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Italia : il paese dei pensionati

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E’ un numero che spaventa e fa pensare : ogni 10 occupati in Italia ci sono 7 pensionati ! 
E’ evidente che con questo rapporto i soldi per pagare le pensioni sono prese a prestito dalle future generazioni . Ma l’articolo di Repubblica è crudele perchè ci toglie anche questa speranza : le future generazioni non ci sono , nè ci saranno perchè i  giovano sono andati via o appena possono vanno via mentre  gli immigranti sono cacciati via .. 


Così, siamo diventati un paese di vecchi, attraversato da inquietudini e paure. 



Temo che l’immagine di Renzi cominci a risultare inadeguata per raffigurare il Paese. Troppo “giovane” e “giovanile”. Troppo spavalda e, perfino, esagerata. Rispetto a un Paese che sembra viaggiare – e guardare – in direzione contraria. Cioè, verso il passato. Perché l’Italia mi sembra un Paese sempre più rassegnato. Che ostenta un ottimismo triste, attraversato da rabbia diffusa.

E’ un Paese di pensionati, con tutto rispetto per chi la pensione se l’è guadagnata, dopo anni e anni di lavoro. Però, è difficile non rilevare le tensioni continue intorno al sistema pensionistico. Dal punto di vista sociale e politico. Perché l’età di accesso alla pensione si è “allungata”, per contenere il costo della previdenza pubblica, in una società sempre più vecchia. Dove i pensionati sono oltre 7 ogni 10 occupati. Ma, in questo modo, l’ingresso nel mercato del lavoro per i più giovani si è ulteriormente ristretto. 

Così la generazione dei padri – e, talora, dei nonni – sessantenni vorrebbe andare in pensione. Ma non ci riesce. Neppure quando il governo, come ha fatto nelle scorse settimane, lo prevede. Ad esempio: per gli insegnanti (cosiddetti) “quota 96”. Che a 61 anni abbiano maturato 35 anni di contributi. Perché, dopo l’annuncio, si scopre che non ci sono le coperture, le risorse. Un po’ com’è avvenuto per gli “esodati”. Un’invenzione linguistica. Participio passato di un verbo che non c’è. Coniato per significare quelle persone sperdute, in “esodo” verso la pensione. Ma rimasti per strada. Pre-pensionati senza pensione. A causa di im-previsti legislativi. Esistono ma non si vedono. Sono “pensionandi”. In attesa che lo Stato trovi le risorse per “pensionarli” davvero, dopo la chiusura anticipata del rapporto di lavoro, negoziata con l’impresa.

D’altronde, l’Italia è un Paese schiacciato dalla spesa pubblica. Dal debito pubblico. Nonostante che il pubblico impiego sia in costante calo. Il 7% in meno negli ultimi 5 anni. Ma circa il 20%, per quel riguarda gli statali. Con l’esito, paradossale, che la spesa pubblica non è calata. Al contrario. Perché, come ha annotato Tito Boeri, alcuni giorni fa su queste pagine, “gli stipendi pubblici in meno si sono trasformati in pensioni in più da pagare, sempre a carico del contribuente”.

Questo Paese di esodati, pensionandi e aspiranti pensionati, come può avere e, prima ancora, “immaginare” il futuro? Al massimo: il presente. Ma, più facilmente, il passato prossimo. Nell’Italia di oggi, nonostante Renzi, il futuro: è ieri. Al massimo, stamattina. D’altronde, non per nulla, questo Paese per vecchi, come io stesso ho rilevato altre volte, sta perdendo e ha già perduto i suoi giovani. Che sono pochi e sempre di meno, visto che i tassi di natalità, in Italia, sono fra i più bassi dell’Occidente. Mentre i tassi di occupazione giovanile scendono e quelli di disoccupazione crescono continuamente. 

