, non mi hanno detto di questo limite di 250k reais sulla poupança, quindi suppongo che non siano bene informati; per ovviare è possibile aprire piu' conti ma in istituti diversi con lo stesso intestatario per avere la copertura?l'ho gia' fatto in Italia.

      Carmine.

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    7. @carmine,
      guarda che per quanto riguarda la garanzia italiana della banca d'italia di 100000 euro,non è per conto corrente ma per persona fisica dunque avere piu conti con piu di 100000 euro non ti protegge sull'eccesso in caso di default anche se hai 5 conti diversi in diversi istituti.sopra 100000 euro,ci perdi tutto e penso si uguale in brasile.troppo facile aprire piu conti in diverse banche.
      salut
      françis

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  3. c'è da ringraziare il buon Dio perchè mette a disposizione dei pensionati alternative valide che devono essere ben ponderate, valutate e visitate prima della fatidica decisione che il piu' volte è spinta dalla necessità di vivere con decenza il periodo finale della propria vita. L'Italia ormai si sta sgretolando.......Una sola ultima raccomandazione per chi decide di trasferirsi da pensionato Inps o altro all'estero......"le imposizioni fiscali" perchè l'Italia continuerà a tassare la pensione ed anche il Paese di nuova residenza.....attenzione, molta attenzione. Consiglio di rivolgervi ad un buon tributarista perchè la sorpresa è dietro l'angolo ed è molto brutta. Vedi pensionati Inps residenti in Brasile,

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    1. iscrivendosi all'AIRE, con il trasferimento patrimoniale su conto poupança in Brasile, ma lasciando la pensione in Italia su un conto per NON residenti( prelevando con carta di credito), ci si mette al riparo dalla doppia tassazione sulla pensione? il Brasile potrebbe rivendicare qualcosa sulla pensione?
      con l'iscrizione AIRE, posso tranquillamente evitare il monitoraggio fiscale dell'ag. entrate, che mi sta rompendo un po' le scatole( vuole che paghi l'ivie , nonostante il diritto al credito di imposta che me la azzera).

      Grazie a chi mi puo' spiegare un po' meglio.

      Carmine.

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    2. Carmine, esatto la Receita Federal se lasci in Italia la pensione nulla può chiederti sulla stessa oensione. quello che
      può fare (e lo fa) è tracciarti tutti i prelievi che fai in Brasile con carta di credito collegata al tuo conto Italiano e poi se superi il minimo annuale esentato ti obbliga a pagare le imposizioni. Piuttosto che usare solo la carta di credito ti conviene utilizzare anche un Bancomat internazionale molto ma molto piu' difficile da tracciare e alternando nei prelievi carta di credito e bancomat probabilmente riesci a stare sotto il limite che mi pare sia circa se non superiore ai 2.500 Reais mese. L'iscrizione Aire ti fa risiedere c/o il Consolato Italiano dove ti iscrivi quindi il processo delle notifiche diventa piu' complicato per l'Agenzia delle ENtrate e non solo.......fai solo attenzione di non firmare mai nessuna raccomandata Italiana che ti arriva direttamente dall'Italia ma solo quando ti arriva attraverso il Consolato......ed è difficile che ti arrivi. Cmq avendo la pensione in Italia e se sei in debito con lo Stato Italiano....l'Agenzia delle Entrate può pignorarti la pensione fino al 20% così come può pignorarti il debito dal conto Italiano. Insomma se trattasi di piccoli contenziosi costeresti troppo essendo all'estero perseguirti ma se si tratta di contenziosi che arrivano a qualche migliaia di Euro (sup. 5.000) puoi avere dei grattacapi. Se poi il contenzioso supera 20.000 Euro ed hai proprietà immobiliari e/o mobiliari in Italia queste proprietà ti vengono pignorate. Chiudo per segnalarti che l'Italia ha una memoria da elefante e nel caso tu tra qualche decennio rientri......sicuro che ti vengono a ricordare anche il piccolo debito. Boa sorte.

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    3. Grazie per la risposta Undo, non ho debiti con nessuno, ma non accetto che mi si obblighi a pagare 2 volte le tasse sullo stesso immobile estero( non ne possiedo in Italia); spero di chiarire questo malinteso al piu' presto; ma a scanso di equivoci, preferisco non essere piu' soggetto al monitoraggio fiscale per quanto riguarda l'estero, e portare tutto in Brasile, anche perche' in Italia i depositi e Bot ormai rendono pochissimo, mentre la tassazione continua ad aumentare, per non parlare poi dello spettro "PRELIEVO FISCALE" ; il cambio aiuta, ma non riesco nemmeno a recuperare l'inflazione brasiliana;
      solo un cosiglio: il trasferimento di patrimonio è meglio farlo con un bonifico unico o meglio a piu riprese( naturalmente il conto di partenza e di arrivo hanno lo stesso intestatario.

      Carmine.

