martedì 5 agosto 2014

"Agua e saneamento basico " ancora insufficiente per oltre la metà della popolazione brasiliana

L'ONU allerta il Brasile : 77 milioni di brasiliani non hanno accesso ad acqua potabile con continuità e qualità e 114 milioni non possiedono condizioni igienico sanitarie adeguate .
Solo lo scorso anno i ricoveri per diarrea sono stati 400 000 con un costo per il SUS di 140 milioni di reais , finiti praticamente in merda ! 
Contemporaneamente ci sono casi di famiglie che spendono il 27% della propria rendita familiare per avere accesso ad acqua e servizi igienici contro il 5% suggerito dall'ONU .
Ho fatto un calcolo personale : siamo in tre e consumiamo mensilmente R$130 di bolletta CAERN più R$ 50 per l'acquisto di 10 bottiglioni da 20 litri per bere e cucinare . 
Quella in basso è la foto della nuova stazione di trattamento acqua della CAERN di Natal 



L'infografico in basso mostra la situazione della città di Natal per quanto riguarda il problema acqua all'interno del panorama nazionale .



Um abastecimento de água regular e de qualidade ainda é uma realidade distante para 77 milhões de brasileiros, uma população equivalente a todos os habitantes da Alemanha. O alerta é da Organização das Nações Unidas (ONU), que ainda aponta que 60% da população - 114 milhões de pessoas - “não tem uma solução sanitária apropriada”. Os dados revelam que 8 milhões de brasileiros ainda precisam fazer suas necessidades ao ar livre todos os dias. O informe que traz esses dados foi preparado pela relatora da ONU, Catarina de Albuquerque, .

Catarina deixa claro que o crescimento da economia brasileira nos últimos anos não foi traduzida em ganhos nesse setor. “Nos últimos anos, o Brasil experimentou um desenvolvimento significativo, com crescimento econômico e uma melhoria dos indicadores sociais. Mas esses ganhos ainda não foram refletidos nos serviços de água e saneamento”, alertou.

Segundo a ONU, o baixo investimento em saneamento no Brasil está tendo “custos elevados para a saúde público”. Em apenas um ano, 400 mil pessoas teriam sido internadas no país por diarreia, com um custo para o Serviço Único de Saúde (SUS) de R$ 140 milhões. O informe aponta que, para cada dólar que fosse investido em saneamento no Brasil, o retorno seria de US$ 5 em custos evitados e ganhos de produtividade.

As diferenças regionais são profundos. No Norte, 31% da população ainda vive “sem um fornecimento adequado de água”. No Nordeste, essa taxa chega a 21,5%. Um dos aspectos mais graves, segundo a entidade, é a “privação de água e saneamento” nas favelas. “O direito à água não pode ser negado a ninguém com base no status legal de sua moradia”, alertou a relatora. Para ele, nem o governo e nem os provedores dos serviços tem o direito de negar o abastecimento.

O abastecimento também tem uma relação direta com a renda dos habitantes de uma região. “Em locais onde a população ganha um quarto de um salário mínimo, o déficit de água é de 35%”, indicou a ONU. Em locais onde a renda é de cinco salários mínimos, 95% da população tem acesso adequada ao abastecimento de água.”O Brasil tem ainda um longo caminho para garantir acesso universal a esse direito (abastecimento de água)”, afirmou a ONU.

Para contornar esse problema, a ONU sugere um teto para o preço da água e alerta que os padrões internacionais apontam que o abastecimento não pode representar mais que 5% do orçamento de uma família.


Em sua visita ao Brasil, porém, Albuquerque relatou que chegou a encontrar famílias que chegavam a gastar 25% de sua renda com os serviços de água e saneamento. “A relatora considera que é urgente uma determinação vinculante, no nível federal, de um porcentual máximo do orçamento de uma família para pagar pelo abastecimento de água e saneamento”, indicou o informe.

A ONU ainda alerta que o governo federal precisa rever seus objetivos. Segundo o levantamento, o Plano Nacional de Saneamento não atende os mais necessitados. A meta do programa é de atender 99% da população com o abastecimento de água até o ano de 2033. “O Plano não tem como meta uma cobertura universal, deixando 1% da população sem acesso à água e 8% sem saneamento”, alertou. “Isso vai provavelmente levar à exclusão dos mais pobres e mais vulneráveis.”