I giovani: sono “esodati” anche loro. Visto che si contano circa due milioni di Neet, un altro neologismo per significare una popolazione fuori dalla scuola e dal lavoro. Dunque, anch’essa s-perduta. Tra le pieghe dell’impiego temporaneo e informale. Protetta dalle famiglie, che offrono loro un ancoraggio, in attesa di una stabilità imprevista e imprevedibile. I giovani. Se ne vanno dall’Italia, se e quando possono. Sempre più numerosi. In particolare, durante i corsi di laurea. Utilizzano l’Erasmus, programma che prevede alcuni mesi di studio presso università straniere in convenzione con quelle italiane. Ma poi, dopo la laurea, ripartono di nuovo. Proseguono la loro “formazione” in altre università straniere. E spesso trovano impiego. Altrove. Perché l’Italia è un Paese di pensionati dove i giovani “esodano”. Soprattutto i “laureati”. Che sono sempre meno. Il 20% della popolazione fra 25 e 34 anni. Cioè, la metà della media Ocse. D’altronde, il saldo fra giovani laureati che escono e vengono, in Italia, è negativo (-1,2%, secondo un Rapporto di Manageritalia). Il peggiore della Ue. 

Così, siamo diventati un paese di vecchi, attraversato da inquietudini e paure. Perché, quando si invecchia, crescono e si diffondono anche le paure. E ci si difende dagli altri, chiudendosi in casa. Guardando tutti con crescente sospetto. In Italia, più di due persone su tre diffidano di chi hanno di fronte (Oss sulla Sicurezza, Demos-Oss. Pavia-Fond. Unipolis). Perché ci potrebbero “fregare”. In particolare, preoccupano – e spaventano – gli stranieri che affollano l’Italia, in numero crescente. Perché sono tanti, sempre di più, quelli che arrivano. Con ogni mezzo. In particolare, dal Nord dell’Africa. Non per “piacere”, ma spinti da paure ben più immediate e drammatiche delle nostre. Le guerre, la fame, i conflitti. Fuggono dal loro mondo che è lì, a un passo dal nostro. E intraprendono viaggi brevi ma, spesso, infiniti. Perché finiscono in modo tragico. In fondo al mare. Ai nostri mari che assomigliano a cimiteri liquidi, dove si depositano, a migliaia, i corpi di migranti che tentano di scavalcare il muro che li separa da noi. Il Mare Nostrum che ormai è divenuto un Mare Mostrum. Quel tratto di mare: è un muro, una barriera. Costruita con le nostre paure, per difendere la nostra solitudine, la nostra vecchiaia infelice. Per coltivare la nostra indifferenza. 

Noi, l’estremo confine d’Europa. Ultima frontiera di una civiltà senza più civiltà. Senza più pietà. Senza più futuro. Perché se fai partire i tuoi giovani (più qualificati) e tieni lontani quelli che vorrebbero entrare, dal Sud ma anche dall’Occidente, i poveri e i disperati, ma anche i più istruiti e specializzati: che futuro vuoi avere? Al massimo un passato. Sempre più incerto, anch’esso. E annebbiato. Come la memoria.
Per questo la rappresentanza, o meglio, la “rappresentazione” offerta da Renzi, oggi, mi appare inadeguata. Troppo giovane e giovanile. Troppo giocosa. Rispetto al Paese: rischia di proporre uno specchio deformante. Difficile predicare la “crescita” se siamo in “declino” – demografico. Se i giovani sono pochi e quando possono se ne vanno. Non basterà, di certo, un gelato a farli rientrare. Né a farci ringiovanire tutti. Più facile, piuttosto, che lui, il premier, rispecchiandosi nel Paese, invecchi presto.

