Home costo della vita Il Brasile alle urne : sfide ed incertezze alla vigilia del voto

Il Brasile alle urne : sfide ed incertezze alla vigilia del voto

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Un interessante articolo di Giorgia Sanchini sulle elezioni politiche in Brasile 
Tempo di bilanci, per il Brasile, e di nuove prospettive. A un mese dall’inizio della competizione elettorale – che avrà luogo il 5 ottobre con il primo turno – lo scenario politico appare quanto mai fluido. La scomparsa del leader del Partito Socialista (PSB) Eduardo Campos, avvenuta in un incidente aereo a Santos il 13 agosto scorso, ha letteralmente scompaginato quelle che sembravano proiezioni di voto relativamente stabili, e che attribuivano all’attuale Presidente Dilma Rousseff una vittoria molto probabile al secondo turno.
In particolare, le più recenti indagini sulle intenzioni di voto evidenziano l’emergere di un “terzo polo” in costante ascesa e sempre più in grado di insidiare il vantaggio della Rousseff sugli altri candidati alla presidenza. Effetto combinato dell’improvviso cambio di leadership nel PSB, affidata all’ambientalista Marina Silva (candidata alla vicepresidenza in ticket con Campos), oltre che alla disaffezione di una parte dell’opinione pubblica nei confronti di alcune politiche del Partido dos Trabalhadores (PT).
Una delle idee chiave della campagna elettorale di Eduardo Campos, per cui era molto apprezzato dagli investitori internazionali, dalla World Bank e dell’opinione pubblica contraria a un eccessivo interventismo statalista, era quella di legare a doppio filo politica e management tecnocratico, interpretando l’uno come strumento di efficace realizzazione dell’altra.
La ricetta politica di Campos, già Ministro di Scienza e Tecnologia nel primo governo a guida PT, potrebbe definirsi come un mix tra istanze tipiche di un certo conservatorismo socialista, e di valori progressisti più spiccatamente di sinistra. Ciò – richiedendo un supporto trasversale e non ideologico – gli avrebbe garantito voti di opinione più che di appartenenza, requisito fondamentale per innalzare la qualità di una democrazia.
Come il Partido Social-Democratico Brasiliano (PSDB) guidato da Aécio Neves, il PSB di Campos era fortemente critico nei confronti delle politiche macroeconomiche del Governo Rousseff, in particolare per il fallimento nel contenimento dell’inflazione entro il target del 4.5% (le ultime stime indicano un’inflazione al 7-7.5% per i beni i cui prezzi non siano artificialmente calmierati), e per le distorsioni causate dal credito “sussidiato” erogato da banche poste sotto il controllo pubblico.
Contestualmente, PSB e PSDB evidenziano la necessità di semplificare i bizantinismi del sistema fiscale brasiliano – uno dei principali fattori della pessima performance del paese in termini di “Ease of doing business” secondo il ranking 2014 della World Bank, che lo classifica 116esimo su scala mondiale – e incentivare gli investimenti privati nelle infrastrutture, vera e propria sfida per lo sviluppo.
Il tentativo di Campos di combinare questo approccio ai temi economici con alcuni valori più tradizionalmente socialisti sembrava aver trovato la quadra nell’inaspettata alleanza con Marina Silva, ex Ministro dell’Ambiente per Lula e forte di 20 milioni di voti ottenuti nella competizione elettorale del 2010, quando – sfidando Dilma – aveva ottenuto un terzo posto con il 19% delle preferenze. L’idea alla base della “strana alleanza” era quella di appaiare in un insolito dream team due anime politiche diverse, potenzialmente complementari ed ugualmente figlie del PT, presentando il duo Campos-Silva come il prodotto meglio riuscito dell’eredità politica di Lula, nonostante l’aperto sostegno di quest’ultimo alla “sua” candidata Rousseff.
Nonostante l’immensa popolarità di Marina in Brasile, l’operazione non sembrava però produrre i risultati sperati, considerato che, nel mese di luglio, il PSB poteva contare su non più dell’8% delle intenzioni di voto.
Alleata di Campos più per caso che intenzionalmente (aveva accettato di correre come vice a seguito dell’esclusione – ad opera del tribunale elettorale – del proprio partito Rete Sostenibilità), la Silva si è ritrovata catapultata alla guida di quello che fino a qualche settimana fa era considerato il terzo partito brasiliano.
Già, perché le più recenti proiezioni di voto lasciano intravedere lo spazio per uno stravolgimento senza precedenti del panorama politico e partitico del gigante sudamericano.
A fronte di un 8% di consensi per il duo Campos-Silva rilevato da Datafolha nell’ultimo sondaggio prima dell’incidente aereo – un risultato piuttosto modesto di fronte al 36% di preferenze per Dilma Rousseff e al 20% per Aécio Neves – le ultime rilevazioni con Marina Silva candidata alla presidenza (18 agosto) attribuiscono il 21% al PSB, il 36% al PT e ancora il 20% al PSDB di Neves.