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    4. "transferencia de patrimonio" è la causale. puoi fare tranquillamente il trasferimento dopo che hai concordato con il gerente della Banca Brasiliana: a) il cambio; b) l'esenzione da imposizione perchè puoi dimostrare di aver pagato le imposizioni in Italia (presentando CUD Inps o analogo)....ti devi cmq sobbarcare l'IOF; c) nel caso di difficoltà e dipendendo dalla cifra ....puoi sempre frazionare oppure triangolare, dopo accordo previo, da tuo conto Italia su Banco do Brasil Italia (Milano) e Banco do Brasil qui in Brasile....quando sono qui li sposti dove vuoi. Io diversi anni fa ho fatto questo giro dopo che mi sono accordato con il Banco do Brasil in Milano su: cambio e costi e zero tasse se non l'IOF che allora si chiamava in altro modo. Per l'IPTU che paghi in Brasile....invia una raccomandata all'Agenzia delle Entrate chiedendo come mandarla in detrazione in Italia su IVIE (Unico a settembre?).

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    5. aggiungo che i soldi(>100k) sono gia' dichiarati in Italia, e poi, vivendo piu' in Brasile che in Italia, mi sembra piu' giusto pagare le tasse in Brasile( Receita Federal).

      Carmine.

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    6. Prima di tornare in Italia mi recai al BB a Natal, proprio per sapere tutti i dettagli, ma evidentemente non mi spiegai bene, poiche' mi risposero che al momento che i soldi arrivano in Brasile, vengono cambiati al cambio giornaliero, e che viene applicato l'IOF al 0,38%, ed eventuali commissioni bancarie, che normalmente vengono pagate dalla banca italiana, a spese del cliente;
      Una volta in Italia,ho chiamato anche il BB di Milano, che invece mi ha detto che posso farlo solo parlando col gerente del mio conto a Natal, e che ci vogliono effettivamente dei documenti dichiarativi relativi ai soldi, altrimenti rischio che rimangano bloccati in Brasile e successivamente rispediti in Italia, perdendoci sopra!!
      A questo punto aspetto di tornare in Brasile e parlo col gerente, anche se la prima volta che ho chiesto di parlarci mi hanno comunque mandato agli sportelli, e la funzionaria che mi ha atteso, mi ha detto che era gerente!!....mah......

      Comunque grazie per le informazioni.

      Carmine.

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    7. Carmine....della serie che è meglio 1 aiuto che 1000 consigli e considerato che ti trovi in Italia....chiama il BB di Milano la Sig.ra LISANDRA che è la stessa che mi aveva seguito nel mio trasferimento di piu' di 200K alcuni anni fa. Questa Signora so che è ancora lì perchè recentemente ha incontrato un mio amico con lo stesso problema/necessità. Inoltre ci sono altri mezzi del BB che ha convenzionato molte Banche Italiane per trasferirli qui frazionati....il piu' utilizzato è il "get money to family" remassa facil devi essere tu il remetente ed un'altra persona come destinatario ed ogni trasferimento è max 2.000 o 2.500 Euro fino ad un max di 24/30.000 Euro anno ma che però puoi trasferirli ogni giorno rispettando il limite. Di nuovo boa sorte.

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    8. Qualche settimana fa, ho contattato il BB direttamente dal conto(SAC), ma dalla risposta, mi pare di aver capito che, per depositare sul conto la somma trasferita (liquidaçao), sarei convocato in filiale: (Em relação à liquidação, esclarecemos que o beneficiário da ordem de pagamento deve comparecer à agência BB para a liquidação e recebimento do valor em conta. Acrescentamos que os clientes que possuem autorização permanente para a liquidação e possuam senha da Central de Atendimento cadastrada podem fazer a liquidação via telefone. )

      il problema è proprio questo.
      parlero' di nuovo con la s.ra Lisandra, per vedere se c'è un modo(anche frazionato), per inviare i soldi dal conto italiano a quello brasiliano, senza che sia necessaria la mia presenza in Brasile;

      Grazie comunque ,Undo.

      Carmine.

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  4. CIAO OLIVIERO,
    SI STA' AVVICINANDO LA DATA DEL MIO TRASFERIMENTO IN BRASILE CON LA MIA FAMIGLIA!!! LEI E' BRASILIANA E VORREMMO APRIRE UN PASTIFICIO.VORREI SAPERE PER FAVORE SE DOPO IL MATRIMONIO POSSO INVESTIRE DA SOLO O E' SEMPRE NECESSARIO AVERE UN SOCIO BRASILIANO.
    GRAZIE MOLTE

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    1. Ciao Massimo

      vorrei chiarire questo punto che mi viene spesso richiesto , la storia del socio brasiliano .Ebbene NON è necessario un socio brasiliano per costituire una società LTDA in Brasile , quello che deve essere brasiliano o straniero con il permesso di soggiorno è l'AMMINISTRATORE della società che è il suo rappresentante legale . Pertanto , nel tuo caso puoi aprire la società congiuntamente a tua moglie e lei essere l'amministratrice .

      Se invece vuoi aprire una Società uninominale , cioè con un unico socio devi necessariamente essere in possesso dell'RNE ( Visto permanente ) .

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  5. Quanto dite in questa chat è anche valido in questo 2016?

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