Fonte : La Repubblica 

8 Commenti

  1. come darti torto antonio??
    e ti diro di piu,l'Italia riesce ancora a pagare le pensioni perche non riconosce nessun tipo di pensione a chi ha contribuito meno di 20 anni e gran parte degli stranieri che lavorano in italia 10/20anni per NIENTE.l'italia e stata condannata numerose volte dalla corte europea di strasburgo ma nulla e cambiato.se io lavoro 12 mesi nella mia vita in francia,mi sara riconosciuta una pensione per i contributi versati in questi 12 mesi al compimento dei miei 65 anni.
    saluti
    francis

  2. Ciao ottoaprile , sono nuovo del blog come lettore quindi scusami davvero ma non conosco il tuo vero nome ancora,io mi chiamo Francesco ed ho 25 anni.Ho letto con entusiasmo i tuoi post ed ancora di più l'articolo preso in prestito da Repubblica.Io come molti della mia età ho preso una scelta simile.Non sono andato in Brasile (ancora ..perchè rimane tra i miei sogni ancora proibitivi per i costi) ma me ne sono andato a Panama poichè con la valuta in USD ed in costo di vita assai basso ed una residenza facile da acquisire mi sono trovato semplicemente più disposto e facilitato a fare il grande passo.Sposato e con moglie venezuelana era impossibile vivere da dove provengo (Avellino, che tu conosci bene dato che sei Campano).Ho incontrato un bravo legale la TGH Abogados di Panama che mi ha aiutato a prendere la residenza a Panama in 3 giorni.Ecco volevo chiederti.Io sono totalmente inesperto a come si prende la stessa residenza in Brasile (uguale a quella panamense per intenderci, ovvero permanente da subito e senza nessun requisito per rimanere nel paese), non so se esiste una equivalente in Brasile e quanto costa e come ci si muove e se posso fare tutto in remoto da casa mia senza andare nel paese come ho fatto per Panama, quindi se potessi almeno parzialmente illuminarmi o se come sicuramente hai probabilmente fatto linkarmi il od i posts dove hai parlato di questo.Ti ripeto, è perchè il Brasile anche se non l ho mai visitato mi piace molto da ciò che conosco e leggo , Panama dove ora sono è bello , tranquillo, sicuro economico ma diverso da quella America Latina che pensavo di trovare(maggiore allegria, colore folclore, cultura culinaria e storica, sono quasi tutte banche, grattacieli autostrade e centri commerciali..) e me lo conferma anche mia moglie di Caracas dicendomi che i ritmi a Panama sono decisamente da un lato troppo lenti(orari,vita e frenesia in città decisamente pacati tanto che malgrado le dimensioni città di Panama sembra un pueblo e dall'altro troppo americani sul versante servizi, banche, centri commerciali, locali notturni (tutti al chiuso stile club nord americano) che invogliano un po troppo a spender ed a non risparmiare .. insomma una via di mezzo che mi ha fatto decisamente migliorare ma il Brasile è quello che voglio, mia moglie dice di lasciar stare perchè costa parecchio ed dove vorrei andare io Rio mi dice che in violenza non sta affatto meglio di Caracas, insomma non so anche da parte tua un consiglio se vuoi e puoi.Non devi per forza pubblicare il mio commento se non vuoi ,puoi anche tenertelo come messaggio privato ,poi se vuoi rispondermi fallo per Francesco . Ciao e complimenti .

    • Ciao Francesco

      il tuo commento è molto interessante ma prima di rispondere vorrei che mi confermassi queste informazioni prese dal sito il cui link è anche sul mio blog : http://vadoapanama.com/trasferirsi/permesso-di-residenza/

      1) Permesso di residenza in base all’ accordo di amicizia tra Panama e Italia (Conveño de amistad): Questo è un permesso di residenza a tempo indefinito, sotto il convenzione bilaterale di amicizia e cooperazione tra Italia e Panama, in base alla Legge No.15 del 1 di febbraio 1966. Teoricamente il più facile per noi Italiani ma anche con qualche risvolto meno pratico.

      2) Quasi nessuno di questi permessi di soggiorno a tempo indefinito danno la possibilità di lavorare nel paese. Sì, avete capito bene; “teoricamente” non siamo autorizzati a ottenere un lavoro ne lavorare autonomamente. Quando si parla di creare un’impresa non significa lavorare nell’impresa!! Per il lavoro dobbiamo (dovremmo) contrattare
      lavoratori Panamensi.