Nella simulazione di un secondo turno che vedrebbe fronteggiarsi al ballottaggio Silva e Rousseff – ipotesi sempre più accreditata con il passare delle settimane – , le intenzioni di voto per la prima raggiungerebbero il 47%, quelle per il presidente uscente il 43%.
In una rilevazione divulgata il 26 agosto, l’IBOPE attribuisce al PSB a guida Silva addirittura il 29% al primo turno, contro il 34% di Dilma e il 19% di Aécio Neves, praticamente attribuendo all’ “effetto-Marina” il potere di raccogliere correndo da sola il triplo dei voti rispetto al duo con Campos.
Con la concreta possibilità che Marina Silva divenga il nuovo Presidente del Brasile, mettendo fine a 12 anni di egemonia del PT, c’è da domandarsi quanto dello spirito del Partito Socialista immaginato da Campos possa essere reintegrato nel programma di governo della nuova candidata, e quanto invece il profilo stesso del partito non rischi di venire snaturato da una virata radicale e da un’impostazione del tutto nuova, che annullerebbe l’intento del PSB di porsi come “terza via” tra il PT e il PSDB.
Nelle elezioni del 2010, Marina Silva conquistò 20 milioni di voti con il Partito Verde proponendosi come outsider, o candidato “di protesta”. Nel 2008, infatti, aveva lasciato il suo incarico da Ministro dell’Ambiente in polemica con alcune politiche del Governo Lula da lei considerate in contrasto con la preservazione dell’Amazzonia, come il sostegno da parte del Ministro dell’Agricoltura all’espansione delle piantagioni di canna da zucchero per la produzione di etanolo – un business milionario per il paese – anche in regioni protette.
Oggi esercita un potere magnetico di attrazione dei voti degli indecisi, dei delusi dalla politica, di coloro che non erano intenzionati a votare, il che giustifica l’erosione relativamente modesta di preferenze a discapito degli altri due principali candidati.
La biografia di Marina Silva, figlia di raccoglitori di caucciù amazzonici, analfabeta fino a 16 anni, compagna di lotte di Chico Mendes per la difesa del’Amazzonia, e ritenuta una delle ambientaliste più influenti del mondo, basterebbe già a rendere la sua figura assolutamente carismatica. Se si aggiunge che, ad oggi, è la prima candidata afroamericana alla presidenza della Repubblica, che è una figura disallineata e può vantare un richiamo idealistico agli anni migliori dell’era Lula, è facile immaginare un forte afflusso di consensi in suo favore, composto trasversalmente da giovani progressisti, ambientalisti, abitanti dei grandi centri urbani, devoti della Chiesta pentecostale evangelica di cui anch’essa fa parte (in Brasile – paese a maggioranza cattolica – questa conta il 22% dei fedeli) e delusi del PT “estilo Dilma”.
Restano da risolvere contraddizioni cruciali con alcune posizioni del PSB e degli alleati della coalizione, come l’atteggiamento da tenere nei confronti dell’agribusiness, settore con il quale la Silva – a differenza di Campos – ha già sperimentato aperti contrasti.
L’opposizione al diboscamento illegale da parte di latifondisti e imprese agricole e l’impegno per la preservazione della biodiversità amazzonica (7 milioni di km2, con oltre 60.000 specie diverse di piante), occupano in Brasile grande spazio nel dibattito pubblico, e c’è consapevolezza dei rischi corsi dall’ecosistema più grande del mondo.
D’altro canto, l’agribusiness rappresenta attualmente il 22% del PIL brasiliano, ed è responsabile del 40% delle esportazioni (95 miliardi di $ nel 2011). Il settore agricolo richiede decisi investimenti in R&D, introduzione di nuove tecnologie e incremento della produttività, oltre che infrastrutture in grado di accompagnare l’estensione della frontiera agricola. E’ già in atto un processo di “globalizzazione” del capitalismo agrario, in grado di organizzarsi per cogliere opportunità associate alle food crisis e di effettuare investimenti finanziari su vasta scala.
Valutazioni lungimiranti e non ideologiche dovranno essere alla base delle future scelte politiche in questo settore, così come andranno trovate soluzioni al palese rallentamento della crescita economica, a una qualità dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria non all’altezza di un paese a reddito medio, all’insostenibilità sul lungo periodo di un modello di sviluppo trainato dai consumi piuttosto che dagli investimenti.
Per chiunque sarà chiamato a governare, occorrerà una visione strategica e articolata, accompagnata da un occhio di riguardo per gli investitori internazionali, troppo spesso spaventati da proclami di cambiamento in seno alle economie emergenti, e comunque estremamente sensibili ad ogni scostamento dalla continuità nel solco della stabilità finanziaria e del quadro politico.
Fonte : huffingtonpost.it

