venerdì 25 luglio 2014

Intervista a Vincenzo Russo , italiano emigrato in Brasile , ingegnere e scrittore


Vincenzo Russo vive in Brasile da qualche anno e, come tanti, vive le difficoltà di un'era di contraddizioni che hanno reso complicati i piani delle persone alle prese con le conseguenze del fenomeno della globalizzazione.

L'ingegno aguzza la mente e, nonostante le vicissitudini nel correre dietro le esigenze primarie, ha deciso di fare confluire le sue esperienze e aspirazioni nel principio base dell'arte: esprimere i sentimenti più profondi del proprio lato artistico.

Il risultato è stato che si è scoperto di essere uno scrittore di libri dei quali i due più recenti sono stati dedicati al pubblico infantile. L'ultimo è stato una sfida coraggiosa considerato il fatto di dovere riscrivere in chiave moderna un capolavoro della letteratura infantile.

Ma come è nata l'idea di riscrivere "Le avventure di Pinocchio"?

E' stato per caso. Ho conosciuto una donna brasiliana che mi ha mostrato dei pupazzi che mi hanno da subito incuriosito e dietro i quali c'era una storia legata alle vicende personali e della sua famiglia. Come Geppetto nella favola di Pinocchio era un uomo solo che si è costruito un burattino di legno, così lei ha costruito un pupazzo che ha animato le sue giornate.

Come mai Plastocchio?

Pinocchio non è un più burattino di legno, ma un pupazzo fatto di plastica. Non è più un pezzo di Pino (forse riferito all'albero del Pino o a Geppetto), ma è un insieme di pezzi di plastica (tappi di detersivi e barattolino di yogurt) che formano il corpo, le braccia, le mani le gambe e i piedi di un nuovo, divertente e moderno personaggio di una favola.

Quali sono i messaggi che possiamo dedurre da quest'opera?

E' vero che oggi sembra tutto più difficile, ma è altrettanto vero che ci sono moltissime cose buone nella vita da apprezzare. Il problema che ognuno di noi è costretto a vivere la propria vita come un'avventura che diventa una peripezia, se non è affrontata nel modo giusto. Molti, come me, hanno avuto il coraggio di non avere paura di niente e non si sono posti limiti nella vita, ma le cose non vanno mai come noi desideriamo.

Non c'è il rischio di rileggere la stessa storia?

Io ho riletto la storia originale e mi sono divertito, soprattutto per il modo e lo stile con cui è stata scritta. Nel mio libro cambiano gli scenario e alcuni personaggi. C'è un pappagallo parlante, Sparafuoco al posto di Mangiafuoco, Josefina al posto di Geppetto, e tanti nuovi da cui ho preso spunto dal magnifico mondo brasiliano. Tutti vivono un'era più moderna e vicina ai giorni nostri.

E' una storia divertente?

Non è solo divertente, ma, come la versione originale di Collodi, è anche molto educativa e, in certi tratti, perfino profonda poiché tratta temi come la sofferenza di bambini malati, la realtà delle favelas brasiliane, del non facile rapporto tra una figlia (Josefina) e sua madre. Il mio desiderio è che possa essere pagine di un libro di emozioni ritrovate".

Come sei riuscito a fare combinare la storia di Pinocchio con quella di Plastocchio?

E' un lavoro che ho sviluppato da due anni. All'inizio il racconto dava l'idea di due storie messe insieme. Poi l'ho fatto tradurre in portoghese, inviato a un correttore di bozze, partecipando a un concorso nazionale e, dai giudizi e suggerimenti che ho potuto avere dai lettori, che erano scrittori esordienti, alla fine sono riuscito ad armonizzare tutti i capitoli con quelli del racconto vero. Il giudizio più buono affermava "Una favola deliziosa e piacevole, originale e ben scritta. Nulla da dire.". Il più cattivo: "Ovvero... come buttare una bella idea alle ortiche!!!". Così, con santa pazienza, ho spuntato alcuni nozionismi assurdi e fuori luogo... noiosi e pesanti, e ho dato più importanza all'umorismo, tipico di Collodi. Scrivere un libro significa anche questo: quando pensi che sia finito, si scopre invece che il testo deve essere rivisto e ricorretto.

Credi che possa interessare ai giovani lettori?

Secondo me potrebbe piacere a tutti, anche agli adulti. Il problema è che in Italia si legge poco. In un articolo sulla Mostra del Libro di Torino, ho letto che quest'anno sono stati venduti più di due milioni in meno di libri rispetto all'anno scorso. Credo che non sia solo l'effetto della crisi, ma una tendenza generale che dovrà invertirsi, se vogliamo che l'Italia rimanga un Paese di cultura. L'importante è stimolare l'interesse dei lettori. Ho fatto di tutto per scrivere un libro che aiutasse chi legge ad affrontare alcune questioni della vita con ironia, a sentirsi migliore. Credo che se si offra ai bambini, ai ragazzi e agli adolescenti qualcosa di diverso e che possa farli riflettere, risponderanno con il coinvolgimento, con l'idea di un futuro migliore per tutti. Io, come loro, credo nell'idea che tutti siano uguali e che tutti abbiano il diritto alle cose basiche nella vita.


E' stata pubblicata anche la versione in portoghese.

Il portoghese è una lingua difficile e la letteratura brasiliana è nota in tutto il mondo. è per questo motivo che ho fatto il mio primo timido passo per tentare di tradurre il libro in portoghese. La mia prima bozza è stata letteralmente stravolta dai traduttori portoghesi che mi hanno aiutato. 

Ancora non ero cosciente che dovevo confrontami con una storia letteraria molto ricca nel mondo che è partita con il Romanticismo dal 1836 con Jose de Alencar che esaltava la bellezza della natura e degli indigeni. è proseguita poi con il Realismo grazie a Machado de Assis che diede inizio alla rottura con il passato fino ai giorni nostri che celebrano Paulo Coelho come uno dei nomi più celebri, insieme con altri scrittori come Ignácio de Loyola Brandão, Rubem Alves, Moacyr Sciliar, João Ubaldo Ribeiro, Luís Fernando Veríssimo e altri.



Anche Plastocchio diventa un bambino?

La morale è la stessa: tutti aspirano un giorno a diventare adulti. Chi, però, tenta di fare il furbo o chi mente, diventa invece un asino.... o un politico ( Aggiunta dell'amministratore del Blog ) 


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