Entre as recomendações, a ONU pede que o Brasil faça uma emenda à Constituição para tornar o direito à água em uma garantia constitucional. Outra proposta é de que empresas que fazem o abastecimento usem parte de seus ganhos nas bolsas para ampliar sua rede de serviços
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Fonte : Tribuna do Norte 

8 commenti:

  1. spendi 130? io 30... e il mio consumo in m3 è in linea a quello dei miei in italia.
    qua in brasile si spreca troppa acqua:
    - i poveri che hanno il "gato" sprecano perchè tanto è gratis
    - quelli che abitano in condominio sprecano perchè tanto la spesa è comune
    - la classe medio alta spreca perchè ha la "frescura" di fare la lavatrice tutti i giorni
    - tutti si fanno 4 docce al giorno di mezz'ora l'una
    insomma, tutti aristocratici...
    lucio.

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    1. Ciao Lucio

      l'argomento è interessante . Per poter fare comparazioni eque avrei bisogno di sapere quanti m3 consumi in media al mese , quante persone siete in casa ed in quale località vivi ( Il prezzo dell'acqua a m3 varia da Stato a Stato e non so se esistono le fasce sociali come per il costo della energia ) .

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    2. bolletta embasa. 8m3 = 20.90 + esgoto 9.40. siamo in 3.
      non so se il costo unitario varia a seconda dei quartieri. comunque anche i miei vicini pagano molto più di me.
      tu quanto consumi?
      lucio.

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    3. Il consumo medio pro-capite di acqua in Brasile è circa 150 l /giorno che per 3 persone significa 13 500 l/mese ovvero 13.5m3 pertanto il tuo consumo è molto sotto la media . Inoltre ti confermo che esistono fasce sociali anche per il consumo di acqua . Il valore comunicato da MarcoFalco di R$105/mese per tre persone mi sembra molto più realistico .
      Purtroppo non posso fornirti dati precisi come i tuoi poichè vivo in condominio e pertanto non ricevo direttamente la bolletta . Premesso che non credo nella ipotesi che le persone, per il solo fatto di essere una spesa comune , tendano a sprecare acqua , almeno nel caso del mio condominio farò un calcolo assieme al sindaco della congruenza del nostro consumo basato sul numero di condomini . Siamo sono 14 famiglie ed un appartamento è disoccupato .
      Naturalmente nel nostro caso dovremo considerare il volume d'acqua della piscina che è svuotata e riempita anche due volte al mese e l'acqua per la pulizia condominiale . Inoltre , mi pare ogni sei mesi i serbatoi vengono puliti ed igienizzati e per questo devono essere svuotati il che provoca un ulteriore ma inevitabile spreco di acqua .

      Appena ho i dati li pubblico . Un analisi fatta oltre un anno fa dal sindaco rivelò che il nostro consumo è nella media di condomini analoghi .

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    4. In un altro condominio di 10 appartamenti a Salvador con acqua in comune, a contenimento dei costi Embasa, abbiamo optato per un pozzo la cui acqua viene usata per innaffiare il giardino, pulire le parti comuni e, credo, anche per la piscina. Il costo per fare il pozzo è stato irrisorio mentre il risparmio sulla bolletta comune, e quindi sulla taxa condominiale, è stato rilevante. Purtroppo l'acqua indivisa in alcuni condomini è penalizzante per le famiglie poco numerose e per i proprietari di appartamenti vuoti per gran parte dell'anno.

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    5. vabbè... se avete la piscina...
      io consumo da 7 a 11 m3 al mese (11 guarda caso quando sto in italia... la mia compagna e mio figlio "si scatenano", liberando la loro indole sprecona brasileira) e spendo 28-36. poi aggiungiamo 32.5 di garaffoni di acqua minerale.
      io sono un razionalista, per me sprecare è una specie di malattia mentale, rovina l'ambiente e le proprie finanze senza migliorare la vita. serve solo a mostrarsi "nobili" agli occhi degli altri.
      esistono anche studi antropologici e psicoanalitici sullo spreco, se volete ve ne parlo.
      quindi:
      - docce di 5 minuti
      - lavatrice 1 volta a settimana
      - per cucinare si usa l'acqua del rubinetto, tanto bolle...
      lucio.

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    6. Per completare passo le raccomandazioni della associazione dei sindaci di condominio : Sindiconet .
      1) Docce corte ( raccomandato 7 minuti )
      2) Non lasciare il rubinetto aperto quando si lavano i piatti , o si lavano i denti
      3) Controllare se ci sono perdite di acqua in casa ( Soprattutto lo scarico del bagno )
      4) Usare la lavatrice solo a pieno carico

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  2. I miei genitori in 2 lo scorso anno a Roma hanno consumato 142m3 di acqua spendendo €153,17 totali. Quindi un costo al m3 di €1,08, poco più di R$3. Da notare che l'acqua di rubinetto a Roma è potabile (ma loro preferiscono comprarla imbottigliata) ed è possibile cucinarci.
    A Salvador in 2 spendiamo intorno ai R$70 mensili per l'Embasa + bottiglioni di potabile ma non sono mai riuscito a capire il costo a m3 e quanto incida la componente "esgoto".

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