19 Commenti

  1. il marito di marina già fu denunciato per… contrabbando di legname amazzonico pregiato illegalmente disboscato, ahah!
    "sviluppo trainato dai consumi piuttosto che dagli investimenti"? quadruplicati in 10 anni, ahah!
    Brasile – Formazione della Lorda di Capitale Fisso
    http://it.tradingeconomics.com/charts/brazil-gross-fixed-capital-formation.png?s=brazilgrofixcapfor&lang=all&d1=20030101&d2=20141231
    repubblica si rivela sempre il peggior giornale italiano.
    lucio.

  2. allora, oggi l'assessore di marina ha spiegato la loro politica economica:
    – privatizzare la banca centrale
    – non intervenire sul cambio per diminuire la volatilità, svalutare
    – svalutando l'inflazione esplode (ma non era colpa di dilma?), come evitarlo? SEMPLICE! tagliando 100 MILIARDI DI SPESA PUBBLICA.
    ahahahah!
    voi grandi esperti di economia, che conoscete a menadito i "moltiplicatori", che fine fa il pil tagliando di 100mld la spesa pubblica? in GRECIA ne sanno qualcosa…
    questi sono dei criminali.
    risultato delle esternazioni: borsa -2.40% e real crollato.
    lucio.
    p.s. ricordo che in grecia chi non lavora NON HA PIU' DIRITTO AD ALCUNA SALUTE PUBBLICA (e i disoccupati sono 27%) e così si sono impennati i tassi di mortalità, 14.000 morti in più l'anno… ma voi genii dell'economia certamente lo sapete…

  3. Lucio,se tu credi alla panzana che Marina Silva e' un'agente della CIA non hai difficolta' a trangugiare la marea di cazzate sparate da Dilma&Co.
    Comunque sia dovresti provare a smettere di reagire come um fondamentalista ,che chiunque critica i tuoi beniamini diventa automaticamente il nemico fascista.
    So' benissimo che Marina Silva e' al livello di incompetenza di Dilma ,se non peggio,ma questo non mi impedisce di criticare Dilma,Lula e banda bassotti al seguito.

    P.S.
    Io non mi sono mai atteggiato a gênio dell'economia,mentre la tua eroina Dilma há addirittura faklsificato il próprio curriculum.
    Ah,non e' stata lei?
    E' stata la CIA?
    Lei non sapeva niente,come non sa niente dela rapina organizzata alla Petrobras.

    Comincio a convincermi che tu lavori nel pubblico impiego brasiliano,non so' perche'.
    Ce lo puoi dire che lavoro fai,oppure e' um segreto che neanche la CIA riuscira' a svelare?

  4. non lavoro nel pubblico impiego… tu invece hai tutta l'aria di un commerciante, ho indovinato?.
    "spesa pubblica" sono anche scuole, ospedali, strade, porti, aeroporti…
    dov'è che ho difeso dilma? spara cazzate? certo! è il mestere dei politici. me ne frego.
    comunque tu ne spari di più.
    : – il brasile è cresciuto solo per consumo e non investimenti: cazzata.
    – in brasile c'è iperinflazione nascosta: cazzata.
    – il governo ha rovinato la classe media: cazzata.
    si direbbe che TU bevi le cazzate dell'opposizione come acqua fresca. e continuerai a berle nonostante ti ho DIMOSTRATO che sono cazzate, atteggiamento da tipico itaGliano ubriaco di ideologia.
    non so se marina è agente cia, ma certamente propone delle misure "libbbbbberiste" che tanto piacciono agli ammeregani. poi lo dovresti sapere che gli evangelici stanno pappa e ciccia con gli ammeregani. le chiese evangeliche vengono dagli usa.
    lucio.

    • Ho l'aria di um commerciante!!

      Anche se fosse,ma non lo e',che cosa ci sarebbe di male,dimmi .?

      Pero' devo notare che neghi ,ma non ci delizi con la notizia del tuo lavoro..

