giovedì 5 marzo 2015

La SELIC aumenta di ulteriori 50 punti

Avaliando o cenário macroeconômico e as perspectivas para a inflação, o Comitê de Política Monetária (Copom) do Banco Central decidiu, por unanimidade, elevar a taxa Selic em 0,50 ponto percentual, para 12,75% ao ano., sem viés.


Foi o quarto aumento consecutivo da taxa Selic, que atingiu o maior patamar desde o início de 2009, quando estava em 13,75% ao ano, ou seja, em seis anos
A Selic serve de referência para as demais taxas de juros, e, no início da semana, a expectativa de analistas e investidores do mercado financeiro já era a de elevação do índice para 12,75% ao ano. A expectativa do mercado foi divulgada pelo Banco Central segunda-feira (2), no boletim Focus
O Banco Central tem na Selic um dos instrumentos para manter a inflação oficial, medida pelo Índice Nacional de Preços ao Consumidor Amplo (IPCA), dentro da meta estabelecida pela equipe econômica. De acordo com o Conselho Monetário Nacional, o centro da meta de inflação corresponde a 4,5%, com margem de tolerância de 2 pontos percentuais para baixo (2,5% – piso da meta) e para cima (6,5% – teto da meta). 
Embora a taxa básica ajude no controle dos preços, sua elevação também pode prejudicar o reaquecimento da economia, pois o crédito fica mais caro. De acordo com o boletim Focus desta semana, o mercado financeiro prevê, para 2015, PIB com retração de 0,58% e Selic a 13% ao ano.

2 commenti:

  1. Non leggo commenti in questi due ultimi post. Ma i tre acronimi annuncianti significano poco o nulla. Il consumo, o consumismo, hanno reso il già precario consumatore brasiliano a l´acqua alla gola. Il mercato automobilistico (I love car, but Ferrari is my dream) segna un meno 26%, e anche questo dato è sfalsato da una frecciata al Bene senza una pianificazione finanziaria. La pressione sul real, e non solo, poiché la Rupia indiana, e prima di lei il Rublo Russo -come notiamo tutti Paesi di economia emergente-, hanno subito forti deprezzamenti. La tecnologia industriale, purtroppo, la si acquista sempre nei Paesi dove la robotizzazione va di pari passo con i centri di ricerca tecnologica, o, comunque, con aziende solide e motivate da un sistema fiscale e sociale etici . Poi ci sono i fattori di degrado, violenza e insicurezza su tutto. Sono costi di cassa e se non si alzano gli interessi, i Capitali speculativi, prendono un´altra via. Preferisco non essere pessimista, ma mi sembra, che l´epoca d´oro (per chi ci ha creduto), sta terminando. Ma abbiamo il sole e la cachaça :)

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  2. Ciao Massimo

    I post in portoghese ricevono sempre pochi o per niente commenti . Io li inserisco , oltre che per i lettori interessati , soprattutto come memoria di quello che accade . Come aggiunta al tuo commento posso dire che l'economia da decenni si muove come un pendolo oscillando tra paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo . In passato e' toccato a grandi economie entrare in crisi , vedi il Giappone che ci è rimasto una decade , molti paesi europei e anche alla grande America . Nel tempo è toccato agli emergenti : Brasile , India , Russia ecc . . Oggi mentre l'America vede il rientro dei capitali speculativi e pertanto aumento del dollaro ecc . i paesi in via di sviluppo iniziano la loro discesa che li porterà in fondo ma che contemporaneamente creerà le condizioni per lo sviluppo futuro e così via in una oscillazione senza fine . L'epoca d'oro , come tu la definisci , tornerà sempre e sempre ci lascerà , l'importante è non esaltarsi o demotivarsi a causa del PIL :)

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