      Inoltre se il tuo permesso non è del tipo indicato al punto 1) vorrei che chiarissi che tipo di permanente hai chiesto .

      Una volta ottenute queste info posso fare un confronto con il visto permanente qui in Brasile .

      Per quanto riguarda la tua impressione di Panama è quella che ho avuto anch'io nel mio breve soggiorno di oltre 10 anni fa . Tuttavia avendo un poco girato il sudamerica posso dirti che il calore e l'allegria brasiliana non la troverai in nessun altro luogo . Per quanto riguarda il costo della vita dipende dal posto dove vivi e dallo stile di vita che si adotta . Se vivi al Nordeste prossimo al mare ,dove la temperatura è mite tutto l'anno e ti piace o ti adatti alla cucina locale ( Che non è affatto solo riso e fagioli come pensano molti italiani ) puoi vivere in coppia con circa 1000 euro al mese .

      A risentirci

  3. In pratica ho preso residenza con il Pacto de Amistad ed il permesso di lavoro circa un mese dopo per 1500 USD.Quindi si permette di lavorare solo che devi pagarti il permesso di lavoro a parte, io ho impiegato un mese ma si può fare anche in meno tempo.

    Francesco

  4. Infine io ho fondato una impresa poichè come vedi nel link postato nella prima risposta al tuo commento è un requisito necessario per prendere la residenza, non costa molto, circa 1600 USD, ora io ottenuto il permesso di lavoro ho iscritto la società a Panama Emprende dove essenzialmente registri la società online per farla diventare locale, ed in 24 ore sei operativo sul suolo.Mi occupo di ottimizzazioni rete, consulenza IT, web designer e non ho dovuto assumere nessun Panamense per forza, ne ho assunto uno solo per necessità visto che serviva uno specializzato in quello che cercavo ma che parlasse spagnolo.Grazie per le info, certo che se si può contare su un budget di 1000 USD nel Nordeste come dici tu allora devo conoscerlo per forza !

    Francesco

    • Ciao Francesco

      i tempi per ottenere il visto permanente in Brasile sono nettamente più lunghi . Il percorso più breve ( 6-8 mesi ) è quello come investitore che prevede la costituzione di una LTDA (srl) ed il trasferimento sul conto della medesima di un capitale minimo di R$ 150 000 . Il costo della operazione fatto attraverso una Agenzia specializzata è di circa 5500 euro .La società così costituita può fare quasi tutto tranne le solite limitazioni di tutti i Paesi come ad esempio funzionare coma Banca .
      Personalmente considero il Brasile una scelta migliore nel lungo periodo poichè si tratta di un continente con possibilità enormi , materie prime ed una popolazione giovane e amante del consumo . Panama la vedo più orientata verso i servizi e comunque , come tutti sappiamo , ha una breve storia essendo praticamente stata "creata " dagli americani 100 anni fa all'epoca della costruzione del canale per dare stabilità al loro investimento .
      Moltissimi italiani stanno trasferendo la loro residenza a Panama a causa della fiscalità favorevole ma non saprei dire se il business vero esista o tutto giri intorno alle società offshore ( Avvocati , fiscalisti , consulenti , ecc ) .Per business vero intendo quello che produce ricchezza : industria e agricoltura . Tutti gli altri settori solo ridistribuiscono ricchezza ma non ne generano nuova per il Paese . Anche l'arrivo di hot money ( Capitali speculativi ) non mi sembra garanzia di crescita per il Paese perchè questo denaro , con un semplice colpo di click sparisce .
      Vivere con 1000 USD nel Nordeste è possibile ma solo se sei single e vuoi vivere discretamente altrimenti in coppia devi adottare uno stile di vita semplice . Un budget per una famiglia di 4 persone che voglia vivere senza problemi ( ( casa , auto , plane de saude , scuola privata ) è di 3000 USD/mese .

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