      Ma per farla breve,anche la delazione premiata di Paulinho,il dirigente dela Petrobras e' uma cazzata dell'opposizione?
      Paulinho,perche' cosi' lo chiamava Lula,..
      E no,tu non hai mai difeso Dilma,ne besi solo le cazzate.
      E mi dispiace per te,ma non sono ubriaco di ideologia,di nessun tipo di ideologia,forse e' per questo che le persone convinte come te mi fanno allegria.

      PS
      Poi ci spieghi perche' insisti ad abbondare con le consonante,sembra che tu scriva come parli..

    • e perchè, a essere impiegato pubblico che c'è di male? ho solo risposto alla tua ca…ta!
      o in poche ore ti dimentichi quello che scrivi?
      hai mai visto un italiano qui impiegato pubblico?
      io lavoro nello sport. e tu?
      lucio.

    • Ma si,mi sono sbagliato,non puoi lavorare nel pubblico impiegoi.
      Pero' i soldi che ricevi arrivano dallo Stato Brasiliano, chiaro che difendi il Governo.
      Io lavoro in Itália,e vengo a spendere i soldi qui,pensa te..
      Lavoro nello spettacolo,contento?

    • i soldi che ricevo arrivano da singoli individui, palestre, piscine (privatissime), non dallo stato.
      lo stato non mi ha mai dato un soldo bucato, nè qui nè in italia. anzi, io ho dato molti soldi all'inps che non rivedrò mai. e me ne frego. te li godrai tu i miei soldi.
      poi VIVERE in brasile è molto diverso dal farci qualche mese ogni tanto in vacanza con gli euri in saccoccia…
      lucio.

    • In effetti non avevo pensato che lo sport ,meno che il cálcio,qui in Brasile non e' próprio considerato dal Governo.
      Buon per te che riesci ad avere uno stipendio fisso con la tua attivita' privata.
      Che fai,il ragioniere?
      E forse ,non hai capito bene,io vivo in Brasile, ho la residenza qui,esco di qui um due o tre mesi all'anno,al massimo.

  5. Diatribe personali a parte, è vero che Dilma & Co. hanno colpe evidenti, secondo me più per quello che non hanno fatto che per quello che hanno fatto di sbagliato, ma non mi sembra che le alternative politiche esistenti siano migliori. O no?
    Pertanto quale futuro prossimo per il Brasile?

  6. MarcoFalco,per me non e' uma diatriba personale
    Ma non resisto a rispondere quandovedo qualcuno che nega l'evidenza dei fatti.

    Adesso pubblichero' qui il link ad um articolo di Veja,che sicuramente sara' tacciato di imparzialita',perche' la rivista Veja e' "dell'opposizione"

    Purtroppo l'articolo riporta i dati di uno studio inédito dell' Ipea (istituto di ricerca econômica applicata) che próprio non e' dell'opposizione…

    Invito Lucio a leggere l'articolo,e a spiegarmelo, com parole sue..

    http://veja.abril.com.br/noticia/economia/concentracao-de-renda-aumentou-nos-ultimos-anos-de-gestao-do-pt

    • io posto dati worl bank (nota organizzazione bolscevica, no?) e tu articoli MENZOGNERI delle riviste di opposizione.
      mi hai mai visto postare articoli? no, perchè i giornalisti sono ventriloqui dei loro padroni.
      lucio.

    • reuters è un'agenzia giornalistica anglosassone, e gli anglosassoni sono in guerra col brasile e con tutti gli emergenti. ma in generale i giornalisti sono i ventriloqui dei loro padroni, ovunque, o mentono o dicono solo le cose convenienti nascondendo le altre. ma che ti devo spiegare ste cose?
      ti racconto una bella storia.
      nella città dove vivo c'è un bel sindaco di opposizione.
      il nonno di un prof di mio figlio era proprietario (tutto regolare, con "escritura") di un terreno enorme in una zona oggi "nobre". il nonno del sindaco, quando era sindaco (opposizione eh… non kattivi PT), fece espropriare quel terreno, lo diede a una construtora privata di amici suoi, ci costruirono il "centro de convençoes" e fecero i MILIARDI.
      indennizzazione per l'esproprio? ZERO.
      il nonnetto entrò nella justiça ma ottenne zero, perchè i giudici erano nipoti del sindaco… è una famiglia che risale ai tempi delle capitanie coloniali del 500…
      praticamente RAPINARONO il nonnetto.
      perchè eduardo campos, chi era in pernambuco? un imperatore! vatti a vedere chi è la sua famiglia. ma tu pensi che questi diventano miliardari col sudore della fronte e risparmiando nella poupança?
      ecco, questa è l'"opposizione"… questo è il brasile caro mio. lo conosci POCO.
      lucio.

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